Visto che molto probabilmente il nostro vicepremier Salvini avrà finito i giga, ve lo spieghiamo noi chi è la bestia che da ubriaco ha travolto un bambino a Marostica: RAZZISTA, OMOFOBO E NEMICO DELLE “ZECCHE ROSSE”

 

Marostica

 

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Visto che molto probabilmente il nostro vicepremier Salvini avrà finito i giga, ve lo spieghiamo noi chi è la bestia che da ubriaco ha travolto un bambino a Marostica: RAZZISTA, OMOFOBO E NEMICO DELLE “ZECCHE ROSSE”

Ma cos’è? Salvini ha finito o giga? No perchè un giustiziere come lui non può tollerare un crimine del genere, avrebbe dovuto intasare i social, avrebbe dovuto twittare tutto il suo (e quello degli Italiani) rancore contro questo meschino bandito…

Che dite? Era bianco, ariano, razzista, omofobo e fascista? Ah, allora si spiega tutto…

Ve lo immaginate, invece, se fosse stato un negro o uno zingaro?

Invece il crimine lo ha commesso il suo elettore tipo, quindi ZITTO…

 

Da Globalist:

Razzista, omofobo e nemico delle ‘zecche rosse’: chi è il conducente ubriaco che ha travolto un bambino

I suoi social grondano di commenti contro gay, migranti e centri sociali, oltre che di elogi per Salvini e Meloni

Si chiama Pietro Dal Santo l’artigiano  58enne vicentino di Thiene che, da ubriaco, ha travolto un passeggino in cui si trovava un bambino di 14 mesi che, in condizioni gravissime, è stato trasferito al policlinico di Padova dove in tarda serata è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico a un gamba, anche se a preoccupare è pure un trauma cranico commotivo.

L’uomo è stato letteralmente “salvato” dalla polizia locale e dai carabinieri di Marostica, per poi essere trasferito nella caserma dell’Arma; qui tuttavia non ha collaborato con gli inquirenti e ha rifiutato di sottoporsi all’alcoltest.

A quel punto è stato accompagnato in ospedale a Bassano del Grappa, dove attraverso i prelievi del sangue è stato possibile confermare l’assunzione di alcolici, non compatibili con la possibilità di mettersi alla guida. A quel punto per lui sono scattate le manette.

La bacheca facebook dell’uomo è un assortimento delle più barbare affermazioni contro donne, gay, migranti e centri sociali: lui stesso aveva messo un annuncio di lavoro in cui tra i requisiti aveva inserito ‘non gay’, rilanciava continuamente i post della destra più estrema ed era un sostenitore social di Salvini e della Meloni.

Per questo, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana oggi scrive: “Anche oggi il ministro Salvini sui social parla di tutto e di tutti. Mi sarei aspettato un suo severo commento su quel camionista ubriaco che in Veneto ha travolto una famiglia, ha quasi ucciso un bimbo di 14 mesi, e non contento è pure scappato, anche se poi fortunatamente è stato arrestato dai carabinieri. E invece nulla. Mi ero illuso, perché questo camionista non è di colore nero, non è un profugo e quindi non merita la sua attenzione”.

“È un serenissimo veneto, molto attento alla difesa della razza – prosegue Fratoianni – campione sui social nell’insultare i migranti, i gay e quelle zecche dei centri sociali, molto attento a rilanciare post leghisti e della destra peggiore. Insomma agli occhi del pensiero leghista evidentemente un cittadino modello”, conclude.

tratto da:https://www.globalist.it/news/2019/03/09/razzista-omofobo-e-nemico-delle-zecche-rosse-chi-e-il-conducente-ubriaco-che-ha-travolto-un-bambino-2038490.html

Il manifesto leghista per l’8 marzo: “Rivendicare l’autodeterminazione della donna è sbagliato” …Ma l’avete letto bene, femmine? Ma avete capito con chi avere a che fare? O forse la vostra aspirazione è quella di stare a casa, possibilmente in silenzio, a stirare le camicie di Capitan Salvini?

 

8 marzo

 

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Il manifesto leghista per l’8 marzo: “Rivendicare l’autodeterminazione della donna è sbagliato” …Ma l’avete letto bene, femmine? Ma avete capito con chi avere a che fare? O forse la vostra aspirazione è quella di stare a casa, possibilmente in silenzio, a stirare le camicie di Capitan Salvini?

