Caro Matteo, mi presento: sono la Beata Vergine Maria, e ora ti spiego un paio di cose…

 

 

Beata Vergine Maria

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Caro Matteo, mi presento: sono la Beata Vergine Maria, e ora ti spiego un paio di cose…

Caro Matteo,
mi presento: sono la Beata Vergine Maria, colei che ieri hai ringraziato in un tweet. Di solito non mi scomodo a rispondere ai tanti che mi invocano, ma visto che Papa Francesco mi ha definita l’influencer di Dio e tu sei l’influencer di una buona fetta di italiani che credono nel tuo verbo (nello specifico il verbo ruspare), scendo momentaneamente sulla Terra e ti spiego un paio di cose.

Io ne ho sopportate tante nella vita, compreso Paolo Brosio. Avevo fatto la gnorri anche quando in piazza, a Milano, hai baciato il rosario e hai affidato il paese “all’Immacolato cuore di Maria”. Ho sperato ti rivolgessi alla De Filippi, magari aspirando a un falò di confronto con la Isoardi.

Adesso però non riesco più a tacere.
Ti sei definito felice che il decreto sicurezza bis sia passato proprio “il 5 agosto che per chi è stato a Medjugorie rappresenta il compleanno della Vergine Maria”. Tanto per cominciare grazie per il pensiero Matteo, ma come certi mariti distratti hai toppato la data. Io sono nata l’8 settembre. Il 5 agosto è nata la Madonna di Medjugorie, nello specifico una collega che non esiste, una che definirei la Mark Caltagirone delle apparizioni mariane, per fare un esempio alla tua portata. Guarda, te la faccio più semplice ancora: l’apparizione della Madonna di Medjugorie non è mai avvenuta, la sparizione dei 49 milioni della Lega sì.

E siccome il mio superiore è pure spiritoso, ti chiami Matteo come San Matteo, il santo protettore della Guardia di finanza, pensa che graziosa boutade che ti ha dedicato. Detto ciò, visto che ti piace credere a un legame simbolico tra date e avvenimenti, te ne rivelo uno io: tu sei nato il 9 marzo e sai chi è nato il 9 marzo come te a parte l’Inter (e tu sei milanista, che soave giubilo): la Barbie! Vedi, il 9 marzo sono nati due dei pupazzi più famosi della storia! Non trovi che questo, sì, sia un preciso segno dell’esistenza di Dio? Un disegno divino?

E ora passiamo a qualche lezione di mariologia. No Matteo, non ti stai confrontando con una giornalista, non mi rispondere con strafottenza che la biografia dell’amico Mario Giordano la conosci benissimo. La mariologia è la branca della teologia che studia me, Maria. Vedi, tu ti sei definito “padre di 60 milioni di italiani”. Ecco, io sono modestamente madre di un solo figlio, ma m’è uscito decisamente meglio dei tuoi. E credimi, tirarlo su non è stato facile. Tanto per cominciare il suo arrivo mi venne annunciato da un giorno all’altro, con Giuseppe che all’inizio non ha capito né come sia stato concepito nè il proprio ruolo in questo vicenda.

Sì, lo so che anche il tuo di Giuseppe, Giuseppe Conte, non ha capito come sia stato concepito ‘sto governo e il suo ruolo in questa vicenda, ma noi avevamo qualche problema in più. Giuseppe doveva partecipare a un censimento tipo quello che vuoi tu per i rom, quindi eravamo in viaggio. Mio figlio è nato e siamo dovuti scappare in Egitto perché Erode lo voleva uccidere.
Ecco, se ci fossero stati i tuoi decreti sicurezza, l’egiziano alla frontiera ci avrebbe detto: “Tornate indietro in Giudea, è un posto sicuro!” e oggi ai tuoi comizi ringrazieresti, al massimo, la madre di un altro Cristo, Krzysztof Piątek.
Non avevamo moto d’acqua per fuggire via mare, non avevamo cibo con cui fare selfie e a dirla proprio tutta Giuseppe era pure un bellimbusto che sembrava scappare da tutto tranne che dalla fame e dalla guerra. Gli mancava giusto l’phone ed è un vero peccato perché almeno avremmo potuto twittare “Amici se voi ci siete noi andiamo avanti! Le minacce non ci spaventano. E al ricco e viziato Erode diciamo: bacioni!”.

Poi vabbè, mio figlio è diventato quello che è diventato, ma pensa, nonostante abbia camminato sulle acque anziché avanzare con le ruspe, nonostante abbia trasformato l’ acqua in vino davanti al popolo anziché in mojito davanti a una consolle, nonostante sia stato capace di guarire i ciechi anziché di rendere ciechi i suoi discepoli come te, non si è mai fatto chiamare “capitano”. Anche perché sono piena di grazia ma il battipanni, se dovesse avere la tua deriva narcisistica, lo so usare anche io.

