Le Sardine hanno portato fosforo a sinistra: per questo la destra le teme e cerca di screditarle

 

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Le Sardine hanno portato fosforo a sinistra: per questo la destra le teme e cerca di screditarle

Il movimento è l’unica vera novità politica degli ultimi dieci anni. Sono anti-fascisti, contro l’odio di Salvini e Meloni, contro il populismo e per la solidarietà: un vero progetto politico

In una settimana, con un post sui social e il passaparola in rete, hanno riempito Piazza Maggiore come non si vedeva da anni e oscurato Salvini, sceso quella stessa sera – il 14 novembre – al Paladozza per annunciare l’imminente liberazione dell’Emilia-Romagna dal governo dei rossi. Hanno inventato il “primo flash mob ittico della storia” con lo slogan “Bologna non si Lega”, le sardine di stoffa, carta e cartone al posto delle bandiere e 15mila persone strette nella piazza, neanche a dirlo, come sardine. Il successo dell’iniziativa è diventato virale. Nel giro di qualche settimana quell’idea, quel movimento nato a Bologna si è diffuso e replicato in decine di città, in tutta Italia, perfino in alcune città d’Europa e d’Oltreoceano. Ovunque con le piazze strapiene. Con una inedita, grande partecipazione di giovani. Sempre in concomitanza con i comizi di Salvini, che ha subito il colpo ed è stato costretto a rifugiarsi nei luoghi chiusi per sfuggire al confronto. Con un effetto gerovital sul Pd post-renziano, che sembra essersi rianimato, ha provato a ridefinire la propria identità svoltando un po’ a sinistra nella convention delle idee “tutta un’altra storia” e ha ritrovato il coraggio della piazza riempiendo a sua volta Piazza Maggiore con il lancio della campagna elettorale di Bonaccini.

Le Sardine hanno dunque messo in fuga il Capitone e dato un po’ di fosforo al Pd e alla sinistra. Questo è ciò che finora ha prodotto quel movimento. Ma che succederà ora? I critici, a cominciare dai media della destra ma non solo, sono già al lavoro per screditarlo. “Siete figli di Prodi”. “Siete fiancheggiatori occulti del Pd”. “Siete solo contro Salvini”. “Non avete un programma politico”. “Diteci cosa fareste sull’Ilva, il Mes, la giustizia, gli immigrati”. “Diteci chi vi paga”. Questo un sintetico riassunto delle accuse, il Sallusti pensiero. Mattia Santori, il leader del movimento, per ora non s’è sbilanciato e non si è fatto incasellare. Ha annunciato che dopo la manifestazione del 14 dicembre a Roma le varie Sardine si ritroveranno per definire assieme un manifesto comune e un coordinamento nazionale.

Ma qualcosa di più si può già dire. Intanto che il movimento delle Sardine è l’unica vera novità politica degli ultimi dieci anni. Più simile a quello per il clima e l’ambiente nato da Greta Thumberg che a quello dei Cinquestelle nato anch’esso a Bologna, 12 anni fa, con il famoso Vaffaday di Beppe Grillo. Poi che è un movimento prevalentemente di giovani e di società civile che, mobilitando le menti invece delle pance, va controcorrente rispetto al sovranismo dilagante e alla narrazione del popolo che sta con le destre di Salvini e della Meloni (narrazione incentivata anche dall’ultimo Rapporto Censis, che fotografa una metà del Paese favorevole all’uomo solo al comando).

Non è una caso che come canzone le Sardine abbiano scelto “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla. Che recita:

“…Frattanto i pesci/dai quali discendiamo tutti/assistettero curiosi/al dramma collettivo/di questo mondo/che a loro indubbiamente/doveva sembrar cattivo/e cominciarono a pensare….

È chiaro/che il pensiero dà fastidio/anche se chi pensa/è muto come un pesce/anzi è un pesce/e come pesce è difficile da bloccare/perché lo protegge il mare/com’è profondo il mare/

Certo/chi comanda/non è disposto a fare distinzioni poetiche/il pensiero come l’oceano/non lo puoi bloccare/non lo puoi recintare/ci stanno bruciando il mare/ci stanno uccidendo il mare…”

La potenza del messaggio è evidente. Se si aggiunge che le Sardine sono dichiaratamente contro Salvini, Meloni, la politica dell’odio, contro il razzismo, la discriminazione, il populismo e le fake news; che non sono contro la politica, ma a favore di una politica con la P maiuscola, che riparta dalle piazze rimettendo al centro la solidarietà tra le persone; che hanno una natura chiaramente antifascista e un orientamento di sinistra, la domanda che viene da fare è: non è forse già un programma politico questo?