 

Leggete bene queste frasi, smettete di fare finta di nulla e guardare dall’altra parte. Vogliono farci tornare indietro di millenni. “Offende la dignità delle donne chi ne rivendica una più marcata e assoluta autodeterminazione”.

Ecco l’8 marzo leghista cosa è: un giorno per ribadire la supremazia maschile su quella femminile. Una data per ricordare alla donna che il suo ruolo sociale è quello di procreare.
Sembra un fake da quanto fa schifo ma è tutto vero
Non solo, sono riusciti a citare gay e migranti persino per l’otto marzo (cosa c’entrino non si sa).
Leggete bene questa frase, capitene il senso e soprattutto smettete di fare finta di nulla e guardare dall’altra parte. Vogliono farci tornare indietro di millenni.
“Offende la dignità delle donne chi ne rivendica una più marcata e assoluta autodeterminazione”.
Ecco. Noi siamo governati da questa gente.

In tutto qursto Salvini, alle domande in merito ha risposto: “Non ne sapevo niente e non ne condivido alcuni contenuti. Lavoro per la piena parità di diritti e doveri per uomini e donne, per mamme e papà” …Ma si èp ben guardato di chiedere scusa alle donne, per il manifesto che porta ben evidente il suo nome in calce…!

 

Andrea Camilleri contro Matteo Salvini: “Io so bene cosa è il fascismo, Salvini sarebbe stato un meraviglioso gerarca di Mussolini”

 

Andrea Camilleri

 

 

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Andrea Camilleri contro Matteo Salvini: “Io so bene cosa è il fascismo, Salvini sarebbe stato un meraviglioso gerarca di Mussolini”

 

In un’intervista a Radio Radicale Andrea Camilleri giudica senza mezzi termini l’operato del ministro dell’interno e vicepremier, bollandolo come “un meraviglioso federale di Mussolini”. Negli ultimi mesi lo scrittore siciliano è tornato spesso sul paragone tra l’Italia di oggi e quella del fascismo.

intervistato da Radio Radicale, lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, è tornato ad attaccare il ministro dell’interno e vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, che il papà di Montalbano definisce “un meraviglioso federale di Mussolini”. Un gerarca fascista, per intenderci. È da qualche mese che Andrea Camilleri ripete di avvertire in Italia un clima simile a quello del fascismo, e lui può dirlo visto che c’era.

A Radio Radicale, durante il programma di Massimiliano Coccia, “Le parole e le cose” al minuto 13 lo scrittore siciliano ha dichiarato:

È tutto un gran tornare indietro. Torna indietro, torna indietro e arriveremo finalmente al ’22, che è quello a cui segretamente tanti politici aspirano. Mi creda, ho 93 anni e ho conosciuto i gerarchi fasciscti. Salvini sarebbe stato un meraviglioso federale di Mussolini.

Parole dure, certamente non nuove, come dicevamo. Il paragone Salvini-Mussolini era già stato tirato in ballo, non tanto sulla reale somiglianza tra i due, ma per quello scommettere sul peggio degli italiani che il leader della Lega incarna per Camilleri. Al centro di questo “peggio” che Salvini tirerebbe fuori dagli italiani, c’è il tema dei migranti.

Lo scorso gennaio, in un video inviato a Fanpage.it, Andrea Camilleri aveva infatti  commentato lo sgombero avvenuto al centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, di più di 500 migranti: “Non in nome mio. Questa è un’ossessione, rendetevene conto. Io mi rifiuto di essere un cittadino italiano complice di questa nazista volgarità”.

 

 

I giornali titolano: Sorprese ladro e gli sparò, Salvini lo va a trovare in carcere: “Chiederò la grazia” – Ma la storia è diversa: il ladro era in fuga. Fu preso, fatto inginocchiare, picchiato e poi colpito con una fucilata al petto… Ma il nostro Ministro degli Interni sta dalla parte di questi delinquenti…!

 

Salvini

 

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I giornali titolano: Sorprese ladro e gli sparò, Salvini lo va a trovare in carcere: “Chiederò la grazia” – Ma la storia è diversa: il ladro era in fuga. Fu preso, fatto inginocchiare, picchiato e poi colpito con una fucilata al petto… Ma il nostro Ministro degli Interni sta dalla parte di questi delinquenti…!