E a proposito di soprannomi, i miei sono Beata Vergine Maria del Soccorso, Ausiliatrice, Nostra Signora della Misericordia e anche Stella Maris, ovvero stella polare e guida per chi viaggia per mare. Ora, capisci bene caro Matteo che ringraziare ME per un decreto che stabilisce che gli ultimi della Terra possono pure essere ingoiati dai flutti, mi ha fatto drizzare il velo. Ringrazia Schettino, se proprio cerchi un modello ispiratore.

Infine, prima che suoni l’Ave Maria di Schubert al Papeete, ti chiedo di riporre i rosari e di lasciarmi fuori dalla tua propaganda.
Prova, piuttosto, a seguire un consiglio cristiano che sembra fatto apposta per te: ama il prossimo tuo come te stesso. Cioè tantissimo.
Ah. Solo un’ultima cosa: sai la storia che avrei pianto sangue, di tanto in tanto? Ecco. Era una bufala pure quella. Ovviamente fino a ieri, quando ho letto il tuo tweet.

Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano

fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10156488960060983&set=a.10150212984905983&type=3&theater

 

“Raderemo al suolo la casa della fottutissima zingaraccia” …non l’ha detto il un bulletto di strada. Non l’ha detto un avvinazzato dalla cantina. Non l’ha detto uno scaricatore di porto. L’ha detto il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana … Ma il problema è che a noi italioti piace questo tipo di bassezza morale!

 

 

zingaraccia

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

“Raderemo al suolo la casa della fottutissima zingaraccia” …non l’ha detto il un bulletto di strada. Non l’ha detto un avvinazzato dalla cantina. Non l’ha detto uno scaricatore di porto. L’ha detto il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana … Ma il problema è che a noi italioti piace questo tipo di bassezza morale!

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha parlato nuovamente dello scontro verbale che lo ha visto al centro delle polemiche nei giorni scorsi quando ha definito una donna di un campo rom alle porte di Milano “zingaraccia”. “Vi do la mia parola che la casa abusiva di quella fottutissima zingaraccia la radiamo al suolo”, ha detto il vicepremier dal palco di Arcore durante un comizio della Lega.

È tornato a parlare del campo rom di Milano e dello scontro verbale con la donna che ha definito “zingaraccia”, Matteo Salvini. Dal palco del comizio della Lega ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza, il vicepremier è intervenuto per commentare nuovamente la questione e ribadire così il proprio pensiero: “Per quanto riguarda quella fottutissima zingaraccia, vi posso promettere che la sua casa la radiamo al suolo”, le parole di Salvini che lasciano poco spazio a dubbi. Dinanzi a una folla che lo ha applaudito a più riprese, il ministro dell’Interno ha continuato: “Solo in Italia una che è agli arresti domiciliari, che vive in una casa abusiva in un campo rom abusivo, può minacciare di morte il ministro dell’Interno – le parole di Salvini – ma per i giornalisti il problema non è questa fottutissima zingara ma il ministro dell’Interno”.

La donna residente nel campo rom tra Milano e Baranzate era stata ripresa in un video, reportage de IlGiornale.it che ha accompagnato la consigliera comunale della Lega Silvia Sardone durante un sopralluogo, mentre minacciava Salvini. Riferendosi al ministro dell’Interno la donna diceva: “Ancora nessuno si è trovato sul punto di mettere un proiettile in testa a Salvini”, parole alle quali aveva poi risposto il vicepremier durante un’intervista a Sky Tg24: “Ma vi par normale che una zingara a Milano dica ‘A Salvini andrebbe tirata una pallottola in testa’? Stai buona, zingaraccia, stai buona, che tra poco arriva la ruspa”.

 

 

 

tratto da: https://milano.fanpage.it/salvini-durante-comizio-della-lega-raderemo-al-suolo-la-casa-della-fottutissima-zingaraccia/

Questa è LILIANA LA MARCA… Una che vota Salvini… Ecco perché non potrò mai essere leghista…

 

 

LILIANA LA MARCA

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Questa è LILIANA LA MARCA… Una che vota Salvini… Ecco perché non potrò mai essere leghista…

Il post che vedete nell’immagine è di tale LILIANA LA MARCA

Uno squallido post alla maniera dei leghisti-Salviniani…

Non abbiamo oscurato il nome (d’altra parte non è abitudine neanche di Matteo Salvini quando mette alla gogna mediatica i suoi nemici di turno). Non abbiamo oscurato il nome perché ognuno si deve assumere le responsabilità delle bestialità che scrive… Anche se leghista. Anche se Salviniana…

