Legittima difesa? Solo un inchino agli amici della potente lobby delle armi… Un doveroso tributo, in stile americano, ad una delle lobby più potenti e ricca … E, come al solito, il tutto sulla pelle della gente…!

 

Legittima difesa

 

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Legittima difesa? Solo un inchino agli amici della potente lobby delle armi… Un doveroso tributo, in stile americano, ad una delle lobby più potenti e ricca … E, come al solito, il tutto sulla pelle della gente…!

Sembra proprio un bel regalo alle lobby delle armi che tanti bei soldini portano nelle casse dello Stato… Abbiamo davvero bisogno di più legittima difesa e più armi in giro?

Vedete quello che succede quasi tutti i giorni negli Stati Uniti. R non è che noi siamo “migliori”… Avete visto quanti danni è riuscito a fare da noi un semplice spray al peperoncino…

Leggiamo da Fanpage:

Le armi italiane fra lobby, politica ed export in tutto il mondo

Con la riforma della legittima difesa si torna a parlare di vendita di armi in Italia e dei rapporti della Lega con le lobby dei produttori. Il partito di Matteo Salvini non ha mai nascosto l’intesa con un mercato che è decisamente generoso con le casse italiane. Il nostro paese è infatti il nono esportatore di armi nel mondo intero. Ma dove finiscono queste armi?

C’è chi dice che la riforma della legittima difesa, approvata alla Camera e presto all’esame del Senato, non cambi in modo sostanziale il decreto-legge già esistente. La specificazione per cui la difesa sia sempre legittima, con l’aggiunta dell’avverbio, non toglie ai magistrati la propria discrezionalità giuridica, così come il parametro di proporzionalità offesa-difesa non cade con la riforma. C’è invece chi sostiene che la Lega stia avvicinando l’Italia ad una sorta di far west, aprendo all’utilizzo della violenza privata e rendendo più accessibile la compravendita di armi nel nostro paese.

Il dibattito sull’uso delle armi non è nuovo al Parlamento, specialmente da quando il segretario della Lega e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, strizza pubblicamente l’occhio alle lobby delle armi. Lo scorso 11 febbraio, in piena campagna elettorale, Salvini, candidato premier del Carroccio, avrebbe firmato un impegno alla fiera delle armi di Vicenza con i rappresentanti della lobby per cui prometteva di coinvolgerli direttamente ogni volta che fosse arrivato in Parlamento un provvedimento sulle armi. Più specificatamente, l’accordo era stato preso con il Comitato Direttiva 477, un’associazione che tutela i cittadini in possesso di armi da fuoco e che lavora fianco a fianco con i più importanti fabbricanti in Italia.

Le armi in Italia tra politica ed economia
A settembre 2018 è arrivato il decreto legislativo che rende più facile possedere un’arma da fuoco. Secondo il provvedimento viene allargato il gruppo di modelli detenibili da un privato, in cui vengono inclusi ora anche esempi di derivazione militare. Inoltre, aumenta il numero di proiettili consentiti, sebbene comunque non sarà possibile avere caricatori che contengano il numero più alto di colpi legali. Infine, si può compilare la denuncia di detenzione attraverso una semplice e-mail mentre non è più obbligatorio informare il partner della presenza di armi in casa.

Il Comitato Direttiva 477 collabora direttamente con Anpam, Conarmi e Assoarmieri, che si occupano rispettivamente dell’industria, del settore artigianale e della rappresentanza dei commercianti. Questi sono i punti di riferimento di un mercato che rappresenta quasi l’1% del Pil italiano e che, solo in ambito sportivo, genera affari per circa cento milioni di euro all’anno. Il Comitato, facendo da ponte tra politica e mercati, con il sostegno aperto di Salvini porterebbe in Parlamento importanti interessi economici legati al mondo delle armi.

