Scusate… Ma visto che in Siria gli Americani ed i loro “complici” hanno “distrutto” i depositi di armi chimiche di Assad, qualcuno ci spiega come mai poi non è stata rilevata alcuna nube tossica?

 

Siria

 

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Scusate… Ma visto che in Siria gli Americani ed i loro “complici” hanno “distrutto” i depositi di armi chimiche di Assad, qualcuno ci spiega come mai poi non è stata rilevata alcuna nube tossica?

Perché a distanza di 76 ore dal raid in Siria non è stata rilevata alcuna dispersione di agenti chimici nelle aree colpite da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia?

Ma cosa è stato colpito?

Il Pentagono conferma che nel raid è stato colpito un centro di ricerca scientifica a Damasco ed il deposito di armi chimiche di Him Shinshar situato a ovest di Homs che si ritiene fosse connesso alla produzione di Sarin. Missili da crociera hanno colpito anche una struttura di stoccaggio di armi chimiche ed un posto di comando vicino a Homs. Nello specifico settantasei missili hanno colpito il centro di ricerca e sviluppo Bazrah, a Damasco. L’impianto di stoccaggio vicino a Homs è stato bombardato con 22 missili. Contro il deposito di armi ed il posto di comando sono stati lanciati sette missili.

“Missione compiuta”

Il raid non ha alterato le dinamiche generali del conflitto. Poche ore dopo l’attacco, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno dichiarato missione conclusa: nessuno aveva il desiderio di farsi coinvolgere nella conflagrazione siriana. Il raid è stato autorizzato per colpire lo sviluppo o l’azione considerata inaccettabile senza mai degenerare in azione militare su larga scala (è la medesima strategia di Israele). Trump non andrà oltre anche se ha affermato che l’opzione militare sarà sempre disponibile qualora Damasco dovesse utilizzare armi chimiche in futuro.

Cosa è il Sarin?

Il deposito di armi chimiche di Him Shinshar situato a ovest di Homs si ritiene fosse connesso alla produzione di Sarin

Il Sarin o GB è classificato come arma di distruzione di massa. E’ un agente nervino incolore e inodore, sviluppato come pesticida sintetizzato in Germanio nel 1938. L’esposizione alla tossina artificiale può avvenire tramite inalazione, attraverso contatto cutaneo o a seguito dell’ingestione di acqua e cibo contaminato. La portata dell’intossicazione provocata dal Sarin dipende dalla quantità di agente nervino rilasciato e dal tempo di esposizione. In un presenza di esposizione nella forma volatile del Sarin, i sintomi compariranno entro pochi secondi. Da pochi minuti a qualche ora se il contatto avviene con la forma liquida contaminata. La maschera antigas garantisce protezione, ma non in presenza di sufficienti dosi di Sarin. Tutti gli agenti nervini agiscono come switch off per il sistema nervoso. Il Sarin è il più volatile degli agenti nervini: ciò significa che può facilmente e rapidamente evaporare da liquido in vapore e diffondersi nell’ambiente. Le persone possono essere esposte al vapore, anche se non entrano in contatto con la forma liquida di sarin. Poichè evapora così in fretta, il Sarin costituisce una minaccia immediata.

Concepire un attacco contro una struttura chimica o biologica

Ad oggi non sappiamo cosa contenessero o producessero le strutture colpite. A causa della natura stessa delle armi chimiche, un attacco convenzionale avrebbe diffuso agenti letali su un’ampia area causando più vittime tra i civili. Ecco perché bombe e missili tradizionali non sono mai utilizzati contro tali tipi di bersagli. Gli Stati Uniti affermano che “la diffusione di sostanze chimiche è piuttosto bassa”.

Perché non è stata registrata alcuna diffusione di agenti chimici?

Potrebbero essere tre le possibili risposte.

1) Il programma chimico della Siria non esiste. Tale posizione è supportata dalla Russia che continua a negare l’attacco chimico nella città di Douma.

Nel rapporto della Syrian American Medical Society si legge che “circa 500 civili, la maggior parte donne e bambini, sono stati trasportati nei presidi sanitari locali con sintomi indicativi di esposizione ad un agente chimico. L’organizzazione ha richiesto un immediato cessate il fuoco nella città di Douma e l’ingresso di squadre investigative internazionali dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche”. Tuttavia non è stata effettuata alcuna verifica indipendente del rapporto SAMS sebbene il Dipartimento di Stato USA lo ritenga credibile. Il Cremlino rifiuta l’idea stessa che a Douma sia avvenuto un attacco chimico. Lo nega con forza il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov: “Non abbiamo trovato nulla, si stanno fabbricando prove per incastrare sostanzialmente il governo siriano per l’attacco chimico”.

2) Il programma chimico della Siria esiste ma componenti e strutture erano già state spostate. In effetti il governo siriano, ammesso che all’interno di quelle strutture ci fosse qualcosa, avrebbe avuto tutto il tempo di spostare attrezzature e componenti disperdendole nel paese. E per farlo avrebbe anche potuto ricevere assistenza dai suoi alleati. Quando si considera l’azione militare è importante riconoscere le variabili e le lacune di intelligence che complicano inevitabilmente il processo decisionale politico e militare.

3) Colpite attrezzature di produzione e ricerca. Il Pentagono non ha mai chiarito cosa ci fosse all’interno delle strutture colpite a Homs e Damasco, se non che fossero “le tre principali strutture del programma chimico della Siria”. E’ un indizio fondamentale poiché ad essere distrutte sarebbero state quindi attrezzature che saranno molto difficili da sostituire per un paese dissanguato da sette anni di guerra.

