Ciao, sono un Leghista semplice… La lettera di un “Leghista semplice” che dopo un quarto di secolo comincia a pensare con la sua testa e si fa qualche domanda…

 

Leghista

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Ciao, sono un Leghista semplice… La lettera di un “Leghista semplice” che dopo un quarto di secolo comincia a pensare con la sua testa e si fa qualche domanda…

Ciao, sono un Leghista semplice.

Per un quarto di secolo ho creduto fortemente che ogni mio problema fosse causato dai meridionali. L’ho creduto perché così mi dicevano i capi del mio partito, che erano tutti onesti. Non come i terroni.

Poi però i capi del mio partito sono stati beccati di nuovo con i nostri soldi in tasca, e sono crollati al 4%. Così i capi del mio partito proprio in quel momento si sono ricordati che i meridionali votano. E sempre in quel momento hanno scoperto che i meridionali non sono poi tanto male.

Così mi hanno detto che per un quarto di secolo si sono sbagliati, e che ora devo credere nell’esatto contrario. Che l’Italia non la devo più odiare ma amare. Che con la bandiera italiana oggi non ci puliamo più il culo, ma anzi la baciamo. E spero che almeno nel frattempo l’abbiano lavata, anche se dubito visto quanto è stato repentino il passaggio tra quando dicevamo “Padania is not Italy” e oggi che diciamo “Prima gli italiani”. Un paio di anni forse.

I miei capi mi hanno detto che la causa dei miei mali ora sono altri. Allora ho pensato subito ai potenti, ai privilegiati, ai padroni. A quelli che ci sono da sempre e rubano da sempre migliaia di miliardi.

Ho pensato agli evasori, i corrotti, i corruttori, i falsi invalidi, gli incapaci, Cosa Nostra, la Camorra, la ‘Ndrangheta, la Scu, il traffico di droga, il pizzo, gli appalti truccati, la burocrazia inefficiente, il divario tra Nord e Sud, i terreni avvelenati, la giustizia lenta, i raccomandati, i truffatori, i bancarottieri, e tutti gli altri problemi e italiani che mi fottono la vita da decenni, e che hanno causato disoccupazione, precarietà, tasse altissime e servizi pessimi.

Invece i capi del mio partito mi hanno detto che mi sbaglio, che non sono loro la causa di ogni mio male. Anzi, che siccome loro sono italiani loro vengono “prima”. “Prima gli italiani”.

Il mio problema ora sono i morti di fame che arrivano sulle barche. Quando arrivano. I miei capi mi hanno detto che è colpa loro se pago troppe tasse, se le vecchiette rovistano nella spazzatura e i divorziati dormono in macchina.

Che loro in realtà stanno bene, e rischiano la vita per divertimento. Soprattutto i neri. Anche se non lo possiamo dire ad alta voce. E pensiamo che siccome alcuni neri sono delinquenti e maleducati – e lo sono sul serio – allora sono tutti così. E vanno cacciati tutti. Anche quelli che non ci hanno ancora fatto nulla.

Ho pensato che questo sia razzismo. Che etichettare una persona non per quello che ha fatto, ma per il popolo a cui appartiene sia razzismo. Ma mi hanno detto di no.

Così come ho pensato che anche noi italiani siamo migranti economici. Siamo quelli che emigrano di più. A centinaia di migliaia ogni anno. Soprattutto giovani (anche palestrati e con l’iPhone). Andiamo negli altri paesi a cercare lavoro, non scappiamo da alcuna guerra. Ma mi hanno detto che noi siamo “cervelli in fuga”. Loro invece sono parassiti. Come i meridionali che vengono dal Sud a rubarc… ah no scusate, mi sono distratto.

E’ che sono un leghista semplice. E non riesco a stargli dietro. Ma ci provo. In fondo mi accontento di poco: un padrone da seguire qualsiasi cosa dica e che indossi felpe e mangi arancini per farmi sentire che lui è come me; un popolo da odiare e a cui addossare la colpa di ogni mio problema. E sto bene così. Mi accontento.

L’ho detto. Sono un leghista semplice.

Tratto da:

https://www.facebook.com/Italia.SENZA.Berlusconi/photos/a.765667340137972/2306385326066158/?type=3&theater

 

“È pieno di odio”… Lo ha detto Salvini, quello che lascia affogare i migranti, rivolgendosi a padre Zanotelli, una vita in aiuto della gente in Sudan e Kenia e sempre dalla parte dei più deboli… Non trovate anche voi che c’è qualcosa che proprio non quadra…?

