Carpi – Italia, 14 maggio 2019 – Anno II dell’era Salvini: Umberto, 71 anni “Denunciato e ammanettato per uno striscione”…!

 

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Carpi – Italia, 14 maggio 2019 – Anno II dell’era Salvini: Umberto, 71 anni “Denunciato e ammanettato per uno striscione”…!

Da Fanpage:
Umberto, 71 anni: “Denunciato e amanettato per uno striscione contro Salvini”

È successo a Carpi durante un comizio del vicepremier. “Mi hanno tenuto in manette per quasi 40 minuti, è un fatto molto grave” commenta il 71enne Umberto Fazzi, militante di un circolo di estrema sinistra. “La mia era una dichiarazione di dissenso civile”. Adesso rischia una sanzione pecuniaria ed è sottoposto ad indagini. L’accusa è di “grida e manifestazioni sediziose”

Ammanettato e poi denunciato dopo aver esposto un manifesto contro Matteo Salvini. È successo a Carpi, vicino Modena, dove il vicepremier si è recato nei giorni scorsi, per un comizio in piazza a sostegno di Federica Boccaletti, candidata del centrodestra alle prossima amministrative nel comune emiliano.

“Mi sono arrampicato su un tetto e sono stato lì almeno per quaranta minuti” racconta il protagonista Umberto Fazzi, 71enne pensionato, militante del Centro di Documentazione Iskra, circolo di estrema sinistra di Carpi. Il manifesto recitava “Canagliume fascista fuori dai coglioni” e altre parole che messe una dietro l’altra, ricorda Fazzi, rappresentano “l’essenza del fascismo monopolistico di Stato”. Oltre ad aver srotolato lo striscione, Fazzi ha utilizzato un megafono per leggere alcuni volantini “che avevamo già fatto precedentemente contro il razzismo”. E tanto è bastato per l’intervento delle forze dell’ordine.

“Mi hanno ammanettato lì sul tetto, anche con una certa violenza –continua-. Poi mi hanno stretto su, mi hanno un po’ chiuso la gola, visto che avevo il kefiah palestinese, e dopo hanno capito che non ero un diciottenne e si sono calmati. Ma resta il fatto grave di aver ammanettato una persona senza che ce ne fosse assolutamente bisogno”.

Preso di mira anche dagli insulti dei sostenitori della Lega, presenti in piazza a Carpi, Umberto Fazzi è rimasto per oltre mezz’ora con le manette lungo il portico pieno di gente (“Anche se hanno chiaramente cercato di nascondere le manette”), poi è stato condotto in questura, dov’è rimasto fino a mezzanotte. “Nel verbale il fatto delle manette non è stato neanche menzionato” sostiene ancora il pensionato anti-Salvini di Carpi.

“La mia era una manifestazione di dissenso rispetto a quello che viene avanti adesso” continua Fazzi, denunciato alla fine per “grida e manifestazioni sediziose”, come prevede l’articolo 654 del codice penale. Adesso rischia una sanzione pecuniaria ed è sottoposto ad indagini. Ha rifiutato l’avvocato d’ufficio e ne ha nominato uno di fiducia.

“Stiamo andando verso una china pericolosa, c’è un clima repressivo per cui chi ha ancora una coscienza democratica deve ribellasi, Salvini cavalca l’onda razzista” conclude il 71enne, che a proposito dei tanti striscioni che da settimane stanno campeggiando praticamente in tutta Italia, ad ogni comizio del leader leghista, conclude: “Può essere riduttivo attaccare uno striscione, ma è un sintomo da tenere in considerazione. Infatti gli sta dando molto fastidio”.

 

fonte: https://www.fanpage.it/umberto-71-anni-denunciato-e-amanettato-per-uno-striscione-contro-salvini/
http://www.fanpage.it/

…E neanche “Restiamo Umani” gli va bene. Salvini fa rimuovere pure lo striscione di Zorro…!

 

Salvini

 

 

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…E neanche “Restiamo Umani” gli va bene. Salvini fa rimuovere pure lo striscione di Zorro…!