Da Fanpage:

Sorprese ladro e gli sparò, Salvini lo va a trovare in carcere: “Chiederò la grazia”

L’imprenditore Angelo Peveri è stato condannato nei giorni scorsi in via definiva a quattro anni e mezzo di carcere per tentato omicidio dopo aver sparato ai ladri in fuga e averne ferito uno. Il Ministro dell’Interno è andato a trovarlo in carcere spiegando: “Non è giusto che sia in galera un imprenditore che si è difeso dopo 100 furti e rapine e invece sia a spasso un rapinatore in attesa di un risarcimento dei danni”

“Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera il meno possibile, dal mio punto di vista non doveva nemmeno entrarci”, così il Ministro dell’intero Matteo Salvini si è espresso oggi uscendo dal carcere di Piacenza dove ha incontrato l’imprenditore Angelo Peveri, l’uomo condannato in via definiva a quattro anni e mezzo di carcere per aver sparato a un ladro entrato in un suo cantiere senza che sussistesse la legittima difesa, come stabilito anche dalla Cassazione. Fin da primo momento Salvini si era schierato a fianco dell’imprenditore telefonandogli personalmente ma con l’arresto definito dell’uomo ora ha voluto manifestargli la sua solidarietà andandolo a trovare in carcere dicendosi pronto anche a chiedere la grazia.

Ma le cose non sono andate proprio così…

“La legittima difesa in questa storia non c’entra nulla”. A dirlo sono stati il pubblico ministero Ornella Chicca, che otto anni fa coordinò le indagini del Nucleo operativo dei carabinieri di Piacenza, e il procuratore capo Salvatore Cappelleri. In un’intervista a firma di Paolo Marino apparsa sul quotidiano Libertà mercoledì 20 febbraio, il procuratore Cappelleri spiega che “la legittima difesa non è mai entrata nel processo”. Ossia gli avvocati di Peveri e Botezatu non hanno mai sostenuto questa tesi. Ovviamente, il caso, oggi spettacolarizzato, va ricondotto a estrema prudenza e riguardo. “Ora che è stata scritta la parola fine sulla vicenda, tutti dovrebbero accettare la ricostruzione dei fatti per quella che è – ha detto il procuratore – e penso che questo atteggiamento dovrebbe valere a maggior ragione per chi ricopre cariche istituzionali, da cui mi aspetterei parole di grande prudenza”.

Come andarono le cose quella notte di ottobre del 2011?

Un antifurto segnala un tentativo di manomissione a un escavatore della ditta Peveri lasciato sul greto del Tidone. Nel cantiere sul torrente, tre persone fuggono e Peveri esplode colpi di fucile a pompa verso i tre (lui sosterrà di aver sparato in aria, ndc) e una delle tre persone viene ferita al braccio. Dopo qualche tempo, Jucan Dorel, che si era allontanato senza un graffio, torna sul luogo del delitto per recuperare la sua auto. Lì viene riconosciuto da Botezatu che lo immobilizza e, dice il procuratore: “lo costringe a inginocchiarsi e lo immobilizza e a mettere le mani dietro la nuca”, quindi lo colpisce con un corpo contundente mai individuato. Peveri arriva subito dopo, e quando arriva il ladro è a terra, immobile. A quel punto viene afferrato per il collo e gli viene sbattuta la testa più volte sui sassi. La perizia balistica dirà che Peveri in quei frangenti ha esploso un colpo di fucile da una distanza di un metro e mezzo, due al massimo, che colpisce il ladro in pieno petto. LA perizia dirà che il colpo fu sparato “da una persona in piedi verso una persona supina”. Dorel da allora è invalido al 55% e ha avuto lesioni al polmone.

Questi, incensurato, patteggia una pena di 10 mesi per il tentato furto di gasolio. Nei giorni scorsi Dorel ha dichiarato che ai tempi era disoccupato. “Non sono come chi aggredisce le persone o ruba in casa”, ha detto l’uomo, 35enne all’epoca dei fatti, che oggi vive e lavora in provincia di Piacenza con la sua famiglia e si è trovato al centro della polemica per quel che successe sul greto del Tidone quella notte. Il “caso Peveri” è un caso di tentato omicidio che nulla c’azzecca con la legittima difesa. Ma sembra altro, a leggere i comunicati stampa dei partiti, i commenti sui social e ascoltando le prese di posizione dei sindaci che si sonos chierati con l’imprenditore e il suo dipendente.

