Ma vi rendete conto che oggi avremmo potuto affrontare questa emergenza con Salvini al Governo? A parte le cazzate che spara da due mesi, guardatevi intorno: che hanno fatto i suoi idoli, da Trump a Johnson, da Bolsonaro a Orban…?

 

Salvini

 

 

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Ma vi rendete conto che oggi avremmo potuto affrontare questa emergenza con Salvini al Governo? A parte le cazzate che spara da due mesi, guardatevi intorno: che hanno fatto i suoi idoli, da Trump a Johnson, da Bolsonaro a Orban…?

Non mi risulti che esista un “San Papeete”… Se non esiste, Papa Francesco dovrebbe crearlo subito, per dare al popolo Italiano qualcuno da ringraziare perché in questo momento tanto difficile non c’è lui al governo… Sarebbe stata una carneficina…

Ricordiamo brevemente quello che hanno fatto i suoi idoli:

 Donald Trump

Trump fino a ieri ha ignorato il coronavirus. Ha minimizzato i dati internazionali fino a dichiarare che il numero relativo al tasso di mortalità 3,4% fornito dall’Oms sarebbe “falso”…

Quando ha capito che le cose si mettevano male ha cominciato a dire: “I contagi scompariranno. Un giorno, come per miracolo, scompariranno” ed ha assicurato che: “Il virus è stato contenuto. Il paese è al sicuro”. (Minimizzare)

Intanto per alcuni media fedeli, il coronavirus sarebbe “niente di più di un comune raffreddore”, che viene ingigantito per “sconfiggere e neutralizzare” il presidente. (Teoria del complotto).

Quando la faccenda gli è proprio del tutto sfuggita di mano si è chiesto se non fosse il caso di utilizzare il vaccino antinfluenzale… Incassando un No secco (e le risate di scherno) degli esperti. (Ignoranza)

Intanto ha cominciato ad accusare gli altri, dall’amministrazione di Barack Obama, colpevole a suo dire, della carenza di kit per il test del coronavirus ai Cinesi, ora dipinti come untori, tanto che ha dato “ordine” di ribattezzare il covid-19 “virus cinese”… (Attaccare gli altri)

E giungiamo ai giorni nostri, Trump: “Se in Usa i morti non saranno più di 100mila avremo fatto un buon lavoro” (Ipocrisia – Andare avanti facendo dimenticare quanto ha detto e (non) fatto in precedenza).

Ovviamente, i 100.000 morti, se va tutto ma proprio tutto bene, qualcuno li avrà sulla coscienza?

Notate poi l’escalation di Trump: Minimizzare, Teoria del complotto, Ignoranza, Attaccare gli altri, Ipocrisia… ma proprio non vi ricorda qualcuno…?!?

Boris Johnson

Per Boris Johnson basterebbe uno sola frase: “Abituatevi a perdere i vostri cari“. La grande puttanata dell’immunità di gregge che avrebbe comportato la morte di qualche centinaia di migliaia di persone… Quando ha finalmente capito che la gente sarebbe venuto a prenderlo fino a casa, ovviamente tardi, troppo tardi, ha cambiato registro…

Jair Bolsonaro

Bolsonaro è in piena lotta contro le misure di isolamento imposte dai governatori e da alcuni sindaci in Brasile. “La gente deve riaprire i negozi e lavorare normalmente”, diceva Bolsonaro in uno dei video cancellati, mentre in un altro lo si sente dire che il Brasile “sarà immunizzato qaundo il 60-70% della popolazione sarà contagiato” e che una cura contro il coronavirus “è già realtà”…

I casi accertati sono ormai oltre tremila, ma Bolsonaro continua a sostenere che la COVID-19 sia come un raffreddore… Non ha fatto niente finora, non ha intenzione di fare niente in futuro e ostacola chi sta facendo qualcosa…

Viktor Orban

Viktor Orban ha chiesto ed ottenuto i pieni poteri in Ungheria, per fronteggiare la situazione del coronavirus. Eppure in Ungheria, con i loro 403 casi e 13 morti, non ci sono proprio i numeri di un’emergenza tale da giustificare una rinuncia ai diritti democratici… Ma Viktor non poteva perdere un’occasione del genere…!