L’export delle armi italiane
Del resto, il nostro paese non è estraneo al business degli armamenti. L’Italia occupa infatti il nono posto nella top 10 della vendita di armi nell’intero pianeta. La classifica è stata stilata nell’ultimo rapporto del Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). Quello delle armi è un mercato consolidato e in continua crescita che nutre ormai da anni le casse di Roma, responsabile dell’export del 2,5% delle armi di tutto il mondo. In cima alla classifica vi sono gli Stati Uniti, che esportano il 34% delle armi internazionali, seguiti dalla Russia con un 22% e dalla Francia con il 6,7%. Seguono Germania (5,8%), Cina (5,7%), Regno Unito (4,8%), Spagna (2,9%) e Israele (2,9%). Troviamo quindi l’Italia, davanti all’Olanda che chiude la classifica con il 2,1%. La classifica si riferisce ad armi utilizzate in campo bellico, vale a dire aerei, navi, carri armati e missili, e riguarda gli anni fra il 2013 e il 2017.

Ma chi compra queste armi? La maggior parte dell’equipaggiamento bellico prodotto in Italia finisce negli Emirati Arabi Uniti, in Turchia e Algeria. Si tratta dei paesi che acquistano più armi a livello internazionale. Altri paesi che usufruiscono della produzione italiana sono poi Israele, Marocco, Qatar, Kuwait, Pakistan, Giordania, Taiwan, India e Singapore, ma anche le più vicine Polonia e Norvegia. La maggior parte delle armi che l’Italia produce finiscono quindi tra Medio Oriente e Nord Africa, nelle zone geopolitiche fra le più instabili al mondo.

La tendenza ad esportare sempre più verso paesi che non appartengono alla Ue o alla Nato spesso ha significato vendere armi a regimi per cui il rispetto dei diritti umani è pressoché inesistente. In particolare, si è parlato molto delle armi italiane vendute all’Arabia Saudita, implicata in una guerra che sta devastando lo Yemen e in cui le violazioni di diritti umani e i crimini di guerra contro civili sono stati ampiamente documentati. La vendita di armi a Riad piuttosto che ad Abu Dhabi grava su una delle emergenze umanitarie più tragiche dei giorni nostri, per cui il Parlamento europeo ha già sollecitato un embargo sugli armamenti destinati all’Arabia, condannando fortemente i finanziamenti ad una tale carneficina.

Lo scorso anno, la Rete Italiana per il Disarmo, insieme all’European Center for Constitutional and Human Rights, ha presentato alla procura della Repubblica Italiana una denuncia perché si avvii un’indagine sulla responsabilità penale degli amministratori della produttrice di armi Rwm Italia che hanno esportato in Yemen. La società produce bombe aeree del tipo MK82, MK83 e MK84 in Sardegna per conto della multinazionale tedesca Rheinmetall. La denuncia fa particolare riferimento ad un bombardamento avvenuto nel 2016 diretto contro una casa privata. Sul luogo dell’attacco, in cui sono morti sei civili, sarebbero stati rinvenuti resti di bombe prodotte proprio da Rwm Italia.

Fonte: https://www.fanpage.it/le-armi-italiane-fra-lobby-politica-ed-export-in-tutto-il-mondo/

Trova le differenze – Il brillante editoriale di Marco Travaglio sulla legge per la legittima difesa e sull’ipocrisia del Pd…

 

Marco Travaglio

 

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Trova le differenze – Il brillante editoriale di Marco Travaglio sulla legge per la legittima difesa e sull’ipocrisia del Pd…

