Cari amici Cristiani, una domanda: veramente credete che il vostro Dio possa essere tanto ignobile da concedere il Paradiso ad uno così?

 

Cristiani

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Cari amici Cristiani, una domanda: veramente credete che il vostro Dio possa essere tanto ignobile da concedere il Paradiso ad uno così?

Fondamentalista Cattolico – Mario Adinolfi e le sue sparate omofobe… “Fatemi capire bene: sono obbligato ad affittare il mio appartamento ai gay, non posso scegliere?”

Il post è di qualche anno fa, ma – in un momento in cui qualcun’altro da una parte ostenta “Cristianità” e dall’altra specula sulla pelle della gente – ci piace riproporlo con una domanda agli amici Cristiani:

Veramente credete che il vostro Dio sia tanto ignobile da concedere il paradiso ad uno così?

 

by Eles

Auguri Matteo Salvini. La sua promessa elettorale “NON MI ALZO DAL TAVOLO FINO A QUANDO IL LATTE DI PECORA NON PASSA DA 60 CENTESIMI AD 1 EURO AL LITRO!” compie oggi 5 mesi.

 

Auguri

 

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Auguri Matteo Salvini. La sua promessa elettorale “NON MI ALZO DAL TAVOLO FINO A QUANDO IL LATTE DI PECORA NON PASSA DA 60 CENTESIMI AD 1 EURO AL LITRO!” compie oggi 5 mesi.

Per rinfrescarVi la memoria – 14 febbraio 2019, Matteo Salvini: Latte, Salvini: non mi alzo da tavolo se prezzo non è un euro

Le promesse elettorali fatte ai pastori sardi non sono state mantenute

L’aumento del prezzo del latte a un euro al litro non c’è stato, e ora le proteste potrebbero ricominciare

Sono passati cinque mesi dalle proteste degli allevatori sardi contro il crollo del prezzo del latte di capra e di pecora: se ne era parlato molto, lo scorso febbraio, perché in alcuni casi le proteste erano state particolarmente aggressive e vistose, con blocchi stradali, manifestazioni e minacce verso chi non protestava, e perché la questione del latte era diventata centrale anche per le elezioni regionali, poi vinte da Christian Solinas, di centrodestra e sostenuto dalla Lega.

Durante la campagna elettorale, a seguito delle proteste, il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, entrambi leghisti, avevano incontrato a Roma una delegazione di pastori insieme a rappresentanti di consorzi, imprenditori, cooperative e industriali. Salvini aveva promesso che avrebbe trovato «una soluzione entro 48 ore per restituire dignità e lavoro ai sardi», e che non si sarebbe alzato dal tavolo delle trattative finché il prezzo del latte non fosse passato da 60 centesimi a 1 euro al litro. Non è successo.

Poiché le promesse non sono state mantenute, i pastori hanno fatto sapere di essere pronti a riprendere la protesta.

Dopo le manifestazioni dello scorso febbraio e l’incontro con Salvini, in prefettura a Sassari era stata avviata una trattativa tra pastori e industriali ed era stato trovato un accordo sul prezzo del latte: 74 centesimi al litro come forma di acconto, con l’impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del Pecorino.

 

Nuovo scoop di Libero: Carola sotto la maglietta non porta il reggiseno… Non è uno scherzo. E questo è quello che succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei gabinetti degli autogrill…

 

Libero

 

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Nuovo scoop di Libero: Carola sotto la maglietta non porta il reggiseno… Non è uno scherzo. E questo è quello che succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei gabinetti degli autogrill…

Testuale da Libero:

Sea Watch, Carola Rackete senza reggiseno in Procura: sfrontatezza senza limiti, il dettaglio sfuggito a molti

Sfrontatezza politica e sfrontatezza personale. Carola Rackete, che fonti tedesche riferiscono essere tornata in Germania subito dopo l’interrogatorio ad Agrigento, giovedì si è presentata in Procura con il sorriso stampato sul volto, accompagnati dai suoi legali. Non paga di nuove sprezzanti dichiarazioni contro Matteo Salvini (che ha querelato) e il governo italiano, la 31enne capitana della Sea Watch indagata per favoreggiamento di immigrazione clandestina per lo sbarco effettuato a fine giugno a Lampedusa ha sfoggiato una maglietta aderente nera a metà tra il marinaretto e il kombat, in perfetto stile Ong.

