Tra gli schiaffoni che ultimamente ha preso Salvini il più bello è quello di Papa Francesco: celebrerà una messa per i migranti e i loro soccorritori! …E se dà il via alla cerimonia con un bel “bacioni” lo voglio santo subito…!

 

Papa Francesco

 

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Tra gli schiaffoni che ultimamente ha preso Salvini il più bello è quello di Papa Francesco: celebrerà una messa per i migranti e i loro soccorritori! …E se dà il via alla cerimonia con un bel “bacioni” lo voglio santo subito…!

Già nell’Angelus di domenica scorsa, come spesso capita, Papa Francescoaveva detto la sua sulla situazione dei migranti. Oggi, però, è arrivato l’annuncio di una messa dedicata ai profughi e a tutte le persone che soccorrono le persone in difficoltà. L’impegno umanitario sarà il tema della celebrazione in programma lunedì prossimo (8 luglio) nella Basilica di San Pietro. Saranno ospitate circa 250 persone, tra chi ha affrontato i lunghi viaggi per arrivare in Europa (con tutte le annesse difficoltà del caso) e chi si opera quotidianamente per dare aiuto a queste persone.

«In occasione del sesto anniversario della visita a Lampedusa, lunedì 8 luglio – ha annunciato il direttore della Sala stampa vaticana Alessandro Gisotti-, il Santo Padre Francesco celebrerà una Messa per i Migranti, alle ore 11.00, nella Basilica di San Pietro». Nel 2013, infatti, Papa Francesco andò in visita nell’isola teatro dei più importanti sbarchi nel Mediterraneo, portando solidarietà non solo agli esseri umani che avevano affrontato viaggi irti di difficoltà per fuggire da guerre e carestie, ma anche a tutti gli operatori che si erano adoperati affinché fosse garantita loro dignità e sicurezza.

Papa Francesco celebrerà messa per migranti e soccorritori

Alla messa di lunedì 8 luglio parteciperanno circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono impegnati per salvare la loro vita. «Il Santo Padre – spiega ancora Alessandro Gisotti – desidera che il momento sia il più possibile raccolto, nel ricordo di quanti hanno perso la vita per sfuggire alla guerra e alla miseria e per incoraggiare coloro che, ogni giorno, si prodigano per sostenere, accompagnare e accogliere i migranti e i rifugiati».

Una cerimonia riservata

Una cerimonia che sarà, dunque, riservata ma che sarà trasmessa in diretta da Vatican Media, senza – però, la possibilità di accesso per i giornalisti all’interno della Basilica. Alla messa, presieduta da Papa Francesco all’Altare della Cattedra, prenderanno parte solo le persone invitate dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, a cui Bergoglio ha affidato la cura dell’evento.

 

fonte: https://www.giornalettismo.com/papa-francesco-messa-soccorsi/

I migranti in sciopero della fame: “meglio, risparmiamo soldi” – Una frase veramente vergognosa e spregevole, soprattutto se detta dal Ministro degli Interni della Repubblica Italiana… Ma state tranquilli, tutto a posto, dopo ha baciato il Rosario!

 

migranti

 

 

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I migranti in sciopero della fame: “meglio, risparmiamo soldi” – Una frase veramente vergognosa e spregevole, soprattutto se detta dal Ministro degli Interni della Repubblica Italiana… Ma state tranquilli, tutto a posto, dopo ha baciato il Rosario!

…Premesso che con 49 milioni, hai voglia a far mangiare migranri…

I migranti del Cpr fanno lo sciopero della fame, Salvini inumano: “meglio, risparmiamo soldi”

Alcuni richiedenti asilo a rischio di espulsione del Cpr di Caltanissetta da ieri mattina stanno facendo lo sciopero della fame. La risposta incredibile di Salvini

Salvini comunica in un tweet che “da ieri mattina, nel Centro di Permanenza per i Rimpatri di Pian Del Lago (Caltanissetta), 72 “ospiti” (18 dei quali, tunisini, verranno rispediti a casa in giornata) stanno facendo lo sciopero della fame come segno di protesta contro il loro trattenimento presso la struttura…”.

