Tra gli schiaffoni che ultimamente ha preso Salvini il più bello è quello di Papa Francesco: celebrerà una messa per i migranti e i loro soccorritori! …E se dà il via alla cerimonia con un bel “bacioni” lo voglio santo subito…!

 

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Tra gli schiaffoni che ultimamente ha preso Salvini il più bello è quello di Papa Francesco: celebrerà una messa per i migranti e i loro soccorritori! …E se dà il via alla cerimonia con un bel “bacioni” lo voglio santo subito…!

Già nell’Angelus di domenica scorsa, come spesso capita, Papa Francescoaveva detto la sua sulla situazione dei migranti. Oggi, però, è arrivato l’annuncio di una messa dedicata ai profughi e a tutte le persone che soccorrono le persone in difficoltà. L’impegno umanitario sarà il tema della celebrazione in programma lunedì prossimo (8 luglio) nella Basilica di San Pietro. Saranno ospitate circa 250 persone, tra chi ha affrontato i lunghi viaggi per arrivare in Europa (con tutte le annesse difficoltà del caso) e chi si opera quotidianamente per dare aiuto a queste persone.

«In occasione del sesto anniversario della visita a Lampedusa, lunedì 8 luglio – ha annunciato il direttore della Sala stampa vaticana Alessandro Gisotti-, il Santo Padre Francesco celebrerà una Messa per i Migranti, alle ore 11.00, nella Basilica di San Pietro». Nel 2013, infatti, Papa Francesco andò in visita nell’isola teatro dei più importanti sbarchi nel Mediterraneo, portando solidarietà non solo agli esseri umani che avevano affrontato viaggi irti di difficoltà per fuggire da guerre e carestie, ma anche a tutti gli operatori che si erano adoperati affinché fosse garantita loro dignità e sicurezza.

Papa Francesco celebrerà messa per migranti e soccorritori

Alla messa di lunedì 8 luglio parteciperanno circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono impegnati per salvare la loro vita. «Il Santo Padre – spiega ancora Alessandro Gisotti – desidera che il momento sia il più possibile raccolto, nel ricordo di quanti hanno perso la vita per sfuggire alla guerra e alla miseria e per incoraggiare coloro che, ogni giorno, si prodigano per sostenere, accompagnare e accogliere i migranti e i rifugiati».

Una cerimonia riservata

Una cerimonia che sarà, dunque, riservata ma che sarà trasmessa in diretta da Vatican Media, senza – però, la possibilità di accesso per i giornalisti all’interno della Basilica. Alla messa, presieduta da Papa Francesco all’Altare della Cattedra, prenderanno parte solo le persone invitate dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, a cui Bergoglio ha affidato la cura dell’evento.

 

fonte: https://www.giornalettismo.com/papa-francesco-messa-soccorsi/

Ancora accuse pesanti di Papa Francesco all’Europa ed a Salvini: “Porti aperti allearmi e chiusi alle persone” – “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”

 

Papa Francesco

 

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Ancora accuse pesanti di Papa Francesco all’Europa ed a Salvini: “Porti aperti allearmi e chiusi alle persone” – “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”

Il Papa striglia l’Europa (e Salvini) “Porti aperti alle armi e chiusi alle persone”

Il jʼaccuse del Pontefice: “Lʼira di Dio si scatenerà su chi parla di pace e vende munizioni”. Poi rivela: “Il prossimo anno voglio andare in Iraq”

“Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che pero’ apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini”. Lo ha detto il Papa all’udienza con la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali.
“Non posso qui non menzionare i migranti e i profughi che raggiungono i maggiori aeroporti con la speranza di poter chiedere asilo o trovare un rifugio, o che sono bloccati in transito”. Lo ha detto Papa Francesco ai partecipanti all`Incontro mondiale dei Cappellani dell`Aviazione civile. “Invito sempre le Chiese locali alla dovuta accoglienza e sollecitudine nei loro confronti, pur se si tratta di una responsabilità diretta delle Autorità civili. Fa parte anche della vostra cura pastorale vigilare che sia sempre tutelata la loro dignità umana e siano salvaguardati i loro diritti, nel rispetto della dignità e delle credenze di ciascuno. Le opere di carità nei loro confronti costituiscono una testimonianza della vicinanza di Dio a tutti i suoi figli”.
L’Iraq – ha detto il Papa nell’udienza alla Roaco, la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali – “possa guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della societa’, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali”. “E non dimentico l’Ucraina – ha aggiunto il Papa ripercorrendo le aree piu’ ‘calde’ del pianeta -, perche’ possa trovare pace la sua popolazione, le cui ferite provocate dal conflitto ho cercato di lenire con l’iniziativa caritativa alla quale molte realta’ ecclesiali hanno contribuito. In Terra Santa – ha proseguito il pontefice -, auspico che il recente annuncio di una seconda fase di studio dei restauri del Santo Sepolcro, che vede fianco a fianco le comunita’ cristiane dello Statu quo, si accompagni agli sforzi sinceri di tutti gli attori locali ed internazionali perche’ giunga presto una pacifica convivenza nel rispetto di tutti coloro che abitano quella Terra, segno per tutti della benedizione del Signore”

