Salvini fa un selfie propagandistico con una ragazza, ma lei lo fredda: “Posso dirti una cosa? Sei una m..da letale”…Chissà come andrà a finire, visto che la ragazza, al contrario di Salvini, non ha l’immunità parlamentare…

 

Salvini

 

 

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Salvini fa un selfie propagandistico con una ragazza, ma lei lo fredda: “Posso dirti una cosa? Sei una m..da letale”…Chissà come andrà a finire, visto che la ragazza, al contrario di Salvini, non ha l’immunità parlamentare…

Dopo il ragazzo che a Ozieri, in provincia di Sassari, si è avvicinato a Matteo Salvini con la scusa del selfie e che poi gli ha detto “più accoglienza, più 49 milioni”, ora al ministro dell’Interno tocca subire lo sfottò di una giovane. In Sardegna, dove il leader della Lega sta tirando la volata a Christian Solinas per le Regionali in programma domenica 24, Salvini compare in compagna di una ragazza. “Io mi fido di voi, io mi fido di lei” dice rivolto verso la telecamera.  A quel punto la ragazza, esibendo un grosso sorriso, chiede: “posso dire anche io una cosa?” e lo fredda con un “Sei una merda letale”.

Che succedetà ora alla ragazza che , al contrario di Salvini, non ha l’immunità parlamentare…?

Per ora la diciannovennte, che aveva pubblicato la storia su Instagram, ha ritirato il video …

Forse però Salvini avrà finalmente capito la lezione e la smetterà di farsi selfie ovunque e con chiunque.

QUI potete vedere il video pubblicato da Il Fatto Quotidiano

“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

 

Papa Franscesco

 

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“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

Credo che una notizia del genere debba occupare i primi posti tra quelle dei Tg e le prime pagine di tutti i giornali. Il Papa contro la crudele, disumana barbara politica razzista del capo in pectore di questo governo. Papa Francesco contro Salvini… Perchè il Papa è il Papa e se si lascia fotografare con quella spilla non è un caso. È un messaggio chiaro, c’è la volontà di dire la sua su una politica sudicia e intollerante.

Ma, invece, per i Tg l’approfondimento politico è scoprire il colore delle mutande di Virginia Raffaele… Perchè i nostri media quando si tratta di dare notizie contro i potenti del momento…

Da Globalist:

“Aprite i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilletta anti-razzista

Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e impegnato sul fronte dell’accoglienza ha incontrato Bergoglio a Sacrofano

Lui è don Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Venezia), da sempre impegnato in favore degli ultimi, dei poveri e dell’accoglienza.
Così il sacerdote si è avvicinato a Papa Francesco nel corso dell’incontro sulle Migrazioni a Sacrofano e ha raccontato. «Ha visto la spilletta che tenevo in mano e gliene ho spiegato il significato», racconta don Nandino, come riporta l’Avvenire . «Così Francesco l’ha presa e si è fatto scattare una foto tenendola in mano». C’è scritto: “Apriamo i porti!”. Al pontefice, riferisce il sacerdote Veneto, «la spilla deve essere piaciuta perché ha chiesto di tenere per sé quella con cui ci ha regalato l’emozione di questa foto».
Don Capovilla – ha sempre raccontato l’Avvenire – è in prima linea con la sua parrocchia in numerose iniziative d’accoglienza, indistintamente per italiani e stranieri. “non dimentichiamo – dice il sacerdote – che mentre l’attenzione viene spostata sul mare, c’è chi fa finta di non vedere l’altra rotta, quella balcanica, che passa proprio attraverso i nostri territori e ci impegna nel dare assistenza ai tanti profughi che continuano ad arrivare”.
Una settimana fa la rete solidale di cui don Capovilla è uno degli animatori, ha manifestato nel centro di Venezia con oltre tremila persone che hanno voluto esprimere il loro “no” ad ogni forma di odio e discriminazione. “Le parole del Papa – racconta il sacerdote veneto – sono per noi un grande incoraggiamento”.
“Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita”, ha detto Bergoglio durante l’omelia della Messa celebrata venerdì pomeriggio a Sacrofano, per l’apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Cei, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli, dal 15 al 17 febbraio.
L’esortazione è quella a “guardare oltre le avversità del momento, a superare la paura – ha aggiunto Papa Francesco – e riporre piena fiducia nell’azione salvifica e misteriosa del Signore”.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/02/16/aprite-i-porti-papa-franscesco-si-fa-fotografare-con-la-spilletta-anti-razzista-2037563.html

Camilleri mette in guardia Salvini: “Mussolini fu acclamato dalle stesse persone che poi lo appesero”

 

Camilleri

 

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Camilleri mette in guardia Salvini: “Mussolini fu acclamato dalle stesse persone che poi lo appesero”

Lo scrittore del Commissario Montalbano ha lanciato ancora una volta un monito al leader della Lega “Attenzione ai grandi consensi irrazionali”

Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri torna a parlare del ministro dell’Interno Matteo Salvini, e lo fa in merito al crescente consenso che il leader della Lega sta conquistando.