Sobria sì, ma con un dettaglio decisamente fuori luogo: niente reggiseno. Un po’ di decenza in più in un luogo pubblico non avrebbe guastato, anche se per chi venera il concetto di libertà anche in spregio alla legge o l’autorità militare, in fondo, quella del seno è l’ultimo dei pensieri.

Ogni commento è superfluo. questo è quello che succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei cessi degli autogrill…

20 luglio 2001 – G8 Genova, l’assassinio Carlo Giuliani. Vogliamo solo ricordare un grande esempio di giornalismo: ALESSANDRO SALLUSTI: “HANNO FATTO BENE A SPARARGLI”

 

Carlo Giuliani

 

 

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20 luglio 2001 – G8 Genova, l’assassinio Carlo Giuliani. Vogliamo solo ricordare un grande esempio di giornalismo: ALESSANDRO SALLUSTI: “HANNO FATTO BENE A SPARARGLI”

ERA IL 2014
Cecilia Strada:

“succede che un ragazzo viene ucciso, il 20 luglio 2001. Succede che il direttore di un giornale, Alessandro Sallusti, lo diffama e aggiunge “hanno fatto bene a sparargli”.

Succede che si becca una denuncia e succede che, rinviato a giudizio, decide di risarcire la famiglia con 35mila euro e chiuderla lì.

Succede che la mamma, il papà, gli amici di Carlo decidono che quei soldi vanno impiegati in qualche cosa di buono, di giusto, che a Carlo sarebbe piaciuto.

Succede che il Comitato piazza Carlo Giuliani dona a EMERGENCY 40mila euro: li useremo per il nuovo Poliambulatorio di Ponticelli, Napoli.

Che cosa posso dire, se non un “grazie” emozionato? Grazie a Haidi, Giuliano, a tutti gli amici del Comitato.

Da un articolo del 2015:

Per Sallusti la polizia aveva fatto bene ad uccidere Carlo Giuliani, ora pagherà € 35 mila alla famiglia.

Sono passati ormai 14 anni dai fatti di Genova, da quel G8 che in cui perse la vita Carlo Giuliani e che portò lunghissimi strascichi di polemiche, spaccature, processi ai danni sia dei black block sia delle forze dell’ordine accusate per gli abusi tra cui quelli della caserma di Bolzaneto

Per Sallusti la polizia aveva fatto bene a sparare a Carlo Giuliani

Nel tourbillon di polemiche non si era fatto mancare il proprio contributo il vulcanico Alessandro Sallusti, direttore di Libero, ovviamente fascista nell’anima, che nel 2012 a Matrix per diverse volte aveva affermato che la polizia aveva fatto bene ad uccidere e sparare al 23 enne Carlo Giuliano, anche perchè questi stava per colpire un poliziotto con una spranga.

In realtà come tutti sanno si trattava di un estintore, ma la famiglia non c’è stata, ha denunciato il giornalista per diffamazione.

Non si è però giunti a un giudizio finale, il tribunale di Genova ha dichiarato il non luogo a procedere, visto che lo stesso Sallusti si era già accordato per un risarcimento di 35 mila€

I soldi di Sallusti ad Emergency

La famiglia Giuliani ha già annunciato che non terrà i soldi donati da Sallusti, ma ha già donato 40 mila€ in gran parte provenienti da questo risarcimento, all’ospedale di Emergency a Ponticelli, Napoli.

“Poca cosa” hanno affermato i genitori di Carlo Giuliani riferendosi al risarcimento” ma, come si dice, è il gesto che conta. Per questa ragione abbiamo deciso di accettare, con la soddisfazione di vedere un’offesa immotivata tradotta in un’iniziativa di solidarietà nei confronti di persone immigrate o che vivono in difficoltà. Siamo sicuri che Carlo avrebbe approvato”.

 

Andrea Camilleri: ”Quando vedo la volgarità di Salvini, sento di aver fallito come cittadino italiano”.