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/06/10/il-papa-striglia-l-europa-e-salvini-porti-aperti-alle-armi-e-chiusi-alle-persone-2042658.html

Papa Francesco: non lasciarsi rubare la fraternità da chi alimenta divisioni… A qualcuno, un politico molto in alto, fischieranno non poco le orecchie…

 

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Papa Francesco: non lasciarsi rubare la fraternità da chi alimenta divisioni… A qualcuno, un politico molto in alto, fischieranno non poco le orecchie… 

La «ricchezza» di un popolo è formata dai «suoi mille volti, culture, lingue e tradizioni». Bisogna essere attenti a non lasciarsi «rubare la fraternità dalle voci e le ferite che alimentano la divisione». È l’appello che papa Francesco lancia nell’omelia della Messa a Sumuleu Ciuc, al santuario mariano meta di pellegrinaggi dei fedeli romeni di lingua ungherese e anche della confinante Ungheria.

La «ricchezza» di un popolo è costituita dai «suoi mille volti, culture, lingue e tradizioni», dice il Pontefice, invitando a non lasciarsi «rubare la fraternità dalle voci e le ferite che alimentano la divisione e la frammentazione. Le complesse e tristi vicende del passato non vanno dimenticate o negate – sottolinea – ma non possono nemmeno costituire un ostacolo o un argomento per impedire una agognata convivenza fraterna».

Il riferimento è alle storiche tensioni tra romeni e ungheresi intorno alla regione. Ma non sfugge il riferimento (conoscendo Papa Francesco, voluto, molto voluto) alla situazione politica Italiana…

Soprattutto se ricordiamo le recenti prese di posizione:

Papa Francesco non ci sta – Ma quale “Prima gli italiani”, i veri Cristiani dicono “Prima gli ultimi”…!
Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”
Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”
“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… 
Migranti, il Papa contro i politici: “Chi fomenta la paura provoca violenza e xenofobia” 

 

Pedofilia – L’emerito Ratzinger dà la colpa al ’68: “il collasso morale cominciò allora” …Crediamo sia il caso di ricordare all’Emerito lo scandalo del Coro Ratisbona diretto fratello Georg Ratzinger: centinaia di bambini molestati ben prima del ’68…!

 

Pedofilia

 

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Pedofilia – L’emerito Ratzinger dà la colpa al ’68: “il collasso morale cominciò allora” …Crediamo sia il caso di ricordare all’Emerito lo scandalo del Coro Ratisbona diretto fratello Georg Ratzinger: centinaia di bambini molestati ben prima del ’68…!

La denuncia in un testo del Papa emerito: «Fu teorizzata l’idea che fosse giusta». Sono 18 pagine di «appunti», pubblicati sul mensile tedesco Klerusblatt dopo averne parlato con Papa Francesco. Sferzano i ritardi della Chiesa: «Per molto tempo troppo garantismo a favore dei preti accusati», ma soprattutto trova il capo espiatorio di tutti i mali nella rivoluzione culturale del ’68.

Benedetto XVI denuncia un vero e proprio “collasso morale”, avvenuto a partire dal 1968, e dal quale dipende “anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente”. “Mi sono sempre chiesto – scrive Ratzinger – come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accettarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l’enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico furono una conseguenza di tutti questi processi”. Nello stesso periodo iniziò anche “un collasso della teologia morale cattolica che ha reso inerme la Chiesa di fronte a questi processi della società”.

Vorremmo però ricordare all’Emerito un caso che ha origini ben prima del famigerato ’68.: il caso del Coro Ratisbona. Centinaia di bambini molestati e Georg Ratzinger che sapeva tutto.

Leggiamo da La repubblica di due anni fa:

Coro Ratisbona: 547 bambini vittime di violenza. Legale, Georg Ratzinger sapeva

Secondo il rapporto fatto dall’avvocato Ulrich Weber su incarico della Chiesa, 67 subirono anche abusi sessuali. Il fratello del papa emerito Benedetto XVI, è stato direttore del coro per trenta anni, tra il 1964 e il 1994.