Qualcuno dice di aver scoperto che la sig.ra LILIANA LA MARCA fa l’insegnante a Caltanissetta.  Questo sarebbe gravissimo…

Il nome ed il cognome ci sono… vediamo che succede…

Intanto Vi preghiamo di condividere, perchè  tutti conoscano il pensiero di questa LILIANA LA MARCA. Perchè tutti conoscano come ragiona un leghista. E poi, se veramente fosse una figura professionale che dovrebbe essere d’esempio ed educare, allora qualcuno un serio provvedimento dovrebbe prenderlo…

by Eles

Approvato Dl Sicurezza e Salvini ringrazia la Vergine Maria… Ringrazia la Vergine per una legge che fa crepare la gente? Ricordiamo Padre Alex Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?” – “I Cristiani scelgano o il Vangelo o Salvini” – “Sui migranti saremo giudicati come i nazisti”

 

 

Salvini

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Approvato Dl Sicurezza e Salvini ringrazia la Vergine Maria… Ringrazia la Vergine per una legge che fa crepare la gente? Ricordiamo Padre Alex Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?” –  “I Cristiani scelgano o il Vangelo o Salvini” – “Sui migranti saremo giudicati come i nazisti”

L’immagine: l’immagine che pubblichiamo è un dipinto murale spuntato lunedì mattina a Treviso, lungo la Restera: un Matteo Salvini in versione diavolo mentre bacia un crocifisso; il ministro dell’Interno e segretario della Lega è ritratto in bianco e nero con i soli dettagli delle corna e della croce in colore rosso. Come sempre accade con queste forme d’arte di strada l’autore è ignoto, neanche l’associazione che da anni decora la camminata lungo il fiume Sile con murales e graffiti sa chi sia. Il sindaco Mario Conte, esponente leghista, ha commentato: «Non è arte ma una provocazione e quindi sarà tolto».

Ringraziare la Vergine Maria per una legge che ammazza la gente? Cari amici Cristiani, lo capite che vi sta prendendo per il c…? La Vergine Maria ad uno che fa una legge così, come minimo gli avrebbe sputato in faccia…!

Vi consigliamo di leggere:

Padre Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?”

Durissima presa di posizione di Padre Alex Zanotelli: i Cristiani scelgano o il Vangelo o Salvini…!

Padre Zanotelli accusa ancora: “Sui migranti saremo giudicati come i nazisti”

Migranti, non dimentichiamo lo sfogo di Papa Francesco: “Tenere ferme le navi è un’ingiustizia. Perché lo fanno? Per farli annegare?”… E torna in mente la domanda di Padre Alex Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?”

Da Globalist:

Verso la tirannide: il decreto sicurezza è legge e Salvini ha la faccia di ringraziare la Madonna

I camerieri grillini hanno dato i voti decisivi per far passare norme da stato di polizia che criminalizzano chi salva vite: i voti a favore sono stati 160, 57 i contrari e 21 gli astenuti

Un passo verso la tirannide e verso l’autoritarismo tipico degli stati di polizia. Salvare vite umane comporterà finire sotto processo e il dissenso sarà criminalizzato in uno scenario da Russia di Putin quando carica le manifestazioni dell’opposizione.

Un capolavoro (si fa per dire) del governo reazionario a guida Salvini con i camerieri grillini in guanti bianchi che si sono piagati volentieri
Il governo ha ottenuto la fiducia in Senato sul decreto Sicurezza bis: il provvedimento ha incassato l’ultimo via libera del Parlamento e con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale sarà legge. I voti a favore sono stati 160, 57 i contrari e 21 gli astenuti. I presenti erano 289, i votanti 238 e la maggioranza richiesta era di 109.

FdI astenuta, FI è rimasta in Aula senza votare – Fratelli d’Italia, come annunciato, si è astenuta mentre Forza Italia non ha partecipato al voto pur rimanendo in Aula. Il vicepremier Matteo Salvini ha lasciato l’Aula di Palazzo Madama senza attendere il conteggio dei voti.

Cinque i dissidenti del Movimento – Sono cinque gli assenti M5s in Senato che non hanno quindi votato la fiducia al dl Sicurezza bis: si tratta di Virginia La Mura, Matteo Mantero, Michela Montevecchi, Lello Ciampolillo, Elena Fattori. Assente anche la senatrice 5 Stelle Bogo Deledda che ha però problemi di salute. Per la Lega assenti anche Umberto Bossi (sempre per ragioni di salute) e Massimo Candura per motivi personali. Assenti anche i sei senatori a vita.

Salvini ringrazia la Vergine Maria – “Il decreto Sicurezza bis, più poteri alle forze dell’ordine, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è legge. Ringrazio voi, gli Italiani e la Beata Vergine Maria”.