Salvini ha paura di Zorro: la polizia rimuove lo striscione che recitava “restiamo umani”

Lo striscione ‘Restiamo Umani’ comparso in un balcone di Piazza Duomo è stato prontamente rimosso dalle Forze dell’Ordine.

È comparso un uomo vestito da Zorro, in palese riferimento al libro ‘Io sono Matteo Salvini’ di Chiara Giannini (che scrive nell’introduzione a proposito del vicepremier: “D’ingiustizie, nella vita, ne ha subite anche lui, sin da piccolo, quando racconta ironicamente che all’asilo gli rubarono il suo pupazzetto di Zorro”) al balcone di Piazza Duomo da cui era stato srotolato uno striscione con scritto ‘Restiamo Umani’.

L’uomo in questione è Riccardo Germani, storico attivista di sinistra e di Usb di Milano. Lo striscione è stato immediatamente rimosso dalle Forze dell’Ordine, che hanno interpretato l’appello alla solidarietà come una possibile provocazione per una piazza piena di odiatori sovranisti.

Berlusconi senza vergogna: “Abolite Spazza-Corrotti e Reddito di Cittadinanza”… Manca solo che proponga di legalizzare stupro e pedofilia… Vogliamo allora ricordare le parole di Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica”…!

 

Stefano Rodotà

 

 

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Berlusconi senza vergogna: “Abolite Spazza-Corrotti e Reddito di Cittadinanza”… Manca solo che proponga di legalizzare stupro e pedofilia… Vogliamo allora ricordare le parole di Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica”…!

“Berlusconi ridicolo!”.

Lo ha sostenuto il Movimento 5 Stelle in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, in riferimento a quanto affermato dall’ex premier nel corso del programma televisivo “Stasera Italia” in onda su Rete 4.

La conduttrice Barbara Palombelli, infatti gli ha chiesto se cancellerebbe lo “Spazza-Corrotti” e Berlusconi ha risposto: “Assolutamente”, infatti “è tutto da abrogare, anche il Reddito di Cittadinanza”.

I pentastellati, nel post, si sono chiesti “come può un condannato che possiede un patrimonio di oltre 6.6 miliardi di euro prendersela con padri di famiglia che non avevano neanche il pane per i loro figli e chiedere l’abolizione di una legge contro la corruzione che gli italiani aspettavano 30 anni?”.

“Mandiamo a casa definitivamente Berlusconi e i suoi fidi alleati del PD!” hanno concluso i 5 Stelle.

Ricordiamo cosa diceva Rodotà:

“Sento grandi inni al realismo da chi dice che l’incontro si doveva fare ma io sono sempre prudente di fronte agli eccessi di realismo e ai danni che ha provocato negli anni”, ricorda il costituzionalista. Il fatto è, osserva, che “non si può mettere tra parentesi chi fossero gli interlocutori, anzi, uno degli interlocutori”. “Per chi è cittadino del Paese – osserva ancora Rodotà – e ritiene che ci sia da ricostruire un’etica pubblica e civile, abbiamo perduto tutta la memoria se non ricordiamo che Silvio Berlusconi è stato condannato e che solo è stata dichiarato decaduto da senatore”.

Rodotà segnala che “uno solo tra i commentatori ha detto che Berlusconi a breve sarà o ai domiciliari o ai servizi sociali e allora c’è un’anomalia se abbiamo bisogno di rilegittimare chi si trova in questa condizione”. Anche perchè, pronostica, “quando finalmente quella decisione arriverà, immediatamente Berlusconi dirà ‘guardate, oggi che sono un padre della patria che modifica la Costituzione, come mi tratta questa giustizia. Per questo Rodotà avverte che “questa è la deriva che sta di fronte a noi. Dobbiamo esserne consapevoli ed anche questo è segno di quanto ancora fragile sia il nostro sistema”.

By Eles

 

 

fonti:

https://www.silenziefalsita.it/2019/05/16/berlusconi-abolite-spazza-corrotti-e-reddito-di-cittadinanza-m5s-senza-vergogna-mandiamolo-a-casa/?fbclid=IwAR0vOvJHWEin0vUrqs_mUM3WSLHL-ezW1Yc7sIE5iU_w9riWgaB6Fsr5uUQ

Berlusconi ribadisce il suo concetto: chi non vota per me è un coglione… Noi preferiamo ribadire quello di Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica”…!

