Laura Boldrini senza vergogna: “sono una donna che viene dal popolo” …perchè, sapete, è prerogativa del popolo essere nipoti di petrolieri, vivere in una famiglia che dire ricca è poco e soprattutto ben ammanicata nelle stanze del potere, laurearsi in università privata e subito lavorare in ENI, RAI e FAO con compensi da capogiro !!

Laura Boldrini

 

 

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Laura Boldrini senza vergogna: “sono una donna che viene dal popolo” …perchè, sapete, è prerogativa del popolo essere nipoti di petrolieri, vivere in una famiglia che dire ricca è poco e soprattutto ben ammanicata nelle stanze del potere, laurearsi in università privata e subito lavorare in ENI, RAI e FAO con compensi da capogiro !!

 

Laura Boldrini lo ha detto di nuovo: “sono una donna che viene dal popolo”

 

La prima volta che disse ‘sta cazzata, all’indomani del suo insediamento alla Camera, scrisse Siamo La Gente:

Un po’ sul serio, un po’ con ironia fioccano i paragoni tra Laura Boldrini e Papa Francesco. Già si preparano quelli con la missionaria madre Teresa di Calcutta, ma forse sarebbe meglio con qualche «pasionaria» rossa della guerriglia sudamericana.

E si presenta l’ex portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite come la nuova presidente della «Camera della carità», quella rivolta agli ultimi della terra, ai poveri, ai diseredati, alle donne maltrattate, ai profughi della terra.

Manca solo l’aureola. E la sua provenienza dalle fila del Sel di Nichi Vendola dà all’impegno umanitario quella luce di ideologia politica facile da enfatizzare. Ma troppo entusiasmo può riservare anche amare delusioni. Perché chi conosce bene Laura Boldrini e la sua folgorante carriera sotto i riflettori internazionali assicura che è figlia di una casta radical snob ben ammanicata nelle stanze del potere e il suo percorso è stato, per così dire, preferenziale. Tanto che il suo ruolo all’Unhcr scompare con lei, perché le è stato tagliato addosso come un vestito d’alta moda. Alla faccia di tanti che avrebbero voluto subentrare in quella posizione, così ricca di soddisfazioni e così libera del ferreo controllo riservato ad altri ruoli. La maceratese Laura viene da quella società marchigiana fatta di famiglie tradizionali e un po’ bucoliche, colte e all’antica, molte di riservata nobiltà altre di solidi patrimoni, che spesso avviano i rampolli ad un futuro in diplomazia o comunque in organismi internazionali. È sempre stato uno dei giardini più ambiti dall’alta società e con quell’obiettivo si fanno studiare i giovani nei migliori collegi, d’estate si iscrivono ai corsi di lingue e si organizzano viaggi per conoscere il mondo, li si iscrive a università di fama e si pagano stage e master all’estero dopo la laurea. Un’esperienza nel mondo del volontariato, in certi circoli radical-snob, è d’obbligo per far brillare il curriculum. Fa molto nobiltà d’animo e i genitori raccontano con orgoglio nei salotti le esperienze vissute lontano da casa dei figli. Se poi da grandi compiono il grande salto, certo è merito loro, ma il trampolino di lancio ad altri è precluso.

Laura, nipote di un petroliere, dopo la maturità vola nelle risaie del Venezuela e poi si regala un lungo viaggio in tutto il Centroamerica. Poi arriva la laurea. Ora che tutti si entusiasmano per il nuovo stile della presidente della Camera, che all’investitura si presenta con una giacchetta nera striminzita e sale a piedi al Quirinale per la prima visita al Capo dello Stato, bisognerà pur chiedersi se la Boldrini non abbia avuto la strada spianata come pochi. Visto che è entrata in Rai come giornalista negli anni Ottanta, ha fatto tappa all’agenzia giornalistica Agi di proprietà Eni, per poi dare un calcio ad un posto ambito e solido per tuffarsi nelle sue avventure nel mondo. Entrando, certo grazie alle sue doti e alla sua tenacia prima alla Fao, poi all’Onu nel 1989. Infine, l’approdo all’Alto commissariato per i rifugiati nel 1998. Medaglie e riconoscimenti si sprecano, compresa la nomina nel 2009 ad «Italiano dell’anno» di Famiglia Cristiana.

Laura, la francescana, ha lo stesso pedrigree sociale e castaiolo di una Melandri o di una Concita De Gregorio, solo che il suo orizzonte è più internazionale. Sa come incantare le masse e il potere. Su twitter ha raccontato il suo incontro con Napolitano. Il presidente l’ha salutata con queste parole: «Sangue freddo, fatica e successo». Nessuna paura: Laura Boldrini è una predestinata.

Sappiamo tutti che le lobby, per mantenere il loro potere, sono culo e camicia con la Politica – Ecco l’ultimissima: la lobby del tabacco arruola il figlio di Mattarella!

lobby

 

 

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Sappiamo tutti che le lobby, per mantenere il loro potere, sono culo e camicia con la Politica – Ecco l’ultimissima: la lobby del tabacco arruola il figlio di Mattarella!