Zingaretti: “Grazie agli schiavi M5s ora l’Italia è più insicura” – “Il decreto Salvini è passato, l’Italia è più insicura. Grazie agli schiavi 5 Stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà.

vevamo chiesto il contratto per i lavoratori delle forze dell’ordine, presidi nei quartieri a rischio, rilancio e risorse dei patti della sicurezza con i sindaci, investimenti per il recupero delle periferie. Ma niente. Di tutto questo non c’è nulla, così come non c’è nulla sulla lotta alle mafie, nemmeno l’ombra. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa”. E’ quanto scrive in una nota il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

Salvini su Twitter:

Il Decreto Sicurezza, più poteri alle Forze dell’Ordine, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è Legge. Ringrazio Voi, gli italiani e la Beata Vergine Maria.

NELLA FOTO: il decreto sicurezza di Salvini – Si noti che il minore non è a bordo di una moto d’acqua.

 

 

decreto sicurezza

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

NELLA FOTO: il decreto sicurezza di Salvini – Si noti che il minore non è a bordo di una moto d’acqua.

Bimbi di pochi mesi li lascereste annegare? Appello contro il decreto sicurezza

Da Cecilia Strada accorate parole ai senatori del M5s per respingere un provvedimento che viola la Costituzione

Gli appelli sono tanti per risparmiare all’Italia questo ennesimo passo verso la barbarie e lo stato di polizia.

Uno importante è stato lanciato dall’Anpi.

Ora agli appelli si è unita anche quello di Cecilia Strada, una donna che con Emergency si è sempre occupata dei più deboli. Che si è rivolta ai senatori M5s:

io vi imploro. Chiedetevi: “Una donna più volte stuprata. Un 15enne venduto come schiavo. Bimbi di pochi mesi. Li lascerei annegare? Li rimanderei in Libia?”. Rispondete a voi stessi, non a me o a Salvini. Se la risposta è no, non votate #DecretoSicurezzabis

Tratto da: Globalist

Il figlio di Matteo Salvini fa un giro sulla moto d’acqua della polizia mentre gli agenti vietano le riprese. Ora, confidando che i ragazzi di questo Paese abbiano ancora tutti uguali diritti, ecco il fac-simile di domanda da inviare al Ministero per far fare un giro anche a tuo figlio… Non perdere l’occasione!

 

Salvini

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Il figlio di Matteo Salvini fa un giro sulla moto d’acqua della polizia mentre gli agenti vietano le riprese. Ora, confidando che i ragazzi di questo Paese abbiano ancora tutti uguali diritti, ecco il fac-simile di domanda da inviare al Ministero per far fare un giro anche a tuo figlio… Non perdere l’occasione!

Il figlio di Matteo Salvini fa un giro sulla moto d’acqua della polizia: agenti vietano riprese

Un video pubblicato da Repubblica mostra il figlio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, mentre si fa un giro sulla moto d’acqua della polizia di Stato a pochi metri dalla spiaggia di Milano Marittima. Gli agenti, intanto, cercano di impedire al videoreporter di effettuare le riprese. Protesta il Pd, mentre la questura di Ravenna ha avviato accertamenti.

Ora, non vogliamo scendere in inutili polemiche. Se lo ha fatto il figliuo di Salvini, crediamo che tutti i ragazzi possono farlo.

E allora perché TUO figlio deve rinnunciarvi?

Ecco il fac simile della richiesta da inviare al Ministero perché anche TUO figlio possa togliesi questo sfizio…

Perchè “Io sono io e voi non siete un cazzo” era una frase di 200 anni fa, oggi mica funziona così…

Non perdere tempo, non indugiare, un semplice taglia e incolla e TUO figlio presto sarà chiamato per il suo bel giro sulla moto d’acqua della Polizia.

 

Egr. Ministero dell'Interno della Repubblica Italiana
Sig. Matteo Salvini
Piazza del Viminale, 1 - Roma 00184 


Oggetto: richiesta di un giro sulla moto d’acqua della Polizia



Il sottoscritto ......................................... nato il ................. in ............................. residente in ......................... alla via .................................., contatti (mail e/o telefonico) ............................, genitore di .................................. nato il ................. chiede alla signoria vostra di poter concedere al citato mio figlio un giro sulla moto d'acqua della Polizia.

Confidando che i ragazzi di questo Paese abbiano ancora tutti uguali diritti, attendo fiducioso data e ora della prova.

Distinti saluti

 

Gravissima accusa del giornalista Silvestro Montanaro: sulla pagina facebook di Salvini si organizzano gli squadroni della morte!

