Ora che siamo noi ad aver bisogno, fa male vedersi sbattere le porta in faccia. Vero? …Ce l’ho con te che li volevi ributtare in mare, testa di cazzo!

 

migranti

 

 

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Ora che siamo noi ad aver bisogno, fa male vedersi sbattere le porta in faccia. Vero? …Ce l’ho con te che li volevi ributtare in mare, testa di cazzo!

Solo 10 giorni fa “Il Giornale” titolava “Stop all’export di mascherine: la Germania “soffoca” l’Italia” e in sottotitolo ricordava: “Altro che solidarietà europea. Dal governo tedesco è già attivo lo stop all’esportazione. L’Italia è sempre più sola”

Per lo stesso motivo Salvini si incazzava e twittava: “quando tutto questo sarà finito, ce ne ricorderemo”…

Calma ragazzi, calma. I tedeschi non sono cattivi. È solo che ci sarà stato uno stronzo che avrà detto “Prima i tedeschi”…

In questo periodo storico così difficile, ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto che siamo noi gli appestati. E tutti ci evitano. Solidarietà dai nostri amici? Niente… è brutto quando hai bisogno e gli altri ti sbattono la porta in faccia.

Quello che (a qualcuno) fa più rabbia è che gli unici che ci porgono una mano sono le zecche rosse… Dai cinesi ai cubani…

È brutto essere gli appestati. Sia che tu sia vittima di una epidemia di dimensioni bibliche, che tu fugga da guerre, carestie, pestilenze varie…

Ma noi siamo sempre stati fieri di essere Italiani, perché essere Italiani significava soprattutto aver avuto il culo di essere nati dalla parte giusta del pianeta. Dalla parte dove non muori di fame e di sete. Dalla parte dove non ti cadono le bombe in testa mentre dormi, mentre stai a scuola, mentre stai in ospedale. Dalla parte dove la donna non viene sistematicamente stuprata o mutilata o venduta. Dalla parte dove non temi che il tuo bambino possa calpestare una mina (magari di fabbricazione italiana). Dalla parte dove hai ancora la speranza di morire di vecchiaia…

Ed è brutto quando hai bisogno di aiuto e gli altri ti sbattono la porta in faccia.

Sia che sia l’Unione Europea che si è girata dall’altra parte quando a subire il Coronavirus era solo l’Italia, sia quando il tuo barcone sta per affondare…

E per chi si incazza, ricordiamo che tra quelli che hanno bussato alla nostra porta, tra quelli che volevamo ributtare in mare, ci sono quasi 20.000 persone che non si sono incazzate. Che non si potranno più incazzare. Contro nessuno.

by Eles

 

 

Il caso Gregoretti è l’ultimo indegno spettacolino di una politica fatta di battaglie mediatiche di bassa lega e ricerca di consenso a ogni costo… Fiumi di parole, ma non una sul vero punto: la violazione dei diritti di centinaia di persone di cui essenzialmente non frega nulla a nessuno.

 

Gregoretti

 

 

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Il caso Gregoretti è l’ultimo indegno spettacolino di una politica fatta di battaglie mediatiche di bassa lega e ricerca di consenso a ogni costo… Fiumi di parole, ma non una sul vero punto: la violazione dei diritti di centinaia di persone di cui essenzialmente non frega nulla a nessuno.

Da Fanpage:

La verità è che a nessuno frega niente di fare giustizia per i migranti della Gregoretti

Il caso Gregoretti è l’ultimo spettacolino indegno di una politica dal respiro corto, incapace di assumersi le proprie responsabilità e concentrata solo su battaglie mediatiche di bassa lega. La ricerca del consenso a ogni costo produce mostri e, in questo caso, ha completamente cancellato dalla discussione il vero punto: la violazione dei diritti di centinaia di persone. Di cui essenzialmente non frega nulla a nessuno.

Uno si paragona a Silvio Pellico e organizza lo sciopero della fame contro il suo processo, dopo aver chiesto ai suoi senatori di mandarlo a processo solo per raccattare qualche voto in più alle Regionali. Un altro finge di dimenticare di aver sostenuto e rivendicato tutte le scelte di quello che fino a qualche mese fa era il suo vice e ministro dell’Interno. Un altro ancora vuole processarlo, ma non vuole deciderlo subito per il timore di perdere qualche voto e rinunciare al penultimo bastione della sua resistenza. Un altro non si sa che cosa voglia, ma comunque è sempre in mezzo a marcare la sua diversità. Infine un altro, amico fraterno fino a qualche mese fa è ora pronto a votare nel modo opposto a quanto fatto in un caso praticamente identico. Il tutto mentre chi dovrebbe garantire la correttezza delle regole del gioco fa l’ennesimo favore a quello che ritiene possa vincere alle prossime elezioni.

