Scurdammoce ‘o passato – Salvini e Di Maio vicini all’accordo: “Si può chiudere in 3 giorni” …!

 

Di Maio

 

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Scurdammoce ‘o passato – Salvini e Di Maio vicini all’accordo: “Si può chiudere in 3 giorni” …!

 

Salvini e Di Maio vicini all’accordo: “Passi avanti su composizione del governo e premier”

Dopo l’ok di Silvio Berlusconi al governo tra MoVimento 5 Stelle e Lega, ma senza il sostegno di Forza Italia, i due leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono incontrati per definire i punti di una possibile intesa. Si parla di temi, ma anche di nomi. I due fanno sapere che ci sono stati “significativi passi avanti sulla composizione del governo e sul presidente del Consiglio”.

È terminato l’incontro iniziato intorno alle 9 di questa mattina tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per definire l’eventuale accordo che porterebbe alla nascita di un governo tra Lega e MoVimento 5 Stelle. I due, al termine del colloquio, hanno diffuso un comunicato congiunto: l’incontro è avvenuto in un “clima positivo per definire il programma e le priorità di governo. Già oggi pomeriggio si terrà la prima riunione con i responsabili tecnici dei diversi settori MoVimento 5 Stelle e Lega”. Per quanto riguarda la composizione dell’esecutivo e il nome del presidente del Consiglio “sono stati fatti significativi passi in avanti nell’ottica di una costruttiva collaborazione tra le parti con l’obiettivo di definire tutto in tempi brevi per dare presto una risposta e un governo politico al Paese”.

Nel pomeriggio si terrà un incontro che verterà sul programma comune: a prendere parte saranno i tecnici dei due partiti. E Salvini e Di Maio, invece, decideranno quando rivedersi, secondo quanto spiegato da Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, ai cronisti alla Camera dei deputati. Giorgetti ha partecipato all’incontro di questa mattina, in cui era presente, per il MoVimento 5 Stelle, anche Vincenzo Spadafora. Giorgetti non risponde invece a chi gli chiede maggiori informazioni sui nomi che circolano per il governo e sui tempi che si danno le due forze politiche prima di andare al Quirinale a riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lega e MoVimento 5 Stelle avrebbero chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di attendere qualche altro giorno per definire l’accordo di governo e poi riferire gli ultimi sviluppi al Colle. Secondo quanto si apprende, i due partiti avrebbero chiesto tempo almeno fino a domenica, quindi un punto sulla situazione potrebbe arrivare lunedì. Intanto Salvini ritorna alla sua classica metafora della ruspa, stavolta pubblicandola in foto. In un post su Twitter corredato da una sua foto davanti a una ruspa scrive: “Stiamo lavorando per voi”.

 

 

 

 

 

tratto da: https://www.fanpage.it/live/dopo-il-via-libera-di-berlusconi-salvini-e-di-maio-cercano-l-intesa-sul-presidente-del-consiglio/

“I furbi fessi” – Il fantastico editoriale di Marco Travaglio con le 10 leggi di Berlusconi… Non dico da leggere, è proprio da imparare a memoria!

 

Marco Travaglio

 

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“I furbi fessi” – Il fantastico editoriale di Marco Travaglio con le 10 leggi di Berlusconi… Non dico da leggere, è proprio da imparare a memoria!

 

“I furbi fessi”: editoriale di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – da Il Fatto Quotidiano del 22 aprile 2018)