 

Silvestro Montanaro

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Gravissima accusa del giornalista Silvestro Montanaro: sulla pagina facebook di Salvini si organizzano gli squadroni della morte

Silvestro Montanaro dal suo blog  lancia una pesantissima accusa contro Salvini che non puuò essere ignorata:

Sulla pagina facebook di Salvini si organizzano gli squadroni della morte

” Mi sa che il lavoro sporco dobbiamo farlo noi per cambiare e ripulire le città. Si fan tante belle parole ma pochi fatti…”

” E’ ora che ci difendiamo…iniziamo a portare un’arma con noi. Hanno dichiarato guerra? E guerra sia! ”

” Difesa personale e sotto due metri di terra. E’ l’unica soluzione”

” A Roma abbiamo già cominciato…”

” Basterebbe organizzare un bel gruppetto…”

” Fatemi sapere che vi do una mano…”

” Qua i giudici non servono. Dobbiamo fare noi. Guarda Il giustiziere della notte con Charles Bronson. ”

” squadroni di italiani stufi ”

” Ammazziamoli tutti sti bastardi. L’Italia è nostra”

” Io ci sono”

” Presente! ”

Sono solo alcuni dei tanti commenti folli, razzisti e preoccupanti, a seguito di un  post di Matteo Salvini su un atto di violenza commesso da immigrati. Senza che nessuno degli amministratori della pagina prendesse come minimo le distanze da questa barbarie.

Sulla pagina del Ministro degli Interni, gestita dai suoi “comunicatori” pagati con i soldi degli italiani, si incita all’assassinio e ci si organizza per questi fini.

Salvini denunci gli autori di questi e altri infami commenti.

Altrimenti, il suo silenzio sarà considerato assenso. E sarà complice di questa feccia e delle sue possibili azioni violente.

silvestro montanaro

Che dire? Ogni commento è superfluo. Vediamo se qualcuno interverrà… Il silenzio è complicità. Quindi facciamoci sentire: condividiamo tutti le accuse di Montanaro.

Fonte: https://raiawadunia.com/sulla-pagina-facebook-di-salvini-si-organizzano-gli-squadroni-della-morte/

Attenzione – La Flat tax di Salvini non è solo uno spudorato regalo ai ricchi: è un CRIMINE contro gli Italiani. Un CRIMINE contro i più deboli. Arriveremo a contare i morti e qualcuno li avrà sulla coscienza…!

 

Flat tax

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Attenzione – La Flat tax di Salvini non è solo uno spudorato regalo ai ricchi: è un CRIMINE contro gli Italiani. Un CRIMINE contro i più deboli. Arriveremo a contare i morti e qualcuno li avrà sulla coscienza…!

Sapete tutti che uno dei cavalli di battaglia della crociata Salviniana è la cosiddetta flat tax, la tassa piatta, uno “choc fiscale” che dovrebbe magicamente trasformare imprese fetecchiose in scattanti levrieri del business, oltre a “riempire le tasche degli italiani”.

Tutti già sanno, per sentito dire o semplicemente facendo quattro conti, che la flat tax con aliquota unica al 15% porta beneficio solo ai redditi alti.

Ora però arriva anche il report del Centro Europa Ricerche, presentato nel “parlamentino” del Cnel. Una delle istituzioni economiche che monitorano costantemente l’andamento economico del paese e l’impatto delle diverse misure di politica economica.

E che Salvini sia un mentitore seriale diventa così matematicamente certo.

Spiega infatti il Cer che beneficerebbero dalla flat tax “solo” i contribuenti fra 26 e 55 mila euro, una platea di “circa 8,2 milioni”, un quinto del totale. Sotto la soglia dei 26.000 euro (la stragrande maggioranza dei cittadini italiani) non si avrebbe alcun vantaggio. Anzi, a guardar bene, tra deduzioni e detrazioni (figli, università, mutui, spese sanitarie, ecc), ci rimetterebbero. In qualche caso anche parecchio.

E’ così vero che in diversi talk show, messo alle strette, il sottosegretario alle politiche sociali, Claudio Durigon (ex dirigente dell’Ugl, il sindacato fascista che si chiamava Cisnal e ora risulta in “quota Lega”), ha ammesso che si sta studiando la possibilità di lasciar decidere ai singoli contribuenti se accettare il nuovo regime o mantenere quello attuale. Sicuramente più vantaggioso.

Ma questo “rappezzo” servirebbe a poco o niente…

Spietato come ogni insieme scientifico, il Cer spiega che “apparentemente, il 15% evoca un’imposizione molto più bassa dell’attuale e quindi un consistente recupero di reddito disponibile da parte dei contribuenti. Non è però così, dal momento che l’attuale struttura dell’Irpef, basata sul riconoscimento di deduzioni e detrazioni, fa sì che il livello delle aliquote effettivo sia molto inferiore a quello delle aliquote legali. Con specifico riferimento all’aliquota del 15%, tale livello di imposta è di fatto già vigente per i contribuenti con redditi fino a 26 mila euro“.

