Il post fascista del presidente di un municipio di Genova: “Grazie a Mussolini per la 13esima” …La risposta di un nostro lettore: “E quindi per regalare la tredicesima a questo str…., Mussolini ha fatto crepare i miei tre dei miei nonni e altri 500.000 Italiani?”

 

Mussolini

 

 

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Il post fascista del presidente di un municipio di Genova: “Grazie a Mussolini per la 13esima” …La risposta di un nostro lettore: “E quindi per regalare la tredicesima a questo str…., Mussolini ha fatto crepare i miei tre dei miei nonni e altri 500.000 Italiani?”

 

Da Globalist:

Il post fascista del presidente di un municipio di Genova: “Grazie a Mussolini per la 13esima”

Come già aveva fatto in passato, sulla sua pagina Facebook è tornato a omaggiare Benito Mussolini.

Francesco Carleo, presidente del Municipio levante (Nervi) per Fratelli d’Italia, non è riuscito a trattenersi. Come già aveva fatto in passato, sulla sua pagina Facebook è tornato a omaggiare Benito Mussolini. Lo racconta su Repubblica.it Marco Preve.
Il dittatore che ha sulle spalle il peso della Storia, con le leggi razziali, gli omicidi, le stragi l’alleanza con il nazismo, per Carleo, fiero sostenitore della giunta Bucci, il duce è colui che ha “istituito al tanto attesa tredicesima come regalo di natale per i lavoratori. Da mussolini precisa il post di Carleo non dai sindacati.
Questo ritorno di fiamma nei confronti di un massacratore Carleo ha pensato bene di farselo venire a ridosso del 25 Aprile che è la festa della Liberazione proprio da Mussolini.
Pochi giorni fa un consigliere del Medio levante, Igor D’Onofrio, aveva scatenato reazioni polemiche e indignate per un suo post fascista. Si era dimesso dal gruppo della Lega in consiglio e tutto è finito lì. Carleo già durante la campagna elettorale del 2017 aveva postato su Facebook commenti e immagini nostalgiche del ventennio, il candidato Bucci non aveva avuto nulla da ridire anche perché, proprio in quei gironi c’era chi contestava il suo avversario Gianni Crivello facendo il saluto romano mentre parlava.
Di recente il sindaco Bucci ha riconosciuto finalmente i valori della Resistenza e ha spiegato che il Comune quest’anno non omaggerà ufficialmente i caduti di Salò. Resta da capire che Carleo sarà perdonato anche questa volta, come un ragazzino birbante.

……………………..

Fin qui la notizia – Ci scrive un nostro lettore lamentando a modo suo la squallida uscita di Francesco Carleo: “Grazie a Mussolini per la 13esima”

Riportiamo testuale:

Ho letto da squallida uscita del sig. Francesco Carleo “Grazie a Mussolini per la 13esima”…

Vorrei solo far presente a questo str**** che mio nonno paterno è morto al fronte nel 1944 e i miei nonni materni sono entrambi morti sotto un bombardamento, mentre mia madre si è salvata solo per miracolo.

Vorrei ancora far presente che oltre ai miei nonni, quel pezzo di m**** di Mussolini ha fatto crepare per la sua guerra fascista altri 500.000 Italiani.

Vorrei ancora ricordare allo str***one degli avversari politici soppressi, dei diritti negati, dell’atroce complicità con il nazismo nello sterminio di ebrei, omosessuali, rom etc…

Tutto questo e tanto altro ancora per regalare la tredicesima a questo str****?

Va vaffanculo tu e quella merda che cosa buona l’ha fatta, una sola e neanche di sua volontà: crepare!

L.P.

 

Nota: gli asterischi li abbiamo aggiunti noi…

Per la serie “figure di m..da storiche”: la Meloni lancia “La sfida dell’anno” un sondaggio per stabilire “chi rappresenta l’anti-italiano” – Il risultato? Per la Gente chi rappresenta gli anti-taliani sono la stessa Meloni e Mussolini…!

 

Meloni

 

 

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Per la serie “figure di m..da storiche”: la Meloni lancia “La sfida dell’anno” un sondaggio per stabilire “chi rappresenta l’anti-italiano” – Il risultato? Per la Gente chi rappresenta gli anti-taliani sono la stessa Meloni e Mussolini…!

