Presidio dei giovani M5S davanti alla sede Mediaset: MEGLIO PULIRE I CESSI CHE PAGARE LA MAFIA – “Berlusconi offende i lavoratori”…!

 

Mediaset

 

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Presidio dei giovani M5S davanti alla sede Mediaset: MEGLIO PULIRE I CESSI CHE PAGARE LA MAFIA – “Berlusconi offende i lavoratori”…!

 

“Meglio pulire i cessi che pagare la mafia”.

Così si legge in uno striscione esposto da un gruppo di giovani del M5S davanti alla sede Mediaset.

La notizia, riportata anche da alcune testate online, è stata diffusa dalla pagina Facebook “Uni Milano in MoVimento”, su cui lunedì pomeriggio è stata pubblicata la foto che mostra i ragazzi che espongono lo striscione e una nota.

Nella nota i giovani attivisti pentastellati hanno condannato le dichiarazioni del patron di Mediaset e leader di Forza Italia, il quale la settimana scorsa aveva dichiarato che se dovesse assumere in Mediaset un 5 stelle lo metterebbe “a pulire i cessi” perché “è gente che non ha mai fatto nulla nella vita”.

“Soprassediamo sull’ennesima farneticazione del presidente di Forza Italia,” hanno scritto gli attivisti, secondo i quali l’ex premier “con le sue dichiarazioni, non solo offende la prima forza politica del Paese ma soprattutto denigra un lavoro non meno dignitoso di un altro”.

Perciò i giovani del M5S di Milano hanno deciso di recarsi davanti alla sede del Biscione:

“Per questo motivo oggi ci siamo recati di fronte alla sede di Mediaset a ricordare che la dignità non dipende dal lavoro che svolgiamo ma dalle scelte che facciamo,” hanno spiegato.

Il post pubblicato sul social network è stato condiviso centinaia di volte e gli utenti hanno sostenuto l’iniziativa. Si leggono commenti come:

La prossima volta avvisate, saremmo in tanti… Tantissimi.

Avete fatto un ottima scelta ma se facevate un fischio saremmo stati con voi

Sono sempre con voi ragazzi. Ho fatto il spazzino x 30 anni e non mi vergogno

Bravissimi…. Berlusconi non dovrebbe nemmeno fiatare ….ma non si vergogna ???

Ottima iniziativa è bella risposta

Il lavoro, anche pulire i cessi , se fatto con coscienza, è tutto dignitoso! Tranne quello fatto soltanto per i propri interessi e/o per fregare gli altri!

È una frase che fa capire quando sia immaturo quest’uomo. E pensare che aveva dato degli immaturi quelli del m5s.

 

 

fonte: https://www.silenziefalsita.it/2018/04/25/presidio-giovani-m5s-davanti-alla-sede-mediaset-b-offende-i-lavoratori/

Salvini: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo” …Ora la domanda nasce spontanea: ma cos’è che questo deficiente non ha capito della sentenza di condanna di dell’Utri?

 

Salvini

 

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Salvini: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo” …Ora la domanda nasce spontanea: ma cos’è che questo deficiente non ha capito della sentenza di condanna di dell’Utri?

Salvini lo ha detto davvero: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo”

Leggi Qui, se ti interessa, l’articolo de Il Fatto Quotidiano.

Ora, come diceva tanti anni fa il grande Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea…

Cos’è che questo idiota non ha capito della sentenza con cui Dell’Utri sta in carcere?

Giusto come pro-memoria Vi riportiamo di seguito un breve passo delle motivazioni della sentenza di condanna di Dell’Utri.

Leggete e rabbrividite:

Tra il 16 ed il 19 maggio 1974 si svolgeva a Milano un incontro cui prendevano parte Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi, Gaetano Cinà (legato alla “famiglia” mafiosa Malaspina) Stefano Bontade (capo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù ed esponente, fino a poco prima, insieme con Gaetano Badalamenti e Luciano Liggio, del “triunvirato” massimo organo di vertice di “cosa nostra”), Mimmo Teresi (sottocapo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù), Francesco Di Carlo (“uomo d’onore” della “famiglia” mafiosa Altofonte, di cui, all’epoca, era consigliere e di cui, in seguito, sarebbe diventato capo).