Secondo gli ultimi sondaggi politici del 7 settembre infatti la Lega avrebbe raddoppiato i propri consensi rispetto alle elezioni del 4 marzo.

 Camilleri è stato ospite nella puntata di apertura della nuova stagione di “Circo Massimo” su Radio Capital dove nel corso del programma ha espresso il suo pensiero sul successo inarrestabile del Carroccio.

Intervistato da Jean Paul Bellotto e Massimo Giannini lo scrittore ha detto: “Sono vissuto tanto da sentire le acclamazioni al teatro milanese a Benito Mussolini da quelle stesse persone che lo appesero sulla tettoia di un benzinaio. Attenzione ai grandi consensi. I grandi consensi irrazionali sono come le passioni irrazionali. Facile passare dalla grande passione amorosa all’odio”.

Lo scrittore del Commissario Montalbano ha ricordato che il consenso di Mussolini fu acclamato dalle stesse persone che poi lo appesero.

“Da tempo sto pensando di restituire le onorificenze, sono sempre lì lì per farlo. A 90 anni mi sono sentito estraneo alla mia patria come italiani siamo cambiati. Prima ci spacciavamo per italiani brava gente, oggi è molto difficile farlo. Era già un falso allora, figuriamoci oggi”, continua Camilleri.

Da giovane fascista Camilleri ricorda il periodo sotto il regime “Rischiamo di tornarci. Molto spesso vengono a trovarmi ragazzi del liceo e mi chiedono di spiegargli il fascismo. Mi atterrisce che la scuola o chi ne fa le veci non spenda una parola, o la spenda male, sul fascismo. E ho paura che l’araba fenice possa rinascere, non dalle sue ceneri ma dall’ignoranza”.

E parla anche dell’alleanza che il ministro dell’Interno italiano vuole costruire con il premier ungherese Viktor Orban “Anni fa il governo ungherese mi mandò un attestato, che conservo appeso al muro del mio studio, in cui mi ringraziavano per l’aiuto ai profughi ungheresi. Visto quello che sta facendo Orban, vorrei restituire anche questo. Alzare muri non significa solo chiudersi in casa con il proprio nemiconma mettersi dentro una cassa da morto. L’avvenire è per forza di cose un rinnovamento di pensiero. Se rifiutiamo questo, ci chiudiamo in una bara”.

Lo scrittore senza peli sulla lingua non risparmia nemmeno il Movimento 5 Stelle: “Non riesco a provare nessuna simpatia per il M5S. Sono bastati pochi mesi di governo per dimostrare la loro subalternità alla Lega. All’interno non hanno spinta ideale”.

E aggiunge: “Di certo non hanno preso provvedimenti di sinistra… Salvini impera e fa dei diktat, mentre il M5S va a rimorchio: se poteva avere una funzione, non l’ha voluta esplicare. O, peggio ancora, non l’ha potuta esplicare”.

E sulla sinistra? “È problematico dire che esiste ancora”, aggiunge Camilleri, “ma ha ancora ragion d’essere, e per questo sono certo che resisterà”.

Più fiducioso invece nei confronti dell’Europa: “Delusione profonda. Ma delusione profonda non significa totale fallimento, e quindi abolizione. L’Europa deve continuare a esistere, per forza di cose. L’Unità d’Italia era stata fatta perché era naturale che venisse fatta, e lo stesso vale per l’Europa. Ma un’unione non può nascere solo sul denaro: bisogna trovare idee comuni. Il manifesto di Ventotene conteneva idee”.

Camilleri aveva già espresso la sua preoccupazione per l’attuale governo, in un’intervista a Repubblica, lo scrittore siciliano aveva detto: “Il consenso per Salvini mi ricorda quello per Mussolini nel ’37. Italia ripiombata indietro”.

tratto da: https://www.tpi.it/2018/09/11/camilleri-salvini/?fbclid=IwAR3ZsrUKubqksBdWFqDtU_Hrf7LzpNW6GZ9n8ZarF1m2MFrX9lkwz1NN2oY

Abbassare i limiti di età per il processo. Devono andare a processo anche bambini di 12 anni… Lo ha proposto la Lega, il partito di Salvini, quello che a 45 anni non andrà a processo per il caso Diciotti… Ah, la coerenza…!

 

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Abbassare i limiti di età per il processo. Devono andare a processo anche bambini di 12 anni… Lo ha proposto la Lega, il partito di Salvini, quello che a 45 anni non andrà a processo per il caso Diciotti… Ah, la coerenza…!