 

Zanotelli

 

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“È pieno di odio”… Lo ha detto Salvini, quello che lascia affogare i migranti, rivolgendosi a padre Zanotelli, una vita in aiuto della gente in Sudan e Kenia e sempre dalla parte dei più deboli… Non trovate anche voi che c’è qualcosa che proprio non quadra…?

l ministro dell’Interno Matteo Salvini ha postato su facebook una foto dove compare padre Alex Zanotelli insieme a una citazione attribuita al missionario pacifista: “Salvini va processato anche per la Sea Watch”.
Il vicepremier commenta: “Dopo avermi definito razzista, ‘genio malefico’, criminale (e altri complimenti che al momento mi sfuggono), questo prete sostiene che dovrebbero processarmi non solo per la Diciotti ma anche per la Sea Watch. Olè!”.

Nel post scriptum, il vicepremier conclude: “Ma, mi chiedo, un uomo di chiesa può essere sempre così pieno di risentimento e di odio?”.

Lasciaci indovinare, caro Matteo… Sarà forse perché ti fai i selfie mangiando pane e Nutella, mentre per colpa tua la gente crepa in mare…? Pensaci, Mattei, pensaci…

La famiglia di Rino Gaetano contro la Lega: “siamo stufi, la politica non usi più le sue canzoni”

 

Rino Gaetano

 

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La famiglia di Rino Gaetano contro la Lega: “siamo stufi, la politica non usi più le sue canzoni”

Le parole della sorella e del nipote del cantautore calabrese dopo la manifestazione di sabato scorso con Salvini in piazza del Popolo a Roma dove è stato usato il brano ‘Ma il cielo è sempre più blu’

Dopo la manifestazione della Lega di sabato scorso a piazza del Popolo a Roma, la famiglia di Rino Gaetano ha chiesto che le sue canzoni non vengano più utilizzate dalla politica.
“Siamo stufi: le canzoni di Rino Gaetano non vengano più utilizzate dalla politica”. Sono le parole di Anna Gaetano e suo figlio Alessandro, sorella e nipote del cantautore, che hanno criticato la decisione del Carroccio di usare il brano Ma il cielo è sempre più blu.
“Non voglio che la musica di Rino – ha affermato Anna Gaetano – sia mischiata alla politica. Non mi piace che venga utilizzato così, mi dissocio. Sono la sorella, posso dire la mia?”.
“Non ce l’abbiamo – ha aggiunto Alessandro – né con la Lega né con Matteo Salvini. Nel corso degli anni è capitato più volte che le canzoni e l’immagine di Rino venissero usate da parte di diversi schieramenti. Questo è solo stato l’ennesimo episodio che ci viene segnalato in questi anni e di cui siamo stufi”.
“Fosse stato chiunque altro – hanno aggiunto i familiari di Rino Gaetano – l’avremmo pensata allo stesso modo. Rino non è di destra né di sinistra, non ha colori politici. Perché devono farsi forza usando lui e la sua musica? Non ci è mai piaciuto. Anzi, ogni volta che ci hanno invitato a parlare o cantare su un palco abbiamo chiesto di togliere le bandiere del partito di turno”.
“Non critichiamo nessun messaggio – hanno aggiunto – semplicemente ci sembra scorretto politicizzare la sua musica. Rino non era d’accordo neanche allora. Ha suonato alcune volte alla Festa dell’Unità, ma lui era solo a favore del popolo e contro chi tradiva i suoi ideali”.
La famiglia ha precisato che non ci sarà alcuna azione legale nei confronti di nessuno, ma ha contattato la Sony Music, con cui detiene i diritti dei brani, “per sapere se lo possono fare, se possono usare le sue canzoni così. Ci hanno risposto che avrebbero controllato circa l’uso delle sue canzoni. E che comunque nelle manifestazioni si compila il borderò. Ma la nostra non è una questione di diritti, non è quello che ci interessa”.

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2018/12/11/la-famiglia-di-rino-gaetano-contro-la-lega-siamo-stufi-la-politica-non-usi-piu-le-sue-canzoni-2034782.html

ECCOLO: nel primo discorso di Salvini ministro, parole vergognose contro migranti e gay, senza dimenticare qualche frecciatina ai meridionali e qualche (troppi) ammiccamenti al nord ed alla “secessione”…!

 

Salvini

 

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ECCOLO: nel primo discorso di Salvini ministro, parole vergognose contro migranti e gay, senza dimenticare qualche frecciatina ai meridionali e qualche (troppi) ammiccamenti al nord ed alla “secessione”…!