In tale occasione veniva raggiunto l’accordo di reciproco interesse, in precedenza ricordato, tra “cosa nostra” rappresentato dai boss mafiosi Bondante e Telesi, e l’imprenditore Berlusconi, accordo realizzato grazie alla mediazione di Dell’Utri che aveva coinvolto l’amico Gaetano Cinà, il quale, in virtù dei saldi collegamenti con i vertici della consorteria mafiosa, aveva garantito la realizzazione di tale incontro.

L’assunzione di Mario Mangano (all’epoca dei fatti affiliato alla “famiglia” mafiosa di Porta Nuova, formalmente aggregata al mandamento di S. Maria del Gesù, comandato da Stefabo Bondante) ad Arcore, nel maggio-giugno del 1974 costituiva l’espressione dell’accorso concluso, grazie alla mediazione di Dell’Utri, tra gli esponenti palermitani di cosa nostra e Silvio Berlusconi ed era funzionale a garantire un presidio mafioso all’interno della villa di quest’ultimo.

In cambio della protezione assicurata Silvio Berlusconi aveva cominciato a corrispondere, a partire dal 1974, agli esponenti di “cosa nostra” palermitana, per il tramite di Dell’Utri, cospicue somme di denaro che venivano materialmente riscosse da Gaetano Cinà.

QUI la sentenza completa

Il passaggio che Vi abbiamo riportato è a pagina 48.

La sentenza, invece la trovate QUI

By Eles

Ormai non c’è più con la testa. È in evidente stato di confusione … Berlusconi: “Davanti ai 5 stelle la gente si sente come gli ebrei davanti a Hitler” …Nella migliore delle ipotesi questa è demenza senile!

 

Berlusconi

 

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Ormai non c’è più con la testa. È in evidente stato di confusione … Berlusconi: “Davanti ai 5 stelle la gente si sente come gli ebrei davanti a Hitler” …Nella migliore delle ipotesi questa è demenza senile!

 

Berlusconi: “Davanti ai 5 stelle la gente si sente come gli ebrei davanti a Hitler”

“Sta succedendo qualcosa in Italia di davvero pericoloso. L’altro giorno ho chiesto ad alcune persone a cui stavo dando una mano: ‘come vi sentite di fronte al comportamento di questa formazione politica, di questo movimento che non si può definire un partito democratico?’ Mi hanno risposto che si sentono come gli ebrei al primo apparire di Hitler”. Queste le parole del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dal palco a Porzus, in Friuli, dove nel febbraio 1945 furono uccisi 17 partigiani. “Siamo impegnati oggi a cercare una soluzione alla crisi politica – ha continuato -, senza veti né preclusioni, rispettosa del voto espresso dagli italiani”. Quindi Berlusconi spiegato: “Tutte le forze politiche hanno il dovere di essere responsabili, nel linguaggio e nei comportamenti: il calcolo politico non può portare a disgregare quella convivenza democratica faticosamente acquisita settant’anni fa”.

tratto da: https://www.fanpage.it/live/governo-dopo-il-voto-in-molise-mattarella-decide-cosa-fare-verso-mandato-esplorativo-a-fico/30/

Insomma, nella migliore delle ipotesi, questo è completamente rincoglionito. Forse non quanto chi gli da il voto, ma ha ormai perso la testa e questa è una nuova occasione in cui lo dimostra…

 

Trattativa, assolto Mancino? Non fatevi prendere in giro: si è salvato solo perchè il sig. Napolitano, “l’emerito”, ha fatto secretare le telefonate intercorse con lui e come testimone al processo è stato colto da improvvisa, fulminante amnesia!

Trattativa

 

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Trattativa, assolto Mancino? Non fatevi prendere in giro: si è salvato solo perchè il sig. Napolitano, “l’emerito”, ha fatto secretare le telefonate intercorse con lui e come testimone al processo è stato colto da improvvisa, fulminante amnesia!

