“La Bestia di Salvini, ecco come la Lega e le destre controllano internet” – L’articolo inchiesta di Sandro Ruotolo che per poco non gli faceva “perdere” la scorta…!!

 

Sandro Ruotolo

 

 

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Gli avevano tolto la scorta. Sandro Ruotolo, il cronista impegnato in inchieste contro la mafia… Ma soprattutto (suo malgrado) quello che con un articolo-indagine mise a nudo “La Bestia” di Salvini…

Coincidenze…? Non lo sappiamo. Resta il fatto che dopo qualche giorno di ribellione sul web, dopo l’indignazioni della gente, di colleghi e di una parte della stampa, è stato “perdonato” e la scorta, bontà loro, gli è stata generosamente lasciata…

Ma torniamo alla Bestia di Salvini…

Da Fanpage:

“La Bestia” di Salvini, ecco come la Lega e le destre controllano internet

“La Bestia” è il nome che Luca Morisi, lo spin-doctor digitale di Matteo Salvini, ha dato al software utilizzato per la comunicazione social della Lega che è in grado di analizzare in tempo reale l’orientamento dei commenti e delle reazioni ad un post e ‘suggerisce’ su quali temi puntare nei post successivi cavalcando paure e aspettative degli utenti. Alex Orlowski, uno dei primi hacker italiani e fondatore della società “Water on Mars” che si occupa di comunicazione digitale, ci mostra inoltre da un analisi di Twitter i segreti grazie ai quali Salvini riesce a essere sempre Trend topic grazie al sostegno esterno di gruppi americani che fanno capo a Alana Mastrangelo, una italoamericana membro della NRA, la National Rifle Association, la lobby americana della armi.

fonte: https://youmedia.fanpage.it/video/aa/W7TSzuSwIns2y2sX

“È pieno di odio”… Lo ha detto Salvini, quello che lascia affogare i migranti, rivolgendosi a padre Zanotelli, una vita in aiuto della gente in Sudan e Kenia e sempre dalla parte dei più deboli… Non trovate anche voi che c’è qualcosa che proprio non quadra…?

 

Zanotelli

 

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“È pieno di odio”… Lo ha detto Salvini, quello che lascia affogare i migranti, rivolgendosi a padre Zanotelli, una vita in aiuto della gente in Sudan e Kenia e sempre dalla parte dei più deboli… Non trovate anche voi che c’è qualcosa che proprio non quadra…?

l ministro dell’Interno Matteo Salvini ha postato su facebook una foto dove compare padre Alex Zanotelli insieme a una citazione attribuita al missionario pacifista: “Salvini va processato anche per la Sea Watch”.
Il vicepremier commenta: “Dopo avermi definito razzista, ‘genio malefico’, criminale (e altri complimenti che al momento mi sfuggono), questo prete sostiene che dovrebbero processarmi non solo per la Diciotti ma anche per la Sea Watch. Olè!”.

Nel post scriptum, il vicepremier conclude: “Ma, mi chiedo, un uomo di chiesa può essere sempre così pieno di risentimento e di odio?”.

Lasciaci indovinare, caro Matteo… Sarà forse perché ti fai i selfie mangiando pane e Nutella, mentre per colpa tua la gente crepa in mare…? Pensaci, Mattei, pensaci…

Scusate, ma quella Prestigiacomo salita sulla Sea Watch 3 per solidarietà con i migranti, è mica la stessa che ha votato a favore del DL Sicurezza di Salvini? No, perchè se fosse così…

 

Prestigiacomo

 

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Scusate, ma quella Prestigiacomo salita sulla Sea Watch 3 per solidarietà con i migranti, è mica la stessa che ha votato a favore del DL Sicurezza di Salvini? No, perchè se fosse così…

Il 7 novembre 2018, con 163 sì e 59 no, il Senato della nostra Repubblica ha approvato il cosiddetto “Decreto Sicurezza”. “Giornata storica” l’ha definita il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In realtà è la prosecuzione delle leggi Turco-Napolitano (1998) e Bossi-Fini (2002) che già si erano occupate di immigrazione in Italia. L’approccio della nuova legge, ancora una volta, è di tipo emergenziale e razzista. Lo scopo è quello di tener pulite le città da tutti i problemi che i fenomeni dell’immigrazione procurano, dopo aver cercato di impedire, in prosecuzione del precedente governo, il flusso delle migrazioni, con molti morti che nessuno ha mai contato. I migrandi, gli stranieri trattati come spazzatura. Da nascondere, far sparire per tenere le nostre città “pulite”…

E tra i tanti che hanno votato questa porcheria c’è una tale che di cognome fa Prestigiacomo…

Ci auguriamo che sia solo una omonima di quella che è salita sulla Sea Watch 3 per solidarietà… Perchè se fosse così… sciacalli e avvoltoi gli farebbero un baffo…!