Lo strano caso della Lega – Chiedono di abbassare i limiti di età per il processo a 12 anni, ma il loro “capitano” a 45 anni non andrà a processo per il caso Diciotti… Ah, la coerenza…!

La Lega vuole che vadano a processo anche bambini di 12 anni

Arriva una legge targata Carroccio contro le baby gang. Abbassa il limite dell’imputabilità che oggi è 14 anni

Arriva una legge targata Lega contro le baby gang. Firmata da tutti i deputati del partito di via Bellerio presenti nella Commissione Giustizia. Sarà incardinata a breve ed è stata richiesta anche la firma del Movimento 5 stelle.

La Proposta di legge prevede di abbassare il limite dell’imputabilità da 14 a 12 anni. Al momento chi commette un reato sotto i 14 anni non viene considerato ‘punibile’. Ovvero “non assoggettato alla pena”, secondo il codice penale. “Ma” spiega uno dei firmatari del progetto di legge “un minore di 12 anni di oggi è diverso rispetto a quello di qualche anno fa. Bisogna aggiornare il codice e considerare la realtà”.

Il fenomeno delle baby gang

La fotografia è quella dell’aumento del fenomeno delle baby gang (secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza ne fa parte il 6,5% degli adolescenti) in città come Napoli, Milano, Roma, Bologna, Bari, Palermo. Ma è in crescita anche il fenomeno dei ‘baby boss’, ovvero di minori adescati dalla criminalità organizzata (anche dalla camorra e dalla mafia) per fungere da ‘pony express’ della droga o altro. Per non parlare dell’aumento degli episodi di tentativo di stupro, accoltellamenti e di bullismo.

Proprio per stroncare le baby-gang arrivano anche altre misure repressive. La prima: un minore che commette reati in gruppo – secondo la logica del branco – non avrà diritto ad alcuna premialità, ovvero sconti di pena. La seconda: avvalersi della facoltà di non intendere e volere sarà piu’ difficile, occorrerà fornire delle prove più stringenti. Oltre alla repressione la Lega punta sulla prevenzione. Ovvero sull’insegnamento con la reintroduzione dell’educazione civica come materia scolastica.

Resta in ogni caso curiosa la situazione di un pattito che vuole mandare a processo ragazzini di 12 anni, pur avendo un “capitano” di 45 anni che dai processi fugge…!

L’intervista a Padre Zanotelli di un anno fa – attacca Salvini: “Tira fuori il peggio degli italiani”

 

Zanotelli

 

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L’intervista a Padre Zanotelli di un anno fa – attacca Salvini: “Tira fuori il peggio degli italiani”

Padre Zanotelli attacca Salvini: “Tira fuori il peggio degli italiani”

Dialogo con il missionario promotore del digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti avviato come risposta di testimonianza per un’altra politica rispetto a quella sostenuta dal ministro italiano. “E’ semplicemente ridicolo parlare di invasione”

Il digiuno di Giustizia in solidarietà con i migranti cui si è giunto a impedire addirittura di scendere dalle navi si rivolge a tutti gli uomini e donne di buona volontà che non si riconoscono nell’attuale politica governativa di Salvini perché manca di umanità ed è basata sulla disinformazione. Lo ricorda a TiscaliNews il padre comboniano Alex Zanotelli animatore e coordinatore di questa manifestazione solidale con i migranti che vuole richiamare non solo le cattive politiche  con cui, a suo parere, Salvini danneggia l’Italia, ma ricordare l’esempio e la parola di papa Francesco diventato tanto popolare proprio per la sua vicinanza ai poveri e agli esclusi. Padre Zanotelli rileva lo stimolo di Francesco alla solidarietà. “Avete mai pianto – ricorda il padre missionario richiamando le parole di Francesco a Lampedusa – quando avete visto affondare un barcone di migranti?”. Si tratta del naufragio dei poveri e disperati – rileva Zanotelli – ma è anche il naufragio dell’Europa e dei suoi ideali di essere la patria dei diritti umani. La Carta della UE afferma: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata”.  Ma è così con le politiche del governo e di Salvini?

Il digiuno di Giustizia a staffetta  in solidarietà con i migranti mi pare rimasta iniziativa di una minoranza . Le politiche di Salvini contro i migranti pare riscuotere invece alto gradimento. Non pensa che la vostra iniziativa sia inutile o velleitaria?

E’ chiaro che l’attenzione della gente e dei media è diffusa nei confronti di un dirigente di primo piano dell’attuale politica italiana che riesce a bucare la tv.