Fonti:

https://www.fanpage.it/sorprese-ladro-e-gli-sparo-salvini-lo-va-a-trovare-in-carcere-chiedero-la-grazia/

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/02/25/news/angelo_peveri_ladri_gasolio-220145446/?ref=fbpr&fbclid=IwAR2hfU4uXQXHGY89NDKv8xSZszXkehzatPrEt67hU561SjoEDN-pNixXxoU

https://www.articolo21.org/2019/02/caso-peveri-la-legittima-difesa-in-questa-storia-non-centra-nulla/

Oliviero Toscani: “Le divise di Salvini? Ha dei complessi da travestito. Si immedesima in cose che non saprà mai fare”

 

Oliviero Toscani

 

 

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Oliviero Toscani: “Le divise di Salvini? Ha dei complessi da travestito. Si immedesima in cose che non saprà mai fare”

Tra Oliviero Toscani e il vicepremier Matteo Salvini non scorre buon sangue e, proprio nelle ultime ore, si sta consumando l’ultimo astioso episodio. Il fotografo, infatti, è tornato a dire la sua sul ministro dell’Interno Matteo Salvini, in diretta su Tg Zero di Radio Capital. Questa volta l’oggetto della discussione sono state le divise delle forze dell’ordine che ormai caratterizzano le uscite pubbliche di Salvini.

Matteo Salvini indossa le divise. Ha dei complessi da travestito. Si traveste per immedesimarsi in cose che non saprà mai fare. Per lui è più importante apparire che essere. Per lui tutti i giorni è Carnevale.

Queste le parole pronunciate dal fotografo, che poi ha ipotizzato la necessità di “una guerra partigiana contro chi è al governo in questo momento”. E sulle parole di Gino Strada, secondo il quale il governo è fatto “per metà da fascisti e per metà da coglioni”, Toscani ha detto:

Che differenza c’è? Non serve dire questo, la situazione attuale è molto più grave di così. Ormai nel 2019 dobbiamo iniziare a capire cosa è il futuro e questo governo non ha visione del futuro”.

Già nei mesi passati, tra Toscani e Salvini c’era stata maretta. In particolare, ricordiamo la diatriba inerente una campagna pubblicitaria realizzata dal fotografo, in cui comparivano foto di migranti in richiamo al concetto di accoglienza ed integrazione. Salvini aveva definito “squallida” quella scelta artistica, mentre Toscani aveva affermato: “Salvini secondo voi è da prendere sul serio? Ormai ha preso il posto di Crozza. Crozza ormai non ha più lavoro, poveretto, bisognerà fare qualcosa perché c’è Salvini che gli sta portando via lo spazio”.

 

tratto da:

-https://www.huffingtonpost.it/2019/01/24/oliviero-toscani-le-divise-di-salvini-ha-dei-complessi-da-travestito-si-immedesima-in-cose-che-non-sapra-mai-fare_a_23651358/?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR3TcRrsEscHI8fus6Kl6cI9HRAwGYwYMLRK6SoiXznurlc-tPp05VpgXGs

-https://www.youtube.com/watch?v=KTN5C7OpIvg

Emma non sfugge alla regola: se un artista parla di umanità viene insultato, se è donna è peggio

 

umanità

 

 

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Leggi anche:

Dopo il suo urlo “APRITE I PORTI” che ha fatto innervosire ed ha tirato fuori tutta la putrida bestialità dei leghisti, Emma Marrone chiude la vicenda con un fantastico: “NON SARÒ MAI COME VOI”…!

Emma non sfugge alla regola: se un artista parla di umanità viene insultato, se è donna è peggio

È stata una settimana difficile per Emma Marrone, la cantante che in questi giorni è stata in giro per l’Italia con la seconda parte del suo tour in cui ha portato in giro “Essere qui” nella sua versione estesa, ma una frase sull’accoglienza l’ha resa protagonista anche oltre la musica, confermando la regola per cui se parli di umanità ti riempiono di insulti.

Qualche mese fa scrivemmo un articolo che si intitolava “La musica che parla di umanità e prende posizione sui migranti riceve solo insulti” in cui facevamo un recap, appunto, degli insulti che alcuni artisti si erano beccati sui social nel momento in cui avevano trattato pubblicamente di argomenti come migranti e accoglienza a dimostrazione di come questo sia un Paese in cui chiunque si sente in diritto di poter dire quello che vuole sui social ma guai se a dirlo è un personaggio noto, in cui il dissesno si esprime con l’insulto e non con la cara vecchia ars retorica. Quello che è successo a Emma è solo l’ultimo capitolo di una storia molto brutta, fatta di insulti personali, sessismo, ma è anche la solita Storia che vuole la musica come veicolo di messaggi positivi e di battaglie sociali.

