Siamo il Paese in cui il Presidente del Consiglio si deve pubblicamente scusare per aver salvato 10 naufraghi… Ma non vi vergognate neanche un po’ nel sentirvi chiamare “Italiani”…?

Presidente del Consiglio

 

 

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Siamo il Paese in cui il Presidente del Consiglio si deve pubblicamente scusare per aver salvato 10 naufraghi… Ma non vi vergognate neanche un po’ nel sentirvi chiamare “Italiani”…?

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Presidente del Consiglio

 

Il Paese in cui il Presidente del Consiglio si deve scusare per aver salvato 10 naufraghi

L’assurdo video con il quale il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è praticamente scusato di aver accettato di trasferire in Italia circa 10 migranti salvati dalle navi Sea Watch 3 e Sea Eye è il simbolo del momento che stiamo vivendo, in cui la politica continua a legittimare l’idea che dimostrarsi umani e solidali sia una vergogna.

“Come sapete, la Chiesa valdese ha dato la disponibilità ad accogliere bambini e nuclei familiari [dei migranti a bordo di Sea Watch 3 e Sea Eye, ndr]. Poco più di dieci persone che verranno ospitati a loro cura, senza oneri a carico dello Stato italiano”. Comincia così l’incredibile video di poco più di 100 secondi con il quale il Presidente del Consiglio si rivolge ai cittadini italiani per rassicurare sul fatto che “la linea del governo italiano sull’immigrazione non è assolutamente cambiata” e che “occorre una linea di rigore e contrastare il traffico internazionale di migranti” e “perseverare negli orientamenti fin qui assunti”. È un video che è passato piuttosto sotto silenzio, con meno di 400mila views su Facebook e qualche centinaio di commenti critici nei confronti del “cedimento buonista” del Presidente del Consiglio, ma che invece avrebbe meritato maggiore considerazione. Perché mostra in maniera lampante il momento che stiamo vivendo e come la narrazione tossica sull’immigrazione si sia completamente sovrapposta alla realtà dei fatti.

Siamo arrivati al punto in cui il Presidente del Consiglio viene praticamente costretto da una delle forze che lo sostengono in Parlamento a fare un videomessaggio per scusarsi di aver salvato la vita di dieci naufraghi, per garantire che i cittadini italiani non sganceranno un euro per la vita di 10 persone e per ribadire che comunque la cosa non si ripeterà mai più, considerando che questo è stato “un caso eccezionale che ha richiesto una soluzione eccezionale”.

Siamo arrivati al punto in cui il Presidente del Consiglio rivendica come un successo la gestione del caso Diciotti. Ricordate? Quando, senza che vi fosse alcun provvedimento formale, abbiamo impedito per giorni e giorni lo sbarco di 177 migranti che erano a bordo di una nave militare italiana (non una ONG o una carretta del mare, ma una nave della Guardia Costiera; ripetiamo, una nave della Guardia Costiera Italiana; no, sul serio, abbiamo bloccato per giorni e giorni una nave della Guardia Costiera italiana in un porto italiano).

Siamo arrivati al punto in cui il Presidente del Consiglio parla di “coerenza” del Governo italiano, omettendo di dire che il ministro dell’Interno continua a utilizzare lo slogan #portichiusi, senza che vi sia un solo provvedimento, ufficiale o informale, di chiusura dei porti. Ma non solo, perché Conte rivendica il contrasto al traffico di esseri umani mentre, contemporaneamente, la capacità operativa di Lampedusa viene più che dimezzata, con tutto ciò che comporta in termini di minore controllo delle frontiere esterne. Che a Conte piaccia o meno, l’Italia non ha più una linea chiara e coerente nella gestione degli arrivi, si limita a delegare alle pseudo-autorità libiche la SAR e a fregarsene di cosa accade nel Mediterraneo, con un misto di cinismo e inadeguatezza. Che Conte lo ammetta o meno, finora in Europa non ha raccolto che generici impegni e rassicurazioni. Che a Conte faccia piacere o meno, al prossimo caso Sea Watch 3 ci ritroveremo di nuovo nella stessa posizione di stallo.

Ma soprattutto siamo arrivati al punto in cui mostrare umanità e solidarietà è diventata roba da buonisti, da collusi con la criminalità che organizza il traffico di uomini, da idioti e nemici degli italiani. Una vergogna da nascondere.

 

fonti:

https://www.facebook.com/127257700631971/videos/1222000497964454/

https://www.fanpage.it/il-paese-in-cui-il-presidente-del-consiglio-si-deve-scusare-per-aver-salvato-10-naufraghi/

Il Presidente Conte: “il Governo vigila su Banca Carige ma neanche un euro di soldi pubblici. I tempi di Renzi e Gentiloni dei soldi a perdere per le banche sono finiti”…!

 

Banca Carige

 

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Il Presidente Conte: “il Governo vigila su Banca Carige ma neanche un euro di soldi pubblici. I tempi di Renzi e Gentiloni dei soldi a perdere per le banche sono finiti”…!