Ma proprio per questo è importante reagire a una politica sbagliata e ingiusta che non condividiamo. Il Digiuno di Giustizia in solidarietà con gli immigrati è per dire che non siamo d’accordo. Ci sono tante comunità di suore e religiosi che lo fanno lontano dai riflettori e altri che lo fanno in piazza come testimonianza pubblica di un dissenso. Mentre digiuniamo è importante aiutare la gente a capire il pericolo che stiamo correndo con le politiche di Salvini. Proprio perché è diffuso un sentimento contrario ai migranti cerchiamo di dare una risposta partendo da una informazione oggettiva e non ideologica verso persone che si trovano in una situazione di grande vulnerabilità a cui non si possono addossare i nostri mali.

Il Governo di Salvini si vanta di aver risvegliato lì Europa alla comune responsabilità di fronte al fenomeno immigratorio. Non le pare un positivo risultato?

Sotto questo aspetto occorre dare ragione a Salvini nonostante non sia né l’unico né il primo a criticare l’Europa. Non è sufficiente criticare l’Europa perché aiuta poco l’Italia a fare fronte agli sbarchi. L’Europa va criticata perché finora è rimasta a guardare  l’enorme problema degli immigrati e non è stata in grado di mettere in campo una politica comune di solidarietà. E’ una vergogna per l’Europa aver tradito i suoi ideali umanistici. Ci sono Paesi che ancora non hanno fatto nulla per rifugiati e immigrati oltre a mettere filo spinato. Paesi cui si ispira anche Salvini.
Ma usare i poveracci che bussano alla nostra porta per ricattare l’Europa non è un modo per aiutare i poveri che arrivano da noi. Si sposta la responsabilità verso altri. Occorre riuscire a mettere insieme accoglienza e politiche condivise, mentre finora i vari Paesi fanno a gara per scaricare i migranti.

Perché secondo lei i migranti sono diventati d’improvviso la causa prima dei mali sociali degli italiani in primo luogo della povertà e della mancanza di lavoro?

Il nostro governo come altri in Europa spostano l’attenzione dei cittadini sugli immigrati per far fronte al momento di grave difficoltà della politica. La politica non fa più politica per la gente ma è prigioniera dei poteri finanziari e delle richieste economiche di chi conta. Pertanto la politica non è in grado di ripartire equamente le risorse che pure non mancano tanto è vero che chi è ricco in questi tempi aumenta la propria ricchezza. Si tratta di avviare politiche di redistribuzione. Si cercano perciò capri espiatori che procurano un facile consenso a politiche che restano parolaie. Salvini si sta dimostrando molto abile a giocare sulla pancia della gente che soffre e addita loro la possibile causa del disagio comune. La gente pensa di risolvere i suoi problemi aggredendo altri poveri mentre gli affari dei benestanti vanno a gonfie vele.
Avveniva così anche negli anni Trenta del secolo scorso in Germania: lo scontento sociale si addossava agli ebrei, fatti apparire come causa di tutti i mali della nazione.

I tanti fans di Salvini sostengono che bisogna resistere all’invasione degli africani. Voi invece non temete l’invasione?

E’ semplicemente ridicolo parlare di invasione. In Europa gli abitanti sono 500 milioni e le persone immigrati sono al massimo 300mila: una goccia nel mare. Eppure ne abbiamo una paura terribile. L’ONU informa che il maggior numero di rifugiati (86%) sono accolti in Paesi  africani e in altri Paesi poveri come il Libano dove sono stati accolti 1,5 mln di profughi siriani. Sono i poveri che accolgono. E’ mai possibile che Paesi che vivono nell’opulenza non accolgano volentieri? La fortezza Europa si manifesta come un sistema egoista dove scoppia il razzismo. Questa gente che viene a noi nel bisogno ci rivela che siamo razzisti. Nei secoli ci siamo sentiti superiori e identificati con la civiltà, la filosofia, il sapere, la scienza, lo sviluppo dopo aver attinto tante risorse ai Paesi che giudicavamo non sviluppati. Adesso che quei popoli arrivano da noi traballiamo e viene a galla il senso di superiorità che abbiamo. Vale per noi come per gli Stati Uniti. Per guarire occorre riconoscere che siamo razzisti non essendo capaci di accoglierli dopo averli dilapidati.

tratto da: https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/zanotelli-attacca-salvini/

Padre Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?”

 

Zanotelli

 

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Padre Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?”

Padre Zaniteklli dice la sua in occasione della presentazione del suo libro “Prima che gridino le pietre”. Un pamphlet che denuncia le storture del decreto sicurezza e il razzismo di Stato: “Non possiamo girarci dall’altra parte, è nostro obbligo morale e civile resistere a queste politiche”. Basta con l’idea del migrante come capro espiatorio: “Dobbiamo far capire ai cittadini chi sono i responsabili della crisi”. La disobbedienza? “È giusta, come nel caso di Mimmo Lucano”. 