Evoca”, ossia fa credere ai non addetti ai lavori e ai calcoli aritmetici. “Di fatto è già così”, anzi pure meglio (a volte di poco, ma meglio).

E allora chi ci guadagna? Solo per la prima fascia di aliquote proposta dalla Lega ne avrebbero un vantaggio i redditi tra 26.00 e 55.000 euro. E, com’è matematicamente logico, più ci si avvicina a quella soglia, più si guadagnerebbe.

Per la precisione: “Risparmierebbe quasi 7mila euro di imposta chi dichiara 55mila euro, mentre per chi ha un reddito di 29mila euro lo sgravio si fermerebbe a 3,5mila euro“.

Ma la cosa che forse a tutti sfugge è che “La perdita di gettito sarebbe di 16 miliardi”. 

Sapete che significa?

Che bisognerà tagliare la spesa pubblica sociale (scuole, sanità, welfare, ecc) e costringere chi oggi paga già un ticket pesante a pagarne uno ancora più mostruoso.

Capiamoci: tutto quello che non pagheranno in tasse i ceti più benestanti sarà tradotto in costi per tutti.

Paghi 40 Euro una visita medica? Ne pagherai 80. Sia tu che guadagni meno di 26.000 Euro e già ti hanno preso per i fondelli, sia chi, già benestante, andrà ancora a risparmiare con la fat tax di Salvini…

E così per ogni servizio sociale…

Ora ricordiamo che – dati Istat alla mano – sono 5 milioni gli Italiani sulla soglia di povertà e sono altrettanti che non si possono ormai consentire cure mediche per i costi…

Quanta gente ammazzerà questa legge? Quanta gente creperà perchè non potrà accedere al servizio sanitario pubblico, ma a pagamento? Quanta gente si suiciderà per disperazione?

Tutto questo per il regalo di Salvini ai ricchi?

Qualcuno tutto questo lo porterà sulla coscienza… Se mai avesse una coscienza!

Per qualche rublo in più – Vietato lo sciopero agli operai dello stabilimento petrolchimico Russo in Italia. Il Prefetto conferma: “Ordine di Salvini”

 

Salvini

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Per qualche rublo in più – Vietato lo sciopero agli operai dello stabilimento petrolchimico Russo in Italia. Il Prefetto conferma: “Ordine di Salvini”

Lukoil, divieto sciopero operai Priolo per pressioni russe, prefetto conferma: “Ordine di Salvini”

“Non vorremmo trovarci un giorno a vedere la nostra libertà democratica messa in discussione non solo dal nostro governo, ma a causa dell’intromissione di un Paese straniero”: così il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra, commenta a Fanpage.it il divieto di sciopero di fronte ai cancelli dello stabilimento petrolchimico russo a Priolo, in provincia di Siracusa, ricostruendo passo per passo la vicenda, fino alla pubblicazione delle lettere fra l’ambasciatore Razov e il ministro Salvini.

Il caso degli scioperi operai di fronte ai cancelli della raffineria di Priolo Gargallo, appartenente al gruppo petrolifero russo Lukoil, è finito sotto l’attenzione mediatica nazionale in seguito alla pubblicazione di alcune lettere, scambiate fra l’ambasciatore russo in Italia, il ministero dell’Interno e la prefettura di Siracusa, che hanno alimentato le polemiche sui rapporti tra la Lega e Mosca. Infatti, il prefetto Luigi Pizzi, che ha vietato per motivi di “ordine pubblico e pubblica sicurezza” gli assembramenti operai contro il taglio dei posti di lavoro nei pressi dello stabilimento, avrebbe agito dietro richiesta del Viminale. Che a sua volta ha ricevuto pressioni da parte dell’ambasciatore Sergey Razov, per motivi che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza. Infatti, nella lettera del diplomatico russo indirizzata direttamente a Matteo Salvini (che si apre con un amichevole “Caro Matteo”), in cui si richiede di bloccare le manifestazione, ci sono riferimenti a perdite finanziarie e interessi economici della compagnia russa in Italia. Nessun accenno a questioni di ordine pubblico. Tuttavia il 9 maggio scorso il prefetto di Siracusa ha vietato le manifestazioni davanti ai 12 ingressi del polo petrolchimico.