By Eles

Salvini deride il tunisino morto a Empoli durante un “controllo” della polizia: “gli dovevano offire cappuccio e brioche?” …Dopo l’epilessia di Stefano Cucchi, ecco un’altra geniale presa di posizione dei nostri politici

 

Salvini

 

 

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Salvini deride il tunisino morto a Empoli durante un “controllo” della polizia: “gli dovevano offire cappuccio e brioche?” …Dopo l’epilessia di Stefano Cucchi, ecco un’altra geniale presa di posizione dei nostri politici

Salvini deride il tunisino morto a Empoli: gli dovevano offrire cappuccio e brioche?

Il ministro ha preventivamente assolto i poliziotti dicendo che la vittima era un pregiudicato tunisino, il Siulp mostra vicinanza agli agenti ma l’ex senatore Manconi chiede indagini accurate.

A togliere i dubbi ci ha pensato il solito Salvini che non ha mancato occasione per deridere le sofferenze altrui e ironizzare su una persona morta in circostanze ancora da chiarire.

Ma la deriva autoritaria del paese ormai semi-forcaiolo avvenuta per mano della Lega e con la complicità degli ex francescani grillini è evidente: se i poliziotti non possono usare le manette per fermare un violento, che cosa devono fare? “Rispondere con cappuccio e brioche?”

Purtroppo non lo ha detto un fesso qualsiasi, ma il nostro(?) ministro dell’Interno, Matteo Salvini, maglia della Polizia indosso, nel corso di una diretta Facebook durante la quale è tornato sulla morte del 32enne Arafette Arfaoui, italiano di origini tunisine, morto a Empoli mentre era ammanettato e legato ai piedi durante una perquisizione della Polizia.

“Buon sabato ai poliziotti che, a Empoli, facendo il loro lavoro, hanno ammanettato un violento che purtroppo è stato colto da arresto cardiaco”.
Il Siulp solidale con i poliziotti

“Esprimo solidarietà, vicinanza e fiducia ai colleghi che hanno operato nel rispetto dei protocolli, tant’è che è stato fatto avvicinare anche un medico poiché l’uomo, di origine tunisina ma cittadino italiano, si trovava in uno stato estremamente confusionale, ed era aggressivo. Abbiamo piena fiducia nella magistratura. Aspettiamo che l’autorità giudiziaria faccia il suo iter a dimostrazione della legittimità e della correttezza dell’operato dei nostri colleghi”.

Così Felice Romano, segretario generale del Siulp

Manconi chiede indagini accurate
Luigi Manconi, direttore dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, appreso della morte a Empoli del giovane tunisino Arafet Arfaoui, si è rivolto alla Procura di quella città per chiedere che siano svolte indagini tempestive e accurate su una tragedia che presenta ancora molti lati oscuri.
“La vittima – afferma Manconi – aveva, oltre che le manette ai polsi, le caviglie legate e si trovava, di conseguenza, in una condizione di totale incapacità di recare danno ad altri e a sé. Come è potuto accadere, dunque, che in quello stato abbia perso la vita e che non sia trovato modo di prestargli soccorso? Sappiamo che le forze di polizia dispongono di strumenti per limitare i movimenti della persona fermata, ma mi chiedo se la corda usata per bloccargli le gambe sia regolamentare oppure occasionale, se fosse in quel momento strettamente indispensabile o se non vi fossero altri strumenti per contenere l’uomo. In altre parole, non si può consentire che vi siano dubbi sulla legittimità di un fermo o sulle modalità della sua applicazione. Tanto più qualora riguardi chi si trovasse, secondo testimoni, in uno stato di agitazione dovuto all’abuso di alcol, e tanto più che, negli ultimi dieci anni, sono state numerose le circostanze che hanno visto perdere la vita persone fermate in condizioni simili e con metodi analoghi. Peraltro, vi è qualche testimone che parla di una condizione di relativa calma del giovane tunisino e anche quest’ultimo fatto impone una indagine, la più rapida e incisiva”, conclude Manconi.