 

Nel primo discorso di Salvini ministro parole contro migranti e gay

Il neo ministro era a Sondrio per il comizio elettorale del candidato sindaco

 

Taglio alle politiche di accoglienza, stretta sugli immigrati e nessun impegno per i diritti dei figli di genitori omosessuali: nei venti minuti del suo primo discorso da ministro dell’Interno Matteo Salvini è riuscito a mostrare il vero volto della Lega. Quello razzista e omofobo, appunto, deciso a cancellare le piccole conquiste dell’Italia negli ultimi anni in tema di diritti civili.

Il primo punto, come era prevedibile, è quello sui migranti.

“Il mio impegno riguarderà la sicurezza degli italiani – ha detto Salvini tra gli applausi dei suoi sostenitori nel discorso pronunciato ieri sera a Sondrio, dove ha raggiunto il candidato sindaco della Lega Marco Scaramellini per un comizio elettorale – e far sentire la vicinanza alle forze dell’ordine che rischiano la vita per 1200 euro al mese e non meritano di essere preso in giro dai balordi che entrano ed escono di galera. ‘A casa loro’ sarà una delle nostre priorità. Porte aperte per la gente per bene, biglietto di sola andata a chi viene qui per far casino”.

Per chiarire ogni dubbio sulla sua posizione in merito all’accoglienza dei migranti arriva pure il riferimento a Giovanni Tria, che avrà il ministero dell’economia: “Ho già parlato con il ministro, gli ho detto che bisogna prestare attenzione ai 5 miliardi di euro che spendiamo per mantenere gli immigrati. Mi sembrano un po’ troppi, ci vuole una bella sforbiciata. Avremo un approccio culturale leggermente diverso – ha detto con ironia, e sempre tra applausi e grida – da quello della signora Boldrini”

Dopo aver parlato poi di riforma delle pensioni Salvini ha affrontato un altro tema che lo ha sempre visto ostile, quello delle famiglie omosessuali: “Garantirò il diritto alla vita e il diritto a mantenere i concetti legati alla vita con parole chiare e idee chiare: la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà, non ci sono genitori unici, o due o tre o quattro fritti misti. Ci sono mamma e papà e bambini che hanno il diritto all’educazione, alla libertà di scegliere”. E a proposito di famiglie Salvini ha parlato anche di salute, con un chiaro riferimento all’obbligo dei vaccini, assicurando che garantirà “La libertà di cura visto che più che la mamma e il papà nessuno può volere più bene ai loro bimbi. quindi vediamo di riportare un po’ di buon senso in un paese che rischiava di smarrire il buon senso”.

di Francesca Mulas

fonte: http://www.globalist.it/politics/articolo/2018/06/01/nel-primo-discorso-di-salvini-ministro-parole-contro-migranti-e-gay-2025353.html

Marco Travaglio contro Salvini: “Tra domenica e lunedì è successo qualcosa che non ci viene raccontato”

 

Travaglio

 

 

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Marco Travaglio contro Salvini: “Tra domenica e lunedì è successo qualcosa che non ci viene raccontato”

Duro attacco di Marco Travaglio contro Salvini a Di Martedì.

Il direttore del Fatto Quotidiano, collegato con lo studio della trasmissione di La7, ha commentato gli sviluppi della trattativa tra M5S e Lega per la formazione del governo, che sembra essersi arenata ad un passo dalla chiusura dell’accordo.

M5s-Lega, Travaglio: “Salvini? Se non si sgancia da Berlusconi è un fanfarone. Promette ma chiede permesso a papi”

“Cosa sta succedendo tra M5s e Lega? Accade quello che era facile prevedere che succedesse quando una trattativa inizia nell’ambiguità. Prima di sedersi al tavolo con Salvini bisogna sapere se ha appeso per i testicoli Berlusconi, cioè se ha le mani libere. Se non si scioglie questo nodo, è inutile sedersi al tavolo”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Dimartedì (La7). “Già è difficile mettere d’accordo Lega e M5s per l’eterogeneità dei loro programmi” – continua – “e il volume di fuoco che produrrebbe la realizzazione di flat tax, blocco della legge Fornero e reddito cittadinanza. Se poi devi tener conto anche di Berlusconi, non puoi occuparti di corruzione, di evasione fiscale, di mafia, di conflitto d’interessi, cioè non puoi fare praticamente nulla di quello che serve a questo Paese”. E aggiunge: “Sembrava quasi tutto fatto tra Salvini e Di Maio, anche sul nome del premier, poi Salvini è andato ad Arcore ed è uscita un’altra persona. Berlusconi ha letto il contratto di governo e il leader della Lega improvvisamente ha cambiato idea su giustizia e grandi opere. Poi Salvini ha dichiarato al Quirinale che lui deve tenere unito il centrodestra. In più, tra Lega e M5s c’era una intesa di massima sul nome del premier, cioè il professor Conte” – prosegue – “Anche in questo caso, dopo che è stato fatto quel nome, sia pure informalmente, al presidente della Repubblica, si è tornati a zero, il che significa che tra domenica e lunedì è successo qualcosa che non ci viene raccontato. E ce lo deve raccontare Salvini”. Il direttore del Fatto chiosa: “Il leader della Lega ha cambiato le carte in tavola, quindi non so quanto esca bene da questa situazione. E’ stato Salvini a richiamare i 5 Stelle, dopo che questi ultimi lo avevano salutato perché lui non si sganciava da Berlusconi. Se ora Salvini è di nuovo agganciato a Berlusconi, ne uscirà come un fanfarone, che promette, promette, promette, ma poi al dunque deve sempre chiedere il permesso a papà o a papi”

