Papa Francesco senza peli sulla lingua: “Gesù ci chiede di amare gli ultimi” …e spiega chi sono i migranti ai FALSI CRISTIANI…!

 

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Papa Francesco senza peli sulla lingua: “Gesù ci chiede di amare gli ultimi” …e spiega chi sono i migranti ai FALSI CRISTIANI…!

Gesù ci chiede di amare gli ultimi: il Papa spiega i migranti ai falsi cristiani

Nell’omelia tenuta oggi, Papa Francesco ha ricordato la sua visita a Lampedusa di sei anni fa: “il mio pensiero va agli ultimi, i migranti sono esseri umani”

Questo lunedì Papa Francesco ha ricordato il suo viaggio a Lampedusa di sei anni fa. E ha tenuto un’omelia per i migranti di tutto il mondo, sfidando coraggiosamente l’odio inumano di chi si dichiara cristiano e poi rifiuta di aiutare e di accogliere, tra i principali insegnamenti del Vangelo.
“In questo sesto anniversario della mia visita a Lampedusa” ha detto il Pontefice, “il mio pensiero va agli ultimi che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono. Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea. Essi sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare. Purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli. Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie! “Non si tratta solo di migranti!”, nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata” ha scritto il Papa.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/07/08/gesu-ci-chiede-di-amare-gli-ultimi-il-papa-spiega-i-migranti-ai-falsi-cristiani-2043960.html

Tra gli schiaffoni che ultimamente ha preso Salvini il più bello è quello di Papa Francesco: celebrerà una messa per i migranti e i loro soccorritori! …E se dà il via alla cerimonia con un bel “bacioni” lo voglio santo subito…!

 

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Tra gli schiaffoni che ultimamente ha preso Salvini il più bello è quello di Papa Francesco: celebrerà una messa per i migranti e i loro soccorritori! …E se dà il via alla cerimonia con un bel “bacioni” lo voglio santo subito…!

Già nell’Angelus di domenica scorsa, come spesso capita, Papa Francescoaveva detto la sua sulla situazione dei migranti. Oggi, però, è arrivato l’annuncio di una messa dedicata ai profughi e a tutte le persone che soccorrono le persone in difficoltà. L’impegno umanitario sarà il tema della celebrazione in programma lunedì prossimo (8 luglio) nella Basilica di San Pietro. Saranno ospitate circa 250 persone, tra chi ha affrontato i lunghi viaggi per arrivare in Europa (con tutte le annesse difficoltà del caso) e chi si opera quotidianamente per dare aiuto a queste persone.

«In occasione del sesto anniversario della visita a Lampedusa, lunedì 8 luglio – ha annunciato il direttore della Sala stampa vaticana Alessandro Gisotti-, il Santo Padre Francesco celebrerà una Messa per i Migranti, alle ore 11.00, nella Basilica di San Pietro». Nel 2013, infatti, Papa Francesco andò in visita nell’isola teatro dei più importanti sbarchi nel Mediterraneo, portando solidarietà non solo agli esseri umani che avevano affrontato viaggi irti di difficoltà per fuggire da guerre e carestie, ma anche a tutti gli operatori che si erano adoperati affinché fosse garantita loro dignità e sicurezza.

Papa Francesco celebrerà messa per migranti e soccorritori

Alla messa di lunedì 8 luglio parteciperanno circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono impegnati per salvare la loro vita. «Il Santo Padre – spiega ancora Alessandro Gisotti – desidera che il momento sia il più possibile raccolto, nel ricordo di quanti hanno perso la vita per sfuggire alla guerra e alla miseria e per incoraggiare coloro che, ogni giorno, si prodigano per sostenere, accompagnare e accogliere i migranti e i rifugiati».

Una cerimonia riservata

Una cerimonia che sarà, dunque, riservata ma che sarà trasmessa in diretta da Vatican Media, senza – però, la possibilità di accesso per i giornalisti all’interno della Basilica. Alla messa, presieduta da Papa Francesco all’Altare della Cattedra, prenderanno parte solo le persone invitate dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, a cui Bergoglio ha affidato la cura dell’evento.