Così iniziano le dittature… Lo capiscono tutti, tranne qualcuno…

Poteri speciali a Orban per combattere con forza il virus? Saluto con rispetto la libera scelta del parlamento ungherese (137 voti a favore e 53 contro), eletto democraticamente dai cittadini. Buon lavoro all’amico Viktor Orbán e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria.

Lo ha detto Salvini in un Tweet, anche con un pizzico d’invidia…

“Eletto democraticamente” …Certo che dimenticare quello che è successo in Italia e in Germania negli anni ’20… Anche lì furono eletti “democraticamente”… Ma forse non lo ha dimenticato, sbava solamente…

 

by Eles

Le accuse di Trump contro Maduro? Gianni Minà sono anni che cerca di spiegarcelo: “Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela che gli Usa vogliono”

 

Gianni Minà

 

 

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Le accuse di Trump contro Maduro? Gianni Minà sono anni che cerca di spiegarcelo: “Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela che gli Usa vogliono”

“Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha utilizzato il suo potere per sostenere il terrorismo internazionale e per svolgere un ruolo di guida nel traffico illegale di droga all’interno del suo Paese”. L’accusa e’ stata formulata dal governo americano nel corso della conferenza stampa organizzata dal dipartimento di Giustizia, presente il procuratore generale William Barr, in collegamento video con le procure distrettuali di New York e Miami, che hanno formalizzato le accuse. Prevista anche una taglia di 15 milioni di dollari per la sua cattura.

E’ stato mostrato un cartello con le foto dell'”organizzazione” incriminata per traffico di droga e che vede in testa l’immagine del volto di Maduro, come capo della “gang”. Decine sono i membri finiti sotto inchiesta. Il capo di stato venezuelano e’ accusato, oltre che di aver stretto rapporti con il gruppo Hezbollah, sostenuto dall’Iran, di contatti con il rinato gruppo rivoluzionario delle Farc in Colombia, e di una serie di casi di violazione di diritti umani, che vanno dall’aver ordinato omicidi, torture e arresti arbitrari alla detenzione di cittadini venezuelani. “Il governo Maduro – ha spiegato Barr – e’ totalmente corrotto e sostiene il terrorismo”.

Ovviamente l’unico motivo di tutto questo è il petrolio, come già da anni ci ricorda Gianni Minà.

Agosto 2017:

Gianni Minà: “Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela che gli Usa vogliono”

Il più grande conoscitore dell’America Latina in Italia: “Io ce li ho questi dati e dicono che di morti ammazzati l’opposizione ne ha fatti molti più del governo. Intellettuali e combattenti come l’argentino Adolfo Pèrez Esquivel (premio Nobel per la Pace nel 1980) o il brasiliano Frei Beto hanno espresso solidarietà a Maduro: sono forse amici dei criminali? C’è un bel pezzo di propaganda”.

 
Chi oggi con il massacro mediatico in corso contro il Venezuela non vorrebbe intervistare l’indiscusso massimo conoscitore dell’America Latina in Italia? Tutti, chiaramente.

Succede che il Corriere della Sera abbia lo scoop. E Fabrizio Caccia intervista Gianni Minà.

Voi, a questo punto, direte: darà il Caccia il massimo risalto alle parole di chi come nessuno conosce quelle terre, la loro storia politica, le loro popolazioni?

Non proprio. L’operazione è questa. Nel titolo e nel sottotitolo neanche si capisce che sia un’intervista a Minà e continua l’operazione di propaganda oltre la vergogna di questi giorni.

Invece di dare risalto alle parole di Gianni Minà e alla sua intervista, il Caccia preferisce dare massimo riferimento ad un appello lanciato pensate da niente meno che…. Rossana Miranda. Vi domanderete chi è Rossana Miranda per finire citata nel Corriere della Sera? Non riusciamo neanche noi a sciogliervi questo dubbio amletico, possiamo solo segnalarvi che da mesi fa propaganda contro il governo venezuelano attraverso un portale italiano, Formiche, e un giornale della destra venezuelana, El Universal.