 

fonte: https://www.globalist.it/politics/2019/12/08/le-sardine-hanno-portato-fosforo-a-sinistra-per-questo-la-destra-vuole-screditarle-2050126.html

 

 

Quando a Natale scorso il direttore di Avvenire Marco Tarquinio a nome dei Cristiani stroncò Salvini e Meloni: ci risparmino almeno parole al vento e ai social sullo spirito del Natale, sul presepe e sul nome di Gesù. Prima di nominarlo, Lui, bisogna riconoscerlo.

 

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Quando a Natale scorso il direttore di Avvenire Marco Tarquinio a nome dei Cristiani stroncò Salvini e Meloni: ci risparmino almeno parole al vento e ai social sullo spirito del Natale, sul presepe e sul nome di Gesù. Prima di nominarlo, Lui, bisogna riconoscerlo.

Cara Meloni, caro Salvini, prima di nominarlo, Gesù Cristo bisogna riconoscerlo!

Un anno fa un duro editoriale del direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Ma un anno dopo siamo allo stesso punto, con chi promuove discriminazione mentre finge di difendere la religione.

Un anno fa, Ma sembra ieri, perché non solo nulla è cambiato ma le cose sono addirittura peggiorate.

Si spacciano odio, discriminazione e nello stesso tempo si tenta di usare il cristianesimo per legittimare il razzismo e l’esclusone.

E torna in mente l’editoriale che Marco Tarquinio, direttore di Avvenire aveva scritto nel dicembre del 2018 su Salvini.

Allora il direttore del quotidiano dei vescovi disse che “chi ha votato la ‘legge della strada’ ci risparmi almeno parole al vento e ai social sullo spirito del Natale, sul presepe e sul nome di Gesù. Prima di nominarlo, Lui, bisogna conoscerlo”.

“Viene voglia di chiamarla ‘la legge della strada’. Che come si sa è dura, persino feroce, non sopporta i deboli e, darwinianamente, li elimina”, aveva scritto il giornale della Conferenza Episcopale italiana, partendo dalla storia della famiglia africana, lui ghanese e lei nigeriana, con una bambina di 5 mesi, che non possono esser accolti da un Cara calabrese perché non rifugiati.

“Eccolo, allora, davanti ai nostri occhi il presepe vivente del Natale 2018. Allestito in una fabbrica dell’illegalità – sottolinea il direttore del giornale dei vescovi – costruita a suon di norme e di commi. Campane senza gioia, fatte suonare per persone, e famiglie, alle quali resta per tetto e per letto un misero foglio di carta, che ironicamente e ormai vuotamente le definisce meritevoli di ‘protezione umanitaria’. Ma quelle campane tristi suonano anche per noi”.

Parole che vengono in mente mentre l’estrema destra ha ricominciato con la retorica del presepe, del Natale, dalla Madonna e del Vangelo non con spirito autenticamente cristiano ma come espediente propagandistico per alimentare divisioni, paura del diverso e tentare di legittimare il fascio-sovranismo.

Rileggi l’editoriale Marco Tarquinio: Il presepe vivente. Una norma cattiva e parole al vento

 

 

 

Berlusconi con Salvini e Meloni in piazza contro la proposta M5s del carcere per i grandi evasori. Ora qualcuno una domanda se la dovrebbe pur fare: con quale faccia un condannato per frode fiscale può protestare contro una norma che manda in galera questi delinquenti?

 

Berlusconi

 

 

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Berlusconi con Salvini e Meloni in piazza contro la proposta M5s del carcere per i grandi evasori. Ora qualcuno una domanda se la dovrebbe pur fare: con quale faccia un condannato per frode fiscale può protestare contro una norma che manda in galera questi delinquenti?

Berlusconi è sceso in piazza insieme a Salvini e la Meloni per protestare contro il carcere per i grandi evasori. Stiamo parlando di quei personaggi, gli evasori fiscali, che rubano i nostri soldi portandoli in paradisi fiscali e che evadono il fisco per oltre 100 mila euro”.