Non contento di aver denigrato una protesta di 72 disperati, Salvini alza il tiro e aggiunge: “Peggio per loro se rifiutano di mangiare, vorrà dire che risparmiamo un po’ di soldi prima di espellerli”.

Nei commenti si scatena la solita selva di commenti inumani dei suoi sostenitori, come chi scrive “meglio, così fanno meno peso in aereo”, ma anche chi accusa Salvini (o meglio Luca Morisi, il suo responsabile della comunicazione) di stare esagerando.

…ma veramente non vi fa neanche un po’ schifo essere rappresentato da uno così…?

Per non dimenticare: Francesca Peirotti, la Carole Italiana arrestata in Francia perchè cercava di portare in salvo i migranti. Una storia volutamente dimenticata dai media e dai nostri politici

 

Francesca Peirotti

 

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Per non dimenticare: Francesca Peirotti, la Carole Italiana arrestata in Francia perchè cercava di portare in salvo i migranti. Una storia volutamente dimenticata dai media e dai nostri politici

Francesca Peirotti, 32enne di Cuneo condannata per aver aiutato otto migranti ad attraversare il confine. Per lei la corte d’appello di Aix En Provence ha riserbato sei mesi di carcere, con sospensione condizionale della pena per “Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Da Repubblica:
La “Carola italiana”: “Non paragonatemi alla capitana della Sea-Watch, sono due vicende diverse”

La cuneese condannata in Francia per aver aiutato un gruppo di migranti: per me si scatenò la macchina del fango.

“Non paragonatemi alla capitana della Sea-Watch.Le nostre vicende sono diverse anche se entrambe, alla fine, siamo diventate le pedine di un gioco politico sulle vite umane”. Eppure Carola Rackete e Francesca Peirotti, 32 anni, cuneese, hanno tanto in comune. Entrambe poco più che 30enni, convinte sostenitrici dei diritti umani, finite nei guai per aver dimostrato la loro solidarietà verso i migranti. Peirotti vive a Marsiglia e l’8 novembre 2016 è stata arrestata dalla polizia francese, a Mentone, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver trasportato su un furgone un gruppo di migranti, tra cui un neonato, provenienti dal Ciad e dall’Eritrea, respinti a Ventimiglia. Il tribunale di Aix-en-Provence l’ha condannata a 8 mesi di carcere e 5 anni di interdizione dalla regione delle Alpi Marittime. Oggi è libera, per la sospensione della pena in attesa che il processo arrivi in Cassazione.

Perché dice che la sua vicenda e quella della capitana della Sea Watch non sono paragonabili?
“Perché quella è la Sea-Watch, una ong conosciuta che lavora nel Mediterraneo, l’attenzione mediatica su questa storia è incredibile. Mi chiedo come si possa mettere in croce un’organizzazione che salva le vite. Accusano le ong di fare accordi con i trafficanti ma chi dice queste cose non sa di che parla”.

Un anno fa definì anche la sua una sentenza politica, forse è questo il punto di contatto.
“Forse, ma è inevitabile. E’ la reazione di fronte a un’organizzazione o un singolo che decidono di non stare a regole disumane. Ma sono tantissimi quelli che si spendono per fare cose del genere e non diventano eroi semplicemente perché riescono a non farsi prendere”.

Dopo la condanna la sua vita è cambiata?
“Se sarà confermata l’interdizione sarò tagliata fuori dalla strada più breve per tornare a Cuneo. Ma adesso non è cambiato niente. Vivo a Marsiglia con la mia famiglia e continuo a lavorare con i migranti. Mi spiace di essere stata arrestata, ma rifarei tutto”.

E se ci fosse stata lei alla guida della Sea watch?
“Non so immaginarlo. Io non sono una ong che salva vite in mare, non mi sono trovata nella situazione di non avere altro porto sicuro dove attraccare. Io ho scelto di caricare a bordo quelle persone per aiutarle. Mi spiace molto che Carola sia stata arrestata e spero che abbia accanto delle persone in grado di sostenerla in questo momento. Allo stesso modo, però, penso che trasformare questa vicenda in una telenovela svii dal vero problema, che sono le vite umane che si rischiano su confini che non esistono. Carola è stata attaccata per aver detto di aver scelto questa vita perché è bianca, ricca e privilegiata. Ma riconoscere di avere dei privilegi non può essere una colpa”.