Il candidato della Meloni: “Mi candido per garantire sicurezza in città”… Ma nel suo “curriculum” ci sono qualcosa come 40 reati, tra cui una decina di furti in appartamento… Giusto per farVi capire con chi abbiamo a che fare…!!

 

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Il candidato della Meloni: “Mi candido per garantire sicurezza in città”…  Ma nel suo “curriculum” ci sono qualcosa come 40 reati, tra cui una decina di furti in appartamento… Giusto per farVi capire con chi abbiamo a che fare…!!

Da Fanpage:

“Mi candido per garantire sicurezza in città”. Ma ha commesso 40 reati

Riccardo Sala, candidato nella lista di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Fidenza, promette: “Più sicurezza”. Ma nel suo certificato penale compaiono decine di furti in appartamento.

Prometteva sicurezza, lotta alla criminalità con un occhio di riguardo, naturalmente, per i reati commessi gli immigrati. Ma a giudicare dal suo curriculum vitae il primo ad avere una fedina penale non propriamente limpida era lui. Stiamo parlando di Riccardo Sala, candidato nella lista di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Fidenza, in provincia di Parma. Il 35enne aveva assorbito in tutto e per tutto la battaglia del suo partito sulla sicurezza, tanto da averne fatto uno dei principali punti del suo programma. “Sono candidato perché voglio fare in modo che anche Fidenza possa ritornare a essere sicura”.

Peccato che lui stesso vantasse un certificato penale di “tutto rispetto” comprendente furti, incendi, porto d’armi e danneggiamenti per un totale di 39 reati processati, tutti consultabili scaricando – come abbiamo fatto – il certificato penale dal sito del comune di Fidenza. Naturalmente il curriculum di Sala ha imbarazzato non poco il partito di Giorgia Meloni che si è affrettata a prendere le distanze: “Il ragazzo – scrive Fratelli d’Italia in una nota – risulta avere delle evidenze sul suo casellario giudiziario. Si tratta di eventi vecchi che risalgono a oltre dieci anni fa. Condanne per reati minori di un ragazzo che da giovane ha avuto delle vicissitudini. Ha pagato il suo debito con la giustizia e, per sua negligenza, non ha mai cancellato tali iscrizioni. Il problema non è di incandidabilità ma la scelta operata insieme a lui è stata quella che il suo cammino per queste elezioni si fermi qui”.

Certificato Penale Sala by Davide Falcioni on Scribd

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Europee – Ecco la classifica dei candidati incompatibili, quelli che – seppure candidati – non potranno mai entrare nel Parlamento Europeo, ma che si candidano lo stesso… In altre parole, quelli che prendono per i c…. i propri elettori… Prendete nota, Gente!

 

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Europee – Ecco la classifica dei candidati incompatibili, quelli che – seppure candidati – non potranno mai entrare nel Parlamento Europeo, ma che si candidano lo stesso… In altre parole, quelli che prendono per i c…. i propri elettori… Prendete nota, Gente!

“Ecco a voi la speciale classifica dei candidati incompatibili”.

Così il Movimento 5 Stelle in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, spiegando che i candidati incompatibili sono “tutti quelli che non potranno mai entrare nel Parlamento europeo ma che si candidano lo stesso” ovvero, “anche se eletti non potranno occupare il ruolo di parlamentare perché hanno già un altro incarico pubblico”.

Ma “i partiti li hanno messi in lista” per un motivo molto “semplice” ossia “per raccattare qualche voto in più” hanno osservato i pentastellati.

“I partiti – hanno sottolineato – mettono in lista nomi che non faranno mai parte del prossimo Parlamento Europeo ma che possono aiutare a guadagnare consensi”, come per esempio nel caso di Matteo Salvini, “già senatore e ministro ma ora anche capolista alle Europee” ma “ci sono anche Giorgia MeloniEmma Bonino e Nicola Fratoianni, per esempio”.

“In merito anche l’articolo 122 della Costituzione parla chiaro: ‘Nessuno può appartenere contemporaneamente ad un Consiglio o a una Giunta regionale e a una delle Camere del Parlamento, a un altro Consiglio o ad altra Giunta Regionale, ovvero al Parlamento Europeo’” hanno fatto sapere i 5 Stelle.