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/16/m5s-lega-travaglio-salvini-se-non-si-sgancia-da-berlusconi-e-un-fanfarone-che-promette-ma-poi-chiede-permesso-a-papi/4358941/

 

Salvini: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo” …Ora la domanda nasce spontanea: ma cos’è che questo deficiente non ha capito della sentenza di condanna di dell’Utri?

 

Salvini

 

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Salvini: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo” …Ora la domanda nasce spontanea: ma cos’è che questo deficiente non ha capito della sentenza di condanna di dell’Utri?

Salvini lo ha detto davvero: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo”

Leggi Qui, se ti interessa, l’articolo de Il Fatto Quotidiano.

Ora, come diceva tanti anni fa il grande Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea…

Cos’è che questo idiota non ha capito della sentenza con cui Dell’Utri sta in carcere?

Giusto come pro-memoria Vi riportiamo di seguito un breve passo delle motivazioni della sentenza di condanna di Dell’Utri.

Leggete e rabbrividite:

Tra il 16 ed il 19 maggio 1974 si svolgeva a Milano un incontro cui prendevano parte Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi, Gaetano Cinà (legato alla “famiglia” mafiosa Malaspina) Stefano Bontade (capo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù ed esponente, fino a poco prima, insieme con Gaetano Badalamenti e Luciano Liggio, del “triunvirato” massimo organo di vertice di “cosa nostra”), Mimmo Teresi (sottocapo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù), Francesco Di Carlo (“uomo d’onore” della “famiglia” mafiosa Altofonte, di cui, all’epoca, era consigliere e di cui, in seguito, sarebbe diventato capo).

In tale occasione veniva raggiunto l’accordo di reciproco interesse, in precedenza ricordato, tra “cosa nostra” rappresentato dai boss mafiosi Bondante e Telesi, e l’imprenditore Berlusconi, accordo realizzato grazie alla mediazione di Dell’Utri che aveva coinvolto l’amico Gaetano Cinà, il quale, in virtù dei saldi collegamenti con i vertici della consorteria mafiosa, aveva garantito la realizzazione di tale incontro.

L’assunzione di Mario Mangano (all’epoca dei fatti affiliato alla “famiglia” mafiosa di Porta Nuova, formalmente aggregata al mandamento di S. Maria del Gesù, comandato da Stefabo Bondante) ad Arcore, nel maggio-giugno del 1974 costituiva l’espressione dell’accorso concluso, grazie alla mediazione di Dell’Utri, tra gli esponenti palermitani di cosa nostra e Silvio Berlusconi ed era funzionale a garantire un presidio mafioso all’interno della villa di quest’ultimo.

In cambio della protezione assicurata Silvio Berlusconi aveva cominciato a corrispondere, a partire dal 1974, agli esponenti di “cosa nostra” palermitana, per il tramite di Dell’Utri, cospicue somme di denaro che venivano materialmente riscosse da Gaetano Cinà.

QUI la sentenza completa

Il passaggio che Vi abbiamo riportato è a pagina 48.

La sentenza, invece la trovate QUI

By Eles

Il leghista Ciocca presenta il conto ad un albanese in ospedale: per i suoi crimini ci è costato 6.500 Euro di soldi nostri! …Qualcuno ora spieghi a Ciocca che resterà un pagliaccio e uno sciacallo finché non andrà da Salvini per chiedere dei 49.000.000 che la Lega si è fottuto… E parliamo sempre di soldi nostri!