Così il Movimento 5 Stelle su Facebook, condividendo un video messaggio della deputata Angela Salafia.

“Quelli che se la spassano sulle spiagge dei Caraibi in giro per il mondo alla faccia nostra. E sapete perché? Perché noi paghiamo le tasse anche per loro!” proseguono i 5Stelle “Finora hanno potuto godere di una sorta di impunità visto che, su 60mila detenuti, solo 281 sono evasori fiscali”.

“Ora si cambia registro” assicurano i pentastelati “nel decreto fiscale abbiamo previsto il carcere per questo reato, aumentando le pene per quelli che non versano allo Stato dai 100mila euro in su. Evadere centinaia di migliaia di euro è un reato e deve essere punito come tale”.

Il Re dei grandi evasori, Silvio Berlusconi, condannato con sentenza passata in giudicato per frode fiscale, si arrabbi pure con i suoi compagni di merenda del centrodestra. Ma come fa un condannato per frode fiscale a scagliarsi contro la norma che manda in galera quei delinquenti che ogni giorno fregano i cittadini onesti?” si chiedono i 5Stelle.

“Per non parlare della becera propaganda che Salvini mette in atto cercando di far passare il messaggio che il carcere sia previsto per parrucchieri e imbianchini. Ma quali parrucchieri o imbianchini evadono più di 100mila euro all’anno? Non fatevi trarre in inganno da queste bugie, la realtà è che i delinquenti milionari che finora hanno rubato soldi agli italiani non la passeranno più liscia,” scrivono ancora i pentastellati.

In Italia serve una svolta culturale, bisogna punire questi parassiti, e faremo di tutto per portarla avanti più determinati che mai!” conclude il M5S.

Ancora una figura di M…. storica per la Meloni. Va alla Camera, non trova nessuno e parte l’idea geniale: denunciare l’assenza su Instagram. Peccato che il giovedì si lavori al piano superiore, alle Commissioni. Ma solo un’assenteista cronica come la Meloni non lo sa…!

 

 

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Ancora una figura di M…. storica per la Meloni. Va alla Camera, non trova nessuno e parte l’idea geniale: denunciare l’assenza su Instagram. Peccato che il giovedì si lavori al piano superiore, alle Commissioni. Ma solo un’assenteista cronica come la Meloni non lo sa…!

Chi di selfie ferisce (o vorrebbe ferire), di gaffe perisce. Giovedì mattina Giorgia Meloni si è presentata a Montecitorio, luogo a lei deputato per via della sua carica parlamentare. Una volta entrata nel famoso Transatlantico, quel lungo corridoio arredato a mo’ di salotto dove passano tutti i deputati della Camera, ha visto il vuoto e il silenzio. «C’è nessuno?», si sarà chiesta la leader di Fratelli d’Italia citando la particella di sodio di una famosa pubblicità. Ma nessuna risposta. Allora l’idea geniale: denunciare l’assenza di tutti su Instagram. Peccato che, come da calendario, il giovedì mattina (la fotografia è stata pubblicata sul suo canale social intorno alle 10) sia dedicato al lavoro nelle Commissioni.

Ecco spiegato quell’assordante silenzio nel Transatlantico denunciato da Giorgia Meloni. Ma, forse, la leader di FdI non lo sapeva. E allora ha fatto partire l’attacco: «Ops, transatlantico deserto. Perché oggi non si vota e a chi manca non decurtano lo stipendio e non viene segnata come assenza. Tutti a casa di giovedì i moralizzatori grillini? Dai mi sento sola venite a farmi compagnia, assenteisti! Capito perché il M5S ha bocciato la proposta di Fratelli d’Italia per fare timbrare il cartellino ai parlamentari?».

E a sottolineare la gaffe di Giorgia Meloni è stato anche il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Giuliodori che, prima di spiegare alla leader di FdI cosa accade il giovedì mattina a Montecitorio, ricorda la sua percentuale di assenze.

«Ciao Giorgia, io cambierei chi ti gestisce il calendario altrimenti non si spiega il tuo 27% di presenze in aula – ha scritto Paolo Giuliodori rispondendo al post Instagram della leader di FdI -. Se vuoi lavorare ci trovi al quarto piano di Montecitorio, nelle varie Commissioni». Game, set. Match.