Meloni lancia il sondaggio “chi è anti-italiano”: vincono lei e Mussolini

Autogol social per la leader di Fratelli d’Italia che viene massacrata sul suo stesso sondaggio

“La sfida è iniziata”, scrive la pagina ufficiale Facebook e Twitter di Fratelli d’Italia. Di che mai parlerà? Ma del sondaggio “cosa pensi che sia anti-italiano”, lanciato sui social con spregio della ormai arcinota regola che su Internet non esiste rispetto per niente e per nessuno: né per chi lo merita davvero, figuriamoci per i neofascisti.
E infatti, come era ampiamente prevedibile tranne, a quanto pare, dai geniali social media manager di Giorgia Meloni, il popolo di twitter si è sbizzarrito: dal canonico “li mortacci tua” ai più elaborati “Per me antitaliano è chi candida un tizio chiamato Mussolini che ha sempre vissuto all’estero, tra l’Argentina e Dubai” con riferimento a Caio Giulio Cesare Mussolini, ultimo acquisto di FdI.

Alcune delle risposte ricevute…

  • Il fascismo!
  • Chi non ha mai lavorato un giorno in vita sua e perde tempo lanciando ‘sti sondaggi per imbecilli…
  • Tu!
  • Chi cerca di mettere gli italiani l’uno contro l’altro per ottenere un miserevole tornaconto personale.
  • Mussolini!
  • Salvini Meloni Berlusconi

Niente da dire, un’altra figura di m..da nel curriculum…!

19 aprile 1937 – Per la serie “ha fatto anche cose buone” – L’Italia fascista vara la prima legge razziale, vietato matrimonio e concubinato con donne di colore…

 

19 aprile

 

 

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19 aprile 1937 – Per la serie “ha fatto anche cose buone” – L’Italia fascista vara la prima legge razziale, vietato matrimonio e  concubinato con donne di colore…

19 aprile 1967, l’Italia fascista vara la prima legge razziale, vietando i matrimoni con donne africane

Era il 19 aprile del 1937 quando con il regio decreto legge 880/37 si vietò il madamato, ovvero il concubinato, e il matrimonio con le donne di colore delle colonie africane.

L’obiettivo della legge era quello di stabilire l’esistenza e la superiorità della razza italiana e la sua appartenenza al gruppo di quelle che erano orma definite razze ariane, anche attraverso presunte basi scientifiche, in realtà del tutto di parte e fuorvianti.

Il governo fascista, a questa legge razziale, ne fece seguire altre, introdotte con provvedimenti legislativi e amministrativi tra il 1938 e il 1945, andando così a completare quelle che furono chiamate “leggi razziali fasciste“.

Varoufakis: “Salvini? Non è altro che un prodotto della crisi, come Mussolini e Hitler”

 

Varoufakis

 

 

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Varoufakis: “Salvini? Non è altro che un prodotto della crisi, come Mussolini e Hitler”

Varoufakis: “Salvini è un prodotto della crisi, come Mussolini e Hitler”

L’ex ministro delle Finanze greco, oggi candidato alle europee con DiEM25, ha commentato la situazione politica italiana.

“Salvini è il prodotto della Depressione, così come Mussolini e Hitler furono il prodotto della Depressione tra le due Guerre mondiali in Europa”. Lo ha dichiarato all’Agi, Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle Finanze greco, ora capolista in Germania per il movimento Domkratie in Europe, costola di DiEM25 – Democracy in Europe Movement 2025 – fondato proprio da Varoufakis e dal filosofo croato, Srecko Horvat.
“Ora abbiamo il fascismo che cresce di nuovo, risultato del fallimento dell’establishment. L’establishment e i Salvini si aiutano a vicenda”, ha continuato Varoufakis prima di salire sul palco alla manifestazione del movimento Pulse of Europe nella piazza di Gendarmenmarkt, a Berlino.
La proposta di Varoufakis per strappare l’Europa al crescente sovranismo nazionale è un “New Deal verde per creare lavoro di buona qualità, lavoro per la transizione energetica verde. L’Europa si sta disintegrando sotto la pressione dell’austerità, da una parte, e sotto quella dei fascisti, dall’altra. È probabilmente l’ultima elezione del Parlamento europeo in cui abbiamo la possibilità di fare la differenza”, evidenzia l’ex ministro.
Prima di lui, sul palco era salita la capolista per le elezioni europee del partito liberale tedesco Fdp, Nicola Beer. “Noi vogliamo attirare persone dietro a un corso di riforma dell’Europa che non e’ in buono stato al momento. Abbiamo attacchi di nazionalisti da destra e da sinistra, ma anche una mentalità da Grande Coalizione a Bruxelles: questo vogliamo cambiarlo, vogliamo romperlo”, spiega Beer ad Agi. Per fermare i populisti, continua Beer, servono risultati, per questo l’Ue “deve essere capace di prendere decisioni e di agire”.