Ecco, se volete una impietosa fotografia di cosa è la politica italiana al tempo del governo prima giallo-verde poi giallo-rosso-arancione-misto, non dovrete far altro che raccontargli il caso Gregoretti, in cui si sono sfidati politici inadeguati, incapaci di una visione che vada oltre il prossimo appuntamento elettorale, che non hanno remora di speculare sui diritti delle persone nella spasmodica e cieca rincorsa al consenso.

Stavolta a finire completamente in secondo piano sono i diritti di 140 persone, calpestati, secondo i giudici del Tribunale dei ministri, da una decisione dell’allora ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che aveva immotivatamente negato loro lo sbarco sulle coste italiane. Qualche mese prima era toccato ai 177 migranti a bordo della Diciotti, bloccati per giorni e giorni a bordo di una nave militare per un “atto politico, dunque insindacabile” di cui non solo i 5 Stelle si erano autoaccusati, ma che addirittura avevano rivendicato. Già, perché pur di non aprire una crisi di governo, i 5 Stelle avevano abiurato a principi cardine della storia del Movimento, sancendo prima con le parole di Conte, Di Maio e Toninelli, poi con un vergognoso voto in Parlamento, che l’arrivo di qualche centinaio di disperati sulle nostre coste fosse un attacco alla patria da cui occorreva “difendersi”, con una azione politica che si inseriva perfettamente nel processo di criminalizzazione dei salvataggi in mare e di lotta senza quartiere alla solidarietà. Il caso Gregoretti è la conseguenza di quel processo e quelle 140 persone tenute per giorni a bordo di un’altra nave militare italiana meritano giustizia, non l’ennesima strumentalizzazione. E tutti noi meritiamo politici in grado di assumersi la responsabilità di consentire ai giudici di fare il loro lavoro, senza stare a fare improbabili calcoli e giocare agli apprendisti stregoni delle consultazioni elettorali.

Il teatrino che abbiamo visto in questi giorni è semplicemente indecoroso. Legare la necessità di fare chiarezza su una pagina nerissima della nostra storia recente al voto delle elezioni Regionali in Emilia Romagna e Calabria è una vergogna. Di cui tutti dovrebbero assumersi la responsabilità. Dopo le elezioni, ovviamente.

Fonte: https://www.fanpage.it/politica/la-verita-e-che-a-nessuno-frega-niente-di-fare-giustizia-per-i-migranti-della-gregoretti/
https://www.fanpage.it/

 

Migranti, Richard Gere: “Io non mi preoccupo della politica, mi preoccupo delle persone” ed a Matteo Salvini “Se vuole venire con me aiutiamo insieme quelle persone”

 

Richard Gere

 

 

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Migranti, Richard Gere: “Io non mi preoccupo della politica, mi preoccupo delle persone” ed a Matteo Salvini “Se vuole venire con me aiutiamo insieme quelle persone”

 

Migranti, Richard Gere a Matteo Salvini: “Se vuole venire con me aiutiamo insieme quelle persone”

Richard Gere nella giornata di oggi, 14 ottobre, ha ricevuto le Chiavi della Città di Firenze, in segno di riconoscimento per il suo impegno nei diritti umani. L’attore non ha esitato a parlare della situazione politica relativa ai migranti, rivolgendo un invito all’ex Ministro Matteo Salvini, e parlando anche dell’operato del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dicendosi profondamente deluso per il suo comportamento.

Richard Gere è stato oggi a Firenze per ricevere dal sindaco Dario Nardella, le Chiavi della Città durante una cerimonia tenutasi a Palazzo Vecchio, per poi visitare la Galleria delle Statue e delle pitture. Prima di prendere parte alla cerimonia di consegna, l’attore si è soffermato a parlare con i cronisti su quanto sta accadendo in Siria e sulla condizione dei migranti.