Povero Salvini, povera Meloni, poveri Tg… Venezia, un disastro di tale portata e nemmeno una “Virginia Raggi” a cui dare la colpa…!

 

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Povero Salvini, povera Meloni, poveri Tg… Venezia, un disastro di tale portata e nemmeno una “Virginia Raggi” a cui dare la colpa…!

Il Mose, che doveva costare 3,5 miliardi e proteggere Venezia dall’acqua alta, dopo 20 anni di lavori ci costa il doppio e non serve ad un cazzo. Un po’ quello che diremo fra vent’anni della TAV…

Vedere in tv il presidente regione Veneto Zaia in merito al disastro Venezia, snocciolare dati e SOLUZIONI dopo 30 anni di governo della Lega mentre SALVINI da mesi ulula alla Raggi dimettiti, fa solo venire il vomito…

Dalle ultime dichiarazioni del presidente della regione Veneto Zaia, sembra di capire che non sa perché il Mose di Venezia non funziona. Il presidente della Regione Veneto, che è lì da svariati anni, non sa che i lavori per concludere il Mose sono fermi. Non sa che oggi manca l’ultima tranche del finanziamento, 200 milioni, per concludere i lavori nel 2021-2022.  Non sa che il progetto Mose è da qualche anno competenza del governo a causa del commissariamento per una certa storiella che proprio non riesce a ricordare… Storiella che riguarda un certo Giancarlo Galan, decaduto dalla carica di parlamentare in seguito al patteggiamento della condanna sul processo Mose a due anni e 10 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 2,6 milioni di euro di multa.

Galan era presidente della Regione Veneto… e indovinate chi era il suo vicepresidente? Sì, proprio Luca Zaia.

La Lega governa da oltre 20 anni e oltre gli scandali dimentica che la regione, Venezia ed il mose li hanno inaugurata i suoi…

In tutto questo Salvini, non potendo dare la colpa agli immigrati tace o dopo qualche mojito annuncia “Questa città grida aiuto, bisogna completare il Mose al più presto”, anche lui dimenticando di stare a governare questa regione da 20 anni…

Ovviamente c’è la Meloni. Un anno fa dichiarava “Il mose va finito, con 4 mesi di reddito cittadinanza lo paghi” dimenticando, ovvero facendo finta di dimenticare, che gli Italiani il mose lo avevano già pagato, anche profumatamente, ma che i soldi se li sono fottuti i suoi compagni di governo… Poi il silenzio…

Anche Silvio Berlusconi, con la faccia da culo che lo contraddistingue, ha detto la sua: “Uno scandalo che il Mose non sia stato ancora messo in funzione. Ha pesato la contrarietà del M5S e in particolare del precedente ministro Toninelli” …cioè i suoi si sono fottuti i soldi, ma la colpa è dei cinquestelle…!

Ed in tutto questo, i Tg col cacchio che ci spiegano chi sono i delinquenti responsabili di tutto…

Ah, ci fosse almeno una “Virginia Raggi” a cui dare la colpa…!

Leggiamo Francesco Erspamer:

Berlusconi e i berlusconiani (incluso Galan, per 15 anni presidente della Regione Veneto e condannato per corruzione proprio in riferimento alla costruzione del Mose) e i loro alleati leghisti, imputano al M5S l’inondazione di Venezia. E approfittano biecamente delle sofferenze della popolazione e dei danni al patrimonio artistico per chiedere procedure di emergenza che diminuiscano i controlli e favoriscano sprechi e mazzette.
Ovvio: sono i partiti della Casta, dei rampanti e del consumismo come unico scopo dell’esistenza; finché ci sarà qualcosa da sfruttare o depredare lo faranno e chissenefrega dei posteri tanto non votano alle prossime elezioni.

Ovvio anche che i loro giornali spaccino le loro clamorose menzogne come dati di fatto e che la stampa cosiddetta indipendente, tipo il “Fatto quotidiano”, le discutano ma sempre dando ad esse credibilità e in sostanza legittimandole.

Invece, delle responsabilità della destra, che governa il Veneto ininterrottamente dalla fine del fascismo (è una regione che è stata “bianca”, poi “blu” e adesso “verde”), si parla solo su blog che non legge nessuno o a mezza voce, come se si trattasse di un’opinione uguale a qualsiasi altro. È questo il vero problema: non la disinformazione dei liberisti ma la totale assenza di una controinformazione degli antiliberisti e del M5S in particolare.