Siamo arrivati al punto che il Corriere della Sera debba fare propaganda attraverso Formiche?

Si, signori miei, siamo proprio arrivati a questo punto.

Ma torniamo a Gianni Minà. Lo scoop di Caccia viene presentato senza un’introduzione, senza niente, addirittura si ha oggettiva difficoltà a capire che sia un’intervista sui fatti di adesso.

Abbiamo ascoltato telefonicamente Minà che ci ha confermato che si tratta solo di una minima parte delle sue parole. Ma non importa tanto questo, quel che rileva è riportare per intero le parole riprese da Caccia: «Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela, che gli Stati Uniti vogliono”. E ancora: «Bisogna avere in mano i dati dei morti, prima di parlare. Io ce li ho questi dati e dicono che di morti ammazzati l’opposizione ne ha fatti molti più del governo. Intellettuali e combattenti come l’argentino Adolfo Pèrez Esquivel (premio Nobel per la Pace nel 1980) o il brasiliano Frei Beto hanno espresso solidarietà a Maduro: sono forse amici dei criminali? C’è un bel pezzo di propaganda dietro alla storia che Maduro affami il popolo. Il chavismo ha vinto, altroché! Oggi l’esperienza bolivariana ha pure un canale televisivo (TeleSur) e una banca intercontinentale…».

Parole che si perdono nel testo del Caccia tra l’appello di Rossanda, la solita propaganda interna e Paolo Cento. Si avete capito bene. Paolo Cento. Ora mettere nella stessa intervista sull’America Latina Gianni Minà e Paolo Cento, è come mettere nello stesso campo di calcio Diego Armando Maradona e Egidio Calloni o Van Basten e Luther Blissett.

Miracoli della propaganda.

E poi mentre Gianni Minà cita un Premio Nobel del calibro di Esquivel e un gigante come Frei Betto – torturati e arrestati dalle vere dittature dell’America Latina che piacevano tanto a quello stesso occidente che oggi non a caso combatte il governo venezuelano – Paolo Cento invita a fare chiarezza sui fatti di Caracas «già quest’estate nelle feste dell’Unità, di Sinistra Italiana, Articolo 1».  Ora mettere insieme nella stessa intervista Esquivel e Betto con le attuali feste dell’Unità è più o meno come mettere sullo stesso palco i Pink Floyd con Giggione.

Ma per fortuna vostra in questo disastrato mondo dell’informazione italiana avete l’AntiDiplomatico che, nel titolo, nel sottotitolo e nella foto, rende giustizia ad un gigante tra lillipuziani della professione, Gianni Minà.

P.s. Il Frei Beto citato dal Caccia in realtà è Frei Betto,  Teologo della liberazione brasiliano, imprigionato e torturato nel 1969 dalla dittatura militare brasiliana per il suo impegno politico. Ma questo, probabilmente, il Caccia non lo sa.

Alessandro Bianchi

SULL’ARGOMENTO LEGGETE ANCHE:

L’ultimo disegno di TvBoy con Trump e Johnson come le gemelle di Shining: «Vieni a giocare con noi col coronavirus»

 

TvBoy

 

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L’ultimo disegno di TvBoy con Trump e Johnson come le gemelle di Shining: «Vieni a giocare con noi col coronavirus»

TvBoy colpisce ancora e con un solo disegno rappresenta l’atteggiamento di Stati Uniti e Gran Bretagna sul Coronavirus. Lo street artist siciliano, Salvatore Benintende (questo il suo nome reale), ha pubblicato sul proprio seguitissimo profilo Instagram la sua ultima creazione: Trump e Johnson come le due gemelline di Shining. Il tutto accompagnato dalla scritta: «Come play with us» (la celebre battuta ‘vieni a giocare con noi’ del film di Stanley Kubrick tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King).