L’impegno umanitario
Il noto volto del cinema americano, in visita a Firenze per ricevere le Chiavi della Città, non si è tirato indietro dinanzi alla possibilità di esprimere il suo parere relativo alle preoccupanti condizioni socio-politiche in cui versa l’Italia, soffermandosi sulla questione dei migranti, in merito alla quale proprio lo scorso agosto si è esposto salendo a bordo della Open Arms. Durante la conferenza stampa, Gere non esita a rispondere ad una domanda sul leader della Lega, Matteo Salvini, e sulla sua politica:

Io davvero non mi preoccupo della politica, mi preoccupo delle persone: l’importante è seguire sempre gli impulsi umani positivi. Finché siamo in contatto con l’impulso umano che è sempre positivo, e non conosco esseri umani interamente cattivi perché la totalità dell’essere umano è positiva possiamo superare ogni problema molto facilmente. Ci sono grandi problemi nella vita ma questa semplice cosa di aiutarci fra noi, sentire la sofferenza degli altri e prendere una decisione è estremamente importante, è da tenere presente. Non è difficile, perché lo sentiamo tutti. L’importante è seguire questo impulso umano positivo e dare attenzione a questo impulso.

La Open Arms e l’invito a Matteo Salvini
Non potevano mancare dei riferimenti al suo gesto, particolarmente significativo, che lo ha visto protagonista nel corso di questa estate, quando è salito a bordo della Open Arms, in segno di aiuto e anche di protesta. Le condizioni dei migranti, stipati su quella nave, avevano scaturito una reazione piuttosto forte, l’attore parla di coloro che sono volontari con trasporto e conclude rivolgendo un invito all’ex Ministro dell’Interno, che lo scorso agosto gli aveva rivolto parole poco lusinghiere:

I volontari su quelle navi sono degli angeli; quello che noi abbiamo in mente e’ di aiutare le persone. E’ l’unica cosa importante, che rende significativa la nostra vita. Se vuole venire con me sarei contento; insieme possiamo nutrire quelle persone

Le dichiarazioni su Donald Trump
Il paragone tra le ultime vicende in fatto di migranti, verificatesi in Italia, e quanto sta accadendo nel corso della presidenza Trump negli Stati Uniti è più che mai frequente. In questa circostanza, quindi, il divo di Hollywood non nasconde la sua delusione nei confronti della politica adottata dal “Leader del mondo libero”:

Ci sara’ un costo della vita molto alto. Come cittadino americano mi vergogno profondamente del comportamento del mio presidente. E’ chiaro che sono state prese decisioni senza pensare alle altre persone, alle alleanze o ai danni che provocheranno queste decisioni. Sono profondamente deluso.

fonte: https://cinema.fanpage.it/migranti-richard-gere-a-matteo-salvini-se-vuole-venire-con-me-aiutiamo-insieme-quelle-persone/
http://cinema.fanpage.it/

 

 

 

La grande bufala degli stranieri che commettono più reati degli italiani – Nient’altro che una truffa statistica per il là a tutte le politiche securitarie contro gli stranieri…

 

 

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La grande bufala degli stranieri che commettono più reati degli italiani – Nient’altro che una truffa statistica per il là a tutte le politiche securitarie contro gli stranieri…

 

La grande bufala degli stranieri che commettono più reati degli italiani

Il capo della polizia Franco Gabrielli reitera il luogo comune per cui gli stranieri, in percentuale, commettono più reati degli italiani. Una truffa statistica, questa, che nel corso degli anni ha dato il là a tutte le politiche securitarie contro gli stranieri. Una truffa smentibile in tre semplici mosse. Prima tra tutte, il crollo dei reati all’aumentare degli stranieri.

“I dati sulla criminalità ci dicono che, da 10 anni, c’è un trend in calo complessivo dei reati. Ma c’è anche, negli ultimi anni, un aumento degli stranieri coinvolti tra arrestati e denunciati”. Così il capo della polizia Franco Gabrielli, intervenendo al Festival delle Città a Roma ha reiterato uno dei più grandi luoghi comuni del dibattito politico italiano: quello di una correlazione tra l’aumento degli stranieri nel nostro Paese e il numero dei reati commessi.

Un luogo comune, ma sarebbe meglio parlare di una bufala conclamata, o – ancora meglio – di una truffa statistica. Grave, perché altera le percezioni dell’opinione pubblica, inquina il dibattito politico e porta a conclusioni che giustificano persino la violazione della Costituzione o dei più basilari diritti umani: ad esempio, se gli stranieri sono più delinquenti di noi, se con l’immigrazione importiamo criminalità, chiudere i porti è uno strumento difensivo, a tutela della nostra sicurezza. No? No.