 

Trattativa, gravissime parole Napolitano su Mancino

Trattativa. C’è una parte dell’Italia che, dopo la storica sentenza della settimana scorsa sulla trattativa Stato-mafia, inizia a sperare in un reale cambiamento. Quella parte pulita, onesta di cittadini, che si stanno riaccostando ad un mondo marcio finora, con fiducia nel fatto che esso possa essere ripulito. Penso alle parole di Angela Manca, che si augura (e noi con lei, ndr) che, ora, la verità sulla morte brutale di suo figlio Attilio, possa venir fuori.

Resta, però, una parte di Paese irrimediabilmente marcia. Quella che ha decretato la vittoria del centro destra in Molise, per fare un esempio. Due le ipotesi: o l’ingenuità dei cittadini non è arrivata a capire le pesantissime accuse che gravano sulla testa di Berlusconi, che sul centro destra ci mette la faccia, oppure quei voti sono stati comprati. In entrambi i casi, non si vede nulla di buono all’orizzonte.

Non parliamo poi dell’emerito presidente, “integerrimo” politico, Giorgio Napolitano, che, ieri, durante la trasmissione di Fazio, Che tempo che fa, su Rai 1, in collegamento da casa, ha detto, testuale:  “Non posso dire alcunché su una sentenza di cui nessuno conosce le motivazioni. Il punto che ho apprezzato di più è stato quello dell’assoluzione del senatore Mancino per non aver commesso il fatto: si è  restituita serenità e si è riconosciuto il corretto operato di un uomo delle Istituzioni a cui grossolanamente si erano addossate delle colpe”. Corretto operato, presidente Napoloitano? Un po’ come il suo, che, non solo ha fatto secretare le telefonate intercorse tra lei ed il senatore in questione, ma, chiamato a testimoniare al processo trattativa, prima ha tentato in ogni modo di evitare la cosa, per poi, pateticamente, dire una serie di non so, non ricordo.

L’impressione, insomma, è che, purtroppo, siamo ancora lontani dal raggiungimento di una reale giustizia. I pm non si fermano, questo ci consola, ma ci devasta il fatto che ancora qualcuno metta in discussione quella sentenza della Corte d’Assise che dovrebbe modificare il Paese, pulirlo dai rami marci e secchi di una politica corrotta, di Forze dell’ordine asservite al potere, di servizi segreti deviati.

Confesso di non aver seguito la puntata di Fazio di ieri, ma di aver visto solo pochi stralci ed in tutta franchezza, le uniche parole serie riguardo politica ed istituzioni sono state quelle della Litizzetto. Già, le parole di una delle comiche più brave di tutti i tempi. “Voi vi siete accorti del fatto che manca il governo?” ha detto la Lucianina nazionale “io no, non è cambiato niente”. Qualcuno può darle torto? Sicuramente non noi…

fonte: http://www.danilasantagata.it/trattativa-grave-vittoria-centro-destra-in-molise-quanto-parole-napolitano-mancino/

Macron getta definitivamente la sua maschera colonialista. “Usa, Francia e alleati devono restare per costruire una ‘nuova Siria’” …Non Vi sembra un’affermazione di una gravità inaudita?

 

Macron

 

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Macron getta definitivamente la sua maschera colonialista. “Usa, Francia e alleati devono restare per costruire una ‘nuova Siria’” …Non Vi sembra un’affermazione di una gravità inaudita?

 

Macron getta definitivamente la sua maschera colonialista. “Usa, Francia e alleati devono restare per costruire una ‘nuova Siria’”

“Gli Stati Uniti, la Francia e i loro alleati non dovrebbero lasciare la Siria dopo che il conflitto finirà, ma devono costruire una “nuova Siria””. Sono queste le incredibili parole rilasciate dal presidente francese Macron, autore insieme ai leader di Usa e Regno Unito del bombardamento illegale del 14 aprile scorso   ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista a FoxNews.

“Dovremmo costruire una nuova Siria dopo la guerra”, ha detto Macron in un’intervista a FoxNews, sottolineando come il ruolo degli Stati Uniti sarebbe “molto importante” in questo processo. Il presidente francese ha poi aggiunto che “non sono automaticamente le forze USA” che dovrebbero svolgere questo compito. Ma “questo riguarda “la diplomazia degli Stati Uniti ed è una questione che riguarda il tuo Presidente”.

