Feltri: “Da Lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona” – La risposta di un Napoletano: “Ma questo è niente caro Vittorio: pensa che da noi gente come te al massimo potrebbe scrivere sui muri dei cessi degli autogrill”

 

Feltri

 

 

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Feltri: “Da Lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona” – La risposta di un Napoletano: “Ma questo è niente caro Vittorio: pensa che da noi gente come te al massimo potrebbe scrivere sui muri dei cessi degli autogrill”

Vittorio Feltri e la macabra ironia sul coronavirus: «Invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera»

Una brutta uscita, l’ennesima ormai, di chi prova a fare sarcasmo e ironia su una situazione grave in Italia con cittadine ‘chiuse’ nel tentativo di controllare il contagio. Vittorio Feltri ironizza su Coronavirus e se l’altro giorno ha fatto lo stesso paragonando gli effetti della malattia che ha messo in ginocchio la Cina e allarmato il Mondo ai porti chiusi di salviniana memoria, ora fa riferimento anche al colera a Napoli. L’ennesima battuta fuori luogo del direttore di Libero che, ormai, più che un giornalista è diventato un provocatore da social.

Concetti sparsi e senza senso, credendo di sollevare risate popolari. Il problema è che, scorrendo sotto al suo tweet, si trovano utenti – che, spesso e volentieri, hanno il nome corredato dall’immancabile bandierina tricolore a mo’ di status symbol – rilasciano attestati di stima nei suoi confronti. Anche per questo accostamento che non fa ridere nessuno.

Feltri ironizza su Coronavirus

«Da Lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona». La comicità è tutta sua, come le pacche sulle spalle che ha ricevuto per questo ennesimo vergognoso post. Perché, occorre ricordarlo, Vittorio Feltri non è un influencer social, ma direttore editoriale di una testata e giornalista iscritto all’ordine dei giornalisti che prevede il rispetto di determinate regole deontologiche.

L’apprezzamento sui social

C’è da dire che in molti hanno criticato il Vittorio Feltri ironizza sul Coronavirus, ma sono anche tante le persone che hanno riso per quella che hanno considerato una battuta. Ma non è sarcasmo, né ironia e nemmeno satira. Si tratta dell’ennesima uscita fuori luogo di un personaggio che, ultimamente, ha un solo obiettivo: fare il provocatore.

La risposta migliore giunge proprio da un Napoletano su Twitter:

Feltri: “Da Lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona” – Ma questo è niente caro Vittorio: pensa che da noi a Napoli gente come te al massimo potrebbe scrivere sui muri dei cessi degli autogrill

Vittorio Feltri sempre più ignobile e ripugnante, gongola per il primo caso di contagio in Africa: “Se il Coronavirus dilaga in Africa finalmente potremo chiudere i porti”

 

Vittorio Feltri

 

 

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Vittorio Feltri sempre più ignobile e ripugnante, gongola per il primo caso di contagio in Africa: “Se il Coronavirus dilaga in Africa finalmente potremo chiudere i porti”

Non tutti i mali vengono per nuocere. Il Coronavirus se dilaga in Africa finalmente sarà possibili in Italia chiudere i porti per motivi sanitari senza scomodare il razzismo.

V. Feltri

Ora, se noi ci augurassimo che il Coronavirus faccia strage nella redazione di Libero, come minimo ci verrebbero a chiudere il blog, come minimo … Ma noi non lo facciamo perché siamo uomini e non viscidi insetti… Però a questo essere immondo lasciano dire qualunque infamia…

Quando si parla di Vittorio Feltri ormai si è abituati ad aspettarci il pezzo.

La sua cattiveria mascherata da provocazione è ormai diventata un fenomeno di costume, e se fosse un singolo account intriso di crudele razzismo come tanti ce ne sono su Twitter la cosa non sarebbe più di tanto rilevante.

Ma il punto è che Feltri, inspiegabilmente, continua ad avere un seguito. E quando scrive una cosa atroce come questa, inevitabilmente i nazi-fascisti sono attirati come mosche (e ben sapete da cosa sono attirate le mosche).

Quel che ha avuto il coraggio di scrivere è un commento al fatto che c’è stato un primo caso di Coronavirus in Africa: “Non tutti i mali vengono per nuocere. Il Coronavirus se dilaga in Africa finalmente sarà possibili in Italia chiudere i porti per motivi sanitari senza scomodare il razzismo”.

Siamo oltre il razzismo, oltre la stupidità.

