Coronavirus, superati i 10.000 morti, ma Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza” – Perchè per quelli come lui, giocare sulla pelle della gente, che i morti siano 10.000 o 100.000, non frega niente. Importa solo la “visibilità”

Matteo Renzi

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Coronavirus, superati i 10.000 morti, ma Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza” – Perchè per quelli come lui, giocare sulla pelle della gente, che i morti siano 10.000 o 100.000, non frega niente. Importa solo la “visibilità”

Un merito al coronavirus va dato. Ci ha fatto capire, almeno a molti di noi, chi della nostra classe politica lavora (più o meno bene) per il Paese e chi, invece, cerca solo visibilità, portando avanti una continua campagna elettorale basata solo e solamente su sterili slogan. Gente che non ha idee, non dice mai niente di concreto, utile e costruttivo, ma si crea una immagine su slogan opportunamente creati a tavolino.

Ovviamente parliamo di Salvini, della Meloni e di tanti altri.

E ovviamente parliamo del nulla cosmico che è Matteo Renzi…

Anche lui come i sopraccitati, nel disperato bisogno di “visibilità”, trova ogni occasione buona per per buttare lì una puttanata propagandistica… E questi non si fermano neanche davanti alla morte. Alla morte di ormai già 10.000 persone… Morale zero, dignità ancora meno… Per loro (almeno nelle loro intenzioni) questa è un’altra occasione per raschiare qualche voto…

E ora che tutti dobbiamo cercare di evitare la diffusione del contagio, il nostro buon Matteo se ne esce cosi…

Da Fanpage:

Coronavirus, Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza”

Il senatore e leader di Italia viva Matteo Renzi ribadisce che serve un piano per ripartire le attività produttive, ferme per l’emergenza coronavirus: “Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire”.

Il senatore Matteo Renzi insiste sull’urgenza di riavviare al più presto le attività produttive che sono state sospese con l’ultimo decreto del governo, per limitare i contagi di coronavirus in Italia: “Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due…”. È l’allarme lanciato ancora una volta dal leader di Italia viva, in una lunga intervista ad ‘Avvenire’, che chiede di riaprire entro Pasqua le fabbriche, e poi le scuole, i negozi, le chiese e le librerie. Per l’ex segretario dem gli italiani dovrebbero imparare a convivere con il virus.

L’ex premier aggiunge: “Riapriamo. Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus”. Per il senatore di Scandicci “bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate”.

Il leader di Italia viva ribadisce quanto detto nei giorni scorsi: “Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire”. E bisogna riaprire anche le scuole: “Bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle ‘medie’ e i due milioni settecentomila delle ‘superiori’. Tutti di nuovo in classe dopo aver fatto un esame sierologico: una puntura sul dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus”.

“Ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Chi è stato chiuso regge se gli elimini le scadenze o se gli offri una straordinaria iniezione di liquidità. È la sola strada: lo Stato deve dare garanzie alle banche e le banche devono garantire liquidità. Senza chiedere modulistiche infernali, deve bastare un modulo di richiesta sulla base del fatturato dell’anno prima e la garanzia dello Stato”. Quindi attacca l’esecutivo: “Il governo ha bloccato le libertà di sessanta milioni di italiani ma non è stato capace di bloccare il virus della burocrazia. Il ‘Cura-Italia’ è un incomprensibile fiume di parole. Le autocertificazioni per spostarsi cambiano ogni giorno: facciamo un’autocertificazione in meno e un tampone in più. In momenti così la vita della gente va resa semplice, non complicata, in momenti così la burocrazia non può vincere sulla Costituzione”.

E aggiunge: “Abbiamo anche il dovere di immaginare una strada per far emergere le sacche di ‘irregolarità’ e di immaginare anche per queste precise garanzie. Penso ai lavoratori in nero a cominciare dalle badanti fuori regola e penso agli immigrati regolari che chiedono cittadinanza. Facciamo emergere la verità. E diamo cittadinanza a chi lavora”.

 

Coronavirus, superati i 10.000 morti, ma Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza” – Perchè per quelli come lui, giocare sulla pelle della gente, che i morti siano 10.000 o 100.000, non frega niente. Importa solo la “visibilità”ultima modifica: 2020-03-28T23:04:37+01:00da eles-1966
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