Chi, nella propria abitazione o nel luogo di lavoro, con “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo”, “difende la propria o la altrui incolumità” o i “beni propri o altrui” dal ”pericolo di aggressione” di un uomo che non “desiste”, esercita una “difesa legittima” e dunque non è punibile se “costretto” dal “pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. Lo dice il Codice penale (articolo 52), modificato dal centrodestra nel 2006 (ministro della Giustizia Roberto Castelli, leghista) in senso più favorevole ai derubati. Se poi ricorrano o meno queste condizioni, lo stabilisce il giudice che, in caso negativo, procede per “eccesso colposo di legittima difesa” (articolo 55). Ora quegli articoli, e anche altri sulle pene per i furti in appartamento e le violazioni di domicilio, stanno per essere di nuovo modificati dalla legge voluta dalla stessa Lega e già approvata in Senato a novembre dalla maggioranza giallo-verde. I 5 Stelle, salvo sorprese e con molti mal di pancia, la voteranno anche a Montecitorio. Il Pd, invece, alza le barricate e grida alla barbarie e al Far West. E non avrebbe tutti i torti, se nel 2017 non avesse a sua volta approvato alla Camera col resto del centrosinistra una riforma della materia, firmata da David Ermini (ora vicepresidente del Csm) e poi lasciata morire in Senato. Ora facciamo un gioco: “Trova le differenze”.

Questa è la modifica targata Pd all’articolo 52 sulla legittima difesa: “Si considera legittima difesa, nei casi di cui all’articolo 614 (casa, negozio, ufficio, azienda ecc, ndr)…, la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. Questa invece è la principale modifica targata Lega allo stesso articolo, oltre a quella che stabilisce “sempre” a priori la proporzionalità fra difesa e offesa in caso d’intrusione: “Nei casi previsti dall’articolo 614 (casa, negozio, ufficio, azienda ecc., ndr)… agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”. A parte la leggendaria boiata del “tempo di notte” (che il Pd promise di eliminare al Senato, estendendo la norma “h 24”), le conseguenze delle leggi Pd e Lega sono identiche. Anzi, le maglie di quella del Pd erano persino più larghe, perché parlavano genericamente di “reazione” (che comprende tutto, anche il colpo alla nuca del ladro in fuga).
Invece la Lega si limita al più prudente verbo “respingere” (che non pare includere il colpo mortale).
Questa è la modifica targata Pd all’articolo 55 sull’eccesso colposo di legittima difesa: “La colpa dell’agente (chi uccide o ferisce l’intruso senza alcun diritto, ndr) è sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione”. Questa invece è la modifica targata Lega allo stesso articolo: “La punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o dell’altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’art. 61, primo comma, n.5 (“l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”, ndr), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”. Anche qui conseguenze identiche: si giustifica pure chi uccide chi non minaccia nessuno con due supercazzole a fotocopia: il Pd con il “grave turbamento psichico”, la Lega col “grave turbamento” da “pericolo in atto”. Cioè si può ammazzare pure l’intruso disarmato che però minaccia, anche implicitamente (senza dirlo), di usare un’arma.
La legge Pd prevedeva (e giustamente) che fosse lo Stato a pagare le spese processuali e gli onorari degli avvocati degli imputati assolti o prosciolti per legittima difesa. La legge Lega prevede (e giustamente) che sia lo Stato a pagare le spese processuali e gli onorari degli avvocati degli imputati assolti o prosciolti per legittima difesa.
Fine del gioco. Che ha una conclusione e una morale. La conclusione è che, per fortuna, il Pd e la Lega non sanno mai quello che fanno: pensano che basti una legge, peraltro scritta coi piedi, per impedire ai magistrati di indagare chi uccide l’intruso; e intanto inventano sempre nuove condizioni (“grave turbamento”, “situazione di pericolo”) che andranno accertate dai pm e dai giudici (e da chi, se no?), indagando e talora processando gli sparatori che essi pensano di immunizzare anche dalle indagini. La morale è che quasi tutto quel che avviene nel primo anno dell’Era dei Cattivi era già accaduto – in scala, in nuce o tale e quale – negli ultimi anni dell’Era dei Buoni. Naturalmente quelli del Pd sono liberissimi di cambiare idea e di criminalizzare chi fa quel che facevano loro fino all’altroieri. Non sarà la prima né l’ultima volta: hanno insultato la Raggi per il no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 dopo aver approvato e applaudito il no di Monti alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020; hanno deriso B. perché la menava col Ponte sullo Stretto e poi hanno rilanciato il Ponte sullo Stretto; hanno promesso l’Anticorruzione, con la blocca-prescrizione e il Daspo ai corrotti, poi hanno votato contro e gridato al “giustizialismo manettaro” quando l’ha presentata il ministro Bonafede. Come se le leggi fossero giuste solo perché le propongono loro e sbagliate solo perché le presentano gli altri. Da questi voltagabbana non si può pretendere coerenza. Ma sarebbero gradite almeno le scuse.
“Trova le differenze” di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 6 Marzo 2019