I casi sono due: o Di Maio e Salvini sono molto furbi, o sono molto fessi. Sarebbero molto furbi se fossero già d’accordo per un governo 5Stelle-Lega (senza B.), con tanto di ministri e programma (reddito di cittadinanza e flat tax, oppure flat reddito, o magari tax di cittadinanza), e inscenassero questa quotidiana pantomima dei forni aperti, chiusi, socchiusi, accesi, spenti, tiepidi, per arrivare alle elezioni friulane di fine aprile col divorzio definitivo della Lega da FI. Sarebbero molto fessi se davvero pensassero di poter governare insieme senza rompere il centrodestra, cioè con l’appoggio esterno, anzi il concorso esterno di un Berlusconi miracolosamente pronto al “passo indietro” o “di lato”. Cosa che pare Salvini abbia garantito prima a Di Maio e poi a Mattarella, salvo venire sbugiardato a stretto giro dal Caimano a suon di insulti e minacce. Facendo fare la figura del pollo al primo e mandando su tutte le furie (compatibilmente col personaggio) il secondo. Nel primo caso, i due leader vincitori (parziali) delle elezioni non avrebbero bisogno di consigli, se non quello di spiegarci al più presto come intendono colmare le distanze abissali che li separano in politica interna, estera, economica, giudiziaria, migratoria, fiscale, sociale, scolastica, sanitaria e così via. Nel secondo, invece, ne avrebbero bisogno eccome, essendo ignari delle dieci leggi che da ben 82 anni regolano l’esistenza di Silvio Berlusconi e ne rendono prevedibile ogni mossa.

1. Legge di Montanelli/1. “Berlusconi mente ogni volta che respira”.

2. Legge di Montanelli/2. “Berlusconi è un bugiardo sincero, perché finisce col credere alle sue menzogne”.

3. Legge di Biagi. “Se avesse una puntina di tette, Berlusconi farebbe anche l’annunciatrice”.

4. Legge di Cecchi Gori. “Berlusconi, se gli dai un dito, ti si prende il culo”.

5. Legge del Tribunale. “Berlusconi ha una naturale capacità a delinquere”.

6. Legge di Confalonieri. “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia”.

7. Legge di Ferrara (Giuliano)/1. “Berlusconi è entrato in politica per salvare la roba”.

8. Legge di Ferrara/2. “Il punto fondamentale non è che tu devi essere capace di ricattare, è che tu devi essere ricattabile… Per fare politica devi stare dentro un sistema che ti accetta perché sei disponibile a fare fronte, a essere compartecipe di un meccanismo comunitario e associativo attraverso cui si selezionano le classi dirigenti”.

9. Legge di Renzi (o di Bossi, o di D’Alema, o di Veltroni). Chiunque si sieda al tavolo con Berlusconi per trattare, muore. I cimiteri sono lastricati di lapidi degli ex leader che pensavano di metterlo nel sacco.

10. Legge di Fini (o di Boffo, o di Di Pietro, o di Montanelli, o di molti altri). Berlusconi conosce solo tre approcci umani e politici: o ti compra, o ti massacra, o sei Dudù.

Se Salvini e Di Maio hanno ipotizzato anche per un istante che B. si ritirasse in buon ordine, regalando i suoi voti senza contropartite a un governo dominato da due leader che lo vogliono (politicamente) morto, c’è da dubitare della loro sanità mentale. Ora, la storia insegna che il Caimano era uso scegliersi e poi a telecomandare almeno i ministri della Giustizia e delle Comunicazioni anche quando stava all’opposizione, figurarsi nell’ipotesi di un appoggio esterno. Che, a quanto abbiamo capito, non sarebbe un voto gratuito dato motu proprio senza contropartite, che nessuno potrebbe impedire: sarebbe il frutto di un programma concordato con lui da Salvini e poi portato al tavolo con Di Maio. Programma che, ovviamente, escluderebbe qualunque intervento su conflitto d’interessi, mafia, corruzione, evasione fiscale, prescrizione, sistema televisivo, affollamenti pubblicitari. Una mega-truffa nascosta sotto una piccola foglia di fico, che cancellerebbe le ragioni sociali dei 5Stelle per tutelare quelle di FI, anzi di Mediaset, salvando la faccia a Salvini e facendola perdere a Di Maio. Però l’idea che nel 2018 esista ancora qualcuno – Salvini – che crede alla parola di B., è già affascinante. Ma che esista pure un altro – Di Maio – che crede alla parola di Salvini che crede alla parola di B., è straordinario. Poi, si capisce, c’è anche l’ipotesi che davvero Salvini trovi la forza e il coraggio di mollare B., al costo di ridursi a fare il leader della Lega al 17% anziché il capo del centrodestra al 37%. Ma, visti i precedenti, sarebbe uno spettacolo che non ci perderemmo per nessuna ragione al mondo. Prepariamo i pop-corn.

