Ecco a Voi l’austerità imposta dall’Unione Europea: in Grecia chemioterapia sospesa a tempo indeterminato… E non dimentichiamo quando Monti diceva: “La Grecia dimostra il successo dell’Euro”

 

Grecia

 

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Ecco a Voi l’austerità imposta dall’Unione Europea: in Grecia chemioterapia sospesa a tempo indeterminato… E non dimentichiamo quando Monti diceva: “La Grecia dimostra il successo dell’Euro”

In Grecia chemioterapia sospesa a tempo indeterminato

Succede nella clinica di Attiko, ad Atene, che giovedì ha avvisato “telefonicamente” i pazienti oncologici che le loro cure, già programmate, sono sospese a tempo indeterminato.
Ufficialmente per problemi di “magazzino”, ma qualche medico parla esplicitamente di mancanza di fondi.

Senza la possibilità di potersi recare in altri ospedali per la terapia, ai malati di tumore non resta che aspettare, visto che non gli è stato neanche comunicato quando i farmaci torneranno disponibili.

Attendere, per cure fondamentali per la sopravvivenza.

E pregare di non morire nel frattempo.
Perché ormai per sopravvivere ai tempi dell’austerità dell’Ue è solo questione di miracoli.
PER NON DIMENTICARE:

Quando Monti diceva: “La Grecia dimostra il successo dell’Euro”

Ospite di Gad Lerner a “L’infedele”, Mario Monti affermava: “La Grecia è un caso scuola di come la moneta unica l’abbia aiutata a trasformarsi”

Era il 29 settembre del 2011, nel pieno di quella tempesta finanziaria che aveva già travolto la Grecia e sembrava dover far colare a picco anche l’Italia.

Silvio Berlusconi, allora a capo del suo IV governo, avrebbe annunciato le dimissioni dopo un paio di mesi, ma il rettore della Bocconi già scaldava i motori in attesa di una nomina che sarebbe arrivata il 16 novembre. In quei mesi che precedevano la sua salita a Palazzo Chigi, Mario Monti andò ospite di Gad Lerner alla trasmissione “L’infedele” su La7 per parlare della situazione dell’euro e della Grecia.

Il giudizio del professore sulla situazione greca lascia sbalorditi. Soprattutto per quanto era lontano dalla realtà dei fatti, nonostante il senatore a vita fosse da tutti considerato l’uomo in grado di traghettare fuori dalla crisi l’Italia, forte delle conoscenze in campo economico e comunitario che aveva potuto accumulare nella sua lunga carriera accademica.

Evidentemente, il professore non aveva ben chiaro quello che stava succedendo. Nel suo intervento a “L’infedele” disse: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia”. Atene colava a picco e già si annusava la crisi per tutta l’eurozona, ma Monti era certo che l’esempio della Grecia fosse da seguire. Ecco spiegato il motivo: “Perché l’euro – aggiunse il professore – è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare milgiore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?”.

Una trasformazione, quella immaginata da Monti, che l’avrebbe portata in salvo. Invece, circa quattro anni dopo, le previsioni del professore si rivelano sbagliate: l’euro è a rischio crollo e la Grecia ha chiuso la Borsa e le banche. Non c’è che dire, professore: previsione azzeccata.

Italia-Grecia del 1934, la partita senza ritorno: le mani del regime fascista sul calcio…!

 

calcio

 

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Italia-Grecia del 1934, la partita senza ritorno: le mani del regime fascista sul calcio…!

Italia-Grecia nel 1934 fu il primo passo “mondiale” della Nazionale di Pozzoverso la conquista della sua prima Coppa del mondo. Una partita con connotazioni politico-sportive interessanti.

LA MACCHINA FASCISTA – Con gli anni’30 del XX secolo il calcio ha ormai raggiunto a livello internazionale un’importanza e un seguito tale da renderlo – come rilevato da Nicola Sbetti – un fenomeno significativo per le relazioni internazionali. Lo comprende molto bene la FIFA che deve fare i conti con l’uso politico del calcio da parte dei vari governi, uno dei quali è proprio quello italiano. Il fascismo, infatti, ne comprende ben presto tutte le potenzialità politiche e da subito inserisce il calcio e lo sport in generale quale “parte integrante del progetto totalitario del regime”. Il passo internazionale decisivo viene compiuto al meeting della FIFA di Zurigo del 1932 quando ufficialmente la candidatura italiana ad ospitare e organizzare la Coppa del mondo diventa effettiva. Marco Impiglia nel suo interessante saggio dedicato alla Coppa del Mondo 1934 bene spiega sul piano squisitamente sportivo quali furono gli “agganci diplomatici” che permisero all’organizzazione italiana di contare su alcuni arbitri controllandoli durante tutta la manifestazione: lo svedese Eklind, lo svizzero Mercet e il belga Baert. Dello svizzero Mercet ne riparleremo a breve perché fu l’arbitro di Italia-Grecia del 25 marzo.

