Dove è finita l’onestà? Governo Conte sorretto dal M5s, record di imputati e condannati… Tutti della Lega…!

 

onestà

 

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Dove è finita l’onestà? Governo Conte sorretto dal M5s, record di imputati e condannati… Tutti della Lega…!

– – – L E G A LADRONA – – –

Questa è la Lega di Matteo Salvini in Parlamento (al momento…) specializzata in peculato!

Elenco di tutti i DELINQUENTI e CORROTTI che Salvini ha messo in parlamento, nei comuni e regioni, 
salvini non è il nuovo, è entrato in politica nel 1990 nei comunisti poi è passato alla Lega, CONDANNATO (reato penale) è stato eletto dal 1993, è iscritto all’ordine dei giornalisti, ha lavorato alla Padania dove l’ex direttore lo voleva licenziare perché truccava le ore di lavoro ( detto in una intervista dal l’ex direttore) prende 3 vitalizi e 3 stipendi, per non perdere il vitalizio della Camera si è fatto eleggere al Senato, è socio e amico del DELINQUENTE PREGIUDICATO DI BERLUSCONI CHE HA PAGATO LA MAFIA, 2 settimane fa hanno condannato 25 leghisti per TRUFFA ALLO STATO, compreso il capogruppo al senato, è andato a cena con tutto il MARCIO del vecchio sistema.


La lega :


I 2 leghisti arrestati per voto di scambio mafioso.

Il deputato indagato per voto di scambio mafioso.

Il senatore indagato per associazione a delinquere.

Il DELINQUENTE PREGIUDICATO DI BOSSI

Il DELINQUENTE PREGIUDICATO DI SIRI
condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e sono spariti 1 milione di euro a evaso il fisco per 226000 euro.

FALCO arrestato per droga.

TIRAMANI condanna per truffa allo STATO.

MOLINARI condannato in secondo grado per truffa allo STATO.

Il CAPOGRUPPO AL SENATO condannato per truffa allo STATO

RIXI richiesti 3 anni e 4 mesi per truffa allo STATO.

Garavaglia rinviato a giudizio insieme al DELINQUENTE PREGIUDICATO DI MARONI per le tangenti della sanità della regione Lombardia.

Giorgetti che era a cena il 7 marzo 2018 con PARNASI arrestato per corruzione.

Zaia che ha firmato un accordo con la società autostrade per la PEDEMONTANA, 94 km, che ci sarebbe costata 13 miliardi e 100 milioni di euro, bloccata dal GRANDE MINISTRO DELL’INFRASTRUTTURE DANILO TONINELLI.

PER QUESTO C’È UN CONTRATTO!!!!!!
Spero che si capisca, la differenza tra ONESTÀ del M5S, è I MAFIOSI di tutti gli altri non dovrebbe essere difficile 

Abbassare i limiti di età per il processo. Devono andare a processo anche bambini di 12 anni… Lo ha proposto la Lega, il partito di Salvini, quello che a 45 anni non andrà a processo per il caso Diciotti… Ah, la coerenza…!

 

processo

 

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Abbassare i limiti di età per il processo. Devono andare a processo anche bambini di 12 anni… Lo ha proposto la Lega, il partito di Salvini, quello che a 45 anni non andrà a processo per il caso Diciotti… Ah, la coerenza…!

Lo strano caso della Lega – Chiedono di abbassare i limiti di età per il processo a 12 anni, ma il loro “capitano” a 45 anni non andrà a processo per il caso Diciotti… Ah, la coerenza…!

La Lega vuole che vadano a processo anche bambini di 12 anni

Arriva una legge targata Carroccio contro le baby gang. Abbassa il limite dell’imputabilità che oggi è 14 anni

Arriva una legge targata Lega contro le baby gang. Firmata da tutti i deputati del partito di via Bellerio presenti nella Commissione Giustizia. Sarà incardinata a breve ed è stata richiesta anche la firma del Movimento 5 stelle.

La Proposta di legge prevede di abbassare il limite dell’imputabilità da 14 a 12 anni. Al momento chi commette un reato sotto i 14 anni non viene considerato ‘punibile’. Ovvero “non assoggettato alla pena”, secondo il codice penale. “Ma” spiega uno dei firmatari del progetto di legge “un minore di 12 anni di oggi è diverso rispetto a quello di qualche anno fa. Bisogna aggiornare il codice e considerare la realtà”.