 

Camilleri

 

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Andrea Camilleri: ”Quando vedo la volgarità di Salvini, sento di aver fallito come cittadino italiano”.

“Non credo in Dio, ma vedere Salvini impugnare il rosario mi dà un senso di vomito. Tutto questo è strumentale, il Papa non ha bisogno di fare questi gesti. Sa che offenderebbe i Santi. Questo gesto di Salvini fa parte della sua volgarità.

Una delle mie più grosse pene è proprio questa: a 93 anni, a un passo dalla morte, mi trovo a lasciare a nipoti e pronipoti un’Italia che non mi aspettavo di lasciare in eredità. I miei uomini politici si chiamavano De Gasperi, Togliatti, Nenni, Sforza. Avevano un preciso concetto dello Stato e di quello che si poteva fare del paese. Abbiamo ricostruito l’Italia, ora la stiamo risfasciando. Per questa ragione sento di aver fallito come cittadino italiano. E mi pesa molto”

Le parole di Andrea Camilleri non hanno bisogno di commenti… Non a caso qualcuno lo chiamava, lo chiama e lo chiamerà sempre IL MAESTRO…

 

Andrea Camilleri

Il giornalista Silvestro Montanaro: “Salvini, le spiego cosa è la vigliaccheria” …credo sia il caso di dedicare 3 minuti della nostra vita a questa riflessione.

 

 

Silvestro Montanaro

 

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Il giornalista Silvestro Montanaro: “Salvini, le spiego cosa è la vigliaccheria” …credo sia il caso di dedicare 3 minuti della nostra vita a questa riflessione.

 

Salvini, le spiego cosa è la vigliaccheria

Da piccolo i miei genitori mi hanno spiegato che un vigliacco è colui che se la prende con i più deboli.

Raccontare a un paese in crisi, con milioni di disoccupati e di poveri, che la loro miseria è colpa di altri poveri e non di governanti incapaci e corrotti, è da vili e imbroglioni.

Sgomberare poveri senza casa e abbandonarli per strada, intimare ai loro figli di uscire a mani alzate, mentre da tanti anni non si costruiscono case popolari per non disturbare i signori della finanza immobiliare e del mattone, è da gran vigliacchi.

Allarmare un paese raccontandogli che è in corso un’invasione, mentre i numeri parlano di poche centinaia di persone, ululare per i sacri confini violati da orde inesistenti, mentre ogni anno quasi 200.000 italiani sono costretti a migrare pur di incontrare un futuro migliore, mentre la gioventù del nostro sud muore di disoccupazione e migra per intero, è da gran bugiardi, vili e imbroglioni.

Lasciar morire in mare o in orrendi lager povera gente vittima di guerre e ingiustizie, affidarne i destini a un paese in guerra e dominato da bande assassine, averli trasformati in nemici da odiare, è da signori dell’odio e da meschini senza cuore.

Chiamare criminale chi salva vite umane, definire trafficante di esseri umani chi salva esseri umani mentre si è sceso a patti con i veri signori del traffico di esseri umani perché proteggano i nostri interessi energetici in Libia è da cinici bugiardi. Una gran vigliaccata!

Mandare eserciti di ruspe a distruggere le baraccopoli di migranti che lavorano le nostre campagne per spostarli in nuove inumane  baraccopoli, senza dichiarare guerra a caporalato e lavoro nero, è infame vigliaccheria.

Costruire il proprio potere sulla bugia e sulla paura, alimentare l’odio e la guerra tra poveri, è l’arte prima dei vili.

Irridere ogni istituzione, giocare a fare il ministro di ogni cosa, aggredire i magistrati che non si assoggettano ai propri voleri, costruire gogne pubbliche pregne di razzismo e sessismo, vomitanti ogni insulto contro chi non è d’accordo, impedire sui propri social ogni critica, è da vili e minaccia la democrazia.

Dichiarare di non saper nulla di milioni frodati dal proprio partito. E poi di milioni e milioni provenienti da una possibile tangente in cambio della quale si svendeva la politica estera del nostro paese. Rifiutarsi di risponderne in Parlamento. Solo arrogante vigliaccheria.