E perché bisognerebbe rimanere in Siria? Per Macron, che riesce a capovolgere completamente le cause di sette anni di guerra, le ragioni andrebbero trovate nei “soliti sospetti”,  vale a dire l’Iran e il presidente siriano Bashar Assad. “Il giorno in cui avremo finito questa guerra contro l’ISIS [Stato Islamico, IS]; se partiamo definitivamente e totalmente – anche dal punto di vista politico – lasceremo la parola al regime iraniano e a Bashar Assad. E questi ragazzi prepareranno [una] nuova guerra, alimentando i nuovi terroristi “.

Le parole di Macron confermano la sua indole colonialista e imperialista. Ma questo è noto. Quel che resta incredibile è il livello di mistificazione cui è costretta l’opinione pubblica occidentale dopo sette anni di guerra per procura con jihadisti proveninenti da 89 paesi, fomentata e sostenuta dai paesi Nato. Quel che resta incredibile, insomma, è l’impunità e la protezione di cui godono i leader come Macron dopo il loro ennesimo crimine internazionale, grazie alla protezione della stampa che si autodefinisce libera.
fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-macron_getta_definitivamente_la_sua_maschera_colonialista_usa_francia_e_alleati_devono_restare_per_costruire_una_nuova_siria/82_23764/

Sallusti ci regala un’altra perla di grande giornalismo: “Fico e Di Maio sono Napoletani, Salvini occhio al Rolex” …(Per non urtare la vostra suscettibilità, invece di quella di Sallusti abbiamo optato per una foto di ben più simpatici topini di fogna)

Sallusti

 

 

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Sallusti ci regala un’altra perla di grande giornalismo: “Fico e Di Maio sono Napoletani, Salvini occhio al Rolex” …(Per non urtare la vostra suscettibilità, invece di quella di Sallusti abbiamo optato per una foto di ben più simpatici topini di fogna)

 

“Fico e Di Maio napoletani, Salvini occhio al Rolex”: bufera sull’editoriale del Giornale

L’accusa, mossa ad Alessandro Sallusti da “Pressing – Osservatorio campano sul giornalismo”, è quella di aver usato “le trattative di governo” come “metafora per i peggiori luoghi comuni contro i napoletani”

Criticatissimo editoriale di Alessandro Sallusti quello apparso oggi su Il Giornale. L’accusa, che viene da “Pressing – Osservatorio campano sul giornalismo”, è quella di aver usato “le trattative di governo” come “metafora per i peggiori luoghi comuni contro i napoletani. Zero deontologia, giornalismo al servizio della politica, razzismo. Tutto in queste poche righe”.

E già dal titolo del pezzo di Sallusti appare chiaro a cosa faccia riferimento l’Osservatorio: “Salvini, occhio al Rolex”.

“Non so che tipo di orologio sia uso portare Matteo Salvini – scrive Sallusti – ma se per caso fosse un Rolex al suo posto prenderei qualche precauzione, viste le pericolose frequentazioni di questi giorni”. Il riferimento è a Roberto Fico e Luigi Di Maio, entrambi pentastellati, entrambi napoletani.

 “Un milanese (Salvini) non può trattare con due napoletani (Di Maio e Fico) senza perdere al gioco delle tre carte”, racconta Sallusti di aver sentito da un suo amico napoletano. Il giornalista e ex compagno di Daniela Santanché aggiunge: “Per raggiungere l’obiettivo Di Maio si comporta appunto come i truffatori del gioco delle tre carte che appaiono e scompaiono per illudere e spellare il pollo di turno. Io non penso che Salvini sia un pollo, ma sicuramente Di Maio è un guappo che tra giochi di prestigio e inganni sta cercando di truffare i giocatori della partita politica”. “ln breve ti si svuota il portafoglio e alla fine te ne vai scornato lasciando in pegno il Rolex”, riassume Sallusti.

