Ricordate la guerra ai furbetti del cartellino, quelli che intascavano a sbafo lo stipendio pubblico ma poi si dedicavano ad altri lavori? Sbaglio o fu dichiarata 2 anni fa dal governo di Renzi? Sì, Renzi, quello che intasca lo stipendio pubblico da senatore, ma poi va fare conferenze a pagamento in giro per il mondo…

Renzi

 

 

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Ricordate la guerra ai furbetti del cartellino, quelli che intascavano a sbafo lo stipendio pubblico ma poi si dedicavano ad altri lavori? Sbaglio o fu dichiarata 2 anni fa dal governo di Renzi? Sì, Renzi, quello che intasca lo stipendio pubblico da senatore, ma poi va fare conferenze a pagamento in giro per il mondo…

Sì sono passati 2 anni da quando quelli del Pd si stracciavano le vesti per quei porci che timbravano il cartellino, ma poi invece di fare il proprio dovere andavano a lavorare altrove, o anche a fare la spesa. Ladri, intascavano soldi pubblici, cioè NOSTRI, ma poi facevano i porci comodi loro.

Per fortuna il governo Renzi ha dichiarato loro guerra…

Grande risalto mediatico. Giusta punizione ai LADRI che invece di fare il lavoro pubblico per il quale erano pagati, si dedicavano alle loro cose…

Indubbiamente un grande successo del governo di Matteo Renzi…

Sì del governo di Matteo Renzi…

Perchè sei un “furbetto del cartellino” se fotti alla gente 1.200 Euro al mese…

Se ne fotti 13.000, e magari sei senatori, senatore dello stesso senato che volevi abolire, allora non sei più furbetto… Sei solo stanco delle vicende politiche Italiane…

E te ne vai all’estero a fare conferenze a pagamento… Ma non tutti, tutti i giorni. Perchè il 27 del mese sei impegnato a ritirare lo stipendio a sbafo da senatore…

E, sempre sia lodato quel coglione che ha pagato (cioè noi)…

Tu, italiota, ovviamente, non ti senti preso neanche un poco poco per il culo, giusto?

by Eles

 

Ricapitoliamo: Renzi, quello che a dicembre 2016 dichiarò che avrebbe lasciato la politica (una questione di dignità), quello che solo il mese scorso ha dichiarato che sarebbe stato zitto 2 anni, ora chiama pagliacci Salvini e Di Maio…

 

Renzi

 

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Ricapitoliamo: Renzi, quello che a dicembre 2016 dichiarò che avrebbe lasciato la politica (una questione di dignità), quello che solo il mese scorso ha dichiarato che sarebbe stato zitto 2 anni, ora chiama pagliacci Salvini e Di Maio…

Governo, Renzi a Otto e Mezzo: ‘Pagliacciata che ha due colpevoli, Salvini e Di Maio’

Renzi parla ancora… Vorremmo solo ricordare che le difficoltà nel fare il neo governo sono dovute legge elettorale varata da lui ed i suoi complici che, volutamente e fraudolentemente, non garantisce la governabilità, danneggiando così con dolo e mala fede Italia ed Italiani…

Solo per rinfrescarVi la memoria sul significato del termine “pagliaccio”:

Renzi: Se perdo il referendum smetto di fare politica (mix)

 

Marco Travaglio: ‘Renzi è un grandissimo bugiardo, aveva detto che avrebbe lasciato la politica’

Chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio? E’ possibile un reincarico a Matteo Renzi? Secondo Riccardo Luna (AGI) e Marco Travaglio (Direttore de Il Fatto Quotidiano), Renzi era convintissimo di vincere il Referendum, ecco perché disse ‘Se perdo, lascio la politica’. E Travaglio aggiunge: ‘Che mestiere farebbe se lasciasse la politica? Non ce l’ha un mestiere’.

 

 

Ecco la “Ripresa” di cui tanto parlavano Renzi e Gentiloni: Non si risparmia più sul superfluo, ma sull’essenziale – 6 italiani su 10 si possono permettere solo il discount…!

 

Ripresa

 

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Ecco la “Ripresa” di cui tanto parlavano Renzi e Gentiloni: Non si risparmia più sul superfluo, ma sull’essenziale – 6 italiani su 10 si possono permettere solo il discount…!