TRA CALCIO E POLITICA – Quella domenica di fine marzo del 1934 non era in programma soltanto la partita tra Italia e Grecia a Milano, ma anche la tornata elettorale in forma plebiscitaria nella quale gli italiani erano chiamati ad esprimersi a favore o contro la lista dei deputati designati dal Gran Consiglio del fascismo. Ovviamente fu un plebiscito a favore di Mussolini e nessuno nel regime voleva correre il rischio che un risultato negativo della Nazionale di calcio offuscasse quello politico. In realtà quel 25 marzo ben oltre dieci milioni di italiani votarono per il regime e non poteva essere diversamente in un’Italia ormai assuefatta al fascismo e in un momento in cui l’antifascismo viveva uno dei suoi momenti peggiori con il collasso della Concentrazione antifascista sorta nella seconda metà degli anni’20 in Francia dagli esuli che si opponevano al regime e che attorno alla Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo raccoglieva esponenti del Partito Repubblicano, di quello Socialista e dei Socialisti riformisti di Turati oltre alla CGIL. Insomma, Mussolini non aveva ostacoli in campo politico e non voleva averne in quello sportivo.  ITALIA-GRECIA, SOLA ANDATA – Il Mondiale italiano doveva essere l’apoteosi del regime a livello internazionale, lo strumento in mano a Mussolini per accrescere il proprio prestigio agli occhi del mondo e nulla sarebbe dovuto andare storto, men che meno era ammissibile l’assenza della Nazionale alla fase finale. Il sorteggio per le qualificazioni fu morbido e all’Italia toccò la Grecia, non certo un’avversaria irresistibile. La qualificazione doveva però essere certa e sicura e così la direzione di quell’incontro venne affidata a Mercet. Svizzero di Lugano, sciolto con la lingua italiana, René Mercet aveva diretto gli Azzurri in parecchie partite e conosceva molto bene Mauro, membro quest’ultimo della Commissione che doveva selezionare gli arbitri per ogni turno della competizione. La sua designazione avrebbe dovuto essere una sorta di “polizza assicurativa” in caso di bisogno. In realtà quel 25 marzo la partita contro i greci a San Siro non ebbe storia, troppo superiore la squadra messa in campo da Pozzo che riuscì agevolmente ad avere la meglio per 4 a 0. Tanto fu rotondo il risultato che non si giocò neppure la gara di ritorno. Sul punto un piccolo giallo storico. Il regolamento per quella edizione della Coppa del mondo prevedeva, come detto, un turno eliminatorio preliminare per ridurre le iscritte a sedici. Il turno eliminatorio era stato strutturato in gruppi da tre e due squadre: in quelli a tre squadre la formula prevedeva un girone all’italiana, mentre in quelli a due le squadre si sarebbero affrontate in una gara in andata e ritorno. Eppure, diversamente da quanto previsto dal regolamento, il ritorno della sfida tra Italia e Grecia non fu mai giocato. Detto, per amor di verità, che anche altri incontri di ritorno non vennero disputati, per alcune fonti il motivo della mancata gara in Grecia fu che, visto il risultato dell’andata, il ritorno non fu ritenuto necessario (!), per altre fonti addirittura già prima le federazioni italiana e greca si erano accordate di giocarsi l’accesso alla fase finale in gare secca in campo italiano. Però per altri ancora il motivo stava nel fatto che alla federazione greca furono donati una sede ad Atene e regalie per un totale di 700.000 dracme. Insomma, non solo si fece in modo di avere un arbitro beneviso, ma si volle azzerare del tutto ogni alea non giocando – ad ogni costo – il ritorno.

Fatto è che quella prima volta contro la Grecia regalò alla Nazionale italiana il pass per la fase finale della Coppa del Mondo, coppa che sarebbe poi stata vinta dai ragazzi di Pozzo nell’estate del 1934 sotto gli occhi di Mussolini.

 

fonte: https://www.calciomercato.com/news/italia-grecia-del-1934-la-partita-senza-ritorno-le-mani-del-regi-79148

Ed ora la Grecia chiede i danni di guerra alla Germania… Mi sa che i crucchi dovranno restituire, con gli interessi, tutto quello che hanno rubato alla Grecia con la scusa dell’austerity…!

 

Grecia

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Ed ora la Grecia chiede i danni di guerra alla Germania… Mi sa che i crucchi dovranno restituire, con gli interessi, tutto quello che hanno rubato alla Grecia con la scusa dell’austerity…!

Atene chiede alla Germania un risarcimento miliardario: “È per i danni di guerra”

La richiesta di risarcimento avanzata da Tsipras a carico di Berlino ha subito ricevuto elogi da parte delle autorità polacche.

Il parlamento della Grecia ha avanzato formalmente alla Germania un’ingente richiesta di risarcimento in merito ai danni arrecati al Paese ellenico dalle truppe hitleriane.

L’assemblea legislativa di Atene ha ultimamente approvato il documento presentatole da una commissione parlamentare istituita appositamente per calcolare le riparazioni che Berlino dovrebbe pagare per l’invasione nazista del territorio greco, avvenuta durante la Seconda guerra mondiale. Tale relazione quantifica il risarcimento a carico dell’esecutivo tedesco in oltre 300 miliardi di euro.