 

La lobby del tabacco arruola Mattarella figlio

da Il Fatto Quotidiano

 

Nel mondo del tabacco le decisioni politiche determinano i profitti dei colossi in perenne guerra fra di loro. Sarà per questo che qualcuno ricorre ai servizi di chi conosce bene gli ambienti ministeriali per averli frequentati a lungo. Come Bernardo Giorgio Mattarella, primo dei tre figli del presidente della Repubblica. A lui si è rivolta la British American Tobacco che gli ha commissionato un dettagliato parere legale che da settimane gira nel ministero del Tesoro dove i tecnici lavorano a un incremento delle accise sulle bionde per contribuire alla manovra correttiva da 3,4 miliardi chiesta da Bruxelles.

Mattarella l’ha consegnato il 5 ottobre. Fino al 2 ottobre è stato capo dell’ufficio legislativo del ministero della Funzione pubblica di Marianna Madia di cui poi è diventato consulente dal 4 novembre a titolo gratuito (l’incarico è scaduto a marzo). Cosa dice il parere? Che il Tesoro non può alzare le tasse sulle sigarette oltre un certo limite senza fare una legge. Bat, infatti, non vuole un incremento dell’imposta minima, che colpirebbe i suoi marchi. Il parere le dà man forte, complicando la vita ai tecnici ministeriali.

IL CALIBRO del personaggio spiega perché il colosso inglese abbia richiesto i suoi servigi. Classe 1968, Mattarella Jr si è laureato in Giurisprudenza a Palermo con 110 e lode, master in Legge a Berkeley, ordinario di Diritto amministrativo a soli 35 anni. Vanta circa 300 pubblicazioni e ottime frequentazioni anche nel mondo che gravita intorno all’ex presidente Giorgio Napolitano: è stato assistente dell’ex giudice costituzionale Sabino Cassesse, amico di Napolitano e siede insieme al figlio Giulio nella fondazione Astrid guidata da Franco Bassanini e nell’Irpa, il centro studi sulla pubblica amministrazione fondato da Cassese.

Accreditato di grande competenza, già componente di Commissioni di studio e di indagine ministeriali, nel 2013 – governo Letta – viene nominato capo dell’Ufficio legislativo del ministero dell’Istruzione. Caduto Letta, viene chiamato alla Funzione pubblica da Marianna Madia. Da lì ha curato la riforma della Pa. Professore ordinario in aspettativa a Siena, è approdato alla Luiss, l’università della Confindustria a Roma.

TRE GIORNI DOPO l’uscita dal ministero, firma il parere come “Ordinario di Diritto amministrativo alla Luiss”e spiega che gli è stato richiesto dalla Bat, insomma, una consulenza accademica. Tema: l’interpretazione di alcuni commi del decreto legislativo 188 del 2014. È il testo che ha riordinato la disciplina fiscale dei tabacchi al centro di una guerra senza sconti tra le lobby delle bionde. Il decreto fissa tre imposte: una uguale per tutti, il carico fiscale minimo; e due proporzionali al prezzo, l’accisa e l’aliquota. Il nodo vero è la prima: essendo uguale per tutti, alzandola si colpiscono più quelli di fascia bassa, tipo le Lucky Strike e le Rothmans di Bat e meno i marchi di fascia alta come la Marlboro di Philip Morris, che infatti la caldeggia. Il decreto assegna al ministero dell’Economia il potere di modificare le imposte con un semplice decreto ministeriale, sentita l’Agenzia dei Monopoli: i valori di riferimento per le modifiche del 2015 sono quelli del 2014, e dal 2016 in poi quelli fissati “dall’ultima modifica”. In teoria, quindi, senza limiti.

Mattarella nel suo parere spiega invece che l’interpretazione più autentica è che valgono i limiti massimi fissati nel 2015 stenza in materia di diritto amministrativo” è stato conferito “il 28 settembre, a valersi con efficacia dal primo ottobre”, cioè quando Mattarella era formalmente ancora al ministero come capo dell’Ufficio legislativo. L’incarico per il parere è stato retribuito con 3.500 euro e “rientra in una più generale consulenza fino al 31 dicembre 2016”. Tutto legittimo visto che la legge Frattini sul conflitto d’interessi non dice nulla al riguardo, ma il caso arricchisce una già lunga lista composta da super esperti che vanno e vengono dai ministeri e poi lavorano anche per aziende private. In questo caso con un cognome di peso. Il Fatto ha provato per tutto il giorno ad avere la versione di Mattarella sull’opportunità di accettare la consulenza, senza però ottenere risposta.

LA ZAVORRA fiscale regressiva, che colpisce i marchi di gamma bassa, ora servirebbe allo Stato per non perdere gettito visto che il mercato è in calo e anche per fare cassa. Nell’ottobre scorso si studiava un incremento dell’onere minimo da 170 a 178-179 euro al chilo. Ora, nelle ipotesi al Tesoro, si è scesi a 175 euro e si studia se inserire il tutto nel decreto della manovra correttiva. Probabile che il parere portato da Bat abbia influito. Sul decreto del 2014 le lobby diedero battaglia senza risparmiare colpi: testi che apparivano e scomparivano nei pre-Consigli dei ministri, emendamenti e cavilli infilati all’ultimo e via dicendo. A ottobre, in piena guerra, Matteo Renzi andò a inaugurare lo stabilimento bolognese di Philip Morris che chiedeva un rialzo stellare del carico fiscale minimo. Bat è risultata invece il principale finanziatore della Fondazione Open, la cassaforte politica del renzismo che paga gli eventi come la Leopolda. Poi c’è la guerra dei pareri legali.