Definizioni: cosa è un’arma chimica

Il termine arma chimica viene applicato a qualsiasi sostanza tossica o al suo precursore che può causare morte, lesioni, inabilità temporanea o irritazione sensoriale attraverso la sua azione. Anche le munizioni o altri dispositivi di consegna progettati per rilasciare sostanze chimiche, sia piene che vuote, sono considerate armi stesse. Il sistema chimico tossico e quello di somministrazione possono essere stoccati separatamente. Nel caso di munizioni binarie, una sostanza chimica non letale può essere effettivamente conservata all’interno di una munizione per essere successivamente miscelata con una seconda. Qualsiasi cosa specificamente progettata o destinata all’utilizzo in connessione diretta del rilascio di un agente chimico per causare morte o danni è di per sé un’arma.

Come si attiva un’arma chimica?

La maggior parte delle armi chimiche – spiega Marco Filippi, istruttore di medicina tattica per i reparti speciali e di polizia, in Italia ed all’Estero – sono binarie o bicomponenti. Si attivano cioè quando i due precursori si mischiano in un modo chimicamente stabilito. Questo ne garantisce la sicurezza di stoccaggio, trasporto, impiego ed un più elevato livello di sicurezza da parte del detentore. Tali asset sono equipaggiati con dispersal devices che vanno ad attivare l’arma o stoccati sino all’ultimo momento quali precursori chimici in grandi quantità per essere raffinati e inseriti nel sistema di consegna. La maggior parte delle armi chimiche sollecitate termicamente ad altissime temperature (si pensi ad un incendio conseguente un bombardamento) parzialmente inattivano le stesse. Cosa diversa per il gas cloro. Un eventuale strike su grandi depositi di cloro avrebbe causato sia una dispersione ambientale che un incendio. In quest’ultimo caso avremmo visto una nube tossica di grandi proporzioni. Sarebbe opportuno rilevare che i centri di ricerca di qualsiasi natura stoccano quantità estremamente limitate di componenti e prodotti finiti sia per motivi di sicurezza sia per un aspetto meramente infrastrutturale, ovvero la necessità di avere importanti depositi, forni di reazione, serbatoi. Unica eccezione sono i centri di ricerca annessi agli stabilimenti petroliferi e petrolchimici o similari, dove la ricerca avviene all’interno dei siti di produzione. Tuttavia nessuno dei siti colpiti era di tale natura.

Attaccare una struttura chimica o biologica

Il piano di attacco standard

La forza d’attacco congiunta ha lanciato 105 sistemi d’arma. Il processo di targeting includeva specifici sforzi per mitigare i danni collaterali causati dal rilascio di agenti chimici. Gli Stati Uniti hanno lanciato 69 missili da crociera e 19 JASSM. Per il Joint Air-to-Surface Standoff Missiles si è trattato del battesimo del fuoco. Gli inglesi hanno lanciato otto missili Storm Shadow dalle piattaforme Tornado e Typhoon. I francesi, infine, hanno lanciato tre missili SCALP da una fregata nel Mediterraneo e altri nove dai Rafale. I dati ufficiali diramati dal Pentagono confermano che la quantità degli agenti chimici nelle strutture colpite, ammesso che ci fossero, non erano rilevanti. Tale posizione è condivisibile poichè se così non fosse stato, gli Stati Uniti avrebbero dovuto utilizzare necessariamente altri sistemi d’arma, certamente non il Tomahawk

I Prompt Agent Defeat del Pentagono

Per neutralizzare armi chimiche e biologiche senza danni collaterali, il Pentagono utilizza specifici asset sviluppati dalla Defense Threat Reduction Agency. Il sistema d’arma BLU-119 / B Crash PAD (Prompt Agent Defeat) è stata sviluppata nel 2002 per garantire una capacità di reazione rapida a supporto dell’operazione Iraqi Freedom nel 2003. Si tratta di una bomba a Mk 84 da mille chili con al suo interno 190 chili di fosforo bianco e 65 kg di esplosivo ad alto potenziale PBX-109. La frammentazione dell’esplosione penetra i contenitori delle sostanze chimiche mentre il fosforo, a causa delle alte temperature, neutralizza l’agente. La Crash PAD è solitamente utilizzata contro obiettivi morbidi. La BLU-119 / B Shredder è basata sulla bunker-buster BLU-109, espressamente concepita per bersagli temprati o sotterranei. Pesante 907 kg può penetrare fino a 1,8 metri di cemento armato. La BLU-119 / B è abbinata al sistema di guida laser Raywayon Paveway III

La nube termitica persistente

Il problema nel colpire un deposito di armi di distruzioni di massa con sistemi ad alto potenziale è la probabile dispersione su una vasta area. Il fosforo oltre ad essere incredibilmente volatile è molto tossico. Una possibile soluzione è una miscela di termiti e ossido di metallo che brucia a temperature elevate. La miscela termitica raggiunge temperature più elevate del fosforo e per un maggiore periodo, producendo meno sovrappressione. E’ quindi concepita per ridurre la propagazione dell’agente chimico sull’areea colpita. Un altro sistema in via di sviluppo a base termitica è l’HAMMER acronimo per Heated And Mobile Munitions Employing Rockets, concepita per distruggere i depositi ubicati nelle profondità del terreno. L’arma rilascia centinaia di gusci incandenscenti a temperature superiori ai 538 ° C. Il sistema cinetico incendiario armerebbe la BLU-109B da 907 kg. HAMMER si attiverebbe soltanto in profondità così da non disperdere gli agenti chimici o biologici che dovrebbe distruggere.

 

tratto da: http://www.stopeuro.news/siria-perche-non-e-stata-rilevata-alcuna-nube-tossica-dopo-i-raid-usa/

Quando la Chiesa sbugiarda i terroristi americani che bombardano la Siria – Il vescovo di Aleppo oggi come il Vicario Apostolico l’anno scorso: “L’attacco chimico solo una scusa, fu lo stesso per l’Iraq…”

 

Siria

 

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Quando la Chiesa sbugiarda i terroristi americani che bombardano la Siria – Il vescovo di Aleppo oggi come il Vicario Apostolico l’anno scorso: “L’attacco chimico solo una scusa, fu lo stesso per l’Iraq…”

Ancora sbugiardati i terroristi americani e i loro complici europei. Questa volta dalla Chiesa.