fonte: https://www.globalist.it/world/2019/04/15/varoufakis-salvini-e-un-prodotto-della-crisi-come-mussolini-e-hitler-2040135.html

Le “cose buone” di Mussolini? Sono solo idiozie …Come lo storico smonta le falsità dei nostalgici fascisti…!

 

Mussolini

 

 

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Le “cose buone” di Mussolini? Sono solo idiozie …Come lo storico smonta le falsità dei nostalgici fascisti…!

«Idiozie, le “cose buone” di Mussolini». Uno storico smonta le falsità fasciste

Dalle bonifiche avviate prima del duce alla presunta incorruttibilità alle leggi razziali, Francesco Filippi riepiloga in un saggio le menzogne propagandate dalla destra

«Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere». Lo proclamò Mussolini alla Camera dei deputati il 3 gennaio 1925. Nel 1924 i suoi sgherri avevano ucciso il deputato socialista Giacomo Matteotti, oppositore del fascismo, che aveva scoperto casi di corruzione che investivano i diritti su eventuali giacimenti petroliferi in Sicilia e nella pianura padana. Quel discorso fu l’inizio conclamato della dittatura fascista e a chi continua a blaterare che «fece anche cose buone» risponde un pamphlet documentato e pungente di Francesco FilippiMussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (Bollati Boringhieri, pp. 151, € 12,00). Dove lo studioso della mentalità che presiede l’Associazione di Promozione Sociale Deina smonta mistificazioni e menzogne diventate perfino opinioni condivise.

Corruzione e case popolari
I gerarchi e Mussolini non erano corrotti o corruttibili? «Una bugia grande e grossa. Un recente saggio di Mauro Canali e Clemente Volpini, Mussolini e i ladri di regime, è dedicato proprio alle ruberie dei gerarchi», ricorda Corrado Stajano in un articolo sul libro di Filippi sul Corriere della Sera. Il duce bonificò le paludi? Le bonifiche del Regno d’Italia erano iniziate ben prima che lui prendesse con la violenza il potere. Le pensioni? «I lavoratori ebbero diritto alla pensione dal 1919, con garanzie previdenziali fin dai tempi del governo Crispi, nel 1895», scrive ancora Stajano. E le case popolari? «La legge è del 1903: Luigi Luzzatti, deputato della destra storica, ne ebbe il merito: i fascisti furono sempre abili nell’appropriarsi delle idee di chi li aveva preceduti», dice sempre il recensore sul Corsera.

Le vittime degli “italiani brava gente” e le leggi razziali
Il duce prosciugò anche le casse del Regno per invadere paesi come l’Albania e l’Etiopia. E nelle occupazioni militari il mito degli «italiani brava gente» è stato smentito dai fatti e dalle ricostruzioni storiche documentate. In Etiopia i militari italiani lanciarono gas asfissianti «iprite, arsine, fosfene — e la micidiale bomba c-500-T, goccioline corrosive e mortali dall’odor di senape, che fece migliaia e migliaia di vittime innocenti», scrive il giornalista. Per non dire che le leggi razziali del 1938 che discriminarono gli ebrei non furono «il primo passo, ma solo una delle molte tappe del cammino razzista del totalitarismo italico», come scrive Filippi nel libro.