Lei ha paura, signor ministro. Tanta paura. E ha ragione ad averne.

Quando finalmente le sue bugie verranno svelate per lei non ci sarà posto al mondo dove nascondersi. La vergogna la seppellirà.

Silvestro Montanaro

 

fonte: https://raiawadunia.com/salvini-le-spiego-cosa-e-la-vigliaccheria/

Un intervento epico di Marco Travaglio: “Cos’è la politica? È celebrare Falcone e Borsellino e poi trattare con la mafia”.

Marco Travaglio

 

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Un intervento epico di Marco Travaglio: “Cos’è la politica? È celebrare Falcone e Borsellino e poi trattare con la mafia”.

Un discorso epico di Marco travaglio da condividere assolutamente! Parole che rimarranno nella storia pronunciate nel corso di un duello con Gad Lerner su politica e antipolitica, durante la trasmissione “Quello che non ho” su La7.

Queste le sue parole:
Oggi la VERA anti-politica è quella che noi chiamiamo politica:
E’ scendere in campo anzichè salire;
E’ fondare un partito per non andare in galera e per non fallire per debiti;
E’ far eleggere gli avvocati e i coimputati per non farli parlare;
E’ stare in parlamento 30 o 40 anni pensando che il rinnovamento consista nel cambiare continuamente il nome al partito;
E’ usare le Camere come alternative al carcere, alla latitanza e alla comunità di recupero;
E’ usare come ufficio di collocamento per amici, parenti e amanti, il Parlamento, la Rai, i giornali, asl, ospedali, aziende pubbliche, banche, istituti culturali, cinema;
E’ andare solo a “Porta a Porta” per non rispondere mai a domande;
E’ celebrare Falcone e Borsellino e  poi trattare con la mafia, o chiederle i voti, o stringere la mano ad Andreotti, Cuffaro, Cosentino, Dell’ Utri;
E’ sfilare al family day e poi andare a puttane;
E’ fare il presidente della Repubblica a 84 anni e lanciare moniti per la politica e per i giovani;
E’ fare il presidente del Senato essendo indagato per mafia;
E’ chiamare le guerre “missioni di pace”, l’impunità “garantismo”, la legalità “giustizialismo”, la prescrizione “assoluzione”, l’inciucio “dialogo”, i fischi “terrorismo”, i bordelli “cene eleganti”, le orge “gare di burlesque”;
E’ chiamare i caduti sul lavoro “morti bianche”, per far sembrare meno morti i morti e meno assassini gli assassini;
E’ dire che è sempre colpa del governo precedente, della crisi mondiale, dello tsunami, delle toghe rosse, dell’ euro, della Merkel e di Adamo ed Eva;
E’ promettere tagli alla casta e poi non farli;
E’ rapinare i pensionati e i lavoratori perchè i banchieri, i miliardari e gli evasori fiscali corrono troppo veloci;
E’ dire “ce lo chiede l’ Europa”, ma quando l’ Europa ci chiede una legge anti-corruzione si faccia i cavoli suoi;
L’ intervento integrale
Questo ed altro nell’epico intervento integrale di Marco Travaglio, seguito da Gad Lerner che potete vedere QUI
fonte: http://siamolagente2016.blogspot.it/2017/05/marco-travaglio-cose-la-politica-e.html

Tutta la feccia del fascismo in un semplice esempio: Giorgia Meloni si indigna per lo spazzolone a forma di Trump… Mica si indigna per i bambini che Trump mette in gabbia…!

 

fascismo

 

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Tutta la feccia del fascismo in un semplice esempio: Giorgia Meloni si indigna per lo spazzolone a forma di Trump… Mica si indigna per i bambini che Trump mette in gabbia…!

Inorridita, sgomenta, ferita nei sentimenti profondi, quella scopetta per pulire il watercon i capelli di Donald Trump grida vendetta. Al punto da sollecitare l’invocazione: «nessuno della sinistra ha da ridire?

E’ la signora Giorgia Meloni, fascista.