Il carrello non sente la “ripresa”: 6 italiani su 10 al discount per risparmiare

Gli italiani preferiscono il discount. Un discorso non di qualità, ma tutto incentrato sulla convenienza. E così, 6 famiglie su 10 si ritrovano costrette al “low cost”. Sono questi i dati che emergono da un recente studio di Unimpresa sulle nostre più recenti abitudini di spesa.

Non si risparmia più sul superfluo, ma anche sull’essenziale come gli acquisti di generi alimentari per tutti i giorni. Da qui il progressivi svuotarsi degli storici supermercati e il continuo fiorire dei discount, segmento di business un tempo limitato ma ora in prepotente evoluzione. È la coda lunga della crisi, dell’austerità e dei colpi inferti ai redditi delle famiglie: “I risultati del sondaggio dicono che c’è ancora molto da fare per riportare il paese su un sentiero di crescita virtuoso e dicono soprattutto che c’è una crisi di fiducia da parte delle famiglie, elemento che poi innesca una spirale negativa per tutta l’economia”, commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.

Prezzi più bassi, va detto, non necessariamente significa peggiore qualità. Una delle forze dei discount sta sì nel non commercializzare prodotti conosciuti consentendogli quindi recuperare sul valore di mercato del marchio, anche se poi lo stesso prodotto è realizzato negli identici stabilimenti delle etichette più note al pubblico. L’andare a caccia di prodotti scontati è comunque indicativo di un disagio che non sente alcuna ripresa: rispetto all’anno scorso, nei primi mesi del 2018 gli acquisti di prodotti in offerta sono aumentati del 46%. E i discount sono gli unici a segnare, nel complesso, cifre positive: crescono del 7%, a fronte di un calo del 4% per i supermercati e superiore all’8% per i piccoli esercenti.

Filippo Burla

 

fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/economia/carrello-ripresa-6-italiani-su-10-discount-86039/

Un paese di facce da culo! Renzi & C. attaccano Conte: “non eletto dagli Italiani”… Ma dove erano queste facce da culo quando hanno governato Monti, Letta, Gentiloni e… soprattutto lo stesso Renzi che, dopo aver distrutto il Paese senza essere stato votato, ora pontifica…

 

Conte

 

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Un paese di facce da culo! Renzi & C. attaccano Conte: “non eletto dagli Italiani”… Ma dove erano queste facce da culo quando hanno governato Monti, Letta, Gentiloni e… soprattutto lo stesso Renzi che, dopo aver distrutto il Paese senza essere stato votato, ora pontifica…

 

Conte premier non eletto? Di Maio: ‘Era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani’

Alcuni opinionisti e quotidiani come “Il Giornale” parlano di Conte premier non eletto.

Luigi Di Maio ha risposto a chi diffonde queste voci nel corso del suo intervento al termine del colloquio con il Capo dello Stato:

“A chi dice che non è stato eletto, rispondo che Giuseppe Conte era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani”, ha detto.

Il capo politico del M5S ha anche affermato che ora “siamo di fronte a un momento storico”.

M5S e Lega, ha proseguito, hanno “indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente della Repubblica”.

“Un nome – ha spiegato – che può portare avanti il contratto di governo”.

Di Maio si è detto “particolarmente orgoglioso di questa scelta” in quanto Conte “sarà un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno”.

“E soprattutto – ha aggiunto – con il sostegno di due forze politiche votate”.

Il leader 5 Stelle ha sottolineato che non ci sono stati cambi di casacca, ovvero “persone che vengono dal gruppo misto e che entrano in altri gruppi”.

“Questo – ha continuato – lo spirito che volevamo dare al governo”.

Di Maio ha poi ribadito l’obiettivo del Movimento 5 Stelle: “migliorare la qualità della vita degli italiani”.

“In questi 80 giorni – ha detto – abbiamo imposto un metodo: prima si è discusso di temi e poi di nomi”.

I 5 Stelle hanno “portato al governo il nostro programma elettorale”, ha aggiunto il numero uno pentastellato: “dal Reddito di Cittadinanza al superamento della legge Fornero, a più spazi di bilancio in Europa, dalla lotta al gioco d’azzardo, al superamento della buona scuola, alla sanità, con la meritocrazia per chi è a capo degli ospedali.”