Il suo arresto suscitò meno clamore. Nessuno dall’Italia interpellò la Francia. Perché?
“Meno male. Non so che farmene delle dichiarazioni dei politici che cercano sempre i riflettori accesi per prendere posizione. Si scatenò però la macchina del fango sui social. Ma d’altronde per qualche ignorante non c’è niente di peggio che essere una donna che aiuta i neri”.

Nella foto: il Presidente del Consiglio comunale di Piacenza, di Fratelli d’Italia, quello che “i migranti a calci fuori dall’Italia perché delinquono” – Per la cronaca, arrestato per ‘Ndrangheta! …Ops…!!!!

 

migranti

 

 

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Nella foto: il Presidente del Consiglio comunale di Piacenza, di Fratelli d’Italia, quello che “i migranti a calci fuori dall’Italia perché delinquono” – Per la cronaca, arrestato per ‘Ndrangheta! …Ops…!!!!

 

Nella foto… (No, quello a sinistra, quella a destra è solo una povera idiota) è il Presidente del Consiglio comunale di Piacenza. Fratelli d’Italia, per capirci. Praticamente la parodia di quello che fu la pagliacciata del fascismo.

Comunque quello nella foto è quello che “i migranti a calci fuori dall’Italia perché delinquono”.

Vi segnaliamo che sempre quello nella foto (sempre quello a sinistra, quella a destra resta solo una povera idiota), giusto per la cronaca, è stato ARRESTATO PER ‘NDRANGHETA!

‘Ndrangheta: arrestato presidente del consiglio comunale di Piacenza …Il politico di FdI sarebbe (il condizionale è solo per la forma, se un politico viene arrestato…) agli ordini della cosca Grande Aracri, che era penetrata in Emilia Romagna partendo da Brescello (si, il paese di don Camillo e Peppone).

Giuseppe Caruso, l’esponente di Fratelli d’Italia presidente del Consiglio comunale di Piacenza, è stato arrestato martedì mattina nell’ambito dell’operazione Grimilde contro presunti appartenenti alla ‘ndrangheta legate alla cosca Grande Aracri. Caruso, 58 anni, secondo gli investigatori della Polizia, sarebbe parte integrante dell’organizzazione criminale che operava tra le province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza e che aveva al vertice Francesco Grande Aracri e i suoi figli Salvatore e Paolo. Per l’accusa grazie al suo ruolo di funzionario delle Dogane avrebbe favorito il clan di Cutro in una truffa all’Unione europea.

by Eles

 

Sanno tutto dei lager libici e se ne fregano lo stesso: i sovranisti sono peggio dei nazisti

 

lager libici

 

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Sanno tutto dei lager libici e se ne fregano lo stesso: i sovranisti sono peggio dei nazisti

La Sea Watch pubblica le foto dei migranti a bordo della Sea Watch e ai sovranisti viene l’ulcera: “sono in forma, non sono scappati dai lager”

Da Globalist:

Succede oggi, in una mattina di questi roventi giorni di inizio estate. Mentre l’Italia si sveglia, la Sea Watch pendola davanti Lampedusa, con 53 migranti a bordo. Salvini da terra sbraita che in Italia non entreranno: è una sensazione di deja-vu perenne, che viviamo ormai da un anno e passa. Un’altra estate, altre navi, altri morti. La propaganda leghista ha necessariamente dovuto cambiare strategia: non si dice più che gli sbarchi sono diminuiti, perché era evidente quanto fosse falso. Ora si dice altro: si distorcono le accuse di inumanità fatte alla Lega e si rispediscono al mittente, ora le Ong sono ‘pirati’, trafficanti, assassini. I cattivi di questa storia di mare e sangue sono loro. E non c’è niente, davvero niente di più insopportabile che vedere chi fino a ieri li chiamava ‘scimmie’ ora mettersi dalla parte dei migranti, ostaggio dei malvagi volontari della Sea Watch. Ma la loro coscienza sporca non riesce a non emergere; d’altronde il ‘buonismo’, come loro chiamano la solidarietà, è come un muscolo, va addestrato. Non ci si improvvisa esseri umani.