 

fonte: https://www.giornalettismo.com/papa-francesco-messa-soccorsi/

Ancora accuse pesanti di Papa Francesco all’Europa ed a Salvini: “Porti aperti allearmi e chiusi alle persone” – “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”

 

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Ancora accuse pesanti di Papa Francesco all’Europa ed a Salvini: “Porti aperti allearmi e chiusi alle persone” – “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”

Il Papa striglia l’Europa (e Salvini) “Porti aperti alle armi e chiusi alle persone”

Il jʼaccuse del Pontefice: “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”. Poi rivela: “Il prossimo anno voglio andare in Iraq”

“Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che pero’ apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini”. Lo ha detto il Papa all’udienza con la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali.
“Non posso qui non menzionare i migranti e i profughi che raggiungono i maggiori aeroporti con la speranza di poter chiedere asilo o trovare un rifugio, o che sono bloccati in transito”. Lo ha detto Papa Francesco ai partecipanti all`Incontro mondiale dei Cappellani dell`Aviazione civile. “Invito sempre le Chiese locali alla dovuta accoglienza e sollecitudine nei loro confronti, pur se si tratta di una responsabilità diretta delle Autorità civili. Fa parte anche della vostra cura pastorale vigilare che sia sempre tutelata la loro dignità umana e siano salvaguardati i loro diritti, nel rispetto della dignità e delle credenze di ciascuno. Le opere di carità nei loro confronti costituiscono una testimonianza della vicinanza di Dio a tutti i suoi figli”.
L’Iraq – ha detto il Papa nell’udienza alla Roaco, la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali – “possa guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della societa’, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali”. “E non dimentico l’Ucraina – ha aggiunto il Papa ripercorrendo le aree piu’ ‘calde’ del pianeta -, perche’ possa trovare pace la sua popolazione, le cui ferite provocate dal conflitto ho cercato di lenire con l’iniziativa caritativa alla quale molte realta’ ecclesiali hanno contribuito. In Terra Santa – ha proseguito il pontefice -, auspico che il recente annuncio di una seconda fase di studio dei restauri del Santo Sepolcro, che vede fianco a fianco le comunita’ cristiane dello Statu quo, si accompagni agli sforzi sinceri di tutti gli attori locali ed internazionali perche’ giunga presto una pacifica convivenza nel rispetto di tutti coloro che abitano quella Terra, segno per tutti della benedizione del Signore”

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/06/10/il-papa-striglia-l-europa-e-salvini-porti-aperti-alle-armi-e-chiusi-alle-persone-2042658.html

Papa Francesco: non lasciarsi rubare la fraternità da chi alimenta divisioni… A qualcuno, un politico molto in alto, fischieranno non poco le orecchie…

 

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Papa Francesco: non lasciarsi rubare la fraternità da chi alimenta divisioni… A qualcuno, un politico molto in alto, fischieranno non poco le orecchie… 

La «ricchezza» di un popolo è formata dai «suoi mille volti, culture, lingue e tradizioni». Bisogna essere attenti a non lasciarsi «rubare la fraternità dalle voci e le ferite che alimentano la divisione». È l’appello che papa Francesco lancia nell’omelia della Messa a Sumuleu Ciuc, al santuario mariano meta di pellegrinaggi dei fedeli romeni di lingua ungherese e anche della confinante Ungheria.

La «ricchezza» di un popolo è costituita dai «suoi mille volti, culture, lingue e tradizioni», dice il Pontefice, invitando a non lasciarsi «rubare la fraternità dalle voci e le ferite che alimentano la divisione e la frammentazione. Le complesse e tristi vicende del passato non vanno dimenticate o negate – sottolinea – ma non possono nemmeno costituire un ostacolo o un argomento per impedire una agognata convivenza fraterna».

Il riferimento è alle storiche tensioni tra romeni e ungheresi intorno alla regione. Ma non sfugge il riferimento (conoscendo Papa Francesco, voluto, molto voluto) alla situazione politica Italiana…

Soprattutto se ricordiamo le recenti prese di posizione:

Papa Francesco non ci sta – Ma quale “Prima gli italiani”, i veri Cristiani dicono “Prima gli ultimi”…!
Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”
Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”
“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… 
Migranti, il Papa contro i politici: “Chi fomenta la paura provoca violenza e xenofobia” 

 

Papa Francesco non ci sta – Ma quale “Prima gli italiani”, i veri Cristiani dicono “Prima gli ultimi”…!