“Dite il falso molte volte, diventerà una verità”
Il saggio è suddiviso per capitoli che, già nei titoli, rivelano un sano atteggiamento quasi irridente: «Il duce previdente e previdenziale, Il duce bonificatore, Il duce costruttore, Il duce della legalità, Il duce economista, Il duce femminista, Il duce condottiero e statista, Il duce umanitario». E Carlo Greppi, storico e scrittore, nella prefazione “La rivincita della realtà, riflette su quanto sta accadendo oggi: «Mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa».
Infatti le prove di insulsaggine, violenza, dispotismo, meschinità, nel duce e negli esponenti del regime fascista abbondano: «La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L’accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano». Non bastano, le prove storiche? «Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un’agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: “Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune”», opportunamente ricorda Greppi sempre nella prefazione.

 

fonte: https://www.globalist.it/storia/2019/04/13/idiozie-le-cose-buone-di-mussolini-uno-storico-smonta-le-falsita-fasciste-2040087.html

Jim Carrey risponde al “bastard” della Mussolini chiudendo il discorso: “Capovolga la vignetta così vede il nonno che salta di gioia”…!

 

Jim Carrey

 

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Jim Carrey risponde al “bastard” della Mussolini chiudendo il discorso: “Capovolga la vignetta così vede il nonno che salta di gioia”…!

Jim Carrey risponde al “bastard” della Mussolini: “Capovolga la vignetta così vede il nonno che salta di gioia”

L’attore canadese a una tv americana replica alla nipote del Duce dopo la polemica per la vignetta su Piazzale Loreto

“Se vuole vederla in un altro modo può sempre capovolgere la vignetta e vedere suo nonno che salta di gioia o che ha appena fatto l’appello”. Non si placa la polemica tra Jim Carrey e Alessandra Mussolini. Dopo aver pubblicato sul suo profilo twitter una vignetta raffigurante l’esibizione dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci in piazzale Loreto, è nato lo scontro tra l’attore americano e la nipote del Duce. “Se vi state chiedendo dove porti il fascismo, rivolgetevi a Benito Mussolini e alla sua amante Claretta”, è stata la didascalia con la quale Carrey ha accompagnato la vignetta.

Il disegno ha mandato su tutte le furie la Mussolini che ha commentato su twitter: “You’re a bastard” (“Sei un bastardo”). Sullo scontro era poi calato il silenzio, con l’attore americano che non sembrava aver dato peso alla replica della politica italiana. E invece, intervistato da una rivista americana, è tornato sulla questione, naturalmente con l’ironia che lo contraddistingue: “Trovo abbastanza sconcertante lei sia ancora al governo. Non perché faccia parte del governo, ma perché sta ancora dalla parte del male”, ha detto l’attore, concludendo l’intervista con un’altra battuta: “Se vuole vederla in un altro modo può sempre capovolgere la vignetta e vedere suo nonno che salta di gioia o che ha appena fatto l’appello”.

tratto da: https://www.globalist.it/world/2019/04/05/jim-carrey-risponde-al-bastard-della-mussolini-capovolga-la-vignetta-cosi-vede-il-nonno-che-salta-di-gioia-2039704.html

 

Tajani, il pupillo di Berlusconi, ci riprova con la solita cazzata: “Mussolini ha fatto anche cose buone” …tutte balle – Rinfrescatevi la memoria: “Quando c’era lui…” ecco i MITI DA SFATARE sul fascismo

 

fascismo

 

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Tajani, il pupillo di Berlusconi, ci riprova con la solita cazzata: “Mussolini ha fatto anche cose buone” …tutte balle – Rinfrescatevi la memoria: “Quando c’era lui…” ecco i MITI DA SFATARE sul fascismo

Laggi anche:

Ci risiamo, l’assessora lombarda Lara Magoni la spara grossa: “Ci fu un fascismo buono” …Glie la rinfreschiamo noi la memoria a questa cretina, con una semplice ricordo storico: “Nessuno dei duecento bambini è mai tornato”…

“Quando c’era lui…” ecco i MITI DA SFATARE sul fascismo

 Alcuni articoli mettono in dubbio i “miti del fascismo” che spesso vengono rilanciati sul web; ve li proponiamo di seguito. Cosa ne pensate?
QUANDO C’ERA LUI I TRENI ARRIVAVANO IN ORARIO… qualche mito da sfatare.