La storia di ordinaria follia e di sperperi e di truffe di ogni genere oltreché di un management incapace in Banca Carige è lunga.

La crisi inizia in effetti nel 2008, sebbene il primo bilancio in perdita sia quello relativo al 2012, ma a partire da questo tutti i bilanci sono stati chiusi in perdita fino all’ultimo.

La banca ha finora drenato risorse finanziarie dagli investitori per oltre 2 miliardi di euro. Un primo ricorso al mercato nel 2014 per 800 milioni, un secondo nell’anno seguente per 850 milioni, e, in successive sottoscrizioni fino all’anno scorso, circa altri 200 milioni. A partire dal 2015 il principale azionista, la famiglia Malacalza, ha investito circa 400 milioni di euro che oggi, alle ultime quotazioni di borsa di qualche giorno fa poiché la quotazione è stata sospesa a tempo indeterminato, vale poco poco più di 25 milioni per avere il controllo di poco oltre il 27% del capitale sociale.

Per dare un’idea di quanto finora ci abbiano rimesso i risparmiatori investendo nelle azioni di Banca Carige basta questo dato impressionante: chi ha investito 100.000 euro nel 2008 oggi si trova con un valore di 20 euro. Praticamente ci ha rimesso tutti i suoi risparmi.

Da quando è finita malamente l’epoca del padre padrone della banca – l’ex presidente Giovanni Berneschi, condannato in appello per associazione a delinquere finalizzata a truffa, riciclaggio e falso a otto anni e sette mesi – si sono succeduti diversi top manager che non sono riusciti a risollevare le sorti dell’istituto.

In ultimo la crisi ha avuto una portata così forte da costringere ieri la Vigilanza Bancaria in capo alla BCE – in accordo con quella italiana, che ormai però è priva di poteri decisionali – a commissariare Banca Carige, nominando tre commissari.

Sarà ora forte la pressione sul Governo per costringerlo a metterci soldi pubblici per salvare la banca. Ma il presidente Conte ha già messo le mani avanti con parole chiare e inequivocabili: neanche un euro dal Governo del Cambiamento a Banca Carige o a qualsiasi altra banca!

E come potrebbe essere diversamente? Quando mai il Governo Conte proseguirà nelle politiche dissennate dei governi a trazione PD con supporto di FI da Monti a Gentiloni, passando per Letta e Renzi?

I tempi di Berlusconi e Renzi sono finiti. Amen!

 

fonte: https://www.silenziefalsita.it/2019/01/04/il-presidente-conte-il-governo-vigila-su-banca-carige-ma-neanche-un-euro-di-soldi-pubblici-i-tempi-di-renzi-e-gentiloni-dei-soldi-a-perdere-per-le-banche-son-finiti/

Il Governo Conte riapre i dossier sulle banche – Adesso a tremare sono i banchieri…!

 

Conte

 

 

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Il Governo Conte riapre i dossier sulle banche – Adesso a tremare sono i banchieri…!

Era nell’aria, ora è certezza. Partono le prime picconate alle riforme dei governi Pd, premier Matteo Renzi in primis. Il governo pentaleghista ha intenzione di rivedere due delle riforme più importanti e contestate degli ultimi anni sul fronte bancario. Quella del credito cooperativo e delle banche popolari. Due provvedimenti, il primo datato 2016, il secondo 2015, giova ricordarlo, imposti al mercato a mezzo decreto legge, strumento normalmente utilizzato per questioni di carattere urgente e anche per questo motivo mai veramente digerito dal mondo delle Bcc e da quello delle popolari.

Tutto in poche frasi, contenute in un passaggio stringato della replica con cui il premier ha preceduto il voto di fiducia alla Camera, dopo quella di ieri al Senato (171 sì e 117 no). Ma quanto basta per rimettere in discussione un assetto ormai quasi consolidato. Per quanto riguarda infatti il riassetto del credito cooperativo (di cui Formiche.net, unitamente alla questione delle popolari, si è sovente occupata, qui l’ultimo focus), i due poli principali Cassa centrale e Iccrea hanno presentato istanza a Bce e Bankitalia già lo scorso marzo e ora attendono il bollino verde per poter attuare la riforma. Sempre che nel frattempo non arrivi un altro decreto legge, ma di stop, stavolta targato governo Conte.

E anche sulle popolari tutto è compiuto o quasi. Mancano all’appello per la trasformazione in spa solo le popolari di Sondrio e Bari, che però hanno già messo in moto gli ingranaggi (qui l’articolo di Formiche.net sull’ultima assemblea della popolare pugliese). Facendo dui conti, non sarà facile per le banche cooperative ed ex popolari tornare alla propria natura originaria, fermano un meccanismo messosi in moto ormai tre anni fa, che per il mondo della finanza non sono pochi.