I fascisti prima di indignarsi tanto facilmente dovrebbero (semprechè ne siano capaci) leggere questo:

Come animali, peggio degli animali.

E’ questa la politica anti immigrati voluta da Donald Trump. Bambini trattati come bestie feroci e rinchiusi in gabbia.

Chi ha documentato questi orrori racconta il pianto disperato di tante povere creature. Cure ridotte a niente, sporcizia e pidocchi ovunque. Occhi persi nel vuoto.

Nei giorni scorsi Alexandria Ocasio-Cortez, membro democratico del Congresso degli Stati Uniti, era andata insieme a un gruppo di deputati, a Clint, in Texas, dove si trova un centro di detenzione per migranti catturati al confine con il Messico.
La deputata ha denunciato che le guardie di confine, le Control Border Patrols (Cbp) sono state “fisicamente e sessualmente minacciose” anche nei suoi confronti e degli altri deputati, arrivando anche a ridere di loro. Ocasio-Cortez ha raccontato che dopo aver riportato la vicenda ai loro superiori, si è sentita rispondere che “i soldati sono sottoposti a forte stress”.
“Gli agenti tengono le donne nelle celle senza acqua e le costringono a bere l’acqua del water” , ha denunciato la deputata. 
”Questi sono crimini contro l’umanità. Non degni di una democrazia”.

Questa denuncia, insieme a tante altre, è costata alla deputata Ocasio-Cortez, e a tre sue colleghe, l’accusa di essere anti americane. ” Se non vi piace il nostro modo di vivere, tornatevene a casa vostra, nello schifo dei vostri paesi di origine. Non avete niente da insegnarci”, ha bestemmiato, recitando il mantra universale dei razzisti e degli xenofobi, il presidente americano riferendosi alle origini delle rappresentanti democratiche e dimenticando che tutti gli americani hanno origini “straniere”.

Tutto il mondo è paese…

 

Amnesty International: così Salvini e i suoi diffondono odio in rete…!

 

zzz

 

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Amnesty International: così Salvini e i suoi diffondono odio in rete…!

La signora Lia, casalinga della provincia di Caserta, si sveglia ogni mattina verso le otto e prima ancora di alzarsi dal letto e di infilare le sue pantofole bianche con piume rosa in acrilico prende il suo smartphone, apre l’applicazione di Facebook e condivide una tenera foto di gattini dalla pagina “cuccioli & cuccioli”. Poco dopo, indossate le pantofole bianche con piume rosa in acrilico, la signora Lia va in cucina, prende il caffè e condivide nell’ordine: l’ultima diretta Facebook di Matteo Salvini, un post dell’eurodeputato Matteo Ciocca contro i “criminali ROM” e una fake news sulle “tendopoli di Amatrice” sotto 6 metri di neve nel mese di agosto dalla pagina “Figli di Putin”. La stessa bufala era già stata condivisa due ore prima dal marito Salvatore, uomo sovrappeso sulla cinquantina con una calvizie in stato avanzato, che dal suo Fiorino bianco, tra una consegna e l’altra, si divide tra la pagina “donne a cui piace mostrarsi”, quella di Matteo Salvini dove scrive ogni giorno sei commenti “forza Capitano siamo tutti con te!” e quella di Laura Boldrini dove lascia quattro righe di insulti sgrammaticati rivolti all’ex Presidente della Camera e ai “finti rifugiati palesrtrati con vestiti firmati cellulari di ultima generazione” portati in Italia dai “comunisti radical chic col Rolex” per farla invadere.

La signora Lia e suo marito Salvatore sono due esempi neanche troppo di fantasia di quel pezzo di popolo italiano oggi inglobato in una sorta di “macchina dell’odio” che agisce ormai da anni sui social network, persone inconsapevoli usate per il costante “volantinaggio virtuale” di una propaganda violenta che fomenta i bassi istinti e trasforma le delusioni, le frustrazioni e le invidie di tanti in un odio che indirizza verso dei bersagli facili: migranti, donne, minoranze religiose, rom, Ong, politici e giornalisti. Il più grande istigatore di odio d’Italia, in questo momento storico, è il vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Lui e molti esponenti del suo partito e del satellite Fratelli d’Italia sono i più attivi nel diffondere contenuti che diventano virali perché mettono in cattiva luce alcune categorie di persone individuate come “nemici”. Accade così che un meme o una notizia di cronaca spesso presa da fonte incerta, diventino un pezzo di comunicazione post-politica che viene diffuso su pagine ufficiali, non ufficiali e profili falsi di twitter e facebook. Al resto pensano la signora Lia e suo marito Salvatore.