I membri della commissione sono pervenuti a stabilire tale cifra dopo avere valutato tutti i danni causati alla Grecia dalla Wermacht: distruzione di infrastrutture, abbattimento di edifici, smantellamento di fabbriche, decimazione di manodopera. L’indennizzo addossato alle autorità tedesche da Atene viene quindi presentato dalla stessa relazione come “ragionevole e doveroso”.

Con l’approvazione parlamentare del documento redatto dalla commissione sulle responsabilità storiche della Germania, il governo Tsipras è stato autorizzato dallo stesso organo legislativo ad attivare tutti i canali diplomatici e giudiziari disponibili per costringere Berlino a corrispondere allo Stato ellenico la somma miliardaria. Il primo ministro greco ha poi giustificato con le seguenti parole le pretese finanziarie della sua nazione verso la Repubblica federale: “Questa richiesta è un nostro dovere storico e morale. Per costruire un futuro migliore dobbiamo chiudere al più presto le ferite del passato e la Germania deve fare lo stesso.”

L’esecutivo Merkel ha reagito all’iniziativa di Atene affermando di avere “già abbondantemente indennizzato” le autorità elleniche. Jörg Kukies, sottosegretario al ministero delle Finanze, ha infatti precisato che la questione delle riparazioni per i danni causati dalla Wermacht è stata già risolta da Germania e Grecia nel 1960.

In quell’anno, Berlino, spiega Kukies, versò al Paese di Tsipras un risarcimento di 50,8 milioni di dollari, al fine di chiudere in maniera definitiva la controversia relativa ai danni di guerra arrecati dalle truppe hitleriane. Le istituzioni elleniche di allora, a detta del sottosegretario, avrebbero giudicato la somma in questione come “più che adeguata”. Dopo avere rispolverato l’accordo siglato dalle due nazioni nel 1960, l’esecutivo Merkel ha quindi, sempre per bocca di tale alto funzionario, bollato come una “mera provocazione” la richiesta di oltre 300 miliardi di euro avanzata recentemente dal leader di Syriza.

L’iniziativa di Tsipras, etichettata dai media internazionali come una “ripicca” per le misure di austerità ai danni della Grecia promosse finora da Berlino, ha però subito ricevuto elogi da parte delle istituzioni di Varsavia. Arkadiusz Mularczyk, presidente della commissione parlamentare polacca sulle riparazioni di guerra, ha infatti definito la mossa di Atene come un “atto di estremo coraggio” e ha poi assicurato che a breve anche il suo Paese presenterà ufficialmente alla Germania un’ingente pretesa di risarcimento per le devastazioni subite dalla Polonia durante l’occupazione nazista.

Mario Monti, 2011: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e la sua manifestazione più concreta è la Grecia”… Mentre la manifestazione più concreta di quanto Monti sia un farabutto criminale, è la notizia che la macelleria sociale in Greca nell’ultimo anno ha ammazzato 700 bambini…!

 

Mario Monti

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Mario Monti, 2011: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e la sua manifestazione più concreta è la Grecia”… Mentre la manifestazione più concreta di quanto Monti sia un farabutto criminale, è la notizia che la macelleria sociale in Greca nell’ultimo anno ha ammazzato 700 bambini…!

Quanto vale l’Unione Europea? Quanto valgono gli “Ideali europei”. Un morto, 10 morti, 100 morti?  Sicuramente per Fubini, il noto giornalista del Corriere, valgono almeno 700 bambini. Chi lo dice? Lui stesso.
Vi invito a guardare l’estratto di questa intervista a TV2000, la TV dei vescovi italiani, in cui candidamente confessa di aver saputo che l’aumento della mortalità infantile in Grecia ha portato alla morte di almeno 700 bambini, ma di averlo nascosto all’epoca al Corriere, di non averne scritto, per non dare delle armi ai movimenti contrari all’Unione Europea.
“C’è un articolo che non ho voluto scrivere sul Corriere della Sera: guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che con la crisi sono aumentati i decessi di bambini”.

Qualche altro dato sulla Grecia retaltivi a questi 8 anni di crisi:

– Stipendi e pensioni dimezzati. Ma prezzi sono rimasti uguali al periodo precrisi (ma solo in qualche caso) o addirittura cresciuti.

– Il potere d’acquisto dei greci è crollato del 28,3%.

– Raddoppiate le famiglie che vivono in assoluta povertà, toccando il 21% .

– In 8 anni le pensioni sono state tagliate 13 volte.

– 500.000 greci sono scappati all’estero.

– un terzo dei negozi ha chiuso.

Qualche esempio:

Nel solo 2017 ben 133mila persone hanno rinunciato all’eredità perché non avevano i soldi per pagare le tasse.