 

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Papa Francesco non ci sta – Ma quale “Prima gli italiani”, i veri Cristiani dicono “Prima gli ultimi”…!

Papa Francesco contro il motto “Prima gli italiani”: “I cristiani dicono ‘Prima gli ultimi’”

Per Bergoglio il trattamento riservato ai migranti sempre più spesso “rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto”.

Nel giorno del trionfo della Lega di Matteo Salvini alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo Papa Francesco ha nuovamente lanciato un allarme riferendosi al modo in cui vengono trattati migranti e richiedenti asilo. Per il Pontefice il trattamento riservato loro sempre più spesso “rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto”. “Non si tratta solo di migranti; su questa via – spiega Bergoglio -, ogni soggetto che non rientra nei canoni del benessere fisico, psichico e sociale diventa a rischio di emarginazione e di esclusione”.  Per questa ragione secondo Francesco “la presenza dei migranti e dei rifugiati – come, in generale, delle persone vulnerabili – rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità”.

Nel messaggio dedicato alla  Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2019, che si celebrerà in prossimo 29 settembre, il Papa ha scritto: “Conflitti violenti e vere e proprie guerre non cessano di lacerare l’umanità; ingiustizie e discriminazioni si susseguono; si stenta a superare gli squilibri economici e sociali, su scala locale o globale. E a fare le spese di tutto questo sono soprattutto i più poveri e svantaggiati”. “Le società economicamente più avanzate – aggiunge – sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la ‘globalizzazione dell’indifferenzà”.

Secondo Bergoglio “il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro”. “Il problema è quando dubbi e timori condizionano il nostro modo di pensare e di agire al punto da renderci intolleranti, chiusi, forse anche – senza accorgercene – razzisti. E così la paura ci priva del desiderio e della capacità di incontrare l’altro, la persona diversa da me; mi priva di un’occasione di incontro col Signore”. Per finire a chi si fa schermo dell’identità cristiana, ricorda che “la fede si dimostra con le opere di carità verso gli ultimi, anche stranieri” e che per un cristiano è contraddittorio affermare “prima io e il mio gruppo” perché nella logica di Cristo e del Vangelo “gli ultimi vengono prima”.

fonte: https://www.fanpage.it/papa-francesco-contro-il-motto-prima-gli-italiani-i-cristiani-dicono-prima-gli-ultimi/
http://www.fanpage.it/

 

 

 

 

 

Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”

 

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Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”

Da Bergoglio una replica ai professionisti della paura: “Delinquenti? Anche noi ne abbiamo tanti, la mafia non è stata inventata dai nigeriani, la mafia è nostra”

Ancora una volta parole sagge in un mondo nel quale l’odio sembra avere il vento alle spalle.
Accoglienza e integrazione. Chi ha il cuore razzista si converta. Papa Francesco, incontrando docenti e studenti dell’istituto San Carlo di Milano, rispondendo alle domande nel consueto botta e risposta, affronta anche il tema dei migranti. E a quanti guardano a loro come a delinquenti, il Papa ricorda: “Anche noi ne abbiamo tanti, la mafia non è stata inventata dai nigeriani, la mafia è nostra; tutti abbiamo la possibilità di essere delinquenti. I migranti ci portano ricchezza perché l’Europa è stata fatta dai migranti”.
Parlando di una società multietnica, Bergoglio osserva: Ringraziamo Dio perché il dialogo tra persone, culture, etnie è la ricchezza. Non avere paura dei migranti. I migranti siamo noi. Gesù è stato migrante. ‘Ma sono delinquenti’ dice qualcuno. Anche noi ne abbiamo tanti, la mafia non è stata inventata dai nigeriani, la mafia è nostra”. Il Pontefice mette in guardia gli studenti: “Oggi c’è la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare muri nel cuore, nella terra, per impedire questo incontro con altre culture. Chi alza un muro, finirà schiavo dentro i muri costruiti, senza orizzonti”.
Il Papa si appella all’accoglienza:”Cuore aperto per accogliere, se io ho il cuore razzista devo esaminare perché e convertirmi. Gli immigranti vanno ricevuti, accompagnati e integrati in un interscambio di valori. Questa è la bellezza di accogliere per diventare più ricchi di cultura, nella crescita, alzare muri non serve. Io vi dico: insegnate ai giovani a crescere nella cultura dell’incontro e a crescere con le differenze, si cresce col confronto”.