Il vescovo di Aleppo senza peli sulla lingua: “le armi chimiche un pretesto, fu lo stesso per l’Iraq…”

Parole d’accusa pesanti che fanno da eco a quanto dichiarò solo l’anno scorso il Vicario Apostolico di Aleppo: “L’attacco con armi chimiche? Una scusa, come tante che abbiamo già sentito in passato in Libia, in Iraq…”

E parliamo di gente che vive la Siria…

E voi veramente credete alle cazzate che ci propinano i media?

E voi veramente credete che i terroristi sono solo quelli che si fanno esplodere a Parigi?

Leggi in nostro articolo dell’anno scorso:

Siria – Il vicario apostolico di Aleppo: “L’attacco con armi chimiche? Una scusa, come tante che abbiamo già sentito in passato in Libia, in Iraq…”

Da Il Secolo D’Italia:
Il vescovo di Aleppo: le armi chimiche un pretesto, fu lo stesso per l’Iraq…

“Sia fatta luce su tutto ed emerga la verità non come hanno fatto con l’Iraq in cui hanno distrutto il Paese dicendo che c’erano le armi chimiche. Così come hanno fatto con l’Iraq lo stanno facendo ora con la Siria. La gente lo ha capito, non è stupida”. Lo ha detto il vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, monsignor Antoine Audo, al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, manifestando forti dubbi sul fatto che il governo di Damasco abbia usato armi chimiche a Douma, nel Ghouta est. “Come è possibile che Assad – ha aggiunto monsignor Audo – abbia usato armi chimiche per difendersi ? Non è logico. Gli americani e i russi usano la Siria come pretesto per farsi la guerra e difendere i loro interessi internazionali”. Intanto la Siria ha messo in guardia l’Occidente che “non avrà altra scelta” che difendersi se sarà attaccata. “Non è una minaccia. E’ una promessa”, ha dichiarato alla stampa l’ambasciatore di Damasco all’Onu, Bashar al-Jaafari, commentando la possibilità di un’azione militare degli Usa e dei loro alleati come risposta al presunto attacco chimico lanciato sabato scorso a Douma, alle porte di Damasco. E il ministero russo della Difesa accusa i servizi britannici di aver partecipato alla messa in scena del presunto attacco chimico a Douma. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero, Igor Konashenkov, citato dall’agenzia stampa di Stato Itar Tass. Secondo il portavoce, la Difesa russa ha rintracciato chi ha girato i filmati sul presunto attacco chimico a Douma e queste persone hanno spiegato come è stato girato il video. “Oggi il ministero russo della Difesa è in possesso di altre prove che dimostrano il diretto coinvolgimento del Regno Unito nell’organizzazione di questa provocazione nella Ghouta orientale”, ha detto Konashenkov, aggiungendo che i cosiddetti Caschi bianchi hanno ricevuto pressioni da Londra fra il 3 e il 6 aprile per affrettare la realizzazione della provocazione.

fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/04/il-vescovo-di-aleppo-le-armi-chimiche-un-pretesto-fu-lo-stesso-per-liraq/

Le prove non ci sono, ma Trump & C. sparano lo stesso… Però i terroristi sono loro che si fanno esplodere al centro di Parigi o contro le Torri…!

 

Trump

 

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Le prove non ci sono, ma Trump & C. sparano lo stesso… Però i terroristi sono loro che si fanno esplodere al centro di Parigi o contro le Torri…!

Non c’ènessuna prova sull’uso di armi chimiche da parte di Assad, ma loro, che si credono i padroni del mondo, attaccano.

E’ un’azione folle contro uno stato sovrano. Una provocazione nei confronti della Russia e dei paesi della regione.

Ma loro se ne fottono altamente. Sono i padroni del mondo…

Però i tettoristi sono solo quelli che si fanno esplodere a Parigi…

Marcello Foa – Le prove non ci sono, ma Trump spara lo stesso: orrore!

L’attacco di questa notte rappresenta un grave errore e una svolta nella politica estera americana. E’ un gesto di intimidazione nei confronti del regime di Assad, ma anche – e forse soprattutto – nei confronti della Russia e dell’Iran. Non ci sono prove sull’uso di armi chimiche alla Douma. Giovedì Macron assicurava di avere riscontri sulle responsabilità di Assad, riscontri che però non ha esibito. Infatti nelle stesse ore il segretario alla Difesa degli Usa James Mattis, in audizione al Congresso, dichiarava che non ci sono vere prove ma solamente indizi forniti da media e social media.  Ciò nonostante l’attacco è stato lanciato lo stesso.

Il messaggio, pertanto, è chiaro e grave: l’America torna ad essere il gendarme del mondo. E Trump rinnega se stesso. L’ho già scritto e lo ribadisco: Il Trump di queste ore non ha più nulla a che vedere con quello che è stato eletto 18 mesi fa. La nomina di un supefalco come John Bolton a Consigliere della sicurezza nazionale, segna la conversione del presidente americano sulle posizioni che egli stesso condannava con forza. Lo dimostrano i suoi tweet, lo dimostra il suo discorso di insediamento, in cui disegnava un’altra America, meno interventista, più equilibrata,mèiù saggia. Il Trump di oggi è irriconoscibile. E’ diventato un neoconservatore ovvero ha fatto proprio lo spirito aberrante che ha guidato la mano di Bush, in buona parte quella di Obama, e che ispirava quella di Hillary Clinton.

Bolton è alla Casa Bianca da poche settimane e gli effetti si vedono. Fino a pochi giorni fa l’America sembrava sul punto di ritirarsi dalla Siria, ora, a suon di missili, dice: noi ci siamo e continueremo a farci sentire. Questo nuovo corso della politica estera americana non promette nulla di buono. Esaspera ancor di più i rapporti con la Russia di Putin, ma questo non è nel nostro interesse di europei ed espone il mondo a crisi ancor più gravi e dalle conseguenze imprevedibili.