Primo: perché gli stranieri non fanno aumentare la criminalità. Intendiamoci, magari nemmeno la fanno diminuire. Semplicemente, sono due variabili indipendenti l’una dall’altra. Per dire, dal 2011 a oggi il numero degli stranieri residenti è aumentato del 16% e il numero di reati complessivi denunciati è diminuito di circa il 10%. Allo stesso modo, i reati hanno continuato a diminuire anche quando gli sbarchi dei richiedenti asilo si sono drasticamente ridotti, come nel corso degli ultimi due anni. Non solo: tra il 2003 e oggi l’arrivo di quattro milioni di migranti non ha prodotto, come ci viene raccontato, un aumento del tasso di detenzione, che si è anzi ridotto di un terzo, scendendo dall’1,16% allo 0,40%

Due: perché gli immigrati regolari commettono, in percentuale, lo stesso numero di reati degli italiani.  Sul totale dei cittadini extracomunitari denunciati per i vari delitti, quelli senza permesso di soggiorno sono quasi il 70% per le lesioni volontarie, il 75% per gli omicidi, l’85% per i furti e le rapine. In altre parole, non è l’etnia, né la provenienza, né il background culturale che definisce il problema. Al contrario, è la clandestinità, l’impossibilità di poter avere un lavoro, una casa, un sostegno al reddito in quanto irregolari. Clandestinità, peraltro, che per effetto della legge Bossi-Fini è di per se, un reato. Banalizzando, potremmo dire che chiunque sia clandestino delinque per il solo fatto di esserlo.

Tre: perché il più grande fattore di recidività di un reato è il carcere. I dati raccontano infatti che il tasso di recidiva sia del 68,4% tra coloro che hanno scontato una pena in carcere e solo del 19% tra coloro che hanno scontato una pena in misura alternativa. Semmai il problema è che gli stranieri, soprattutto per le pene di breve entità, quelle fino ai cinque anni di reclusione, finiscono in carcere molto più degli italiani. Il rapporto si inverte, per le pene dai cinque anni in su, laddove il numero di italiani carcerati supera quello degli stranieri.

Ricapitolando, quindi, caro capo della polizia Franco Gabrielli. L’aumento degli stranieri in Italia non c’entra nulla con l’aumento della criminalità, anche perché più aumentano gli stranieri, più la criminalità diminuisce, semmai. La clandestinità e l’impossibilità di comminare agli stranieri misure alternative al carcere, invece, c’entrano un po’ di più. E allora forse bisognerebbe abolire il reato di immigrazione clandestina o aumentare le pene alternative al carcere aiuterebbe a risolvere il problema. Magari a dirla così, oggi avremmo qualche razzista in meno convinto che chiudendo le frontiere saremmo tutti più sicuri. E magari pure qualche decreto che nel nome della sicurezza discrimina gli stranieri. Che ne dice?

tratto da: https://www.fanpage.it/politica/la-grande-bufala-degli-stranieri-che-commettono-piu-reati-degli-italiani/
http://www.fanpage.it/

 

 

 

 

NELLA FOTO: il decreto sicurezza di Salvini – Si noti che il minore non è a bordo di una moto d’acqua.

 

 

decreto sicurezza

 

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NELLA FOTO: il decreto sicurezza di Salvini – Si noti che il minore non è a bordo di una moto d’acqua.

Bimbi di pochi mesi li lascereste annegare? Appello contro il decreto sicurezza

Da Cecilia Strada accorate parole ai senatori del M5s per respingere un provvedimento che viola la Costituzione

Gli appelli sono tanti per risparmiare all’Italia questo ennesimo passo verso la barbarie e lo stato di polizia.

Uno importante è stato lanciato dall’Anpi.

Ora agli appelli si è unita anche quello di Cecilia Strada, una donna che con Emergency si è sempre occupata dei più deboli. Che si è rivolta ai senatori M5s:

io vi imploro. Chiedetevi: “Una donna più volte stuprata. Un 15enne venduto come schiavo. Bimbi di pochi mesi. Li lascerei annegare? Li rimanderei in Libia?”. Rispondete a voi stessi, non a me o a Salvini. Se la risposta è no, non votate #DecretoSicurezzabis

Tratto da: Globalist

È stata una strage. 150 migranti morti in mare, ma il Tg di Regime delle 20,30 dà la notizia dopo 18 minuti! …È questa l’informazione in Italia?

 

Tg

 

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È stata una strage. 150 migranti morti in mare, ma il Tg di Regime delle 20,30 dà la notizia dopo 18 minuti! …È questa l’informazione in Italia?