Poi la replica agli attacchi che arrivano dall’Europa: “fateci partire prima. Poi ci criticate, ma almeno fateci partire”.

“Se il presidente Mattarella valuta giusto il nome – ha concluso – allora sarà un governo politico che mette al centro le questioni politiche.”

 

Chi è Giuseppe Conte, il futuro presidente del Consiglio del governo Lega-M5S

 

Giuseppe Conte

 

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Chi è Giuseppe Conte, il futuro presidente del Consiglio del governo Lega-M5S

Matteo Renzi: Giuseppe Conte? Votava Pd, era renziano ed è amico della Boschi… Cioè, avete capito bene cosa ha detto? Anche lui ormai si è reso conto che se vuoi screditare una persona, basta dire che era uno di LORO…

Giuseppe Conte è la figura che Di Maio e Salvini hanno indicato a Mattarella come futuro presidente del Consiglio di un esecutivo giallo-verde. Conte, 54 anni, insegna diritto privato all’Università di Firenze.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno presentato a Mattarella, di comune accordo, il nome del futuro premier. Si tratta di un profilo “tecnico”: di Giuseppe Conte, 54 anni, si era già parlato: il suo nome era uscito quando il M5S aveva presentato la sua squadra di governo, durante la campagna elettorale, ed era stato indicato come il possibile ministro per la Pubblica Amministrazione. Luigi Di Maio gli aveva affidato la stesura del programma elettorale sulla giustizia e lo ha assunto come suo legale di fiducia. Come fonti politiche avevano già anticipato, il giurista fiorentino otterrà senza ostacoli il via libera del presidente della Repubblica. Ma chi è Giuseppe Conte?

Nato a Volturara Appulla, un piccolo centro in provincia di Foggia, 54 anni, sposato e poi separato, un figlio di dieci anni, Conte vive a Roma, dove dirige un grande studio legale, e insegna a Firenze diritto privato.

Nella sua formazione c’è una laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma La Sapienza, con una votazione di 110 e lode, poi una sfilza di master e perfezionamenti in giro per il mondo (Yale, Vienna, Sorbona, New York University). Nel 1988 (l’anno della laurea), era già stato inserito nella commissione istituita a Palazzo Chigi per la riforma del codice civile. Non si contano le collaborazioni con riviste giuridiche, università di paesi stranieri, i libri e gli articoli pubblicati. Ha insegnato poi diritto civile e commerciale in diversi atenei italiani. Oggi è docente di diritto provato all’Università di Firenze.

E’ stato vicepresidente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, incarico che ha lasciato quando Di Maio lo ha voluto tra i suoi ministri.

Conte conosce bene la Pubblica amministrazione. Per conoscere la sua posizione, che è orientata verso una sburocratizzazione della macchina statale, basta ripercorrere alcune sue recenti dichiarazioni: “Primo: bisogna drasticamente abolire le leggi inutili, che sono molte più delle 400 indicate da Luigi Di Maio. Secondo: bisogna rafforzare la normativa anti-corruzione prevedendo quelle iniziative che si muovono nello spazio oscuro che precede la corruzione. Terzo: bisogna rivedere, pressoché integralmente, la riforma della cattiva scuola”. Prima di avvicinarsi al Movimento, Conte è stato un elettore della sinistra, con spiccate simpatie renziane, come lui stesso ha dichiarato: “In passato ho votato a sinistra. Oggi penso che gli schemi ideologici del ‘900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacità di elaborare programmi utili ai cittadini”. Lo stesso Matteo Renzi aveva commentato con una battuta la notizia, diffusa nei giorni scorsi, che il governo giallo-verde potesse essere guidato da lui: “Il M5S vuole fare premier Conte l’amico di Maria Elena Boschi?”.

tratto da: https://www.fanpage.it/chi-e-giuseppe-conte-il-possibile-presidente-del-consiglio-del-governo-lega-m5s/p1/
http://www.fanpage.it/

 

Vogliamo solo ricordarvi che quelli che deridono i Cinquestelle affermando che il Reddito di Cittadinanza è improponibile perchè costa troppo (15 miliardi), sono gli stessi che nel 2017 hanno bruciato 29,2 miliardi di Euro per spese militari!

