NELLA FOTO: il decreto sicurezza di Salvini – Si noti che il minore non è a bordo di una moto d’acqua.

 

 

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NELLA FOTO: il decreto sicurezza di Salvini – Si noti che il minore non è a bordo di una moto d’acqua.

Bimbi di pochi mesi li lascereste annegare? Appello contro il decreto sicurezza

Da Cecilia Strada accorate parole ai senatori del M5s per respingere un provvedimento che viola la Costituzione

Gli appelli sono tanti per risparmiare all’Italia questo ennesimo passo verso la barbarie e lo stato di polizia.

Uno importante è stato lanciato dall’Anpi.

Ora agli appelli si è unita anche quello di Cecilia Strada, una donna che con Emergency si è sempre occupata dei più deboli. Che si è rivolta ai senatori M5s:

io vi imploro. Chiedetevi: “Una donna più volte stuprata. Un 15enne venduto come schiavo. Bimbi di pochi mesi. Li lascerei annegare? Li rimanderei in Libia?”. Rispondete a voi stessi, non a me o a Salvini. Se la risposta è no, non votate #DecretoSicurezzabis

Tratto da: Globalist

Roma, 1943: Ebrei venduti ai nazisti – 5.000 lire a chi li denunciava… Vi ricorda qualcosa?

 

Ebrei

 

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Roma, 1943: Ebrei venduti ai nazisti – 5.000 lire a chi li denunciava… Vi ricorda qualcosa?

Ebrei italiani: circa la metà dei deportati nei campi di sterminio lo furono a seguito di spiate da parte di italiani. Per la taglia di 5.000 lire su ogni ebreo, per invidia, gelosia, risentimento, opportunismo, paura… Per qualunque dei molti motivi possibili resta il fatto che non solo i fascisti ma anche buona parte della popolazione contribuì alla deportazione nazista.

La leggenda degli italiani “brava gente” durante la guerra è appunto una leggenda. Non fummo brava gente in Etiopia (gas e lager) e neanche in Jugoslavia (decimazioni e rappresaglie) e neanche riguardo agli ebrei.

A lungo ci si è interrogati sulle responsabilità dei singoli soldati del terzo reich, sulla loro possibilità di rifiutarsi di eseguire ordini disumani, e ancora una risposta definitiva non c’è. Ma noi, noi italiani, come ci saremmo comportati al loro posto? Male. Decisamente male a giudicare da quel che raccontano le carte degli archivi storici italiani. Su circa 730 ebrei deportati da Roma dopo la retata del 16 ottobre ad esempio, almeno 439 furono traditi o arrestati dagli italiani. Venduti quando andava bene per cinque mila lire e, quando andava male, per rancori o invidie personali.

“Anche la collaborazione spontanea di migliaia di ‘italiani comuni’, di normali cittadini, fu fondamentale per l’arresto di migliaia di ebrei – racconta Amedeo Osti Guerrazzi su La Stampa ­- I poliziotti tedeschi sfruttarono ampiamente i collaboratori italiani: spie, delatori, infiltrati, che agivano nei modi più diversi. Questo lavoro veniva pagato piuttosto bene, dato che su ogni ebreo, in media, veniva messa una taglia di 5.000 lire dell’epoca. A Roma, il comandante della polizia tedesca Herbert Kappler si affidò a gruppi di collaborazionisti, le cosiddette bande, composte in genere da ex informatori della polizia segreta fascista e da criminali comuni, specializzate proprio nella caccia agli ebrei. Una di queste bande, tra il 23 e il 24 marzo 1944, arrestò una dozzina di ebrei che furono immediatamente fucilati nel massacro delle Fosse Ardeatine. A Torino e a Milano, invece, i comandi tedeschi sfruttarono informatori singoli, personaggi che conoscevano personalmente moltissimi ebrei e ne sapevano i nascondigli. I loro metodi di indagine erano spesso raffinati e particolarmente odiosi”.