Mito: Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione.Realtà: In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”, un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni. L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e non era al governo.
Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito dell’Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Mussolini in quella data è morto da 24 anni.

Mito: Il Duce garantì l’assistenza sanitaria a tutti lavoratori.

Realtà: Con la legge dell’11 gennaio 1943, n. 138, con il nome di Ente mutualità fascista – Istituto per l’assistenza di malattia ai lavoratori, venne istituita la prima Cassa Mutua di Assistenza di Malattia che offriva tutele solo ai lavoratori del pubblico impiego. Tutti gli altri non ne avevano diritto.
Il diritto alla tutela della salute per tutti nasce il 13 maggio 1947, data in cui viene istituita l’INAM, Istituto Nazionale per l’assicurazione contro le malattie, riformato nel 1968, con la legge n. 132 (cosiddetta “legge Mariotti”), che assisteva tutti i lavoratori, anche coloro che dipendevano da imprese private.
Nel 1978, con la legge n. 833 del 27 dicembre, veniva estesa, oltre che l’indennità retributiva in caso di malattia, anche il diritto all’assistenza medica con la costituzione del Servizio Sanitario Nazionale, con decorrenza del 1º luglio 1980 (la cosiddetta “riforma sanitaria”). La norma era chiaramente ispirata al National Health Service (NHS) britannico.

Mito: La cassa integrazione guadagni è stata pensata e creata dal Duce.

Realtà: La cassa integrazione guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale per sostenere i lavoratori delle aziende in difficoltà economica. Nasce nell’immediato dopoguerra per sostenere i lavoratori dipendenti da aziende che durante la guerra furono colpite dalla crisi e non erano in grado di riprendere normalmente l’attività. Quindi la cassa integrazione nasce per rimediare ai danni causati dal fascismo e della guerra che hanno causato milioni di disoccupati.

Mito: Il Duce ha avviato il progetto della bonifica pontina.Realtà: I primi lavori di bonifica cominciarono nel 1924 con l’istituzione del Consorzio di Bonifica di Piscinara che avviò la canalizzazione delle acque del bacino del fiume Astura, riprendendo un progetto di Leonardo Da Vinci, interessato anche lui su una ipotesi di bonifica. Addirittura i primi lavori furono eseguiti da i Volsci (intorno al VI secolo a.c.) che, con un sistema di drenaggio a base di cunicoli rimasti celebri e forse insuperati, riuscirono ad assicurare la disciplina delle acque per cui la zona divenne prosperosa e fertile. Mussolini, quindi, non ha avviato un bel niente.

Mito: Ai tempi del Duce eravamo tutti più ricchi.

Realtà: Mussolini permise agli industriali e agli agrari di aumentare in modo consistente i loro profitti, a scapito degli operai. Infatti fece approvare il loro contenimento dei salari.
Nel 1938, dopo 15 anni di suo operato, la situazione economica dell’italiano medio era pessima, il suo reddito era circa un terzo di quello di un omologo francese.

Mito: Il Duce ha fatto costruire grandi strade in Italia.Realtà: Il programma infrastrutturale che prevedeva la costruzione delle strade completate durante il ventennio cominciò già durante il quinto governo di Giovanni Giolitti, avendo constatato l’impossibilità di uno sviluppo industriale in mancanza di solide strutture.

Mito: Il Duce è stato l’unico uomo di governo che abbia veramente amato questa nazione.Realtà:  “Mi serve qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative”
Già…proprio amore.
Mussolini amava talmente l’Italia che:
– ha instaurato una dittatura
– ha abbassato tutti i salari
– ha firmato i Patti Lateranensi
– ha portato il paese al collasso economico
– ha tolto la libertà ai cittadini italiani
– instaurando le leggi razziali ha scritto una delle pagine più infami e vili della storia italiana.
Voleva così bene al suo popolo da farlo sprofondare in una guerra civile quando fu esautorato dal potere creando la Repubblica Sociale Italiana. Un paese già allo sbando a causa dell’armistizio dell’8 settembre e provato dalla guerra (condotta da lui con esiti a dir poco disastrosi) venne dilaniato ancora di più tra cosiddetta” Repubblica di Salò” e Italia liberata.