Che errore, che orrore, Trump.

Dal Blog di Marcello Foa

Ricordiamo le parole di Gino Strada che suonano come un avvertimento: “Soltanto dei cretini potevano pensare di continuare a fare guerre in giro per il mondo, senza che questo avesse delle ricadute sull’Europa e sul nostro Paese. Purtroppo i cretini ci sono e sono spesso in posizioni molto alte della società” !!

 

Gino Strada

 

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Ricordiamo le parole di Gino Strada che suonano come un avvertimento: “Soltanto dei cretini potevano pensare di continuare a fare guerre in giro per il mondo, senza che questo avesse delle ricadute sull’Europa e sul nostro Paese. Purtroppo i cretini ci sono e sono spesso in posizioni molto alte della società” !!

“Soltanto dei cretini potevano pensare di continuare a fare guerre in giro per il mondo, pensando che questo non avesse delle ricadute sull’Europa e sull’Italia. Purtroppo i cretini ci sono e sono spesso in posizioni molto alte della società”. Così Gino Strada, fondatore diEmergency, a margine del 15° incontro nazionale che si sta tenendo a Genova dal 30 giugno al 3 luglio 2016. L’organizzazione non governativa offre cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime della guerra e della povertà, da dieci anni è presente in Italia, oggi con sei poliambulatori, ambulatori mobili, salvataggio e assistenza in mare con il Migrant Offshore Aid Station (MOAS). “La logica è la stessa che ci porta a intervenire dal 1994negli scenari di guerra, inoltre la povertà e la miseria di certe situazioni che vediamo in Italia – afferma Strada – sono conseguenze di guerre che siamo andati a portare in altri paesi. Il problema della mancanza di assistenza medica non riguarda solo i migranti: oggi ci sono circa 11 milioni di italiani che non si curano più come dovrebbero per questioni economiche”. Nessuna richiesta in particolare al Governo italiano: “Certo, mi piacerebbe vivere in un Paese che non esporta armi perché non ne produce, che decide davvero di ripudiare la guerra, che non partecipa a operazioni militari di occupazione o di guerra. Purtroppo non è così, ma sono convinto che gli italiani abbiano ancora la coscienza e la morale per far rimangiare tutte queste scelte assurde alla politica, e sono convinto che andremo incontro a un periodo di grandi cambiamenti, anche abbastanza veloci”

tratto da: https://ilfastidioso.myblog.it/2017/03/20/grandioso-gino-strada/

Gli yankee ce l’hanno nel sangue…

yankee

 

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Gli yankee ce l’hanno nel sangue…

Non c’è niente da fare, questi yankee sono convinti di essere i padroni del mondo. Il problema è che sono il cancro del pianeta. Si inventano di tutto pur di incolpare gli altri e giustificare gli attacchi militari. Hanno seminato morte e distruzione ovunque nel pianeta. Cominciarono con gli indiani americani letteralmente sterminati, passando per il Vietnam, l’Iraq, l’Ucraina e ora la Siria. Cambiano i Presidenti, ma non la sostanza, perché hanno violenza e conquista nel DNA. Purtroppo, almeno per ora, con i russi (e con i cinesi) non sarà però per loro facile. Putin è altra roba rispetto all’ubriacone Eltsin. La tensione è alle stelle, anche perché il Cremlino ha fatto sapere che risponderà colpo su colpo, abbattendo ogni razzo sparato dagli americani e riservandosi il diritto di “distruggere le fonti di lancio” in caso di aggressione. Intanto Mosca ha schierato le sue navi da guerra e avviato esercitazioni al confine con le acque territoriali siriane per mettere in piedi il suo scudo antimissilistico. Mentre Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza dei voli, ha messo in allerta le compagnie aeree che volano sulle rotte del Mediterraneo orientale per via di possibili attacchi missilistici nelle prossime ore.

 

Testo di Roberto Marino Marceddu

Banche armate: gli istituti di credito italiani fanno sempre più soldi grazie alle guerre

Banche

 

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Banche armate: gli istituti di credito italiani fanno sempre più soldi grazie alle guerre

Da una parte piangono crisi e chiedono salvataggi da parte dello stato (a spese dei cittadini) dall’altra hanno abbandonato ogni remora etica nei loro affari e puntano ad accumulare denaro in ogni modo. Soprattutto traendo guadagni dalle operazioni di import/export legate agli armamenti. È questa la realtà sul mondo bancario.

AFFARI QUASI RADDOPPIATI IN UN ANNO. I numeri degli affari del mondo bancario nel settore degli armamenti fanno impressione. In un solo anno il valore delle transazioni bancarie legate al commercio di armamenti è passato dai 4 miliardi del 2015 ai 7,2 miliardi del 2016 (+80%), frutto di 14.134 transazioni, rispetto alle 12.456 dell’anno precedente. Un boom inarrestabile se si osserva la crescita rispetto a soli due anni fa: +179% (2,5 miliardi di euro, nel 2014). Questo quanto svelato da un’inchiesta della rivista Nigrizia, che ha incrociato i dati resi pubblici dall’ultima “Relazione al parlamento sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”.