 

Reddito di Cittadinanza

 

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Vogliamo solo ricordarvi che quelli che deridono i Cinquestelle affermando che il Reddito di Cittadinanza è improponibile perchè costa troppo (15 miliardi), sono gli stessi che nel 2017 hanno bruciato 29,2 miliardi di Euro per spese militari!

15 miliardi sono troppi per i nostri giovani… Una spesa che non si può sostenere. E chi chiede il rddito di cittadinanza è un populista…

Lo sostiene chi l’anno scorso fa speso il doppio per fare la guerra (a chi?)….

Ma proprio non capite quanto Vi prendono per i fondelli…?

 

Nel 2017 l’Italia ha speso 29,2 miliardi di euro per armamenti ed esercito

Nel 2017 l’Italia ha speso 29,2 miliardi di euro per acquistare armamenti e mantenere il proprio esercito. E’ quanto ha rilevato il report Trends in World Military Expenditure del SIPRI, l’Istituto Internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace.

L’Italia è dodicesimo posto nella classifica delle spese militari, dominata dagli Stati Uniti, ed è il quarto Paese europeo, dopo Francia, Regno Unito e Germania. Un report che certifica un aumento generale della spesa militare mondiale che nel 2017 ha raggiunto il record storico di 1.739 miliardi di dollari, l’1,1% in più rispetto all’anno precedente. Alla corsa agli armamenti però non ha preso parte la Russia che, complici le difficoltà economiche che sta attraversando il Paese, ha ridotto gli investimenti militari a 66,3 miliardi di dollari.

Tra coloro che hanno incrementato la spesa militare c’è la Cina, così come Francia e Stati Uniti; negli ultimi 10 anni, invece, gli investimenti dell’Italia sono calati del 17% ma nonostante ciò il nostro Paese è ancora tra quelli che spende di più. D’altronde l’Italia deve investire per mantenere quello che secondo l’annuale report di Global Firepower (dove vengono analizzati gli armamenti, gli eserciti e la posizione strategica dei singoli Paesi) è l’11esimo esercito più forte al mondo. Anche questa classifica è dominata dagli Stati Uniti (e non potrebbe essere altrimenti visto che gli Stati Uniti rappresentano il 35% della spesa militare mondiale), seguiti dalla Russia e dalla Cina.

Nel dettaglio, l’Italia secondo i dati del Global Firepower conta 267.500 soldati, 828 velivoli, 200 carri armati e 143 unità navali: numeri che rabbrividiscono di fronte a quelli statunitensi (2 milioni e 83mila militari, 13 mila velivoli, 5.884 carri armati e 415 unità navali) e russi (3 milioni e 586mila soldati, 3.914 velivoli, 20mila carri armati e 352 unità navali). Per il 2018 – secondo il rapporto Mil€x a cura dell’Osservatorio sulla spesa militare italiana – il budget italiano subirà un incremento del 4% rispetto a quello dello scorso anno.

tratto da: http://www.imolaoggi.it/2018/05/14/nel-2017-litalia-ha-speso-292-miliardi-di-euro-per-armamenti-ed-esercito/

#SENZADIME …sono giorni che mi chiedo: ma dove cazzo erano gli eroi del #senzadime quando al Nazareno si pianificava il futuro del Paese con un delinquente incandidabile o quando si governava con Verdini e Alfano o quando si distruggeva il Paese…

 

#senzadime

 

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#SENZADIME …sono giorni che mi chiedo: ma dove cazzo erano gli eroi del #senzadime quando al Nazareno si pianificava il futuro del Paese con un delinquente incandidabile o quando si governava con Verdini e Alfano o quando si distruggeva il Paese…

 

Dove erano i #senzadime quando Renzi umiliava il Pd con la feccia della politica italiana?

Non ne ha fatta una giusta il leader del Pd-#senzadime… Se ne è accorta anche la Gente. Parliamo di uno che ha ereditato un Partito al 40% e lo ha portato al 18%…

Come è possibile dare fiducia ad un incapace del genere?

E non dimenticate che se oggi non è possibile fare un governo è perché il Pd di Renzi-Gentiloni, con la complicità del Berlusca hanno varato una legge elettorale del cazzo che aveva l’unico scopo di non dare una vittoria scontata ai Cinquestelle.

