Marco Travaglio contro Salvini: “Tra domenica e lunedì è successo qualcosa che non ci viene raccontato”

 

Travaglio

 

 

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Marco Travaglio contro Salvini: “Tra domenica e lunedì è successo qualcosa che non ci viene raccontato”

Duro attacco di Marco Travaglio contro Salvini a Di Martedì.

Il direttore del Fatto Quotidiano, collegato con lo studio della trasmissione di La7, ha commentato gli sviluppi della trattativa tra M5S e Lega per la formazione del governo, che sembra essersi arenata ad un passo dalla chiusura dell’accordo.

M5s-Lega, Travaglio: “Salvini? Se non si sgancia da Berlusconi è un fanfarone. Promette ma chiede permesso a papi”

“Cosa sta succedendo tra M5s e Lega? Accade quello che era facile prevedere che succedesse quando una trattativa inizia nell’ambiguità. Prima di sedersi al tavolo con Salvini bisogna sapere se ha appeso per i testicoli Berlusconi, cioè se ha le mani libere. Se non si scioglie questo nodo, è inutile sedersi al tavolo”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Dimartedì (La7). “Già è difficile mettere d’accordo Lega e M5s per l’eterogeneità dei loro programmi” – continua – “e il volume di fuoco che produrrebbe la realizzazione di flat tax, blocco della legge Fornero e reddito cittadinanza. Se poi devi tener conto anche di Berlusconi, non puoi occuparti di corruzione, di evasione fiscale, di mafia, di conflitto d’interessi, cioè non puoi fare praticamente nulla di quello che serve a questo Paese”. E aggiunge: “Sembrava quasi tutto fatto tra Salvini e Di Maio, anche sul nome del premier, poi Salvini è andato ad Arcore ed è uscita un’altra persona. Berlusconi ha letto il contratto di governo e il leader della Lega improvvisamente ha cambiato idea su giustizia e grandi opere. Poi Salvini ha dichiarato al Quirinale che lui deve tenere unito il centrodestra. In più, tra Lega e M5s c’era una intesa di massima sul nome del premier, cioè il professor Conte” – prosegue – “Anche in questo caso, dopo che è stato fatto quel nome, sia pure informalmente, al presidente della Repubblica, si è tornati a zero, il che significa che tra domenica e lunedì è successo qualcosa che non ci viene raccontato. E ce lo deve raccontare Salvini”. Il direttore del Fatto chiosa: “Il leader della Lega ha cambiato le carte in tavola, quindi non so quanto esca bene da questa situazione. E’ stato Salvini a richiamare i 5 Stelle, dopo che questi ultimi lo avevano salutato perché lui non si sganciava da Berlusconi. Se ora Salvini è di nuovo agganciato a Berlusconi, ne uscirà come un fanfarone, che promette, promette, promette, ma poi al dunque deve sempre chiedere il permesso a papà o a papi”

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/16/m5s-lega-travaglio-salvini-se-non-si-sgancia-da-berlusconi-e-un-fanfarone-che-promette-ma-poi-chiede-permesso-a-papi/4358941/

 

Marco Travaglio: “Anche da riabilitato Berlusconi delinquente era e delinquente rimane”…!!

 

Travaglio

 

 

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Marco Travaglio: “Anche da riabilitato Berlusconi delinquente era e delinquente rimane”…!!

“Possiamo tranquillamente concludere che anche da riabilitato Berlusconi delinquente era e delinquente rimane”.

Così Marco Travaglio al Salone del Libro di Torino nel corso della presentazione del suo ultimo libro sul leader di Forza Italia intitolato “B come Basta”.

“Non vorrei deludere Sallusti e gli altri fan – ha detto Travaglio – ma la riabilitazione non significa che i giudici hanno detto di essersi sbagliati a condannarlo”.

La riabilitazione di Berlusconi, ha spiegato il direttore del Fatto Quotidiano, “nel sistema giudiziario è un fatto puramente tecnico”.

“Quando un pregiudicato ha scontato la pena – ha proseguito – in Italia se ti becchi 4 anni sconti 10 mesi in un ospizio, questo è il massimo a cui si può arrivare, e tieni buona condotta, dopo la condanna definitiva e un certo numero di anni ti tolgono la sentenza di condanna dalla fedina penale e quindi cancellano tutti gli effetti della sentenza”.

E ha precisato: “Non è che se il Mostro di Firenze a un certo punto ottiene la riabilitazione vuol dire che lui non era il Mostro di Firenze. Vuol dire che era il Mostro di Firenze e che poi si è comportato bene e ha espiato la pena”.