Strage con 150 morti in mare: il Tg2 dà la notizia dopo 18 minuti al termine della solita, abbondante dose di Salvini

L’edizione delle 20.30 del telegiornale del servizio pubblico ha evitato di dare troppo spazio a una vicenda che contrasta con la versione secondo la quale la Libia è un resort sul mare

Il naufragio più impressionante di questo 2019, un centinaio di morti, probabilmente 150: uomini, donne, bambini, come sempre. Numeri agghiaccianti, coi pescatori locali che hanno potuto fare poco se non raccogliere cadaveri. Quel che è accaduto nel Mediterraneo, davanti alla costa libica avrebbe dovuto essere vissuto dall’interno, in diretta, per capire cos’è l’inferno al quale sono condannati quelli che si lasciano alle spalle fame, guerra, regimi dittatoriali. Su natanti incerti, gestiti alla luce del sole da bande di schivisti dei quali si conoscono nome, cognome, riferimento politico in Libia; quella Libia che qualcuno, come il ministro dell’Interno italiano, aveva pensato una sorta di resort in riva al mare.

Ma alle 20 e 30, ha impressionato il valore che il Tg2 del biografo di Putin e Trump ha dato a questa tragedia. Prima di parlarne, tutto o quasi. Le decine e decine di cadaveri in mare han dovuto attendere 18 minuti di telegiornale, naturalmente non erano in uno dei titoli.

Scomodo dire che nel Mediterraneo si muore e si tenta la traversata comunque, nonostante la voce grossa e le fughe di Salvini. Lui se la prende con la ragazza al comando di una nave che uomini, donne e bambini li salva, in nome di diritti, non scritti ed eterni, in nome di diritti scritti e validi dove regna la civiltà, non la barbarie.

Naturalmente nelle prime battute del Tg, la dose quotidiana di Salvini in voce, non a dire quel che nasconde sullo scandalo di Mosca, che con arroganza ha nascosto al Parlamento e al suo presidente del Consiglio. No, lui tende a parlare sempre di altro, ieri era la volta delle tasse, da diminuire ad ogni costo – dice -probabilmente con la stessa determinazione messa nel cancellare le accise sulla benzina, mai tolte, solo a parole in campagna elettorale quando c’era da gabbare l’elettorato.

Dimenticavamo, un pezzo sul caso Siri, l’ex sottosegretario che continua a partecipare ai vertici al fianco di Salvini, quel Siri amico degli amici di Matteo Messina Denaro. Un servizio che avrà avuto il plauso del  legale di Siri.

Attenzione a Salvini più che dovuta visto che in giornata il direttore del Tg2 aveva avuto modo di partecipare, farsi vedere e farsi immortalare in foto e video, nei pressi del “corpus domini”, ad un convegno in qualche maniera legato alle questioni dell’informazione. Tema caro al leader leghista, seppure da affrontare a modo suo, alla maniera di Putin.

tratto da: https://www.globalist.it/tv/2019/07/26/strage-con-150-morti-in-mare-il-tg2-da-la-notizia-dopo-18-minuti-al-termine-della-dose-di-salvini-2044587.html

Migranti, naufragio al largo della Libia, affondati due barconi: si temono 150 morti – Ora vediamo se Salvini respinge anche i cadaveri che la corrente porterà verso i nostri porti…

 

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Migranti, naufragio al largo della Libia, affondati due barconi: si temono 150 morti – Ora vediamo se Salvini respinge anche i cadaveri che la corrente porterà verso i nostri porti…

Si teme che ci possano essere circa 150 migranti dispersi a seguito di un naufragio nel Mediterraneo centrale, al largo delle coste della Libia. A comunicarlo è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) con un tweet, spiegando che altre 145 persone sono state recuperate e portate in salvo.

Tragedia nel mare, ancora una volta nel Mediterraneo centrale, al largo delle coste della Libia. Secondo quanto riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) sarebbe avvenuto un naufragio nel Mediterraneo e si teme che ci siano almeno 150 persone disperse. “Notizie di un possibile naufragio nel Mediterraneo centrale. I dispersi potrebbero essere circa 150”, è la notizia fornita attraverso un tweet dall’Oim e, in particolare, dalla sua sezione libica. La stessa Organizzazione fa sapere che seguiranno aggiornamenti appena si avranno notizie più precise su quanto successo. Allo stesso tempo viene comunicato anche che altri 145 migranti, invece, sono stati recuperati e portati in salvo a terra. Secondo quanto riferito dalla Guardia costiera libica sono due i barconi affondati e capovolti nelle acque davanti a Khoms: a bordo ci sarebbero state circa 300 persone e i migranti recuperati sono stati 137.