Caro sig. Sgarbi, credo di poter parlare anche a nome di tanti, tantissimi Italiani. Essere gay è naturale… È l’essere omofobo e anche molto stronzo che mi fa schifo.

Sgarbi

 

 

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Caro sig. Sgarbi, credo di poter parlare anche a nome di tanti, tantissimi Italiani. Essere gay è naturale… È l’essere omofobo e anche molto stronzo che mi fa schifo.

 

Di Maio è gay? Non credo che sia una cosa rilevante ai fini politici.

Non ritengo l’orientamento sessuale assolutamente rilevante ai fini di giudicare una persona in alcun campo, tantomeno la politica.

Figuratevi che sono quello che ha saputo che Lucio Dalla era gay solo dopo la sua morte, ma solo perchè ne hanno straparlato i media.

Invece mi fanno schifo gli omofobi. Specialmente quando sono degli stronzi.

E mi fanno schifo le testate giornalistiche che hanno riportato le affermazioni di Sgarbi come “nostizia choc”

Perchè choc?

Credevo che delle merde che mandavano al confino gli omosessuali ce ne fossimo liberati una settantina d’anni fa…

No signor nessuno.

Non hai denigrato nessuno.

Hai solo dato (e non ne avevamo oltremodo bisogno) ulteriore lustro alla tua pochezza.

 

By Eles

 

Lettura consigliata:

Fantastico Andrea Scanzi: “Due parole su quel che resta di Sgarbi”

Caro sig. Sgarbi, credo di poter parlare anche a nome di tanti, tantissimo Italiani. Essere gay è naturale… È l’essere omofobo e anche molto stronzo che mi fa schifo.

 

Sgarbi

 

 

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Caro sig. Sgarbi, credo di poter parlare anche a nome di tanti, tantissimo Italiani. Essere gay è naturale… È l’essere omofobo e anche molto stronzo che mi fa schifo.

 

Di Maio è gay? Non credo che sia una cosa rilevante ai fini politici.

Non ritengo l’orientamento sessuale assolutamente rilevante ai fini di giudicare una persona in alcun campo, tantomeno la politica.

Figuratevi che sono quello che ha saputo che Lucio Dalla era gay solo dopo la sua morte, ma solo perchè ne hanno straparlato i media.

Invece mi fanno schifo gli omofobi. Specialmente quando sono degli stronzi.

E mi fanno schifo le testate giornalistiche che hanno riportato le affermazioni di Sgarbi come “nostizia choc”

Perchè choc?

Credevo che delle merde che mandavano al confino gli omosessuali ce ne fossimo liberati una settantina d’anni fa…

No signor nessuno.

Non hai denigrato nessuno.

Hai solo dato (e non ne avevamo oltremodo bisogno) ulteriore lustro alla tua pochezza.

 

By Eles

Ora qualcuno spieghi a Sgarbi che su quella tazza del cesso adesso ci può anche sprofondare. E non dimentichi di tirare l’acqua!

Sgarbi

 

 

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Ora qualcuno spieghi a Sgarbi che su quella tazza del cesso adesso ci può anche sprofondare. E non dimentichi di tirare l’acqua!

Era solo qualche giorno fa che il nostro esimio Vittorio Sgarbi, seduto sulla tazza del cesso sbraitava che Di Maio fa cagare…

Sono passato solo pochi giorni, ma nel frattempo la GENTE ha chiarito chi veramente fa cagare e soprattutto ha spiegato all’esimio di cui sopra – con una valanga di voti per Di Maio – che, l’esimio medesimo, farebbe bene a sprofondarci in quella tazza.

Ovviamente, senza dimenticare di tirare l’acqua.

…in altre parore:

DI MAIO: 61,36%  

SGARBI: 21,38%

 

Da Affari Italiani:

Elezioni 2018, Vittorio Sgarbi distrutto da Luigi Di Maio ad Acerra

Elezioni 2018, Di Maio distrugge Sgarbi e conquista il collegio con circa il 64% dei voti.