Il fenomeno delle baby gang

La fotografia è quella dell’aumento del fenomeno delle baby gang (secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza ne fa parte il 6,5% degli adolescenti) in città come Napoli, Milano, Roma, Bologna, Bari, Palermo. Ma è in crescita anche il fenomeno dei ‘baby boss’, ovvero di minori adescati dalla criminalità organizzata (anche dalla camorra e dalla mafia) per fungere da ‘pony express’ della droga o altro. Per non parlare dell’aumento degli episodi di tentativo di stupro, accoltellamenti e di bullismo.

Proprio per stroncare le baby-gang arrivano anche altre misure repressive. La prima: un minore che commette reati in gruppo – secondo la logica del branco – non avrà diritto ad alcuna premialità, ovvero sconti di pena. La seconda: avvalersi della facoltà di non intendere e volere sarà piu’ difficile, occorrerà fornire delle prove più stringenti. Oltre alla repressione la Lega punta sulla prevenzione. Ovvero sull’insegnamento con la reintroduzione dell’educazione civica come materia scolastica.

Resta in ogni caso curiosa la situazione di un pattito che vuole mandare a processo ragazzini di 12 anni, pur avendo un “capitano” di 45 anni che dai processi fugge…!

“Ci vuole un po’ di scuola Diaz” …secondo voi lo ha detto: a) un pazzo fuggito dal manicomio criminale; b) un simpatizzante italiano dell’Isis; 3) un capogruppo della Lega. Sicuramente molti di voi avranno indovinato. E qualcuno a questi infami li ha pure votati…!

 

scuola Diaz

 

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“Ci vuole un po’ di scuola Diaz” …secondo voi lo ha detto: a) un pazzo fuggito dal manicomio criminale; b) un simpatizzante italiano dell’Isis; 3) un capogruppo della Lega. Sicuramente molti di voi avranno indovinato. E qualcuno a questi infami li ha pure votati…!

Scontri a Torino, Sciretti (Lega) choc: “Ci vuole un po’ di scuola Diaz”. Poi chiede scusa

Tra i tanti commenti, soprattutto sui social, dopo gli scontri scoppiati a Torino durante il corteo contro lo sgombero dell’ex Asilo, occupato da oltre 20 anni dagli anarchici, colpisce uno in particolare.

Non tanto per l’analisi profonda fatta, ma proprio in quanto è a dir poco scioccante. L’autore è il capogruppo della Lega alla Circoscrizione 6 del capoluogo piemontese, tale Alessandro Ciro Sciretti, che commentando gli incidenti che hanno coinvolto la città decide con un post di rispolverare una delle pagine più tristi del nostro Paese: la scuola Diaz.

Già, quanto accaduto (e che ha portato a delle condanne per quella che venne definita “una macelleria messicana”), durante il G8 di Genova, nel 2001, è l’augurio che fa Ciro Sciretti.

Scrive l’esponente della Lega, condividendo un articolo riguardante gli scontri di oggi: «Ditemi voi se tutto questo è accettabile. Nessuna pietà, NESSUNA, per queste persone. Le Forze dell’Ordine sono troppo limitate nei loro poteri. Ci vuole un po’ di Scuola Diaz».

Poi dopo che le agenzie stampa battono quanto espresso dal Sciretti, il post viene aggiornato e il tiro viene aggiustato:«Chiedo scusa a chi non capisce le provocazioni».

Poi scrive ancora: «Facciamo un po’ di chiarezza. Non sono solito nascondermi dietro un dito e amo le provocazioni.

Il mio post è frutto della rabbia di fronte alla violenza cieca ed al vandalismo indiscriminato che il movimento antagonista sta riversando in città in questi giorni.
Rabbia che nasce dall’amore verso la mia Torino e da una storia politica che mi ha visto, molto spesso, oggetto di attenzioni indesiderate da parte di chi preferisce la violenza alla dialettica politica.

Mi richiamo sempre alla legalità.
Per questo, il riferimento ai fatti della Diaz non è, e non può essere preso come, una seria riflessione, ma solo ed esclusivamente come una provocazione.
La Diaz non è una pagina felice né giusta della storia del nostro paese, perché lo Stato deve sempre agire nel solco del diritto.
Per questo, mi scuso.