Siamo in un altro mondo rispetto ai “We Shall overcome”, ai John Lennon di “Give peace a chance”, ai Woody Guthrie di “This Machine kills Fascists” o a tanto cantutorato italiano, tanta canzone di protesta, ma stiamo comunque parlando di artisti che si assumono una responsabilità di umanità. La colpa di Emma è stata dire, durante un concerto, quello che esprime da tempo, ovvero un messaggio di apertura verso i migranti, quell'”Aprite i porti” che è diventata una frase simbolo in un Paese sempre più chiuso su se stesso e spaventato.

Eppure, all’improvviso, qualcuno ha deciso che era il caso di insultarla, insultare una cantante che esprimeva un concetto, non solo dimostrando sessismo, come tanti tra i commentatori e, uno su tutti, il consigliere leghista che le chiedeva di aprire le gambe – come se fosse un’offesa che una donna possa aprire le gambe per godimento – ma dimostrando, ancora una volta, come non si conosce nulla di ciò di cui si parla, ma si aspetta che il vento porti alcune parole oltre i muri di un palazzetto.

Emma, infatti, è una di quelle artiste che non ha mai nascosto nulla del suo pensiero, che nel tempo ha parlato e cantati di migranti e femminicidio, e che qualche mese fa a Fanpage.it spiegava: “Io credo che un artista sia prima di tutto una persone, quindi libero di scegliere se parlare di determinati temi o meno, io sono anni che esprimo il mio pensiero su quello che succede, che sposo e abbraccio cause che ritengo importanti e che mi spingono a combattere per i diritti di queste persone. Rispetto gli artisti che non vogliono esporsi in merito, mi dispiace un po’ di più quando alcune cose vengono dette solo in momenti che ritengono opportuni, tutto qui”. Lo hanno già scritto Giulio Cavalli e Saverio Tommasi, lo ribadiamo anche noi: dieci, cento, mille Emma, che l’umanità sia con voi. Gli insulti potete tenerveli cari, insieme al disprezzo e al sessismo, non saremo mai come voi.

fonte Fanpage

Dopo il suo urlo “APRITE I PORTI” che ha fatto innervosire ed ha tirato fuori tutta la putrida bestialità dei leghisti, Emma Marrone chiude la vicenda con un fantastico: “NON SARÒ MAI COME VOI”…!

 

Emma Marrone

 

 

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Dopo il suo urlo “APRITE I PORTI” che ha fatto innervosire ed ha tirato fuori tutta la putrida bestialità dei leghisti, Emma Marrone chiude la vicenda con un fantastico: “NON SARÒ MAI COME VOI”…!

Emma Marrone alla fine di un suo concerto tenutosi qualche giorno fa ad Eboli decide di gridare al microfono il suo pensiero con un semplicissimo «APRITE I PORTI»…

Il suo messaggio ha innervosito non poco il popolo leghista, facendo uscire allo scoperto la loro più marcia, putrida bestialità.

Tanto per fare un esempio, tale sig. Massimiliano Galli, consigliere comunale della Lega di Amelia, in provincia di Terni, ha commentato un post Facebook con un signorile “Faresti bene ad aprire le tue cosce facendoti pagare per esempio”…

Ne è seguita valanga di insulti e minacce si stampo mafio-fascista, come è nel costume leghista. Una valanga di merdate che l’hanno colpita profondamente. Ma lei ha chiuso la vicenda con un fantastico e memorabile “NON SARÒ MAI COME VOI”.

Una grande chiusura. Potremmo dire uno scacco matto… Solo che le persone a cui è rivolto non hanno la né intelletto né dignità per comprendere l’umiliante sconfitta…!