Insomma, come gli Unni di Attila spargevano il sale sui territori che devastavano perché “non crescesse più l’erba”, così i Pidioti si sono inventati una legge elettorale fatta apposta per non far vincere il M5s, ma soprattutto per rendere il Paese ingovernabile…

E per farla passare sono stati necessari ben otto voti di fiducia

Cari #senzadime, ci avete messo nella merda Voi ed i vostri complici impresentabili. E con questa legge elettorale avete fatto in modo che anche dopo di voi da questa merda non se ne potesse più uscire.

Siete solo dei criminali che scientemente avete messo in ginocchio l’Italia. Dei criminali nei nostri confronti e nei confronti dei nostri figli…

Da un Ex Comunista. Nauseato da questa lordura che qualcuno chiama ancora “sinistra”. Simpatizzante 5stelle finché non hanno dichiarato di voler fare un governo con la feccia degli altri partiti. Da un nauseato: andateveaffaculo!

 

by Eles

 

 

Leggo una dopo l’altra 3 notizie: “Ricchezza, Fmi: gli spagnoli sorpassano gli italiani” – “Disoccupazione, Eurostat: peggio dell’Italia solo la Grecia” – “Renzi: nel 2014 in 45 giorni avevamo già dato svolta” …Com’è che mi viene una gran voglia di andarlo a prendere a calci in culo?

 

Renzi

 

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Leggo una dopo l’altra 3 notizie: “Ricchezza, Fmi: gli spagnoli sorpassano gli italiani” – “Disoccupazione, Eurostat: peggio dell’Italia solo la Grecia” – “Renzi: nel 2014 in 45 giorni avevamo già dato svolta” …Com’è che mi viene una gran voglia di andarlo a prendere a calci in culo?

 

DISOCCUPAZIONE, EUROSTAT: PEGGIO DELL’ITALIA SOLO LA GRECIA

BRUXELLES, 20 APR – L’Italia è penultima in Ue per il livello di occupazione, con il 62,3% nel 2017 nella fascia tra i 20 e i 64 anni. Fa peggio solo la Grecia con il 57,8%. Lo si legge nei dati Eurostat riferiti al 2017.

L’Italia è anche il penultimo Paese in Ue per donne occupate (con il 52,5%). Resta molto ampio il divario tra l’occupazione degli uomini e delle donne con l’Italia che registra 19,8 punti di differenza, lo scarto peggiore dopo Malta. Mentre l’occupazione complessiva è cresciuta in Europa di 1,1 punti percentuali (arrivando al 72,2% nella fascia di età considerata) in Italia è avanzata solo di 0,7 punti rispetto al 2016, molto meno degli altri Paesi in fondo alla classifica (+1,6 punti rispettivamente per la Grecia e la Spagna).

E’ cresciuta nel nostro Paese in modo significativo l’occupazione delle persone tra i 55 e i 64 anni con il passaggio dal 50,3% al 52,2% in linea con l’andamento complessivo e in avvicinamento con la media Ue per la fascia più anziana al lavoro (57,1%).

via: ImolaOggi

 

Fmi, spagnoli più ricchi degli italiani: sorpasso nel 2017

La Spagna ha raggiunto un reddito pro capite, calcolato secondo la tecnica della parità del potere d’acquisto, di 38.286 dollari contro i 38.140,3 dell’Italia. E nei prossimi anni andrà peggio. I dati sul reddito pubblicati dal World Economic Outlook e rielaborati dal Financial Times

La Spagna sorpassa l’Italia per Pil procapite. Lo schiaffo di Madrid a Roma è arrivato lo scorso anno, nel 2017. Lo indicano i dati sul reddito pubblicati dal World economic Outlook dell’Fmi e rielaborati ieri dal Financial Times. La tabella del Fondo dà soltanto l’indicazione del ritmo di crescita del Pil pro capite che tuttavia non lascia spazio a dubbi: dal 2015 in Spagna ha segnato tassi di incremento superiori al 3 per cento, più del doppio rispetto all’Italia. Così nel 2017, dopo tre anni di incrementi più forti, è avvenuto il sorpasso: la Spagna ha raggiunto un reddito pro capite, calcolato secondo la tecnica della parità del potere d’acquisto, di 38.286 dollari contro i 38.140,3 dollari dell’Italia. Dunque una differenza di oltre 140 dollari.

continua a leggere su: LaRepubblica.it

 