Mentre quindi ci si prepara a una nuova giornata di deragliamenti politici e umani, l’account twitter della Sea Watch International pubblica delle foto: sono alcune immagini dei migranti a bordo della nave. Sono ragazzi sorridenti, in salute. C’è una donna con un bambino. Sembrano felici. E chi voleva le lacrime come prova della sofferenza non si accontenta dei sorrisi di sollievo di chi è stato salvato dal mare. I negri devono piangere, devono supplicare per la misericordia dell’italico uomo bianco. Altrimenti non c’è gusto.

E quindi sotto il tweet si scatena il peggio dell’infamità sovranista. Al di là degli insulti razzisti, cui abbiamo fatto tristemente il callo, la maggior parte asserisce di non credere a quelle storie che sono raccontate ogni giorno sulle atrocità dei lager libici. Eppure i video ci sono, le foto anche. Ma non crederci è più semplice. È sempre più semplice non lasciare che la coscienza adombri le nostre giornate di sole. È più facile credere ai complotti per la conquista dell’Europa che al fatto che dall’altro lato del mare in migliaia sono detenuti in campi di concentramento. Quali lager, si chiedono, ti permettono di avere una chitarra, come quella tenuta in mano da uno dei migranti in foto. E si ripete la stessa storiaccia dello smalto di Josefa, da cui è passato un anno. L’idea che quella chitarra potesse trovarsi già a bordo della nave, proprio per momenti come questi, in cui si pendola davanti a un porto per giorni, in attesa di un segno umano dalla terraferma, non li sfiora nemmeno i sovranisti. Perché, ripeto, l’umanità non è qualcosa di innato. E per chi non l’ha mai praticata al di là dell’orticello di casa propria, può apparire inconcepibile un gesto di gentilezza. Deve esserci sotto qualcosa.

È lì che ho pensato che ormai il livello cui siamo arrivati è più basso di quello dei nazisti tedeschi: dopo la diffusione delle immagini dei lager libici, in molti hanno detto ‘non potremo dire che non sapevamo’. Il punto è che non lo vogliamo dire. Il punto è che ce ne freghiamo proprio. Non c’è foto di torture, di sporcizia, di inumanità, non c’è racconto di violenza o di stupri che scalfisca il nostro animo di piombo. Siamo immersi nella rabbia, una rabbia nociva che offusca la mente, siamo incapaci di provare la minima compassione. Siamo regrediti, subumani, peggio del peggio di qualunque sputazzante e sbeffeggiante popolino delle piazze medievali. Questo cancro di disumanità infetterà la nostra estate per i mesi a venire e regalerà sempre più potere a chi insiste nel risolvere i problemi dando la colpa a qualcun altro, qualcuno di indefinito, che non può difendersi, parafulmine per la nostra frustrazione, per il nostro odio, per i nostri incubi di occidentali falliti.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/06/15/sanno-tutto-dei-lager-libici-e-se-ne-fregano-lo-stesso-i-sovranisti-sono-peggio-dei-nazisti-2042934.html

Gino Strada: “Salvini? Ha l’elemento più caratteristico del fascismo, cioè il razzismo. Sinistra? Non ha nulla da dire”

 

GINO STRADA

 

 

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Gino Strada: “Salvini? Ha l’elemento più caratteristico del fascismo, cioè il razzismo. Sinistra? Non ha nulla da dire”

Salvini? Mi sembra che in lui ci sia l’elemento più caratteristico del fascismo, che è il razzismo. Come scriveva Umberto Eco, non esiste fascismo senza razzismo. La sua politica, ciò che dice e ciò che ha fatto rispetto ai migranti, sono lì a testimoniarlo”.  Dopo la polemica del 25 aprile, così Gino Strada ribadisce il suo pensiero su Salvini.