Qui parliamo di malvagità, perché stanno morendo delle persone. E anziché mostrare un briciolo di umana compassione, ci sono persone – come Feltri – che si divertono dal loro angolino oscuro di Internet, a spargere odio sulle macerie.

Che schifo!

 

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Feltri dice che stuprare una donna fa schifo e “comporta una fatica bestiale” – Suvvia donne, lasciatevi stuprare senza fare tante storie, non fate stare in pena ‘sto misero rincoglionito tormentato per quei poveri disgraziati di stupratori che devono fare “una fatica bestiale”…

 

Feltri

 

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Feltri dice che stuprare una donna fa schifo e “comporta una fatica bestiale” – Suvvia donne, lasciatevi stuprare senza fare tante storie, non fate stare in pena ‘sto misero rincoglionito tormentato  per quei poveri disgraziati di stupratori che devono fare “una fatica bestiale”…

Si poteva fermare a un giudizio legittimo, dovuto e sacrosanto: lo stupro fa schifo.

Invece no, Vittorio Feltri non si limita a questa valutazione sulle violenze sessuali nei confronti delle donne e ha dovuto scrivere un’aggiunta che non ha nulla a che fare con il dolore che provoca una molestia fisica (ma anche psicologica). Anzi, è la solita misogina presa di posizione contro le donne. Un modo colorito per camuffare il classico “se l’è cercata”. Lo stupratore da carnefice diventa vittima che, poverino, è costretto a fare una “fatica bestiale”

Con un tweet, per fare polemica con David Parenzo, Feltri ha deciso di portare avanti il tema della “fatica bestiale”.

Il riferimento è a una dichiarazione fatta da David Parenzo che è stata decontestualizzata: il giornalista, infatti, ha detto che stuprare una donna è molto facile. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo. E non si parla del concetto fisico dell’atto, ma di tutto quel che accade a una donna indifesa nelle mani di un uomo senza scrupoli che compie su di lei una violenza sessuale. Non si tratta di un’invenzione, ma di storie che, purtroppo, ritroviamo quotidianamente sulle pagine di cronaca. Ma Vittorio Feltri ha fatto polemica anche su questo.

D’altra parte, Parenzo è un giornalista, mentre Feltri se la gioca con quelli che scrivono sui muri dei cessi degli autogrill…

E poi la colpa non è di Feltri, poverino, ormai sconfitto dalla demenza senile… La colpa è di chi lo prende sul serio e dell’ordine dei giornalisti che ancora non l’ha cacciato a calci nel sedere…

Feltri attacca Repubblica per il titolo “Cancellare Salvini”: “è una frase minacciosa che incita al linciaggio”… Dimentica però quando su Libero lui titolava “Per stendere Renzi bisogna sparargli” …Ipocrita o ormai completamente rincoglionito?

 

Feltri

 

 

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Feltri attacca Repubblica per il titolo “Cancellare Salvini”: “è una frase minacciosa che incita al linciaggio”… Dimentica però quando su Libero lui titolava “Per stendere Renzi bisogna sparargli” …Ipocrita o ormai completamente rincoglionito?

Cari colleghi dell’Ordine, stamane il quotidiano Repubblica reca in prima pagina il seguente titolone di apertura: ‘Cancellare Salvini’. Non credo che l’intenzione del titolista fosse quella di cancellare con la gomma il capo della Lega. È una frase minacciosa che incita al linciaggio – scrive Vittorio Feltri nel suo editoriale di oggi -. Cosa sarebbe successo se Libero avesse scritto a caratteri cubitali: ‘Cancellare Segre’? Segnalo a voi, che non leggete i giornali ma processate i giornalisti politicamente scorretti, questa perla democratica e antifascista. Sono curioso di vedere se sanzionerete Carlo Verdelli che pure è un direttore stimabile”.

È quanto afferma il direttore di ‘Libero’, Vittorio Feltri, in un editoriale pubblicato sul quotidiano

“La mia denuncia non intende colpire il direttore Verdelli, che sul suo giornale ha il diritto di adoperare il linguaggio che ritiene più opportuno. A me importa soltanto stabilire la fondatezza di un concetto: la deontologia o la si rispetta tutti, anche se discutibile, oppure che venga archiviata fra le cose inutili, o meglio dannose,” ha sottolineato Feltri.

Ipocrita o ormai completamente rincoglionito?

 Il problema è sempre il pulpito da cui arriva la predica. Perché se è legittimo criticare la scelta fatta da La Repubblica nella sua edizione del 15 gennaio 2020, è opportuno anche ricordare come chi oggi si scaglia contro il quotidiano di  Verdelli non sia esente di colpe.