«Tutto quello che sappiamo sulla vicenda di Arafet Arfaoui, l’uomo di 32anni, italiano di origini tunisine, è che è morto nelle mani dello Stato. Legato mani e piedi. In una stanza, l’unica senza telecamere, di un negozio. Alla presenza di soli poliziotti. Siamo in uno stato di diritto e le sentenze le fanno i tribunali, questo vorremmo ricordarlo al ministro dell’Interno Salvini: i suoi tweet non sostituiscono indagini, referti medici, e decisioni dei giudici. Soprattutto su una questione così delicata, soprattutto nel paese di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e altri morti per mano dello Stato». Lo dichiarano Silvja Manzi e Antonella Soldo, rispettivamente segretaria e tesoriera di Radicali Italiani.

Inevitabilmente, l’episodio richiama l’attenzione dei familiari di altre vittime, come Stefano Cucchi, Riccardo Magherini, Federico Aldrovandi, che ravvisano analogie con le loro vicende. Dura Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto dopo essere stato portato in caserma a Varese nel 2008: «Questo è il metodo delle forze dell’ordine. Con l’appoggio di Salvini, ora, hanno la licenza di uccidere». Per gli altri c’è una specie di copione che si ripete. «Dava in escandescenza? Questi fatti sono tutti uguali e sappiamo già come andrà a finire. La quarta sezione della Cassazione dirà che non c’è nessun colpevole», dice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto in seguito alle percosse dopo essere stato arrestato.
fonti:

https://www.globalist.it/news/2019/01/19/salvini-deride-il-tunisino-morto-a-empoli-gli-dovevano-offire-cappuccio-e-brioche-2036264.html

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/morto_controllo_polizia_empoli_salvini-4242144.html

Migranti, Roberto Fico ora accusa: “Una società sana salva vite”

Roberto Fico

 

 

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Migranti, Roberto Fico ora accusa: “Una società sana salva vite”

Il presidente della Camera si schiera apertamente contro Salvini. Non è la prima volta che lo fa e incarna i mal di pancia dei grillini ribelli

In un momento difficile per il governo, chiamato in causa dalla sinistra per l’ennesima strage di disperati nel Mar Mediterraneo, è ancora una volta il presidente della Camera Roberto Fico a fare l’opposizione più netta alla linea dettata da Matteo Salvini per arginare l’immigrazione clandestina.

Gli è bastato un tweet in cui prendeva le distanze dalla linea dura dei porti chiusi per agitare nuovamente la folta schiera di grillini “di sinistra” che non tollerano l’alleanza con il leader leghista. “Salvare vite umane – ha scritto il grillino su Twitter – è quello che fa una società sana”.

L’ennesima strage di immigrati al largo della Libia, con ben 117 morti, scuote le istituzioni. Nonostante il presidete della Repubblica Sergio Mattarella abbia espresso “profondo dolore” e il premier Giuseppe Conte si sia detto “scioccato” per la tragedia di ieri, Salvini ha ribadito che la politica del governo italiano non cambierà. “Il naufragio è la dimostrazione che se riapri i porti ritornano i morti. Cuori aperti per chi scappa dalla guerra ma porti chiusi per Ong e trafficanti”, ha scandito il vicepremier leghista puntando il dito verso l’Unione europea e accusandola di lasciare l’Italia sola nella gestione di un’emergenza che dovrebbe essere affrontata tutti insieme. Sebbene all’interno del governo non siano sorti dei distinguo, a fare opposizione interna ci ha pensato (ancora una volta) Fico che mal tollera la deriva di destra che ha preso il Movimento 5 Stelle da quando si è alleato con la Lega. “Dolore, rabbia e tristezza – ha scritto in serata su Twitter – salvare vite umane è quello che fa una società sana. Se non ci riusciamo è un terribile fallimento per tutti noi”.

Roberto Fico

@Roberto_Fico

Dolore, rabbia e tristezza.

Salvare vite umane è quello che fa una società sana. Se non ci riusciamo è un terribile fallimento per tutti noi.