“In totale sono 37 candidati: al primo posto Fratelli d’Italia con 14, poi Forza Italia con 9, al terzo la Lega con 6, al quarto posto il PD con 4. E noi? Ultimi!” hanno fatto notare.

“Noi non prenderemo mai in giro i nostri elettori, tutti i nostri candidati se eletti andranno davvero in Europa a rappresentarci” hanno concluso.

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2019/05/16/europee-m5s-ecco-a-voi-la-speciale-classifica-dei-candidati-incompatibili/?fbclid=IwAR00ymsC7_wQW4l1Gg7-PDlush_DGvjGq0L8wksw8vPzEcm6LR60rACciwc

16 maggio 1925 – Il grande, attualissimo discorso alla Camera di Antonio Gramsci: “Ecco cos’è davvero il fascismo”

 

Antonio Gramsci

 

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16 maggio 1925 – Il grande, attualissimo discorso alla Camera di Antonio Gramsci: “Ecco cos’è davvero il fascismo”

 

Gramsci: ecco cos’è davvero il fascismo

La ‘rivoluzione’ fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale. Il discorso alla Camera di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci (16 maggio 1925)

Il problema è questo: la situazione del capitalismo in Italia si è rafforzata o si è indebolita dopo la guerra, col fenomeno fascista? Quali erano le debolezze della borghesia capitalistica italiana prima della guerra, debolezze che hanno portato alla creazione di quel determinato sistema politico-massonico che esisteva in Italia, che ha avuto il suo massimo sviluppo nel giolittismo?
Le debolezze massime della vita nazionale italiana erano in primo luogo la mancanza di materie prime, cioè la impossibilità per la borghesia di creare in Italia una sua radice profonda nel paese e che potesse progressivamente svilupparsi, assorbendo la mano d’opera esuberante. In secondo luogo la mancanza di colonie legate alla madre patria, quindi la impossibilità per la borghesia di creare una aristocrazia operaia che permanentemente potesse essere alleata della borghesia stessa. Terzo, la questione meridionale, cioè la questione dei contadini, legata strettamente al problema della emigrazione, che è la prova della incapacità della borghesia italiana di mantenere…[Interruzioni].
Il significato dell’emigrazione in massa dei lavoratori è questo: il sistema capitalistico, che è il sistema predominante, non è in grado di dare il vitto, l’alloggio e i vestiti alla popolazione, e una parte non piccola di questa popolazione è costretta ad emigrare… Noi abbiamo una nostra concezione dell’imperialismo e del fenomeno coloniale, secondo la quale essi sono prima di tutto una esportazione di capitale finanziario. Finora l’imperialismo italiano è consistito solo in questo: che l’operaio italiano emigrato lavora per il profitto dei capitalisti degli altri paesi, cioè finora l’Italia è solo stata un mezzo dell’espansione del capitale finanziario non italiano.
Voi vi sciacquate sempre la bocca con le affermazioni puerili di una pretesa superiorità demografica dell’Italia sugli altri paesi; voi dite sempre, per esempio, che l’Italia demograficamente è superiore alla Francia. È una questione questa che solo le statistiche possono risolvere perentoriamente ed io qualche volta mi occupo di statistiche; ora una statistica pubblicata nel dopoguerra, mai smentita, e che non può essere smentita, afferma che l’Italia di prima della guerra, dal punto di vista demografico, si trovava già nella stessa situazione della Francia dopo la guerra; ciò è determinato dal fatto che l’emigrazione allontana dal territorio nazionale una tal massa di popolazione maschile produttivamente attiva, che i rapporti demografici diventano catastrofici.
Nel territorio nazionale rimangono vecchi, donne, bambini, invalidi, cioè la parte di popolazione passiva che grava sulla popolazione lavoratrice in una misura superiore a qualsiasi altro paese, anche alla Francia. È questa la debolezza fondamentale del sistema capitalistico italiano, per cui il capitalismo italiano è destinato a scomparire tanto più rapidamente quanto più il sistema capitalistico mondiale non funziona più per assorbire l’emigrazione italiana, per sfruttare il lavoro italiano, che il capitalismo nostrale è impotente a inquadrare.