Dai soldi alla Fondazione di Renzi agli show in fabbrica: le industrie che vivono di politica

Pressioni – I produttori di sigarette lottano fino all’ultimo emendamento sulle tasse

Poche lobby, come quella del tabacco, vivono dei rapporti con la politica. Dalle accise lo Stato ricava ogni anno circa 14 miliardi di euro, una cifra che lo rende un settore delicatissimo. La lista dei punti di contatto tra i due mondi è lunga, ed è cresciuta soprattutto con il governo di Matteo Renzi, che si è trovato a discutere nel 2014 un decreto che ha riordinato, su input di una direttiva europea, l’intero mondo dei tabacchi.

LA GUERRA di lobby è stata furiosa, e ogni cosa fa gioco. La sfida è sempre stata tra colossi come Philip Morris, che chiedono di alzare l’accisa minima, e quelli come British american tobacco o Imperial tobacco che hanno marchi di fascia bassa di prezzo e quindi vengono colpiti di più.

Bat, per dire, ha versato 150 mila euro alla renziana fondazione Open, i primi 100 mila dopo il primo luglio 2014. Qualche settimana prima il premier aveva incontrato Nicandro Durante, il gran capo di Bat: era la vigilia di approvazione del decreto, poi slittato a più riprese. Già a fine 2013 Philip Morris era riuscita a far comparire in un collegato alla manovra un super aumento dell’imposta minima che penalizzava i concorrenti, poi saltato.

A ottobre 2014, in piena guerra di lobby, Renzi va alla posa della prima pietra, con uno show senza precedenti, dello stabilimento bolognese da “600 posti di lavoro e 500 milioni di investimento” dove Philip Morris produce la sua sigaretta di nuova generazione (che otterrà uno sconto del 50% sull’accisa). Nel colosso americano, peraltro, siede come direttore non esecutivo anche Sergio Marchionne, con cui Renzi vanta una solida amicizia.

Nei vari pre-consigli dei ministri compaiono testi che poi cambiano all’ultimo, segnale di una certa confusione negli uffici legislativi dove succede di tutto. Anche sui testi che riguardano i “prodotti di nuova generazione” i commi appaiono e scompaiono. Ma la lista, come detto, è lunga. Il Fatto, per esempio, ha rivelato che a luglio scorso la Bat ha finanziato con 17.324 euro un incontro organizzato a luglio dall’associazione Ares presieduta dal sottosegretario dem al Tesoro Pier Paolo Baretta, che tra le sue deleghe ha quella dei giochi ma non quella del tabacco.

AL TAVOLO, peraltro, c’erano personaggi illustri come l’ex sottosegretario Vieri Ceriani, consigliere del ministro Pier Carlo Padoan, vero esperto della materia.

Berlusconi: “I grillini non hanno mai fatto nulla di buono” …bene, detto da un pagliaccio, noto puttaniere condannato per frode fiscale e falso in bilancio, credo possa considerarsi un complimento!

 

Berlusconi

 

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Berlusconi: “I grillini non hanno mai fatto nulla di buono” …bene, detto da un pagliaccio, noto puttaniere condannato per frode fiscale e falso in bilancio, credo possa considerarsi un complimento!

 

Berlusconi attacca i 5 stelle: “I grillini non hanno mai fatto nulla di buono”
“C’è ignoranza nella classe politica su certi temi. Oltre il 70% dei parlamentari di Grillo non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi in vita sua. Non hanno mai fatto nulla di buono per sé o per gli altri”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, al Salone del Mobile di Milano che ha anche respinto la proposta del Movimento 5 Stelle di introdurre un reddito di cittadinanza “che indurrebbe tutti a non lavorare”. “Poi – ha aggiunto – non si può fare perché costa 90 miliardi di euro”.

E si, lo ha detto Silvio Berlusconi. Quello che di cose buone ne ha fatte tante…

… ve ne vogliamo ricordare solo qualcuna:

  • LEGGI AD PERSONAM (circa una trentina)
  • QUELLA VOLTA CHE DISSE AI TERREMOTATI DELL’AQUILA DI “PRENDERLA COME UNA VACANZA”
  • I “RISTORANTI SEMPRE PIENI” DETTA NEL BEL MEZZO DELLA PEGGIORE CRISI ECONOMICA DELLA STORIA
  • LE MAGLIETTE DELL’ITALIA CON SCRITTO BUNGA-BUNGA CHE HO VISTO LA PRIMA VOLTA CHE SONO ANDATO AD AMSTERDAM
  • AVER PORTATO IN POLITICA NICOLE MINETTI
  • LA BARZELLETTA SU ROSY BINDI CON BESTEMMIA FINALE
  • AVERCI SPINTO A METTERE I BANNER “BERLUSCONI NON È IL MIO PRESIDENTE” SUI BLOG NEL 2007
  • AVER DATO RILEVANZA POLITICA A DUE SOGGETTI COME SCILIPOTI E RAZZI
  • AVER FATTO MINISTRO CALDEROLI
  • L’EDITTO BULGARO
  • IL CONFLITTO D’INTERESSI
  • AVER CONVINTO BEN 314 PARLAMENTARI ITALIANI CHE RUBY ERA EFFETTIVAMENTE LA NIPOTE DI HOSNI MUBARAK
  • LE POLEMICHE CONTRO LA MAGISTRATURA
  • AVER PREPARATO IL CAMPO AL RENZISMO
  • MARIANO APICELLA
  • LA LEGGE FINI-GIOVANARDI
  • AVER RESO “ARCORE” SINONIMO DI “SODOMA”
  • PAGARE I FAGIOLINI 80 EURO AL CHILO
  • LA BOSSI-FINI
  • AVER UCCISO OGNI FORMA DI VITA NEL CENTRODESTRA
  • ESSERSI FATTO DERIDERE PERSINO DA GEORGE BUSH
  • IL VULCANO FINTO COSTRUITO NEL GIARDINO DI VILLA CERTOSA CHE LA SERA DI FERRAGOSTO 2006, DURANTE UNA FESTA CON CONCERTO PRIVATO DI GIGI D’ALESSIO, CAUSA L’INTERVENTO DEI VIGILI DEL FUOCOCHIAMATI DAI VICINI SPAVENTATI
  • LA RIFORMA MORATTI E LA RIFORMA GELMINI
  • LA FRASE “IN TUTTI NOI C’È UNA PARTE GAY. LA MIA È LESBICA”
  • LA FRASE “MUSSOLINI NON HA MAI AMMAZZATO NESSUNO, MANDAVA LA GENTE IN VACANZA AL CONFINO”
  • LA FRASE “OBAMA MI PIACE PERCHÉ È GIOVANE, È BELLO ED È ANCHE ABBRONZATO”
  • QUELLA VOLTA CHE SI È PARAGONATO A BATMAN
  • QUELLA VOLTA CHE HA DETTO DI AVER GIOCATO NEL MILAN
  • AVER PORTATO A UN LIVELLO DI PERFEZIONE MAI VISTO L’ARTE DI FARE PROMESSE IRREALIZZABILI IN CAMPAGNA ELETTORALE
  • IL LIVELLO DI SCHIFO RAGGIUNTO DA IL GIORNALE SOTTO LA SUA PROPRIETÀ
  • AVER FATTO SEMBRARE FINI UNA PERSONA PERBENE, MODERATA E DI SANI PRINCIPI
  • AVER CREATO EMILIO FEDE
  • AVER RESO VESPA UNO DEI GIORNALISTI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA E UN AUTORE DI BESTSELLER
  • AVER DIFFUSO IN TUTTI GLI STRATI SOCIALI LA SUA OSSESSIONE PER I COMUNISTI
  • AVER ISPIRATO “L’ESERCITO DI SILVIO”
  • AVER FATTO PERDERE ALL’ITALIA LA SUA GIÀ SCARSA CREDIBILITA INTERNAZIONALE
  • AVER CREATO LA SANTANCHÈ
  • LA FIGURA DI MERDA CHE HA FATTO CON LA REGINA ELISABETTA CHE L’HA RIPRESO PERCHÉ FACEVA CASINO AL G20
  • AVER FATTO SÌ CHE AD ANNI DI DISTANZA ALL’ESTERO CI DICANO ANCORA “AHAHAH ITALY BERLUSCONI”
  • AVER RESO ACCETTABILI GOVERNI FORMATI CON L’AIUTO DI PARTITI POST-FASCISTI, PROTO-FASCISTI O PROPRIO FASCISTI
  • LE SUE STRATEGIE PATETICHE PER CERCARE DI RITORNARE IN AUGE, TIPO QUANDO È DIVENTATO VEGETARIANO
  • IL CANE DUDÙ
  • IL SUO SESSISMO ONNIPRESENTE, ANCHE IN PUNTO DI MORTE, ANCHE QUANDO SI È RISVEGLIATO ALL’OSPEDALE DOPO UN’OPERAZIONE A CUORE APERTO E LA PRIMA COSA CHE HA FATTO È STATA PROVARCI CON L’INFERMIERA
  • STUDIO APERTO
  • LE 10 DOMANDE DI REPUBBLICA CHE ATTENDONO ANCORA UNA RISPOSTA
  • AVER FATTO ENTRARE IN POLITICA IVA ZANICCHI
  • L’AVER SPINTO A TUTTA FORZA LA COMPRAVENDITA DI PARLAMENTARI E SENATORI

Uno che ha capito tutto sin dall’inizio – Il Maestro Battiato: “Grillo pericoloso? Ma dopo tutto quello che hanno fatto questi qui adesso il problema è Grillo? Niente può essere peggio di quello che abbiamo visto in questi ultimi vent’anni”…!

Battiato

 

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Uno che ha capito tutto sin dall’inizio – Il Maestro Battiato: “Grillo pericoloso? Ma dopo tutto quello che hanno fatto questi qui adesso il problema è Grillo? Niente può essere peggio di quello che abbiamo visto in questi ultimi vent’anni”…!

 

 

Il Maestro Franco Battiato aveva capito tutto sin dall’inizio – ecco cosa dice in questa fantastica intervista risalente al 2012… ATTUALISSIMO…!

 

Intervista a Franco Battiato: Crocetta, il voto per Bersani e una certezza: “Preferisco questi giovani di Grillo che una classe politica di indagati”

“Grillo pericoloso? Ma dopo tutto quello che hanno fatto questi qui (la classe politica, n.d.a.) adesso il problema è Grillo? Niente può essere peggio di quello che abbiamo visto in questi ultimi vent’anni. Preferisco questi giovani di Grillo ad una classe politica dove si contano circa 150 indagati…come mai voi giornalisti non pensate a questo? Ci sarà la rivoluzione? E allora ci sarà, va bene così”.

