Feltri attacca Repubblica per il titolo “Cancellare Salvini”: “è una frase minacciosa che incita al linciaggio”… Dimentica però quando su Libero lui titolava “Per stendere Renzi bisogna sparargli” …Ipocrita o ormai completamente rincoglionito?

 

Feltri

 

 

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Feltri attacca Repubblica per il titolo “Cancellare Salvini”: “è una frase minacciosa che incita al linciaggio”… Dimentica però quando su Libero lui titolava “Per stendere Renzi bisogna sparargli” …Ipocrita o ormai completamente rincoglionito?

Cari colleghi dell’Ordine, stamane il quotidiano Repubblica reca in prima pagina il seguente titolone di apertura: ‘Cancellare Salvini’. Non credo che l’intenzione del titolista fosse quella di cancellare con la gomma il capo della Lega. È una frase minacciosa che incita al linciaggio – scrive Vittorio Feltri nel suo editoriale di oggi -. Cosa sarebbe successo se Libero avesse scritto a caratteri cubitali: ‘Cancellare Segre’? Segnalo a voi, che non leggete i giornali ma processate i giornalisti politicamente scorretti, questa perla democratica e antifascista. Sono curioso di vedere se sanzionerete Carlo Verdelli che pure è un direttore stimabile”.

È quanto afferma il direttore di ‘Libero’, Vittorio Feltri, in un editoriale pubblicato sul quotidiano

“La mia denuncia non intende colpire il direttore Verdelli, che sul suo giornale ha il diritto di adoperare il linguaggio che ritiene più opportuno. A me importa soltanto stabilire la fondatezza di un concetto: la deontologia o la si rispetta tutti, anche se discutibile, oppure che venga archiviata fra le cose inutili, o meglio dannose,” ha sottolineato Feltri.

Ipocrita o ormai completamente rincoglionito?

 Il problema è sempre il pulpito da cui arriva la predica. Perché se è legittimo criticare la scelta fatta da La Repubblica nella sua edizione del 15 gennaio 2020, è opportuno anche ricordare come chi oggi si scaglia contro il quotidiano di  Verdelli non sia esente di colpe.

Il classico “bue che dice cornuto all’asino”…

Insomma, l’indignazione ci poteva anche stare. Ma che ad indignarsi sia Vittorio Feltri… Sì, Feltri, quello che titolò così.

«Per stendere Renzi bisogna sparargli»

Era l’8 novembre del 2017 e su Libero campeggiava il titolone: «Per stendere Renzi bisogna sparargli». Titolo ancor più inequivocabile di quel «Cancellare Salvini» apparso su La Repubblica.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra, certamente. Ma il percorso storico del quotidiano diretto da Vittorio Feltri non consente di salire sul pulpito a dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

La storia è viva nella memoria di tutti, soprattutto quando viene stampato su carta.

Libero ricorda Nilde Iotti: “Era facile amarla, era bella, prosperosa e brava a letto” – Questo succede quando a gente che al massimo potrebbe scrivere sui muri dei cessi degli autogrill, dai un giornale tra le mani…!

 

Nilde Iotti

 

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Libero ricorda Nilde Iotti: “Era facile amarla, era bella, prosperosa e brava a letto” – Questo succede quando a gente che al massimo potrebbe scrivere sui muri dei cessi degli autogrill, dai un giornale tra le mani…!

Il ‘ricordo’ sessista di Nilde Iotti secondo Libero: «Prosperosa, brava in cucina e a letto»

Nilde Iotti è stata un personaggio che ha rappresentato un punto di svolta nella politica italiana. Fu la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente della Camera – e prima a far parte di una delle tre cariche dello Stato italiano – e segnò il primo passo nel coinvolgimento di persone di sesso femminile all’interno del circuito istituzionale nostrano. E non solo quello: le sue battaglie sono riconosciute e hanno riflessi anche al giorno d’oggi nel nostro Parlamento. E a 20 anni esatti dalla sua morte (era il 4 dicembre 1999) ha deciso di omaggiarla con una fiction in onda questa sera (giovedì 5 dicembre). Una cosa che, evidentemente, a Libero non va giù.