Un immagine che vale più di mille parole. L’atteggiamento di Trump e Johnson, fin da quando l’emergenza coronavirus era circoscritta alla sola Cina, prima di diventare una vera e propria pandemia globale, è sempre stato molto ‘all’acqua di rose’. Solo negli ultimi giorni c’è stata una leggera virata con accorgimenti e suggerimenti dati ai cittadini, senza però prendere misure drastiche come, invece, sono state prese nel resto del mondo.

Trump e Johnson nell’ultimo disegno di TvBoy

Per questo motivo la sola immagine di Trump e Johnson come le gemelle di Shining che dicono ‘vieni a giocare con noi’ è forse la più efficace per sottolineare come il Mondo si sia mosso – seppur in ritardo -, mentre Stati Uniti e Regno Unito risultano essere ancora un passo indietro con i provvedimenti. E ad accompagnare il tutto, mano nella mano, con la sola distanza posta dall’Oceano Atlantico che li divide, ci sono state dichiarazioni criticabili. Come quella del premier britannico che ha invitato i cittadini a mettere in conto la morte dei propri cari.

Un gioco a cui quasi nessuno vorrebbe partecipare.

 

fonte: https://ilfastidioso.myblog.it/wp-admin/post-new.php

L’Italia ripudia la guerra… E se cominciassimo a ripudiare anche quelli che amano la guerra?

 

guerra

 

 

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L’Italia ripudia la guerra… E se cominciassimo a ripudiare anche quelli che amano la guerra?

Articolo 11 della Costituzione, vale la pena ripassarlo:

«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

L’articolo 11 della Costituzione sembra un orpello scritto come souvenir delle buone intenzione ma evidentemente sfugge al pensiero dominante di certa politica: a qualcuno sfugge che l’Italia (e così dovrebbe essere l’Europa) nasce per assicurare la pace ai propri cittadini e per fare la propria parte nel consolidamento della pace nel mondo.

«Pace nel mondo»: fa senso, vero? Scrivere una roba del genere fa passare direttamente questo scritto nel cassetto delle analisi troppo utopistiche per essere discusse, considerate e prese sul serio. La stragrande maggioranza della classe dirigente politica nel mondo ritiene la guerra un male necessario e ci promette al massimo di farla con buona educazione. Stiamo a posto così.

Ogni tanto qualcuno prova a riportare le dimensioni dell’evento ma viene tacciato. Gino Strada fece notare che per costruire 12 ospedali servono 250 milioni di dollari che sono il costo di 8 ore di guerra. «Si prendano un giorno di vacanza», disse. Ma Gino Strada, si sa, è un buonista. Nessuno smentisce le cifre: attaccano la persona che le ha fornite.

Però si affacciano anche quelli che la guerra la amano, addirittura la invocano e la propongono come soluzione politica in assoluta scioltezza. Ci sono persone (anche tra i nostri politici) che anzi invitano Trump a bombardare anche quegli altri, quelli che gli sono antipatici, e ci invitano ad armarci ancora di più e ancora più forte per scendere in battaglia. Sembra incredibile ma gli amanti della guerra vengono presi molto più in considerazione degli amanti della pace.

Allora mi chiedo: ma se l’Italia ripudia la guerra quindi ripudia anche quelli che amano la guerra?

Così, per sapere.

 

 

 

tratto da: https://left.it/2020/01/10/ma-litalia-ripudia-quelli-che-amano-la-guerra/?fbclid=IwAR1jqbGyEo4dGAdog6NeRWQkpn_5H2EpHg_Pf9kF8oO8H9jUWyL7-75de-g

Quando Trump, con 3.000 cadaveri americani ancora caldi, commentò l’attentato alle Torri Gemelle: “Ora il mio grattacielo è il più alto” …Ora figuratevi quanto glie ne può fregare di avere sulla coscienza un po’ di gente che muore in guerra…!

 

Trump

 

 

 

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Quando Trump, con 3.000 cadaveri americani ancora caldi, commentò l’attentato alle Torri Gemelle: “Ora il mio grattacielo è il più alto” …Ora figuratevi quanto glie ne può fregare di avere sulla coscienza un po’ di gente che muore in guerra…!