La posizione del neo assessore al Turismo e Spettacolo della Regione SiciliaFranco Battiato è molto chiara: ci vogliono facce nuove, il tempo per lavorare bene e soprattutto bisogna lasciarsi definitivamente alle spalle tanti anni di mal governo. Nel panorama odierno i grillini e gli studenti contestatori sono un ottimo punto di partenza per una “rivoluzione”, quantomeno culturale.

Solitamente i suoi lavori mettono in campo una riflessione profonda sul presente, sull’attualità, sulla condizione dell’essere umano in un dato tempo e luogo. Di recente ha pubblicato il suo ultimo disco, Apriti Sesamo, anche qui si può riscontrare una riflessione sul nostro tempo?

Ogni album ha una sua storia, non si può dire quali strane sorti capitino ad una cosa su cui stai lavorando. Mi sembra che comunque questo sia venuto bene. E’ vero che ogni disco rispecchia l’andamento della propria epoca, ma questo non vuol dire che io mi lasci trascinare: ci sono argomenti che potevano essere detti duemila anni fa, alcune cose si
ripropongono ciclicamente.

Adesso tra i suoi impegni c’è anche quello con la giunta siciliana guidata da Crocetta, che l’ha voluta come Assessore al Turismo e Spettacolo. In un’intervista ha dichiarato di volersi occupare principalmente di spettacolo, e non di turismo –
che non è il suo campo di competenza. E’ vero che la qualifica di assessore non le piace e che preferisce farsi chiamare Assessore alle Meccaniche Celesti?

Partiamo dal fatto che questa definizione non è mia, me l’hanno attribuita, ma io non l’ho mai detta – anche se mi ha divertito leggerla. La mia è una posizione limitata, mi auguro di resistere qualche anno, ma non ho intenzione di fare il politico e quindi la
qualifica di assessore non mi può star bene. Faccio un altro mestiere e all’interno di questa operazione ho un ruolo che ho svolto altre volte senza bisogno d’essere chiamato assessore, come quando mi sono occupato dell’Estate Catanese o i nove anni a Fano con la manifestazione Il Violino e la selce. Mi chiamano assessore e va bene, ma il mio non è un impegno politico.

Quindi non ha intenzione di entrare in politica?

Assolutamente no, non è il mio campo.

Alcuni giornali hanno scritto polemicamente che lei non si potrà dedicare al lavoro in Regione perché da gennaio partirà per un lungo tour di supporto al suo ultimo disco. Cosa risponde?

Secondo me si sbagliano: non è che io debba stare in un luogo fisso per fare l’assessore, non è quello il mio compito, piuttosto organizzare una tessitura che permetta di realizzare delle idee. Ho anche dei collaboratori che ho già scelto e con cui lavorerò a stretto contatto. Per ideare e realizzare una nuova sfida siciliana nel campo dello spettacolo posso stare ovunque, del resto al telefono posso raggiungere chiunque a Berlino come a Parigi.

Quali sono le politiche culturali che pensa di mettere in atto in una terra ricca di tradizioni, storia e contaminazioni, ma che forse è stata mortificata negli ultimi anni?

Ho accettato l’impegno in giunta proprio per questo motivo, perché per me spettacolo significa interessarsi di letteratura, poesia, di fisica quantistica, dei nuovi orizzonti che la scienza ci sta mostrando in un momento particolarmente felice della sua storia. Non posso dire adesso cosa farò perché devo sapere quali saranno le risorse per quest’anno, non perché servano molti soldi per lavorare bene, ma per stilare un progetto adeguato alla risorse che metteranno a disposizione.

Quindi l’altra nomina fatta da Crocetta, quella di Zichichi come Assessore alla Cultura, la trova d’accordo?

Credo che Crocetta stia lavorando bene, non sta chiamando politici e questo mi sembra un aspetto interessante.

Lei ha dichiarato che, anche se è presto per dare giudizi, il neogovernatore sta eliminando molti rami secchi; ma dall’altra parte Panorama pubblica un lungo articolo sul Presidente mettendo in risalto presunte amicizie pericolose con esponenti della mafia negli anni in cui si trovava a Gela. Lei ci mette la mano sul fuoco sull’integrità di Crocetta?

La mano sul fuoco non la metterei per nessuno, neanche me stesso, però un po’ di scandali sono costruiti ad hoc dai giornalisti, non ci mettono molto a tirare su un polverone. Per adesso reputo che stia lavorando bene, poi si vedrà. Credo che i giornalisti dovrebbero interessarsi di più a quelli che in questi 20 anni hanno distrutto il paese, invece di preoccuparsi di chi ancora non ha neanche iniziato a lavorare.

Lei non ama definirsi un giovanilista, però nello stesso tempo ha dichiarato che quello che stanno facendo i giovani, ovvero scendere nelle piazze e protestare, lo capisce appieno e trova anche che siano molto attenti e preparati.

E’ vero: mi piacciono quando li sento parlare.

C’è aria di rivoluzione in Italia?

Ma scusi il caso Grillo le pare una cosa da poco? E’ diventato di colpo il secondo partito in Italia perché è sostenuto da un popolo che crede in quello che dice, come molti siciliani credono in Crocetta. Ripeto, anche nel caso Grillo, smettetela di giudicare prima di vedere cosa farà o non farà e preoccupatevi di chi ha fatto danni veri in tutti questi anni.

Si riferisce indistintamente a tutta la classe politica, di destra e di sinistra?