 

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2019/04/06/il-papa-si-schiera-contro-l-odio-chi-ha-il-cuore-razzista-si-converta-2039762.html

Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”

 

 

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Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”

Papa Francesco: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”

Bergoglio: “Migranti è un aggettivo, le persone sono sostantivi. Noi siamo caduti nella cultura dell’aggettivo, usiamo tanti aggettivi e dimentichiamo tante volte i sostantivi, cioè la sostanza”.

E’ ancora il tema delle migrazioni e delle sofferenze delle persone che fuggono da guerre, violenze, persecuzioni o carestie a tenere banco nell’agenda di Papa Francesco. A tre giorni dal suo rientro in Vaticano Bergoglio ha parlato del suo ultimo viaggio apostolico in Marocco, paese islamico con il quale ha stretto un’impostante amicizia anche per il ruolo che gioca nei confronti dei migranti. “Alcuni di loro hanno testimoniato che la vita di chi emigra cambia e ritorna a essere umana quando trova una comunità che lo accoglie come persona. Questo è fondamentale”, ha sottolineato il Santo Padre spiegando che proprio a Marrakech, nel dicembre scorso, è stato ratificato il ‘Patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare’, “passo importante verso l’assunzione di responsabilità della comunità internazionale”.

“Come Santa Sede – ha continuato Papa Francesco – abbiamo offerto il nostro contributo che si riassume in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Non si tratta di calare dall’alto programmi assistenziali, ma di fare insieme un cammino attraverso queste quattro azioni, per costruire città e Paesi che, pur conservando le rispettive identità culturali e religiose, siano aperti alle differenze e sappiano valorizzarle nel segno della fratellanza umana”. “La Chiesa in Marocco – ha aggiunto Francesco – è molto impegnata nella vicinanza ai migranti; perciò ho voluto ringraziare e incoraggiare quanti con generosità si spendono al loro servizio realizzando la parola di Cristo: ‘Ero straniero e mi avete accolto'”.

Poi, parlando a braccio durante l’udienza dedicata al suo viaggio in Marocco, Bergoglio ha dichiarato: “A me non piace dire ‘migranti’, a me piace più dire ‘persone migranti‘”. E ancora: “Migranti è un aggettivo, le persone sono sostantivi. Noi siamo caduti nella cultura dell’aggettivo, usiamo tanti aggettivi e dimentichiamo tante volte i sostantivi, cioè la sostanza. L’aggettivo va attaccato alla persona”, ha detto il Papa, esortando a dire: “Una persona migrante”. Poi il Pontefice argentino ha spiegato: “Così c’è rispetto per non cadere in questa cultura dell’aggettivo che è troppo liquida, troppo gassosa”.

fonte: https://www.fanpage.it/papa-francesco-non-dire-migranti-ma-persone-migranti-e-piu-rispettoso/
http://www.fanpage.it/

Papa Francesco rifiuta di incontrare Salvini: “cambi la sua politica sui migranti” …Come mai una notizia tanto eclatante non l’abbiamo sentita dai Tg di regime?

 

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Papa Francesco rifiuta di incontrare Salvini: “cambi la sua politica sui migranti” …Come mai una notizia tanto eclatante non l’abbiamo sentita dai Tg di regime?

Come ami ai Tg Parlano dei “troni gay” di Maria De Filippi, della patata di Belen e delle corna di Riccardo Fogli, ma non una paroila dei continui, duri attacchi di Papa Francesco a Salvini ed alla sua dittatura dell’odio?

Il no del Papa arriva dopo le considerazioni di ieri sulla nave Open Arms bloccata a Barcellona: “è un’ingiustizia, li tengono fermi per far annegare le persone”

No fermo di Papa Francesco a Matteo Salvini: nessuna udienza privata se non cambia la politica sui migranti. Salvini ci ha provato, più volte, a incontrare il Pontefice, ma dal Vaticano riceve porte chiuse. E la cosa, conoscendolo, non deve fargli molto piacere, specie dopo gli sproloqui con il Vangelo e il Rosario in mano.