Sono almeno 547 i bambini che, tra il 1945 e l’inizio degli anni ’90, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona, Il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto per trent’anni dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

A fornire questi numeri è stato l’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sullo scandalo, nel documento finale in cui indica che, in quel lungo periodo, bambini e ragazzi subirono violenze corporali e 67 violenze sessuali, in alcuni casi entrambe. L’indagine ha permesso di identificare 49 responsabili, anche se difficilmente ci saranno processi perché i reati sono prescritti. Nel precedente rapporto del gennaio 2016 Weber aveva riferito solo di 231 casi di abusi e maltrattamenti, con stupri, percosse e privazione del cibo.

Il rapporto del legale Ulrich attribuisce a Georg Ratzinger, delle “corresponsabilità”. Nella conferenza stampa di oggi a Ratisbona, in cui è stato presentato il rapporto, il legale, secondo la Dpa, ha affermato che all’ex direttore del coro va “rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse”.

Per decenni secondo il rapporto si sarebbe creato un “sistema della paura”. L’avvocato Weber parla di una “atmosfera infernale” che si respirava nella istituzione del coro tedesco e chiama in causa il vescovo di ratisbona Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona nel 2010, per il modo in cui ha gestito la vicenda subito dopo le prime denunce, criticando in particolare il fatto di non aver cercato il dialogo con le vittime e di non aver chiarito cosa stesse accadendo nella scuola del coro. Peter Schmitt, rappresentante del gruppo di presunte vittime, ha elogiato il lavoro di Weber per avere contribuito a portare alla luce i casi di violenze e maltrattamenti ma ha anche avvertito che resta una “area scura” di vittime anonime che non hanno avuto il coraggio di descrivere le esperienze subite.

“Le vittime – si legge nel nuovo rapporto sulla vicenda – hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l’inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della loro vita, caratterizzato da paura e violenza”. Dopo le denunce degli anni scorsi, la diocesi ha iniziato a cooperare con l’inchiesta sugli abusi lo scorso anno e dovrà pagare un indennizzo di 20mila euro a ciascuna vittima, in maggioranza, alunni della terza e quarta elementare.

Il fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, è stato direttore del coro per trenta anni, tra il 1964 e il 1994. “Se fossi stato a conoscenza dell’eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (…) Mi scuso con le vittime”, disse in un’intervista del 2010 alla stampa tedesca, ammettendo comunque di aver anche lui dato qualche schiaffo durante i primi anni da direttore. Fra le esibizioni più famose dei Regensburger Domspatzen (i “passeri” del Duomo di Ratisbona fondati mille anni fa), quello per la presa di possesso del titolo di arcivescovo di Monaco del fratello, quello per la visita di Elisabetta II nel 1978 e per quella di Giovanni Paolo II nel 1980.

Per gli abusi due religiosi erano già finiti davanti alla giustizia tedesca: si tratta di un ex insegnante di religione e vicedirettore dell’omonimo ginnasio-liceo, cacciato nel 1958, e di un ex direttore del convitto condannato nel 1971. Entrambi sono morti nel 1984.

(Qui l’articolo di La Repubblica)

Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”

 

 

Papa Francesco

 

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Un’altra lezione di Papa Francesco all’Italia neofascista: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”

Papa Francesco: “Non dire ‘migranti’, ma ‘persone migranti’. E’ più rispettoso”

Bergoglio: “Migranti è un aggettivo, le persone sono sostantivi. Noi siamo caduti nella cultura dell’aggettivo, usiamo tanti aggettivi e dimentichiamo tante volte i sostantivi, cioè la sostanza”.

E’ ancora il tema delle migrazioni e delle sofferenze delle persone che fuggono da guerre, violenze, persecuzioni o carestie a tenere banco nell’agenda di Papa Francesco. A tre giorni dal suo rientro in Vaticano Bergoglio ha parlato del suo ultimo viaggio apostolico in Marocco, paese islamico con il quale ha stretto un’impostante amicizia anche per il ruolo che gioca nei confronti dei migranti. “Alcuni di loro hanno testimoniato che la vita di chi emigra cambia e ritorna a essere umana quando trova una comunità che lo accoglie come persona. Questo è fondamentale”, ha sottolineato il Santo Padre spiegando che proprio a Marrakech, nel dicembre scorso, è stato ratificato il ‘Patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare’, “passo importante verso l’assunzione di responsabilità della comunità internazionale”.

“Come Santa Sede – ha continuato Papa Francesco – abbiamo offerto il nostro contributo che si riassume in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Non si tratta di calare dall’alto programmi assistenziali, ma di fare insieme un cammino attraverso queste quattro azioni, per costruire città e Paesi che, pur conservando le rispettive identità culturali e religiose, siano aperti alle differenze e sappiano valorizzarle nel segno della fratellanza umana”. “La Chiesa in Marocco – ha aggiunto Francesco – è molto impegnata nella vicinanza ai migranti; perciò ho voluto ringraziare e incoraggiare quanti con generosità si spendono al loro servizio realizzando la parola di Cristo: ‘Ero straniero e mi avete accolto'”.