La notizia viene confermata anche dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Libia, anche in questo caso attraverso un tweet: “Tragiche notizie di un mortale naufragio al largo di Khoms”, città che si trova sulla costa libica. Sulla base delle prime notizie, spiega l’Unhcr, ci sarebbero “più di 100 persone che potrebbero aver perso la vita, mentre altre 140 sono state salvate e fatte sbarcare, ricevendo assistenza medica e umanitaria dall’International medical corps (Imc), partner dell’Unhcr”. Poco dopo un portavoce dell’agenzia Onu ha rettificato i numeri, confermando quanto affermato dall’Iom e parlando della possibilità che i morti siano 150. Allo stesso tempo, ha ribadito che il barcone sarebbe partito da Khoms, a circa 100 chilometri da Tripoli. Secondo quanto raccontano i sopravvissuti, a bordo dell’imbarcazione si trovavano circa 300 migranti.

Sempre su Twitter, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, definisce quello di oggi come la “più grande tragedia del Mediterraneo quest’anno”. Ciò che ora va fatto, secondo Grandi, è “ripristinare il salvataggio in mare, mettere fine alla detenzione dei migranti in Libia, aumentare i percorsi sicuri fuori dalla Libia subito, prima che sia troppo tardi per tante persone disperate”.

 

Tratto da: https://www.fanpage.it/politica/migranti-naufragio-al-largo-della-libia-si-temono-150-morti/

 

La Francia solo negli ultimi 12 mesi ha ributtato in Italia qualcosa come 18.125 immigrati. Se avessimo un Ministro degli Interni serio, uno che non perde tempo a fare la guerra ad una ragazzina con 40 migranti, forse tutto questo non succederebbe…! …E forse ne parlerebbe anche qualcuno dei Tg ora “obbligati” a parlare solo delle Ong

 

Francia

 

 

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La Francia solo negli ultimi 12 mesi ha ributtato in Italia qualcosa come 18.125 immigrati. Se avessimo un Ministro degli Interni serio, uno che non perde tempo a fare la guerra ad una ragazzina con 40 migranti, forse tutto questo non succederebbe…! …E forse ne parlerebbe anche qualcuno dei Tg ora “obbligati” a parlare solo delle Ong

Le procedure sono procedure. E se un paese amico fa la cose per bene, non ci sarebbe motivo di dubitarne. Tuttavia i saggi sanno che in politica fidarsi è bene, ma non farlo è pure meglio. Anche se di mezzo c’è la Francia. Già, perché a quanto pare pur di respingere quanti più migranti possibili in Italia, i nostri cugini non si fanno problemi ad aggirare le norme o a taroccare i documenti. Dal lontano 2015 Parigi gestisce una sorta di “muro invisibile” al confine tra Ventimiglia e Mentone. Solo negli ultimi dodici mesi ha rispedito nel Belpaese qualcosa come 18.125 immigrati. E ogni giorno continua a mettere in atto riammissioni e respingimenti facendo leva sulla sospensione dell’accordo di Schengen prorogata (nel silenzio dell’Ue) ben oltre il limite dei due anni. Niente di assurdo, per carità. Anzi: la Francia fa quello che – a giudicare dalle elezioni – anche gli italiani desiderano. Ovvero sbarrare i luoghi d’ingresso ai clandestini. Solo che mentre i “porti chiusi” di Salvini indignano l’Europa intera, nessuno s’infiamma per le saracinesche calate da Macron o per i trucchetti della polizia d’Oltralpe.

Vediamo cosa accade. Quando Parigi trova un irregolare alla frontiera può “respingerlo” in Italia. Si tratta di una procedura molto rapida: i gendarmi pizzicano i clandestini sui treni e li portano a Ponte San Luigi. Qui li trattengono in container senza cibo né acqua, gli danno un foglio chiamato “refus d’entré” e poi li rimandano indietro. Tutto nella norma. O quasi. L’obiettivo della polizia francese, infatti, è quello di cacciare oltre confine i migranti prima possibile. E per riuscirci svolgono le pratiche in maniera più che sbrigativa, a volte calpestando i diritti degli stranieri. Facciamo qualche esempio. Per identificare gli immigrati si basano su un paio di domande su nome, cognome ed età senza approfondire le indagini. E se fosse un profugo? Se fosse in fuga dalla guerra? Pace. E ancora: i “refus d’entré” dovrebbero essere firmati dagli agenti specificando nome e grado, ma in quasi tutti i documenti appaiono solo scarabocchi e poco più. Infine, molti migranti hanno denunciato l’impossibilità di presentare richiesta di asilo: i poliziotti li ignorerebbero, evitando così di doversi far carico della domanda di protezione. Bel vantaggio.