“Quindi – ha concluso – anche da riabilitato Berlusconi delinquente era e delinquente rimane”.

Nel suo editoriale di domenica 13 maggio, Travaglio ha scritto che “sapevamo tutti” della riabilitazione di Berlusconi a partire dal 2019, così come sapevamo che, nel caso in cui la legislatura fosse proseguita, B. “avrebbe preso uno a caso dei suoi eletti nell’uninominale e l’avrebbe “convinto” a dimettersi per candidarsi al suo posto alle elezioni suppletive in quel collegio”.

Ora pare che B. si appresti a tornare in Parlamento, ma, ha osservato il giornalista “all’atto pratico, non cambierà nulla” in quanto l’ex Cav “in Parlamento non ha quasi mai messo piede neppure quand’era deputato e continuerà a non mettercelo neanche se sarà rieletto”.

 

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2018/05/14/travaglio-anche-da-riabilitato-berlusconi-delinquente-era-e-delinquente-rimane/

Berlusconi… Sveglia Gente – Riabilitato significa solo che può di nuovo candidarsi. Non cancella la condanna, né restituisce l’onore, né rende un pregiudicato pluriprescritto una persona perbene…!

 

Berlusconi

 

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Berlusconi… Sveglia Gente – Riabilitato significa solo che può di nuovo candidarsi. Non cancella la condanna, né restituisce l’onore, né rende un pregiudicato pluriprescritto una persona perbene…!

 

Marco Travaglio: “Berlusconi riabilitato? Se accadesse al mostro di Firenze resterebbe tale. Così per l’ex Cav: rimane un delinquente”

“Se il mostro di Firenze è stato riabilitato, questo non vuol dire che non era un mostro. Anche da riabilitato, Berlusconi era e rimane un delinquente”. Al Salone del Libro di Torino, il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, presenta “B come Basta” edito da Paper First, e commenta così la riabilitazione di Silvio Berlusconi.

…………..

Insomma mi state dicendo che c’è gente che sta esultando perchè finalmente si può tornare ad eleggere un evasore condannato?

Vorrei far notare a tutti quelli che esultano per la riabilitazione di Berlusconi che non vuol dire che non è stato condannato, ma solo che ce l’ha messa nel culo un’altra volta.

Giusto per rinfrescarVi la memoria:

“I furbi fessi” – Il fantastico editoriale di Marco Travaglio con le 10 leggi di Berlusconi… Non dico da leggere, è proprio da imparare a memoria!

Trattativa Stato-mafia, condanne pesanti. Altri 12 anni al co-fondatore di Forza Italia Dell’Utri- Ma ora i Pm puntano a Berlusconi (Sì, proprio quello che Mattarella ha ricevuto al Quirinale per parlare del futuro del Paese)…!

Trattativa, i Pm: “Nel ’94 Cosa Nostra appoggiò Forza Italia. Tra la mafia, Dell’Utri e Berlusconi rapporto paritario” …Ma ora non fatevi distrarre: Di Maio ha sbagliato un altro congiuntivo!

Pro memoria per quelli che festeggiano la morte di Riina ma continuano a votare Forza Italia: Totò Riina: “Ogni sei mesi Berlusconi ci pagava 250 milioni”

Agghiacciante dichiarazione del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Nino Di Matteo (insomma, non un coglione qualsiasi): “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni” …Parole che dovrebbero scatenare un terremoto, ma i nostri Tg, non potendo parlare della Raggi, ci informano con dovizia di dettagli delle beghe sull’Isola dei famosi…!

Il pentito La Marca su Mangano “Ci disse di votare Berlusconi” …Mafia a parte – Ma a voi proprio non fa un po’ schifo votare una lista che ha per “presidente” un pregiudicato…?

Berlusconi contro i Cinquestelle: “Noi abbiamo un passato di cui essere fieri” – Sì, è vero, e si chiama MAFIA…!

Il Milan acquistato da un improbabile Cinese con 740 milioni provenienti dalle Caiman? I malpensanti: “saranno mica i fondi neri di Berlusconi che rientrano puliti da una testa di legno?” Ma Milena Gabanelli smentisce… ma non troppo… Anzi… Guardate il video, non ve ne pentirete.