E aggiunge: “Una persona che non ha nessuna considerazione per la vita umana e per i diritti altrui è un fascista e un razzista, perché in questo momento tutto si focalizza sulla questione migranti, creando poi delle falsità. Adesso è saltato fuori che i 600mila migranti da rimpatriare sono diventati 90mila. Però nessuno è stato rimpatriato. E allora che è successo? Sono morti di vecchiaia? E sorvolo su tutte le sciocchezze e le bugie finalizzate a creare questo clima di odio e di paura“.

Il fondatore di Emergency sottolinea: “Tutto questo non mi sembra bello. E mi riferisco anche alla legittima difesa e all’insistere sulle armi. Forse perché ho vissuto 30 anni della mia vita in posti dove intorno c’erano tante e troppe armi, ma io non mi sento sicuro in un Paese pieno di armi. Mi sento più sicuro in un Paese pieno di asili nido, di scuole, di conferenze, di concerti“.

Strada, infine, si sofferma sullo stato della sinistra: “C’è un silenzio molto preoccupante. Credo che la ragione di quel silenzio stia nel fatto che a sinistra non hanno nulla da dire, perché non credono più a quello a cui i loro padri credevano. In questo Paese per molti anni c’è stata una voglia di uguaglianza, di giustizia sociale, di democrazia vera e non di giochini. Ed era un sentimento molto bello e profondo su cui poi costruire una società solidale. Adesso quali sono i valori? L’uguaglianza, la giustizia sociale, la pace sono ancora valori della sinistra?”.

 

Tratto da Il Fatto Quotidiano del 27 aprile 2019

 

Ancora accuse pesanti di Papa Francesco all’Europa ed a Salvini: “Porti aperti allearmi e chiusi alle persone” – “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”

 

Papa Francesco

 

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Ancora accuse pesanti di Papa Francesco all’Europa ed a Salvini: “Porti aperti allearmi e chiusi alle persone” – “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”

Il Papa striglia l’Europa (e Salvini) “Porti aperti alle armi e chiusi alle persone”

Il jʼaccuse del Pontefice: “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”. Poi rivela: “Il prossimo anno voglio andare in Iraq”

“Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che pero’ apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini”. Lo ha detto il Papa all’udienza con la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali.
“Non posso qui non menzionare i migranti e i profughi che raggiungono i maggiori aeroporti con la speranza di poter chiedere asilo o trovare un rifugio, o che sono bloccati in transito”. Lo ha detto Papa Francesco ai partecipanti all`Incontro mondiale dei Cappellani dell`Aviazione civile. “Invito sempre le Chiese locali alla dovuta accoglienza e sollecitudine nei loro confronti, pur se si tratta di una responsabilità diretta delle Autorità civili. Fa parte anche della vostra cura pastorale vigilare che sia sempre tutelata la loro dignità umana e siano salvaguardati i loro diritti, nel rispetto della dignità e delle credenze di ciascuno. Le opere di carità nei loro confronti costituiscono una testimonianza della vicinanza di Dio a tutti i suoi figli”.
L’Iraq – ha detto il Papa nell’udienza alla Roaco, la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali – “possa guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della societa’, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali”. “E non dimentico l’Ucraina – ha aggiunto il Papa ripercorrendo le aree piu’ ‘calde’ del pianeta -, perche’ possa trovare pace la sua popolazione, le cui ferite provocate dal conflitto ho cercato di lenire con l’iniziativa caritativa alla quale molte realta’ ecclesiali hanno contribuito. In Terra Santa – ha proseguito il pontefice -, auspico che il recente annuncio di una seconda fase di studio dei restauri del Santo Sepolcro, che vede fianco a fianco le comunita’ cristiane dello Statu quo, si accompagni agli sforzi sinceri di tutti gli attori locali ed internazionali perche’ giunga presto una pacifica convivenza nel rispetto di tutti coloro che abitano quella Terra, segno per tutti della benedizione del Signore”

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/06/10/il-papa-striglia-l-europa-e-salvini-porti-aperti-alle-armi-e-chiusi-alle-persone-2042658.html

Papa Francesco: non lasciarsi rubare la fraternità da chi alimenta divisioni… A qualcuno, un politico molto in alto, fischieranno non poco le orecchie…

 

Papa Francesco

 

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Papa Francesco: non lasciarsi rubare la fraternità da chi alimenta divisioni… A qualcuno, un politico molto in alto, fischieranno non poco le orecchie… 

La «ricchezza» di un popolo è formata dai «suoi mille volti, culture, lingue e tradizioni». Bisogna essere attenti a non lasciarsi «rubare la fraternità dalle voci e le ferite che alimentano la divisione». È l’appello che papa Francesco lancia nell’omelia della Messa a Sumuleu Ciuc, al santuario mariano meta di pellegrinaggi dei fedeli romeni di lingua ungherese e anche della confinante Ungheria.