Elezioni 2018, Vittorio Sgarbi distrutto da Luigi Di Maio ad Acerra

Il leader M5s Luigi Di Maio ottiene un plebiscito nell’uninominale per la Camera ad Acerra in Campania, dove conquista il collegio col 64% circa dei voti. Ne ha presi oltre 84 mila.

Nello stesso collegio competeva il critico d’arte Vittorio Sgarbi per il centrodestra, fermo poco sopra il 20% con circa 27mila voti. Lontanissimo il candidato del Pd, Antonio Falcone, che non raggiunge il 12% con i suoi 15.472 voti.

In queste settimane Vittorio Sgarbi aveva attaccato Di Maio e i Cinque Stelle. Il critico aveva mostrato “il kit contro quei vampiri dei 5 Stelle”. Oltre ad aver postato un video sul Water. “Avete problemi ad andare in bagno? Usate Di Maio”

…E infatti, la gente lo ha mandato a cagare!

 

“La lista dei ministri di Di Maio è comica, sono professorini di serie C” … Lo ha detto Silvio Berlusconi, quello che a Palazzo Chigi ha portato Carfagna, Gelmini, Alfano, Mastella, Calderoli, Previti, Giovanardi e tanti altri ancora peggio!

 

Silvio Berlusconi

 

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“La lista dei ministri di Di Maio è comica, sono professorini di serie C” … Lo ha detto Silvio Berlusconi, quello che a Palazzo Chigi ha portato Carfagna, Gelmini, Alfano, Mastella, Calderoli, Previti, Giovanardi e tanti altri ancora peggio!

 

Berlusconi: “La lista dei ministri di Di Maio è comica, sono professorini di serie C”

Silvio Berlusconi attacca Luigi Di Maio per la sua scelta – definita “comica” – di presentare in anticipo i nomi degli eventuali ministri in caso di vittoria elettorale del M5s: “Ha presentato dei professorini di serie C”. Ma apre anche alla possibilità di affidare la presidenza di una delle due Camere al M5s.

Questo ha dichiarato il sig. (incandidabile in quanto pregiudicato) Silvio Berlusconi.

Lo stesso che rivalutando alla grande la figura di Caligola ha portato a palazzo Chigi Carfagna, Gelmini, Alfano, Mastella, Calderoli, Previti, Giovanardi…

Un consiglio per un divertente giochetto: Andate a vedere su Wikipedia le formazioni dei vari governi Berlusconi. Provate a contare in quanti sono ancora a piede libero…

By Eles

 

ATTENZIONE – ATTIMI DI TERRORE IN PARLAMENTO: un folle (tale Di Maio Luigi) semina il panico minacciando i presenti con parole agghiaccianti: “Banche, risarcite i risparmiatori tagliandovi lo stipendio parlamentare”

Di Maio

 

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ATTENZIONE – ATTIMI DI TERRORE IN PARLAMENTO: un folle (tale Di Maio Luigi) semina il panico minacciando i presenti con parole agghiaccianti: “Banche, risarcite i risparmiatori tagliandovi lo stipendio parlamentare”

Banche, Di Maio attacca: “Risarcite i risparmiatori tagliandovi lo stipendio parlamentare”

“Nessun parlamentare del Pd, di Forza Italia e della Lega può sentirsi innocente di fronte a questo disastro sociale ed economico”, scrive il candidato premier del MoVimento 5 Stelle sul blog di Grillo.

Non accenna a placarsi il polverone sollevato dall’audizione in Commissione Banche del presidente Consob Giuseppe Vegas, che ha confermato di aver più volte incontrato l’allora ministro per i Rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi per parlare anche delle crisi degli istituti di credito, fra cui Banca Etruria. Il MoVimento 5 Stelle, infatti, continua a chiedere le dimissioni dell’attuale sottosegretario del Governo Gentiloni e attacca ancora a tutto campo il Partito Democratico e la maggioranza per la gestione delle crisi bancarie degli ultimi anni.