La reggina fu il primo volto femminile a rappresentare in toto la sinistra italiana, partendo dal Pci e arrivando ai Ds. E per questo – perché cerchiamo di trovare la motivazione più razionale (seppur irrazionale) il quotidiano di Vittorio Feltri sembra aver deciso di proporre un attacco – sotto forma di ‘ricordo’ – di Nilde Iotti in occasione della messa in onda della fiction Rai ‘Io sono Nilde’. E l’articolo a firma Giorgio Carbone è ricco di riferimenti sessisti.

 Il ‘ricordo’ sessista che Libero fa di Nilde Iotti

«Era facile amarla perché era una bella emiliana simpatica e prosperosa come solo sanno essere le donne emiliane – si legge in prima pagina su Libero -. Grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede a una donna». Poi il ‘ricordo’ prosegue citando Togliatti e continua con un attacco alla sinistra storica. Il tutto, alla fine, per attaccare Nilde Iotti utilizzando la sponda della fiction Rai in onda giovedì sera.

E il giornalista ha modo anche di proseguire la sua mozione sessista facendo un paragone tra Nilde Iotti e Anna Foglietta, l’attrice scelta per interpretare la più longeva presidente della Camera dei deputati della storia della nostra Repubblica: «Anna Foglietta, chiamata a raffigurarla sul piccolo schermo (buona scelta, una romana bella e soda, chiamata a interpretare la più in vista della campagna per il divorzio)».

 

tratto da: https://www.giornalettismo.com/nilde-iotti-libero-sessismo/?fbclid=IwAR3WrFX5I7CgAQGl5bslKhzrhm56_yM8MOTqzSL9mwDCBOmtTY17seiIYMk

Libero, titolo indecente sul Papa che “prega per salvare il governo” – Che poi, quando il cuore immacolato della Madonna faceva crepare i migranti in mare andava tutto bene…

 

Libero

 

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Libero, titolo indecente sul Papa che “prega per salvare il governo” – Che poi, quando il cuore immacolato della Madonna faceva crepare i migranti in mare andava tutto bene…

 

Ma si rendono conto che è un giornale che sprizza razzismo e intolleranza in quasi tutti i titoli?

Dalla “patata bollente” della Raggi, “cala il fatturato ma aumentano i gay” e poi i ‘terroni’, i migranti che portano le malattie, il governo rosso che ci fa invadere dai neri.

E che altro?

“Non ricordiamo se l’Ordine dei Giornalisti avesse preso provvedimenti nei confronti del Manifesto quando titolò “Pastore tedesco” la prima pagina dell’edizione in cui dava notizia dell’elezione di Papa Benedetto XVI al soglio pontificio. Né tantomeno siamo in grado di ricostruire se all’epoca Carlo Verna si fosse indignato al punto da trasformarsi in hater di giornalisti, purché non appartenenti alle correnti di sinistra che lo hanno votato”.

Lo afferma il Comitato di Redazione del quotidiano Libero in risposta alla dichiarazioni del presidente dell’Odg.

“La tolleranza a senso unico proprio non coincide con le parole pronunciate da Papa Francesco durante l’omelia a Santa Marta ieri 16 settembre 2019: ‘si deve pregare per l’altro, per quello che ha un’opinione diversa dalla mia’. Speriamo che l’OdG non intenda darsi alla caccia alle streghe con il pretesto di punire il vilipendio alla religione cattolica attraverso l’offesa al Papa. Anche perché nell’articolo e nel titolo finiti sotto la lente del Sant’Uffizio dei giornalisti non ve n’era traccia”.

Per carità. Il Cdr di Libero deve difendere i posti di lavoro dei giornalisti che ricevono lo stipendio da quel giornale.

Tuttavia ci vuole un bel coraggio nel difendere una testata che è andata oltre ogni limiti per più volte e usa questo metodo per solleticare la pancia dei lettori reazionari.

Nessuna caccia alle streghe. Ci vorrebbe serietà. Non difendere gli indifendibili Feltri e Senaldi.

Le parole che hanno così tanto fatto infuriare Libero sono state quelle di Carlo Verna, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che ha detto: “Perdona loro perché non sanno quello che dicono. Di fronte alla mancanza di un minimo senso di rispetto del quotidiano Libero nei confronti di Papa Francesco e sulla base del titolo del giornale di cui e’ direttore responsabile Pietro Senaldi e direttore editoriale Vittorio Feltri (‘Non ha di meglio da fare, adesso il Papa prega per il governo’) non posso far altro che chiedere scusa al Pontefice a nome della categoria.