Il classico “bue che dice cornuto all’asino”…

Insomma, l’indignazione ci poteva anche stare. Ma che ad indignarsi sia Vittorio Feltri… Sì, Feltri, quello che titolò così.

«Per stendere Renzi bisogna sparargli»

Era l’8 novembre del 2017 e su Libero campeggiava il titolone: «Per stendere Renzi bisogna sparargli». Titolo ancor più inequivocabile di quel «Cancellare Salvini» apparso su La Repubblica.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra, certamente. Ma il percorso storico del quotidiano diretto da Vittorio Feltri non consente di salire sul pulpito a dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

La storia è viva nella memoria di tutti, soprattutto quando viene stampato su carta.

Lunedì ritorna in Tv il Commissario Montalbano – Ci dispiace per Feltri, ma quello che ci ha lasciato Camilleri è immortale – mica come i suoi articoli che saranno cancellati dal tempo come scritte nei cessi degli autogrill…

 

 

Feltri

 

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Lunedì ritorna in Tv il Commissario Montalbano – Ci dispiace per Feltri, ma quello che ci ha lasciato Camilleri è immortale – mica come i suoi articoli che saranno cancellati dal tempo come scritte nei cessi degli autogrill…

 

Come dimenticare il grande pezzo di giornalismo del nostro Vittorio Feltri su Camilleri morente:

“Se muore mi consolerò pensando che finalmente non vedremo più in Tv Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni”…

“Poi quando vedo Montalbano mi viene in mente l’altro Zingaretti, che non è il massimo della simpatia”, ha aggiunto il direttore di Libero

«L’unica consolazione per la sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito democratico, il peggiore del mondo»

Andrea Camilleri? Non l’ho mai conosciuto, però è chiaro che la sua capacità di applicare criteri matematici ai suoi racconti mi ha sempre sorpreso e ne sono ammirato. Mi dispiace, quando un uomo vecchio muore c’è sempre un certo dolore. Però mi consolerò pensando che Montalbano non mi romperà più i coglioni. Basta, mi ha stancato”. A dirlo senza troppi peli sulla lingua è Vittorio Feltri ai microfoni de I Lunatici su Rai Radio2, dove ha commentato la notizia del ricovero in rianimazione di Andrea Camilleri, colpito da un arresto cardiaco lunedì.

“Poi quando vedo Montalbano mi viene in mente l’altro Zingaretti, che non è il massimo della simpatia – ha proseguito il direttore di Libero -. Questa comunque è una opinione personale e scherzosa, in me Camilleri suscita ammirazione, è un grande scrittore, e bisogna ricordare che la lingua italiana è nata in Sicilia, solo dopo abbiamo adottato quella Toscana. E i siciliani parlano meglio di qualunque altro italiano. E scrivono meglio degli altri italiani”.

…Ci dispiace per Feltri, ma lunedì prossimo riprende in TV la serie de Il Commissario Montalbano…!

Ma la verità è che quello che ci ha lasciato Camilleri è immortale – mica come i suoi articoli, che saranno cancellati dal tempo come scritte nei cessi degli autogrill…

 

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La petizione lanciata da Sandro Ruotolo: radiazione di Vittorio Feltri dall’Ordine dei Giornalisti – Già raggiunte quasi 90.000 firme. Manca la TUA, cosa aspetti?

 

 

Vittorio Feltri

 

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La petizione lanciata da Sandro Ruotolo: radiazione di Vittorio Feltri dall’Ordine dei Giornalisti – Già raggiunte quasi 90.000 firme. Manca la TUA, cosa aspetti?

La raccolta firme online per chiedere la radiazione di Vittorio Feltri dall’Ordine dei giornalisti ha raccolto in quattro giorni quasi 90mila firme. A lanciare l’iniziativa sulla piattaforma Change.org sono stati i giornalisti Sandro Rutolo e Paolo Borrometi, che non hanno gradito le parole di Feltri su Andrea Camilleri e che si sono a loro volta autosospesi dall’albo.

Tra i firmatari dell’appello ci sono Susanna Camusso, ex segretaria della Cgil, Salvatore Borsellino, fratello del pm ucciso da Cosa Nostra nel 1992, e il vignettista Vauro Senesi.

Ecco la lettera di proteste di Ruotolo e Borrometi rivolta al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti. In fondo, il link per la TUA firma.

Caro Presidente Verna,
abbiamo deciso di autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri. Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista.

Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui. Quel “terrone che ci ha rotto i coglioni” per noi figli del Sud è inaccettabile.

Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia.

Dopo la miseria portano le malattie” (rivolto ovviamente ai migranti), l’ormai tristemente celebre “Bastardi islamici” o, uscendo dal seminato delle migrazioni, robaccia come “Più patate, meno mimose” in occasione dell’8 marzo (e le diverse varianti dedicate anche a Virginia Raggi, con il “patata bollente”) o “Renzi e Boschi non scopano”. Poi gli insulti a noi del sud con il celebre “Comandano i terroni” e infine il penultimo, di qualche mese fa, “vieni avanti Gretina” (dedicato alla visita a Roma di Greta Thunberg).

L’idea che Vittorio Feltri offre è che si possa, impunemente, permettersi questo avvelenamento chirurgico. E non è un problema solo suo. Almeno, non lo è più. A lui non frega niente: il limite, la deontologia, la misura, il buon senso, diremmo perfino la dignità sembrano saltate da tempo. Noi siamo convinti che resti intatta la bellissima frase che recita “Non condivido le tue idee ma darei la vita per permetterti di esprimerle”. Continuiamo a batterci contro la censura e gli editti, ma non possiamo accettare tra noi chi istiga all’odio. Ne va della nostra credibilità.

Le chiediamo per questo di attivarsi per radiare Vittorio Feltri dall’Ordine dei Giornalisti.

Sandro Ruotolo
Paolo Borrometi

QUI PUOI FIRMARE ANCHE TU

A Sgarbi che sta con Feltri nell’insulto a Camilleri ed ai meridionali ricordiamo solo che i libri del Maestro resteranno nella storia della letteratura, mentre gli articoli di Feltri sono buoni, al massimo, per incartare il pesce al mercato, mentre lui presto sarà dimenticato come tutti i pagliacci della Tv spazzatura.

 

Camilleri

 

 

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A Sgarbi che sta con Feltri nell’insulto a Camilleri ed ai meridionali ricordiamo solo che i libri del Maestro resteranno nella storia della letteratura, mentre gli articoli di Feltri sono buoni, al massimo, per incartare il pesce al mercato, mentre lui presto sarà dimenticato come tutti i pagliacci della Tv spazzatura.

 

Come sapete, da lunedì 17 giugno Andrea Camilleri è ricoverato in rianimazione dopo un arresto cardiaco.

Vittorio Feltri intervenendo a Radio 2 aveva così commentato la notizia: “Mi dispiace se muore. Però mi consolerò pensando che Montalbano non mi romperà più i coglioni. Basta, mi ha stancato”. Concetto che ha espresso a conferma di quanto già scritto su Libero dove parlando del famoso commissario aveva aggiunto “un terrone che ci ha rotto i coglioni”. 

Paolo Borrometi e SandroRuotolo, Giornalisti con la G maiuscola, persone perbene, si sono ribellati al marciume che Feltri sparge sulla categoria: “Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia. Non possiamo accettare tra noi chi istiga all’odio” ed hanno minacciato di autosospendersi.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna ha replicato alla lettera in modo molto diplomatico, ma comunque prendendo – tra le righe – una posizione ben chiara. Verna ha dichiarato di CONDIVIDERE le ragioni dei due colleghi e, ha scritto, “se l’ordine dei giornalisti fosse un club MI AUTOSOSPENDEREI PURE IO. Ma non lo è, e l’istituto dell’autospensione non esiste, ci si può semmai cancellare, astenendosi dallo svolgere la professione e salvo il diritto d’opinione per poi iscriversi di nuovo quando sono cessate le ragioni di cui alla polemica”.

Verna ha poi ricordato che Feltri, “come chiunque altro potrà semmai essere sottoposto al rituale procedimento disciplinare, al termine del quale ci sarà un pronunciamento che tutti dal sottoscritto a Borrometi e Ruotolo dovranno rispettare”.

Nella diatriba non poteva mancare l’alto pensiero del pagliaccio delle Tv spazzatura Vittorio Sgarbi, che difende a spada tratta il compagno di razzismo e omnofobia Feltri: “E’ stato prudente e misurato. Ha espresso solo insofferenza per Montalbano”…

A questi due minuscoli personaggi, quaquaraquà, come li definirebbe Sciascia, vogliamo solo ricordare che i libri del Maestro resteranno nella storia della letteratura, mentre gli articoli di Feltri sono buoni, al massimo, per incartare il pesce al mercato. Per quanto riguarda Sgarbi, pagliaccio della Tv spazzatura, ci conforta il fatto che presto sarà dimenticato come sono stati dimenticati il cangurotto, l’uomo gatto di Papi, Antonio Zequila detto er mutanda, Gabriele Paolini e Angela Favolosa Cubista di Maria De Filippi

 

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L’appello di Feltri a Mattarella “Liberi Formigoni” …Ora, bisognerebbe chiedere a questo deficiente: se in Italia ci sono 60.000 delinquenti in galera, perchè proprio Formigoni? Per consentirgli di continuare a rubare e godersela alla faccia nostra?