“Questo libro nasce dall’esigenza di un confronto forte e deciso con il razzismo e la xenofobia che ci stanno travolgendo. Dobbiamo farlo insieme, credenti e laici, dobbiamo riappropriarci di quella che il pastore danese Kaj Munk, luterano antinazista, ucciso come un cane nel 1944, definiva santa collera”. È l’incipit dell’ultima fatica di padre Alex Zanotelli, un pamphlet (dal titolo Prima che piovono le pietre. Un manifesto contro il razzismo, edito da Chiarelettereche vuole contrastare quel che definisce “l’imbarbarimento del linguaggio” nel Paese. Di recente, ha sostenuto la candidatura di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace sotto processo, a Nobel per la Pace: “Sono con lui, è un nostro dovere disobbedire alle leggi ingiuste”.

Padre, nel testo lei parla di “razzismo di Stato”. Quali sarebbero i provvedimenti o gli episodi incriminati a tal punto da portare a una tale affermazione? 

Non è un termine da me coniato, già un libro di Piero Basso ha questo nome e in materia ci sono molti contributi internazionali. Viviamo una fase nel quale cresce di giorno in giorno la xenofobia nei confronti del diverso. Ma dobbiamo essere sinceri: parte tutto da lontano, dalla legge Turco-Napolitano sull’immigrazione. Non dobbiamo dimenticarci le responsabilità del centrosinistra che ha preparato il terreno alle peggiori destre inaugurando i Centri di detenzione (CIE) e spianando la strada alla Bossi-Fini, una legge immorale e anticostituzionale perché non riconosceva i migranti come soggetti di diritto ma solo come forza lavoro a basso prezzo. Poi abbiamo avuto Minniti che ha fatto sì che rimanessero imprigionati 700-800mila migranti africani nelle mani dei libici: persone rinchiuse in prigione, torturate e seviziate. Siamo alla palese violazione di ogni diritti umano. Per ultimo è arrivato il “decreto insicurezza” di Salvini. Un testo che, al di là della propaganda, aumenta l’irregolarità nel Paese regalando braccia, e nuovi schiavi, al caporalato sia al Nord per l’edilizia sia al Sud per l’agricoltura.

Sia Minniti che Salvini le risponderebbero che il flusso dei migranti andava gestito in qualche modo e che l’Italia si è trovata sola di fronte a questo problema perché abbandonata dall’Europa. Come replica? 

È evidente che l’Europa non ha fornito nessun ausilio e ciò è gravissimo. Ma qui entriamo nel nodo centrale della questione: i numeri ci vengono in aiuto. Oggi l’Onu riconosce nel mondo come rifugiati e profughi ben 65 milioni di persone. Di questi, l’86% sarebbe accolto da Paesi poveri. Il Libano, che ha sei milioni di abitanti, ha aperto le porte ad un milione e mezzo di siriani. Il Kenya, altra nazione povera, ha accolto un milione e mezzo di somali che scappano dalla guerra. L’Uganda è stata ospitale con un altro milione e mezzo di sud sudanesi. In questo contesto, non è concepibile che 500 milioni di persone che vivono sostanzialmente bene – perché in Europa si sta meglio che in altre parti – non siano in grado di accogliere qualche milione di gente che fugge da carestie, epidemie e guerre terribili come in Siria e Afghanistan.

L’Europa sta attraversando un periodo di crisi economica e il conseguente impoverimento generale ha reso possibile l’avanzata di quella destra populista che foraggia la guerra tra poveri e vede nel migrante il nemico da contrastare. Come si rompe questa narrazione? Qual è la ricetta per uscirne? 

È la mancanza di politica che fa scoppiare le contraddizioni e le bombe sociali, soprattutto nei quartieri periferici e più poveri. Da anni, chiunque vada a governare è succube dei poteri finanziari e delle banche. Si sentono tanti proclami ma la realtà resta questa: persino la “manovra del popolo” è stata scritta a Bruxelles. Dato che i politici non cambiano lo status quo puntano il dito contro il migrante, il perfetto capro espiatorio. Qui, invece, toccherebbe intervenire sulla crescente diseguaglianza: la forbice tra i pochi ricchi e i tanti poveri si allarga a dismisura. I cittadini hanno ragione ad essere arrabbiati, la politica dovrebbe farsene carico e modificare il sistema economico/finanziario mentre non vi è traccia.

In una parte del libro definisce le giornate di Genova 2001 come uno spartiacque. Cosa intende?

A Genova è stato ammazzato un movimento straordinario, popolare e non violento. Un movimento che aveva ragione – oggi si può dire con convinzione – e che ha messo paura al governo e alla destra, per questo è stato brutalmente represso. Dopo il 2001 ci siamo persi per strada. Non siamo più riusciti a costruire un’alternativa possibile e di massa.