Aggiungendo, parafrasando dalle scritture: “noi non li conosciamo”. A prescindere da qualunque Consiglio di Disciplina abbiamo il diritto di ritenerli estranei alla comunità dei giornalisti. Aggiungo solo che da sempre la Chiesa prega per i governanti”.

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2019/09/17/libero-titolo-indecente-sul-papa-e-il-cdr-si-difende-caccia-alle-streghe-2046490.html

Nuovo scoop di Libero: Carola sotto la maglietta non porta il reggiseno… Non è uno scherzo. E questo è quello che succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei gabinetti degli autogrill…

 

Libero

 

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Nuovo scoop di Libero: Carola sotto la maglietta non porta il reggiseno… Non è uno scherzo. E questo è quello che succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei gabinetti degli autogrill…

Testuale da Libero:

Sea Watch, Carola Rackete senza reggiseno in Procura: sfrontatezza senza limiti, il dettaglio sfuggito a molti

Sfrontatezza politica e sfrontatezza personale. Carola Rackete, che fonti tedesche riferiscono essere tornata in Germania subito dopo l’interrogatorio ad Agrigento, giovedì si è presentata in Procura con il sorriso stampato sul volto, accompagnati dai suoi legali. Non paga di nuove sprezzanti dichiarazioni contro Matteo Salvini (che ha querelato) e il governo italiano, la 31enne capitana della Sea Watch indagata per favoreggiamento di immigrazione clandestina per lo sbarco effettuato a fine giugno a Lampedusa ha sfoggiato una maglietta aderente nera a metà tra il marinaretto e il kombat, in perfetto stile Ong.

Sobria sì, ma con un dettaglio decisamente fuori luogo: niente reggiseno. Un po’ di decenza in più in un luogo pubblico non avrebbe guastato, anche se per chi venera il concetto di libertà anche in spregio alla legge o l’autorità militare, in fondo, quella del seno è l’ultimo dei pensieri.

Ogni commento è superfluo. questo è quello che succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei cessi degli autogrill…

Libero colpisce ancora: insulta Greta Thunberg in prima pagina (come fa con tutte le donne)… Ora la domanda è questa: quanto si può essere idioti per comprare una porcheria come questa specie di giornaletto?

 

Libero

 

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Libero colpisce ancora: insulta Greta Thunberg in prima pagina (come fa con tutte le donne)… Ora la domanda è questa: quanto si può essere idioti per comprare una porcheria come questa specie di giornaletto?

Da Globalist:

Anche questa volta Libero se la prende con una donna in prima pagina. Si tratta di Greta Thunberg, la leader ambientalista svedese, 16 anni, coraggiosa e determinata, in questi giorni è in Italia per tenere alcune conferenze. Ieri ha incontrato il Papa. Sul ruolo che possono avere i giovani a difesa dell’ambiente, Greta ha detto: “Ci sono molte cose che i giovani possono fare per migliorare la situazione: soprattutto fare pressione sulle persone al potere e sugli adulti, perché sono coloro che possono avere più influenza. Ma ci sono anche cose che si possono fare a livello individuale per cambiare le proprie abitudini, cercando di vivere nel modo più neutro possibile dal punto di vista delle emissioni di carbonio”. “La cosa più importante che possono fare è cercare di capire la portata della situazione, che cosa sta succedendo e il motivo per cui devono lottare per fermare ciò che sta avvenendo – ha aggiunto la 16enne – Non mi dispiace fare quello che faccio. Sul piano personale sono contenta di fare qualcosa che è importante, per cui mi sento necessaria”.
Oggi la ragazza parlerà al Senato Italiano.
Libero stamane le ha dato il buon giorno definendola “rompiballe”. Che gran giornalismo!

…La domanda che ci facciamo è: quanto si può essere idioti per comprare una porcheria del genere?

 

 

“Libero” attacca Fiorella Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini” …insomma una medaglia al merito! Un motivo in più per stimarla ed amarla sia come cantante che come persona…!

 

Fiorella Mannoia

 

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“Libero” attacca Fiorella Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini” …insomma una medaglia al merito! Un motivo in più per stimarla ed amarla sia come cantante che come persona…!