 

 

 

Berlusconi con disprezzo: “I 5stelle nelle mie aziende potrebbero solo pulire i cessi” …Ma viene umiliato dalla fiera lettera di un figlio: “Caro Berlusconi, sono orgoglioso di mia madre che puliva i cessi per farci crescere”

Berlusconi

 

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Berlusconi con disprezzo: “I 5stelle nelle mie aziende potrebbero solo pulire i cessi” …Ma viene umiliato dalla fiera lettera di un figlio: “Caro Berlusconi, sono orgoglioso di mia madre che puliva i cessi per farci crescere”

 

Caro Berlusconi, sono orgoglioso di mia madre che puliva i cessi per farci crescere

Lettera aperta di un figlio che ha vissuto in una famiglia umile e che ringrazia per i sacrifici fatti per la famiglia.

Carissimo Presidente Silvio Berlusconi,
chi Le scrive è un figlio orgoglioso (in maiuscole, ndr)di avere una madre che con umiltà e dignità, nella vita “ha pulito i cessi” (uso una Sua triste frase) pur di crescere una famiglia con sacrifici.
Perché vede Presidente, quando non si ha la fortuna di nascere e crescere in una famiglia come la Sua per esempio, tocca rimboccarsi le maniche e darsi fa fare soprattutto quando ci sono dei figli da sfamare.
Vede Presidente, “pulire i cessi” non è cosa di cui vergognarsi, è semplicemente un umile ed onesto lavoro, che centinaia di persone nel nostro Paese ogni giorno con dignità svolgono. 
Presidente, forse durante la Sua triste frase, per un attimo ha probabilmente dimenticato che se non ci fosse chi pulisse “i cessi”, Lei, sarebbe costretto ad entrare non nei bagni dorati come forse è abituato, ma al contrario in ambienti ripugnanti. 
Tanto quanto la Sua frase.
Forse rimarrà deluso nell’apprendere che in passato l’ho votato, io e tutta la mia famiglia, compresa mia madre, la stessa Donna che ha “pulito i cessi”.
Non mi pare Presidente che Lei abbia rifiutato il voto. 
Non mi pare di aver sentito in campagna elettorale parole del tipo: “non voglio i voti di chi pulisce i cessi”. 
Da persona educata che mi reputo, può notare il modo elegante e rispettoso con cui mi sono rivolto a Lei, chiamandola Presidente. 
Le assicuro che questa volta ho fatto molta fatica, ma io non sono Lei, peso le parole e soprattutto i termini perché ho rispetto anche di chi non mi rispetta.
Spero che avrà il coraggio di chiedere scusa Presidente, perché in fondo una battutaccia può scappare a chiunque, l’importante è rendersene conto. 
La Saluto Presidente, e laddove Vorrà sarò disponibile ad insegnarLe come pulire un “cesso”, Le garantisco che non nuoce gravemente alla salute, anzi, insegna l’umiltà ed il rispetto per il prossimo, quello che forse Lei ha dimenticato.
La Saluto.
Ferdinando Tripodi

tratto da: http://www.globalist.it/politics/articolo/2018/04/21/caro-berlusconi-sono-orgoglioso-di-mia-madre-che-puliva-i-cessi-per-farci-crescere-2023091.html

Agghiacciante dichiarazione del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Nino Di Matteo (insomma, non un coglione qualsiasi): “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni” …Parole che dovrebbero scatenare un terremoto, ma i nostri Tg, non potendo parlare della Raggi, ci informano con dovizia di dettagli delle beghe sull’Isola dei famosi…!

Di Matteo

 

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Agghiacciante dichiarazione del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Nino Di Matteo (insomma, non un coglione qualsiasi): “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni” …Parole che dovrebbero scatenare un terremoto, ma i nostri Tg, non potendo parlare della Raggi, ci informano con dovizia di dettagli delle beghe sull’Isola dei famosi…!

Signore e Signori questa è l’Italia: il Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Nino Di Matteo (insomma, non proprio un coglione qualsiasi) senza peli sulla lingua dichiara: “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni”…

Parole che avrebbero dovuto scatenare un terremoto. Come minimo il sedicente Presidente della Repubblica Italiana si sarebbe dovuto rifiutare di programmare il futiro del Paese con un amico della mafia…

Ma Signore e Signori, siamo in Italia.

Persino i nostri Tg, non potendo parlare della Raggi, hanno ritenuto prioritario informano con dovizia di dettagli delle beghe sull’Isola dei famosi…!

Signore e Signori, siamo in Italia…!

By Eles

Da Il Fatto Quotidiano:
Ivrea, Nino Di Matteo: “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni”. Standing ovation di Di Maio e Bonafede. Poi il piano giustizia.