«Alla maggior parte delle persone – spiega Emilie Pesselier, di Anafè – viene solo consegnato il “refus d’entre” e vengono rimandate in Italia». Di aneddoti su espedienti poco ortodossi ne esistono a bizzeffe. Capita pure che fermino gli stranieri ben oltre la frontiera e, violando gli accordi, provino a rispedirli a Ventimiglia. Le norme affermano che per giustificare il respingimento debbano beccare il clandestino al confine e presentare una “prova” della sua provenienza dall’Italia. Cosa fanno invece i transalpini? «A volte prendono un biglietto del treno Venitimiglia-Mentone e lo danno in mano al migrante», ci rivela un poliziotto italiano impegnato al confine. Poi ovviamente i nostri agenti domandano loro se sono davvero stati presi sul convoglio (come scritto sui documenti francesi) e «rispondono che erano già a Marsiglia». Cioè a tre ore d’auto dalla frontiera. Un piccolo trucco con cui «si stanno ripulendo la Francia». A discapito del Belpaese.

L’inventiva francese non ha limiti. «Quando ci presentano i documenti – aggiunge il poliziotto – sui fogli scrivono nome, cognome, data di nascita e provenienza del migrante. Ma spesso li compilano loro stessi». Sui “refus d’entré” gli agenti nostrani trovano «nomi o storie inventate» e «minori che diventano maggiorenni» per magia. L’artificio dei finti over 18 è stato per lungo tempo motivo di scontro: «Su quelli palesemente minori dicono: “Ha dichiarato di essere maggiorenne”. Ma poi quando verifichiamo le impronte digitali scopriamo che non ha 18 anni». A quel punto la polizia li riporta in Francia e i gendarmi “fanno gli stupidi”. «Ci dicono: “Ah, scusami, non me ne ero accorto”. Insomma, “ci provano”».

Secondo il regolamento di Dublino, i minori non accompagnati non potrebbero essere respinti. E così per evitare di farsene carico, nel tempo Parigi ne ha inventate di ogni: alcuni sono stati rimessi direttamente sul treno per Ventimiglia senza passare dagli uffici, altri sono stati “affidati” ad altri migranti maggiorenni anche se non erano parenti. E si sono verificate pure modifiche arbitrarie alle date di nascita pur di farli risultare maggiorenni. «Diverse missioni di osservazione – si legge nel rapporto di Anafé – hanno trovato prove del fatto che il cambio della data di nascita sarebbe avvenuta allo scopo di ingannare la polizia italiana». Non proprio quella che si può definire “correttezza istituzionale”. Perché respingere i clandestini sarà pure un diritto. Ma taroccare le carte no.

(Giuseppe De Lorenzo e Costanza Tosi, “La Francia falsifica i documenti per rimandare i migranti in Italia”, dal “Giornale” del 20 luglio 2019).

tratto da: https://www.libreidee.org/2019/07/la-francia-respinge-migranti-imbrogliando-la-polizia-italiana/

Cambiare l’Europa dalla poltrona di casa. L’ambizioso programma di Matteo Salvini, sempre assente ai vertici UE sui migranti

 

Matteo Salvini

 

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Cambiare l’Europa dalla poltrona di casa. L’ambizioso programma di Matteo Salvini, sempre assente ai vertici UE sui migranti

 

Cambiare l’Europa dalla poltrona di casa: anche oggi Salvini è assente al vertice UE sui migranti

Cambia la tua vita con un click’ è il titolo di un film del 2006 con protagonista l’attore americano Adam Sandler. La trama racconta di un uomo a cui viene donato un telecomando universale in grado di modificare la realtà con la sola pressione di un tasto. Forse proprio da quel film – ma con gli effetti prodotti ben diversi – ha preso ispirazione Matteo Salviniche ha deciso, ancora una volta, di non partecipare al vertice UE sui migranti tra i 28 ministri dell’Interno dell’Unione Europea. La sua decisione era stata comunicata nei giorni scorsi al suo parigrado transalpino (la riunione si tiene oggi in Francia) nei giorni scorsi con una lettera in cui si accusava l’asse franco-tedesco di fare fronte comune contro l’Italia.

Eppure si voleva cambiare l’Europa, ma è meglio farlo dal più confortevole salotto di casa propria (intesa come l’Italia), piuttosto che mettere il naso oltreconfine dove l’opinione che i suoi colleghi hanno di lui non è la stessa che hanno i suoi elettori in Italia. Al posto di Matteo Salvini, come di consueto, il Viminale ha inviato una delegazione tecnica che porterà avanti la linea guida del ministro dell’Interno. Ma è l’assenza che pesa più dell’idea che si vuole portare avanti.