Poche ore dopo l’evento drammatico del crollo delle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001, Donald Trump si vantò del fatto che un suo grattacielo, il Trump Building, fosse tornato ad essere la costruzione più alta della città.

“40 Wall Street (questo l’indirizzo della costruzione, ndr), prima della costruzione del World Trade Center, era il più alto della zona di downtown Manhattan. Poi, quando hanno costruito il World Trade Center, è diventato il secondo. Ora è tornato ad essere il più alto”, ha affermato Trump al giornalista.

Così parlò mentre il mondo stava piangendo quelle che, qualche giorno dopo, le quasi 3mila vittime degli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono

Insomma, il suo intervento non era programmato. La telefonata arrivò perché lui poteva essere un testimone oculare di quanto accaduto alle Torri Gemelle. Ma, oltre al racconto di quei concitati minuti, è arrivata anche una discussione che fece discutere anche all’epoca. Ma si trattava di un business man, di un tycoon. Ma a riascoltare quel suo intervento, ora che è presidente degli Stati Uniti, quella dichiarazione lascia ancor più esterrefatti.

Tra l’altro, l’informazione riportata allora da Trump non era corretta: la struttura più alta dell’area era quella al 70 Pine Street.

E quindi, se con cinica idiozia, con 3.000 cadaveri americani ancora caldi a terra, il suo pensiero era questo, figuratevi quanto glie ne può fregare di un po’ di morti per una guerra…

E noi stiano nelle mani di queste bestie!

By Eles

La tragedia del popolo curdo per il capriccio di un estremista di destra miliardario

 

popolo curdo

 

 

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La tragedia del popolo curdo per il capriccio di un estremista di destra miliardario

In questi giorni, nel pieno della tragedia del popolo curdo, tornano in mente le immagini di Nadia Murad che con altri attivisti venne ricevuta da Trump nello Studio Ovale.

Ricordate Nadia Murad, la ragazza yazida fatta prigioniera e schiava dall’Isis che nel 2018 per il suo grande impegno sui diritti umani ha ricevuto il premio Nobel per la pace?

In questi giorni, nel pieno della tragedia del popolo curdo, tornano in mente le immagini di Nadia Murad che con altri attivisti venne ricevuta da Trump nello Studio Ovale.

Bisognerebbe rivedere quelle immagini, che all’epoca suscitarono numerose polemiche, per vedere come Trump disinformato e annoiato sentisse senza provare alcuna empatia quei racconti dell’orrore e interloquisse senza avere la minima cognizione di quale fosse stato il dramma degli yazidi e dei grandissimi problemi che questa comunità continuava ad avere nell’Iraq “liberato” dallo Stato islamico.

Quel video rappresenta in maniera tristemente perfetta il tristo figuro che è alla Casa Bianca, dai capricci del quale dipende la vita o la morte di tante persone. Ed è solo rivedendo quel video con Nadia Murad che si comprende fino in fondo perché una mattina quell’estremista di destra si sia svegliato e abbia deciso, con motivazioni ridicole, di dare in pasto a Erdogan un intero popolo.

(NOTA: i video con sottotitoli in Italiano sono tutti soariti dal web)

Erdogan che da tempo premeva e che aveva detto in tutti i modi che avrebbe voluto le mani libere per dare vita a una pulizia etnica contro quelli che impropriamente definisce terroristi.

Ma il miliardario xenofobo della Casa Bianca, senza curarsi delle sofferenze che avrebbe provocato, all’improvviso si è messo a farneticare di stupide guerre tribali (per un razzista come lui i curdi e gli arabi sono morti di serie B) e del mancato aiuto della Nazione curda ai tempi dello sbarco in Normandia.

Oggi i frutti del capriccio del padrone che da riccastro è abituato solo a dare ordini senza ascoltare nessuno, li rivediamo nei volti dei bambini uccisi, delle attiviste per i diritti umani barbaramente giustiziate, delle donne passate per le armi dalle bande di mercenari jihadisti al soldo di Ankara, degli anziani sventrati dalle bombe e di 300mila disperati che sono in fuga e hanno perso tutto.