I rapporti tra la Santa Sede e il Viminale sono molto freddi sin da quando Salvini si è insediato come Ministro. Già dalla sua prima visita ufficiale in Vaticano, in occasione della festa di san Michele Arcangelo in cui hanno festeggiato insieme Gendarmeria Vatinacana e polizia italiana, Salvini aveva avanzato la sua prima richiesta. Che era rimasta in sospeso e, tra l’altro, la presenza del Ministro tra le mura vaticane era stata accuratamente celata, tanto da non essere riportata da nessuno dei media del Vaticano.

Ma oggi è arrivato il No fermo, e motivato: se la linea del governo sui migranti non cambia, niente colloquio.

A quanto pare se l’atteggiamento di Salvini nei confronti dei migranti non cambierà, il Papa potrebbe non dargli udienza. Perché lasciare le persone in mezzo al mare o a una strada è disumano”. Lo dice la senatrice Vanna Iori, capogruppo del Pd nella commissione Istruzione, aggiungendo: “Non basta agitare un rosario per essere buoni cristiani. Non bastano ritualismi formali ma azioni concrete. Dal Papa un’iniziativa di coraggiosa coerenza con il messaggio evangelico”.

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2019/03/28/il-papa-rifiuta-di-incontrare-salvini-cambi-la-sua-politica-sui-migranti-2039372.html

Impeachment per Papa Francesco? L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore Vaticano negli Stati Uniti, ha chiesto al Papa di dimettersi: sapeva di abusi commessi da un Cardinale ma non è intervenuto!

 

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Impeachment per Papa Francesco? L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore Vaticano negli Stati Uniti, ha chiesto al Papa di dimettersi: sapeva di abusi commessi da un Cardinale ma non è intervenuto!

 

Un arcivescovo ha chiesto al Papa di dimettersi

Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore vaticano negli Stati Uniti, sostiene che Papa Francesco sapesse degli abusi sessuali commessi da un cardinale e non sia intervenuto.

L’arcivescovo italiano Carlo Maria Viganò – dal 2011 al 2016 rappresentante diplomatico della Santa Sede negli Stati Uniti – ha accusato Papa Francesco di essere stato a conoscenza per anni degli abusi sessuali commessi da un cardinale statunitense e di non avere fatto nulla per fermarlo. Viganò ha formulato le accuse in un dossier pubblicato domenica, senza portare prove a loro sostegno. Le sue affermazioni, smentite da alcune delle persone coinvolte nella vicenda, sono state pubblicate da molti siti cattolici di orientamento conservatore, e in Italia dal quotidiano La Verità.

Papa Francesco ha parlato della lettera in aereo, durante il suo ritorno in Italia dal suo viaggio in Irlanda, dove si è scusato ufficialmente per gli abusi compiuti su donne e minori dalla chiesa locale. «Leggete voi attentamente e fatevi un giudizio. Non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parli da sé. Avete la capacità giornalistica per fare le conclusioni. È un atto di fiducia in voi. Vorrei che la vostra maturità professionale facesse questo lavoro».

Secondo le accuse, Papa Francesco era informato fin dal 2013 delle accuse contro il cardinale di Boston Theodore McCarrick, costretto a dimettersi un mese fa dopo la pubblicazione dei risultati di una recente inchiesta interna sugli abusi che aveva commesso nei confronti di alcuni minori. A informare il Papa sarebbe stato lo stesso Viganò, all’epoca nunzio apostolico, cioè ambasciatore del Vaticano, negli Stati Uniti. Viganò avrebbe scritto anche ad altri esponenti della alte gerarchie vaticane, ricordando loro che McCarrick era stato sanzionato dal precedente pontefice, Benedetto XVI, che gli aveva proibito di viaggiare all’estero e di celebrare messa. Viganò sostiene di non aver mai ricevuto risposta.