Detto questo, mi auguro che gli autori dei fatti di oggi vengano perseguiti nel modo più duro, tra quelli previsti dalla legge, e ribadisco ancora un concetto:
SONO, E SARÒ SEMPRE, DALLA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE».

fonte: QUI

Cosa altro si può dire?

Non c’è alcun commento…!

“È pieno di odio”… Lo ha detto Salvini, quello che lascia affogare i migranti, rivolgendosi a padre Zanotelli, una vita in aiuto della gente in Sudan e Kenia e sempre dalla parte dei più deboli… Non trovate anche voi che c’è qualcosa che proprio non quadra…?

 

Zanotelli

 

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“È pieno di odio”… Lo ha detto Salvini, quello che lascia affogare i migranti, rivolgendosi a padre Zanotelli, una vita in aiuto della gente in Sudan e Kenia e sempre dalla parte dei più deboli… Non trovate anche voi che c’è qualcosa che proprio non quadra…?

l ministro dell’Interno Matteo Salvini ha postato su facebook una foto dove compare padre Alex Zanotelli insieme a una citazione attribuita al missionario pacifista: “Salvini va processato anche per la Sea Watch”.
Il vicepremier commenta: “Dopo avermi definito razzista, ‘genio malefico’, criminale (e altri complimenti che al momento mi sfuggono), questo prete sostiene che dovrebbero processarmi non solo per la Diciotti ma anche per la Sea Watch. Olè!”.

Nel post scriptum, il vicepremier conclude: “Ma, mi chiedo, un uomo di chiesa può essere sempre così pieno di risentimento e di odio?”.

Lasciaci indovinare, caro Matteo… Sarà forse perché ti fai i selfie mangiando pane e Nutella, mentre per colpa tua la gente crepa in mare…? Pensaci, Mattei, pensaci…

Nessuna pietà neanche per i morti – La sindaca leghista non paga il funerale: da tre mesi il corpo di un ragazzo nigeriano abbandonato all’obitorio di Vercelli – Ma la storia si ricorderà di voi, statene certi…

 

sindaca leghista

 

 

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Nessuna pietà neanche per i morti – La sindaca leghista non paga il funerale: da tre mesi il corpo di un ragazzo nigeriano abbandonato all’obitorio di Vercelli – Ma la storia si ricorderà di voi, statene certi…

La sindaca leghista non paga il funerale: da tre mesi il corpo di un ragazzo nigeriano abbandonato all’obitorio di Vercelli

Era morto investito da un treno. La denuncia di un consigliere regionale che si offre di pagare le spese

articolo di MARIACHIARA GIACOSA

Si è lanciato dal treno lo scorso ottobre e da tre mesi aspetta una sepoltura. Ingorghi burocratici e rimpalli di competenze (e una sindica leghista che si rifiuta di pagare), da novanta giorni impediscono il funerale del giovane nigeriano di 33 anni, morto sotto un treno sulla linea Chivasso-Novara il 25 ottobre. Il suo corpo è in una cella frigorifera dell’obitorio di Vercelli in attesa che qualcuno paghi la fattura per il recupero della salma e si faccia carico del funerale di povertà. Una vergogna, denuncia su Facebook il consigliere regionale del Pd Gabriele Molinari pronto a farsi carico di risolvere le pratiche amministrative e sostenere i costi delle esequie. Con lui molti utenti della rete lanciati in una gara di solidarietà per offrire degna sepoltura al ragazzo. “Non so quale sia la storia di questo ragazzo e perché sia finita così – spiega Molinari – So però che come ogni altra persona ha diritto a un funerale, a un saluto, a non rimanere dimenticato in un obitorio per mesi. Mi occuperò quindi di questa vicenda, cercando di trovare una soluzione. Condivido volentieri, con chi vorrà, la possibilità di essere di aiuto, con un gesto anche minimo. Siete tutti benvenuti in questa causa di civiltà e umanità”.