Beh, un motivo per cui la direzione del Festival di Sanremo è stata affidata a Baglioni e non a Feltri ci deve pur essere. E Libero se ne faccia una ragione; i  gionalettari di Feltri tornino a dilaniarsi quella manciata di neuroni che si ritrovano sul pil che cala per colpa dei gay… Non apprezzano la Mannoia? La Mannoia è contro Salvini? Tutte medaglie al merito che la nostra Fiorella potrà ostentare con orgoglio!

Da Globalist:

“Libero” attacca Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini”

Fiorella, oltre a Eros Ramazzotti e molti altri, invitata da Claudio Baglioni. Il quotidiano non gradisce

Claudio Baglioni ha invitato Fiorella Mannoia tra gli ospiti del 69esimo di Sanremo (martedì 5- sabato 9 febbraio). È una delle migliori interpreti di musica italiana, passata dal festival nel 2017 dove arrivò seconda (molti la davano per vincitrice), ha nelle radio e in digitale il singolo “Il peso del coraggio”, brano che prelude al nuovo album “Personale” in uscita in primavera e alla tournée da maggio tappa nei teatri della penisola.

Agli ospiti si è aggiunto il nome di Eros Ramazzotti che quindi si affianca al parterre che prevede Andrea Bocelli e suo figlio Matteo, Luciano Ligabue, Pierfrancesco Favino, Antonello Venditti, Elisa, Giorgia, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Michelle Hunziker.
Ma è la Mannoia a far infuriare la destra: così titolava online il quotidiano Libero: “Sanremo 2019 sempre più contro Matteo Salvini: arriva anche Fiorella Mannoia”. Ai giornalisti del quotidiano, e al vicepremier, non va giù che la cantante sia “schieratissima contro la Lega” e attaccano Claudio Baglioni per averla invitata: “toh che caso”, scrive sarcastico online Libero. Perché non pensarla come Salvini è un peccato mortale.

Sempre su Sanremo, Enrico Nigiotti si aggiudica il Premio Lunezia per il testo di Nonno Hollywood, riconoscimento sui testi dei big in gara e dei 24 giovani che si sono sfidati a dicembre su Rai1.

fonte: https://www.globalist.it/musica/2019/02/02/libero-attacca-mannoia-ospite-a-sanremo-e-contro-salvini-2036880.html

Luciana Littizzetto dice la sua sul titolo di Libero sui gay… Fantastica!

 

Luciana Littizzetto

 

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Luciana Littizzetto dice la sua sul titolo di Libero sui gay… Fantastica!

“Non so se avete letto il titolo di Libero sui gay. Hanno scritto ‘Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay’. Poi hanno aggiunto ‘C’è poco da stare allegri’ ed è proprio quello che ho pensato io leggendo quel titolo. Essendo Libero è già andata bene. Per loro poteva anche essere ‘Ai gay non piace il Pil’ o ‘I gay le entrate le vogliono tutte loro’.
Adesso aspetto Povia con una nuova canzone ‘Luca era gay e abbassava il Pil’.

Io non riesco a capire il nesso. Cosa vuol dire? Non ha nessun senso.Se aumentano i Cecchi Paone e i Tiziani Ferri o i Dolce e Gabbana (che non fanno cavolate con la Cina), per noi è solo un beneficio. – ha continuato Luciana Littizzetto –  A questo punto io esporterei i gay. Guarda che con un solo Malgioglio all’estero noi sistemiamo il deficit dell’Italia.

Ma a questo punto voglio dare dei titoli io a Libero, così non si sforzeranno la prossima volta. “Allarme polveri sottili a Milano, ma è pieno di lesbiche”, “Matera capitale della cultura, ma aumentano le ascelle pezzate sul tram”, “Spaventosa eruzione del Fujiyama, l’Atalanta in zona Champions”, “Piove, colpa dei neri”, “Gli extraterresti sbarcano a Viterbo, gli zingari vanno in giro con le Mercedes”, “Meno sbarchi, meno tasse, Saviano si f*tta”, “Export giù del 3,6%, ma Renzi ce l’ha piccolo”, “Il principe Harry sposa Meghan e i vegani hanno rotto le pa**e”.

Questo è un titolo cretino e omofobo, oppure chi l’ha scritto è incapace di intendere e volere. Ma chi li scrive i titoli di Libero? Diabolik?”

C’è davvero poco da stare allegri – Se il giornalismo Italiano è questo, siamo proprio nella cacca…!

 

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C’è davvero poco da stare allegri – Se il giornalismo Italiano è questo, siamo proprio nella cacca…!