“Sicuramente ci sarà una revisione dei provvedimenti sulle banche di credito cooperativo e banche popolari, soprattutto per quelle più integrate sul territorio: per recuperare la loro funzione che aiuta molto il tessuto produttivo”, ha annunciato Conte in Aula a Montecitorio. “Stiamo già maturando consapevolezza, che è nel contratto, e la valutazione che sia opportuno distinguere fra banche che erogano credito e soprattutto caratterizzate a livello territoriale e banche di investimento votate più alla speculazione”.

Ora, è vero che non è dato sapere ancora se e quando il governo interverrà, ma il messaggio arrivato dal governo gialloverde è chiaro: qualcosa si farà, se non un vero e proprio ripristino, quasi. “Ho incontrato durante le consultazioni i risparmiatori, che sono in forte difficoltà. Ci interessa più il problema di sistema: stiamo maturando consapevolezza e la valutazione, che è nel contratto”.
Chi non può non sorridere dinnanzi alla potenziale retromarcia sulle banche è il presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, uno dei combattenti di prima linea contro la riforma Renzi. In un suo recente intervento su Formiche.net, il banchiere piacentino ha ribadito la sua totale avversità a questa riforma. Raggiunto dal cronista di questa testata, Sforza Fogliani ha fatto delle puntualizzazioni.
“Ancora non abbiamo capito come e quando vogliono intervenire, ma certo oggi è un bel giorno per le banche di territorio. Le riforma del governo Renzi si sono abbattute su entità profondamente legate all’economia locale, provando a cancellarle. A dirla tutta penso che le Bcc siano state letteralmente rovinate, molto più delle popolari, perché costrette ad aderire a questa o quella holding, che poi sono solo due, Iccrea e Cassa”, ha spiegato Sforza Fogliani. “Non potrei che vedere con favore un ritorno alle origini per queste banche, anche attraverso l’azzeramento totale della riforma. Certo, nel caso delle popolari, ad eccezione di Bari e Sondrio che non sono ancora spa, ci sarebbe una procedura complessa per tornare allo statuto originario. Ma vale la pena tentare”.
Un chiarimento tecnico è arrivato dal senatore pentastellato Elio Lannutti, che come presidente dell’Adusbef ha seguito con attenzione i dossier bancari “la nostra linea è quella di ridare vigore alle banche del territorio ed evitare che con i risparmi sudati si possa fare speculazione ed investire in derivati e correre il pericolo che ora caratterizza grandi banche come Deutsche Bank, con molti derivati tossici in pancia. “Si cambia paradigma, le banche devono tornare a fare le banche e quelle del territorio non possono essere più scalabili. Questa riforma fatta sulle popolari è stato un grave danno per il sistema bancario italiano, le ha indebolite e rese più fragili. E in più c’è la riforma del credito cooperativo che farà ancora più male alle banche italiane”.
Chi dorme sonni poco tranquilli, almeno da oggi, è sicuramente l’universo bancario delle Bcc. Che per bocca della sua federazione, Federcasse, fa sapere di “essere destano preoccupata” dalla dichiarazioni di Conte. “La riforma ha l’obiettivo di rafforzare le banche locali per assicurarne la capacità di sostenere le piccole e medie imprese e le famiglie nei territori. Il gruppo Iccrea ha già inviato l’istanza per la costituzione del gruppo bancario cooperativo agli organismi di vigilanza europei ed italiani, a valle di un lungo, complesso ed impegnativo percorso progettuale con l’impiego di importanti risorse economiche. In tal senso, chiediamo con urgenza un incontro con il presidente del consiglio affinché possa chiarirci meglio la posizione del governo, rappresentandogli al contempo i rischi per l’economia locale derivanti da uno slittamento dei tempi della riforma”.

 

fonte: http://www.politicamentescorretto.info/2018/07/30/governo-conte-riapre-i-dossier-sulle-banche-adesso-tremano-i-banchieri/

Una riflessione di Marco Travaglio sul Governo Conte: “Non c’è neppure un Ministro inquisito o condannato, non succedeva dal 1994″…!

 

Travaglio

 

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Una riflessione di Marco Travaglio sul Governo Conte: “Non c’è neppure un Ministro inquisito o condannato, non succedeva dal 1994″…!

 

Travaglio sul governo Conte: ‘Non c’è neppure un ministro inquisito o condannato, ed è la prima volta dal 1994’

“Non c’è neppure un ministro inquisito o condannato, ed è la prima volta dal 1994”.

Così Marco Travaglio sul governo Conte nel suo editoriale di oggi 1 giugno.

Il giornalista scrive che il governo giallo-verde non è “entusiasmante”, ma “nemmeno terrificante come l’hanno dipinto i giornaloni prim’ancora che nascesse”.

Inoltre, aggiunge, “tutto se ne può dire, fuorché che sia peggiore di quelli degli ultimi 15 anni”.