È Luigi Di Maio ad alzare il tiro, con due lunghi post pubblicati sul blog di Beppe Grillo nei quali affronta la questione e spara a zero sul PD e non solo. “Il Pd ufficialmente sta difendendo la Boschi a spada tratta, a costo di disintegrarsi completamente”, spiega Di Maio, coinvolgendo anche il Presidente del Consiglio in carica e il segretario del PD: “Addirittura Gentiloni, anziché chiedere un passo indietro, è accorso in sua difesa. Pur di coprire lo scandalo, Renzi si è schierato contro il taglio delle pensioni d’oro, che lui stesso proponeva qualche anno fa. Questo è incomprensibile, non solo a me, ma anche a molti insospettabili del Pd che come leggiamo sui giornali si lasciano andare a sfoghi e perplessità”.

La lettura del candidato premier del M5s è chiara: ci sono responsabilità chiare e condivise delle varie forze politiche, ma non c’è ancora nessuno che si prenda la responsabilità di “raccontare la verità agli italiani”:

C’è un filo rosso che lega Etruria, la Boschi, le banche venete, Verdini, Berlusconi e il patto del nazareno che va avanti manifesto o occulto da quasi 4 anni e che si protrarrà nella prossima legislatura? Migliaia di risparmiatori truffati, conflitti d’interesse, opacità a non finire. Pd e Forza Italia in questa legislatura hanno fatto i loro comodi sulla pelle dei risparmiatori ed è quello che vogliono continuare a fare anche dopo il 4 marzo. Non siete stufi? Perchè non ci raccontano la verità e chi ha sbagliato paga?

Oggi voglio rivolgere un appello a tutti gli esponenti attuali e passati del Pd: se qualcuno di voi sa, allora parli! Chi dovrebbe curarsi della cosa pubblica passa il tempo a difendere indifendibili da evidenti conflitti d’interesse, questo non è più tollerabile. Parlate per favore! Tutti siamo pronti ad ascoltarvi. Parlate per favore! I cittadini hanno il diritto di sapere. Parlate per favore! Chi starà zitto pur sapendo, sarà ritenuto parte di questo scandalo.

tratto da: https://www.fanpage.it/banche-di-maio-attacca-risarcite-i-risparmiatori-tagliandovi-lo-stipendio-parlamentare/

Augias su Di Maio: “E’ un ragazzo molto simpatico, ma non gli affiderei nemmeno il mio condominio” …Ma fateci caso, tutti quelli che difendono il proprio vitalizio sono contro i grillini. (per farvi capire, Augias, vitalizio 2.200 euro al mese per 1 anno di mandato, a cui NON HA VOLUTO RINUNCIARE)

 

Augias

 

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Augias su Di Maio: “E’ un ragazzo molto simpatico, ma non gli affiderei nemmeno il mio condominio” …Ma fateci caso, tutti quelli che difendono il proprio vitalizio sono contro i grillini. (per farvi capire, Augias, vitalizio 2.200 euro al mese per 1 anno di mandato, a cui NON HA VOLUTO RINUNCIARE)

 

Sì, fateci caso… tutti quelli che difendono il proprio vitalizio dichiarano in tv che i grillini sono incapaci.

Augias sostiene che Di Maio “E’ un ragazzo molto simpatico, ma non gli affiderei nemmeno il mio condominio”…?

Sappiate che Augias prende un vitalizio 2.200 euro al mese per 1 anno di mandato nel 1994.

Vitalizio a cui NON ha mai voluto rinunciare…

Cominciate a capire…?

Io ho detto tutto…

by Eles

 

Ricapitoliamo: Renzi promette 80 Euro, Berlusconi rilancia con 1000 euro di pensione e aspettativa di vita a 125 anni, ma il populista è Di Maio…

populista

 

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Ricapitoliamo: Renzi promette 80 Euro, Berlusconi rilancia con 1000 euro di pensione e aspettativa di vita a 125 anni, ma il populista è Di Maio…

 

Ma la campagna elettorale, quanto ci costa? O almeno quando ci dovrebbe costare secondo le “loro” promesse?