 

leghista

 

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Il leghista Ciocca presenta il conto ad un albanese in ospedale: per i suoi crimini ci è costato 6.500 Euro di soldi nostri! …Qualcuno ora spieghi a Ciocca che resterà un pagliaccio e uno sciacallo finché non andrà da Salvini per chiedere dei 49.000.000 che la Lega si è fottuto… E parliamo sempre di soldi nostri!

Leggo dell’onorevole (?) leghista Angelo Ciocca che si presenta in un ospedale pubblico per “presentare il conto” a un albanese operato per una pallottola presa durante un tentativo di furto.

E parliamo di ben 6.500,00 Euro di soldi nostri…

Una schifosa pagliacciata per prendere una manciata di voti in più. Uno sciacallo, insomma…

 

Un pagliaccio sciacallo e la penserò così finché il sig. Ciocca, anzichè reclamare i 6.500,00 Euro dall’albanese, non presenti a casa di Salvini per chiedere conto dei 49.000.000 di Euro che la Lega Ladrona si è fottuto…!

Leggi:

Per non dimenticare – Lega ladrona ridacci i nostri 49 milioni!

Da Fanpage:

La vergogna dell’europarlamentare Ciocca, che chiede il conto a un malato su un letto d’ospedale

L’onorevole leghista Angelo Ciocca si presenta in un ospedale pubblico per “presentare il conto” a un albanese operato per una pallottola presa durante un tentativo di furto. Per un pugno di voti.

Se vi avanza qualche posto nella vostra collezione di leghisti che per un po’ di propaganda sono pronti a coprirsi di ridicolo preparatevi ad accogliere la figurina di Angelo Ciocca, il “Brad Pitt” della Lega, che salì alle cronache politiche per le sue 19mila preferenze su Pavia alle elezioni regionali lombarde quando nel 2010 superò addirittura Renzo Bossi, allora erede designato del padre Umberto. Una carriera fulminante, quella di Ciocca, che sembrava avviarsi lesta verso i più alti quadri nazionali finché il cambio di segreteria (con la nuova Lega di Salvini) e gli assestamenti interni al partito non l’hanno convinto a godersi un po’ di quiete nel Parlamento Europeo (primo dei non eletti subentrato dopo la morte di Gianluca Buonanno che lo precedeva in lista).

Due giorni fa Ciocca ha improvvisato un blitz presso il Policlinico San Matteo di Pavia per consegnare a Zef Tuci (un albanese di ventisei anni attualmente indagato per rapina e operato d’urgenza quando due settimane fa è stato colpito da un colpo di fucile sparato da un cinquantaseienne di Casteggio, Antonio Bonfiglio, che l’aveva trovato nottetempo nel proprio cortile) un cartello riportante la scritta: “Il tuo crimine ci è costato 6.500 euro”.
Capiamoci bene: un europarlamentare si presenta in una struttura ospedaliera senza nessuna autorizzazione e al di fuori dell’orario di visite (“se ne assumerà tutte le responsabilità”, riferisce l’ufficio stampa del Policnico) per presentare il conto a un presunto ladro albanese (il processo inizierà nei prossimi giorni) preso a fucilate (vere, mica presunte) da “l’amico Antonio” (perché Ciocca nel video insiste nel farci sapere che la sua reazione è dovuta al dispiacere “verso un amico, che conosco molto bene”) stabilendo prima ancora della Giustizia italiana le colpe, la pena e l’ammontare del risarcimento (sempre a riguardo del computo delle spese ipotizzate da Ciocca il Policnico dichiara di “non avere idea di come siano state calcolate”).

È ancora una volta il concetto aberrante della giustizia fai da te (a cui questa volta si aggiunge la pena del pubblico ludibrio) che dalle parti della Lega viene sventolata in nome di una difesa sempre legittima. E fa niente che per uno scherzo del destino in questo caso sia proprio il leghista Ciocca ad avere violato lo spazio privato (e cosa c’è di più privato del proprio letto di ospedale) per scippare qualche briciolo di propaganda. Il tutto (tanto per rendere il quartetto ancora più goffo) proprio mentre 4 primari della sanità lombarda (del Pini e del Galeazzi) vengono arrestati per tangenti, proprio nella regione governata dalla Lega.