I partiti borghesi, la massoneria, come hanno cercato di risolvere questi problemi? Conosciamo nella storia italiana degli ultimi tempi due piani politici della borghesia per risolvere la questione del governo del popolo italiano. Abbiamo avuto la pratica giolittiana, il collaborazionismo del socialismo italiano con il giolittismo, cioè il tentativo di stabilire una alleanza della borghesia industriale con una certa aristocrazia operaia settentrionale per opprimere, per soggiogare a questa formazione borghese-proletaria la massa dei contadini italiani specialmente nel Mezzogiorno. Il programma non ha avuto successo.
Nell’Italia settentrionale si costituisce difatti una coalizione borghese-proletaria attraverso la collaborazione parlamentare e la politica dei lavori pubblici alle cooperative: nell’Italia meridionale si corrompe il ceto dirigente e si domina la massa coi mazzieri… [Interruzione del deputato Greco]
Voi fascisti siete stati i maggiori artefici del fallimento di questo piano politico, poiché avete livellato nella stessa miseria l’aristocrazia operaia e i contadini poveri di tutta l’Italia. Abbiamo avuto il programma che possiamo dire del Corriere della Sera, giornale che rappresenta una forza non indifferente nella politica nazionale: ottocentomila lettori sono anch’essi un partito. [Voci “Meno…”. Mussolini “La metà! E poi i lettori dei giornali non contano. Non hanno mai fatto una rivoluzione. I lettori dei giornali hanno regolarmente torto!]
Il Corriere della Sera non vuole fare la rivoluzione.
[Farinacci: Neanche l’Unità!]. Il Corriere della Sera ha sostenuto sistematicamente tutti gli uomini politici del Mezzogiorno, da Salandra ad Orlando, a Nitti, ad Amendola; di fronte alla soluzione giolittiana, oppressiva non solo di classi, ma addirittura di interi territori, come il Mezzogiorno e le isole, e perciò altrettanto pericolosa che l’attuale fascismo per la stessa unità materiale dello Stato italiano, il Corriere della Sera ha sostenuto sempre un’alleanza tra gli industriali del Nord e una certa vaga democrazia rurale prevalentemente meridionale sul terreno del libero scambio. L’una e l’altra soluzione tendevano essenzialmente a dare allo Stato italiano una più larga base di quella originaria, tendevano a sviluppare le “conquiste” del Risorgimento.
Che cosa oppongono i fascisti a queste soluzioni? Essi oppongono oggi la legge cosiddetta contro la massoneria; essi dicono di volere così conquistare lo Stato. In realtà il fascismo lotta contro la sola forza organizzata efficientemente che la borghesia capitalistica avesse in Italia, per soppiantarla nella occupazione dei posti che lo Stato dà ai suoi funzionari. La “rivoluzione” fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale”.

LA FOTO: il gazebo della candidata sindaca di centrodestra montato sul posto per disabili… Come diavolo si può dare un voto ad un’idiota del genere?

 

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LA FOTO: il gazebo della candidata sindaca di centrodestra montato sul posto per disabili… Come diavolo si può dare un voto ad un’idiota del genere?

In foto: Il gazebo della coalizione di centrodestra che sostiene Emanuela Baio a Bernareggio (Foto: Iacopo Melio via Facebook)

Bernareggio, il gazebo della candidata sindaca di centrodestra montato sul posto per disabili

Scivolone dell’ex senatrice di Pd e Margherita Emanuela Baio, oggi candidata sindaca per il centrodestra unito (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Popolo della famiglia) a Bernareggio, in provincia di Monza e Brianza. Un gazebo della coalizione che sostiene la candidata è stato infatti montato su un posto riservato ai disabili. La foto, pubblicata da Iacopo Melio su Facebook, è diventata virale. La candidata si è scusata: “È rimasto montato solo per pochi minuti”. La replica: “Ha perso un’occasione per ammettere un errore, invece di fare scaricabarile”.