Renzi e Grasso sulla porcheria della Legge sulla legittima difesa: da cambiare in Senato – Meno male che il Senato c’è… Ma fino ad 3 dicembre scorso il Senato non era inutile?

 

Senato

 

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Renzi e Grasso sulla porcheria della Legge sulla legittima difesa: da cambiare in Senato – Meno male che il Senato c’è… Ma fino ad 3 dicembre scorso il Senato non era inutile?

 

Leggiamo…

Legittima difesa, Renzi chiede di cambiare la legge al Senato

L’iter abbastanza grottesco di questa nuova legge sulla legittima difesa è la prova della incapacità della classe politica, anche quella di governo, di prendere decisioni nette e di assumersene la responsabilità. La licenza di sparare ma solo di notte ha fatto ridere tutta Italia, compresi i sostenitori della maggioranza renziana. Tanto che il confermato segretario del Pd ha appallottolato il testo uscito da Montecitorio e ha già ordinato che al Senato (quel Senato che voleva abolire e che gli è costato cinque mesi di sofferenze) se ne faccia un altro.

QUI l’articolo intero

 

Il leader pd boccia un’altra legge. Grasso: meno male che c’è il Senato

Matteo Renzi sul telemarketing: anche questa norma è da correggere. Legittima difesa, dopo il suo no anche quello del presidente del Senato e dell’Anm.

Una volta tanto il presidente del Senato, Pietro Grasso, e l’ex premier Matteo Renzi sono d’accordo. Così, sul pasticciaccio della nuova legittima difesa varata alla Camera con i voti del Pd e di Ap, la seconda carica dello Stato si prende una piccola rivincita: «Meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema…», dice Grasso dopo che il segretario del Pd si era smarcato clamorosamente dal testo approvato dai suoi deputati, invitando poi i senatori dem «a correggere la legge».

QUI l’articolo intero

 

dopodichè la domanda è più che spontanea: MA IL SENATO NON ERA INUTILE?

 

By Eles

Legge Legittima Difesa – Il Pd di Renzi è riuscito a: 1) approvare una legge; 2) dire che non la volevano approvare; 3) chiedere aiuto a Berlusconi per peggiorarla; 4) scontentare tutti…!

 

Legittima Difesa

 

 

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Legge Legittima Difesa – Il Pd di Renzi è riuscito a: 1) approvare una legge; 2) dire che non la volevano approvare; 3) chiedere aiuto a Berlusconi per peggiorarla; 4) scontentare tutti…!

 

 

Leggiamo sul Messaggero:

Legittima difesa, tolto il riferimento alla “notte”. Ma in Senato serve il sì di FI

Si cambia, ma in verità si archivia. Il nuovo testo sulla legittima difesa è destinato ad essere ulteriormente modificato almeno nel punto più controverso, quello in cui si fa riferimento alle aggressioni “notturne” ma molto probabilmente il suo destino sarà un inesorabile binario morto visto che al Senato Pd e Ap non hanno i voti necessari a far passare alcunché.

Insomma:

  1. si sono fatti la loro legge
  2. hanno smentito loro stessi dicendo che non era questa la “porcata” che volevano varare
  3. non sono in grado di fare modifiche alla predetta “porcata” ed hanno bisogno dei voti di Berlusconi
  4. in tutto questo la “porcata” in questione ha scontentato tutti

…E questi volevano modificare la Costituzione…!

 

By Eles