La questione è diventata un caso mediatico a causa del coinvolgimento del ministero dell’Interno e dell’ambasciata russa, ma si tratta di una vicenda nata ben prima del 24 luglio, giorno in cui sono state pubblicate le lettere. Abbiamo provato a ricostruirla passo per passo con Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil, che ha raccontato a Fanpage.it la lotta dei sindacati contro il divieto di sciopero ai danni degli operai di Priolo Gargallo. La Cgil aveva infatti provato a bloccare l’ordinanza con un ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, denunciando come l’ordinanza rappresentasse un oltraggio “ai principi più elementari del diritto di sciopero, della libertà di riunione e dei principi costituzionali”. Tuttavia, secondo il Tribunale, “il provvedimento impugnato non recideva la possibilità di esercizio dei diritti di riunione e di sciopero, né delle libertà sindacali, limitandosi a enucleare alcuni siti in cui viene introdotto il divieto di assembramento”. Una spiegazione che non aveva placato le proteste. “La pronuncia data provvisoriamente dal Tar non ci convince. Continuiamo a pensare che siano stati lesi diritti di libertà”, aveva affermato il sindacato annunciando un nuovo ricorso al Cga, il Consiglio di Giustizia Amministrativo.

Pressioni politiche
“Come si può palesemente notare l’ordinanza del prefetto non è dettata da motivi di ordine pubblico o da particolari esigenze produttive. Piuttosto quell’ordinanza nasce in virtù di pressioni politiche che calpestano i principi più elementari del diritto di sciopero, della libertà di riunione e dei principi costituzionali. Ci sono inoltre aspetti di natura giuridica che lasciano assai perplessi come ad esempio il fatto che le attività produttive in questione non sono e non possono essere riconducibili alla natura di servizio pubblico, che come è noto viene regolamentato da particolari e specifiche norme, anche esse, tuttavia, garantiste del diritto inalienabile delle libertà sindacali e dello sciopero”, aveva proseguito la nota della Cgil firmata da Massafra.

Il segretario nazionale ci ha quindi spiegato che i sindacati sono venuti a conoscenza delle lettere, e delle sollecitazioni dal governo russo per impedire le proteste sindacali, solamente in sede di ricorso. La questione sarebbe stata infatti resa nota dallo stesso prefetto che, giustificando al Tribunale il provvedimento, avrebbe affermato di adempiere semplicemente ad un’ordinanza arrivata dal ministero. “Non si tratta allora di un provvedimento per garantire l’ordine pubblico, ma di una chiara e pesante ingerenza politica rispetto ad un tema fondamentale quale il diritto di mobilitazione”, ci ha spiegato Massafra. Il segretario della Cgil, inoltre, ha definito l’intervento del Viminale come “un’anomalia”, in quanto normalmente i rapporti diplomatici dovrebbero verificarsi attraverso gli uffici del ministero degli Esteri.

Diritto allo sciopero
“È stato scavalcato il diritto costituzionale”, continua Massafra descrivendo la decisione del prefetto come un anticipo del nuovo quadro giuridico introdotto dal decreto sicurezza bis, che “limita in modo inaccettabile il diritto di mobilitazione”. Il provvedimento, sottolinea il segretario della Confederazione, è stato aggravato dal caso delle ingerenze, “ma è di per sé un fatto gravissimo”, in quanto “limita la libertà di manifestazione” e compromette il futuro dei lavoratori. Quindi spiega: “Era in corso un tavolo di lavoro in prefettura dove si stava discutendo, nella possibilità del cambio di appalti, su come evitare una crisi occupazionale. Era un confronto costruttivo che andava avanti da un anno e mezzo, ma poi quando è cambiato il prefetto si è bloccato tutto quanto”. Luigi Pizzi è stato nominato prefetto di Siracusa lo scorso 29 novembre 2018 al posto di Giuseppe Castaldo, e si è insediato il 18 dicembre. “Ci siamo trovati di fronte a un muro, di cui l’apice è stata l’ordinanza del 9 maggio”, ha affermato Massafra.

Sottolineando che la priorità del sindacato ora sia la “tutela dei lavoratori da un punto di vista occupazionale e per quanto riguarda il loro diritto di sciopero”, Massafra ha concluso augurandosi che la vicenda rimanga sotto i riflettori della politica nazionale: “Si tratta di un episodio inquietante e pericoloso di ingerenza diplomatica che ha minacciato il diritto dei nostri lavoratori. Non vorremmo trovarci un giorno a vedere la nostra libertà democratica messa in discussione non solo dal nostro governo, ma a causa dell’intromissione di un Paese straniero “.