L’ex senatrice del Pd (e prima ancora della Margherita), Emanuela Baio, è incorsa indirettamente in uno “scivolone” durante la sua campagna elettorale da candidata sindaco a Bernareggio, comune della provincia di Monza e Brianza in cui la politica è nata. Un gazebo della coalizione di centrodestra che sostiene la candidata alle prossime elezioni comunali del 26 maggio 2019, “Vita nuova per Bernareggio e Villanova”, è stato infatti montato su un posto per disabili. Una foto eloquente della struttura installata in un posto dove non avrebbe dovuto trovarsi è stata pubblicata su Facebook da Iacopo Melio, da sempre sostenitore di battaglie per i diritti delle persone disabili e in generale attivo nel denunciare discriminazioni, ovunque esse siano: un impegno che a dicembre dello scorso anno è stato premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito.

La foto del gazebo pubblicata da Iacopo Melio
Melio nel post che accompagna la foto del gazebo ha sottolineato la discrepanza tra il luogo in cui è stato montato e uno dei punti del programma della candidata Baio: “‘Un punto molto importante del mio programma riguarda i problemi di tipo urbanistico che devono essere risolti”, ha scritto l’ex senatrice, candidata con la Lega, il Popolo della famiglia, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Melio ha ironicamente commentato: “Anche su quelli di educazione civica e stradale del suo comitato, magari, un pensierino lo farei… Che dice?”.

Le scuse della candidata sindaco Emanuela Baio e la replica di Melio
Il post di Iacopo Melio è diventato virale, con migliaia tra condivisioni, reazioni e commenti. E tra questi ultimi sono arrivate anche le scuse della diretta interessata, la candidata sindaco: “Carissimo Iacopo mi spiace per questo episodio – ha scritto la Baio – Non ero a conoscenza del fatto che sia stato occupato il parcheggio per le persone diversamente abili. Chiedo scusa a tutti, in modo particolare a quelle persone disabili alle quali è stato impedito, anche solo per pochi minuti, di poter parcheggiare sabato pomeriggio. Mi hanno assicurato che è rimasto montato solo per pochi minuti, perché lo spazio laterale, concessoci era occupato da un’auto. La mia storia personale testimonia, impegno e attenzione al mondo del sociale e della disabilità. Scusate!”. Le scuse della ex senatrice non sono però state apprezzate da Melio, che ha così ribattuto: “Emanuela ‘Erano solo cinque minuti’, manco originali con le scuse… Ha perso un’occasione per ammettere un errore, invece di fare scaricabarile. Che peccato”.

continua su: https://milano.fanpage.it/bernareggio-il-gazebo-della-candidata-sindaca-di-centrodestra-montato-sul-posto-per-disabili/
http://milano.fanpage.it/

Salvini contro Elemosiniere del Papa che riattacca luce in stabile occupato: “le bollette si pagano, ci sono 300.000 Euro di arretrati” …Cogliamo l’occasione per ricordargli che a Roma c’è un altro stabile occupato dai fascisti di Casapound; anche qui sono 300.000 Euro di bollette arretrate, ma nessuno stacca la luce…!

 

 

Salvini

 

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Salvini contro Elemosiniere del Papa che riattacca luce in stabile occupato: “le bollette si pagano, ci sono 300.000 Euro di arretrati” …Cogliamo l’occasione per ricordargli che a Roma c’è un altro stabile occupato dai fascisti di Casapound; anche qui sono 300.000 Euro di bollette arretrate, ma nessuno stacca la luce…!

Matteo Salvini contro l’Elemosiniere del Papa: “Pagasse lui le bollette degli occupanti”

Matteo Salvini ha commentato duramente la decisione dell’elemosiniere del Papa di riattaccare la luce a Spin Time Labs, occupazione di Roma dove vivono 450 persone. “Io conto che dopo aver riattaccato la luce adesso paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate”, ha dichiarato il ministro dell’Interno.