Uno dei motivi è che non ci sono ministri indagati e/o condannati. Per di più, prosegue, “nessun ministro puzza di berlusconismo, ed è la prima volta dal 1983, quando con Craxi iniziò la lunga e ininterrotta stagione nera delle leggi ad personam e ad aziendam”.

Tuttavia, osserva Travaglio, un problema potrebbe essere rappresentato dal leader della Lega, in caso “tornasse indietro dal pragmatismo delle ultime settimane per reindossare i panni del Cazzaro Verde xenofobo e sparafucile da campagna elettorale permanente”.

Il direttore del Fatto Quotidiano passa in rassegna la squadra di governo: il ministro degli Esteri Enzo Moavero è da lui considerato “non proprio un nome di cambiamento”.

Quanto a Paolo Savona, il cui nome aveva bloccato la nascita dell’esecutivo M5S-Lega il weekend scorso, Travaglio commenta: “dipinto dal Colle come un kamikaze del Jihad Anti-Euro, va incredibilmente agli Affari europei: a Bruxelles stanno già preparando il comitato di accoglienza”.

Al dicastero dell’Economia, continua Travaglio,”c’è un altro prof: Giovanni Tria, docente ed ex preside a Tor Vergata, con un buon curriculum, a parte i trascorsi con Brunetta”.

Su Giulia Bongiorno, che va alla Pubblica Amministrazione, il giornalista scrive: “L’ex finiana e neoleghista Bongiorno si occuperà di PA, sperando che riesca a farla funzionare un po’ meglio dei centralini della sua associazione Doppia Difesa”.

Per quanto riguarda il nome di Elisabetta Trenta al ministero della Difesa, Travaglio spiega che lei, “esperta di intelligence, sicurezza e cooperazione, la Trenta dovrà chiarire un’ombra di conflitto d’interessi familiare (il marito colonnello al vertice di Segredifesa, che si occupa dei contratti delle Forze Armate)”.

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2018/06/01/travaglio-sul-governo-conte-non-ce-neppure-un-ministro-inquisito-o-condannato-ed-e-la-prima-volta-dal-1994/

Conte ha rimesso il mandato da Presidente del Consiglio, quasi sicuramente si torna al voto. Mattarella irremovibile sul veto a Savona – Proprio non se l’è sentita di dare questo dispiacere ai Padroni tedeschi.

 

Conte

 

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Conte ha rimesso il mandato da Presidente del Consiglio, quasi sicuramente si torna al voto. Mattarella irremovibile sul veto a Savona – Proprio non se l’è sentita di dare questo dispiacere ai Padroni tedeschi.

Poverino Mattarella, proprio non se l’è sentita di dare un sidpiacere ai Padroni tedeschi. Veto ad oltranza su Savona e Conte, coerentemente, rimette il mandato.

Probabilmente niente governo e presto al voto (con spese a carico dei fessi Italioti).

Hanno vinto ancora la Gemania ed i loro fantocci infiltrati nello Stato Italiano.

Ma se gli italioti non sono proprio coglioni, alle prossime elezioni ne vedremo delle belle!

Da Il Fatto Quotidiano:

Governo M5s-Lega, diretta – Conte ha rimesso il mandato da presidente del Consiglio. Prima Di Maio e Salvini da Mattarella: resta il veto del capo dello Stato su Savona

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rimesso il mandato ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ il fallimento del capo di un possibile governo sostenuto da M5s e Lega. E’ l’esito dello scontro istituzionale senza precedenti tra il capo dello Stato e i due partiti che si è consumato quasi esclusivamente su un nome, quello di Paolo Savona, l’economista indicato dalla Lega per il ruolo di ministro dell’Economia. Dopo 84 giorni dalle elezioni politiche, tutto finisce sul confronto frontale tra il Quirinale e i due leader di una maggioranza che probabilmente non si formerà più.

CRONACA ORA PER ORA

20.15 – Conte: “Grazie per aver indicato il mio nome”
“Come vi è stato anticipato ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento” e “ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome”. Lo ha detto Giuseppe Conte al termine del suo colloquio con il Capo dello Stato.

20.14 – Atteso intervento di Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà un intervento a breve al Quirinale.

20.10 – Conte: “Lavoro in clima di collaborazione con i partiti”
Il lavoro compiuto è stato fatto “in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato”. Lo ha dichiarato Giuseppe Conte, parlando al Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato.

20.07 – Salvini: “Qualcuno ha detto no, ora al voto”
“Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto No. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!”. Lo scrive il leader della Lega Matteo Salvini dopo che Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico di formare il nuovo governo.

20.00 – CONTE HA RIMESSO IL MANDATO DA PRESIDENTE INCARICATO
Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico al presidente Mattarella. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.

19.58 – Fonti del Colle: “Nessun veto, irrigidimento dei partiti”
In Costituzione non ci sono veti ma in questo caso è meglio parlare di irrigidimento delle forze politiche. E’ quanto sottolineano fonti del Colle.