Poi, parlando a braccio durante l’udienza dedicata al suo viaggio in Marocco, Bergoglio ha dichiarato: “A me non piace dire ‘migranti’, a me piace più dire ‘persone migranti‘”. E ancora: “Migranti è un aggettivo, le persone sono sostantivi. Noi siamo caduti nella cultura dell’aggettivo, usiamo tanti aggettivi e dimentichiamo tante volte i sostantivi, cioè la sostanza. L’aggettivo va attaccato alla persona”, ha detto il Papa, esortando a dire: “Una persona migrante”. Poi il Pontefice argentino ha spiegato: “Così c’è rispetto per non cadere in questa cultura dell’aggettivo che è troppo liquida, troppo gassosa”.

fonte: https://www.fanpage.it/papa-francesco-non-dire-migranti-ma-persone-migranti-e-piu-rispettoso/
http://www.fanpage.it/

“Prima gli Italiani è scritto nel Vangelo – ‘ama il prossimo tuo’ significa amare chi ti è più vicino, per una questione di prossimità” …E purtroppo non c’è niente da ridere, l’ha detto il leghista Lorenzo Fontana, Ministro della Repubblica Italiana. Hai capito sig. Bergoglio? Stai zitto e impara!

 

Prima gli Italiani

 

 

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“Prima gli Italiani è scritto nel Vangelo – ‘ama il prossimo tuo’ significa amare chi ti è più vicino, per una questione di prossimità” …E purtroppo non c’è niente da ridere, l’ha detto il leghista Lorenzo Fontana, Ministro della Repubblica Italiana. Hai capito sig. Bergoglio? Stai zitto e impara!

 

Per il ministro Lorenzo Fontana il “prima gli italiani” è scritto nel Vangelo

Ancora una volta è il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana a rilasciare una dichiarazione che entra di diritto nei capolavori della politica contemporanea: “Ci dicono che siamo cattivi cristiani, ma se guardiamo il catechismo capiamo che ‘ama il prossimo tuo’ significa amare chi ti è più vicino, per una questione di prossimità. Prima di tutto dobbiamo far star bene la nostra comunità”.

È Il Fatto Quotidiano a riportare l’ultima prodezza del ministro per la Famiglia ed esponente della Lega Lorenzo Fontana, questa volta nel corso di una iniziativa elettorale a Pisa. Un breve intervento in cui, sostanzialmente, il ministro utilizza il “comandamento dell’amore cristiano” (spesso riassunto nelle parole “ama il prossimo tuo come te stesso”, che compaiono in forme diverse in tutti i Vangeli) per giustificare la politica in tema di immigrazione del governo Conte e del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Sì, so cosa state pensando. Credete sia un errore e avete riletto due volte per accertarvi di aver capito bene. Però davvero per Fontana la linea della Lega, il “prima gli italiani” e i porti chiusi, trova fondamento nell’amare il nostro prossimo come noi stessi, base della dottrina cristiana.

“Ci dicono che siamo cattivi cristiani e descrivono Salvini come il demonio”, argomenta Fontana prima del colpo di genio: “Però bisognerebbe guardare anche il catechismo, dove ci sono due passaggi di cui bisognerebbe tener conto”. Quali? Lo spiega (si fa per dire) sempre il ministro: “Ama il prossimo tuo, quello in tua prossimità. Quindi se io amo le persone che stanno dall’altra parte del mondo e poi mi dimentico della persona del difficoltà e non parlo nemmeno al mio vicino di casa, allora sono un ipocrita”. Cioè, il prossimo nel senso di “quello vicino”, quello che ti somiglia, intende Fontana. Immaginiamo a questo punto che prima o poi ci parlerà del grande comandamento di Gesù Cristo che recita “prima gli italiani”.

Ma non è finita, perché poi Fontana passa al grande classico dell’aiuto “a chi scappa davvero dalla guerra”, per i quali evidentemente si può derogare alla regola della prossimità. Argomenta il ministro: “Come ha detto sempre Salvini, le persone che effettivamente scappano dalla guerra, in particolare le donne e i bambini […] Quando vediamo le pubblicità  (sì, ha detto che li vede nelle pubblicità, ndr) di chi veramente muore di fame in Africa, allora capiamo che non sono quelli che vengono qui”. La chiosa è magistrale: “Quindi ‘ama il prossimo tuo’, cioè quello in tua prossimità. Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità. Perché se abbiamo 4 milioni di poveri non possiamo aiutare gli altri e […] dobbiamo stare attenti a cosa c’è dietro prima di aiutare qualcuno”.