Un imprenditore – Nikos Manesiotis – ha dichiarato: “Un’impresa come la mia, con un utile netto fra i 70 e i 75 mila euro – e mi creda, ce ne sono che raggiungono questo livello – versa fra il 55 e il 65 per cento di tasse. Dei miei 75 mila euro ne restano quindi 30 mila. Da questi 30 mila euro, però, devo detrarne altri 20 mila per contributi assicurativi, perché ho un reddito superiore ai settantamila euro. Alla fine, dopo un anno di duro lavoro, da un utile netto di 70 mila euro me ne restano solo 10 mila, meno di mille euro al mese “.

Evidentemente, il professore aveva ben chiaro quello che stava succedendo. Nel suo intervento a “L’infedele” del 2011 disse: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia”. Atene colava a picco e già si annusava la crisi per tutta l’eurozona, ma Monti era certo che l’esempio della Grecia fosse da seguire. Ecco spiegato il motivo: “Perché l’euro – aggiunse il professore – è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare milgiore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?”.

Sono questi crimini contro l’umanità? Gente come Monti e i suoi complici banchieri hanno sulla coscienza le vite di questi 700 bambini greci e di tanti altri che sono morti in silenzio in Grecia, in Italia, in Spagna e ovunque l’euro ha colpito?

Credo che la risposta non è difficile…

By Eles

Ma la volete sapere la verità? I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia, NON HANNO MAI PAGATO I LORO DEBITI !!

governi tedeschi

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Ma la volete sapere la verità? I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia, NON HANNO MAI PAGATO I LORO DEBITI !!

 

I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia e che cercano di destabilizzarla per impedire il referendum popolare, sono specialisti nel non pagare i loro debiti. Lo hanno già fatto tre volte nel corso dell’ultimo secolo. La prima volta dopo la Prima guerra mondiale, la seconda nel 1953 e la terza nel 1990 dopo la riunificazione. Vediamo brevemente.

Nel 1923 l’iperinflazione portò alla totale perdita di valore della moneta tedesca, al default e all’interruzione del pagamento del Debito che il governo tedesco stava pagando per le riparazioni di guerra. Il piano statunitense (Daves), che impose nel 1924 una nuova moneta, previde che i tedeschi avrebbero potuto onorare i loro debiti emettendo un prestito obbligazionario da collocare sul mercato della finanza mondiale per una somma totale di 800 milioni di marchi oro. Si trattò a tutti gli effetti di un enorme prestito internazionale dato ai tedeschi per permettergli di pagare il debito.

Nel 1928 avvenne però anche una ricontrattazione del debito, con la riduzione delle quote da pagare e un enorme allungamento dei tempi di restituzione a 60 anni! (Piano Young).

Nel 1933. Dopo aver vinto le elezioni, i nazisti smisero di pagare i debiti e le riparazioni dovute. Negli anni successivi cominciarono ad invadere i loro vicini, non dimenticando mai, appena arrivati, di svuotare le casseforti degli altri.

Nel 1953, dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania ha nuovamente battuto cassa per non pagare il suo debito. Il 27 febbraio 1953, la conferenza di Londra, ha infatti deciso l’annullamento di circa i due terzi del debito tedesco (62,6%). Il debito di prima della guerra è stato ridotto da 22,6 a 7,5 miliardidi marchi e il debito del dopoguerra è stato ridotto da 16,2 a 7 miliardi di marchi. Oltre al taglio del debito la Germania ottenne anche un forte dilazionamento: oltre 30 anni di tempo per pagare la quota di debito rimanente. L’accordo è stato firmato dalla repubblica federale tedesca con 22 Paesi, tra cui la Grecia.

La conferenza di Londra aveva però messo una clausola: la parte di debito relativo ai danni provocati dalla guerra veniva posticipato ad un ipotetico periodo futuro nel caso in cui si fosse verificata la riunificazione della Germania.

Nel 1990, quando vi è stata la riunificazione, la Germania non tenuto in alcun conto i suoi impegni presi nella conferenza di Londra del 1953 riguardo alle riparazioni di guerra. Il Cancelliere di allora, Helmut Kohl, si è rifiutato di applicare l’accordo di Londra del 1953 sui debiti esterni della Germania là dove veniva previsto che le le riparazioni destinate a rimborsare i disastri causati durante la seconda guerra mondiale dovevano essere versati alla riunificazione. Qualche acconto è stato versato ma si tratta disomme minime. La Germania non ha regolato i suoi conti dopo il 1990, ad eccezione delle indennità versate ai lavoratori forzati. I soldi prelevati con la forza nei paesi occupati durante la seconda guerra mondiale e i danni legati all’occupazione non sono stati rimborsati a nessuno. Tantomeno alla Grecia.

Da notare che i nazisti, al tempo dell’occupazione militare, hanno imposto alla Grecia il pagamento dei costi della loro occupazione. Insomma non solo hanno distrutto e ucciso, ma hanno letteralmente saccheggiato il Paese… Tenuto conto dell’inflazione dopo il 1945, la Germania ha un enorme debito con la Grecia che è stato calcolato in 162 miliardi di euro. Non proprio noccioline….