Sebbene Fico eviti accuratamente di fare nomi, è a Salvini che stava pensando mentre postava il tweet. Non è la prima volta che il presidente della Camera tuona contro l’alleato di governo. È già successo, per esempio, quando si è schierato al fianco delle Ong messe al bando da Salvini. “Lo Stato deve stare vicino a chi aiuta gli ultimi, perché la loro sofferenza è la mia sofferenza, la loro ricerca di una dignità è la mia ricerca, non solo in tema di migranti ma in generale di diritti”, ha detto lo scorso giugno al termine dell’incontro con i responsabili di Medici senza frontiere e Amnesty International. Nel suo modo di vedere le inchieste, che hanno portato alla luce i rapporti criminosi tra Ong e scafisti, non contano nulla. Per questo, l’estate scorso, si è schierato apertamente contro la decisione di Salvini di chiudere i porti per fermare una volta per tutte gli sbarchi. In autunno, poi, lo scontro si è spostato sul fronte del decreto Sicurezza. Anche in quella occasione Fico non ha fatto mancare il proprio parere negativo.

Quando il decreto Sicurezza è arrivato al vaglio del parlamento, Fico ha potuto anche toccare con mano il piccolo esercito di grillini che non amano l’alleanza con Salvini. la fronda più copiosa è sicuramente alla Camera, ma anche al Senato può contare su diversi malpancisti. Con il ritorno di Alessandro Di Battista dal Centro America, poi, può contare su un’altra voce critica che trova ampi consensi nella frangia più movimentista dei Cinque Stelle. E, mentre Luigi Di Maio collezione nuovi record negativi nei sondaggi, loro studiano la strategia per rompere, una volta per tutte, con la Lega e dirottare il movimento a sinistra.

Siamo il Paese in cui il Presidente del Consiglio si deve pubblicamente scusare per aver salvato 10 naufraghi… Ma non vi vergognate neanche un po’ nel sentirvi chiamare “Italiani”…?

Presidente del Consiglio

 

 

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Siamo il Paese in cui il Presidente del Consiglio si deve pubblicamente scusare per aver salvato 10 naufraghi… Ma non vi vergognate neanche un po’ nel sentirvi chiamare “Italiani”…?

Clicca sull’immagine per vedere il video

Presidente del Consiglio

 

Il Paese in cui il Presidente del Consiglio si deve scusare per aver salvato 10 naufraghi

L’assurdo video con il quale il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è praticamente scusato di aver accettato di trasferire in Italia circa 10 migranti salvati dalle navi Sea Watch 3 e Sea Eye è il simbolo del momento che stiamo vivendo, in cui la politica continua a legittimare l’idea che dimostrarsi umani e solidali sia una vergogna.

“Come sapete, la Chiesa valdese ha dato la disponibilità ad accogliere bambini e nuclei familiari [dei migranti a bordo di Sea Watch 3 e Sea Eye, ndr]. Poco più di dieci persone che verranno ospitati a loro cura, senza oneri a carico dello Stato italiano”. Comincia così l’incredibile video di poco più di 100 secondi con il quale il Presidente del Consiglio si rivolge ai cittadini italiani per rassicurare sul fatto che “la linea del governo italiano sull’immigrazione non è assolutamente cambiata” e che “occorre una linea di rigore e contrastare il traffico internazionale di migranti” e “perseverare negli orientamenti fin qui assunti”. È un video che è passato piuttosto sotto silenzio, con meno di 400mila views su Facebook e qualche centinaio di commenti critici nei confronti del “cedimento buonista” del Presidente del Consiglio, ma che invece avrebbe meritato maggiore considerazione. Perché mostra in maniera lampante il momento che stiamo vivendo e come la narrazione tossica sull’immigrazione si sia completamente sovrapposta alla realtà dei fatti.

Siamo arrivati al punto in cui il Presidente del Consiglio viene praticamente costretto da una delle forze che lo sostengono in Parlamento a fare un videomessaggio per scusarsi di aver salvato la vita di dieci naufraghi, per garantire che i cittadini italiani non sganceranno un euro per la vita di 10 persone e per ribadire che comunque la cosa non si ripeterà mai più, considerando che questo è stato “un caso eccezionale che ha richiesto una soluzione eccezionale”.