Il sostituto procuratore nazionale antimafia parla dal palco del convegno organizzato dall’associazione Gianroberto Casaleggio. Applausi quando attacca il leader di Forza Italia ed ex Cavaliere, poi lancia le sue proposte di intervento. Tra cui: ampliamento dell’uso delle intercettazioni e uso degli agenti sotto copertura. Alla politica si rivolge per la garanzia dell’indipendenza della magistratura. Chiede poi verità sulle stragi e parla di un sistema che ha interesse che la giustizia non funzioni

L’applauso quando Nino Di Matteo parla della “compenetrazione tra mafia e potere” in Italia, a Ivrea, davanti alla platea dei 5 stelle, fa più rumore del solito. “Cito le sentenze, è stato stipulato un patto con Cosa nostra, intermediato da Marcello dell’Utri, che è stato mantenuto dal 1974 fino al 1992 dall’allora imprenditore Silvio Berlusconi”. In prima fila batte le mani il Capo politico M5s Luigi Di Maio, al suo fianco Alfonso Bonafede, ministro designato alla Giustizia in un ipotetico governo a 5 stelle. Quando finisce di parlare c’è la standing-ovation del pubblico di Sum02#, l’evento organizzato dall’associazione Gianroberto Casaleggio. Non finisce più. La frase su Berlusconi, il sostituto procuratore nazionale antimafia, l’ha detta simile anche pochi giorni in Campidoglio, ma questa volta il segnale è importante: nel bel mezzo delle trattative per la formazione del governo, i 5 stelle riuniti per parlare di “futuro” ribadiscono la loro distanza dall’ex Cavaliere e leader di Forza Italia. E non solo. Perché il magistrato Nino Di Matteo va avanti e attacca con la sua proposta per riformare la giustizia in Italia. “Serve una riforma copernicana delle norme per la prescrizione”, dice. E qui Di Maio e Bonafede alzano le mani in alto e applaudono per farsi vedere da tutta la platea. “Li avete visti?”, dicono dalla folla rivolti ai giornalisti. Il magistrato va oltre e, mentre legge a braccio i suoi appunti, elenca gli interventi secondo lui necessari per ridare credibilità alla giustizia in Italia. Tra cui: “l’ampliamento dell’uso delle intercettazioni e la previsione dell’uso degli operatori sotto copertura anche per i reati di corruzione”. E alla politica si rivolge per “la garanzia dell’indispensabile autonomia della magistratura”. Chiude chiedendo “la verità sulle stragi” perché “non ci possiamo accontentare di verità parziali”. Ma soprattutto dice: “Nel nostro Paese è ancora forte il partito di chi ha interesse che il sistema giustizia non funzioni”.

Video: Ivrea, Nino Di Matteo: “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni”.

Siamo alle Officine H a Ivrea, tempio dell’evento dedicato al fondatore Gianroberto Casaleggio, oggi arrivato alla seconda edizione. Per tutto il giorno, il figlio e padrone di casa Davide ha ribadito che “qui non si parla di politica”. Ma il momento è caldissimo e ogni frase pronunciata tra un intervento e l’altro sposta gli equilibri giù a Roma. Nino Di Matteo sale sul palco nel pomeriggio, ospite tra i più attesi anche perché già semi-annunciato l’anno scorso e poi cancellato per evitare un’eccessiva esposizione. Oggi è diverso. E a lui viene affidato il più politico degli interventi: parla della sua idea per riforma la giustizia e quelle parole entrano in una difficile fase di trattative in vista della formazione del governo. Parla sotto gli occhi vigili del Capo politico M5s, inchiodato in prima fila dall’inizio dei lavori, e dei suoi uomini più fidati, Bonafede in primis poi i membri della commissione Rousseau Max Bugani Pietro Dettori e pure Giulia Sarti, già in commissione antimafia nella scorsa legislatura. Intorno una folla di parlamentari M5s, simpatizzanti, ma anche imprenditori e curiosi venuti qui solo per ascoltare gli interventi degli esperti.

Il sostituto procuratore antimafia, chiamato per parlare di giustizia, parte dalla situazione italiana. “Il sistema mafioso è il più grave fattore di inquinamento e compromissione nella nostra democrazia”, attacca. “La questione mafiosa riguarda tutto il Paese e riguarda la nostra classe dirigente. E’ ormai evidente la compenetrazione tra la mafia e il potere, anche istituzionale e politico”. In “un desolante silenzio dei partiti sulla mafia”. L’attacco è al sistema politica in generale: “Ancora oggi gran parte della politica non capisce o finge di non capire la gravità della questione perché accerta il sistema mafioso come parte necessaria, per certi perfino utile, del sistema Paese. Nell’ultima campagna elettorale c’è stato un desolante silenzio da parte dei partiti sul tema mafia e Giustizia a due velocità, forte e spietata con i deboli, timida e timorosa con i forti. Su oltre 50mila detenuti pochissimi stanno scontano una pena detentiva per corruzione”.