 

Tratto da: http://www.napolitoday.it/blog/i-media-e-napoli/sallusti-rolex-salvini-di-maio-fico.html

Fantastico colpo di genio di un Senatore 5stelle – Imprenditore fallisce perchè lo Stato non gli paga le fatture. Però lo stesso Stato gli pignora tutto perchè insolvente, compreso la casa… Ma il Senatore 5stelle salva la vittima ed umilia lo Stato truffatore!

 

5stelle

 

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Fantastico colpo di genio di un Senatore 5stelle  – Imprenditore fallisce perchè lo Stato non gli paga le fatture. Però lo stesso Stato gli pignora tutto perchè insolvente, compreso la casa… Ma il Senatore 5stelle salva la vittima ed umilia lo Stato truffatore!

 

Il ‘trucco’ dei Cinquestelle per salvargli la casa dal pignoramento della banca

La geniale idea di un senatore dei Cinquestelle ha evitato il pignoramento della casa di Sergio Bramini, fallito per colpa dello Stato.

La vicenda del signor Sergio Bramini è stata raccontata nelle ultime settimane da parecchie trasmissioni televisive quale esempio di come lo Stato si sia comportato in maniera scorretta con i propri fornitori. L’azienda di proprietà dell’imprenditore brianzolo è stata infatti dichiarata fallita a causa di crediti con la pubblica amministrazione che non è stato possibile incassare.

Tutto è nato quando nel 2011 la sua azienda specializzata nel trattamento di rifiuti è fallita a causa di fatture non pagate dagli ‘Ambiti territoriali ottimali’, enti pubblici che il Governo con due decreti emessi nel 2013 e nel 2014 ha dichiarato fossero ‘non appartenenti alla pubblica amministrazione’ equiparandoli in pratica ai soggetti privati i cui debiti non sono garantiti dallo Stato.

Praticamente lo Stato non solo non ha pagato i servizi regolarmente svolti dalla sua società, ma ha anche agito per evitare di assolvere i suoi impegni. Tutto questo ha una spiegazione pratica: il Governo di allora ha cercato di ‘occultare’ una ingente massa di debiti non riconoscendoli come ‘pubblici’ al fine di contenere l’ammontare ufficiale del debito pubblico.

Fallito per colpa dello stato insolvente

Il signor Bramini, trovatosi improvvisamente senza liquidità e non potendo farsi anticipare dalle banche gli importi non pagati perchè appunto non rientravano tra i ‘crediti di stato’, ha agito come solo i veri imprenditori sanno fare, al fine di tutelare la sua azienda ed i suoi fedeli dipendenti.

Nell’attesa dei risultati dei ricorsi, confidava – purtroppo sbagliando – che tutto sarebbe stato risolto dalla giustizia ipotecando la sua villa con le banche al fine di ottenere la liquidità necessaria per poter far fronte ai sui debiti con i dipendenti e, paradossalmente, con quello stesso stato che non lo stava pagando.

Purtroppo, terminati i fondi, le banche gli hanno chiesto di rientrare, portando la sua azienda al fallimento e mettendo all’asta la villa che aveva posto come garanzia. Una vera e propria ingiustizia alla quale nessuno al momento è stato in gradi di porre rimedio nonostante molti esponenti di spicco della politica abbiano provato ad interessarsi al caso.

Il colpo di scena del senatore dei Cinquestelle

Oggi alle ore 14 avrebbe dovuto andare in scena l’atto finale: l’esproprio della sua storica abitazione. Ma davanti all’ufficiale giudiziario è accaduto il più classico dei colpi di scena. Il senatore brianzolo Gianmarco Corbetta del #movimento cinquestelle ha bloccato i tutori dell’ordine con il classico ‘uovo di Colombo‘. Ha eletto l’abitazione quale proprio domicilio parlamentare facendo diventare la casa, secondo quanto detta la Costituzione, impignorabile. Il prefetto, a fronte di questa situazione ha dovuto prorogare di altri 45 giorni l’esecuzione, ma adesso la palla passa al giudice, che si troverà di fronte ad una situazione che difficilmente potrà risolvere in tempi brevi.

 

 

 

 

fonte: https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/04/il-trucco-dei-cinquestelle-per-salvargli-la-casa-dal-pignoramento-della-banca-002509467.html?