L’escalation di promesse nella preparazione del voto di primavera è davvero pirotecnico e fantasioso. Difficile persino fare il totale del costo delle varie proposte.

Renzi vuol dare 80 euro alle famiglie a basso reddito con figli, e il costo oscilla tra 5 e 10 miliardi raggiungendo una platea che può arrivare a 10 milioni di persone.

Ma ben più fantasioso è Berlusconi, che promette dentiere ma previdentemente anche cure dentistiche ai giovani, e soprattutto mette sul piatto la pensione minima a 1.000 euro. Riguardasse davvero tutti costerebbe anche 20 miliardi. Restringendo la platea a 800 mila dei 6 milioni di persone interessate, e cioè agli ultrasettantenni al minimo senza altri redditi, scenderebbe a 4 miliardi.

Resterebbe poi da spiegare a chi già percepisce 1.000 euro, avendo versato per una vita i relativi contributi, perché mai non bisognerebbe aumentare in proporzione anche quella pensione.

Viene poi il bollo da abolire per la prima auto, abbattendo della metà l’introito attuale di 6 miliardi, al netto della furbizia italiana di intestare a mogli e figli la seconda, azzerando del tutto la riscossione, che è indirizzata a strade e scuole provinciali, cioè alle buche da riempire e ai tetti da riparare.

E poi c’è l’aspettativa di vita a 125 anni. Ma qui crediamo i costi siano nulli o quasi, avendo il buon Silvio già fatto accordi con il Padreterno…

L’alleato Salvini vuole invece cancellare la legge Fornero, che nacque per creare un risparmio di 88 miliardi in dieci anni (11 se ne sono già andati per rimediare allo svarione degli esodati).

Quanto inciderebbe la legge numero 1 della nuova legislatura a guida centrodestra nessuno comunque lo spiega. Ci si ferma alla parola «abrogazione». Un totem. Un dogma della fede.

Come in tutti gli spettacoli pirotecnici che si rispettano, vengono infine i gran botti. Salvini parla di flat tax unica al 15%, ma previsioni più moderate, al 25%, già comporterebbero una caduta di gettito di circa 45 miliardi.

Se si aggiungesse per coerenza l’abolizione dell’Irap, sarebbero altri 22 miliardi.

Ah, dimenticavamo. Però il populista è Di Maio…

 

By Eles

 

Fanno ironia idiota su Di Maio ed i 5stelle, ma ecco quello che tutti pensavano solo qualche mese fa: “Impreparati, incompetenti, immaturi: non abbiamo mai avuto politici tanto ignoranti”…!

 

politici

 

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Fanno ironia idiota su Di Maio ed i 5stelle, ma ecco quello che tutti pensavano solo qualche mese fa: “Impreparati, incompetenti, immaturi: non abbiamo mai avuto politici tanto ignoranti”…!

Vi riproponiamo questo articolo pubblicato solo qualche mese fa…

Impreparati, incompetenti, immaturi: non abbiamo mai avuto politici tanto ignoranti!

Non si è mai visto un ceto politico così ignorante. Laureati compresi. Colpa della scuola? O di una selezione al contrario? La democrazia rischia di non funzionare se conferisce responsabilità di comando a persone palesemente impreparate.

Nel governo Gentiloni più di un ministero è presidiato da non laureati e non laureate: istruzione e salute, lavoro e giustizia. Se questa non è forse la “prevalenza del cretino” preconizzata da Fruttero e Lucentini, è di certo la prevalenza dell’ignorante.