Renzi fa ancora lo spavaldo: “Nel 2014 in 45 giorni avevamo già dato svolta”

“Nel 2014, quando siamo andati al Governo, non avevamo tempo. Avevamo l’acqua alla gola. Nel giro di qualche settimana abbiamo dovuto dare la svolta. Nei primi 45 giorni – gli stessi che ci separano dal voto del 4 marzo – avevamo già approvato le misure di urgenza: gli 80 euro, il tetto ai dirigenti pubblici, la diminuzione dell’Irap per le aziende, i primi decreti legge su PA e Lavoro”

tratto da: Il Giornale

 

Ovviamente quelle di Renzi sono solo palle… La verità che hanno fallito miseramente qualunque cosa hanno fatto. Hanno affossato e distrutto il Paese e le conseguenze le paghiamo NOI

…E questo fa pure lo spavaldo…

Com’è che mi viene un’irrefrenabile voglia di andarlo a prendere a calci in culo?

Salvini esibisce la sua fedeltà: “niente governo senza Berlusconi” …ovviamente avrà già pensato a come giustificare ai Kamerati leghisti perché fare un Governo con un Condannato…!

 

Salvini

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Salvini esibisce la sua fedeltà: “niente governo senza Berlusconi” …ovviamente avrà già pensato a come giustificare ai Kamerati leghisti perché fare un Governo con un Condannato…!

Lo ha confermato oggi.

Salvini, pur senza chiudere la porta ai Cinquestelle, ha confermato la sua fedeltà a Berlusconi.

Sì ad ogni intesa, ma con il buon Silvio.

Ovviamente, ancora una volta, calpestando quella che una volta si chiamava “coerenza”

Adesso siamo noi curiosi di sentire come faranno i Kamerati della lega, sia in Parlamento che su Facebook, a giustificare il fatto che vogliono un Governo con un Condannato…

 

by Eles

Dedicato a quel 18% che ancora ha lo stomaco di votare Pd: Il costo del salvataggio delle banche degli amici di Renzi costa caro agli Italiani: solo per le banche Venete parliamo di 662 euro a famiglia! Ma non vi preoccupare, ora che sono all’opposizione…

 

banche

 

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Dedicato a quel 18% che ancora ha lo stomaco di votare Pd: Il costo del salvataggio delle banche degli amici di Renzi costa caro agli Italiani: solo per le banche Venete parliamo di 662 euro a famiglia! Ma non vi preoccupare, ora che sono all’opposizione…

 

EUROSTAT, DA BANCHE VENETE IMPATTO DEFICIT 4,7 MLD, DEBITO PER 11,2 MILIARDI

CODACONS: SALVATAGGIO VENETO BANCA E BPVI COSTATO 662 EURO A FAMIGLIA. VERGOGNA! ANCORA UNA VOLTA COLLETTIVITA’ PAGA CRISI BANCARIE

Il salvataggio delle banche venete da parte dello Stato avrà un impatto sul deficit e sul debito pubblico, e il costo totale dell’operazione sarà pari a 662 euro per ogni singola famiglia italiana.
Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’Eurostat secondo cui l’impatto sul deficit delle operazioni Veneto Banca e Popolare di Vicenza è stato di 4,7 miliardi sul deficit e 11,2 miliardi sul debito.
“In parole povere è come se ogni famiglia sia stata costretta a pagare 662 euro ciascuna per finanziare il salvataggio delle due banche – afferma il presidente Carlo Rienzi – E’ una vergogna che ancora una volta il Governo abbia messo le mani in tasca agli italiani per salvare le banche ridotte al fallimento da una mala-gestione i cui costi vengono scaricati sulla collettività. I cittadini si ritrovano doppiamente danneggiati dalla crisi di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza: una prima volta attraverso il crollo delle azioni delle due banche, già costato 19 miliardi di euro ai risparmiatori assieme agli aumenti di capitale e alle perdite degli ultimi anni, la seconda volta attraverso le risorse pubbliche che il Governo mette a disposizione del salvataggio, soldi che impattano su debito e deficit e che potrebbero essere destinati a ridurre le tasse o completare le opere da: incompiute” – conclude Rienzi.

da: https://codacons.it/eurostat-da-banche-venete-impatto-deficit-47-mld-debito-per-112-miliardi/