Questi sono i governanti tedeschi, che si ergono ad autorità morale contro il popolo greco e il suo governo. Governano una nazione che è stata rimessa in piedi dal Piano Marshall dopo che aveva scatenato una guerra, distrutto il continente e fatto decine di milioni di morti. Una nazione, un governo e un popolo che non hanno mai pagato i propri debiti e che proprio grazie a questo e agli aiuti sono potuti ridiventare una potenza mondiale. E’ bene ricordarglielo mentre stanno cercando di assassinare il popolo greco per la seconda volta.

 

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/29/grexit-i-governi-tedeschi-non-hanno-mai-pagato-i-loro-debiti/1824300/

UN VERGOGNOSO SCIACALLAGGIO – In Grecia si muore, ma la Germania non ha scrupoli a incassare 1,34 miliardi di Euro l’anno di profitti sui prestiti – E non dimenticate che queste carogne hanno definito noi Italiani “scrocconi”…!

 

Germania

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

UN VERGOGNOSO SCIACALLAGGIO – In Grecia si muore, ma la Germania non ha scrupoli a incassare 1,34 miliardi di Euro l’anno di profitti sui prestiti – E non dimenticate che queste carogne hanno definito noi Italiani “scrocconi”…!

 

Da Il Sole 24 Ore

La Germania incassa 1,34 miliardi di euro di profitti su prestiti ad Atene

a notizia rischia di riaprire vecchie ferite tra Berlino e Atene perché arriva proprio il giorno dopo la concessione di una laurea honoris causa al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, all’Università Aristotele di Salonicco che ha provocato dimostrazioni di protesta con spiegamento di forze di polizia a difesa della cerimonia. La Germania ha incassato 1,34 miliardi di euro dall’inizio della crisi greca nel 2009. Lo ha indicato il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung. Si tratta dei profitti ottenuti grazie agli interessi dei prestiti ad Atene. In sostanza, la banca di sviluppo tedesca Kfw (Kreditanstalt fur Wiederaufbau) ha incassato 393 milioni di euro sui prestiti di 15,2 miliardi alla Grecia nel 2010. Tra il 2010 e il 2012, il programma di riacquisto di titoli ellenici da parte delle banche centrali della zona euro ha fatto registrare alla Bundesbank profitti per 952 milioni di euro.

Un bel gruzzoletto. I numeri sono emersi grazie a un’interrogazione parlamentare presentata al Bundestag dal movimento dei Verdi al ministero delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. I Verdi, attraverso le parole di Sven-Christian Kindler, hanno criticato il comportamento tedesco nei confronti della Grecia: «Sarà anche legale che la Germania guadagni sulla crisi della Grecia, ma non è legittimo nel senso morale della solidarietà».

 I profitti sono arrivati alla Bundesbank, la banca centrale tedesca, per aver partecipato come le altre banche dell’eurozona, al programma Securities Market Programme (SPM) dal 2010 al 2012 sotto l’egida della Banca centrale europeaall’epoca diretta da Jean-Claude Trichet. La Bce ha incassato più di 1,1 miliardi di euro nel 2016 in interessi su un ammontare di 20 miliardi di bond greci acquistati attraverso lo SMP, bond che erano stati venduti sul mercato secondario da banche soprattutto francesi, olandesi e tedesche timorose di un haircut, un taglio del valore facciale delle obbligazioni. Quest’anno i profitti ammonteranno a 901 milioni di euro quando verranno ancora distribuiti ai 19 stati dell’eurozona. Dal 2015 la Germania ha raccolto 952 milioni di euro come profitti del programma SMP.

Il bilancio tedesco ha registrato, sotto l’attenta regìa del ministro conservatore e artefice dell’austerità nell’eurozona, Wolfgang Schaeuble, un surplus di 6,2 miliardi di euro nel 2016. I Verdi tedeschi hanno sottolineato che anche i profitti ricavati dalla crisi greca hanno aiutato a raggiungere questo obiettivo. Ma questa osservazione non sembra aver scalfito la posizione di Schaeuble.

Nel biennio tra il 2013 e il 2015 l’Ue aveva deciso che i profitti generati dai bond greci fossero restituiti da Francoforte alle banche centrali di ogni Paese, che poi li avrebbero rigirati ad Atene per alleggerire il suo pesante fardello del debito che viaggia al 179% del Pil. Ma poi nel 2015 a seguito di un referendum e uno scontro tra Governo Tsipras e creditori internazionali questa procedura è stata interrotta e gli stati si sono tenuti gli interessi del 2015 e 2016.

Nell’ultimo eurogruppo tenutosi a Lussemburgo dopo aver trovato l’accordo per l’esborso di una tranche di aiuti per 8,5 miliardi (serviti a pagare 7 miliardi di euro di bond in scadenza e in mano alla Bce) i creditori hanno manifestato l’intenzione di restituire i profitti guadagnati dai bond greci se Atene avrà rispettato tutti gli impegni prioritari entro il 2018, ma solo quelli realizzati nel 2017.