19.50 – Salvini: “Con me al governo, Savona ministro”
“Se il professor Savona non può fare il ministro perché ha il difetto di difendere i cittadini italiani mettendo in discussione le regole europee, allora io se vado al governo ci porto il prof Savona”. L’ha detto Matteo Salvini in un comizio a Terni. E ha aggiunto: “Mai servi di nessuno, mai”.

19.44 – Salvini: “Se qualcuno non vuole il governo, lo spieghi agli italiani”
“Se avessi dovuto seguire la convenienza mia e del partito avrei detto, non ci provo neanche”. Così Matteo Salvini parlando, da Terni, dell’ipotesi di governo con M5S. “Ce l’abbiam messa tutta – aggiunge – se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo, lo vada a spiegare a sessanta milioni di italiani”.

19.38 – Salvini: “Siamo un Paese a sovranità limitata”
“Mi sto convincendo che non siamo un paese libero. Siamo un paese a sovranità limitata”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, da Terni.

19.36 – Fonti M5s: “Rischia di saltare tutto, si torna al voto”
C’è pessimismo nei vertici M5S mentre al Quirinale è in corso il colloquio del premier incaricato Giuseppe Conte con il presidente Sergio Mattarella. “Qui rischia di saltare tutto e allora si torna al voto”, è il refrain che, a quanto si apprende, filtra dai vertici del Movimento alla luce del veto posto, secondo fonti M5S, dal capo dello Stato alla scelta di Paolo Savona a capo del Tesoro.

19.33 – Estremo tentativo di Conte per proseguire trattativa
Con il no di Sergio Mattarella a Paolo Savona e l’irrigidimento di M5s e Lega su questo fronte rischiano di far saltare qualsiasi possibilità di chiudere positivamente la partita per un governo giallo verde, si sottolinea in ambienti politici che fanno anche riferimento all’estremo tentativo di Giuseppe Conte per andare comunque avanti. Il Capo dello Stato, si apprende sempre in ambienti politici, avrebbe già pronta l’exit strategy del governo tecnico.

19.32 – Salvini: “Se il governo deve partire sotto minaccia dell’Ue, non parte”
“Per il governo che ha in mano il futuro dell’Italia decidono gli italiani, se siamo in democrazia. Se siamo in un recinto dove possiamo muoverci ma abbiamo la catena perché non si può mettere un ministro che non sta simpatico a Berlino, vuol dire che quello è ministro giusto e vuol dire che se ci sono ministri che si impegnano ad andare ai tavoli europei” a difendere gli interessi italiani “parte il governo, se il governo deve partire condizionato dalle minacce dell’Europa il governo con la Lega non parte”. Così Matteo Salvini a Terni.

19.32 – Salvini: “Se un ministro è sgradito ai poteri forti, è quello giusto”

19.32 – Salvini: “Per l’Italia decidono solo gli italiani”

19.12 – Fonti M5s: “Mattarella ha posto il veto su Savona”
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del M5s, Mattarella nel corso dei colloqui di questo pomeriggio con Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbe posto un veto sulla scelta di Paolo Savona a capo del Ministero dell’Economia. Scelta che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari leghiste, Salvini nel corso dell’incontro avrebbe invece confermato. 

19.09 – Di Maio e Salvini in colloqui separati al Quirinale
Due lunghi colloqui al Quirinale per i leader di M5S e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno preceduto l’arrivo al Colle del premier incaricato Giuseppe Conte. Di Maio e Salvini hanno visto il presidente Sergio Mattarella per cercare di sbloccare in extremis l’impasse sul governo giallo-verde, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero del Tesoro di Paolo Savona. Mattarella ha visto i due leader separatamente: al Quirinale è salito prima Salvini – che poi si è diretto a Terni dove ha in programma dei comizi elettorali – e poi, alle 18 circa, Di Maio.

19.05 – Fonti M5s: “Sta per saltare tutto”
Autorevoli fonti pentastellate dicono all’Adnkronos che “sta per saltare tutto”. La salita al Quirinale del capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, dunque, non avrebbe avuto gli effetti sperati per sbloccare lo stallo legato alla formazione del nuovo governo.

18.59 – Conte al Quirinale
Il presidente del consiglio incaricato, Giuseppe Conte, è arrivato al Quirinale dove alle 19 è previsto l’incontro con il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

18.59 – Anche Salvini a colloquio con Mattarella nel pomeriggio
Pure il leader della Lega, Matteo Salvini, a quanto si apprende, è stato a colloquio nel pomeriggio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

18.57 – Conte ha lasciato la Camera per recarsi al Quirinale
Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha lasciato la Camera per recarsi al Quirinale dove è atteso dal Capo dello Stato.

18.48 – Fonti del Fatto: “Senza Savona, Conte non ha maggioranza”

18.35 – Fonti TgLa7: “La situazione è gravissima”
Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana ha dichiarato che, secondo fonti autorevoli della Lega, la “situazione è gravissima” e questi minuti sono “decisivi per la nascita del nuovo governo”.