Le accuse fatte da Viganò non sono provate e in almeno un caso appaiono smentite dai fatti, ha scritto il corrispondente del New York Times dall’Italia Jason Horowitz. Per esempio, non esistono tracce pubbliche delle sanzioni ricevute da McCarrick, che – nonostante quello che scrive Viganò – continuò regolarmente a celebrare messa e a viaggiare all’estero. Il cardinale di Chicago Blase J. Cupich, un alleato di Papa Francesco, ha detto al New York Times di non aver mai sentito parlare di restrizioni nei confronti di McCarrick, e che sarebbe stato compito di Viganò informarne i colleghi americani.

Lo storico e teologo Massimo Faggioli ha scritto della vicenda: «Ci sono in tutto tre Papi tirati in mezzo dalla testimonianza di Viganò. Uno è morto ed è un santo. Quello che ha intrapreso azioni pubbliche contro McCarrick nel 2018 è Papa Francesco. Il resto è una storia piena di buchi, pezzi mancanti, inspiegatiritardi e notevoli silenzi da parte dell’ex nunzio Viganò».

Viganò è da molto tempo un avversario di Papa Francesco e un alleato dei circoli conservatori che osteggiano la sua linea pastorale. Nel 2012, l’allora segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone lo rimosse da un importante incarico amministrativo. In seguito Viganò fu nominato nunzio apostolico negli Stati Uniti sotto Papa Bergoglio, ma, secondo quanto scrive nella sua lettera, fu osteggiato anche in questo nuovo incarico. Il Papa decise di nominare una serie di arcivescovi americani sulla base dei consigli di McCarrick, invece che affidare questo compito a Viganò. Oggi gran parte degli arcivescovi scelti in quel periodo appoggia la linea politica di Francesco, osteggiata da Viganò e dagli altri esponenti più conservatori del clero cattolico.

Nel 2016 Viganò fu rimosso anche da questo nuovo incarico, dopo che, scrive sempre Horowitz: «Quasi riuscì a rovinare il viaggio del Papa negli Stati Uniti, facendogli incontrare faccia a faccia Kim Davies, l’impiegata dello stato del Kentucky che rifiutava di registrare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso». Poco dopo il New York Times e altri giornali pubblicarono una lettera scritta due anni prima dallo stesso Viganò, in cui il nunzio apostolico ordinava di bloccare un’inchiesta interna su un altro caso di abusi sessuali, avvenuto nella diocesi di St Paul e Minneapolis.

Lo scontro tra sostenitori di Papa Francesco e conservatori dura oramai da anni all’interno del Vaticano e si svolge sul piano teologico e politico, ma anche tramite la diffusione di lettere anonime e documenti compromettenti. Peter Isely, una vittima di abusi sessuali intervistata dal New York Times, ha detto che le varie fazioni della chiesa cattolica stanno usando la questione delle violenze sessuali per i loro scopi politici: «La crisi degli abusi sessuali non riguarda se un certo vescovo è un conservatore o un liberale: riguarda la protezione dei bambini».

 

fonte: https://www.ilpost.it/2018/08/27/papa-francesco-vigano-dimissioni/

Papa Francesco l’ultimo Comunista – sempre e solo Lui di fianco alla Gente: La mancanza di lavoro per i giovani è peccato sociale. Loro non si abituino alla corruzione…!

 

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Papa Francesco l’ultimo Comunista – sempre e solo Lui di fianco alla Gente: La mancanza di lavoro per i giovani è peccato sociale. Loro non si abituino alla corruzione…!

Papa Francesco: “La mancanza di lavoro per i giovani è peccato sociale. Loro non si abituino alla corruzione”

l pontefice si scaglia contro la disoccupazione giovanile durante la riunione pre-Sinodo nel pontificio collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma. Parole che arrivano nella stessa giornata in cui vengono diffuse le anticipazioni del libro – intervista Dio è giovane: “Non devono abituarsi ai corrotti. Quello che lasciamo passare oggi, domani si ripresenterà”

La disoccupazione giovanile è un peccato sociale. Lo dice Papa Francesco durante la riunione pre-Sinodo nel pontificio collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma, rivolgendosi direttamente ai giovani dei diversi continenti. Proprio a loro sarà dedicato il Sinodo convocato per ottobre. “Sarà un appello rivolto alla Chiesa – spiega il pontefice – perché riscopra un rinnovato dinamismo giovanile. Nella Chiesa dobbiamo imparare nuove modalità di presenza e di vicinanza“.