La «ricchezza» di un popolo è costituita dai «suoi mille volti, culture, lingue e tradizioni», dice il Pontefice, invitando a non lasciarsi «rubare la fraternità dalle voci e le ferite che alimentano la divisione e la frammentazione. Le complesse e tristi vicende del passato non vanno dimenticate o negate – sottolinea – ma non possono nemmeno costituire un ostacolo o un argomento per impedire una agognata convivenza fraterna».

Il riferimento è alle storiche tensioni tra romeni e ungheresi intorno alla regione. Ma non sfugge il riferimento (conoscendo Papa Francesco, voluto, molto voluto) alla situazione politica Italiana…

Soprattutto se ricordiamo le recenti prese di posizione:

Papa Francesco non ci sta – Ma quale “Prima gli italiani”, i veri Cristiani dicono “Prima gli ultimi”…!
Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”
Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”
“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… 
Migranti, il Papa contro i politici: “Chi fomenta la paura provoca violenza e xenofobia” 

 

Roma, 1943: Ebrei venduti ai nazisti – 5.000 lire a chi li denunciava… Vi ricorda qualcosa?

 

Ebrei

 

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Roma, 1943: Ebrei venduti ai nazisti – 5.000 lire a chi li denunciava… Vi ricorda qualcosa?

Ebrei italiani: circa la metà dei deportati nei campi di sterminio lo furono a seguito di spiate da parte di italiani. Per la taglia di 5.000 lire su ogni ebreo, per invidia, gelosia, risentimento, opportunismo, paura… Per qualunque dei molti motivi possibili resta il fatto che non solo i fascisti ma anche buona parte della popolazione contribuì alla deportazione nazista.

La leggenda degli italiani “brava gente” durante la guerra è appunto una leggenda. Non fummo brava gente in Etiopia (gas e lager) e neanche in Jugoslavia (decimazioni e rappresaglie) e neanche riguardo agli ebrei.

A lungo ci si è interrogati sulle responsabilità dei singoli soldati del terzo reich, sulla loro possibilità di rifiutarsi di eseguire ordini disumani, e ancora una risposta definitiva non c’è. Ma noi, noi italiani, come ci saremmo comportati al loro posto? Male. Decisamente male a giudicare da quel che raccontano le carte degli archivi storici italiani. Su circa 730 ebrei deportati da Roma dopo la retata del 16 ottobre ad esempio, almeno 439 furono traditi o arrestati dagli italiani. Venduti quando andava bene per cinque mila lire e, quando andava male, per rancori o invidie personali.

“Anche la collaborazione spontanea di migliaia di ‘italiani comuni’, di normali cittadini, fu fondamentale per l’arresto di migliaia di ebrei – racconta Amedeo Osti Guerrazzi su La Stampa ­- I poliziotti tedeschi sfruttarono ampiamente i collaboratori italiani: spie, delatori, infiltrati, che agivano nei modi più diversi. Questo lavoro veniva pagato piuttosto bene, dato che su ogni ebreo, in media, veniva messa una taglia di 5.000 lire dell’epoca. A Roma, il comandante della polizia tedesca Herbert Kappler si affidò a gruppi di collaborazionisti, le cosiddette bande, composte in genere da ex informatori della polizia segreta fascista e da criminali comuni, specializzate proprio nella caccia agli ebrei. Una di queste bande, tra il 23 e il 24 marzo 1944, arrestò una dozzina di ebrei che furono immediatamente fucilati nel massacro delle Fosse Ardeatine. A Torino e a Milano, invece, i comandi tedeschi sfruttarono informatori singoli, personaggi che conoscevano personalmente moltissimi ebrei e ne sapevano i nascondigli. I loro metodi di indagine erano spesso raffinati e particolarmente odiosi”.