UNICREDIT LA PEGGIORE, TRA MOLTE SORPRESE. Le banche coinvolte sono moltissime, incluse quelle “popolari” che per statuto dovrebbero concentrare il loro impegno a favore del territorio in cui operano, A guidare la classifica è Unicredit, con oltre 2,1 miliardi di euro con una crescita del 356%rispetto al 2015 (474 milioni di euro), seguono la Deutsche bank (oltre un miliardo di euro di movimenti nel settore) e l’inglese Barclays ( 771 milioni). Queste tre banche, da sole, rappresentano il 57% degli interessi bancari nel mercato delle armi. Non trascurabili comunque gli affari nel settore delle banche italiane di dimensioni medio-piccole, nei primi 15 posti figurano infatti: Banca Popolare di Sondrio, il Banco Popolare, la Banca popolare dell’Emilia Romagna e la Banca popolare dell’Etruria. Ma il record di crescita nel triste settore del business delle guerre spetta al misconosciuta Banca Valsabbina, istituto di credito del bresciano che nel 2016 ha visto aumentare le sue transazioni armate sono cresciute del 763,8% passando dai 42,7 milioni di euro del 2015, ai 369 circa dell’anno scorso.

SERVE RISVEGLIARE L’ATTENZIONE SUL TEMA. Diverse le ragioni di questo boom. Impossibile non ricollegarlo almeno in parte alla generale crescita del settore degli armamenti italiani del mondo. Nel 2016 le esportazioni italiane nel settore hanno infatti superato i 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell’85,7% rispetto al 2015. Un business tanto più immorale considerando il fatto che queste armi sono state cedute anche a regimi autoritari come Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Ma secondo gli osservatori la crescita delle “banche armate” va ricollegata anche al minor interesse pubblico verso il tema, visto che quando, nei primi anni del ‘2000, si era creato un vasto movimento civile contro il fenomeno molti dei maggiori istituti di credito avevano messo a punto nuovi regolamenti interni più rigorosi sul tema, prontamente disattesi non appena la pressione pubblica è scemata.

COSA SI PUÒ FARE PER NON ESSERE COMPLICI. Se è vero che in generale regna indifferenza sul tema, è altrettanto evidente che la mancanza di informazioni rende molto difficile anche per i cittadini più consci prendere contromisure. In Italia esiste da tempo la Campagna Banche Armate che sul proprio sito internet rende pubblico anche l’elenco degli istituti di credito che non generano profitto sul business degli armamenti, invitando i cittadini a trasferire qui i loro conti corrente. Un altro metodo, inoltre, può essere quello di inviare una mail di protesta alla propria banca, nel caso essa figuri tra quelle “armate”, sempre seguendo i metodi spiegati nel sito internet della Campagna. Ogni mail è ovviamente solo una goccia, ma si sa che è l’insieme delle gocce stesse a fare l’oceano…

 

tratto da: http://www.dolcevitaonline.it/banche-armate-gli-istituti-di-credito-italiani-fanno-sempre-piu-soldi-grazie-alle-guerre/

Pechino dà l’ordine che fa tremare il mondo: navi cinesi al fianco dei russi in caso di attacco americano in Siria! – Solo i nostri Tg non ne parlano, perchè non dobbiamo sapere che i politici criminali stanno trascinando a in un’altra guerra!

 

Siria

 

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Pechino dà l’ordine che fa tremare il mondo: navi cinesi al fianco dei russi in caso di attacco americano in Siria! – Solo i nostri Tg non ne parlano, perchè non dobbiamo sapere che i politici criminali stanno trascinando a in un’altra guerra!

Da Il Giornale:
Pechino dà l’ordine: navi cinesi al fianco dei russi in caso di attacco in Siria

Le navi da guerra cinesi di stanzia nel Mediterraneo hanno ricevuto l’ordine di raggiungere la marina russa nel caso di un imminente attacco in Siria.

Pechino avrebbe dato l’ordine alle proprie navi da guerra presenti nel Mediterraneo di ricongiungersi con la marina russa, nell’eventualità di un imminente attacco in Siria.

Le navi, presenti nel Mediterraneo perché parte di un contingente inviato per delle esercitazioni militari congiunte tra Mosca e Pechino, avrebbero ricevuto l’ordine ad avviarsi verso il porto siriano di Tartus, base navale russa, e congiungersi con le forze del Cremlino per respingere l’eventualità di un attacco da parte della coalizione occidentale.

D’altro canto, anche l’Iran sta muovendo le sue pedine: gli alti ufficiali di Teheran, rimasti feriti in uno scontro nel raid israeliano presso la base siriana T4 di Homs, sarebbero in procinto di posizionare in allerta i loro sistemi missilistici strategici.

Nel contesto di una guerra per procura generalizzata, alimentata in altri scenari dalla guerra dei dazi tra Pechino e Washington, e dalla contesa regionale tra Israele, Arabia Saudita ed Iran, lo scenario appare sempre più compromesso con gli schieramenti predisposti sui tavoli negoziali pronti a prendere forma sul campo.

La notizia è giunta dopo che, la scorsa notte, il Pentagono aveva dato ordine alla propria marina di posizionare le navi da guerra americane di fronte a Latakia, base aerea russa, in pieno atto di provocazione verso Mosca, in risposta al presunto attacco con armi chimicheoccorso sulla città di Douma.

Dal blog di Maurizio Blondet:
E così, Gentiloni ci ha portato alla guerra. Impunito.

Alle 17.33  del 10 aprile l’agenzia Al Sura ha  segnalato che  una cisterna volante italiana KC-767 è entrata in Giordania dallo spazio aereo dell’Arabia Saudita.   L’aereo, un Boeing,  farà il rifornimento in volo dei caccia occidentali  che lanceranno i missili contro la Siria.

Dunque il governo Gentiloni, scaduto e senza legittimità, ha portato l’Italia in guerra contro uno Stato che non ci ha mai  fatto nulla  di male, e contro cui non abbiamo nemmeno dichiarato guerra prima di aggredirlo.  Contro un capo di Stato, Hafez el Assad,  che il1 8 marzo 2010, il capo dello Stato – allora Giorgio Napolitano – ha decorato della Gran Croce  al merito della Repubblica, lodandolo come “esempio di laicità e difensore della libertà”.   Abituato alla menzogna senza vergogna.