Meglio dunque ricordare che in un sistema liberista:
1) ciascuno può dire quello che gli pare senza subirne le conseguenze; la libertà individuale è sacra mentre le responsabilità collettive sono inesistenti e il bene comune un concetto dimenticato come quelli di onore, dignità, solidarietà, onestà;
2) chi ha soldi possiede o controlla l’informazione e quindi la sua propaganda raggiunge e convince molte più persone rispetto a chi sostiene posizioni opposte ma non è ricco o non ha il sostegno delle lobby;
3) è di conseguenza inutile lamentarsi per l’assenza di una stampa obiettiva, di istituzioni “super partes” e di un popolo capace di informarsi malgrado le difficoltà e desideroso di valutare gli eventi razionalmente;
4) no, non è che non ci siano fatti ma solo interpretazioni, come sosteneva provocatoriamente Nietzsche; è che le interpretazioni vincenti sono fatti.

La conclusione è che un sistema liberista e liberal lo si deve contrastare e lo si può sconfiggere solo a livello mediatico, investendo in questa battaglia tutte le proprie energie e risorse. Dopo averlo annientato si potranno ricostruire le regolamentazioni anti-trust e i codici deontologici che in futuro proteggano il pluralismo e impediscano il monopolio del denaro; e si tornerà allora a fare politica e a basare la democrazia sul confronto fra diversi programmi o ideologie, nel rispetto di leggi garantite da istituzioni sufficientemente neutrali. In questo momento si tratta soltanto di prevalere con qualunque mezzo, come in guerra. Perché per i liberisti è una guerra e far finta di non capirlo significa perderla nel modo peggiore, cioè senza combatterla.

Salvini, Meloni e i fascisti di Casapound e Forza Nuova uniti contro il governo per “difendere la democrazia”. Ma lo fanno a modo loro, a colpi di saluti romani ed al grido “duce, duce”!

 

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Salvini, Meloni e i fascisti di Casapound e Forza Nuova uniti contro il governo per “difendere la democrazia”. Ma lo fanno a modo loro, a colpi di saluti romani ed al grido “duce, duce”!

La manifestazione fascista di Roma, dove si è riunita l’intellighenzia dei seguaci di Salvini, Meloni, Casapound e Forza Nuova.

Oggi il centro di Roma è stato invaso da un’orda di barbari fascisti che in un delirio di slogan che lascia intendere la cifra della loro idiozia urlavano “duce, duce” alternato – chissà con quale logica – a “Democrazia” e condendo il tutto con un bel saluto romano…

Per questa gente fascismo e libertà democratica vanno a braccetto, nella convinzione figlia del populismo più becero che “il popolo sovrano ha sempre ragione”.

E siccome si sentono defraudati del giocattolo che non si sono riusciti a tenere stretti per più di 14 mesi, grazie al colpo di sole del loro Capitano, ora fanno i capricci, dimenticando non solo che quanto è avvenuto nei palazzi romani è stato frutto di una necessità innescata da Salvini e da nessun altro, ma anche che questo paese che dicono di amare sopra ogni cosa è una democrazia parlamentare.

E ci sono delle regole, regole che Salvini ha provato a distorcere e violare e non ci è riuscito, perché grazie a Dio le basi di questa nostra democrazia sono più forti di un Capitan Nutella in delirio di onnipotenza.

Ma ora bisogna reagire, con forza. E chi inneggiava ‘Duce, Duce’ nelle piazze della Capitale di un paese nato dall’antifascismo va identificato e arrestato. Senza se e senza ma. Basta concedere spazio e piazze ai fascisti, basta nascondersi, basta paura. Salvini ha regalato alla democrazia di questo paese la possibilità di risbattere questa feccia nel buio della storia. Non va sprecata: coi mezzi che la democrazia fornisce, e non sono pochi, alla violenza verbale e fisica si risponda con la pura forza della legge.

 

Tutta la feccia del fascismo in un semplice esempio: Giorgia Meloni si indigna per lo spazzolone a forma di Trump… Mica si indigna per i bambini che Trump mette in gabbia…!