 

Libero dà il buongiorno a modo suo al popolo italiano: disgustoso, nauseante, stomachevole, ripugnante, sudicio, come solo i giornalisti (?) di questo immondo quotidiano sanno essere…

Ecco l’articolo di Filippo Facci in cui si collegano: stagnazione economica e presunto aumento degli omosessuali…!

A caratteri cubitali, infatti, il titolo di apertura del giornale è a dir poco curioso: «Calano fatturato e pil ma aumentano i gay». Con tanto di sommario («C’è poco da stare allegri») e di spiegazione: l’economia soffre, ma gli unici a non sentire crisi sono gli omosessuali: crescono in continuazione.

Che cosa c’entrino la crisi economica e il crollo del pil con l’aumento del gay, è difficile da capire… Se non hai letame, ma proprio tanto letame, al posto dei neuroni…

Ma la cosa più triste, purtroppo, è che nel nostro paese c’è ancora qualche povero idiota che va in edicola a comprare questa porcheria…

C’è davvero poco da stare allegri – Il giornalismo Italiano è questo… Siamo proprio nella MERDA…!

By Eles

Vergognoso titolo bufala di Libero: “Torna il colera a Napoli. Lo hanno portato gli immigrati” – D’altra parte questo succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei cessi degli Autogrill…

 

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Vergognoso titolo bufala di Libero: “Torna il colera a Napoli. Lo hanno portato gli immigrati” – D’altra parte questo succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei cessi degli Autogrill…

 

Squallido, vergognoso, indegno titolo bufala di Libero “Torna il colera a Napoli, lo hanno portato gli immigrati”.

Ma esiste in Italia un ordine dei giornalisti, o questi possono scrivere qualunque puttanata?

Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri, con direttore responsabile Pietro Senaldi, torna a far discutere per il titolo di apertura, con cui come già in altre occasioni, ribadisce il legame tra il fantomatico fenomeno migratorio e il ritorno in Italia di malattia debellate da tempo.

La notizia
Il lancio si riferisce ad una notizia effettivamente avvenuta nel napoletano: presso l’ospedale Cotugno sono stati registrati due casi di colera. «Il vibrione è stato isolato nelle feci di un piccolo paziente di 2 anni, trasferito dal Santobono, e sulla mamma, rientrati da un viaggio in Bangladesh. Immediatamente è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli», ha comunicato Antonio Giordano, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera dei Colli Monaldi-Cotugno-Cto, precisando che «i contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria. Attualmente, entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie. La situazione è del tutto sotto controllo».

L’editoriale
Di ben altro tenore è la versione del quotidiano diretto da Pietro Senaldi, che già in passato aveva lanciato infondati e farneticanti allarmi sulle malattie portate dai migranti. «Il nostro allarme era reale: più migranti, più malattie. Quando denunciammo il problema, fummo accusati di razzismo. Però i fatti lo dimostrano: importiamo patologie che avevamo debellato», si legge in un editoriale nelle pagine interne di Libero. Lo stesso direttore cita uno studio della Società italiana malattie tropicali, secondo cui «il 70 per cento della popolazione carceraria è affetta da una malattia cronica. La situazione sanitaria è precipitata a causa del sovraffollamento, dovuto al costante aumento dei detenuti di origine straniera, ormai oltre il 33 per cento. Quando questi usciranno, malati, si trasformeranno in untori esattamente come gli immigrati che arrivano da zone sottosviluppate nel mondo».

Le reazioni
L’esistenza di un’emergenza colera a Napoli è però stata smentita dalle autorità: «A Napoli non c’è alcuna emergenza colera e la situazione è stata gestita al meglio nelle strutture sanitarie che hanno preso in carica le due persone malate: il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, il Santobono e il Cutugno». A dirlo il consigliere regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, che sta seguendo personalmente la situazione in costante contatto con i direttori degli ospedali coinvolti e con gli sfortunati protagonisti in via di guarigione.