Quasi fosse lui a dover scrivere il programma, Di Matteo fa un elenco di interventi che ritiene prioritari per un intervento sulla giustizia in Italia: “Vi confesso che non ho alcuna certezza e non mi sento di prevedere nulla, ma a 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione ci troviamo di fronte  a un bivio”, dice. “Bisogna restituire al sistema giustizia la credibilità che sta perdendo. Sogno una giustizia che muova in questa direzione”. Ovvero: “Rafforzamento degli strumenti investigativi più efficaci e quindi ampliamento dei mezzi per consentire le intercettazioni; previsione dell’utilizzo degli operatori sotto copertura anche per i reati di corruzione; depenalizzazione di condotte che dovrebbero essere sanzionate con una pena amministrativa”. Poi un intervento sulla velocità dei procedimenti: “Serve impegno affinché i processi si possano celebrare in tempi ragionevoli, che si concludano con un intervento nel merito”. E sulla prescrizione appunto, dice: “Serve una riforma copernicana delle norme sulla prescrizioneche prevede che il decorso del termine cessi nel momento in cui lo Stato azioni la sua pretesa”. E ancora: “Parallelamente penso alla necessità di un affievolimento del processo accusatorio. Innalzamento delle pene del sistema sanzionatorio dei reati di corruzione, del voto di scambio e di tutti i delitti tipici della criminalità dei colletti bianchi. E non si tratta di essere manettari o giustizialisti”. “Sogno una svolta per un rafforzamento delle tutele processuali delle vittime dei reati, per tutelare chi ha il coraggio di denunciare. Infine penso alla certezza della pena. Il nostro non può continuare a essere il Paese delle amnistie e degli indulti mascherati”. Il sostituto procurato non si è risparmiato un passaggio sull’autonomia della magistratura: “L’indispensabile difesa dell’autonomia della magistratura, non privilegio di casta deve partire dalla politica. Vado in controtendenza, non considero un buon segno pochi magistrati in parlamento. Abbiamo bisogno di politici che hanno a cuore l’indipendenza della magistratura”.

Di Matteo si rivolge infine direttamente alla politica, quella del primo partito politico italiano intanto e i cui esponenti lo ascoltano in prima fila: “In questa strada, questo sogno per recupero della credibilità della giustizia, c’è un elemento che non riguarda i cambi legislativi. Mi riferisco al recupero della primizia della politica nella lotta ai sistemi criminali. Nel solco di Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Tina Anselmi, persone che hanno anticipato la forza della magistratura. Non stando a rimorchio, ma anticipando l’azione dei giudici”. Questo perché, dice: “Ci sono condotte che dovrebbero costituire il presupposto per attivare quei meccanismi che invece nel nostro Paese restano perennemente disattesi”.

Il magistrato conclude chiedendo la “verità sulle stragi”: “Il governo”, dice, “deve fare tutto il possibile per completare il percorso di verità sulle stragi e su tanti delitti eccellenti. Non ci possiamo accontentare di verità parziali. Dobbiamo dare un nome a quelle entità che hanno condiviso con i mafiosi l’esecuzione delle stragi. Uno Stato autorevole, un governo libero, una commissione antimafia decisiva non possono fermarsi temendo che sia troppo scomoda e scabrosa. La sfida che ci attende va molto al di là. Non ne posso più di sentire parlare solo di produttività e statistiche”. Una partita che lui stesso sa quasi impossibile. “La strada è piena di insidie e tranelli. Nel nostro Paese è ancora forte il partito di chi ha interesse che il sistema giustizia non funzioni. A questi soggetti, che sono tanti e spregiudicati e trasversalmente presenti, dobbiamo, dovete saper contrapporre con tenacia il suono della giustizia”. E’ una standing-ovation. Il pubblico di Ivrea si alza in piedi e acclama quello che è il suo ministro mancato, ma resta uno dei personaggi simbolo più importanti per il Movimento. Per tutto il giorno la stampa e i partecipanti hanno cercato a fatica le risposte politiche nei corridoi e nei discorsi a margine del convegno. Ma la parole capaci di influenzare un’intesa per il prossimo governo, sono arrivate, persino un po’ a sorpresa, da Nino Di Matteo. A destra del palco Davide Casaleggio ha voluto mettere una scala contro un muro con un cartello dalla scritta “futuro”. Prima di salutare spiega che quella è la direzione, ma ora dipende tutto da chi accetterà di salire sulla scala insieme al M5s.