Nel pamphlet c’è anche un elogio alla disobbedienza. In termini operativi cosa si può fare per contrastare quei provvedimenti del governo che lei definisce razzisti, incostituzionali ed immorali? 

Nel diritto esiste una gerarchia delle fonti: penso sia legittimo disobbedire ad una legge ordinaria se lo si fa guardando ad una legge superiore, come alla Costituzione. Nella storia ci sono stati uomini, penso a Martin Luther King o Gandhi, che grazie alla disobbedienza hanno ottenuto risultati significativi e sono riusciti a cambiare il corso della storia. Oggi viviamo in una fase in cui è altrettanto importante battersi in prima persona. E allora ben vengano le persone che aiutano i migranti a passare il confine dall’Italia alla Francia sulla neve. O ben venga il modello di accoglienza di Mimmo Lucano nella sua Riace. Si processa il reato di solidarietà quando, in realtà, l’azione è giusta e legittima. Bisogna moltiplicare tali condotte, ovviamente sempre non violente, perché sono un antidoto per sconfiggere politicamente e culturalmente la barbarie xenofoba che avanza.

Immagino avrà seguito la querelle tra il governo e Famiglia Cristiana che ha pubblicato una copertina eloquente con su scritto: “Vade retro Salvini” a proposito della mancata accoglienza dei migranti in mare. In questa fase qual è il ruolo della Chiesa?

Trovo assurdo che un cristiano voti la Lega. Per questo, ritengo che la Chiesa abbia sicuramente un ruolo importante e che, a volte, sia ancora troppo timida. C’è un Papa straordinario che sull’accoglienza ha preso posizione e così esistono decine di vescovi coraggiosi che stanno rilanciando nella società i valori di coesione e solidarietà nei confronti del prossimo. Riflettiamo sulle tante parrocchie in giro per l’Italia che aiutano concretamente i poveri e i migranti. Però non è sufficiente. Molti altri ecclesiastici preferiscono il silenzio o sono addirittura complici. La Lega non esiste da oggi – sono quasi trent’anni che è nelle istituzioni e che propina odio e rancore – eppure nessun episcopato in Piemonte, Veneto o Lombardia ha mai scritto un documento denunciandone il pericolo. Ciò la dice lunga sul comportamento di una parte della Chiesa.

(21 dicembre 2018)
tratto da: http://temi.repubblica.it/micromega-online/padre-zanotelli-come-puo-un-cristiano-votare-lega/

Padre Alex Zanotelli: “Salvini non è al di sopra della legge, va processato”

 

Zanotelli

 

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Padre Alex Zanotelli: “Salvini non è al di sopra della legge, va processato”

Padre Zanotelli: “Salvini non è al di sopra della legge, va processato”

Il missionario: “se M5s negasse l’autorizzazione rinnegherebbe la sua storia. Il ministro ha usato poveri stremati per i suoi fini politici”.

Lui, il missionario pacifista, sente odore di inciucio e non ci sta: “Il discorso è chiarissimo: Salvini ha violato leggi nazionali e internazionali, utilizzando persone stremate per un suo scopo politico. E un ministro non è sopra la legge, per questo va processato”. E’ quanto afferma all’AdnKronos il padre missionario Alex Zanotelli, per il quale “il consenso popolare in forte crescita, di cui indubbiamente gode in questa fase il leader della Lega, non può cancellare i fatti e neanche la realtà sociale del nostro Paese, dove il problema non sono affatto i migranti, ma la povertà e la disoccupazione nonché l’incapacità dei politici di mettere mano alla situazione economica che sfugge ai loro interventi perché viene determinata dai grandi potentati economici e finanziari mondiali”.
Osserva il religioso comboniano: “Salvini ha voluto forzare l’Europa affinché cedesse al progetto di equa distribuzione dei migranti, che in sé e per sé è una cosa giusta, ma che non si può e non si deve ottenere sulla pelle degli stessi migranti, infliggendo a chi ha già tanto sofferto delle ulteriori sofferenze – accusa – Se la magistratura si è mossa, l’azione giudiziaria deve fare il suo corso, altrimenti la conseguenza è stabilire che chi è eletto può fare quel che cavolo vuole, senza rispondere delle sue azioni in base alle leggi ma soltanto all’elettorato”.
Questo, sottolinea padre Zanotelli, “in uno Stato democratico non è possibile, va contro la stessa Costituzione”. E a questo proposito, “se i Cinquestelle negassero l’autorizzazione a procedere, andrebbero in contraddizione con quanto hanno sempre predicato finora: M5s rinnegherebbe sé stesso e cancellerebbe tutto il percorso politico e di consenso elettorale costruito contro la ‘casta’, soprattuto quella politica, perdendo totalmente la faccia come persone e la stessa identità del movimento”.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/02/04/padre-zanotelli-salvini-non-e-al-di-sopra-della-legge-va-processato-2036949.html

Quando si dice La coerenza: “Chi è quel cogl…?” – “Facciamo capire a un cretino quanto si è cretini a lanciare uova” – Lo ha detto al contestatore armato di uova Matteo Salvini, condannato nel 1999 per lancio di uova contro D’Alema…!