A questo punto è il caso che il nostro buon Fontana incontri quel fesso del sig. Bergoglio e gli spieghi come stanno ralmente le cose… Se non altro per evitargli altre brutte figure la domenica  mattina quando si affaccia alla finestra e si mette a dire fregnacce tipo “solidarietà verso i migranti”

 

 

 

“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

 

Papa Franscesco

 

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“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

Credo che una notizia del genere debba occupare i primi posti tra quelle dei Tg e le prime pagine di tutti i giornali. Il Papa contro la crudele, disumana barbara politica razzista del capo in pectore di questo governo. Papa Francesco contro Salvini… Perchè il Papa è il Papa e se si lascia fotografare con quella spilla non è un caso. È un messaggio chiaro, c’è la volontà di dire la sua su una politica sudicia e intollerante.

Ma, invece, per i Tg l’approfondimento politico è scoprire il colore delle mutande di Virginia Raffaele… Perchè i nostri media quando si tratta di dare notizie contro i potenti del momento…

Da Globalist:

“Aprite i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilletta anti-razzista

Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e impegnato sul fronte dell’accoglienza ha incontrato Bergoglio a Sacrofano

Lui è don Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Venezia), da sempre impegnato in favore degli ultimi, dei poveri e dell’accoglienza.
Così il sacerdote si è avvicinato a Papa Francesco nel corso dell’incontro sulle Migrazioni a Sacrofano e ha raccontato. «Ha visto la spilletta che tenevo in mano e gliene ho spiegato il significato», racconta don Nandino, come riporta l’Avvenire . «Così Francesco l’ha presa e si è fatto scattare una foto tenendola in mano». C’è scritto: “Apriamo i porti!”. Al pontefice, riferisce il sacerdote Veneto, «la spilla deve essere piaciuta perché ha chiesto di tenere per sé quella con cui ci ha regalato l’emozione di questa foto».
Don Capovilla – ha sempre raccontato l’Avvenire – è in prima linea con la sua parrocchia in numerose iniziative d’accoglienza, indistintamente per italiani e stranieri. “non dimentichiamo – dice il sacerdote – che mentre l’attenzione viene spostata sul mare, c’è chi fa finta di non vedere l’altra rotta, quella balcanica, che passa proprio attraverso i nostri territori e ci impegna nel dare assistenza ai tanti profughi che continuano ad arrivare”.
Una settimana fa la rete solidale di cui don Capovilla è uno degli animatori, ha manifestato nel centro di Venezia con oltre tremila persone che hanno voluto esprimere il loro “no” ad ogni forma di odio e discriminazione. “Le parole del Papa – racconta il sacerdote veneto – sono per noi un grande incoraggiamento”.
“Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita”, ha detto Bergoglio durante l’omelia della Messa celebrata venerdì pomeriggio a Sacrofano, per l’apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Cei, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli, dal 15 al 17 febbraio.
L’esortazione è quella a “guardare oltre le avversità del momento, a superare la paura – ha aggiunto Papa Francesco – e riporre piena fiducia nell’azione salvifica e misteriosa del Signore”.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/02/16/aprite-i-porti-papa-franscesco-si-fa-fotografare-con-la-spilletta-anti-razzista-2037563.html

Emanuela Orlandi e quella strana lettera di Roberto Calvi a Papa Giovanni Paolo II scritta 12 giorni prima di essere ammazzato. E dietro storie di strutture segrete anticomuniste finanziate dallo Ior, massoneria e malavita organizzata.

 

Emanuela Orlandi

 

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Emanuela Orlandi e quella strana lettera di Roberto Calvi a Papa Giovanni Paolo II scritta 12 giorni prima di essere ammazzato. E dietro storie di strutture segrete anticomuniste finanziate dallo Ior, massoneria e malavita organizzata.

 

La lettera che Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, morto (assassinato) a Londra nel 1982, scrisse all’allora Papa Giovanni Paolo II, getta un’ombra sull’operato del Vaticano negli anni della guerra fredda. Infatti, sembrerebbe da quello che si legge nella lettera, che molti soldi dello IOR (molti provenienti dalla Mafia e dalla Banda della Magliana) siano stati usati per finaziare movimenti e gruppi “anti-siovetici” in Sud America e nell’Europa dell’Est per accelerare quel processo che ha portato alla caduta del muro di Berlino nel 1989. Questo portò alla crisi dell’Ambrosiano e al malcontento di molti personaggi di dubbia morale, che hanno visto i propri soldi svanire. Personaggi, si suppone, che per riavere indietro in soldi, non si sarebbero fatti problemi a sequestrare una ragazzina, come potrebbe essere il caso di Emanuela Orlandi, per donarla a qualche alto prelato e usare l’accaduto inseguito come ricatto. I soldi della mafia (e non solo), una volta entrati nelle casse del Vaticano da quanto si suppone, sarebbero stati usati dal Papa o dai suoi rappresentanti, per la “causa polacca”, ma il fine può giustificare i mezzi?