Dal 2016 Amnesty International Italia lavora sulla piaga dell’odio che si diffonde sui social network, monitorando profili e pagine di politici, specie in occasione delle campagne elettorali. L’ultimo “barometro dell’odio” è stato presentato subito dopo le ultime elezioni europee ed ha coinvolto 180 attivisti che nell’arco di 6 settimane hanno seguito le campagne social di 416 candidati, valutando 100.000 contenuti. Uno su dieci è risultato offensivo e/o discriminatorio o hate speech. Lo scopo di Amnesty è quello di far luce sul problema e proporre delle soluzioni di contrasto all’hate speech in sinergia con centri di ricerca accademici e osservatori accreditati come Carta di Roma, Osservatorio di Pavia, Unar, Fondazione Bruno Kessler e altri.

Il rapporto di Amnesty è un’istantanea a tratti inquietante della degenerazione umana, morale e culturale di un pezzo di paese e sul modo con cui esso viene istigato. Il leader incontrastato della “macchina dell’odio” è, come detto in precedenza, il Ministro dell’Interno. Nel periodo della rilevazione, sui suoi canali social ci sono state 2.188.168 interazioni, più di tre volte e mezzo quelle del leader del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio. Il “lavoro” social del costoso staff della comunicazione di Salvini si concentra sull’individuazione di alcuni argomenti particolarmente divisivi, sulla produzione di contenuti (post, tweet) che possano istigare le reazioni del pubblico e sulla loro diffusione su canali ufficiali e non. Il tema più presente nelle 6 settimane di monitoraggio è stato ovviamente quello dei rifugiati con il 12,2% di incidenza sul totale. Il 41,6% dei contenuti sull’argomento è risultato offensivo e/o discriminatorio come il 52,6% dei commenti degli utenti. Nello stesso periodo il capo della Lega ha speso 128.782 euro di sponsorizzate su Facebook, l’equivalente di 9.163.991,54 rubli. Di Salvini anche i tre post più commentati, mentre a dominare le classifiche di quelli che hanno generato più commenti offensivi e hate speech è l’eurodeputato del suo partito Angelo Ciocca.

La diffusione pianificata dell’odio tramite i social network è sempre più un’emergenza e continuare a prenderla sotto gamba potrebbe indebolire ulteriormente la tenuta democratica degli Stati, ancor più in un paese come l’Italia dove la democrazia è fragile e da sempre milioni di persone tendono ad affidarsi al pifferaio magico di turno. L’odio cova sulle frustrazioni, sulle invidie e sulle delusioni, cammina sulle pantofole bianche con piume rosa in acrilico della signora Lia, quelle che il marito Salvatore guarda con disprezzo mentre sogna corpi perfetti di modelle russe e una vita che non vivrà mai.

 

fonte: https://www.glistatigenerali.com/partiti-politici/cosi-salvini-e-i-suoi-diffondono-odio-in-rete-il-rapporto-di-amnesty/?fbclid=IwAR39IgFzfRvmjqo4D4IdwYSnxBU6vFhl9cJHc3wSvlimLVRaKUvCDHdTxXw

14 luglio 1938 – Il Giornale d’Italia pubblica “Il fascismo e i problemi della razza”, il “Manifesto della razza” che anticipa la promulgazione delle leggi razziale fasciste… Una vergogna che faremmo bene a non dimenticare!

 

Manifesto della razza

 

 

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14 luglio 1938 – Il Giornale d’Italia pubblica “Il fascismo e i problemi della razza”, il “Manifesto della razza” che anticipa la promulgazione delle leggi razziale fasciste… Una vergogna che faremmo bene a non dimenticare!

 

Il manifesto della Razza – 14 luglio 1938