“I furbi fessi” – Il fantastico editoriale di Marco Travaglio con le 10 leggi di Berlusconi… Non dico da leggere, è proprio da imparare a memoria!

 

Marco Travaglio

 

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“I furbi fessi” – Il fantastico editoriale di Marco Travaglio con le 10 leggi di Berlusconi… Non dico da leggere, è proprio da imparare a memoria!

 

“I furbi fessi”: editoriale di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – da Il Fatto Quotidiano del 22 aprile 2018)

I casi sono due: o Di Maio e Salvini sono molto furbi, o sono molto fessi. Sarebbero molto furbi se fossero già d’accordo per un governo 5Stelle-Lega (senza B.), con tanto di ministri e programma (reddito di cittadinanza e flat tax, oppure flat reddito, o magari tax di cittadinanza), e inscenassero questa quotidiana pantomima dei forni aperti, chiusi, socchiusi, accesi, spenti, tiepidi, per arrivare alle elezioni friulane di fine aprile col divorzio definitivo della Lega da FI. Sarebbero molto fessi se davvero pensassero di poter governare insieme senza rompere il centrodestra, cioè con l’appoggio esterno, anzi il concorso esterno di un Berlusconi miracolosamente pronto al “passo indietro” o “di lato”. Cosa che pare Salvini abbia garantito prima a Di Maio e poi a Mattarella, salvo venire sbugiardato a stretto giro dal Caimano a suon di insulti e minacce. Facendo fare la figura del pollo al primo e mandando su tutte le furie (compatibilmente col personaggio) il secondo. Nel primo caso, i due leader vincitori (parziali) delle elezioni non avrebbero bisogno di consigli, se non quello di spiegarci al più presto come intendono colmare le distanze abissali che li separano in politica interna, estera, economica, giudiziaria, migratoria, fiscale, sociale, scolastica, sanitaria e così via. Nel secondo, invece, ne avrebbero bisogno eccome, essendo ignari delle dieci leggi che da ben 82 anni regolano l’esistenza di Silvio Berlusconi e ne rendono prevedibile ogni mossa.

1. Legge di Montanelli/1. “Berlusconi mente ogni volta che respira”.

2. Legge di Montanelli/2. “Berlusconi è un bugiardo sincero, perché finisce col credere alle sue menzogne”.

3. Legge di Biagi. “Se avesse una puntina di tette, Berlusconi farebbe anche l’annunciatrice”.

4. Legge di Cecchi Gori. “Berlusconi, se gli dai un dito, ti si prende il culo”.

5. Legge del Tribunale. “Berlusconi ha una naturale capacità a delinquere”.

6. Legge di Confalonieri. “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia”.

7. Legge di Ferrara (Giuliano)/1. “Berlusconi è entrato in politica per salvare la roba”.

8. Legge di Ferrara/2. “Il punto fondamentale non è che tu devi essere capace di ricattare, è che tu devi essere ricattabile… Per fare politica devi stare dentro un sistema che ti accetta perché sei disponibile a fare fronte, a essere compartecipe di un meccanismo comunitario e associativo attraverso cui si selezionano le classi dirigenti”.

9. Legge di Renzi (o di Bossi, o di D’Alema, o di Veltroni). Chiunque si sieda al tavolo con Berlusconi per trattare, muore. I cimiteri sono lastricati di lapidi degli ex leader che pensavano di metterlo nel sacco.

10. Legge di Fini (o di Boffo, o di Di Pietro, o di Montanelli, o di molti altri). Berlusconi conosce solo tre approcci umani e politici: o ti compra, o ti massacra, o sei Dudù.