Il governo scaduto ci mette anche in linea di ostilità  armata  contro la Russia, contro  la nostra nazione non ha alcun motivo di inimicizia, e contro cui abbiamo esercitato qualsiasi possibile offesa senza alcun motivo e  contro i nostri interessi,  ed anzi storica amicizia. Ci mette in guerra anche contro l’Iran, di cui – come”Europa” –     abbiamo garantito l’accordo sul nucleare, solo per rimangiarcelo appena Trump ha proclamato, su istigazione neocon, che avrebbe stracciato quel patto.

Altri hanno notato che un governo in carica per gli affari correnti, considera un affare corrente portarci in una guerra  fra potenze nucleari, senza alcun motivo fondato – se non sulla menzogna: “Dobbiamo dire chiaramente che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad non può essere in alcun modo tollerato”.

Parla un ex soldato Israeliano: “quando ci dissero di aprire il fuoco sulla gente…”

 

Israeliano

 

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Parla un ex soldato Israeliano: “quando ci dissero di aprire il fuoco sulla gente…”

 

“Sei anni fa ero sul confine con Gaza. Gli stessi dimostranti, le stesse proteste. Anche gli ordini di aprire il fuoco contro assembramenti di persone sono rimasti gli stessi”. Un ex soldato israeliano, oggi attivista di Combattants for Peace, racconta di quando gli ordinarono di sparare alle gambe dei “principali sobillatori” tra le migliaia di manifestanti palestinesi. Come riconoscerli? “Come può essere legittimo un ordine di aprire il fuoco contro un assembramento di persone?” chiese al vice comandante della sua compagnia sei anni fa. Non ha mai avuto risposta. Ogni anno è nuovo, spiega, sul confine con Gaza arrivano nuovi comandanti e nuovi soldati – carne fresca e comandanti con la memoria corta – entusiasti di avere finalmente l’opportunità di poter “passare all’azione”

Sei anni fa ero là. Era venerdì 30 marzo 2012, “Giorno della Terra” sul confine con Gaza. Le manifestazioni iniziarono dopo la preghiera di mezzogiorno. Un gruppo di cecchini aveva preso posizione la notte precedente, mentre il resto dell’unità era schierato con armi antisommossa, vicino alla barriera. L’ordine era chiaro: se un palestinese avesse superato la zona di sicurezza – 300 metri dalla barriera all’interno della Striscia di Gaza – si sarebbe dovuto sparare alle gambe dei “principali sobillatori”.

Questo ordine, che non ha mai definito esattamente come un soldato dovrebbe identificare, isolare e sparare a un “principale sobillatore” tra decine di migliaia di manifestanti, all’epoca mi turbò. Ha continuato a turbarmi lo scorso fine settimana, dopo che cecchini dell’esercito israeliano hanno aperto il fuoco contro dimostranti palestinesi sul confine di Gaza. “Come può essere legittimo un ordine di aprire il fuoco contro un assembramento di persone?” chiesi al vice comandante della mia compagnia sei anni fa. Devo ancora avere una risposta.

Cosa sarebbe successo se quei soldati avessero passato tutto il loro servizio militare sul fronte di Gaza? Come soldati che avevano appena terminato la formazione, il “Giorno della Terra” era l’opportunità ideale per vedere qualche “azione”. Lo stesso può probabilmente dirsi dei soldati che venerdì hanno ucciso almeno 16 manifestanti. Anche i loro comandanti molto probabilmente erano eccitati.

Sono certo che se fossimo stati chiamati a fare lo stesso per anni, qualcosa sarebbe cambiato. Dopo tutto questa situazione – ogni anno, nello stesso momento, nello stesso posto, con un’alta probabilità che un palestinese, non un israeliano, perda la vita – ha un senso solo la prima volta, soprattutto agli occhi di uno sbarbatello diciottenne.

Ma qualunque soldato che fosse tornato al confine con Gaza ogni anno, che avesse visto cadere al suolo un palestinese dopo l’altro, riuscirebbe a immaginare una soluzione migliore della situazione. Qualunque soldato che fosse tornato a vedere gli stessi manifestanti avvicinarsi alla barriera – che, più di ogni altra cosa, significa che la morte possa non essere un’alternativa così cattiva – capisce che ci deve essere un’altra soluzione.

Uno dei miei amici ha ucciso un manifestante sul confine con Gaza. Io faccio parte di un gruppo che porta sulle proprie spalle questa morte.L’unica differenza tra me e il mio amico è stata il caso. Se fossi stato mandato al corso per tiratori scelti piuttosto che a quello della sanità, sarei stato quello che ha sparato. Tutto il gruppo espresse il proprio appoggio all’operazione, e il sangue – nonostante il fatto che tutti siamo stati congedati dall’esercito – è ancora sulle nostre mani. Dubito che qualcun altro oltre a me se ne ricordi.

Ogni anno è nuovo, e sul confine con Gaza arrivano nuovi comandanti e nuovi soldati – carne fresca e comandanti con la memoria corta.

I soldati hanno un privilegio. Ogni tre o sei mesi si spostano in un’altra zona. Vedono solo una piccola parte della disperazione di Gaza, ma prima hanno anche la possibilità di elaborare o riflettere su questo, di andare a vedere la disperazione a Hebron, Ramallah e Nablus.

Il soldato picchia alla porta della famiglia Abu Awad in piena notte solo una volta. Spara ai manifestanti del “Giorno della Terra” solo una volta. Compie arresti per qualche mese, dopodiché è sostituito da un altro soldato. Poi è congedato.

Gli abitanti di Gaza e della Cisgiordania stanno celebrando 50 anni di occupazione. Ma non saranno sostituiti, e nessuno sta arrivando per congedarli o aiutarli a portarne il peso. Per noi soldati tutto è temporaneo. Per loro questo è permanente.