Siamo arrivati al punto in cui il Presidente del Consiglio rivendica come un successo la gestione del caso Diciotti. Ricordate? Quando, senza che vi fosse alcun provvedimento formale, abbiamo impedito per giorni e giorni lo sbarco di 177 migranti che erano a bordo di una nave militare italiana (non una ONG o una carretta del mare, ma una nave della Guardia Costiera; ripetiamo, una nave della Guardia Costiera Italiana; no, sul serio, abbiamo bloccato per giorni e giorni una nave della Guardia Costiera italiana in un porto italiano).

Siamo arrivati al punto in cui il Presidente del Consiglio parla di “coerenza” del Governo italiano, omettendo di dire che il ministro dell’Interno continua a utilizzare lo slogan #portichiusi, senza che vi sia un solo provvedimento, ufficiale o informale, di chiusura dei porti. Ma non solo, perché Conte rivendica il contrasto al traffico di esseri umani mentre, contemporaneamente, la capacità operativa di Lampedusa viene più che dimezzata, con tutto ciò che comporta in termini di minore controllo delle frontiere esterne. Che a Conte piaccia o meno, l’Italia non ha più una linea chiara e coerente nella gestione degli arrivi, si limita a delegare alle pseudo-autorità libiche la SAR e a fregarsene di cosa accade nel Mediterraneo, con un misto di cinismo e inadeguatezza. Che Conte lo ammetta o meno, finora in Europa non ha raccolto che generici impegni e rassicurazioni. Che a Conte faccia piacere o meno, al prossimo caso Sea Watch 3 ci ritroveremo di nuovo nella stessa posizione di stallo.

Ma soprattutto siamo arrivati al punto in cui mostrare umanità e solidarietà è diventata roba da buonisti, da collusi con la criminalità che organizza il traffico di uomini, da idioti e nemici degli italiani. Una vergogna da nascondere.

 

fonti:

https://www.facebook.com/127257700631971/videos/1222000497964454/

https://www.fanpage.it/il-paese-in-cui-il-presidente-del-consiglio-si-deve-scusare-per-aver-salvato-10-naufraghi/

La gaffe di Salvini che ricorda De André con “All’ombra dell’ultimo sole si era assopito un pescatore”, dimenticando che quel pescatore “versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame”

Salvini

 

 

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La gaffe di Salvini che ricorda De André con “All’ombra dell’ultimo sole si era assopito un pescatore”, dimenticando che quel pescatore “versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame”

E no, mio caro Matteo. Lo hai ricordato proprio con il verso sbagliato…

Il verso che il nostro vicepremier ha twittato è quello de “Il Pescatore”, “All’ombra dell’ultimo sole/S’era assopito un pescatore. Ciao Fabrizio, grazie poeta!”

Mai gaffe fu tanto evidente. Tutti sanno (forse tutti tranne Salvini) che quel pescatore non indugiò: “Non si guardò neppure intorno/Ma versò il vino spezzò il pane/Per chi diceva ho sete ho fame”…

Dai Matteo… dare pane e vino a chi ha fame ed ha sete non è proprio tra le tue abitudini…

E poi… Ma ve lo immaginate quante glie ne avrebbe cantate il “poeta degli ultimi” al cinico razzista di Salvini? Come può Salvini nominare De André, quello che ha dedicato la sua poesia alle minoranze, dai rom ai migranti, ai nativi americani, alle prostitute, ai tossicodipendenti.

“Fabrizio appartiene a tutti, ma sarebbe meglio ascoltarlo”, aveva consigliato la compagna Dori Gezzi in un’intervista HuffPost. Un consiglio che a Salvini forse è sfuggito proprio nel giorno del 20esimo anniversario dalla morte di De André.

By Eles

Testo
All’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito un pescatore
E aveva un solco lungo il viso
Come una specie di sorriso
Venne alla spiaggia un assassino
Due occhi grandi da bambino
Due occhi enormi di paura
Eran gli specchi di un’avventura
E chiese al vecchio “dammi il pane
Ho poco tempo e troppa fame”
E chiese al vecchio “dammi il vino
Ho sete e sono un assassino”
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino e spezzò il pane
Per chi diceva “ho sete, ho fame”
E fu il calore d’un momento
Poi via di nouvo verso il vento
Davanti agli occhi ancora il sole
Dietro alle spalle un pescatore
Dietro le spalle un pescatore
E la memoria è già dolore
È già il rimpianto d’un aprile
Giocato all’ombra di un cortile
Vennero in sella due gendarmi
Vennero in sella con le armi
Chiesero al vecchio se lì vicino
Fosse passato un assassino
Ma all’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito il pescatore
E aveva un solco lungo il viso
Come una specie di sorriso
E aveva un solco lungo il viso
Come una specie di sorriso

Matteo Salvini – I Vigili del Fuoco lo denunciano per “porto abusivo di divisa”…!