Direi proprio di si. Adesso non voglio generalizzare, anche perché in queste primarie ho votato per qualcuno, questo significa che a qualcuno do fiducia, ma è comunque indubbio che la classe politica degli ultimi 20 anni, nel suo complesso, abbia fatto solo i propri interessi.

Ritornando a Grillo: il sentimento dell’antipolitica nel nostro paese è in continua crescita, secondo lei è un fenomeno pericoloso che può minare la democrazia?

Pericoloso? Ma dopo tutto quello che hanno fatto questi qui adesso il problema è Grillo? Dovete smetterla di leggere il presente in questo modo. Io seguo molto la BBC perché lì i giornalisti non fanno come in Italia, quando intervistano un politico lo incalzano con le domande, lo attaccano se ha fatto qualcosa di sbagliato, qui si fanno solo dichiarazioni riportate dalla stampa. David Letterman, ad esempio, non si è posto il problema di dire durante il suo show che avrebbe votato Obama, da noi non sarebbe mai successo. Ogni trasmissione in Italia deve invitare questo e quell’altro, sempre le stesse facce, per me non è giornalismo serio questo. Bisogna svegliarsi.

Quindi scontri di piazza e fenomeno dell’antipolitica, uniti insieme, non potrebbero creare un problema nell’assetto sociale del paese?

Niente può essere peggio di quello che abbiamo visto in questi ultimi vent’anni. Preferisco questi giovani di Grillo che sono animati da una profonda onestà e da una volontà chiara di fare pulizia, che affidarmi ad una classe politica dove si contano circa 150 indagati e a gente che ha fatto porcherie immonde…come mai non pensate a questo? Ci sarà la rivoluzione? E allora ci sarà, va bene così. In Italia c’è un fermento che a mio parere è solo positivo, poi si vedrà. Questa è la vecchia storia degli italiani: criticare prima ancora di aver visto i risultati.

Seguendo il filo del suo discorso – ovvero diamo spazio a chi si affaccia adesso nella società e nella scena politica, tanto quelli che hanno fatto i danni già li conosciamo – allora il suo candidato alle primarie dovrebbe essere Renzi, espressione del “nuovo”…

Io ho votato per Bersani, ma per motivi che non sto qui a dire.

Ma non si dovrebbe dare spazio ad un giovane esponente del Pd per vedere cosa riesce a fare?

Anche quel signore lì era il nuovo, ma non ha fatto bene. Dall’inizio sapevo che non avrebbe fatto bene, da quando ha messo la matita tra le mani dicendo “amo il mio popolo…”, ho capito che avrebbe fatto dei danni pazzeschi.

Immagino si riferisca a Berlusconi, ma secondo lei è ormai una figura che appartiene al passato o farà la sorpresa di rimettersi in campo?

Chiamiamola sorpresa! Andiamo avanti, che è meglio…

A prescindere dalle preferenze di voto, le primarie hanno fatto bene al centro-sinistra e al paese in generale?

Mi sembra che l’operazione sia andata bene, è bello vedere la partecipazione degli elettori del Pd. Io ho sempre usato prima gli occhi e poi il cervello, voglio guardare gli altri, e quando vedo qualcuno che mi piace posso dire che, dopo 67 anni di vita, non mi sono mai sbagliato.

Però alla domanda su Renzi si è sottratto: come nel caso di Berlusconi sa già che non potrà fare niente di buono o come nel caso di Crocetta bisogna dargli tempo per vedere cosa è in grado di fare realmente?

Io non l’ho votato, ma non posso dire se farà male o bene qualora vinca le primarie…dico solo che c’è qualcosa che non mi convince.

Lei ha dichiarato che devolverà di volta in volta lo stipendio di assessore a degli enti diversi, crede che anche i politici dovrebbero fare un gesto simbolico forte come il suo?

Ognuno fa le sue scelte. Per esempio Rutelli in qualche modo ha fatto un’azione molto buona, quella di devolvere i 5 milioni che sono rientrati da Lusi e mi pare che lo farà anche con il resto dei soldi che torneranno indietro. Ad altri non gliene frega niente,
anzi sarebbero capaci di aumentarsi lo stipendio. Crocetta ha già dimezzato sia il suo compenso che quello dei parlamentari.

Quindi segnali importanti per i cittadini, anche se ovviamente non risolutivi…

Le cose si risolveranno quando cominceranno a fare pagare le tasse a quelli che hanno barche da centinaia di migliaia di euro e dichiarano un reddito di 15 mila euro all’anno. Bisogna ridistribuire il peso fiscale: per me, una persona che guadagna 1200 euro al mese, non dovrebbe pagare nemmeno una lira di tasse.

Cosa pensa delle pensioni minime che si aggirano tra i 450 e i 600 euro con cui si trovano a vivere molti pensionati?

Che questo è un paese incivile governato da ladri. Se si vuole si trova il modo di far pagare le tasse a chi evade, ma non hanno voglia di farlo perché si tratta di poteri forti che fanno come gli pare. Lei pensa che in Germania o in Inghilterra ci possa essere qualcuno che tira avanti con 450 euro di pensione? Non esiste.

Da artista e poeta, come definisce i tempi in cui viviamo?

Sono tempi stupendi e brutti, a seconda del punto di vista e della posizione da cui si osservano. Manca purtroppo in questo paese la solidarietà, non l’abbiamo mai avuta, siamo un popolo di individualisti. Direi che di stupendo oggi c’è la ricerca, che sta andando molto avanti nei campi scientifici e in quelli spirituali; di brutto ci sono le ruberie, le truffe, il mal governo, e ancora – con tutti gli scandali che sono successi – continuano a spuntare nuove cose, a centinaia.