“Ma allora tutti gli italiani che pagano bollette, mutui, stanno in case popolari sono fessi?”. Queste le parole dette da Matteo Salvini in relazione alla decisione dell’elemosiniere del Papa di riattaccare la corrente elettrica a Spin Time Labs, lo stabile occupato da 450 persone in via Santa Croce in Gerusalemme. “Sto raccogliendo elementi, ho sentito il Comune, la prefettura e la questura – dichiara ancora il ministro dell’Interno in un comizio tenuto a Cuneo – C’è questo palazzo occupato a Roma dove ci stavano 3-400 persone che non pagavano le bollette e quindi giustamente la società che gestisce l’elettricità ha staccato la corrente perché le persone che lo occupavano abusivamente avevano accumulato un debito di 300 mila euro. È arrivato un alto esponente del Vaticano, l’Elemosiniere del Santo Padre e ha riattaccato la luce. Io conto che dopo aver riattaccato la luce adesso paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate. A proposito di diritti e doveri, penso che voi tutti, magari facendo dei sacrifici, le bollette le pagate”.

….RINFRESCHIAMO LA MEMORIA A SALVINI…
A Casapound c’è la luce, nonostante 300mila euro di bollette non pagate ad Acea

Mentre gli italiani residenti al centro sociale Spin Time Labs vengono tenuti al buio, i fascisti di Casapound hanno tutte le utenze. Ma chi paga?

Prima gli italiani, certo, ma solo se fascisti e nostalgici. Vivono davvero in uno strano universo, i fascisti di Casapound, un mondo in cui a loro tutto è concesso e la legge vale per chi è troppo stupido o debole per ribellarsi. Così, mentre frignano per essere stati cacciati a pedate dal Salone del Libro e danno l’assalto alle periferie di Roma cacciando chi ha diritto a una casa, loro lo stabile in via Napoleone III lo continuano a occupare, nell’immobilismo disarmante delle istituzioni che più che appelli non riescono a fare per cacciare questi abusivi in mezzo a una strada. Abusivi che campano nel centro di Roma con tutte le utenze, senza pagare un euro, mentre lo stabile del Centro sociale Spin Time Labs, occupato da 350 italiani, viene tenuto al buio da un sistema che funziona solo contro i più umili.

Nonostante Simone Di Stefano dicesse – mentendo – che i residenti dello stabile di Casapound pagassero tutte le utenze, nel 2016 Acea ha chiuso i contatori, dato che si era accumulato un debito a sei cifre. Ma la sera, le luci del civico 8 erano tutte accese. E allora, come si spiega? Perché è la solita storia all’italiana, le leggi ci sono – vedi l’apologia di fascismo, legge più ignorata della storia della Repubblica – ma all’italiano, specie se fascista, gli vanno strette. L’articolo 5 della legge Lupi del 2014, dal nome del Ministro Maurizio Lupi, prevede a chiare lettere che “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”.

Quindi, Casapound da dove la prende la luce? Rimane un mistero, perché l’unico che potrebbe stipulare un contratto che non sia nullo ai sensi di legge è il legittimo proprietario dello stabile, che risulta essere il demanio, oppure un legittimo affittuario, che al momento non esiste.

La questione poteva essere risolta con l’ispezione della guardia di finanza compiuta lo scorso ottobre, ispezione che è finita con una semplice constatazione dello stato dei locali. Perché a Roma Casapound, non si capisce a che titolo, continua a godere di una sorta di legittimazione altra.

Acea, lo scorso 14 settembre, ha emesso un atto di pignoramento per il valore di 330mila euro e in teoria chiunque debba dei soldi a Casapound li dovrebbe girare alla società romana.

FONTI:

https://roma.fanpage.it/matteo-salvini-contro-lelemosiniere-del-papa-pagasse-lui-le-bollette-degli-occupanti/

https://www.globalist.it/news/2019/05/13/a-casapound-c-e-la-luce-nonostante-300mila-euro-di-bollette-non-pagate-ad-acea-2041347.html

Roma, 1943: Ebrei venduti ai nazisti – 5.000 lire a chi li denunciava… Vi ricorda qualcosa?

 

Ebrei

 

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Roma, 1943: Ebrei venduti ai nazisti – 5.000 lire a chi li denunciava… Vi ricorda qualcosa?