 

Salvini

 

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Matteo Salvini – I Vigili del Fuoco lo denunciano per “porto abusivo di divisa”…!

 

Da Il Fatto Quotidiano

Matteo Salvini, i Vigili del Fuoco denunciano il ministro per ‘porto abusivo di divisa’. Lui: “Continuerò a farlo”

Secondo l’Udp il vicepremier avrebbe violato l’articolo 498 del Codice penale, che prevede sanzioni da 154 a 929 euro per i trasgressori. Ma il ministro dell’Interno non si è lasciato intimorire: “Sono orgoglioso di aver ricevuto in dono in questi mesi giacche, magliette, cappellini e distintivi. Li indosso per dimostrare gratitudine”

Da quella della polizia, a quella delle onlus del soccorso, fino alla divisa dei pompieri, sono molte le uniformi che Matteo Salvini ha sfoggiato in questi mesi di governo. Un guardaroba che non è piaciuto all’unione sindacale di base dei vigili del fuoco che ha denunciato il ministro dell’Interno per ‘”porto abusivo di divisa“. Immediata la risposta del leader del Carroccio: “Continuerò a farlo”, ha detto.

Le polemiche per le divise indossate dal leghista, puntualmente immortalate con uno scatto pubblicato sui social, non sono mai mancate, ma ora a lamentarsi della cosa è stato proprio il coordinatore nazionale Usb dei pompieri, Costantino Saporito, che ha scritto una lettera di denuncia indirizzata al vicepremier, al sottosegretario con delega ai vigili del fuoco, Stefano Candiani, al prefetto Bruno Frattasi, capo del Dipartimento dei vigili del fuoco e alla responsabile dell’ufficio Garanzia dei diritti sindacali, Silvana Lanza Buccheri. L’articolo violato, secondo Saporito, è il 498 del Codice penale: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929“.

Una denuncia che, però, non ha toccato il ministro dell’Interno che ha rimarcato, così come fatto poco prima in un post su Instagram rivolto a Roberto Saviano, tra i primi a contestarlo, la sua volontà di continuare a indossare le uniformi. “Sono orgoglioso di aver ricevuto in dono in questi mesi giacche, magliette, cappellini e distintivi dei Vigili del Fuoco e di tutte le Forze dell’Ordine, doni che ripago con il mio lavoro quotidiano, con il rispetto e con provvedimenti concreti – ha replicato Salvini – come il piano di assunzioni straordinarie di 8.000 uomini e donne in divisa nei prossimi mesi. Li indosso per dimostrare la gratitudine mia e di tutti gli Italiani per il lavoro quotidiano delle Forze dell’Ordine, e continuerò a farlo”.

Vietato, quindi per legge, indossare divise complete di gradi e indumenti, in genere, che possano generare confusione: “Indossare semplicemente una maglietta senza gradi né stellette non è invece reato”, si legge nel comunicato diffuso dal sindacato. “Il ministro Salvini ha risolto il problema alla sua maniera: lui li ha indossati tutti, i giacconi, i giubbotti e le magliette che fanno tanto ‘sicurezza’ nonché materiale di propaganda social”, continua ancora la nota che sottolinea anche la mancanza di fondi per i vigili del fuoco. “È sotto gli occhi di tutti che soprattutto noi vigili del fuoco, amati da tutti, usciamo dall’ultima Finanziaria senza l’ombra di un soldino in tasca e rimaniamo con l’ultimo contratto che non ha nulla di normativo – scrive ancora il sindacato di base – Un’idea ci sarebbe per risolvere il problema dei fondi: moltiplichiamo le apparizioni abusive di Salvini in divisa per il massimo della sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 498 Cp. Ce ne sarebbe per tutto il comparto e avanzerebbe anche qualcosa per iniziare a rimborsare il popolo italiano dei 49 milioni fatti sparire dalla Lega. A proposito, ministro Salvini: come mai nessuna apparizione con la divisa della guardia di finanza?”