Tra l’altro, non è vero neppure che che “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”.
Come spiega questo articolo dell’Indipendent si tratterebbe infatti di un mito derivante dalla propaganda durante il Ventennio.
La puntualità dei treni era infatti per la propaganda fascista il simbolo del ritorno all’ordine nel paese ma, in realtà, è solo grazie alla censura sistematica delle notizie riguardanti incidenti e disservizi ferroviari che questa immagine si è potuta formare.

Cari nostalgici del fascismo, il mascellone è finito appeso a testa in giù con le persone che prendevano a calci il suo cadavere. Chiedetevi il perchè.

 

Eccone un’altro – Tajani, “Mussolini fece anche cose buone” …Ricordiamo un po’ a questo idiota chi era Mussolini: un buffone travestito da dittatore che ha lasciato dietro di se solo le macerie di un’inutile guerra e che ha sulla coscienza la vita di 500.000 italiani, oltre quelle di Ebrei e dei popoli che ha combattuto…

 

Tajani

 

 

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Eccone un’altro – Tajani, “Mussolini fece anche cose buone” …Ricordiamo un po’ a questo idiota chi era Mussolini: un buffone travestito da dittatore che ha lasciato dietro di se solo le macerie di un’inutile guerra e che ha sulla coscienza la vita di 500.000 italiani, oltre quelle di Ebrei e dei popoli che ha combattuto…

 

Chi è stato questo sig. Benito Mussolini che ha fatto anche cose buone? Un dittatore che ha privato il popolo italiano della libertà, ha perseguitato e mandato al confino o costretto all’esilio gli oppositori politici, ha promosse le schifose Leggi Razziali contro gli ebrei italiani che hanno rappresentato l’antefatto della successiva deportazione campi di sterminio nazista. Da capo della repubblichetta fantoccio di Salò ha spalleggiato l’orrore e la barbarie nazista che l’Italia ha drammaticamente conosciuto alle Fosse Ardeatine, a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e decine e decine di altre stragi.

E’ stato il mandante politico dell’eccidio di Piazzale Loreto con i corpi del partigiani trucidati lasciati in mostra come monito per chi avesse reclamato libertà e giustizia.
Ha portato l’Italia nel disastro della guerra, mandato giovani italiani a morire nella spedizione in Russia e altri nella guerra d’Africa.

E infine, come il peggiore dei vigliacchi, ha cercato di scappare in Svizzera travestito da soldato tedesco.

Si potrebbero aggiungere tante altre cose ma basti ricordare che (fino a prova contraria, anche se ultimamente tanti ci stanno provando…) l’Italia è una repubblica nata dalla Resistenza nella quale l’antifascismo è un valore richiamato nella Costituzione.

Ha fatto anche cose buone?

Mussolini è stato la più grande offesa e vergogna del popolo italiano.

Giusto per rinfrescarVi la memoria, ecco alcune delle tanto osannate cose buone che ha fatto il nostro buon Mussolini:

I 42 fucilati nel ventennio su sentenza del Tribunale Speciale.

28.000 anni di carcere e confino politico agli avversari politici.

80.000 libici sradicati dal Gebel con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani.

700.000 abissini barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive “operazioni di polizia”.

I combattenti antifascisti caduti nella guerra di Spagna.

350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale.

combattenti degli eserciti avversari ed i civili che soffrirono e morirono per le aggressioni fasciste.

45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno.

640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti ed i 600.000 e più prigionieri di guerra italiani che languirono per anni rinchiusi tra i reticolati, in tutte le parti del mondo.

110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all’estero.

Le migliaia di civili sepolti vivi tra le macerie dei bombardamenti delle città.

Quei giovani che, o perché privi di alternative, o perché ingannati da falsi ideali, senza commettere alcun crimine, traditi dai camerati tedeschi e dai capi fascisti, caddero combattendo dall’altra parte della barricata.