Salvini fa un selfie propagandistico con una ragazza, ma lei lo fredda: “Posso dirti una cosa? Sei una m..da letale”…Chissà come andrà a finire, visto che la ragazza, al contrario di Salvini, non ha l’immunità parlamentare…

 

Salvini

 

 

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Salvini fa un selfie propagandistico con una ragazza, ma lei lo fredda: “Posso dirti una cosa? Sei una m..da letale”…Chissà come andrà a finire, visto che la ragazza, al contrario di Salvini, non ha l’immunità parlamentare…

Dopo il ragazzo che a Ozieri, in provincia di Sassari, si è avvicinato a Matteo Salvini con la scusa del selfie e che poi gli ha detto “più accoglienza, più 49 milioni”, ora al ministro dell’Interno tocca subire lo sfottò di una giovane. In Sardegna, dove il leader della Lega sta tirando la volata a Christian Solinas per le Regionali in programma domenica 24, Salvini compare in compagna di una ragazza. “Io mi fido di voi, io mi fido di lei” dice rivolto verso la telecamera.  A quel punto la ragazza, esibendo un grosso sorriso, chiede: “posso dire anche io una cosa?” e lo fredda con un “Sei una merda letale”.

Che succedetà ora alla ragazza che , al contrario di Salvini, non ha l’immunità parlamentare…?

Per ora la diciannovennte, che aveva pubblicato la storia su Instagram, ha ritirato il video …

Forse però Salvini avrà finalmente capito la lezione e la smetterà di farsi selfie ovunque e con chiunque.

QUI potete vedere il video pubblicato da Il Fatto Quotidiano

“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

 

Papa Franscesco

 

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“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

Credo che una notizia del genere debba occupare i primi posti tra quelle dei Tg e le prime pagine di tutti i giornali. Il Papa contro la crudele, disumana barbara politica razzista del capo in pectore di questo governo. Papa Francesco contro Salvini… Perchè il Papa è il Papa e se si lascia fotografare con quella spilla non è un caso. È un messaggio chiaro, c’è la volontà di dire la sua su una politica sudicia e intollerante.

Ma, invece, per i Tg l’approfondimento politico è scoprire il colore delle mutande di Virginia Raffaele… Perchè i nostri media quando si tratta di dare notizie contro i potenti del momento…

Da Globalist:

“Aprite i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilletta anti-razzista

Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e impegnato sul fronte dell’accoglienza ha incontrato Bergoglio a Sacrofano

Lui è don Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Venezia), da sempre impegnato in favore degli ultimi, dei poveri e dell’accoglienza.
Così il sacerdote si è avvicinato a Papa Francesco nel corso dell’incontro sulle Migrazioni a Sacrofano e ha raccontato. «Ha visto la spilletta che tenevo in mano e gliene ho spiegato il significato», racconta don Nandino, come riporta l’Avvenire . «Così Francesco l’ha presa e si è fatto scattare una foto tenendola in mano». C’è scritto: “Apriamo i porti!”. Al pontefice, riferisce il sacerdote Veneto, «la spilla deve essere piaciuta perché ha chiesto di tenere per sé quella con cui ci ha regalato l’emozione di questa foto».
Don Capovilla – ha sempre raccontato l’Avvenire – è in prima linea con la sua parrocchia in numerose iniziative d’accoglienza, indistintamente per italiani e stranieri. “non dimentichiamo – dice il sacerdote – che mentre l’attenzione viene spostata sul mare, c’è chi fa finta di non vedere l’altra rotta, quella balcanica, che passa proprio attraverso i nostri territori e ci impegna nel dare assistenza ai tanti profughi che continuano ad arrivare”.
Una settimana fa la rete solidale di cui don Capovilla è uno degli animatori, ha manifestato nel centro di Venezia con oltre tremila persone che hanno voluto esprimere il loro “no” ad ogni forma di odio e discriminazione. “Le parole del Papa – racconta il sacerdote veneto – sono per noi un grande incoraggiamento”.
“Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita”, ha detto Bergoglio durante l’omelia della Messa celebrata venerdì pomeriggio a Sacrofano, per l’apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Cei, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli, dal 15 al 17 febbraio.
L’esortazione è quella a “guardare oltre le avversità del momento, a superare la paura – ha aggiunto Papa Francesco – e riporre piena fiducia nell’azione salvifica e misteriosa del Signore”.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/02/16/aprite-i-porti-papa-franscesco-si-fa-fotografare-con-la-spilletta-anti-razzista-2037563.html

Camilleri mette in guardia Salvini: “Mussolini fu acclamato dalle stesse persone che poi lo appesero”

 

Camilleri

 

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Camilleri mette in guardia Salvini: “Mussolini fu acclamato dalle stesse persone che poi lo appesero”

Lo scrittore del Commissario Montalbano ha lanciato ancora una volta un monito al leader della Lega “Attenzione ai grandi consensi irrazionali”

Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri torna a parlare del ministro dell’Interno Matteo Salvini, e lo fa in merito al crescente consenso che il leader della Lega sta conquistando.