Va detto e ripetuto: questa catastrofe umanitaria per il capriccio di un mezzo fascista xenofobo, lo stesso che si inebria e si vanta delle sofferenze inflitte ai migranti del Sud America e che separa i bambini dai genitori.
Continuerà a vivere nelle sue residenze dorate e nel lusso che mortifica la ragione mentre famiglie intere sono nella polvere, quando non già sottoterra per colpa sua.

Non ci sarà mai alcun tribunale internazionale che lo condannerà per questi crimini contro l’umanità.

Ma di fronte alla storia e di fronte all’umanità le sue responsabilità sono già acclarate. Dietro ogni bambino morto nel Rojava c’è il suo ghigno. Non ce lo dimenticheremo, né ora né mai.

 

 

fonte: https://www.globalist.it/intelligence/2019/10/14/la-tragedia-del-popolo-curdo-per-il-capriccio-di-un-estremista-di-destra-miliardario-2047617.html

Ezio Bosso: “Donald Trump è umanamente imbarazzante”

 

Ezio Bosso

 

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Ezio Bosso: “Donald Trump è umanamente imbarazzante”

Ezio Bosso intervistato da Diego Bianchi a Propaganda Live: “La dichiarazione di Trump sui Curdi? Il problema è il linguaggio perennemente aggressivo. Trovo tutto umanamente imbarazzante. Il problema è che uno degli uomini più potenti del mondo basa la realtà su questo noi dovremmo reagire al contrario” 

Ospite a Propaganda Live, il maestro Ezio Bosso ha avuto una lunga conversazione con Diego Bianchi, commentando la scena attuale mondiale e italiana. L’intervista è partita ovviamente dalla situazione curda, precisamente dalla frase di Trump che ha detto che “I curdi non hanno aiutato gli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale”.

“Che cosa si può dire” ha detto Bosso, “Trump è umanamente imbarazzante. Se l’uomo più potente del mondo dice una cosa del genere, se questa è la sua realtà, noi come dovremmo reagire. Questa è un’evidente sciocchezza, una corbelleria da ragazzini. Stiamo parlando della guerra, dovremmo parlare di come fare per far sì che quelle persone non vengano massacrate. Non dovremmo parlare di Trump, eppure è lui che parla, lui che ha un seguito, lui che dice cose del genere”.

Bosso ha poi condiviso il suo pensiero sui social network: “La capacità di sintesi del tweet è diventata una forma di aggressione. Se si parla per slogan, l’elettorato si trasforma in tifoseria, e io ho una paura tremenda delle tifoserie. Non si ascolta più, è un continuo parlarsi addosso. Lo scontro verbale non mi interessa, perché non è più uno scontro, sono due muri che si incontrano. Lo schermo è diventato un muro, e fa paura, su internet succede di tutto, tutto parte da una frase e non dal suo contenuto”.

Robert De Niro senza freni: “Trump è un idiota, dobbiamo liberarcene”

 

De Niro

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Robert De Niro senza freni: “Trump è un idiota, dobbiamo liberarcene”

L’attore continua: “È una disgrazia e un danno per il nostro Paese”

«Scusate, non è che sono ossessionato dalla politica, ma questo idiota proprio non riesco a digerirlo. È una disgrazia e un danno per il nostro Paese». In teoria, Robert De Niro è venuto all’organizzazione culturale di Manhattan 92Y per presentare Robert De Niro Sr.: Painting, Drawnings and Writings 1949-1993, il libro dedicato alla memoria padre pittore.
Già nel 2016 la star aveva attaccato a testa bassa il neopresidente degli Stati Uniti con un video diventato un ‘cult’: “E’ così stupido. E’ un cane, un maiale. Un artista della stronzata. Non paga le tasse, è un disastro nazionale. Mi fa arrabbiare il fatto che questo paese sia arrivato al punto di consentire a quest’idiota di arrivare sin qui”, diceva De Niro. Ad un mese di distanza, l”idiota’ è diventato presidente dopo il trionfo su Hillary Clinton.
“Prenderlo a pugni? Non posso, è il presidente”, disse De Niro ospite dello show di Jimmy Kimmel. La chiacchierata virò sull’Italia: anche Jimmy Kimmel ha origini italiane, visto che i suoi nonni sono arrivati negli Stati Uniti da Ischia. “Sono più italiano di te!”, dice Kimmel. “La mia famiglia è di Ferrazzano, dalle parti di Campobasso. Ho la cittadinanza italiana? Sì, probabilmente dovrò trasferirmi lì…”