Tratto da: https://www.fanpage.it/politica/lukoil-cgil-denuncia-ingerenza-politica-salvini-calpestato-diritto-sciopero-operai-di-priolo/

Andrea Camilleri “politico”, da Mussolini a Salvini la sua idea di fascismo

 

Camilleri

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Andrea Camilleri “politico”, da Mussolini a Salvini la sua idea di fascismo

Lo scrittore Andrea Camilleri, morto oggi dopo un mese di ricovero, ha tentato più volte di spiegare cos’è il fascismo, fenomeno complesso che ha sperimentato in prima persona durante gli anni della guerra. Raccontava spesso un aneddoto divertente in cui era presente il Duce in persona. Mentre negli ultimi tempi lo aveva spesso associato alla politica di Matteo Salvini.

Cos’è il fascismo? Tra gli intellettuali e scrittori che ne hanno dato una spiegazione c’è anche Andrea Camilleri, classe 1925, scomparso di recente, è intervenuto più volte precisando la sua personale visione ed esplicitando il suo personale atteggiamento rispetto agli eventi che si verificarono in quegli anni. Tralasciando i suoi memorabili scontri con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, per spiegare il fascismo raccontava sempre un aneddoto divertente con al centro Raul Radice, critico teatrale del Corriere della Sera che aveva iniziato la sua carriera come redattore di un giornale del ventennio, “L’impero”. Ad amministrare le pubblicazioni fasciste del giornale era proprio il fratello del Duce, Arnaldo Mussolini.

Un giorno Arnaldo Mussolini chiese a Radice di accompagnarlo dal Duce per la relazione mensile sull’andamento delle pubblicazioni. Così entrano nello studio di Benito Mussolini, a piazza Venezia, col giovanissimo Radice nel ruolo di portaborse e col cuore che gli batteva forte. Il duce era chino sulla scrivania a scrivere, fitto fitto. Saluto romano di rito, poi il fratello si mise accanto a Benito, aprì la valigetta con tutti i documenti e glieli porse. Ma questi, prima ancora di scorgerli, esordì: «Arnaldo, da qualche tempo “L’Impero” mi sembra che abbia perduto mordente. Ma che succede?». E il fratello rispose: «Sai, è una cosa molto delicata e pure sgradevole..». «E cioè?» «Beh, sai, la moglie di uno dei due va a letto con l’altro. Il marito l’ha scoperto. Ora i due non si parlano più, e così sta andando un po’ tutto a rotoli». Arnaldo non pronunciò nessun nome, non disse quale dei due era stato tradito. Così Mussolini si chinò, pensoso, e dopo un lungo silenzio alzò lo sguardo, guardò dritto negli occhi il fratello e disse: “Licenzia il cornuto!».

Per Camilleri in quest’unica frase pronunciata dal Duce poteva sintetizzarsi tutto il pensiero fascista.

Camilleri e il fascismo: la lettera al Duce
Eppure, da giovane, ne fu affascinato anche lui. Camilleri aveva appena quattordici anni quando scrisse una lettera al Duce per chiedergli di farlo partire volontario nella guerra in Abissinia. All’epoca, credeva che l’ideologia fascista fosse veramente in grado di modificare il tessuto sociale, apportando delle trasformazioni positive. Presto, però, ne scoprì le menzogne e si distaccò, avvicinandosi al comunismo anni dopo. Come rivelò al Salone del libro di Torino più di quindici anni fa:

Non mi vergogno di essere stato fascista. Sono orgoglioso di essere stato e di essere un uomo di sinistra.

Nel 1943 Andrea Camilleri era in Sicilia. Mentre lo sbarco degli Alleati era alle porte, lui conseguiva la maturità classica senza sostenere esami per via dei bombardamenti. Per lui quel periodo rappresentò un lungo peregrinare in giro per l’isola, sballottato da un luogo all’altro. Tra il 1946 e il 1947 si stabilì ad Enna, perfezionando i suoi studi tra due stanzette prive di riscaldamento. L’esperienza della guerra si portò dietro dei lunghi strascichi che riuscì ad elaborare soltanto in età adulta, comprendendo appieno di cosa si era fatto portatore il fascismo.

Camilleri e il fascismo oggi: lo scontro con Salvini
Sempre in proposito sul tema “fascismo”, negli ultimi tempi Andrea Camilleri si era espresso più volte, utilizzando questo termine per definire l’atteggiamento e la politica del leader della Lega, Matteo Salvini, con cui ha sempre avuto uno scontro molto duro. Nell’ultima intervista, a Radio Capital, disse:

Non credo in Dio, ma vederlo impugnare il rosario mi dà un senso di vomito. Tutto questo è strumentale, il Papa non ha bisogno di fare questi gesti. Sa che offenderebbe i Santi. Questo gesto di Salvini fa parte della sua volgarità.

tratto da: https://www.fanpage.it/cultura/andrea-camilleri-politico-da-mussolini-a-salvini-la-sua-idea-di-fascismo/