Se Salvini e Di Maio hanno ipotizzato anche per un istante che B. si ritirasse in buon ordine, regalando i suoi voti senza contropartite a un governo dominato da due leader che lo vogliono (politicamente) morto, c’è da dubitare della loro sanità mentale. Ora, la storia insegna che il Caimano era uso scegliersi e poi a telecomandare almeno i ministri della Giustizia e delle Comunicazioni anche quando stava all’opposizione, figurarsi nell’ipotesi di un appoggio esterno. Che, a quanto abbiamo capito, non sarebbe un voto gratuito dato motu proprio senza contropartite, che nessuno potrebbe impedire: sarebbe il frutto di un programma concordato con lui da Salvini e poi portato al tavolo con Di Maio. Programma che, ovviamente, escluderebbe qualunque intervento su conflitto d’interessi, mafia, corruzione, evasione fiscale, prescrizione, sistema televisivo, affollamenti pubblicitari. Una mega-truffa nascosta sotto una piccola foglia di fico, che cancellerebbe le ragioni sociali dei 5Stelle per tutelare quelle di FI, anzi di Mediaset, salvando la faccia a Salvini e facendola perdere a Di Maio. Però l’idea che nel 2018 esista ancora qualcuno – Salvini – che crede alla parola di B., è già affascinante. Ma che esista pure un altro – Di Maio – che crede alla parola di Salvini che crede alla parola di B., è straordinario. Poi, si capisce, c’è anche l’ipotesi che davvero Salvini trovi la forza e il coraggio di mollare B., al costo di ridursi a fare il leader della Lega al 17% anziché il capo del centrodestra al 37%. Ma, visti i precedenti, sarebbe uno spettacolo che non ci perderemmo per nessuna ragione al mondo. Prepariamo i pop-corn.

Niente Gay Pride. Per il sindaco leghista Alessandro Canelli è una “INUTILE OSTENTAZIONE”… E lo ha dichiarato mentre, vestito da pagliaccio verde, con le corna di plastica in testa, con una mano sorseggiava l’acqua del Po e con l’altra si puliva il culo col Tricolore…!

 

Gay Pride

 

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Niente Gay Pride. Per il sindaco leghista Alessandro Canelli è una “INUTILE OSTENTAZIONE”… E lo ha dichiarato mentre, vestito da pagliaccio verde, con le corna di plastica in testa, con una mano sorseggiava l’acqua del Po e con l’altra si puliva il culo col Tricolore…!

 

Nella foto: l'inutile ostentazione del gay pride... Scherziamo. Sono solo le immagini di una squallida pagliaciata, niente a che vedere con il gay pride.
Niente gay pride. Il sindaco leghista impedisce la sfilata

Alessandro Canelli dice no alla manifestazione (che è invece patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Provincia”. Per il primo cittadino sfilare per i diritti è ‘inutile ostentazione’

Niente Gay Pride. Al leghista non piace. Così il Comune di Novara, guidato da Alessandro Canelli, ha negato il patrocinio al ‘Novara pride’, la manifestazione in programma il 26 maggio che porterà in città l’orgoglio omosessuale. Per il primo cittadino si tratta infatti di una “inutile ostentazione”, come scritto in una lettera agli organizzatori. Il no dell’amministrazione comunale diventa un caso politico, con il Pd che parla di “una decisione anacronistica e discriminatoria”. “Il sindaco Canelli, che appena eletto si è affannato a dichiarare urbi et orbi che sarebbe stato il sindaco di tutti, alla prova dei fatti si dimostra essere prevedibile e scontato nel ruolo di moralizzatore – sostiene il Pd di Novara in una nota -: mentre la Regione Piemonte e la Provincia di Novara hanno dato il patrocinio e sosterranno l’iniziativa, il Comune di Novara sarà assente dando prova di non rappresentare realmente tutti i novaresi”.

Lo strano caso del Tav: è un’opera inutile, dopo 20 anni il Governo lo ammette. Ma si deve fare lo stesso!

 

Tav

 

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Lo strano caso del Tav: è un’opera inutile, dopo 20 anni il Governo lo ammette. Ma si deve fare lo stesso!

 

Il Tav è un’opera inutile, ma ormai la faremo lo stesso. Si può riassumere così l’incredibile documento dal titolo «Adeguamento dell’asse ferroviario Torino – Lione. Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia fase 1 – 2030» pubblicato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Un documento che ammette ciò che il movimento no-tav sostiene da anni, ovvero la completa inutilità dell’opera, ma ribadisce di voler andare avanti nella sua costruzione.