 

Migranti, quelli rispediti in Italia da Germania e Ue sono più di quelli che sbarcano… Cortesemente, qualcuno glie lo va a spiegare al nostro Ministro degli Interni…?

 

Migranti

 

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Migranti, quelli rispediti in Italia da Germania e Ue sono più di quelli che sbarcano… Cortesemente, qualcuno glie lo va a spiegare al nostro Ministro degli Interni…?

 

Migranti, quelli rispediti in Italia da Germania e Ue sono più di quelli che sbarcano

Secondo la convenzione di Dublino, i migranti devono chiedere asilo nel primo paese di sbarco, rimanendovi per tutta la durata della procedura. In base a questo regolamento la Germania rispedisce in Italia sempre più migranti che riescono ad attraversare il confine a nord. E i migranti rispediti in Italia sono più di quelli che sbarcano sulle coste del nostro Paese.

Da gennaio a inizio maggio 2019 la Germania avrebbe rispedito in Italia centinaia di migranti che, dopo essere sbarcati sulle coste italiane, avevano attraversato il confine raggiungendo l’Europa centrale. Lo scorso anno Berlino avrebbe trasferito 2.848 persone in Italia, in base alle procedure stabilite dal regolamento di Dublino, per cui un richiedente asilo deve inoltrare la sua domanda di protezione internazionale nel primo paese di arrivo. Per questo motivo, i migranti rispediti nel primo paese di sbarco vengono definiti “Dublinanti”.

Non si tratta solamente della Germania. A quanto riporta il Sole 24 Ore, citando fonti confermate anche dal ministero dell’Interno tedesco, anche Austria e Francia rimanderebbero in Italia un numero di migranti ancora più alto rispetto a quelli che sbarcano direttamente nel nostro Paese. Spesso queste persone vengono intercettate verso il confine a Ventimiglia o a Bolzano e costrette a tornare indietro. Una pratica legittima secondo la normativa di Dublino.

La maggior parte dei migranti torna in Italia
Berlino ha deciso di rendere noti questi numeri in seguito ad un’inchiesta, pubblicata sul Suddeutsche Zeitung lo scorso gennaio, e alle pressioni della deputata di Linke, Ulla Jelpke. Secondo il giornale, da gennaio a novembre 2018, su circa 51.558 casi presi in esame, il governo federale ha richiesto ad altri Paesi dell’Unione europea di riaccogliere i migranti arrivati in Germania da altri Stati membri, e almeno 35.375 domande sono state accettate, come previsto dai trattati. In Italia sarebbe rientrato un migrante espulso su tre. A quanto rimarca il giornale, il numero dei richiedenti asilo che vengono allontanati dalla Germania è in aumento, passando da un 15,1% nel 2017 a un 24,5% nel 2018.

Tensioni fra Roma e Berlino
La scorsa estate, il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer aveva fatto pressione su Italia e Grecia affinché accogliessero nuovamente i migranti che si erano registrati in prima istanza all’interno dei loro confini. Ad ottobre 2018 le tensioni fra Berlino e Roma era salite, in quanto il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini aveva deciso di bloccare i voli che dalla Germania riportavano indietro i “Dublinanti”. Il Viminale aveva affermato che “la programmazione di questi voli non è frutto di accordi politici sottoscritti dall’attuale governo”.

In quell’occasione la Repubblica aveva spiegato che, per questioni di ordine e sicurezza, normalmente si programmano al mese due voli di questo tipo, trasferendo circa 50 migranti in totale, ma che la Germania aveva iniziato ad utilizzare anche voli di linea per mandare indietro un numero di richiedenti asilo sempre maggiore. “Sono già 2.300 i migranti rispediti indietro dalla Germania e, con le riammissioni programmate, a fine anno il numero potrebbe arrivare a 4.000, raddoppiando la cifra totale dello scorso anno. Un’accelerazione su cui il ministro dell’Interno tedesco Seehofer punta molto in vista delle elezioni di domenica prossima”, aveva scritto il giornale.

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