Secondo gli ultimi sondaggi politici del 7 settembre infatti la Lega avrebbe raddoppiato i propri consensi rispetto alle elezioni del 4 marzo.

 Camilleri è stato ospite nella puntata di apertura della nuova stagione di “Circo Massimo” su Radio Capital dove nel corso del programma ha espresso il suo pensiero sul successo inarrestabile del Carroccio.

Intervistato da Jean Paul Bellotto e Massimo Giannini lo scrittore ha detto: “Sono vissuto tanto da sentire le acclamazioni al teatro milanese a Benito Mussolini da quelle stesse persone che lo appesero sulla tettoia di un benzinaio. Attenzione ai grandi consensi. I grandi consensi irrazionali sono come le passioni irrazionali. Facile passare dalla grande passione amorosa all’odio”.

Lo scrittore del Commissario Montalbano ha ricordato che il consenso di Mussolini fu acclamato dalle stesse persone che poi lo appesero.

“Da tempo sto pensando di restituire le onorificenze, sono sempre lì lì per farlo. A 90 anni mi sono sentito estraneo alla mia patria come italiani siamo cambiati. Prima ci spacciavamo per italiani brava gente, oggi è molto difficile farlo. Era già un falso allora, figuriamoci oggi”, continua Camilleri.

Da giovane fascista Camilleri ricorda il periodo sotto il regime “Rischiamo di tornarci. Molto spesso vengono a trovarmi ragazzi del liceo e mi chiedono di spiegargli il fascismo. Mi atterrisce che la scuola o chi ne fa le veci non spenda una parola, o la spenda male, sul fascismo. E ho paura che l’araba fenice possa rinascere, non dalle sue ceneri ma dall’ignoranza”.

E parla anche dell’alleanza che il ministro dell’Interno italiano vuole costruire con il premier ungherese Viktor Orban “Anni fa il governo ungherese mi mandò un attestato, che conservo appeso al muro del mio studio, in cui mi ringraziavano per l’aiuto ai profughi ungheresi. Visto quello che sta facendo Orban, vorrei restituire anche questo. Alzare muri non significa solo chiudersi in casa con il proprio nemiconma mettersi dentro una cassa da morto. L’avvenire è per forza di cose un rinnovamento di pensiero. Se rifiutiamo questo, ci chiudiamo in una bara”.

Lo scrittore senza peli sulla lingua non risparmia nemmeno il Movimento 5 Stelle: “Non riesco a provare nessuna simpatia per il M5S. Sono bastati pochi mesi di governo per dimostrare la loro subalternità alla Lega. All’interno non hanno spinta ideale”.

E aggiunge: “Di certo non hanno preso provvedimenti di sinistra… Salvini impera e fa dei diktat, mentre il M5S va a rimorchio: se poteva avere una funzione, non l’ha voluta esplicare. O, peggio ancora, non l’ha potuta esplicare”.

E sulla sinistra? “È problematico dire che esiste ancora”, aggiunge Camilleri, “ma ha ancora ragion d’essere, e per questo sono certo che resisterà”.

Più fiducioso invece nei confronti dell’Europa: “Delusione profonda. Ma delusione profonda non significa totale fallimento, e quindi abolizione. L’Europa deve continuare a esistere, per forza di cose. L’Unità d’Italia era stata fatta perché era naturale che venisse fatta, e lo stesso vale per l’Europa. Ma un’unione non può nascere solo sul denaro: bisogna trovare idee comuni. Il manifesto di Ventotene conteneva idee”.

Camilleri aveva già espresso la sua preoccupazione per l’attuale governo, in un’intervista a Repubblica, lo scrittore siciliano aveva detto: “Il consenso per Salvini mi ricorda quello per Mussolini nel ’37. Italia ripiombata indietro”.

tratto da: https://www.tpi.it/2018/09/11/camilleri-salvini/?fbclid=IwAR3ZsrUKubqksBdWFqDtU_Hrf7LzpNW6GZ9n8ZarF1m2MFrX9lkwz1NN2oY