Il banchiere Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, caduto in disgrazia, voleva salvarsi la vita e riacquistare il potere  perso attraverso azioni ricattatorie basate sui documenti in essa contenuti. Calvi decise quindi il 5 giugno 1982 (12 giorni prima di essere impiccato) di scrivere direttamente al Papa – Giovanni Paolo II – affinchè intervenga sul cardinal Marcinkus e sullo Ior, la Banca del Vaticano, azionista del Banco Ambrosiano.

Eccone qui uno stralcio significativo:

“Santità, ho pensato molto, molto in questi giorni e ho capito che c’è una sola speranza per cercare di salvare la spaventosa situazione che mi vede coinvolto con lo Ior in una serie di tragiche vicende che vanno sempre più deteriorandosi e che finirebbero per travolgerci irreversibilmente.
Ho pensato molto, Santità, e ho concluso che Lei è l’ultima speranza. Da molti mesi ormai, mi vado dibattendo a destra e a manca, alla disperata ricerca di trovare chi responsabilmente possa rendersi conto della gravità di quanto accaduto e di quanto più gravemente accadrà se non intervengono efficacy e tempestivi provvedimenti essenziali per respingere gli attacchi concentrici che hanno come principale bersaglio la Chiesa e, conseguentemente, la mia persona e il gruppo a me facente capo.
La politica dello struzzo, l’assurda negligenza, l’ostinata intransigenza e non pochi altri atteggiamenti di alcuni responsabili del Vaticano mi danno la certezza che Sua Santità sia poco o male informata di tutto quanto ha per lunghi anni caratterizzato i rapporti intercorsi tra me, il mio gruppo e il Vaticano.

Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonchè delle colpe commessi dagli attuali e precedenti rappresentanti dello Ior, comprese le malefatte di Sindona, di cui ancora ne subisco le conseguenze (Calvi fu ricattato da Sindona, ndr); sono stato io che, su preciso incarico di Suoi autorevole rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti paesi e associazioni politico-religiose dell’Est e dell’Ovest; sono stato io che, di concerto con le autorità vaticane, ho coordinato in tutto il Centro-Sud America la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di ideologie filomarkiste; e sono stato io, infine, che oggi vengo tradito e abbandonato proprio da queste stesse autorità a cui ho rivolto sempre il Massimo rispetto e obbedienza”. 

Insomma, Calvi fa una chiamata di correità nei confronti dello Ior, azionista invasive che ha volute che Calvi aiutasse la politica del Papa contro il comunismo, sia in Europa che in Centro America. Le distrazioni di fondi dal Banco saranno scoperte dai liquidatori in svariati miliardi di lire.

 

 

fonte: http://www.politicamentescorretto.info/2018/11/01/quella-lettera-di-roberto-calvi-a-papa-giovanni-paolo-ii-oggi-santo/

Impeachment per Papa Francesco? L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore Vaticano negli Stati Uniti, ha chiesto al Papa di dimettersi: sapeva di abusi commessi da un Cardinale ma non è intervenuto!

 

Papa Francesco

 

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Impeachment per Papa Francesco? L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore Vaticano negli Stati Uniti, ha chiesto al Papa di dimettersi: sapeva di abusi commessi da un Cardinale ma non è intervenuto!

 

Un arcivescovo ha chiesto al Papa di dimettersi

Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore vaticano negli Stati Uniti, sostiene che Papa Francesco sapesse degli abusi sessuali commessi da un cardinale e non sia intervenuto.

L’arcivescovo italiano Carlo Maria Viganò – dal 2011 al 2016 rappresentante diplomatico della Santa Sede negli Stati Uniti – ha accusato Papa Francesco di essere stato a conoscenza per anni degli abusi sessuali commessi da un cardinale statunitense e di non avere fatto nulla per fermarlo. Viganò ha formulato le accuse in un dossier pubblicato domenica, senza portare prove a loro sostegno. Le sue affermazioni, smentite da alcune delle persone coinvolte nella vicenda, sono state pubblicate da molti siti cattolici di orientamento conservatore, e in Italia dal quotidiano La Verità.

Papa Francesco ha parlato della lettera in aereo, durante il suo ritorno in Italia dal suo viaggio in Irlanda, dove si è scusato ufficialmente per gli abusi compiuti su donne e minori dalla chiesa locale. «Leggete voi attentamente e fatevi un giudizio. Non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parli da sé. Avete la capacità giornalistica per fare le conclusioni. È un atto di fiducia in voi. Vorrei che la vostra maturità professionale facesse questo lavoro».