18.20 – Fonti SkyTg24: “Di Maio al Colle”

16.40 – Toninelli: “Auspico chiusura entro sera”
“L’auspicio è che entro stasera si possa chiudere la squadra e finalmente far partire il governo del cambiamento. Siamo a buon punto”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Danilo Toninelli a margine dell’Open Day Rousseau di Ivrea.

16.30 – Conte convocato al Quirinale per le 19
Il premier incaricato Giuseppe Conte è stato convocato ufficialmente al Quirinale alle 19 per sciogliere la riserva sulla formazione del governo e per presentare la lista dei ministri. Nel comunicato rilasciato dal Colle si specifica che la sala stampa sarà aperta dalle 17.30.

ABBIAMO UN CAMPIONE – Ecco la campionessa del mondo di FACCIA DI BRONZO: la Fedeli senza laurea, ma soprattutto senza vergogna: “Approfondire sul curriculum di Conte”

 

Fedeli

 

 

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ABBIAMO UN CAMPIONE – Ecco la campionessa del mondo di FACCIA DI BRONZO: la Fedeli senza laurea, ma soprattutto senza vergogna: “Approfondire sul curriculum di Conte”

La politica italiana è stata da sempre costellata di facce di bronzo. Ma quella di Valeria Fedeli, ministro uscente (per fortuna) dell’Istruzione, le batte davvero tutte. Nel momento in cui sta montando la polemica contro Giuseppe Conte e il suo curriculum “gonfiato”, ecco che dall’improbabilissimo pulpito della Fedeli parte la risibile predica: «Secondo me è giusto che tutti facciano le loro scelte e facciano gli approfondimenti del caso». E aggiunge: «La vicenda del curriculum di Giuseppe Conte è una cosa differente dalla mia, non paragonabile».

Su questo, in effetti, la Fedeli ha ragione, ma non nel senso che intende lei. Conte, per quanto si possa andare ad «approfondire», è accusato tutt’al più di aver “abbellito” il profilo del suo percorso di studi: pare infatti che il premier indicato da M5S e Lega vi abbia inserito a bella posta alcune “specializzazioni” presso atenei esteri, che però sono state smentite dalle stesse istituzioni chiamate in causa. Tra queste vi sarebbero dei soggiorni di studio alla New York University e alla Sorbona, al Girton College di Cambridge e alla Duquesne University di Pittsburgh.

Ma, appunto, si tratterebbe al limite di “abbellimenti” che, per quanto effettivamente imbarazzanti, provengono in ogni caso da un professore ordinario. E per diventare professore ordinario servono maturità, laurea, dottorato ecc. Tutte cose che la Fedeli non ha assolutamente acquisito e su cui, anzi, ha deliberatamente mentito. La sua nomina a ministro dell’Istruzione, del resto, era scaturita più da giochi politici (dare un contentino al sindacato) che non da reali meriti (inesistenti) della diretta interessata. Un ministro dell’Istruzione senza laurea, infatti, non si era mai visto. Anzi, addirittura senza maturità. Già è tanto che abbia la terza media. E la Fedeli, va detto, è stata del tutto all’altezza del suo curriculum: gaffe storichescivoloni grammaticali da far spavento. E ora la richiesta di approfondire il profilo accademico di Conte. È proprio vero: un bel tacer non fu mai scritto.

Vittoria Fiore

 

finte: https://www.ilprimatonazionale.it/politica/la-fedeli-senza-laurea-e-senza-vergogna-approfondire-sul-curriculum-di-conte-85910/

 

Per farvi capire come stanno le cose, questo lo avevamo scritto 3 giorni fa – “Ora tremano tutti …E se questo governo ci dovesse portare fuori dall’Euro? …E se poi si scoprisse che fuori dall’Euro stiamo tutti molto, ma molto meglio? …Sapete quanti ne dovremmo appendere a testa in giù?”

 

Euro

 

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Per farvi capire come stanno le cose, questo articolo lo avevamo scritto e pubblicato 3 giorni fa… Questi veramente tremavano e sono passati al contrattacco…

Ora tremano tutti …E se questo governo ci dovesse portare fuori dall’Euro? …E se poi si scoprisse che fuori dall’Euro stiamo tutti molto, ma molto meglio? …Sapete quanti ne dovremmo appendere a testa in giù?

 

Barron’s – Senza Euro l’Italia non sarebbe l’Argentina o la Turchia, ma il Regno Unito

Un articolo molto chiaro e documentato su Barron’s traccia un confronto tra l’economia italiana e quella britannica. Storicamente i fondamentali dei due paesi sono molto simili, con tassi di inflazione pressoché uguali e tassi di interesse reali largamente paragonabili. Entrambi i paesi hanno alcuni problemi strutturali e culturali, peraltro non troppo diversi. La grande differenza negli sviluppi economici recenti l’ha fatta il regime monetario, con una Gran Bretagna indipendente e un’Italia agganciata al marco tedesco (l’euro). Ridicolizzati i tentativi di confronto con i mercati emergenti (sullo stesso tema si veda anche questo articolo di Borghi e Bagnai sul Corriere), un buon termine di paragone per l’Italia è dunque il Regno Unito.