Infatti la legislatura attuale ha una percentuale di laureati tra le più basse della storia: di poco sopra il 68 per cento, un dato che mette tristezza a confronto col 91 per cento del primo Parlamento repubblicano… Qualche settimana fa la Repubblica ha offerto lo sfondo a questo spettacolo, mostrando con tanto di tabelle che la riforma universitaria detta “del 3+2”, testardamente voluta nel 2000 dai non rimpianti ministri Berlinguer e Zecchino al grido di “l’Europa ce lo chiede!”, è stata un fiasco. I laureati sono pochi, non solo nel ceto politico ma nel paese, in calo perfino rispetto a quelli del 2000, ultimo anno prima della riforma. L’età media del laureato italiano è superiore ai 27 anni e la laurea triennale non serve (salvo che per gli infermieri) a nulla. I giovani che concludono il ciclo di 5 anni (il “3 + 2”) sono addirittura meno del totale di quelli che vent’anni fa si laureavano coi vecchi ordinamenti (durata degli studi 4, 5 o 6 anni). Per giunta, per completare la laurea triennale ci vogliono 4,9 anni, per quella quinquennale più di 7,4! Quindi, l’obiettivo principale della riforma, che era quello di aumentare il tasso di laureati, è mancato.

Le cause? Certamente non sono quelle che ha suggerito, nel suo intervento a Cernobbio agli inizi di settembre, la non laureata ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: la colpa dei pochi laureati, ha suggerito (lei ex sindacalista!), è delle «famiglie a basso reddito», che non trovano più buoni motivi per spingere i figli a laurearsi. Non ha pensato, non avendolo frequentato, che invece è tutto il sistema universitario che andrebbe, come le case abusive, abbattuto e riprogettato. Quindi, se il paese è conciato così, come possiamo pretendere che il personale politico sia meglio?

Ma non è finita. Un altro guaio, più serio, sta nel fatto che il ceto politico attuale, e ancor più (si suppone) quello che gli subentrerà al prossimo turno, ha un record unico nella storia d’Italia, di quelli che fanno venire i brividi: i suoi componenti, avendo un’età media di 45,8 anni (nati dunque attorno al 1970), sono il primo campione in grandezza naturale di una fase speciale della nostra scuola, che solo ora comincia a mostrare davvero di cosa è capace. Perché dico che la scuola che hanno frequentato è speciale? Perché è quella in cui, per la prima volta, hanno convissuto due generazioni di persone preparate male o per niente: da una parte, gli insegnanti nati attorno al 1950, formati nella scassatissima scuola post-1968; dall’altra, quella degli alunni a cui dagli anni Ottanta i device digitali prima e poi gli smartphone hanno cotto il cervello sin dall’infanzia.

I primi sono cresciuti in una scuola costruita attorno al cadavere dell’autorità (culturale e di ogni altro tipo) e della disciplina e all’insofferenza verso gli studi seri e al fastidio verso il passato; i secondi sono nati in un mondo in cui lo studio e la cultura in genere (vocabolario italiano incluso) contano meno di un viaggio a Santorini o di una notte in discoteca.

Prodotta da una scuola come questa, era forse inevitabile che la classe politica che governa oggi il paese fosse non solo una delle più ignoranti e incompetenti della storia della Repubblica, ma anche delle più sorde a temi come la preparazione specifica, la lungimiranza, la ricerca e il pensiero astratto, per non parlare della mentalità scientifica. La loro ignoranza è diventata ormai un tema da spot e da imitazioni alla Crozza. I due fattori (scarsità di studi, provenienza da una scuola deteriorata), mescolati tra loro, producono la seguente sintesi: non si è mai visto un ceto politico così incompetente, ignorante e immaturo.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nelle parole, le opere e le omissioni. Si dirà, come al solito, che il grande Max Weber lo aveva profetizzato già nel famoso saggio sulla Politica come professione (1919): «lo Stato moderno, creato dalla Rivoluzione» spiega «mette il potere nelle mani di dilettanti assoluti […] e vorrebbe utilizzare i funzionari dotati di preparazione specialistica solo come braccia operative per compiti esecutivi». Ma il povero Max non poteva prevedere le novità cool dei nostri tempi: per dirne una, la rabbiosa spinta che il movimento di Beppe Grillo avrebbe dato alla prevalenza dell’incompetente.

tratto da: http://m.espresso.repubblica.it/palazzo/2017/09/27/news/impreparati-incompetenti-immaturi-il-ceto-politico-non-e-mai-stato-cosi-ignorante-1.310776?ref=RHRR-B