UN PROGETTO BASATO SU STIME COMPLETAMENTE SBAGLIATE. Il documento (consultabile integralmente a questo link) ammette che «non c’è dubbio che molte previsioni fatte quasi 10 anni fa, in assoluta buona fede, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell’Unione Europea, siano state smentite dai fatti, soprattutto per effetto della grave crisi economica di questi anni, che ha portato anche a nuovi obiettivi per la società, nei trasporti declinabili nel perseguimento di sicurezza, qualità, efficienza». In parole povere si dice che il Tav è completamente inutile. Ma subito dopo ecco la sorpresa, l’opera ad ogni modo va portata a termine, perché per poter continuare i lavori è necessario liberarsi «dall’obbligo di difendere i contenuti analitici delle valutazioni fatte anni fa». Come riassunto in un articolo pubblicato da Wu Ming 1, il governo quindi non sta dicendo: abbiamo sbagliato, avevate ragione, parliamone. Al contrario, sta dicendo: abbiamo sbagliato ma è ininfluente, perché abbiamo ragione lo stesso e non c’è altro da dire.

LA CRISI ECONOMICA NON C’ENTRA PROPRIO NULLA. Ma di quanto erano sbagliate le previsioni sull’aumento di traffico merci che secondo i tecnici di tutti i governi succedutisi dal 2001 (anno dell’approvazione del primo progetto) ad oggi avrebbero reso necessario la costruzione di una nuova linea ad alta velocità tra Torino e Lione? Nel 1998 il traffico merci sulla linea era di 10,1 milioni di tonnellate, e gli “esperti” stimarono che entro il 2010 sarebbe diventato di 20 milioni di tonnellate, una quantità che avrebbe saturato gli altri valichi. Ebbene nel 2010 si rivelarono invece addirittura di quattro volte inferiori a dodici anni prima, fermandosi a 2,5 milioni di tonnellate. E ovviamente non regge la scusa accampata dal governo Gentiloni nel documento, dove si da tutta la colpa alla “grave crisi economica”. La crisi infatti ebbe inizio nel 2008, anno in cui la diminuzione del traffico merci era già pienamente in corso, come si può vedere dal grafico sottostante. Lo stesso errore è stato ripetuto nella revisione del progetto del 2012 quando, nonostante la crisi fosse ampiamente in corso, i brillanti tecnici del governo arrivarono addirittura a stimare il traffico merci annuo fino al fantascientifico anno 2054, quando secondo loro ogni anno tra Francia e Italia sarà necessario trasportare quasi 60 milioni di tonnellate di merce. Cifre fatte a casaccio per difendere un’opera indifendibile.

A COSA SERVE VERAMENTE IL TAV TORINO-LIONE? Va tra l’altro appuntato che negli ultimi anni pure i francesi hanno ribadito che per loro costruire il Tav non è una priorità, concetto ribadito anche dal nuovo presidente Macron che ha affermato che la Francia si è presa «una pausa di riflessione» sul progetto. Che senso ha quindi l’ostinazione che continuano a mostrare tutti i governi italiani? La verità è che la costruzione di questa inutile grande opera è diventata da tempo una questione non economica ma politica, e più precisamente indirizzata a ribadire il dominio del governo sui territori. Non costruire l’opera significherebbe automaticamente dare ragione al movimento no-tav che da 25 anni resiste contro la sua costruzione, e questo non è ammissibile. Lo disse pochi anni fa senza giri di parole il Pubblico Ministero Marcello Maddalena in uno dei tanti processi celebrati contro i no-tav: «Il danno grave per il paese è il rischio della libera determinazione della pubblica autorità che sarebbe in crisi. Perché lì è il rischio per l’istituto democratico, ed è lì che ovviamente anche se il governo la ritiene inutile c’è una questione più forte, perché significherebbe rinunciare al principio di democrazia e quindi l’opera deve andare avanti a costo di impiegare l’esercito per farla andare avanti».

 

Fonte: http://www.dolcevitaonline.it/il-tav-e-unopera-inutile-dopo-20-anni-il-governo-lo-ammette-ma-vuole-farla-lo-stesso/