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Ora, l’impressione è che chi fino ad oggi ha difeso l’Euro e l’Unione Europea, sia terrorizzato… Leggiamo in giro dichiarazioni isteriche tipo:

Governo M5s-Lega, Cazzola: “sono schifato e depresso. Mi darei fuoco come Ian Palach. Spero di morire presto”

Savona sgradito perché ha paragonato la Germania al Terzo Reich

Lo capite che hanno paura, sono terrorizzati?

…ma vi rendete conto che se scoprissimo che fuori dall’Euro c’è il benessere, quanti di questi “salvatori del popolo italiano” dovremmo appendere a testa in giù?

 

By Eles

 

 

Perchè l’incontro del Premier Conte con i risparmiatori è lodevole – Ricordiamo i numeri che finora vi hanno nascosto: solo negli ultimi 3 anni, 220mila i risparmiatori coinvolti e 20 miliardi truffati, il tutto con la protezione dei passati Governi…!

 

Conte

 

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Perchè l’incontro del Premier Conte con i risparmiatori è lodevole – Ricordiamo i numeri che finora vi hanno nascosto: solo negli ultimi 3 anni, 220mila i risparmiatori coinvolti e 20 miliardi truffati, il tutto con la protezione dei passati Governi…!

 

Il Codacons da i numeri sulla truffa delle banche…

RISPARMIATORI, INCONTRO CONTE: 20 MILIARDI DI EURO DA RISARCIRE SOLO PER I CRAC BANCARI DEGLI ULTIMI 3 ANNI

CODACONS: 220MILA I RISPARMIATORI COINVOLTI. CONTE ANNULLI LEGGE SUL BAIL-IN E ISTITUISCA DIPARTIMENTO CHE SI OCCUPI ESCLUSIVAMENTE DI CONSUMATORI E PICCOLI INVESTITORI

Positiva per il Codacons la scelta del nuovo Premier, Giuseppe Conte, di incontrare da subito i risparmiatori truffati, ma ora alle parole devono seguire i fatti, a partire dalla cancellazione dell’assurda legge sul “bail-in”. Ammontano infatti a circa 20 miliardi di euro i risparmi dei piccoli investitori bruciati dai crac bancari solo negli ultimi tre anni – afferma il Codacons, che snocciola tutti i numeri sul risparmio tradito – Quasi 220mila sono i risparmiatori che hanno visto andare in fumo i propri soldi negli ultimi anni: 118.994 investitori di Banca Popolare di Vicenza e 87.502 di Veneto Banca hanno perso in totale circa 19 miliardi di euro. A questi si aggiungono i 12.500 risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti che complessivamente hanno perso 431 milioni di euro.
“Chiediamo al Premier Conte di far ottenere a questi cittadini truffati dalle banche il risarcimento fino all’ultimo centesimo dei propri investimenti bruciati a causa della mala-gestione degli istituti di credito – afferma il presidente Carlo Rienzi – Nello specifico chiediamo di annullare l’iniqua legge sul “bail-in”, che introduce espropri di Stato a favore di soggetti privati, le banche, che vengono così salvate con i soldi dei risparmiatori”.
Infine il Codacons rivolge un appello al nuovo Premier: istituire un apposito dipartimento presso la Presidenza del consiglio che si occupi esclusivamente di consumatori, utenti e risparmiatori, considerati i fallimenti dei precedenti governi su tali argomenti, come dimostrano lo scomparso “Mister prezzi” o l’inapplicabile legge sulla class action.

 

fonte: https://codacons.it/risparmiatori-incontro-conte-20-miliardi-di-euro-da-risarcire-solo-per-i-crac-bancari-degli-ultimi-3-anni/

Il Codacons si schiera con Giuseppe Conte – “Vogliamo parlare di Conte? Ok, ma diciamo tutto. Difese i diritti dei cittadini vessati in importanti occasioni. E questo, noi, ce lo ricordiamo”.

Giuseppe Conte

 

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Il Codacons si schiera con Giuseppe Conte – “Vogliamo parlare di Conte? Ok, ma diciamo tutto. Difese i diritti dei cittadini vessati in importanti occasioni. E questo, noi, ce lo ricordiamo”.