Poi Bergoglio si scaglia contro la disoccupazione giovanile. “I giovani sono spesso emarginati dalla vita pubblica e costretti a mendicare occupazioni che non garantiscono un domani. Troppo spesso siete lasciati soli“, sono le parole del Papa, che ricorda come “in Italia il tasso di disoccupazione giovanile sia al 35% e in alcuni Paesi vicini supera anche il 50%”. Per Papa Francesco “la disoccupazione crea dipendenze e può portare fino al suicidio. Questo è un peccato sociale: la società è responsabile di questo”. Una situazione che Francesco analizza in questo modo: “Mi sembra che siamo circondati da una cultura che, se da una parte idolatra la giovinezza cercando di non farla passare mai, dall’altra esclude tanti giovani dall’essere protagonisti. È la filosofia del trucco, le persone crescono e si truccano per sembrare giovani e allo stesso tempo non fanno crescere i giovani”.

“I giovani – continua sempre Bergoglio – non sono il Premio Nobel della prudenza ma vanno presi sul serio. Troppo spesso si parla di giovani senza interpellarli. Anche le migliori analisi sul mondo giovanile, pur essendo utili, non sostituiscono la necessità dell’incontro faccia a faccia. Qualcuno pensa che sarebbe più facile tenervi a distanza di sicurezza, così da non farsi provocare da voi”.  Ma, avverte sempre il Papa, “non basta scambiarsi qualche messaggino o condividere foto simpatiche. I giovani vanno presi sul serio“.

Parole che arrivano nella stessa giornata in cui vengono diffuse le anticipazioni di Dio è giovane libro-intervista in uscita domani in Italia per Piemme. Un saggio in cui il Papa si scaglia contro la corruzione.”Il corrotto non conosce l’umiltà, riesce sempre a dire non sono stato io e lo fa con una faccia da finto santarellino – “fa la mugna quacia“, come diciamo in dialetto piemontese -, vive nel plagio, si stanca di chiedere perdono e finisce molto presto per smettere di chiederlo”, dice il pontefice nel libro scritto con Thomas Leoncini.  “I corrotti – continua  – sono all’ordine del giorno. Ma i giovani non devono accettare la corruzione come fosse un peccato come gli altri, non devono abituarsi mai alla corruzione, perché quello che lasciamo passare oggi, domani si ripresenterà, finché ci faremo l’abitudine e anche noi ne diventeremo ingranaggio indispensabile”.

“I giovani -prosegue il pontefice . hanno, alla pari degli anziani, la purezza e insieme, giovani e anziani, devono essere orgogliosi di ritrovarsi – puliti, puri, sani – a disegnare un percorso di vita comune senza corruzione. Ci tengo a spiegare bene l’idea di purezza come concetto che accomuna giovani e vecchi. I giovani sono puri perché non hanno conosciuto sulla pelle la corruzione, sono in una certa misura plasmabili dal presente e questo può rivelarsi anche pericoloso, perché la purezza che vivono può trasformarsi in qualcosa di brutto, di impuro, di sporco, soprattutto se devono fronteggiare ripetuti tentativi di proselitismo e conformazionealla massa. Con la vecchiaia, parlando in termini generali, perché purtroppo non tutti i casi specifici sono così, gli esseri umani tornano in un certo senso al loro stato puro, non hanno più la bramosia del successo, del potere, non sono più condizionati dall’effimero come lo potevano essere stati da adulti”.

Secondo il Papa anche un corrotto pentito, però, può dare il suo contributo alle nuove generazioni. “E attenzione – aggiunge -: anche un vecchio pentito, che anni prima aveva fatto parte dei corrotti, può diventare utile per la crescita dei giovani. Quel vecchio, infatti, ha conosciuto i meccanismi della corruzione e li ha riconosciuti, così può indicare al giovane come non cascarci dentro, condividendo con lui l’esperienza, e spiegare come non fare la sua stessa fine. Torniamo quindi all’importanza della testimonianza”.

 

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/19/papa-francesco-la-mancanza-di-lavoro-per-giovani-e-peccato-sociale-loro-non-si-abituino-alla-corruzione/4235655/