In sintesi si potrebbe dire che la parte bella del paese è la società civile e quella meno bella è rappresentata da chi detiene il potere politico ed economico?

IN RUSSIA LO STATO AIUTA I DEBITORI IN DIFFICOLTA’, L’EUROPA INVECE LI PORTA AL SUICIDIO !!

DEBITORI

 

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IN RUSSIA LO STATO AIUTA I DEBITORI IN DIFFICOLTA’, L’EUROPA INVECE LI PORTA AL SUICIDIO !!

 

Il dato politico è rilevante: mentre in Europa e in Italia in particolare, chi non riesce più a pagare il mutuo viene sbranato dai creditori, cioè dalle banche, in Russia lo Stato lo aiuta e lo salva. Il Ministero per la Casa russo, infatti, ha elaborato e proposto per l’approvazione alla Duma il progetto di una normativa per portare un aiuto concreto a quei cittadini che, avendo contratto il mutuo, si ritrovano oggi a causa della crisi in una situazione difficile.
Il piano permetterà di fornire aiuti ai mutuatari in sofferenza indipendentemente dalla valuta nella quale è stato stipulato il mutuo, secondo quanto riferito da fonti ufficiali del Ministero. Secondo i dati del dicastero, al momento sono 3,5 milioni i russi che hanno acceso un mutuo: i casi in ”sofferenza” che non pagano le rate da più di 90 giorni, sono circa 80 mila, gran parte dei quali hanno contratto il mutuo in rubli e solo cinquemila in valuta straniera.
Il programma di sostegno andrà a fornire aiuti ai mutuatari in valuta nazionale se il loro reddito e’ sceso più del 30 per cento, mentre per quelli in valuta straniera, cresciuti a causa della svalutazione del rublo, gli aiuti scatteranno oltre la soglia di aumento della rata del 30 per cento.
La Grecia è nel bel mezzo di un disastro sanitario. Per raggiungere gli obiettivi di riduzione del deficit di bilancio fissati dalla cosiddetta Troika(Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione europea), la Grecia ha tagliato il suo settore sanitario di oltre il 40 per cento…In Spagna invece ci sono stati molti suicidi per sfratto. Spagna, Italia e Grecia sono nella fascia alta di aumenti di suicidi per motivi economici.
In Grecia addirittura sono aumentati del 35,7% in seguito alle misure di austerità imposte dal governo dal giugno 2011 per far fronte alla crisi. -Eurasia-

Ma sono proprio delle carogne! Con un bliz il Pd ha salvato i vitalizi dalla proposta del M5s di applicare anche alla Casta la legge Fornero. Solo un pizzichino a quelli oltre i 70.000 Euro! Ma mica finisce qui: I pochi toccati preparano a una class action contro questo “pizzichino”!

carogne

 

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Ma sono proprio delle carogne! Con un bliz il Pd ha salvato i vitalizi dalla proposta del M5s di applicare anche alla Casta la legge Fornero. Solo un pizzichino a quelli oltre i 70.000 Euro! Ma mica finisce qui: I pochi toccati preparano a una class action contro questo “pizzichino”!

Di come #SITENGONOILPRIVILEGIO ve ne abbiamo già parlato:

Montecitorio ha deciso: la legge Fornero si applica solo a noi merdacce. Ai vitalizi ed alle pensioni dei Parlamentari non si applica!

Il Pd si rimangia le promesse (…ma tu guarda un po’) e vota per salvare i vitalizi!

Ma mica finisce qui.. La meschinità di questa gente non ha fine. Ed ecco, come ci segnala L’Huffington Post che sono già sul piede di guerra.

Vitalizi, gli ex parlamentari si preparano a una class action: “Faremo ricorso sul contributo di solidarietà”

 

Gli ex parlamentari sono pronti a fare ricorso contro il contributo di solidarietà per tre anni deciso ieri dall’ufficio di presidenza. Lo riporta l’Agi. “Siamo pronti a fare ricorso, ci sarà un’azione collettiva degli ex parlamentari”, spiega all’Agi un ex deputato. “Manca una legge di riferimento. Non si capisce per chi dovrebbe essere questo contributo di solidarietà. Io perderei mille euro”, riferisce l’ex parlamentare. “Faremo una class action, ci stiamo sentendo in queste ore. Nel pomeriggio emergerà una posizione chiara di contrarietà a quanto deciso ieri”.

La proposta avanzata dal Pd in tema di pensioni dei parlamentari, dispone l’applicazione, a partire dal 1 maggio 2017 e per tre anni, agli assegni vitalizi e ai trattamenti previdenziali, diretti e di reversibilità, corrisposti ai deputati cessati dal mandato e loro aventi diritto, un contributo straordinario di solidarietà per tre anni sui vitalizi in essere relativi alle precedenti legislature sulla parte eccedente l’importo di 70mila euro lordi annui, pari al 10 per cento per quelli compresi tra 70mila e 80mila euro lordi l’anno; del 20 per quelli fino a 90mila; del 30 per quelli fino a 100mila; del 40 per quelli superiori a 100mila.