Banche salvate dallo Stato: l’impatto sui conti è disastroso. Il Governo ha mentito: il deficit sale al 2,3% del Pil

Il Governo può esibire un’argomentazione, semplice e incontrovertibile: far fallire le banche finite tecnicamente in default negli anni scorsi avrebbe presentato al Paese un conto molto di più salato rispetto a quello che alla fine andremo a pagare. Qui il futuro è d’obbligo, perché la montagna di soldi impegnata dallo Stato, in aggiunta a quelli fatti spintaneamente buttar via a Fondazioni e altri privati, andranno ad aumentare il nostro già poderoso debito pubblico, oltre al deficit. Un finale mica tanto difficile da prevedere, ma di fronte al quale sempre lo stesso Governo ha mentito a tutti: agli italiani e a chi ci controlla i conti in Europa. Un giochetto che ieri l’Istat ha dovuto scoprire, confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi. Proprio per l’effetto dei salvataggio delle banche in difficoltà, il rapporto deficit Pil nel 2017 è salito dall’1,9% previsto nella precedente stima al 2,3%. A confronto con il 2016 l’incidenza dell’indebitamento sul Pil migliora (era 2,5%), ma questo è effetto essenzialmente delle politiche monetarie accomodanti della Bce e di altri fattori di politica economica espansiva esterni al nostro Paese e del tutto irripetibili. Resta perciò una piena responsabilità di chi ha legittimamente utilizzato il denaro pubblico per salvare le banche, ben attento non solo nel tacere il reale impatto di questa operazione finanziaria sui conti pubblici, ma anche nel sottostimare gli effetti di tanta spesa nelle informazioni ufficiali al Parlamento, all’Unione europea e ai mercati.

Fatte passare le urne – Un gioco del silenzio al quale adesso non appare estranea pure l’Eurostat, cioè l’istituto di statistica Ue, al quale la nostra Istat aveva chiesto il 4 agosto 2017, attraverso l’apposita procedura, un parere sulle modalità di registrazione delle operazioni sulle banche. Parere che è arrivato solo qualche giorno fa, manco fosse stato spedito con la diligenza al tempo di indiani e cowboy. Otto mesi di attesa, durante i quali è stata sottratta un’informazione tanto rilevante anche rispetto all’orientamento degli elettori chiamati nel frattempo alle urne. Complessivamente le operazioni sulle banche in difficoltà hanno impattato per circa 6,3 miliardi sull’indebitamento 2017. L’Istat ha spiegato che la contabilizzazione del salvataggio delle banche venete corrisponde a un trasferimento in conto capitale di 4,756 miliardi, secondo le indicazioni di Eurostat. A ciò vanno aggiunti 1,6 miliardi delle operazioni relative a Monte dei Paschi di Siena (ricapitalizzazione e ristoro dei “junior bondholders”). Cifra, questa, rivista (era stata calcolata in 1,1 miliardi). Parallelamente è salito anche il debito pubblico, che nel 2017 è arrivato alla cifra astronomica di 2.263 miliardi, ossia il 131,8% del Pil (la precedente stima basata anche sui dati del Governo era al 131,5%). Il valore totale risulta pure qui in calo rispetto al 2016, quando era del 132,0%, ma vale lo stesso discorso del deficit per quanto riguarda l’effetto di fattori esterni e in ogni caso il dato è superiore all’indicazione contenuta nella nota di aggiornamento al Def (131,6%). Ora che i dati sono tutti sul tavolo si possono fare tanti discorsi, persino sulla ineludibilità delle scelte fatte dal Governo impegnando una barca di soldi per salvare le banche, ma tutto questo doveva essere detto a chi alla fine dovrà scucire questi miliardi. Una comunicazione non facile, certo, soprattutto in tempi di campagna elettorale, ma qui è accaduto qualcosa di politicamente incredibile, per non dire disgustoso. Il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, che ha taciuto l’impatto dei quattrini dati alla banche sui nostri deficit e debito poi si è candidato per il Parlamento a Siena, cioè l’epicentro con il Veneto di quel sistema finanziario marcio beneficiato dai soldi pubblici, oltre che dal suo silenzio.

da: http://www.lanotiziagiornale.it/banche-salvate-dallo-stato-limpatto-sui-conti-e-disastroso-il-governo-ha-mentito-il-deficit-sale-al-23-del-pil/