La vicenda inizia lo scorso ottobre quando il ragazzo  forse per sfuggire a un controllo della Polfersi lancia dal treno in corsa e muore, probabilmente nel territorio di San Germano Vercellese che però, a detta della sindaca Michela Rosetta, salviniana di ferro, mai è stato coinvolto dalle autorità giudiziaria e non si è occupato del recupero della salma. “Un nostro vigile era intervenuto sull’incidente ma gli è stato detto che non serviva il suo servizio” spiega. Peccato che il 13 dicembre il piccolo Comune del vercellese si è visto recapitare una fattura da 540 euro da parte dell’agenzia di pompe funebri “La quiete”, a cui non aveva però assegnato alcun mandato. “Anche perché ho la convenzione con un’agenzia di zona e nel caso avrei assegnato l’incarico a loro” precisa la prima cittadina che ha rigettato la fattura e approvato una delibera di giunta per tutelare il suo comune “che non può farsi carico di spese che non le competono”.

Non solo: pochi giorni dopo aver ricevuto la fattura, la sindaca ha trovato nella posta anche la richiesta da parte dell’Asl di Vercelli di sostenere i costi per il funerale di povertà. “Anche in questo caso non spetta a noi pagare – spiega la sindaca – mi dispiace per il dramma umano di questo ragazzo che da tre mesi attende il funerale, ma la legge dice che il funerale di povertà spetta al comune di residenza e risulta che il giovane fosse residente a Bergamo, non a San Germano”.
La vittima è un giovane nigeriano sbarcato a Lampedusa nel 2011. Aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari dalla questura di Bergamo e stava aspettando il rinnovo. Non era un clandestino. Nel Vercellese lavorava come imbianchino
Il giorno dell’incidente tra l’altro era già scoppiata una polemica per il commento razzista di una dipendente delle Fs che era stata sentita pronunciare la frase: “Meglio lui che un altro”

fonte: https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/01/29/news/nessuno_paga_il_funerale_da_tre_mesi_il_corpo_di_un_ragazzo_nigeriano_abbandonato_all_obitorio_di_vercelli-217745270/?fbclid=IwAR2fiO677Z5_0ycEUXeaZ_rucVFw7BJRTReXfzvU2021xphYcZrvg2tIYJY

La civiltà dei Napoletani vs la barbarie dei leghisti: a Trieste il vicesindaco leghista butta nell’immondizia le coperte del barbone. A Napoli si inventano “scorz” il rifugio di cartone portatile per proteggere i clochard dal freddo… “una carezza per lenire e riscaldare le notti all’addiaccio”…

 

civiltà

 

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La civiltà dei Napoletani vs la barbarie dei leghisti: a Trieste il vicesindaco leghista butta nell’immondizia le coperte del barbone. A Napoli si inventano “scorz” il rifugio di cartone portatile per proteggere i clochard dal freddo… “una carezza per lenire e riscaldare le notti all’addiaccio”…

Parliamo di “Civiltà” da intendersi anche come umanità…

È della settimana scorsa la notizia del vicesindaco leghista di Trieste che prima getta le coperte di un clochard nellʼimmondizia e poi, senza nemmeno pensare di nascondere la sua faccia da pirla vigliacco e infame, se ne vanta allegramente su Facebook…

Più o meno negli stessi giorni a Napoli sono stati distribuiti ai barboni i primi “scorz”…

Che sono? Ecco:

Da una geniale idea di un giovane designer napoletano, ecco “scorz” il rifugio di cartone portatile e monouso per proteggere i clochard dal freddo… “una carezza per lenire e riscaldare le notti all’addiaccio”

Una “scorz” (“scorza” in napoletano) di cartone per proteggere i clochard dal freddo – L’idea di un designer napoletano realizzata in collaborazione con un gruppo di amici e una ditta di Nocera Superiore. I primi rifugi già distribuiti in strada pochi giorni fa…

Qualche commento?

A qualcuno ancora non è chiara la differenza tra civiltà e barbarie? Tra essere umani ed essere bestie? Tra generosità e meschinità?

Fate una passeggiata a Napoli…

By Eles

 

Vi auguriamo buona Befana con la filostrocca dell’assessore leghista. Leggetela ai vostri bambini, che capiscano da subito in che Paese di ….. sono nati!

 

Befana

 

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Vi auguriamo buona Befana con la filostrocca dell’assessore leghista. Leggetela ai vostri bambini, che capiscano da subito in che Paese di …..* sono nati!