* Shai Eluk è un ex-soldato della brigata Nahal e un attivista di “Combattants for Peace” [“Combattenti per la pace”, Ong israelo-palestinese che promuove forme non violente di lotta contro l’occupazione, ndt.]. Quest’articolo è stato pubblicato per la prima volta in ebraico su “Local Call” [“Chiamata Locale”, sito web d’informazione in ebraico].

Fonte: https://972mag.com

(traduzione in italiano per zeitun di Amedeo Rossi)

Dopo sei anni torna a casa Malala, la nemica dei talebani…!

 

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Dopo sei anni torna a casa Malala, la nemica dei talebani…!

Malala Yousafzai, la giovane donna Premio Nobel per la Pace divenuta simbolo di coraggio nella lotta al fondamentalismo religioso, ha rimesso finalmente piede in Pakistan dopo sei anni dal giorno in cui rimase quasi uccisa in un attentato dei talebani.

Stando ai media locali, i dettagli del suo viaggio resteranno segreti per ragioni di sicurezza, ma le telecamere di un’emittente nazionale l’hanno già immortalata all’aeroporto di Islamabad, accompagnata dai genitori e da alcuni membri della sua associazione, il Malala Fund Group, circondati da un’ingente presenza di agenti di polizia. E sembra che nei prossimi giorni incontrerà il Primo Ministro Shahid Khaqan Abbasi, oltre a tornare nella sua città natale di Swat, nel nor-ovest del paese.

Nel 2012, all’età di 15 anni, Malala Yousafzai  è stata ferita alla testa da colpi d’arma da fuoco esplosi sul bus in cui viaggiava per raggiungere la scuola. I fondamentalisti talebani l’accusavano di essere “amica dell’Occidente”, in quanto la teenager incoraggiava attraverso il suo blog le coetanee a studiare e a non abbandonare la scuola, un attivismo iniziato quando era ancora una bambina di 11 anni.

La sua storia ha fatto rapidamente il giro del mondo: trasportata nel Regno Unito per ricevere cure migliori, ha subito vari interventi e passato anche un periodo in coma. Ma anche dal suo letto d’ospedale non ha mai smesso di battersi per i diritti delle donne, incoraggiando le persone a resistere all’oppressione del radicalismo.

tratto da: http://www.dire.it/29-03-2018/187828-dopo-6-anni-torna-casa-malala-nemica-talebani/

Siamo procedendo spediti verso la guerra contro la Russia, cioè verso una guerra mondiale, ma nessuno sembra preoccuparsene. Anzi…

 

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Siamo procedendo spediti verso la guerra contro la Russia, cioè verso una guerra mondiale, ma nessuno sembra preoccuparsene. Anzi…

 

Francamente, sono stupito, stupito e persino imbarazzato. Sono nato in Svizzera, ho vissuto la maggior parte della mia vita lì, ho anche visitato la maggior parte d’Europa, e ho vissuto negli Stati Uniti per oltre 20 anni. Eppure nei miei peggiori incubi non avrei potuto immaginare che l’Occidente affondasse così in basso come adesso.

Voglio dire, sì, conosco le false provocazioni (false flags), la corruzione, le guerre coloniali, le menzogne della NATO, l’abietta sottomissione degli europei dell’Est, ecc. Ho scritto molte volte. Ma per quanto imperfetti fossero, e per dirla in modo gentile, ricordo Helmut Schmidt, Maggie Thatcher, Reagan, Mitterrand, persino Chirac! E ricordo cosa era il Canard Enchaîné, o anche la BBC.

Durante la Guerra Fredda, l’Occidente non era quasi un cavaliere in armatura bianca e splendente, ma lo stato di diritto era importante, così come lo era almeno un certo grado di pensiero critico.

Ora sono profondamente imbarazzato per l’Occidente. E molto, molto spaventato.
Tutto quello che vedo oggi è un branco sottomesso guidato da veri, in buona fede, psicopatici (nel senso clinico della parola)
E quella non è la cosa peggiore.

La cosa peggiore è il silenzio assordante, il modo in cui tutti guardano altrove, si fa finta di pensare :”non sono affari miei” o, peggio, in realtà non si prende sul serio tutto questo spettacolo grottesco. Che cosa è sbagliato con voi persone ?! Sei stato trasformato in zombie ?! SVEGLIATI!!!!!!!
Lascia che misuri attentamente le mie parole qui e ti dica la schietta verità.

Dal momento che è avvenuto  il colpo di stato di Neocon contro Trump, l’Occidente si trova ora esattamente nello stesso corso in cui la Germania nazista si trovava, all’incirca, verso la metà degli anni ’30.
Oh certo, l’ideologia è diversa, anche il capro espiatorio designato. Ma la mentalità è * esattamente * la stessa.

Le stesse cause producono gli stessi effetti. Ma questa volta ci sono armi su entrambi i lati che fanno dell’Olocausto di Dresda una piccola scintilla.

Così ora abbiamo questa toccante esibizione di “solidarietà occidentale” non con il Regno Unito o il popolo britannico, ma con la City di Londra. Ora non è così toccante ?!
Lasciate che vi chieda questo: qual è stata la caratteristica centrale delle politiche britanniche verso l’Europa, oh, diciamo dal Medioevo?
Proprio così: iniziare le guerre in Europa.

E questa volta pensi che sia diverso?
Does: ” il miglior precursore di comportamento futuro è il comportamento del passato ” in qualche modo non si applica questo al Regno Unito ?!

Lasciate che vi dica anche questo: quando Napoleone e Hitler attaccarono la Russia, il paese slavo stava attraversando crisi profonde ed era obiettivamente debole (davvero! Cercatela voi stessi!). In entrambi i casi, la società russa era profondamente lacerata dalle contraddizioni interne e il momento dell’attacco sembrva ideale.
Non oggi.

Quindi faccio questa semplice domanda: vuoi veramente andare in guerra contro una Russia nucleare completamente unita?
Pensi che questa sia un’iperbole?
Pensa di nuovo.