Sfugge un piccolo particolare all’onorevole Ciocca: il compito della politica non è parteggiare per i disperati di una o dell’altra fazione ma regolamentare le soluzioni alle disperazioni. In fondo quella pallottola nello sterno e il tentativo di furto (poi ognuno secondo la propria coscienza deciderà chi ci ha rimesso di più) sono un tema su cui portare proposte e azioni (e no, non attacca il fatto che sia albanese, poiché la comunità albanese da più di qualche anno è integrata e fondamentale per l’economia lombarda). E la decisione sulla pena spetta a tutt’altro che a un leghista con un cartello cartonato.

fonte: https://www.fanpage.it/la-vergogna-dell-europarlamentare-ciocca-che-chiede-il-conto-a-un-malato-su-un-letto-d-ospedale/

Veneto: abbandonato progetto ferroviaria metropolitana di collegamento. Buttato 1 miliardo di Euro già speso (soldi nostri)… Com’è che gli stessi Tg che per un mese hanno aperto le loro edizioni con Spelacchio, l’albero da 10.000 Euro della Raggi, ora non si accorgono di niente?

 

Veneto

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Veneto: abbandonato progetto ferroviaria metropolitana di collegamento. Buttato 1 miliardo di Euro già speso (soldi nostri)… Com’è che gli stessi Tg che per un mese hanno aperto le loro edizioni con Spelacchio, l’albero da 10.000 Euro della Raggi, ora non si accorgono di niente?

 

Trasporti, così dopo 30 anni e 1 miliardo il Veneto affossa il Sistema ferroviario metropolitano di collegamento

Non ci sono soldi per dar corso al progetto esecutivo del costo di quasi 6 miliardi di euro, con buona pace del denaro speso finora, per interventi parziali, alcuni dei quali inutili

Scusate, ci siamo sbagliati. Il Veneto non avrà nessun sistema metropolitano di superficie in grado di collegare città economicamente di primo piano nel sistema produttivo italiano come Mestre, Padova, Vicenza e Treviso. Il trasporto pubblico targato Regione alza bandiera bianca. Non ci sarà nessun orario cadenzato con treni ogni quarto d’ora. E neppure l’integrazione tra i convogli su rotaia, gli autobus e i parcheggi. I pendolari continueranno a prediligere l’auto e questo lembo iper-produttivo della pianura Padana continuerà ad avere gli stessi tassi di inquinamento.

Il de profundis di un progetto che è nato trent’anni fa e che da allora è stato accompagnato da innumerevoli dichiarazioni dei politici di turno, è stato cantato in consiglio regionale dall’assessore ai trasporti Elisa De Berti. Non ci sono soldi per dar corso alprogetto esecutivo del costo di quasi 6 miliardi di euro, bisogna accontentarsi del miliardo speso finora, per interventi parziali, alcuni dei quali inutili. E così il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, contraddistinto dall’acronimo Sfmr, finisce su un binario morto. Ciò che ne rimane, passa alla società Rfi, delle Ferrovie dello Stato, che (anche con un finanziamento della Regione) raddoppierà la Maerne-Castelfranco, costruirà un ponte sul Brenta e realizzerà altri interventi. Ma l’autonomia trasportistica veneta si è rivelata un libro dei sogni che ora viene chiuso.

 L’avevano aperto nel 1988 il presidente veneto Carlo Bernini, democristiano doroteo (la cui carriera politica fu spazzata via da Tangentopoli), le Ferrovie dello Stato e il ministero dei Trasporti. Aveva cominciato a sfogliarlo il successore di Bernini nel frattempo diventato ministro, quel Gianfranco Cremonesearrestato per mazzette nel ’92, che aveva inserito Sfmr nel piano regionale dei trasporti. Il progetto esecutivo fu approvato nel 1999, quando governatore era diventato Giancarlo Galan (vittima illustre dello scandalo Mose), che nel 2009, quasi alla fine del suo regno in laguna, aveva benedetto l’acquisto di 24 treni Stadler Rail. A causa di un ricorso al Tar il contratto fu poi siglato nel 2010, quando a Palazzo Balbi si era insediato il governatore leghista Luca Zaia. Da allora sono trascorsi altri otto anni, ma del servizio di metropolitana di superficie neanche l’ombra.

Il costo preventivato era di 5,9 miliardi di euro. Ma come è stato speso il miliardo? Per realizzare sottopassi ferroviari, per eliminare passaggi a livello (66 sui 407 previsti), per realizzare nuovi parcheggi e nuove stazioni (9 su un totale di 37 indicate nel progetto), per acquistare i treni (solo 24 su un parco convogli preventivato di 120) e per adeguare le fermate (22 su 162). In questo lungo arco di tempo le tratte ferroviarie vere e proprie sono state pochine. La principale è costituita dal raddoppio della pur strategica Mestre-Padova. C’è poi il doppio binario su un tratto della Padova-Castelfranco, oltre all’elettrificazione della linea Mira Buse-Mestre. Un quadro desolante.