 

Feltri

 

 

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L’appello di Feltri a Mattarella “Liberi Formigoni” …Ora, bisognerebbe chiedere a questo deficiente: se in Italia ci sono 60.000 delinquenti in galera, perchè proprio Formigoni? Per consentirgli di continuare a rubare e godersela alla faccia nostra?

“Caro Mattarella, liberi Formigoni”. E’ l’appello lanciato dal direttore di ‘Libero’, Vittorio Feltri, al presidente della Repubblica perché conceda la grazia all’ex governatore e leader di Cl, che, scrive Feltri, “se ne sta in cella, a 72 anni suonati”, condannato a 7 anni di reclusione “dopo aver gestito alla grande per quattro lustri la Regione Lombardia, merito non da poco”. “Sono quaranta giorni che fatico a prendere sonno”, scrive Feltri, che, rivolgendosi a Mattarella e parlando della “tribolata vicenda” di Formigoni, sottolinea: “Lo hanno incarcerato per reati bagatellari, compreso un tuffo goffo dalla barca di un amico. Una punizione eccessiva e direi immotivata. Mi auguro che lei esamini la opportunità di concedere la grazia a un uomo che al petto ha parecchie medaglie. Solo lei, dall’alto della sua autorità, può compiere un gesto riparatorio di tanta ingiustizia”.

Ora, che il fatto che Formigoni sia andato in galera a 72 anni suonati significa solo che è rimasto troppo tenpo fuori a fare la bella vita con i soldi nostri ed alla faccia nostra. Quanto alle medaglie, glie le avrà “regalate” qualche amico in cambio di favori o le avrà rubate.

Che poi il sig. Feltri non dorma da 40 giorni è un problema suo. Ed è un problema suo soprattutto perchè invece di pensare alla gente che tutti i giorni muore nel Mediterraneo e che lui disprezza acidamente, pensa ad un delinquente…

Nessuna pietà per Formigoni. Grande nausea ogni volta che questo deficiente con tesserino da giornalista parla…

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“Libero” attacca Fiorella Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini” …insomma una medaglia al merito! Un motivo in più per stimarla ed amarla sia come cantante che come persona…!

 

Fiorella Mannoia

 

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“Libero” attacca Fiorella Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini” …insomma una medaglia al merito! Un motivo in più per stimarla ed amarla sia come cantante che come persona…!

Beh, un motivo per cui la direzione del Festival di Sanremo è stata affidata a Baglioni e non a Feltri ci deve pur essere. E Libero se ne faccia una ragione; i  gionalettari di Feltri tornino a dilaniarsi quella manciata di neuroni che si ritrovano sul pil che cala per colpa dei gay… Non apprezzano la Mannoia? La Mannoia è contro Salvini? Tutte medaglie al merito che la nostra Fiorella potrà ostentare con orgoglio!

Da Globalist:

“Libero” attacca Mannoia ospite a Sanremo: “È contro Salvini”

Fiorella, oltre a Eros Ramazzotti e molti altri, invitata da Claudio Baglioni. Il quotidiano non gradisce

Claudio Baglioni ha invitato Fiorella Mannoia tra gli ospiti del 69esimo di Sanremo (martedì 5- sabato 9 febbraio). È una delle migliori interpreti di musica italiana, passata dal festival nel 2017 dove arrivò seconda (molti la davano per vincitrice), ha nelle radio e in digitale il singolo “Il peso del coraggio”, brano che prelude al nuovo album “Personale” in uscita in primavera e alla tournée da maggio tappa nei teatri della penisola.

Agli ospiti si è aggiunto il nome di Eros Ramazzotti che quindi si affianca al parterre che prevede Andrea Bocelli e suo figlio Matteo, Luciano Ligabue, Pierfrancesco Favino, Antonello Venditti, Elisa, Giorgia, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Michelle Hunziker.
Ma è la Mannoia a far infuriare la destra: così titolava online il quotidiano Libero: “Sanremo 2019 sempre più contro Matteo Salvini: arriva anche Fiorella Mannoia”. Ai giornalisti del quotidiano, e al vicepremier, non va giù che la cantante sia “schieratissima contro la Lega” e attaccano Claudio Baglioni per averla invitata: “toh che caso”, scrive sarcastico online Libero. Perché non pensarla come Salvini è un peccato mortale.