 

tratto da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/07/matteo-salvini-i-vigili-del-fuoco-denunciano-il-ministro-per-porto-abusivo-di-divisa-lui-continuero-a-farlo/4879650/

 

 

Al comizio di Salvini con un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”: picchiato e portato via a forza… Questi sono fortunati che quel fesso che andava dicendo queste stupidaggini è morto 2000 anni fa…

 

Salvini

 

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Al comizio di Salvini con un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”: picchiato e portato via a forza… Questi sono fortunati che quel fesso che andava dicendo queste stupidaggini è morto 2000 anni fa…

Un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”: picchiato e portato via a forza dal comizio di Salvini

Su Propaganda Liva un video girato nel giorno della manifestazione leghista a piazza del Popolo. Una scena da regime

Perquisizioni contro chi va ai cortei anti-Salvini, con la polizia che controlla gli striscioni e fa ‘melina’ per far arrivare in ritardo le persone.

Ma anche il ‘divieto’ di usare slogan cristiani in una manifestazione del leader xenofobo che giura sul Vangelo, difende i presepi e parla della tradizione cristiana, salvo poi rinnegare Cristo in ogni sua azione.

Ora la polizia molto zelante verso il nuovo ministro dell’Interno si è resa responsabile di una scena vergognosa verso un ragazzo picchiato e portato via dal comizio di Salvini a Roma perché portava un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”.

Persone non identificate (forse agenti in borghese) lo hanno preso di peso e portato fuori da piazza del Popolo per consegnarlo a poliziotti in divisa che l’hanno identificato e poi lasciato andare.

Risultato: un labbro rotto e tolleranza zero.

tratto da: https://www.globalist.it/media/2018/12/15/un-cartello-con-scritto-ama-il-prossimo-tuo-picchiato-e-portato-via-a-forza-dal-comizio-di-salvini-2034955.html

QUI potete vedere il video

Un parroco di Genova, Don Paolo Farinella, si schiera con Salvini: niente messa a Natale, Gesù era un clandestino…!

 

Salvini

 

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Un parroco di Genova, Don Paolo Farinella, si schiera con Salvini: niente messa a Natale, Gesù era un clandestino…!

La provocazione di Don Paolo Farinella: niente messa a Natale “Per Salvini Gesù era un clandestino”
La resistenza di un parroco a Genova: niente messa a Natale “Per Salvini Gesù era un clandestino”

Ad annunciarlo con un post su Facebook è il prete Paolo Farinella che, nel suo blog, dice di aver fatto questa scelta per “obiezione di coscienza al Decreto Sicurezza”.

Non ci sarà la tradizionale messa di Natale nella parrocchia di San Torpete nel cuore di Genova: la chiesa sarà chiusa per protesta durante le festività.

Ad annunciarlo con un post su Facebook è il prete Paolo Farinella che, nel suo blog, dice di aver fatto questa scelta per “obiezione di coscienza al Decreto Legge numero 113/2018”, più “conosciuto come Decreto Sicurezza”. “Dietro parole roboanti, confuse e immorali, si nasconde la volontà determinata di colpire ‘i Migranti’ – denuncia il parroco -, proprio alla vigilia di quel Natale che celebra la nascita di Gesù, emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nàzaret, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del Neghev”.
L’attacco ai migranti, sostiene don Farinella, “avviene nel silenzio complice di un mondo cattolico che inneggia a un ministro che dondola un presepe di plastica, sventola un vangelo finto e illude con il Rosario in mano, senza suscitare un rigurgito di vomito dei cosiddetti cattolici da salotto”. Gli stessi che, aggiunge, “Papa Francesco chiama “‘cristiani da pasticceria’”.
“In questo anno 2018, se Gesù , con Maria e Giuseppe , si presentasse da noi per celebrare la sua nascita, col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perché migrante economico, senza permesso di soggiorno e perché in Palestina non c’è una guerra ‘vecchia’ dal 1948”. Come ultimo “gesto di dignità, quindi, conclude il parroco, “la chiesa di San Torpete in Genova resterà chiusa”.

tratto da: https://www.globalist.it/news/2018/12/07/la-resistenza-di-un-parroco-a-genova-niente-messa-a-natale-per-salvini-gesu-era-un-clandestino-2034637.html