 

Questa è la filastrocca razzista dell’assessore leghista Massimo Asquini: il migrante vien di notte…

 

 

Il migrante vien di notte

con le scarpe tutte rotte;

vien dall’Africa il barcone

per rubarvi la pensione;

nell’hotel la vita è bella

nel frattempo ti accoltella;

poi verrà forse arrestato

e l’indomani rilasciato.

 

Ancora infamia razzista che – in un paese serio – sarebbe punita penalmente: dopo il gesto vigliacco del vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, che ieri via social si vantava di avere gettato “con soddisfazione nel cassonetto” le coperte di un clochard come avrebbe fatto “un normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città”, ecco un altro spregevole caso, questa volta a Monfalcone (Gorizia).

A pubblicare sempre su Facebook, nelle stesse ore, una filastrocca che denigra i migranti   è stato l’assessore comunale alla Sicurezza di Monfalcone, il leghista Massimo Asquini.

“Il migrante vien di notte con le scarpe tutte rotte; vien dall’Africa il barcone per rubarvi la pensione; nell’hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato e l’indomani rilasciato”.

Parole che hanno provocato la reazione dell’opposizione, che chiede le dimissioni dell’esponente leghista e “la convocazione di un Consiglio comunale urgente, con la presenza del Questore e del Prefetto”.

Massimo Asquini si difende così: “è quello che tutti gli italiani pensano”…

Ora Vi chiedo di condividere quest’articolo di protesta per dimostrare a questo miserabile che gli Italiani (quelli con la I maiuscola) non la pensano così… non siamo tutti così stronzi…

*E’ vilipendio alla nazione italiana dire «Italia paese di m…» – Cass. Pen. 28730/2013 – E noi, quindi, non l’abbiamo detto…

By Eles

Al comizio di Salvini con un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”: picchiato e portato via a forza… Questi sono fortunati che quel fesso che andava dicendo queste stupidaggini è morto 2000 anni fa…

 

Salvini

 

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Al comizio di Salvini con un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”: picchiato e portato via a forza… Questi sono fortunati che quel fesso che andava dicendo queste stupidaggini è morto 2000 anni fa…

Un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”: picchiato e portato via a forza dal comizio di Salvini

Su Propaganda Liva un video girato nel giorno della manifestazione leghista a piazza del Popolo. Una scena da regime

Perquisizioni contro chi va ai cortei anti-Salvini, con la polizia che controlla gli striscioni e fa ‘melina’ per far arrivare in ritardo le persone.

Ma anche il ‘divieto’ di usare slogan cristiani in una manifestazione del leader xenofobo che giura sul Vangelo, difende i presepi e parla della tradizione cristiana, salvo poi rinnegare Cristo in ogni sua azione.

Ora la polizia molto zelante verso il nuovo ministro dell’Interno si è resa responsabile di una scena vergognosa verso un ragazzo picchiato e portato via dal comizio di Salvini a Roma perché portava un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”.

Persone non identificate (forse agenti in borghese) lo hanno preso di peso e portato fuori da piazza del Popolo per consegnarlo a poliziotti in divisa che l’hanno identificato e poi lasciato andare.

Risultato: un labbro rotto e tolleranza zero.

tratto da: https://www.globalist.it/media/2018/12/15/un-cartello-con-scritto-ama-il-prossimo-tuo-picchiato-e-portato-via-a-forza-dal-comizio-di-salvini-2034955.html

QUI potete vedere il video

La famiglia di Rino Gaetano contro la Lega: “siamo stufi, la politica non usi più le sue canzoni”

 

Rino Gaetano

 

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La famiglia di Rino Gaetano contro la Lega: “siamo stufi, la politica non usi più le sue canzoni”

Le parole della sorella e del nipote del cantautore calabrese dopo la manifestazione di sabato scorso con Salvini in piazza del Popolo a Roma dove è stato usato il brano ‘Ma il cielo è sempre più blu’