Secondo le accuse, Papa Francesco era informato fin dal 2013 delle accuse contro il cardinale di Boston Theodore McCarrick, costretto a dimettersi un mese fa dopo la pubblicazione dei risultati di una recente inchiesta interna sugli abusi che aveva commesso nei confronti di alcuni minori. A informare il Papa sarebbe stato lo stesso Viganò, all’epoca nunzio apostolico, cioè ambasciatore del Vaticano, negli Stati Uniti. Viganò avrebbe scritto anche ad altri esponenti della alte gerarchie vaticane, ricordando loro che McCarrick era stato sanzionato dal precedente pontefice, Benedetto XVI, che gli aveva proibito di viaggiare all’estero e di celebrare messa. Viganò sostiene di non aver mai ricevuto risposta.

Le accuse fatte da Viganò non sono provate e in almeno un caso appaiono smentite dai fatti, ha scritto il corrispondente del New York Times dall’Italia Jason Horowitz. Per esempio, non esistono tracce pubbliche delle sanzioni ricevute da McCarrick, che – nonostante quello che scrive Viganò – continuò regolarmente a celebrare messa e a viaggiare all’estero. Il cardinale di Chicago Blase J. Cupich, un alleato di Papa Francesco, ha detto al New York Times di non aver mai sentito parlare di restrizioni nei confronti di McCarrick, e che sarebbe stato compito di Viganò informarne i colleghi americani.

Lo storico e teologo Massimo Faggioli ha scritto della vicenda: «Ci sono in tutto tre Papi tirati in mezzo dalla testimonianza di Viganò. Uno è morto ed è un santo. Quello che ha intrapreso azioni pubbliche contro McCarrick nel 2018 è Papa Francesco. Il resto è una storia piena di buchi, pezzi mancanti, inspiegatiritardi e notevoli silenzi da parte dell’ex nunzio Viganò».

Viganò è da molto tempo un avversario di Papa Francesco e un alleato dei circoli conservatori che osteggiano la sua linea pastorale. Nel 2012, l’allora segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone lo rimosse da un importante incarico amministrativo. In seguito Viganò fu nominato nunzio apostolico negli Stati Uniti sotto Papa Bergoglio, ma, secondo quanto scrive nella sua lettera, fu osteggiato anche in questo nuovo incarico. Il Papa decise di nominare una serie di arcivescovi americani sulla base dei consigli di McCarrick, invece che affidare questo compito a Viganò. Oggi gran parte degli arcivescovi scelti in quel periodo appoggia la linea politica di Francesco, osteggiata da Viganò e dagli altri esponenti più conservatori del clero cattolico.

Nel 2016 Viganò fu rimosso anche da questo nuovo incarico, dopo che, scrive sempre Horowitz: «Quasi riuscì a rovinare il viaggio del Papa negli Stati Uniti, facendogli incontrare faccia a faccia Kim Davies, l’impiegata dello stato del Kentucky che rifiutava di registrare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso». Poco dopo il New York Times e altri giornali pubblicarono una lettera scritta due anni prima dallo stesso Viganò, in cui il nunzio apostolico ordinava di bloccare un’inchiesta interna su un altro caso di abusi sessuali, avvenuto nella diocesi di St Paul e Minneapolis.

Lo scontro tra sostenitori di Papa Francesco e conservatori dura oramai da anni all’interno del Vaticano e si svolge sul piano teologico e politico, ma anche tramite la diffusione di lettere anonime e documenti compromettenti. Peter Isely, una vittima di abusi sessuali intervistata dal New York Times, ha detto che le varie fazioni della chiesa cattolica stanno usando la questione delle violenze sessuali per i loro scopi politici: «La crisi degli abusi sessuali non riguarda se un certo vescovo è un conservatore o un liberale: riguarda la protezione dei bambini».

 

fonte: https://www.ilpost.it/2018/08/27/papa-francesco-vigano-dimissioni/

Papa Francesco l’ultimo Comunista – sempre e solo Lui di fianco alla Gente: La mancanza di lavoro per i giovani è peccato sociale. Loro non si abituino alla corruzione…!

 

Papa Francesco

 

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Papa Francesco l’ultimo Comunista – sempre e solo Lui di fianco alla Gente: La mancanza di lavoro per i giovani è peccato sociale. Loro non si abituino alla corruzione…!