Video: Nino Di Matteo – Italia 2030, una giustizia da (ri)scrivere?

Fonti:

  • https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/07/ivrea-nino-di-matteo-patto-berlusconi-mafia-per-18-anni-standing-ovation-di-di-maio-e-bonafede-poi-il-piano-giustizia/4278470/
  • Youtube

 

 

Berlusconi riabilitato? – Ricordiamo Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica”…!

 

Stefano Rodotà

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Berlusconi riabilitato? – Ricordiamo Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica”…!

 

Parla di deriva etica e si rammarica per la perdita della memoria. Stefano Rodotà è tanto felpato nei toni quanto duro nella sostanza quando, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, stronca l’incontro Renzi-Berlusconi.

“Sento grandi inni al realismo da chi dice che l’incontro si doveva fare ma io sono sempre prudente di fronte agli eccessi di realismo e ai danni che ha provocato negli anni”, ricorda il costituzionalista. Il fatto è, osserva, che “non si può mettere tra parentesi chi fossero gli interlocutori, anzi, uno degli interlocutori”. “Per chi è cittadino del Paese – osserva ancora Rodotà – e ritiene che ci sia da ricostruire un’etica pubblica e civile, abbiamo perduto tutta la memoria se non ricordiamo che Silvio Berlusconi è stato condannato a agosto e che solo da poche settimane è stata dichiarato decaduto da senatore”.

Rodotà segnala che “uno solo tra i commentatori ha detto che Berlusconi a breve sarà o ai domiciliari o ai servizi sociali e allora c’è un’anomalia se abbiamo bisogno di rilegittimare chi si trova in questa condizione”. Anche perchè, pronostica, “quando finalmente quella decisione arriverà, immediatamente Berlusconi dirà ‘guardate, oggi che sono un padre della patria che modifica la Costituzione, come mi tratta questa giustizia. Per questo Rodotà avverte che “questa è la deriva che sta di fronte a noi. Dobbiamo esserne consapevoli ed anche questo è segno di quanto ancora fragile sia il nostro sistema”.

 

tratto da: http://ilfastidioso.myblog.it/2017/11/16/per-rinfrescarvi-la-memoria-stefano-rodota-se-si-dimentica-chi-e-silvio-berlusconi-siamo-alla-deriva-etica/

“La lista dei ministri di Di Maio è comica, sono professorini di serie C” … Lo ha detto Silvio Berlusconi, quello che a Palazzo Chigi ha portato Carfagna, Gelmini, Alfano, Mastella, Calderoli, Previti, Giovanardi e tanti altri ancora peggio!

 

Silvio Berlusconi

 

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“La lista dei ministri di Di Maio è comica, sono professorini di serie C” … Lo ha detto Silvio Berlusconi, quello che a Palazzo Chigi ha portato Carfagna, Gelmini, Alfano, Mastella, Calderoli, Previti, Giovanardi e tanti altri ancora peggio!

 

Berlusconi: “La lista dei ministri di Di Maio è comica, sono professorini di serie C”

Silvio Berlusconi attacca Luigi Di Maio per la sua scelta – definita “comica” – di presentare in anticipo i nomi degli eventuali ministri in caso di vittoria elettorale del M5s: “Ha presentato dei professorini di serie C”. Ma apre anche alla possibilità di affidare la presidenza di una delle due Camere al M5s.

Questo ha dichiarato il sig. (incandidabile in quanto pregiudicato) Silvio Berlusconi.

Lo stesso che rivalutando alla grande la figura di Caligola ha portato a palazzo Chigi Carfagna, Gelmini, Alfano, Mastella, Calderoli, Previti, Giovanardi…

Un consiglio per un divertente giochetto: Andate a vedere su Wikipedia le formazioni dei vari governi Berlusconi. Provate a contare in quanti sono ancora a piede libero…

By Eles

 

Roberto Saviano sul Guardian: “Il fascismo è tornato, e sta paralizzando l’Italia”

 

Roberto Saviano

 

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Roberto Saviano sul Guardian: “Il fascismo è tornato, e sta paralizzando l’Italia”

Il quotidiano britannico pubblica un editoriale dello scrittore: “I partiti italiani hanno paura di perdere i voti degli xenofobi”. Macerata, l’omicidio di Pamela Mastropietro, ma anche il silenzio stampa: “Perché i media hanno difficoltà a definire ciò che succede come un attacco terroristico di ispirazione fascista?”