L’assessore De Berti ha spiegato che servono 300 milioni per fare il nuovo piano della mobilità regionale. Che la fase 1 e 2 di Sfmr restano incomplete, mentre restano sulla carta (e lo resteranno per sempre) le fasi 3 e 4. In una parola, “procederemo con la politica del buonsenso”, il che significa accantonamento del progetto e politica dei piccoli passi. “Il metrò del Veneto è stato ideato 30 anni fa, quando le risorse pubbliche erano illimitate, i 6 miliardi sono figli della Prima Repubblica. Se arriviamo con 28 anni di ritardo la colpa non è mia, né di Zaia, ma dei tagli della finanza pubblica. Ora è giusto voltare pagina”.

Ha avuto buon gioco il capogruppo Pd, Stefano Fracasso, a girare il coltello nella piaga: “Qual è la strategia? Siamo una regione con tre aeroporti e un porto, ma senza un progetto per collegarli alla rete ferroviaria. De Berti certifica il fallimento di una visione, la Lega non ha mai creduto nell’Sfmr e non le è mai interessato il progetto di integrazione metropolitana”. Anzi, in questi anni un contenzioso con la società di progettazione Net Engeneering è rimasto a languire, finché è stato raggiunto il compromesso di concedere alla società una fetta di progetti futuri per quasi 33 milioni di euro (Iva compresa), per sanare il debito passato. E se Zaia ha sottoscritto un accordo con Trenitalia per nuovi convogli, i 619 milioni di investimenti verranno spalmati da qui al 2032. Tre lustri.

“Serviva spendere 1 miliardo di euro per non mettere sui binari neppure un treno? E’ un altro fallimento della Regione”, ha chiesto il segretario regionale del Pd, Alessandro Bisato. La maggioranza di centro-destra a trazione leghista non ha risposto. O meglio, il presidente della commissione Trasporti, Francesco Calzavara, della Lista Zaia, ha detto: “Il progetto Sfmr aveva visione ed è ancora attuale. Ma dove li troviamo questi sei miliardi? È stato avventato far credere che in pochi anni sarebbe stato realizzato”.

Ma chi l’ha fatto credere e chi ha marciato su un progetto che non sarà mai realizzato? Se lo sta chiedendo anche la Procura veneziana della Corte dei Conti che ha aperto un’inchiesta. Quando la notizia è finita sui giornali, l’assessore De Biasi si è affrettata a dichiarare: “Abbiamo inviato gli atti alla Corte dei conti, come è consuetudine e prassi della Regione, nelle more dell’accordo con Engineering”. La ricerca di responsabilità per i giudici contabili sarà molto ardua. Perché i trent’anni del progetto Sfmr raccolgono la storia della politica veneta, nella sua evoluzione dal potere democristiano a quello di Forza Italia e, infine, a quello della Lega Nord-Liga Veneta.

Giusto per farvelo capire: Salvini ha tolto “Nord” dal nome del partito solo per prendervi in giro. L’art 1 dello statuto recita ancora perentorio: “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”

 

Salvini

 

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Giusto per farvelo capire: Salvini ha tolto “Nord” dal nome del partito solo per prendervi in giro. L’art 1 dello statuto recita ancora perentorio: “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”

 

Salvini, nel suo Statuto, quello della Lega, all’articolo 1, lascia che sia scritto:

“Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (di seguito indicato come “Lega ”) è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”

Mattarella come può dare l’incarico della gestione dell’Italia ad un Partito che va contro la stessa costituzione o comunque contro l’interessa dell’Italia intera?
(commento preso dal web)

Qui potete leggere con tutta tranquillità lo statuto della lega:
http://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/statuto/Statuto.pdf

 

Tratto da:

https://www.facebook.com/150928878308556/photos/a.565882620146511.1073741825.150928878308556/1625408440860585/?type=3&theater

E poi…

Per quelli del sud che pensano di votare Lega: hanno tolto il “Nord” dal simbolo non perché sono meno razzisti ma perché al vecchio partito sequestrano tutto visto che Bossi, candidato al Senato, e company hanno fatto sparire 48 milioni di euro di rimborsi elettorali.

E se Salvini ha candidato Bossi, pluripregiudicato, non è per riconoscenza o affetto ma solo per parargli e pararsi il culo grazie all’immunità parlamentare

Tratto da:

https://twitter.com/sempreciro/status/967696412711575552

Siamo arrivati a questo – Lo sfogo di una madre su Facebook: “I miei figli adottivi vivono nel terrore grazie a Salvini”…!

 

Salvini

 

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Siamo arrivati a questo – Lo sfogo di una madre su Facebook: “I miei figli adottivi vivono nel terrore grazie a Salvini”…!