Sempre su Sanremo, Enrico Nigiotti si aggiudica il Premio Lunezia per il testo di Nonno Hollywood, riconoscimento sui testi dei big in gara e dei 24 giovani che si sono sfidati a dicembre su Rai1.

fonte: https://www.globalist.it/musica/2019/02/02/libero-attacca-mannoia-ospite-a-sanremo-e-contro-salvini-2036880.html

Vergognoso titolo bufala di Libero: “Torna il colera a Napoli. Lo hanno portato gli immigrati” – D’altra parte questo succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei cessi degli Autogrill…

 

colera

 

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Vergognoso titolo bufala di Libero: “Torna il colera a Napoli. Lo hanno portato gli immigrati” – D’altra parte questo succede quando recluti i giornalisti tra quelli che scrivono sui muri dei cessi degli Autogrill…

 

Squallido, vergognoso, indegno titolo bufala di Libero “Torna il colera a Napoli, lo hanno portato gli immigrati”.

Ma esiste in Italia un ordine dei giornalisti, o questi possono scrivere qualunque puttanata?

Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri, con direttore responsabile Pietro Senaldi, torna a far discutere per il titolo di apertura, con cui come già in altre occasioni, ribadisce il legame tra il fantomatico fenomeno migratorio e il ritorno in Italia di malattia debellate da tempo.

La notizia
Il lancio si riferisce ad una notizia effettivamente avvenuta nel napoletano: presso l’ospedale Cotugno sono stati registrati due casi di colera. «Il vibrione è stato isolato nelle feci di un piccolo paziente di 2 anni, trasferito dal Santobono, e sulla mamma, rientrati da un viaggio in Bangladesh. Immediatamente è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli», ha comunicato Antonio Giordano, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera dei Colli Monaldi-Cotugno-Cto, precisando che «i contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria. Attualmente, entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie. La situazione è del tutto sotto controllo».

L’editoriale
Di ben altro tenore è la versione del quotidiano diretto da Pietro Senaldi, che già in passato aveva lanciato infondati e farneticanti allarmi sulle malattie portate dai migranti. «Il nostro allarme era reale: più migranti, più malattie. Quando denunciammo il problema, fummo accusati di razzismo. Però i fatti lo dimostrano: importiamo patologie che avevamo debellato», si legge in un editoriale nelle pagine interne di Libero. Lo stesso direttore cita uno studio della Società italiana malattie tropicali, secondo cui «il 70 per cento della popolazione carceraria è affetta da una malattia cronica. La situazione sanitaria è precipitata a causa del sovraffollamento, dovuto al costante aumento dei detenuti di origine straniera, ormai oltre il 33 per cento. Quando questi usciranno, malati, si trasformeranno in untori esattamente come gli immigrati che arrivano da zone sottosviluppate nel mondo».

Le reazioni
L’esistenza di un’emergenza colera a Napoli è però stata smentita dalle autorità: «A Napoli non c’è alcuna emergenza colera e la situazione è stata gestita al meglio nelle strutture sanitarie che hanno preso in carica le due persone malate: il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, il Santobono e il Cutugno». A dirlo il consigliere regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, che sta seguendo personalmente la situazione in costante contatto con i direttori degli ospedali coinvolti e con gli sfortunati protagonisti in via di guarigione.

«Al di là delle speculazioni giornalistiche, come quella del vergognoso titolo di Libero, c’è una situazione sotto controllo che non crea alcun pericolo perché tutte le persone che in qualche modo sono entrate in contatto con la donna e il bambino sono state controllate e sottoposte alle cure del caso per scongiurare ogni possibilità di contagio», ha aggiunto Borrelli per il quale «questa vicenda ha dimostrato l’efficienza della rete ospedaliera campana che, in questo caso, ha funzionato alla perfezione». Non sono mancati dunque gli attacchi, giunti talvolta a livello di insulti e minacce, contro il giornale, anche da parte di personaggi noti: dal giornalista Antonello Piroso allo scrittore Maurizio De Giovanni fino a Chef Rubio, sui social network si è diffusa rapidamente l’indignazione. E non è mancato nemmeno l’Ordine dei giornalisti, che si è subito attivato.