Il Fmi pur restando nel programma non ha partecipato all’esborso della quota relativa alla tranche di 8,5 miliardi di euro perché non ritiene sostenibile l’attuale livello del debito greco.

tratto da: https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-07-14/la-germania-incassa-134-miliardi-euro-profitti-prestiti-ad-atene-195033.shtml?uuid=AE8XAjxB&fbclid=IwAR3bJE_2PGzfuDjinZ6VHWvSyL0QR-H4Kfyoc0_Ky8HQhY7YBOVxUVyClDU

Marcello Foa: entro 5 anni ci portano via tutto, casa e risparmi, come in Grecia. Va fermata l’élite che ci inganna con le fake news

 

Marcello Foa

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Marcello Foa: entro 5 anni ci portano via tutto, casa e risparmi, come in Grecia. Va fermata l’élite che ci inganna con le fake news

Oggi credo che nelle nostre società ci sia questa percezione molto netta: o le cose cambiano nei prossimi cinque anni, oppure andremo a compromettere le conquiste economiche, sociali e anche private che noi – italiani ed europei in generale – abbiamo costruito negli ultimi 60-70 anni. Nel suo blog, Panagiotis Grigoriou descrive per filo e per segno le operazioni di ingegneria sociale che stanno applicando alla Grecia. In Grecia, i giornalisti della Tv pubblica erano i più accaniti sostenitori delle riforme che Bruxelles proponeva. Che fine hanno fatto? Hanno chiuso la Tv pubblica, sono tutti disoccupati. Andate a chiedere alla classe media greca: si illudeva, per il fatto di avere qualche centinaio di migliaia di euro in tasca, l’alloggio ad Atene che valeva 700.000 euro, la casetta sull’isola. “Che cosa può accadermi?”, pesava: “Ho abbastanza grasso”. Andate a chiedere a loro: è rimasto ben poco. Il punto è che le logiche della gestione del potereindicano che la rotta scelta da un certo establishment europeo sta portando verso una società neo-feudale, purtroppo, in cui c’è una piccola, vera casta, molto privilegiata, e gli altri diventano servi della gleba.

Puoi essere di destra o di sinistra, ma questo ti colpirà in ogni caso. Puoi essere liberista o meno, liberale o socialdemocratico: ti colpisce. Il Fondo Monetario Internazionale ha appena detto: attenzione, per rilanciare l’Italia bisogna andare a tassare le proprietà immobiliari e le ricchezze. Ed è molto significativo, il fatto che l’abbia detto in questo momento. Indica una rotta: significa che queste élite non hanno capito qual è il cuore del problema, vogliono continuare a perseguire il loro programma – che è aberrante, perché ci renderà tutti molto più poveri, e ci toglierà quella libertà che abbiamo conquistato. A questo non bisogna arrendersi, e per questo noi combattiamo. Per questo è molto importante capire i meccanismi dell’informazione e del condizionamento sociale e psicologico, perché è la cosa che più di ogni altra “loro” temono. Le “fake news” sono semplicemente un pretesto per imporre la censura, tenetelo a mente: e questo messaggio non deve passare, perché – se passa – non ci saremo neppure più noi a cercare di spiegarvi come vanno le cose. Questo è quello che vogliono.

La polemica su Facebook e Cambridge Analytica? E’ un puro pretesto: sapevamo tutti che Facebook usa e manipola i dati che noi gentilmente gli diamo. Quando li manipolava Obama andava benissimo, se invece li usa Trump allora scoppia il casino, perché si sono resi conto che il meccanismo che avevano creato era uscito dal loro controllo e quindi stanno cercando di riportarlo sotto quel controllo. Tutto questo bisogna denunciarlo con forza. Implica una lotta continua di informazione, anche una lotta politica, bisogna mantenere gli occhi aperti e la voglia di non arrendersi. Io continuo a credere che sia possibile che ci sia tutto sommato anche un “karma” che ci può aiutare, perché alla fine il “karma” è assolutamente dalla nostra parte. E questa è una ragione molto valida, per continuare ad andare avanti.

(Marcello Foa, dichiarazioni conclusive della conferenza “Gli stregoni della notizia”)

L’articolo Foa: entro 5 anni ci portano via tutto, casa e risparmi, come in Grecia. Va fermata l’élite che ci inganna con le fake news proviene da Politicamente Scorretto .

Crisi Greca, ecco quanto ha guadagnato Berlino!

 

Crisi Greca

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Crisi Greca, ecco quanto ha guadagnato Berlino!

La grave crisi che ha colpito la Grecia ha fruttato, alla Germania, 1,34 miliardi di euro. In che modo? Grazie a crediti e acquisti di bond di Atene. Il dato è stato diffuso dal ministero delle Finanze tedesco, in risposta a un’interrogazione dei Verdi. Come scrive la Sueddeutsche Zeitung il guadagno per i prestiti della banca statale Kfw è stato di 393 milioni, mentre per l’acquisto di titoli di Stato dalla Bce i profitti dal 2015 ammontano a ben 952 milioni.