 

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L’ennesima cazzata razzista di Salvini. E la fantastica risposta di un utente Facebook. La miseria di un politico contro la grandezza della gente comune!!

Lo sfogo di una madre su Facebook: “I miei figli adottivi vivono nel terrore grazie a Salvini”

In una lettera aperta una mamma di due bimbi africani attacca il leader della Lega su Facebook: “Volevo ringraziarla perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune”.

 

Una mamma adottiva su Facebook, la signora Gabriella Nobile, imprenditrice 49enne di Taranto trasferita a Milano, si è rivolta direttamente al leader della Lega Salvini, per accusarlo di alimentare la paura e un senso di insicurezza nei suoi bambini. La donna ha adottato i suoi figli quando avevano 2 anni il maschietto e pochi mesi l’altra: “Parlano un accento smaccatamente milanese entrambi. Sono super-integrati, più di me che vengo dalla Puglia”, ha raccontato al Corriere.

Il post sul social network, datato 25 febbraio, è un lungo sfogo della signora, preoccupata per i toni di questa campagna elettorale: “Caro Salvini, sono una mamma adottiva di due splendidi bambini africani, volevo ringraziarla perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune. Mia figlia di 7 anni prima di andare a letto mi chiede “ma se vince quello che parla male di noi mi rimandano in Africa?” E piange disperata. Mio figlio invece, prende l’autobus per andare agli allenamenti di calcio quasi tutti i giorni e da circa un paio di mesi mi racconta di insulti che è costretto a subire da suoi gentili simpatizzanti”.

La lettera aperta è stata scritta dopo il “giuramento” che il leader della Lega ha fatto in pubblico nella piazza di Milano, esibendo la Costituzione e il Vangelo, e pronunciando queste solenni parole: “Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio”. Una summa della sua campagna elettorale, imperniata su messaggi di esclusione e odio, con continui riferimenti al concetto cardine del suo programma “Prima gli italiani”.

“Dire ad un bambino di 12 anni, che oltretutto veste una divisa sportiva : sporco n…, n… di mer…, torna a casa tua, venite qui rubare e ammazzare le nostre donne…credo che sia la palese dimostrazione di come questo paese, grazie a persone come lei, stia lentamente scivolando nel baratro. Nei suoi ipocriti slogan “prima gli italiani” c’è tutta l’ignoranza di colui che non ha ancora capito che l’italiano è colui che ama l’Italia non che ci è nato! Come io sono mamma perché amo i miei figli e non perché li ho partoriti. Faccia la guerra a coloro che ci hanno ridotto al collasso. Benpensanti italici che hanno impoverito di cultura e di valori questo bellissimo Paese facendo guerre contro i poveri, gli immigrati, i gay, i rifugiati…tutto per una sola bieca motivazione. Distogliere l’attenzione dalle malefatte (e non uso termini peggiori perché sono una Signora) che imperterriti continuate a perpetuare a chi in questo paese ci crede davvero”.

Il post ha ricevuto quarantamila like e 30mila condivisioni, diventando virale su Facebook. Dopo la sua denuncia la signora ha precisato di non aver voluto fornire “indicazioni di voto o fare politica. Mi sono rivolta a lui perché ritengo che certe posizioni della Lega non aiutino in termini di integrazione. Prima Bossi ce l’aveva con i “terroni”. Ora hanno tolto “Nord” dal nome del partito e se la prendono con gli extracomunitari”.

La risposta di Salvini
Salvini prova a rassicurare la signora Nobile, rispondendo con un altro post su Facebook: “Una mamma che ha adottato due bimbi africani dice che i suoi figli hanno paura di me? Sbaglia, lo dico con affetto, da papà. Basterebbe che la mamma spiegasse ai suoi figli che io allontanerò dall’Italia delinquenti, clandestini e spacciatori, non certo i bambini! Voglio un Paese più sicuro per tutti, soprattutto per i nostri figli. Questo mi chiedono non solo gli italiani ma anche tanti immigrati, regolari e perbene, che vivono in questo Paese. Anzi, al governo lavorerò per rendere più veloci e meno costose le adozioni per le migliaia di coppie che attendono questa gioia da anni, non avendo 30.000 euro da spendere o anni per aspettare” – e conclude con un invito – “Visto che viviamo entrambi a Milano, sarei ben felice di offrirle un caffè al parco, mentre i nostri bimbi giocano insieme”.

 

fonte: https://www.fanpage.it/lo-sfogo-di-una-madre-su-facebook-i-miei-figli-adottivi-vivono-nel-terrore-grazie-a-salvini/p1/