Ebrei italiani: circa la metà dei deportati nei campi di sterminio lo furono a seguito di spiate da parte di italiani. Per la taglia di 5.000 lire su ogni ebreo, per invidia, gelosia, risentimento, opportunismo, paura… Per qualunque dei molti motivi possibili resta il fatto che non solo i fascisti ma anche buona parte della popolazione contribuì alla deportazione nazista.

La leggenda degli italiani “brava gente” durante la guerra è appunto una leggenda. Non fummo brava gente in Etiopia (gas e lager) e neanche in Jugoslavia (decimazioni e rappresaglie) e neanche riguardo agli ebrei.

A lungo ci si è interrogati sulle responsabilità dei singoli soldati del terzo reich, sulla loro possibilità di rifiutarsi di eseguire ordini disumani, e ancora una risposta definitiva non c’è. Ma noi, noi italiani, come ci saremmo comportati al loro posto? Male. Decisamente male a giudicare da quel che raccontano le carte degli archivi storici italiani. Su circa 730 ebrei deportati da Roma dopo la retata del 16 ottobre ad esempio, almeno 439 furono traditi o arrestati dagli italiani. Venduti quando andava bene per cinque mila lire e, quando andava male, per rancori o invidie personali.

“Anche la collaborazione spontanea di migliaia di ‘italiani comuni’, di normali cittadini, fu fondamentale per l’arresto di migliaia di ebrei – racconta Amedeo Osti Guerrazzi su La Stampa ­- I poliziotti tedeschi sfruttarono ampiamente i collaboratori italiani: spie, delatori, infiltrati, che agivano nei modi più diversi. Questo lavoro veniva pagato piuttosto bene, dato che su ogni ebreo, in media, veniva messa una taglia di 5.000 lire dell’epoca. A Roma, il comandante della polizia tedesca Herbert Kappler si affidò a gruppi di collaborazionisti, le cosiddette bande, composte in genere da ex informatori della polizia segreta fascista e da criminali comuni, specializzate proprio nella caccia agli ebrei. Una di queste bande, tra il 23 e il 24 marzo 1944, arrestò una dozzina di ebrei che furono immediatamente fucilati nel massacro delle Fosse Ardeatine. A Torino e a Milano, invece, i comandi tedeschi sfruttarono informatori singoli, personaggi che conoscevano personalmente moltissimi ebrei e ne sapevano i nascondigli. I loro metodi di indagine erano spesso raffinati e particolarmente odiosi”.

 

Ci avete fatto caso, tutte le battaglie di Salvini non toccano MAI le lobby… Un esempio: 80.000 morti all’anno in Italia per l’alcool. 30.000 per il tabacco. Ma il nemico è la cannabis!

 

Salvini

 

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Ci avete fatto caso, tutte le battaglie di Salvini non toccano MAI le lobby… Un esempio: 80.000 morti all’anno in Italia per l’alcool. 30.000 per il tabacco. Ma il nemico è la cannabis!

Salvini nel ’98 era un giovane comunista padano, e chiedeva la liberalizzazione delle droghe leggere. Poi ha capito che conviene stare dalla parte dei più forti.

E allora, dopo l’emergenza migranti, il crocifisso e il grembiule nelle scuole, il pericolo ora sono i cannabis shop.

E chissenefrega se ci sono cittadini che hanno investito legittimamente e nel rispetto delle leggi nei negozi di canapa legale. Se un negozio non rispetta la legge ok, va chiuso. Ma uno non può – per farsi pubblicità, per coprire i veri problemi e per fare campagna elettorale – creare un polverone inesistente sulla pelle di gente che su quell’attività si sta creando un futuro…

Ma poi, fateci caso: tutte le battaglie di Salvini non toccano mai le lobby, i poteri forti. Va a caccia del negozietto di cannabis (non c’è nella storia della medicina un solo caso di decesso attribuibile all’uso di cannabis) ma non tocca i veri assassini.

Vuole chiudere quel negozietto che vende cannabis (0 MORTI) che magari sta tra il tabaccaio (30.000 MORTI l’anno solo in Italia per tabagismo) e il negozio di liquori (80.000 MORTI l’anno in Italia per abuso di alcool)…

Ma veramente il problema che toglie il sonno agli Italiani è la cannabis?

By Eles

 

La verità sulla Cannabis in diretta Mediaset