…E tanti altri ancora…

By Eles

 

 

 

Andrea Camilleri contro Matteo Salvini: “Io so bene cosa è il fascismo, Salvini sarebbe stato un meraviglioso gerarca di Mussolini”

 

Andrea Camilleri

 

 

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Andrea Camilleri contro Matteo Salvini: “Io so bene cosa è il fascismo, Salvini sarebbe stato un meraviglioso gerarca di Mussolini”

 

In un’intervista a Radio Radicale Andrea Camilleri giudica senza mezzi termini l’operato del ministro dell’interno e vicepremier, bollandolo come “un meraviglioso federale di Mussolini”. Negli ultimi mesi lo scrittore siciliano è tornato spesso sul paragone tra l’Italia di oggi e quella del fascismo.

intervistato da Radio Radicale, lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, è tornato ad attaccare il ministro dell’interno e vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, che il papà di Montalbano definisce “un meraviglioso federale di Mussolini”. Un gerarca fascista, per intenderci. È da qualche mese che Andrea Camilleri ripete di avvertire in Italia un clima simile a quello del fascismo, e lui può dirlo visto che c’era.

A Radio Radicale, durante il programma di Massimiliano Coccia, “Le parole e le cose” al minuto 13 lo scrittore siciliano ha dichiarato:

È tutto un gran tornare indietro. Torna indietro, torna indietro e arriveremo finalmente al ’22, che è quello a cui segretamente tanti politici aspirano. Mi creda, ho 93 anni e ho conosciuto i gerarchi fasciscti. Salvini sarebbe stato un meraviglioso federale di Mussolini.

Parole dure, certamente non nuove, come dicevamo. Il paragone Salvini-Mussolini era già stato tirato in ballo, non tanto sulla reale somiglianza tra i due, ma per quello scommettere sul peggio degli italiani che il leader della Lega incarna per Camilleri. Al centro di questo “peggio” che Salvini tirerebbe fuori dagli italiani, c’è il tema dei migranti.

Lo scorso gennaio, in un video inviato a Fanpage.it, Andrea Camilleri aveva infatti  commentato lo sgombero avvenuto al centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, di più di 500 migranti: “Non in nome mio. Questa è un’ossessione, rendetevene conto. Io mi rifiuto di essere un cittadino italiano complice di questa nazista volgarità”.

 

 

16 maggio 1925 – Il grande, attualissimo discorso alla Camera di Antonio Gramsci: “Ecco cos’è davvero il fascismo”

 

Antonio Gramsci

 

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16 maggio 1925 – Il grande, attualissimo discorso alla Camera di Antonio Gramsci: “Ecco cos’è davvero il fascismo”

 

Gramsci: ecco cos’è davvero il fascismo

La ‘rivoluzione’ fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale. Il discorso alla Camera di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci (16 maggio 1925)