Papa Francesco: “La mancanza di lavoro per i giovani è peccato sociale. Loro non si abituino alla corruzione”

l pontefice si scaglia contro la disoccupazione giovanile durante la riunione pre-Sinodo nel pontificio collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma. Parole che arrivano nella stessa giornata in cui vengono diffuse le anticipazioni del libro – intervista Dio è giovane: “Non devono abituarsi ai corrotti. Quello che lasciamo passare oggi, domani si ripresenterà”

La disoccupazione giovanile è un peccato sociale. Lo dice Papa Francesco durante la riunione pre-Sinodo nel pontificio collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma, rivolgendosi direttamente ai giovani dei diversi continenti. Proprio a loro sarà dedicato il Sinodo convocato per ottobre. “Sarà un appello rivolto alla Chiesa – spiega il pontefice – perché riscopra un rinnovato dinamismo giovanile. Nella Chiesa dobbiamo imparare nuove modalità di presenza e di vicinanza“.

Poi Bergoglio si scaglia contro la disoccupazione giovanile. “I giovani sono spesso emarginati dalla vita pubblica e costretti a mendicare occupazioni che non garantiscono un domani. Troppo spesso siete lasciati soli“, sono le parole del Papa, che ricorda come “in Italia il tasso di disoccupazione giovanile sia al 35% e in alcuni Paesi vicini supera anche il 50%”. Per Papa Francesco “la disoccupazione crea dipendenze e può portare fino al suicidio. Questo è un peccato sociale: la società è responsabile di questo”. Una situazione che Francesco analizza in questo modo: “Mi sembra che siamo circondati da una cultura che, se da una parte idolatra la giovinezza cercando di non farla passare mai, dall’altra esclude tanti giovani dall’essere protagonisti. È la filosofia del trucco, le persone crescono e si truccano per sembrare giovani e allo stesso tempo non fanno crescere i giovani”.

“I giovani – continua sempre Bergoglio – non sono il Premio Nobel della prudenza ma vanno presi sul serio. Troppo spesso si parla di giovani senza interpellarli. Anche le migliori analisi sul mondo giovanile, pur essendo utili, non sostituiscono la necessità dell’incontro faccia a faccia. Qualcuno pensa che sarebbe più facile tenervi a distanza di sicurezza, così da non farsi provocare da voi”.  Ma, avverte sempre il Papa, “non basta scambiarsi qualche messaggino o condividere foto simpatiche. I giovani vanno presi sul serio“.

Parole che arrivano nella stessa giornata in cui vengono diffuse le anticipazioni di Dio è giovane libro-intervista in uscita domani in Italia per Piemme. Un saggio in cui il Papa si scaglia contro la corruzione.”Il corrotto non conosce l’umiltà, riesce sempre a dire non sono stato io e lo fa con una faccia da finto santarellino – “fa la mugna quacia“, come diciamo in dialetto piemontese -, vive nel plagio, si stanca di chiedere perdono e finisce molto presto per smettere di chiederlo”, dice il pontefice nel libro scritto con Thomas Leoncini.  “I corrotti – continua  – sono all’ordine del giorno. Ma i giovani non devono accettare la corruzione come fosse un peccato come gli altri, non devono abituarsi mai alla corruzione, perché quello che lasciamo passare oggi, domani si ripresenterà, finché ci faremo l’abitudine e anche noi ne diventeremo ingranaggio indispensabile”.

“I giovani -prosegue il pontefice . hanno, alla pari degli anziani, la purezza e insieme, giovani e anziani, devono essere orgogliosi di ritrovarsi – puliti, puri, sani – a disegnare un percorso di vita comune senza corruzione. Ci tengo a spiegare bene l’idea di purezza come concetto che accomuna giovani e vecchi. I giovani sono puri perché non hanno conosciuto sulla pelle la corruzione, sono in una certa misura plasmabili dal presente e questo può rivelarsi anche pericoloso, perché la purezza che vivono può trasformarsi in qualcosa di brutto, di impuro, di sporco, soprattutto se devono fronteggiare ripetuti tentativi di proselitismo e conformazionealla massa. Con la vecchiaia, parlando in termini generali, perché purtroppo non tutti i casi specifici sono così, gli esseri umani tornano in un certo senso al loro stato puro, non hanno più la bramosia del successo, del potere, non sono più condizionati dall’effimero come lo potevano essere stati da adulti”.

Secondo il Papa anche un corrotto pentito, però, può dare il suo contributo alle nuove generazioni. “E attenzione – aggiunge -: anche un vecchio pentito, che anni prima aveva fatto parte dei corrotti, può diventare utile per la crescita dei giovani. Quel vecchio, infatti, ha conosciuto i meccanismi della corruzione e li ha riconosciuti, così può indicare al giovane come non cascarci dentro, condividendo con lui l’esperienza, e spiegare come non fare la sua stessa fine. Torniamo quindi all’importanza della testimonianza”.

 

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/19/papa-francesco-la-mancanza-di-lavoro-per-giovani-e-peccato-sociale-loro-non-si-abituino-alla-corruzione/4235655/