La riforma dei vitalizi, con un contributo di solidarietà per tre anni relativo alle precedenti legislature, è passata ieri alla Camera, ma in molte Regioni il taglio ai trattamenti degli ex consiglieri regionali è stato deciso già da qualche anno. E non senza polemiche. Basti pensare che in una decina di Regioni ex consiglieri regionali sono passati alle vie legali e la riforma dei vitalizi si è trasformata in un’autentica guerra a suon di carte bollate. “In molte Regioni è stato già deciso il contributo di solidarietà, c’è chi lo ha accettato e chi ha fatto ricorso. Da un nostro monitoraggio sono 10-11 le Regioni in cui ex consiglieri, non tutti ma alcuni, hanno fatto ricorso”, osserva all’Adnkronos Aldo Bottin, ex consigliere del Veneto e presidente del Coordinamento delle associazioni degli ex consiglieri regionali di tutte le Regioni.

Dal Lazio al Piemonte, dalla Lombardia alle Marche, dalla Campania al Molise, dall’Abruzzo alla Toscana fino al Trentino Alto Adige, la battaglia contro il contributo di solidarietà è finita direttamente nelle aule di tribunali. E le cause vanno avanti. “Si vedrà cosa dicono i giudici”, sottolinea Bottin. “Si parla di casta….prima di parlare bisognerebbe leggere cosa dicono le norme e il buon senso – spiega – Io ritengo che la decisione della Camera sia stata opportuna, ma mi auguro che questo contributo sia finalizzato a interventi mirati per dare risposte alle situazioni di disagio”.

Il motivo dei ricorsi nelle Regioni, osserva Bottin, è che non sono stati fatti interventi mirati ma si è deciso di colpire tutti in modo univoco: “l’unica regola doveva essere la norma fiscale, il fisco equo: in base a quello che si percepisce si contribuisce”, spiega.

Maturani (Pd): Di Maio rappresentante delle istituzioni che incita alla violenza – Ora fatemi capire: Si mettono sotto i piedi la legge, votano di tenere nel NOSTRO Parlamento un delinquente e festeggiano questa porcata con un applauso di 2 minuti ed è Di Maio che incita alla violenza??

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Di Maio

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Maturani (Pd): Di Maio rappresentante delle istituzioni che incita alla violenza – Ora fatemi capire: Si mettono sotto i piedi la legge, votano di tenere nel NOSTRO Parlamento un delinquente e festeggiano questa porcata con un applauso di 2 minuti ed è Di Maio che incita alla violenza??

 

Di Maio: “Voto Minzolini atto eversivo, poi non vi lamentate della violenza”

Il voto contrario del Senato alla decadenza di Augusto Minzolini “è stato un atto eversivo contro le istituzioni”. A dirlo è il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “Non vi lamentate – ha proseguito il parlamentare M5S, rivolgendosi ai partiti – se i cittadini poi protestano in maniera violenta“.

Maturani (Pd): Di Maio rappresentante delle istituzioni che incita alla violenza

“E’ davvero sconfortante sapere che nelle istituzioni agiscono persone come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che giustifica, ma forse sarebbe meglio dire evoca, le violenze di piazza, visto che a suo avviso è all’interno del Senato che ci sono gli eversivi, senatori cioè rei di aver votato contro la decadenza da parlamentare di Minzolini. Di Maio, come sempre, ha bisogno di ripassare. Quella che per lui è eversione, si chiama libertà di coscienza, un principio su cui si è fondata la nostra libertà. Sarebbe facile dire che l’eversivo è lui, ma il Pd non cadrà in questo gioco di far a poco a poco entrare la violenza nel dibattito politico, come sembrano desiderare i 5S. Noi la violenza la rifiutiamo sempre, che si esprima in una piazza o attraverso un post di un blog o, peggio di tutto, per bocca di un rappresentante delle istituzioni”. Lo dichiara la senatrice Pina Maturani, vicepresidente del Gruppo Pd.

Si mettono sotto i piedi la legge, votano di tenere nel NOSTRO Parlamento un delinquente e festeggiano questa porcata con un applauso di 2 minuti ed è Di Maio che incita alla violenza??

Ma se gli Italiani non fossero un popolo di coglioni, sarebbero andati a prenderli ad uno ad uno fin dentro il Senato…!

By Eles

J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

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Correva l’anno 2015 e pubblicavamo questo… Qualcosa è cambiato? SI! In peggio (peraltro poi si è saputo che i milioni rubati dalla lega non sono 40, ma 49…, ma questo è solo un dettaglio)

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi? (per la verità i milioni sono 49 – ndr)

Un breve monologo che parte dai disordini del primo maggio a Milano per arrivare alle “ipocrisie” della politica nostrana, in particolare quella della Lega Nord di Matteo Salvini, la cui carriere sarebbe “il crimine peggiore dei rom”. La trasmissione di La7, Piazza Pulita ospita questo intervento del rapper J-Ax, che chiede “quanti campi rom ci vogliono per arrivare ai 40 milioni di euro rubati dalla Lega di Bossi e Belsito“. J-Ax parla di strumentalizzazione attuata nei confronti dei No Expo dopo i fatti di Milano, “perché non si può incolpare tutto un movimento” per le azioni di chi ha scelto la violenza. E se qualcuno dovesse vedere una contraddizione tra le sue opinioni e il suo reddito, lui mette le mani avanti: “Con la metà dei soldi che guadagno pago i vostri stipendi, quelli dei vostri autisti, e anche quelli dei vostri social media manager che ridono delle foto di bambini annegati nel Mediterraneo”

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