Matteo Salvini assente (di nuovo) al vertice UE sui migranti

Matteo Salvini, infatti, sembra sfuggire sempre dal dibattito europeo sui migranti, sugli sbarchi, sulle espulsioni e sui ricollocamenti. Questa è l’ottava volta consecutiva che il leader della Lega, dopo aver alzato (e continuato ad alzare) continui polveroni in Italia, decide che sia meglio non partecipare a questi vertici UE. Chiede di superare il trattato di Dublino, senza però andare nelle sedi opportune e portare le proprie rimostranze. Si limita a scrivere tweet, post su Facebook indicando la luna e facendo credere di star combattendola.

Dire di risolvere i problemi, non facendo nulla per trovare soluzioni

In realtà quando si tratta di affrontare de visu la questione, c’è sempre un buon motivo per non varcare il confine italiano. Oggi si dice si stato assente per protesta: la bozza d’accordo Italia-Malta sembra non piacere agli altri Paesi Europei. Ma la politica, in special modo quella sovranazionale, non può sopravvivere con la storia «il pallone è mio e se non mi piacete non gioca nessuno», perché alla fine questo atteggiamento porta gli altri a decidere per noi. Ma l’importante è far credere di voler veramente risolvere la questione migranti e sbarchi in Italia.

 

 

fonte: https://www.giornalettismo.com/matteo-salvini-no-vertice-migranti/

Parigi premia Carola per la sua opera di solidarietà. Ok, massimo rispetto per Carola, ma non è proprio la Francia a poterci dare lezioni di umanità: nessuno ricorda il caso di Francesca Peirotti, la Carola Italiana arrestata in Francia per “Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” perchè portava in salvo i migranti?

 

Carola

 

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Parigi premia Carola per la sua opera di solidarietà. Ok, massimo rispetto per Carola, ma non è proprio la Francia a poterci dare lezioni di umanità: nessuno ricorda il caso di Francesca Peirotti, la Carola Italiana arrestata in Francia per “Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” perchè portava in salvo i migranti?

 

Parigi premia Carola Rackete con la medaglia Grand Vermeil.

Il comune di Parigi consegnerà la medaglia Gran Vermeil, la più alta onorificenza parigina, alla capitana Carola Rackete.

Salvini con la bava alla bocca: “Evidentemente il Comune di Parigi non ha altro di meglio da fare …”

Meloni: “Vergogna francese. Una provocazione inaccettabile. Sono gli stessi francesi che hanno bombardato la Libia”. (ovviamente dimentica che quando la Francia bombardava la Libia c’era LEI, insieme a Berlusconi, al governo e fu proprio il nostro governo a concedere le basi agli aerei che portavano morte e distruzione in Libia)

Il Comune di Parigi ha deciso di premiare le capitane della Sea Watch 3, Carola Rackete e Pia Klemp, con la medaglia Grand Vermeil, la massima onorificenza concessa dal sindaco della capitale francese, a testimonianza della “solidarietà e dell’impegno di Parigi per i diritti umani”. “Le due umanitarie Caroline Rackete e Pia Klemp, ancora perseguite dalla giustizia italiana per avere salvato dei migranti nel Mediterraneo, ricevono la medaglia Grand Vermeil, la più alta onorificenza della Città di Parigi”, si legge in una nota del Comune.

“Carola Rackete e Pia Klemp sono gli emblemi di questa battaglia, portatrici di valori europei ai quali il Comune di Parigi chiede ancora una volta al nostro continente di rimanere fedele”, spiega il Comune. “Dal 2014 – si legge nel comunicato – 17.000 persone sono morte o disperse in Mediterraneo. Di fronte a questa tragedia, il Comune di Parigi ribadisce il suo sostegno alle donne e agli uomini che operano per il salvataggio dei migranti ogni giorno e in condizioni difficili”.

Inoltre, il Consiglio di Parigi ha votato “un contributo d’urgenza di 100mila euro a Sos Mediterranée per una nuova campagna di salvataggi in mare”.

Tutto bene. Massimo rispetto per Carola (e nessuna stima per Salvini)… ma non è proprio la Francia a poterci dare lezioni di umanità: nessuno ricorda il caso di Francesca Peirotti, la Carola Italiana arrestata in Francia per “Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” perchè portava in salvo i migranti?

Per rinfrescarVi la memoria:

Per non dimenticare: Francesca Peirotti, la Carole Italiana arrestata in Francia perchè cercava di portare in salvo i migranti. Una storia volutamente dimenticata dai media e dai nostri politici