«Al di là delle speculazioni giornalistiche, come quella del vergognoso titolo di Libero, c’è una situazione sotto controllo che non crea alcun pericolo perché tutte le persone che in qualche modo sono entrate in contatto con la donna e il bambino sono state controllate e sottoposte alle cure del caso per scongiurare ogni possibilità di contagio», ha aggiunto Borrelli per il quale «questa vicenda ha dimostrato l’efficienza della rete ospedaliera campana che, in questo caso, ha funzionato alla perfezione». Non sono mancati dunque gli attacchi, giunti talvolta a livello di insulti e minacce, contro il giornale, anche da parte di personaggi noti: dal giornalista Antonello Piroso allo scrittore Maurizio De Giovanni fino a Chef Rubio, sui social network si è diffusa rapidamente l’indignazione. E non è mancato nemmeno l’Ordine dei giornalisti, che si è subito attivato.

Filippo Facci (Libero): ‘I grillini morbo incurabile, vanno eliminati senza complimenti’ …E come non dargli ragione: non vanno a puttane, non finanziano la mafia, non corrompono giudici, non evadono le tasse, non si fanno leccare il c… da giornalisti improbabili… veramente gente di m….!

 

Filippo Facci

 

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Filippo Facci (Libero): ‘I grillini morbo incurabile, vanno eliminati senza complimenti’ …E come non dargli ragione: non vanno a puttane, non finanziano la mafia, non corrompono giudici, non evadono le tasse, non si fanno leccare il c… da giornalisti improbabili… veramente gente di m….!

Come sbavano i lacché di Silvio…

Dopo Sallusti e Feltri, è il turno di Filippo Facci a sbraitare contro i cinquestelle, evidentemente rei di non andare a puttane (preferibilmente minorenni), non finanziare la mafia, non corrompere giudici, non comprare senetori, non evadere le tasse, non farsi leccare il c… da giornalisti improbabili… veramente non i loro “tipi”…

Giusto per capire il personaggio, ecco qualche esternazione del Facci:

  • Enzo Biagi, uno che piace solo alle vecchie e ai deficienti.
  • Ho il massimo disprezzo per la maggioranza di quelli che io ritengo essere i grillini, i grillanti o quelli che volete.
  • Io odio l’Islam, tutti gli islam, gli islamici e la loro religione più schifosa addirittura di tutte le altre…
Filippo Facci: ‘I grillini morbo incurabile, vanno eliminati senza complimenti’

I giornali di centrodestra ancora all’attacco contro i 5 Stelle.

Dopo Sallusti e Feltri, è il turno di Filippo Facci, che su Libero supera ogni limite parlando di “Grillini morbo incurabile” che “vanno eliminati senza complimenti”.

Giornalettismo, testata online spesso critica nei confronti del M5S, commenta così l’editoriale di Facci:

“Il giornalista vuole esprimere la sua distanza nei confronti dei politici e degli elettori del Movimento 5 Stelle. Ma lo fa in una maniera radicale, eliminando qualsiasi possibilità di confronto con loro. In un passaggio, addirittura, sembra criticare l’essenza stessa del meccanismo democratico: «Continuare a esaltare lo strumento democratico in ogni sua declinazione possibile (milioni di voti compresi) – scrive Facci – non può impedire di pensare che tizio o caio sia un perfetto cretino e che milioni di lemuri lo siano di conseguenza».

Il riferimento, quindi, sembra essere piuttosto esplicito agli 11 milioni di voti raccolti dal Movimento 5 Stelle: gli elettori si trasformano, nella visione di Facci, in un gruppo di scimmie del Madagascar. Né più, né meno. Il giornalista di Libero sottolinea come non riesca a intrattenere una conversazione normale con gli elettori del Movimento 5 Stelle, citando Jep Gambardella ne La Grande Bellezza («dopo una certa età non mi va di perdere tempo a fare cose che non mi va di fare»).”

Poi l’attacco a Paola Taverna, senza però citarla:

“Non cita il suo nome, ma la sua carica: Paola Taverna è da poco stata eletta vice-presidente del Senato. Allora sembra chiaro il riferimento a lei quando Facci scrive di «pescivendole che presiedono emicicli».”

E a Rocco Casalino, responsabile della comunicazione dei 5 Stelle:

“Così come il giornalista si stupisce di tanti suoi colleghi che un tempo facevano gli inviati in Medio Oriente e che ora «sono costretti a mendicare dichiarazioni da Rocco Casalino».”

La rabbia di Facci, osserva Giornalettismo, “si può incanalare quasi in un rifiuto della realtà dei fatti, nel non voler rispettare le regole di un gioco a cui si è partecipato perdendo.”

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2018/04/07/filippo-facci-grillini-morbo-incurabile-vanno-eliminati-senza-complimenti/