 

tratto da: https://www.globalist.it/dolce-vita/2019/10/11/de-niro-senza-freni-trump-e-un-idiota-dobbiamo-liberarcene-2047509.html

Tutta la feccia del fascismo in un semplice esempio: Giorgia Meloni si indigna per lo spazzolone a forma di Trump… Mica si indigna per i bambini che Trump mette in gabbia…!

 

fascismo

 

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Tutta la feccia del fascismo in un semplice esempio: Giorgia Meloni si indigna per lo spazzolone a forma di Trump… Mica si indigna per i bambini che Trump mette in gabbia…!

Inorridita, sgomenta, ferita nei sentimenti profondi, quella scopetta per pulire il watercon i capelli di Donald Trump grida vendetta. Al punto da sollecitare l’invocazione: «nessuno della sinistra ha da ridire?

E’ la signora Giorgia Meloni, fascista.

I fascisti prima di indignarsi tanto facilmente dovrebbero (semprechè ne siano capaci) leggere questo:

Come animali, peggio degli animali.

E’ questa la politica anti immigrati voluta da Donald Trump. Bambini trattati come bestie feroci e rinchiusi in gabbia.

Chi ha documentato questi orrori racconta il pianto disperato di tante povere creature. Cure ridotte a niente, sporcizia e pidocchi ovunque. Occhi persi nel vuoto.

Nei giorni scorsi Alexandria Ocasio-Cortez, membro democratico del Congresso degli Stati Uniti, era andata insieme a un gruppo di deputati, a Clint, in Texas, dove si trova un centro di detenzione per migranti catturati al confine con il Messico.
La deputata ha denunciato che le guardie di confine, le Control Border Patrols (Cbp) sono state “fisicamente e sessualmente minacciose” anche nei suoi confronti e degli altri deputati, arrivando anche a ridere di loro. Ocasio-Cortez ha raccontato che dopo aver riportato la vicenda ai loro superiori, si è sentita rispondere che “i soldati sono sottoposti a forte stress”.
“Gli agenti tengono le donne nelle celle senza acqua e le costringono a bere l’acqua del water” , ha denunciato la deputata. 
”Questi sono crimini contro l’umanità. Non degni di una democrazia”.

Questa denuncia, insieme a tante altre, è costata alla deputata Ocasio-Cortez, e a tre sue colleghe, l’accusa di essere anti americane. ” Se non vi piace il nostro modo di vivere, tornatevene a casa vostra, nello schifo dei vostri paesi di origine. Non avete niente da insegnarci”, ha bestemmiato, recitando il mantra universale dei razzisti e degli xenofobi, il presidente americano riferendosi alle origini delle rappresentanti democratiche e dimenticando che tutti gli americani hanno origini “straniere”.

Tutto il mondo è paese…

 

Trump dichiara di non aver rinunciato a bombardare l’Iran e state tranquilli: lo farà! – Anche per i nostri giornalisti è “la giusta risposta per l’abbattimento del drone americano”… E nessuno che si faccia la domanda più ovvia: che cazzo ci faceva un drone americano nei cieli dell’Iran?

 

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Trump dichiara di non aver rinunciato a bombardare  l’Iran e state tranquilli: lo farà! – Anche per i nostri giornalisti è “la giusta risposta per l’abbattimento del drone americano”… E nessuno che si faccia la domanda più ovvia: che cazzo ci faceva un drone americano nei cieli dell’Iran?