Sven-Christian Kindler (esponente dei Verdi) ha duramente criticato il comportamento tedesco nei confronti della Grecia: “Sarà anche legale che la Germania guadagni sulla crisi della Grecia, ma non è legittimo nel senso morale della solidarietà”. In altre parole, dopo aver bacchettato per anni un Paese, costringendolo a sacrifici durissimi per ottenere il tanto agognato “salvataggio”, si scopre che Berlino ha guadagnato dalle lacrime e sangue di Atene.

Intanto oggi si apprende che la Commissione Ue ha raccomandato al Consiglio di chiudere la procedura per deficit pubblico eccessivo. È la notizia a lungo attesa sia da Atene che nelle altre capitali, il segnale (questa l’interpretazione corrente) che i programmi di salvataggio all’insegna dell’austerità danno frutti. “Questa tappa è il risultato degli sforzi considerevoli fatti dal paese in questi anni per consolidare le finanze pubbliche e dei progressi compiuti per attuare il programma concordato”, indica la Commissione europea. Così resteranno solo tre paesi sotto procedura per deficit eccessivo: Francia, Spagna e Regno Unito.

La Grecia, però, ha chiesto altri soldi, stavolta al Fondo monetario internazionale. Il governo di Atene ha inviato all’Fmi una richiesta per un perstito da 1,6 miliardi di euro, proponendo in cambio la realizzazione di una serie di riforme, comprese la limitazione del diritto di sciopero e la liberalizzazione di varie professioni. A scriverlo è il quotidiano ellenico Kathimerini. Tra gli impegni dell’esecutivo, anche quello di adottare nuove misure di austerità nel caso non vengano raggiunti gli obiettivi finanziari del terzo pacchetto di salvataggio, oltre a quello di porre un tetto ai contratti a tempo determinato nel settore pubblico per gli anni 2017 e 2018.

 

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-ha-guadagnato-crisi-grecia-ecco-quanto-1419385.html

Il debito è illegittimo? Non si paga! Lo ha fatto prima l’Islanda, ora l’Equador. E sono rinati… Perchè non lo ha fatto la Grecia? …E soprattutto, perchè non lo facciamo noi?!?

 

debito

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Il debito è illegittimo? Non si paga! Lo ha fatto prima l’Islanda, ora l’Equador. E sono rinati… Perchè non lo ha fatto la Grecia? …E soprattutto, perchè non lo facciamo noi?!?

Come accaduto in Islanda, anche in Ecuador il popolo, guidato dal presidente Rafael Correa, si è rifiutato di pagare il debito. Una commissione appositamente istituita l’ha dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto aiutare.
In un mondo dominato dalla finanza e dai poteri forti, l’arma più utilizzata dai potentati economici per la sottrazione di risorse ai paesi meno sviluppati è diventata quella dell’imposizione di pesanti debiti tramite organismi come la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale e figure come quella dei Sicari dell’Economia.
Molti paesi, si sono venuti a trovare di fronte alla tragica scelta tra il ripagamento dei debiti verso i creditori internazionali e l’investimento nella spesa pubblica mirata al benessere dei propri cittadini. Purtroppo, la stragrande maggioranza delle volte, i paesi scelgono di proseguire con il pagamento dei debiti accumulando risorse tramite l’imposizione di misure di austerità che colpiscono duramente la popolazione e creano situazioni di disuguaglianza sociale sempre più insostenibili. Proprio come è successo e sta succedendo in Grecia.

Guarda il video QUI

Sintetizzando quando divenne Presidente Rafael Correa, ereditò un paese in macerie per il debito estero e decise di non continuare ad uccidere la sua popolazione, considerando persone non grate i rappresentanti della Banca Mondiale e del FMI; imponendo poi un audit sul debito che ne certificò l’immoralità e le irregolarità manifeste da parte degli istituti finanziari nord-americani ed europei, risultati oggi nessuno parla di Ecuador, nessun media, nessun politico, ma l’Ecuador è libero, si non sarà l’induatrializzata Germania no, forse è meglio! Il paese ha subito in questi ultimi anni una notevole trasformazione, passando da un’economia prevalentemente agricola ad una industriale e sviluppata soprattutto nel settore terziario. Il paese è ricco di risorse minerarie, oltre a quelle petrolifere. Vi sono enormi giacimenti di rame. Anche molibdeno, oro e argento sono presenti in notevoli quantità nel sottosuolo ecuadoriano, così come presenti sono zinco, piombo e zolfo. L’Ecuador è il maggior esportatore di banano al mondo, fiori tropicali, il cacao, caffè, palmito e gamberi. Le attività industriali sono prevalentemente concentrate a Quito e Guayaquil, ed ha i punti di forza nel settore petrolchimico, tessile, farmaceutico e del cemento. La cosa più importante e che la sua gente non è schiacciata dalla finanza.

Se la Grecia nel 2012 avvese seguito l’esempio dell’Ecuador e dell’Islanda chissà come vivebbre oggi il suo popolo, questo non possiamo dirlo quello che possiamo dire è, che sia l’Islanda che l’Ecuador sono salve ed salvo il suo popolo dalla povertà, il popolo greco oggi…beh questo lo sapete perfettamente come se la passa.