 

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Tutta la feccia del fascismo in un semplice esempio: Giorgia Meloni si indigna per lo spazzolone a forma di Trump… Mica si indigna per i bambini che Trump mette in gabbia…!

Inorridita, sgomenta, ferita nei sentimenti profondi, quella scopetta per pulire il watercon i capelli di Donald Trump grida vendetta. Al punto da sollecitare l’invocazione: «nessuno della sinistra ha da ridire?

E’ la signora Giorgia Meloni, fascista.

I fascisti prima di indignarsi tanto facilmente dovrebbero (semprechè ne siano capaci) leggere questo:

Come animali, peggio degli animali.

E’ questa la politica anti immigrati voluta da Donald Trump. Bambini trattati come bestie feroci e rinchiusi in gabbia.

Chi ha documentato questi orrori racconta il pianto disperato di tante povere creature. Cure ridotte a niente, sporcizia e pidocchi ovunque. Occhi persi nel vuoto.

Nei giorni scorsi Alexandria Ocasio-Cortez, membro democratico del Congresso degli Stati Uniti, era andata insieme a un gruppo di deputati, a Clint, in Texas, dove si trova un centro di detenzione per migranti catturati al confine con il Messico.
La deputata ha denunciato che le guardie di confine, le Control Border Patrols (Cbp) sono state “fisicamente e sessualmente minacciose” anche nei suoi confronti e degli altri deputati, arrivando anche a ridere di loro. Ocasio-Cortez ha raccontato che dopo aver riportato la vicenda ai loro superiori, si è sentita rispondere che “i soldati sono sottoposti a forte stress”.
“Gli agenti tengono le donne nelle celle senza acqua e le costringono a bere l’acqua del water” , ha denunciato la deputata. 
”Questi sono crimini contro l’umanità. Non degni di una democrazia”.

Questa denuncia, insieme a tante altre, è costata alla deputata Ocasio-Cortez, e a tre sue colleghe, l’accusa di essere anti americane. ” Se non vi piace il nostro modo di vivere, tornatevene a casa vostra, nello schifo dei vostri paesi di origine. Non avete niente da insegnarci”, ha bestemmiato, recitando il mantra universale dei razzisti e degli xenofobi, il presidente americano riferendosi alle origini delle rappresentanti democratiche e dimenticando che tutti gli americani hanno origini “straniere”.

Tutto il mondo è paese…

 

Salvini: “Non darò l’autorizzazione di sbarco a quella comandante sbruffoncella, mi sono rotto le palle” – Meloni: “Adesso affondiamo la Sea Watch” …ma veramente Vi sentiti rappresentati da questa gente? …Sveglia, questi stanno parlando di esseri umani!

 

Sea Watch

 

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Salvini: “Non darò l’autorizzazione di sbarco a quella comandante sbruffoncella, mi sono rotto le palle” – Meloni: “Adesso affondiamo la Sea Watch” …ma veramente Vi sentiti rappresentati da questa gente? …Sveglia, questi stanno parlando di esseri umani!

La Sea Watch è a Lampedusa, Carabinieri sul molo: Salvini vuole arrestare tutti. La nave della Ong è davanti Lampedusa e i Carabinieri sono in attesa sul molo. Salvini: “venga emesso subito un ordine d’arresto”

Aveva appena detto “Non darò l’autorizzazione di sbarco a quella comandante sbruffoncella, mi sono rotto le palle” (v. video a fine articolo)

Nel suo intervento ha detto pure “chi sbaglia paga” (ha dimenticato di dire “se non hai l’immunità”, perchè poi lui dal processo è scappato) e poi la chiosa “fa politica (la comandante di Sea Watch) sulla pelle degli immigrati… E lo ha detto senza neanche ridere!

Gli fa eco quella ridicola parodia si una fascista che risponde al nome di Meloni “Adesso affondiamo la Sea Watch”…

In tutta questa farsa, però, sembra sfuggire che questi stanno parlando di esseri umani…

…ma veramente Vi sentiti rappresentati da queste nullità umane e politiche?

by Eles

 

Il candidato della Meloni: “Mi candido per garantire sicurezza in città”… Ma nel suo “curriculum” ci sono qualcosa come 40 reati, tra cui una decina di furti in appartamento… Giusto per farVi capire con chi abbiamo a che fare…!!