Il fascismo è tornato in Italia, e sta paralizzando il sistema politico. Con il suo stile conciso che non lascia spazio a frasi fatte, titola così il britannico The Guardian l’articolo pubblicato oggi di Roberto Saviano.

“Partiti di destra e di sinistra stanno spingendo le persone a non parlare di un incidente in cui sono stati feriti a colpi di arma da fuoco sei immigrati. Hanno paura di alienarsi un elettorato in aumento e sempre più xenofobo”. Subito dopo, la foto dell’arresto di Luca Traini, Macerata, 3 febbraio.

Guardarsi da fuori è come sentir leggere un libro che si pensa di conoscere. Diverso. Saviano parte dai fatti, li racconta in poche righe. “Macerata, una cittadina della provincia dell’Italia centrale”, i colpi sparati “da una Alfa Romeo nera” in movimento. Su Facebook, il sindaco che chiede ai cittadini di restare al riparo, in casa perché “un uomo armato sta sparando”. Poi un accenno alla puntata precedente.

“Un paio di giorni prima a Macerata, il cadavere, tagliato a pezzi, di una giovane donna, Pamela Mastropietro, trovato in una valigia e uno spacciatore nigeriano, Innocent Oseghale, arrestato per omicidio”. Premessa fatta, si torna a Traini. Preso dai carabinieri ancora avvolto nel tricolore italiano. “Sparare agli immigrati, il saluto fascista, il tricolore, cos’altro serve per chiamare ciò che è successo con il suo vero nome?” chiede Saviano.

Il suo stupore è rivolto ai media che non hanno il coraggio di usare la parola fascismo. “Perché i media italiani hanno tanta difficoltà a definire quello che è successo come un attacco terroristico di ispirazione fascista? Mi venne subito in mente un tweet che Matteo Salvini, il leader della Lega Nord, il partito xenofobo alleato di Silvio Berlusconi alle prossime elezioni, aveva postato due giorni prima dell’attacco, riferendosi alla morte di Pamela Mastropietro e all’arresto di Oseghale: ‘Cosa stava ancora facendo questo verme in Italia? […] La sinistra ha il sangue sulle sue mani”.

Definisce i media, timidi: “L’atto di un pazzo”, le definizioni, “Non parliamo di fascismo”, “Mantieni i toni bassi in modo da evitare che siano sfruttati”. Pochissimi politici parlano delle vittime dell’attacco perché prendere la parte degli immigrati significa perdere voti. “Solo un piccolo partito, il Potere al popolo, subito dopo l’attacco, ha visitato i feriti in ospedale. Wilson, Jennifer, Gideon, Mahamadou, Festus e Omar sono i loro nomi, tutti molto giovani che cercano di farsi strada in Italia”.

Tempo di elezioni nel nostro Paese, spiega lo scrittore, “un clima di continue campagne elettorali ha innescato una reazione a catena che nessuno sembra in grado di tenere a bada: l’intera campagna politica è incentrata sul tema dell’immigrazione”. Il Guardian sceglie poi una foto di Lugi Di Maio, con la didascalia che spiega come il Movimento 5 Stelle sia pronto a contestare il 4 marzo le prossime elezioni. Guardarsi da fuori.

Gli immigrati sono percepiti come la ragione principale della longevità della crisi economica e persino del rischio di attacchi in corso. “Ma se gli italiani hanno paura, ci deve essere una ragione per questo” scrive Saviano. “È quasi una perdita di tempo fornire dati e sottolineare che l’immigrazione non è una crisi, ma un fenomeno che, se gestito responsabilmente e con lungimiranza, siamo in grado di controllare”.

La sua resta una battaglia contro una coda che continua a mordersi. “Più parlo di migranti, più sono accusato di incoraggiare l’odio verso di loro. È una specie di logica back-to-front: come è possibile, mi chiedo, che se racconto quello che sta accadendo in Libia nei centri di detenzione, se parlo della macchina del fango contro le ONG che operano nel Mediterraneo, ottengo l’effetto contrario di ciò che sto cercando di fare?”

Non si salva nessuno, destra, sinistra, nessuno. “Dopo l’attacco, è successo qualcosa che in Europa finora non ha precedenti: Matteo Renzi, segretario del Pd e Luigi Di Maio, leader del M5S, hanno invitato tutti a tacere sugli eventi. Perché? Per non perdere i voti dell’elettorato xenofobo: questa è la loro paura, la conseguenza di un sistema politico ormai vacuo”. Vuoto, spaventato e utilitarista.