Il problema è questo: la situazione del capitalismo in Italia si è rafforzata o si è indebolita dopo la guerra, col fenomeno fascista? Quali erano le debolezze della borghesia capitalistica italiana prima della guerra, debolezze che hanno portato alla creazione di quel determinato sistema politico-massonico che esisteva in Italia, che ha avuto il suo massimo sviluppo nel giolittismo?
Le debolezze massime della vita nazionale italiana erano in primo luogo la mancanza di materie prime, cioè la impossibilità per la borghesia di creare in Italia una sua radice profonda nel paese e che potesse progressivamente svilupparsi, assorbendo la mano d’opera esuberante. In secondo luogo la mancanza di colonie legate alla madre patria, quindi la impossibilità per la borghesia di creare una aristocrazia operaia che permanentemente potesse essere alleata della borghesia stessa. Terzo, la questione meridionale, cioè la questione dei contadini, legata strettamente al problema della emigrazione, che è la prova della incapacità della borghesia italiana di mantenere…[Interruzioni].
Il significato dell’emigrazione in massa dei lavoratori è questo: il sistema capitalistico, che è il sistema predominante, non è in grado di dare il vitto, l’alloggio e i vestiti alla popolazione, e una parte non piccola di questa popolazione è costretta ad emigrare… Noi abbiamo una nostra concezione dell’imperialismo e del fenomeno coloniale, secondo la quale essi sono prima di tutto una esportazione di capitale finanziario. Finora l’imperialismo italiano è consistito solo in questo: che l’operaio italiano emigrato lavora per il profitto dei capitalisti degli altri paesi, cioè finora l’Italia è solo stata un mezzo dell’espansione del capitale finanziario non italiano.
Voi vi sciacquate sempre la bocca con le affermazioni puerili di una pretesa superiorità demografica dell’Italia sugli altri paesi; voi dite sempre, per esempio, che l’Italia demograficamente è superiore alla Francia. È una questione questa che solo le statistiche possono risolvere perentoriamente ed io qualche volta mi occupo di statistiche; ora una statistica pubblicata nel dopoguerra, mai smentita, e che non può essere smentita, afferma che l’Italia di prima della guerra, dal punto di vista demografico, si trovava già nella stessa situazione della Francia dopo la guerra; ciò è determinato dal fatto che l’emigrazione allontana dal territorio nazionale una tal massa di popolazione maschile produttivamente attiva, che i rapporti demografici diventano catastrofici.
Nel territorio nazionale rimangono vecchi, donne, bambini, invalidi, cioè la parte di popolazione passiva che grava sulla popolazione lavoratrice in una misura superiore a qualsiasi altro paese, anche alla Francia. È questa la debolezza fondamentale del sistema capitalistico italiano, per cui il capitalismo italiano è destinato a scomparire tanto più rapidamente quanto più il sistema capitalistico mondiale non funziona più per assorbire l’emigrazione italiana, per sfruttare il lavoro italiano, che il capitalismo nostrale è impotente a inquadrare.
I partiti borghesi, la massoneria, come hanno cercato di risolvere questi problemi? Conosciamo nella storia italiana degli ultimi tempi due piani politici della borghesia per risolvere la questione del governo del popolo italiano. Abbiamo avuto la pratica giolittiana, il collaborazionismo del socialismo italiano con il giolittismo, cioè il tentativo di stabilire una alleanza della borghesia industriale con una certa aristocrazia operaia settentrionale per opprimere, per soggiogare a questa formazione borghese-proletaria la massa dei contadini italiani specialmente nel Mezzogiorno. Il programma non ha avuto successo.
Nell’Italia settentrionale si costituisce difatti una coalizione borghese-proletaria attraverso la collaborazione parlamentare e la politica dei lavori pubblici alle cooperative: nell’Italia meridionale si corrompe il ceto dirigente e si domina la massa coi mazzieri… [Interruzione del deputato Greco]
Voi fascisti siete stati i maggiori artefici del fallimento di questo piano politico, poiché avete livellato nella stessa miseria l’aristocrazia operaia e i contadini poveri di tutta l’Italia. Abbiamo avuto il programma che possiamo dire del Corriere della Sera, giornale che rappresenta una forza non indifferente nella politica nazionale: ottocentomila lettori sono anch’essi un partito. [Voci “Meno…”. Mussolini “La metà! E poi i lettori dei giornali non contano. Non hanno mai fatto una rivoluzione. I lettori dei giornali hanno regolarmente torto!]
Il Corriere della Sera non vuole fare la rivoluzione.
[Farinacci: Neanche l’Unità!]. Il Corriere della Sera ha sostenuto sistematicamente tutti gli uomini politici del Mezzogiorno, da Salandra ad Orlando, a Nitti, ad Amendola; di fronte alla soluzione giolittiana, oppressiva non solo di classi, ma addirittura di interi territori, come il Mezzogiorno e le isole, e perciò altrettanto pericolosa che l’attuale fascismo per la stessa unità materiale dello Stato italiano, il Corriere della Sera ha sostenuto sempre un’alleanza tra gli industriali del Nord e una certa vaga democrazia rurale prevalentemente meridionale sul terreno del libero scambio. L’una e l’altra soluzione tendevano essenzialmente a dare allo Stato italiano una più larga base di quella originaria, tendevano a sviluppare le “conquiste” del Risorgimento.
Che cosa oppongono i fascisti a queste soluzioni? Essi oppongono oggi la legge cosiddetta contro la massoneria; essi dicono di volere così conquistare lo Stato. In realtà il fascismo lotta contro la sola forza organizzata efficientemente che la borghesia capitalistica avesse in Italia, per soppiantarla nella occupazione dei posti che lo Stato dà ai suoi funzionari. La “rivoluzione” fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale”.