 

Meloni

 

 

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Il candidato della Meloni: “Mi candido per garantire sicurezza in città”…  Ma nel suo “curriculum” ci sono qualcosa come 40 reati, tra cui una decina di furti in appartamento… Giusto per farVi capire con chi abbiamo a che fare…!!

Da Fanpage:

“Mi candido per garantire sicurezza in città”. Ma ha commesso 40 reati

Riccardo Sala, candidato nella lista di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Fidenza, promette: “Più sicurezza”. Ma nel suo certificato penale compaiono decine di furti in appartamento.

Prometteva sicurezza, lotta alla criminalità con un occhio di riguardo, naturalmente, per i reati commessi gli immigrati. Ma a giudicare dal suo curriculum vitae il primo ad avere una fedina penale non propriamente limpida era lui. Stiamo parlando di Riccardo Sala, candidato nella lista di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Fidenza, in provincia di Parma. Il 35enne aveva assorbito in tutto e per tutto la battaglia del suo partito sulla sicurezza, tanto da averne fatto uno dei principali punti del suo programma. “Sono candidato perché voglio fare in modo che anche Fidenza possa ritornare a essere sicura”.

Peccato che lui stesso vantasse un certificato penale di “tutto rispetto” comprendente furti, incendi, porto d’armi e danneggiamenti per un totale di 39 reati processati, tutti consultabili scaricando – come abbiamo fatto – il certificato penale dal sito del comune di Fidenza. Naturalmente il curriculum di Sala ha imbarazzato non poco il partito di Giorgia Meloni che si è affrettata a prendere le distanze: “Il ragazzo – scrive Fratelli d’Italia in una nota – risulta avere delle evidenze sul suo casellario giudiziario. Si tratta di eventi vecchi che risalgono a oltre dieci anni fa. Condanne per reati minori di un ragazzo che da giovane ha avuto delle vicissitudini. Ha pagato il suo debito con la giustizia e, per sua negligenza, non ha mai cancellato tali iscrizioni. Il problema non è di incandidabilità ma la scelta operata insieme a lui è stata quella che il suo cammino per queste elezioni si fermi qui”.

Certificato Penale Sala by Davide Falcioni on Scribd

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Ha ragione Giorgia Meloni, il 25 aprile è una festa divisiva: divide NOI da quelli che ritengono ammissibile bruciare gli ebrei nei forni, cacciare a calci in culo chi ci chiede aiuto, far sparire e ammazzare gli oppositori politici, sopprimere ogni libertà di stampa e di pensiero…

 

 

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Ha ragione Giorgia Meloni, il 25 aprile è una festa divisiva: divide NOI da quelli che ritengono ammissibile bruciare gli ebrei nei forni, cacciare a calci in culo chi ci chiede aiuto, far sparire e ammazzare gli oppositori politici, sopprimere ogni libertà di stampa e di pensiero…

25 aprile, festa “divisiva”. Giorgia Meloni si esprime così a proposito della Liberazione, quando a ridosso del 4 novembre, ricorrenza della vittoria nella Prima guerra mondiale, propone questa data per sostituire la prima.

A Verona, il consigliere Bacciga ha presentato una mozione sul 25 aprile, considerata festa “unilaterale e divisiva”. Benché il contributo del Comune sia modesto (5mila euro), il consigliere ha chiesto che venisse destinato a convegni storici per analizzare in modo “imparziale” la “guerra civile” di quel periodo, e gli “eccidi avvenuti”.

E poi abbiamo un governo con un Presidente del consiglio che parteciperà senza grossi proclami alle celebrazioni e due vicepremier impegnati in una specie di remake della serie “La strana coppia”. Per il 25 aprile Salvini, così come i ministri leghisti, non parteciperà alle celebrazioni, non intende partecipare a “derby tra fascisti e comunisti”, mentre Di Maio se ne esce con un: “Le feste si celebrano” come se dovessimo festeggiare carnevale o fare una gita a pasquetta.

In tutto questo noi stiamo con Giorgia Meloni – Ha ragione, il 25 aprile è una festa divisiva: divide noi da quelli che ritengono ammissibile bruciare gli ebrei nei forni, cacciare a calci in culo chi ci chiede aiuto, far sparire e ammazzare gli oppositori politici, sopprimere libertà di stampa e di pensiero e magari far crepare i nostri figli in un’assurda guerra…

By Eles