 

Matteo Salvini

 

 

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Quando si dice La coerenza: “Chi è quel cogl…?” – “Facciamo capire a un cretino quanto si è cretini a lanciare uova” –  Lo ha detto al contestatore armato di uova Matteo Salvini, condannato nel 1999 per lancio di uova contro D’Alema…!

Da Fanpage:

Salvini ad Atri, lanciate uova contro il ministro: “Imbecille, che atto rivoluzionario”

Impegnato in un comizio ad Atri (Teramo), il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è interrotto quando un uovo è stato lanciato da uno sconosciuto contro di lui è andato a infrangersi su una signora. “Chi è quel cogl…? Mia nonna mi faceva l’uovo sbattuto ma se ne avessi tirato uno mi avrebbe tirato due schiaffoni”, ha reagito il leader della Lega.

Fuoriprogramma per il ministro dell’Interno Matteo Salvini ad Atri (Teramo), dove è impegnato in un comizio per le regionali in Abruzzo. Il leader della Lega è stato costretto a fermarsi a causa di una contestazione da parte di una persona che gli ha lanciato contro un uovo. L’uomo lanciato in piazza del Duomo non ha però colpito il ministro ma è andato a infrangersi addosso a una signora. L’incidente è avvenuto in diretta streaming. Subito Matteo Salvini ha reagito alla provocazione rivolgendosi a colui che aveva lanciato l’uomo: “Chi è quel cogl…?”. Mia nonna mi faceva l’uovo sbattuto ma se ne avessi tirato uno mi avrebbe tirato due schiaffoni anche perché hai preso una signora”, ha detto il vicepremier che quindi, parlando ironicamente di “un atto rivoluzionario” da parte del contestatore, ha chiamato sul palco la signora colpita al suo posto, una casalinga di Atri, alla quale ha chiesto scusa per l’accaduto. “Facciamo capire a un cretino quanto si è cretini a lanciare uova contro una signora presente in una piazza ad ascoltare”, ha detto ancora il vicepremier chiedendo alla piazza un applauso per la donna colpita. Poco dopo il vicepremier ha concluso il suo comizio.

guarda QUI il video di Fanpage

Nulla da dire. Effettivamente il lancio di uova è un atto per niente civile. Avrebbe ragione il nostro Ministro degli Interni, avrebbe ragione se proprio lui non vantasse una condanna per lancio di uova.

Correva l’anno 1999 e il buon Matteo fu denunciato e condannato a 30 giorni per oltraggio a pubblico ufficiale (lancio di uova a D’Alema e qualche divisa sporcata)…

Ora la domanda sorge spontanea… Chi lancia le uova è Cogli…. e Imbecille…. e Cretino…? Ai posteri l’ardua sentenza…

By Eles

 

Ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

 

 

Ruotolo

 

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Ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

Ma davvero credete che questa lunga, logorante, incessante campagna di delegittimazione contro i giornalisti e il giornalismo alla fine non avrebbe prodotto danni, credevate che passasse come un semplice pour parler senza invece esporre a ulteriori rischi un’intera categoria, completamente bistrattata, tutta in un unico calderone in cui stanno i servi di qualche potere e le schiene dritte (come Sandro, appunto) senza nessuna distinzione?

Ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

Davvero credevate che tutti questi mesi di melmosa propaganda sulle scorte come benefici e costi per gli italiani, utilizzata per colpire il nemico di turno e per alimentare l’indignazione che riempie le pance dei social e i voti di alcuni partiti alla fine sarebbero passati come uno scherzo?

Ma davvero avete credete che trattare le mafie come criminalità spiccia che si possa atterrire con un semplice colpo di ruspa non avrebbe delegittimato centinaia di giornalisti che lavorano meticolosamente sul tema rifuggendo dalle facili semplificazioni e ben consapevoli che non esiste mafia dove non c’è anche mala politica?

Ma davvero credete che questa lunga, logorante, incessante campagna di delegittimazione contro i giornalisti e il giornalismo alla fine non avrebbe prodotto danni credevate che passasse come un semplice pour parler senza invece esporre a ulteriori rischi un’intera categoria, completamente bistrattata, tutta in un unico calderone in cui stanno i servi di qualche potere e le schiene dritte (come Sandro, appunto) senza nessuna distinzione?