 

GOVERNO, CODACONS RIVELA: GIUSEPPE CONTE DIFESE I DIRITTI DEI CITTADINI IN UNA CAUSA CONTRO L’AGENZIE DELLE ENTRATE E IN UNA CONTRO LE VESSAZIONI DELLA RAI

IMPRECISIONI SU CURRICULUM E BUFALE SUL WEB NON POSSONO CANCELLARE AZIONI SVOLTE A TUTELA DEI PIU’ DEBOLI

Giuseppe Conte, Premier indicato da Lega e M5S per guidare il nuovo governo, difese i diritti degli utenti in due importante cause che vedevano coinvolti in modo diretto i cittadini.
La rivelazione arriva dal Codacons, che ricorda come Conte in due diverse occasioni affiancò in qualità di avvocato l’associazione dei consumatori prendendo le parti dei cittadini vessati.
“La prima vicenda risale al 2008, quando scoppiò il caso dei redditi dei contribuenti pubblicati online dall’Agenzia delle Entrate – ricorda il co-presidente Codacons ed esperto di privacy, Avv. Gianluca Di Ascenzo – Una violazione delle norme sulla privacy degli utenti che venne sanzionata dall’Autorità garante e che finì in tribunale, dove Conte difese il Garante per la privacy e i cittadini dal grave errore commesso dall’Agenzia”.
Ma il Premier indicato da Lega e M5S intervenne al fianco del Codacons anche in un’altra azione, quella contro la Rai quando l’azienda, in totale spregio delle leggi vigenti, si fece fornire dai rivenditori di televisori i dati sensibili di chi acquistava un nuovo apparecchio televisivo, allo scopo di intimare il pagamento del canone. I rivenditori che collaboravano ricevevano un premio in denaro dalla Rai. Anche in quel caso Giuseppe Conte difese i diritti degli utenti vincendo assieme al Codacons la causa in tribunale – ricorda Di Ascenzo.
E’ evidente che imprecisioni del curriculum e le tante bufale sul conto del futuro Premier circolate in queste ore non possono in alcun modo cancellare le giuste e importanti battaglie avviate da Conte a tutela dei cittadini vessati dalle istituzioni – afferma il Codacons – Per tale motivo riteniamo che il Presidente Mattarella debba assegnare l’incarico a Giuseppe Conte, che sarà valutato sulla base dell’azione di governo e per ciò che sarà in grado di fare.

 

fonte: https://codacons.it/governo-codacons-rivela-giuseppe-conte-difese-i-diritti-dei-cittadini-in-una-causa-contro-lagenzie-delle-entrate-e-in-una-contro-le-vessazioni-della-rai/

Un paese di facce da culo! Renzi & C. attaccano Conte: “non eletto dagli Italiani”… Ma dove erano queste facce da culo quando hanno governato Monti, Letta, Gentiloni e… soprattutto lo stesso Renzi che, dopo aver distrutto il Paese senza essere stato votato, ora pontifica…

 

Conte

 

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Un paese di facce da culo! Renzi & C. attaccano Conte: “non eletto dagli Italiani”… Ma dove erano queste facce da culo quando hanno governato Monti, Letta, Gentiloni e… soprattutto lo stesso Renzi che, dopo aver distrutto il Paese senza essere stato votato, ora pontifica…

 

Conte premier non eletto? Di Maio: ‘Era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani’

Alcuni opinionisti e quotidiani come “Il Giornale” parlano di Conte premier non eletto.

Luigi Di Maio ha risposto a chi diffonde queste voci nel corso del suo intervento al termine del colloquio con il Capo dello Stato:

“A chi dice che non è stato eletto, rispondo che Giuseppe Conte era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani”, ha detto.

Il capo politico del M5S ha anche affermato che ora “siamo di fronte a un momento storico”.

M5S e Lega, ha proseguito, hanno “indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente della Repubblica”.

“Un nome – ha spiegato – che può portare avanti il contratto di governo”.

Di Maio si è detto “particolarmente orgoglioso di questa scelta” in quanto Conte “sarà un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno”.

“E soprattutto – ha aggiunto – con il sostegno di due forze politiche votate”.

Il leader 5 Stelle ha sottolineato che non ci sono stati cambi di casacca, ovvero “persone che vengono dal gruppo misto e che entrano in altri gruppi”.

“Questo – ha continuato – lo spirito che volevamo dare al governo”.

Di Maio ha poi ribadito l’obiettivo del Movimento 5 Stelle: “migliorare la qualità della vita degli italiani”.

“In questi 80 giorni – ha detto – abbiamo imposto un metodo: prima si è discusso di temi e poi di nomi”.

I 5 Stelle hanno “portato al governo il nostro programma elettorale”, ha aggiunto il numero uno pentastellato: “dal Reddito di Cittadinanza al superamento della legge Fornero, a più spazi di bilancio in Europa, dalla lotta al gioco d’azzardo, al superamento della buona scuola, alla sanità, con la meritocrazia per chi è a capo degli ospedali.”

Poi la replica agli attacchi che arrivano dall’Europa: “fateci partire prima. Poi ci criticate, ma almeno fateci partire”.

“Se il presidente Mattarella valuta giusto il nome – ha concluso – allora sarà un governo politico che mette al centro le questioni politiche.”