Dopo la manifestazione della Lega di sabato scorso a piazza del Popolo a Roma, la famiglia di Rino Gaetano ha chiesto che le sue canzoni non vengano più utilizzate dalla politica.
“Siamo stufi: le canzoni di Rino Gaetano non vengano più utilizzate dalla politica”. Sono le parole di Anna Gaetano e suo figlio Alessandro, sorella e nipote del cantautore, che hanno criticato la decisione del Carroccio di usare il brano Ma il cielo è sempre più blu.
“Non voglio che la musica di Rino – ha affermato Anna Gaetano – sia mischiata alla politica. Non mi piace che venga utilizzato così, mi dissocio. Sono la sorella, posso dire la mia?”.
“Non ce l’abbiamo – ha aggiunto Alessandro – né con la Lega né con Matteo Salvini. Nel corso degli anni è capitato più volte che le canzoni e l’immagine di Rino venissero usate da parte di diversi schieramenti. Questo è solo stato l’ennesimo episodio che ci viene segnalato in questi anni e di cui siamo stufi”.
“Fosse stato chiunque altro – hanno aggiunto i familiari di Rino Gaetano – l’avremmo pensata allo stesso modo. Rino non è di destra né di sinistra, non ha colori politici. Perché devono farsi forza usando lui e la sua musica? Non ci è mai piaciuto. Anzi, ogni volta che ci hanno invitato a parlare o cantare su un palco abbiamo chiesto di togliere le bandiere del partito di turno”.
“Non critichiamo nessun messaggio – hanno aggiunto – semplicemente ci sembra scorretto politicizzare la sua musica. Rino non era d’accordo neanche allora. Ha suonato alcune volte alla Festa dell’Unità, ma lui era solo a favore del popolo e contro chi tradiva i suoi ideali”.
La famiglia ha precisato che non ci sarà alcuna azione legale nei confronti di nessuno, ma ha contattato la Sony Music, con cui detiene i diritti dei brani, “per sapere se lo possono fare, se possono usare le sue canzoni così. Ci hanno risposto che avrebbero controllato circa l’uso delle sue canzoni. E che comunque nelle manifestazioni si compila il borderò. Ma la nostra non è una questione di diritti, non è quello che ci interessa”.

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2018/12/11/la-famiglia-di-rino-gaetano-contro-la-lega-siamo-stufi-la-politica-non-usi-piu-le-sue-canzoni-2034782.html

Un parroco di Genova, Don Paolo Farinella, si schiera con Salvini: niente messa a Natale, Gesù era un clandestino…!

 

Salvini

 

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Un parroco di Genova, Don Paolo Farinella, si schiera con Salvini: niente messa a Natale, Gesù era un clandestino…!

La provocazione di Don Paolo Farinella: niente messa a Natale “Per Salvini Gesù era un clandestino”
La resistenza di un parroco a Genova: niente messa a Natale “Per Salvini Gesù era un clandestino”

Ad annunciarlo con un post su Facebook è il prete Paolo Farinella che, nel suo blog, dice di aver fatto questa scelta per “obiezione di coscienza al Decreto Sicurezza”.

Non ci sarà la tradizionale messa di Natale nella parrocchia di San Torpete nel cuore di Genova: la chiesa sarà chiusa per protesta durante le festività.

Ad annunciarlo con un post su Facebook è il prete Paolo Farinella che, nel suo blog, dice di aver fatto questa scelta per “obiezione di coscienza al Decreto Legge numero 113/2018”, più “conosciuto come Decreto Sicurezza”. “Dietro parole roboanti, confuse e immorali, si nasconde la volontà determinata di colpire ‘i Migranti’ – denuncia il parroco -, proprio alla vigilia di quel Natale che celebra la nascita di Gesù, emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nàzaret, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del Neghev”.
L’attacco ai migranti, sostiene don Farinella, “avviene nel silenzio complice di un mondo cattolico che inneggia a un ministro che dondola un presepe di plastica, sventola un vangelo finto e illude con il Rosario in mano, senza suscitare un rigurgito di vomito dei cosiddetti cattolici da salotto”. Gli stessi che, aggiunge, “Papa Francesco chiama “‘cristiani da pasticceria’”.
“In questo anno 2018, se Gesù , con Maria e Giuseppe , si presentasse da noi per celebrare la sua nascita, col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perché migrante economico, senza permesso di soggiorno e perché in Palestina non c’è una guerra ‘vecchia’ dal 1948”. Come ultimo “gesto di dignità, quindi, conclude il parroco, “la chiesa di San Torpete in Genova resterà chiusa”.

tratto da: https://www.globalist.it/news/2018/12/07/la-resistenza-di-un-parroco-a-genova-niente-messa-a-natale-per-salvini-gesu-era-un-clandestino-2034637.html