I nostri giornalisti, da sempre schiavi dei vari “padroni”, riportano con enfasi le notizie della guerra che Trump a tutti i costi vuole scatenare contro l’Iran. L’ultima scusa sarebbe quella del drone abbattuto… E mentre mi chiedevo “che cazzo ci faceva un drone americano nei cieli dell’Iran?” mi imbatto in un bel articolo a firma Marat su L’Antidiplomatico che di seguito vi riporto:

Legittima difesa a pro del ladro

Mi è capitato stamani di sentire per caso e distrattamente le prime parole della rassegna stampa di un “notiziario” radio (non so quale fosse) di oggi. “Leggiamo le prime pagine dei principali quotidiani nazionali”, a proposito della decisione di Trump di fermare i “bombardieri già in volo, dieci minuti prima dell’attacco all’Iran, sembra la trama di un film” – ha detto proprio così l’annunciatore, tutto eccitato… e poi ha continuato, aggiungendo di suo che quella doveva essere “la giusta risposta” a Teheran “che ha abbattuto un drone americano” e dunque gli Stati Uniti “giustamente stavano per rispondere” … e poi “giustamente” mi sono allontanato da quel rumore che disturbava le mie orecchie…

E (mi sembra) altrettanto “giustamente” mi è venuto di pensare che a quel povero annunciatore non è passato affatto per la mente (sarà stata involontaria…?) di far parola su cosa ci facesse da quelle parti un drone americano. Lui ha detto solo che c’era un drone nel cielo blu, che volava, che se ne andava tranquillamente nell’aere, da qualche parte, e i suoi ascoltatori, “giustamente”, ne dovevano dedurre: «ma guarda che banditi che sono quei pasdaran, che buttano giù un pacifico drone americano che non fa male a nessuno»…

Ma non è che quel drone che volteggiava leggiadro tra i candidi cirri sarà partito da una italica base? Che so, Sigonella? Non è che un ascoltatore avrebbe potuto domandarlo a quell’annunciatore? Non è che quel drone avrà voluto fare un tranquillo giro sopra l’Iran, come altri esemplari degli stessi volatili fanno spesso sopra il Donbass, dopo di che le artiglierie ucraine prendono meglio la mira per bombardare i civili e le milizie delle Repubbliche popolari…?

E che diamine: perché offendere con tali illazioni i “giusti fra i giusti” pacifisti yankee? Il loro drone era lì per far del bene, e così come i preti entrano nelle case a portare l’acquasanta, quello portava la lieta novella nella casa dei pasdaran!

Il bello è che quei “principali quotidiani nazionali”, tanto “giustamente” cari al nostro annunciatore, sono quegli stessi che parlano con stile “asettico” – ma spirito entusiastico – di quella italica legge sulla “legittima” difesa, per cui da ora in poi, se entra un ladro in casa e qualcuno reagisce in base a uno “stato di grave turbamento derivante da una situazione di pericolo”, quel qualcuno è autorizzato a far fuoco sul ladro e se per caso il ladro è così agile da schivare le pallottole, allora per lui si inaspriscono anche le pene per furto e violazione di domicilio.

 “Con questa riforma l’Italia diventa lo Stato dove l’uso delle armi è più libero”, chiosava un paio di mesi fa uno di quei “principali quotidiani nazionali”.

E allora, quasi a trasbordare l’antico Graeca per Ausoniae fines sine lege vagantur, con cui molto pacificamente si concedeva libertà di accento alle parole greche e latine entro i confini italici, anche per quel “pacifico” drone americano i nostri “principali quotidiani nazionali” scelgono, a seconda delle latitudini, di trasbordare la “legittima” difesa dal derubato al ladro. Così che, nell’aere iraniano, il ladro americano, “gravemente turbato” perché il derubando, in casa propria, non gli ha permesso di fare il suo porco comodo, prende il fucile e si prepara a sparare. “Giustamente”, fate proprio schifo.
Marat