La verità è che la situazione odierna è infinitamente peggiore della crisi dei missili cubani. In primo luogo, durante la crisi dei missili cubani c’erano persone razionali da entrambe le parti. Oggi non c’è UNA SINGOLA PERSONA RAZIONALE IN UNA POSIZIONE DI POTERE NEGLI USA. Non uno! In secondo luogo, durante la crisi dei missili cubani su cui tutto il nuovo stava riferendo era la crisi, l’intero pianeta si sentiva come se fossimo ai margini dell’abisso.
Oggi nessuno sembra essere consapevole del fatto che stiamo per andare in guerra, forse una guerra termonucleare, dove le vittime verranno contate tra centinaia di milioni.
Tutto a causa di cosa?

Perché la gente dell’Occidente ha accettato, o non sa nemmeno, di essere governata da una brutta banda di psicopatici ignoranti e arroganti.

Per lo meno questa situazione mostra questo:
La democrazia rappresentativa non funziona.
Lo stato di diritto si applica solo ai deboli e ai poveri.

I valori occidentali sono stati ridotti a uno scherzo triste.
Il capitalismo ha bisogno di guerra e un’egemonia mondiale per sopravvivere.
L’impero anglo-ionista sta per crollare, l’unica domanda aperta è come e a quale costo.

In questo momento stanno espellendo in massa i diplomatici russi e si sentono molto forti e virili. I politici polacchi e ucraini stanno vivendo una vera e propria ondata storica di coraggio e fiducia in se stessi! (nascondendosi, come loro, dietro la potenza di fuoco Anglo-USA)
La verità è che questa è solo la punta di un iceberg molto più grande. In realtà, le consultazioni cruciali a livello di esperti, che sono così importanti tra le superpotenze nucleari, si sono quasi fermate molto tempo fa. Siamo giù alle telefonate di alto livello. Questo genere di cose accade quando due parti stanno per andare in guerra.

Per molti mesi la Russia e la NATO hanno fatto i preparativi per la guerra in Europa. E la Russia è pronta. La NATO non lo è! Oh, hanno i numeri e pensano di essere forti. La verità è che questi ufficiali della NATO non hanno idea di ciò che sta per colpirli, quando i russi entreranno in guerra questi statali della NATO non capiranno nemmeno cosa sta succedendo loro. Molto rapidamente la vera azione verrà lasciata agli Stati Uniti e alla Russia. Quindi qualsiasi conflitto andrà nucleare molto velocemente. E, per la prima volta nella storia, gli Stati Uniti saranno colpiti molto, molto duramente, non solo in Europa, nel Medio Oriente o in Asia, ma anche negli Stati Uniti continentali.

Sono nato in una famiglia militare russa e ho studiato gli affari militari russi e sovietici per tutta la vita. Posso assolutamente prometterlo, per favore non dubitarlo per un secondo: la Russia non si tirerà indietro e, se messa alle strette, spazzerà via tutta la tua civiltà. I russi non vogliono davvero la guerra,la temono (come dovrebbero!) E faranno di tutto per evitarlo. Ma se attaccato si aspetta una risposta di violenza assolutamente devastante. Non prenderlo da me, prendilo da Putin che lo ha chiaramente detto lui stesso e chi, almeno su questo tema, è sostenuto da circa il 95% della popolazione.

Dalle crociate orientali all’invasione nazista dell’Unione Sovietica, basta abbastanza e i russi non prenderanno un altro attacco occidentale, specialmente uno appoggiato dalla potenza di fuoco nucleare. Di nuovo, per favore, medita molto attentamente con le parole di Putin: “che bisogno avremmo in un mondo se non ci fosse la Russia? “

Tutto questo per cosa? Gli Stati Uniti e la Russia non hanno ragioni oggettive per fare altro che collaborare (i russi sono assolutamente sconcertati dal fatto che i leader degli Stati Uniti sembrano essere completamente ignari di questo semplice fatto). Ok, la City di Londra ha molti motivi per volere la Russia sparita e tacere. Come Gavin Williamson, il piccolo ragazzo di soia responsabile della “difesa” britannica ,ha detto così elegantemente , la Russia dovrebbe ” andarsene e stare zitta “. Attento. Lascia che te lo dica: non sta succedendo! La Britannia sarà trasformata in un cumulo di ceneri radioattive molto prima che il russo se ne vada o si chiuda. Questo è semplicemente un fatto.

Quello che mi confonde è questo: i leader americani vogliono davvero perdere il loro paese per conto di una piccola brutta cricca di arroganti culi inglesi pomposi che pensano di essere ancora un impero? Hai anche dato un’occhiata a Boris Johnson, Theresa May e Gavin Williamson? Sei davvero pronto a morire in difesa dell’interesse di questi degenerati ?!
Non capisco e nessuno in Russia lo fa.
Sì, lo so, tutto quello che hanno fatto è espellere alcuni diplomatici. E i russi faranno lo stesso. E allora? Ma questo manca il punto!

GUARDA NON DOVE SIAMO MA DOVE STIAMO ARRIVANDO !!

Puoi ottenere 200.000 manifestanti anti – pistola (sospiri, carrelli) in DC ma NESSUNO O TUTTI SULLA GUERRA NUCLEARE ?!

Cosa c’è di sbagliato in te gente ?!

Cosa è successo all’Occidente dove sono nato nel 1963?

Mio Dio, questa è davvero la fine di tutto?

Sono l’unico a vedere questo relitto di un treno al rallentatore che ci trascina per tutto il precipizio?

Se puoi, ti preghiamo di dare una ragione per sperare ancora.

In questo momento non ne vedo molti.

Il Saker

Fonte: Russia Insider

Traduzione: Sergei Leonov

 

fonte: https://www.controinformazione.info/siamo-diretti-alla-guerra-con-la-russia-e-nessuno-sembra-preoccuparsi/