 

tratto da: http://www.stopeuro.org/ecuador-se-il-debito-e-illegittimo-non-si-paga-infatti-non-paga-dal-2012-e-il-paese-cresce/

Per non dimenticare – La Germania si oppone alla parziale cancellazione del debito Greco – Ora, per farvi capire bene cosa significa “essere carogne nell’anima” – Vi invitiamo a leggere questo: QUANDO LA GRECIA CANCELLÒ I DEBITI DELLA GERMANIA

Germania

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Per non dimenticare, Vi riproponiamo questo nostro articolo dell’anno scorso…

La Germania si oppone alla parziale cancellazione del debito Greco – Ora, per farvi capire bene cosa significa “essere carogne nell’anima” – Vi invitiamo a leggere questo: QUANDO LA GRECIA CANCELLÒ I DEBITI DELLA GERMANIA

Leggiamo da ZEROHEDGE.COM

L’insolvente Grecia, che settimana scorsa ha votato per ulteriore austerità, sperando così di poter ricevere fondi europei per ripagare la BCE, si è di nuovo impelagata in negoziazioni sul proprio debito. Proprio all’ultimo, però, il ministro delle finanze europeo ha dato parere negativo.

I ministri delle finanze dell’area euro si sono riuniti oggi a Bruxelles con la speranza, soprattutto i greci, di tornare a casa con un accordo firmato. Non si è però rotta l’impasse sulla riduzione del debito ellenico, si è solo rinviata la discussione a luglio.

“L’Eurogruppo ha tenuto una discussione approfondita sulla sostenibilità del debito pubblico greco, ma non ha raggiunto un accordo”, ha dichiarato Jeroen Dijsselbloem, ministro delle finanze olandese, che presiede le riunioni con i suoi pari europei e che ancora non  ha raggiunto una soluzionee, dato che il suo collega tedesco Schauble ha negato ogni possibile concessione.

…Ma questi tedeschi quanto sono carogne? Per capirlo basta leggere questo:

Quando la Grecia cancellò i Debiti della Germania

Sembra che in Europa stia avvenendo un braccio di ferro. O, per meglio dire, uno scontro alla Davide contro Golia. E’ lo scontro tra Grecia e Germania. I fatti sono sotti gli occhi di tutti. Un nuovo governo è stato eletto nel paese ellenico, e questo governo vuole darci un taglio con l’austerity e, insieme a questa, anche ai debiti contratti negli ultimi anni.

Che il pagamento del debito, nei modi e nei tempi prospettati dai falchi del rigore, possa causare l’ennesima catastrofe economica e sociale in Grecia è ormai palese a tutti. Anche con tutto lo spirito di sacrificio e il masochismo possibile, il debito non potrà mai essere saldato, questa un’idea che si sta affacciando.

E quindi, tanto vale procedere con una ristrutturazione, che vuol dire cancellare parte degli oneri.

La Germania sta gridando allo scandalo, richiamando la Grecia ai patti, inchiodandola alle sue responsabilità. Nella sua concezione dei rapporti tra paesi dell’Unione Europea è impossibile concedere una tale grazia.

Eppure, non dovrebbe sembrarle così strano. La Germania infatti fa finta di non sapere, o di non ricordare, che è stata essa stessa ad usufruire di un taglio del debito, per giunta non una ma due volte. E in un contesto molto meno favorevole. Non si può dire che la Germania di allora meritasse tali agevolazioni più di quanto lo meriti oggi la Grecia.

Le date da tenere a mente sono il 1953 e il 1990.

Nel 1953, con gli accordi di Londra, alla Germania fu condonato buona parte del debito contratto dal 1919 al 1945. Nel 1990, gli furono condonate le riparazioni di guerra che il Paese tedesco doveva versare per le tragedie causate durante il secondo conflitto mondiale.

Lunga la lista dei paesi che, con queste importanti concessioni, aiutarono Berlino. La Grecia, innanzitutto, ma anche: Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia.

Il motivo per cui la ristrutturazione fu concessa è, alla fine, la stessa che giustifica la richiesta ellenica oggi: la crisi economica. La Germania nel 1953 era in ginocchio, la Grecia lo è ora. Anzi, addirittura nel 1990 il taglio fu giustificato da uno scopo politico: che la riunificazione della Repubblica Federale Tedesca e della Repubblica Democratica avvenisse senza intoppi.

La Germania doveva restituire una montagna di denaro: circa 60 miliardi di marchi. Una metà consisteva nei debiti del primo dopoguerra, l’altra metà nelle riparazioni di guerra. La prima tranche fu ridotta del 50% nel 1953, mentre il restante 50% venne restituito in trent’anni, pesando veramente poco sull’economia tedesca che, dopo solo qualche anno, era già ripartita. La seconda tranche doveva essere restituita a riunificazione avvenuta, ma per i motivi descritti poco sopra fu oggetto di rinuncia da parte dei creditori.

La Grecia sta soffocando in mezzo ai debiti, ma a differenza della Germania miracolata non ha causato nessuna guerra che giustificasse un tale accanimento “esattoriale”. Dunque, perché non scendere a un compromesso?

 

By Eles