Ma davvero credete che il puerile scontro del ministro dell’interno Salvini contro Saviano e la sua scorta metta molto in pericolo i giornalisti che non hanno la visibilità di Saviano e ancora, nel 2019, devono giustificarsi del fatto di essere protetti?

Davvero c’è qualcuno che è ancora convinto che, nonostante le mille rassicurazioni di ogni benedetto governo, le scorte non siano figlie di determinate scelte politiche, tanto c’è sempre un modo per mettere le carte a posto come già disse Giovanni Falcone, Avete mai messo il naso nella disparità di atteggiamento tra i collaboratori di giustizia, tra i testimoni di giustizia e tra le personalità? Sapete che mentre veniva revocata la scorta a Sandro Ruotolo è uscita la notizia che la figlia di una nota show girl è scortata per le minacce di un fan?

Ma davvero credete che il continuo bullizzare i nemici di questo governo (con fare più da bamboccione ce da ministro) alla fine non si realizzerà in un boicottaggio appena gli sarà possibile? Davvero non avete capito che ormai non esiste un blocco sociale? È un noi contro di voi?

Ma davvero non avete capito che la scorta a Sandro Ruotolo (com altri, giornalisti e magistrati) è iniziata silenziandolo, delegittimandolo, non dando il giusto risultato a inchieste che in un Paese normale avrebbero dovuto aprire un dibattito politico e invece sono rimaste lì, come giornalismo di testimonianza?

Ma davvero credete che questo disamoramento sui temi delle mafie e dell’antimafia non renda infinitamente più semplice zittire le voci scomode? Ma davvero credete che banalizzare la mafia promettendo di sconfiggerla in qualche mese sia una frase accettabile in un Paese che con le mafie convive, tratta e converge da decenni?

Alla luce di questo, ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

FONTE: FANPAGE

ARTICOLO DI Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche “Le uova nel paniere” e “L’eroe del giorno” e realizzando il format video “RadioMafiopoli”. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.

 

 

“Libero” attacca Fiorella Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini” …insomma una medaglia al merito! Un motivo in più per stimarla ed amarla sia come cantante che come persona…!

 

Fiorella Mannoia

 

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“Libero” attacca Fiorella Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini” …insomma una medaglia al merito! Un motivo in più per stimarla ed amarla sia come cantante che come persona…!

Beh, un motivo per cui la direzione del Festival di Sanremo è stata affidata a Baglioni e non a Feltri ci deve pur essere. E Libero se ne faccia una ragione; i  gionalettari di Feltri tornino a dilaniarsi quella manciata di neuroni che si ritrovano sul pil che cala per colpa dei gay… Non apprezzano la Mannoia? La Mannoia è contro Salvini? Tutte medaglie al merito che la nostra Fiorella potrà ostentare con orgoglio!

Da Globalist:

“Libero” attacca Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini”

Fiorella, oltre a Eros Ramazzotti e molti altri, invitata da Claudio Baglioni. Il quotidiano non gradisce

Claudio Baglioni ha invitato Fiorella Mannoia tra gli ospiti del 69esimo di Sanremo (martedì 5- sabato 9 febbraio). È una delle migliori interpreti di musica italiana, passata dal festival nel 2017 dove arrivò seconda (molti la davano per vincitrice), ha nelle radio e in digitale il singolo “Il peso del coraggio”, brano che prelude al nuovo album “Personale” in uscita in primavera e alla tournée da maggio tappa nei teatri della penisola.

Agli ospiti si è aggiunto il nome di Eros Ramazzotti che quindi si affianca al parterre che prevede Andrea Bocelli e suo figlio Matteo, Luciano Ligabue, Pierfrancesco Favino, Antonello Venditti, Elisa, Giorgia, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Michelle Hunziker.
Ma è la Mannoia a far infuriare la destra: così titolava online il quotidiano Libero: “Sanremo 2019 sempre più contro Matteo Salvini: arriva anche Fiorella Mannoia”. Ai giornalisti del quotidiano, e al vicepremier, non va giù che la cantante sia “schieratissima contro la Lega” e attaccano Claudio Baglioni per averla invitata: “toh che caso”, scrive sarcastico online Libero. Perché non pensarla come Salvini è un peccato mortale.

Sempre su Sanremo, Enrico Nigiotti si aggiudica il Premio Lunezia per il testo di Nonno Hollywood, riconoscimento sui testi dei big in gara e dei 24 giovani che si sono sfidati a dicembre su Rai1.

fonte: https://www.globalist.it/musica/2019/02/02/libero-attacca-mannoia-ospite-a-sanremo-e-contro-salvini-2036880.html