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2018/02/13/news/roberto_saviano_fascismo_the_guardian-188757614/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P1-S1.4-T1

Ricordate Berlusconi che si lamentava della “giustizia ad orologeria”? …E allora sentite questa: processo Escort sospeso perchè qualcuno si è accorto che la Legge Merlin potrebbe essere incostituzionale… 60 ANNI DOPO! …ma proprio quando Silvio ne ha bisogno…!

 

Berlusconi

 

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Ricordate Berlusconi che si lamentava della “giustizia ad orologeria”? …E allora sentite questa: processo Escort sospeso perchè qualcuno si è accorto che la Legge Merlin potrebbe essere incostituzionale… 60 ANNI DOPO! …ma proprio quando Silvio ne ha bisogno…!

 

Escort a Berlusconi, sospeso il processo: “Legge Merlin potrebbe essere incostituzionale”

Sospeso il processo riguardante le escort portate a Palazzo Grazioli, residenza di Berlusconi, tra il 2008 e il 2009: la Corte d’appello di Bari ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale chiedendo di valutare una eventuale illegittimità della legge Merlin che regolamenta la prostituzione in Italia.

La Corte d’appello di Bari ha deciso di sospendere il processo Escort inviando gli atti alla Corte Costituzionale e sostenendo il sospetto di incostituzionalità per la legge Merlin: il testo che disciplina la prostituzione a partire dal 1958. Durante un’udienza del procedimento in cui sono imputati Gianpaolo Tarantini, Sabina Bega, Massimiliano Verdoscia e Peter Faraone i giudici hanno deciso di sospendere il processo.

L’inchiesta è quella riguardante le escort portate tra il 2008 e il 2009 a palazzo Grazioli, residenza romana del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. I giudici baresi stavano portando avanti il provvedimento del primo filone riguardante questo processo. Tra le escort coinvolte anche Patrizia D’Addario e Terry De Nicolo che si sono costituite parte civile. In primo grado, però, i giudici hanno deciso che non hanno diritto ad alcun risarcimento.

Nel processo di primo grado il dubbio di incostituzionalità era stato rigettato sulla questione dell’autodeterminazione nella scelta di prostituirsi: gli avvocati difensori hanno però riproposto la questione durante il processo in secondo grado. Spetterà ora ai giudici della Corte Costituzionale la decisione che permetterà o meno al processo di andare avanti. Contrario il sostituto procuratore generale Emanuele De Maria: “È un lavoro che fa soffrire chi lo esercita, per questo che si eserciti in locali di lusso o per strada la sostanza non cambia”, aveva detto riferendosi alla prostituzione. Secondo i giudici, comunque, non è manifestamente infondata e irrilevante ai fini del processo l’eventuale illegittimità costituzionale della legge Merlin nella parte riguardante il reclutamento ai fini della prostituzione come reato.

fonte: https://www.fanpage.it/escort-a-berlusconi-sospeso-il-processo-legge-merlin-potrebbe-essere-incostituzionale/

Berlusconi: “La nostra sarà una vera rivoluzione liberale: Flat Tax per tutti al 23%”! Bello vero? Dico a te, coglione, che guadagni meno di € 15.000. Tu paghi già il 23%…! Chi guadagna € 200.000 paga il 43%! Hai capito, coglione, le tasse non le toglie a te, ma ai ricchi!

Flat Tax

 

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Berlusconi: “La nostra sarà una vera rivoluzione liberale: Flat Tax per tutti al 23%”! Bello vero? Dico a te, coglione, che guadagni meno di € 15.000. Tu paghi già il 23%…! Chi guadagna € 200.000 paga il 43%! Hai capito, coglione, le tasse non le toglie a te, ma ai ricchi!

 

Ci scusiamo per epiteto coglioni che ovviamente è rivolto (a giusta ragione) per chi crede e intende votare Berlusconi. Con questi ultimi ci dovremmo scusare anche per il termine “epiteto”, ma non abbiamo intenzione di farlo…

Sulla Flat Tax del Berlusca ci sarebbe tanto da dire… Ma vogliamo essere sintetici. Un unico semplice esempio per capire quanto ti stanno prendendo per i fondelli…

Reddito 1.000.000 di € anno.

Oggi con l’aliquota al 43% pago 430.000 € (grossomodo, qualcosa in meno per gli scaglioni)

Domani – con flat tax di Berlusconi al 23% – pagherò 230.000 € di tasse.

Reddito di 15.000 € anno.

Oggi con l’aliquota al 23% pago 3.450 €

Domani – con flat tax di Berlusconi al 23% – pagherò 3.450 € di tasse

Chi è che ci guadagna? Direi che l’ha studiata molto bene…

By Eles