Il curioso conflitto d’interesse del leghista Pillon, difensore della “famiglia tradizionale” – Nel suo ddl sull’affido condiviso vuole rendere obbligatoria (E A PAGAMENTO) la MEDIAZIONE FAMILIARE… Ma tu guarda un po’ le coincidenze, Pillon fa proprio il MEDIATORE FAMILIARE…!

 

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Il curioso conflitto d’interesse del leghista Pillon, difensore della “famiglia tradizionale” – Nel suo ddl sull’affido condiviso vuole rendere obbligatoria (E A PAGAMENTO) la MEDIAZIONE FAMILIARE… Ma tu guarda un po’ le coincidenze, Pillon fa proprio il MEDIATORE FAMILIARE…!

Da L’Espresso:

Quel curioso conflitto d’interesse del leghista Pillon, difensore della “famiglia tradizionale”

Nel suo ddl sull’affido condiviso vuole rendere obbligatoria (e a pagamento) la mediazione familiare. E lui fa proprio il mediatore. Tanto che per promuovere la sua attività sul sito del proprio studio legale scrive: «È in corso di approvazione una modifica al codice civile»

DI SIMONE ALLIVA
Senatore leghista ma anche avvocato. Membro di spicco del Family Day e promettente “cacciatore di streghe” nelle scuole. Ma non solo. Il senatore Simone Pillon che si è distinto negli ultimi mesi per diverse iniziative a favore della “famiglia tradizionale” è anche un mediatore familiare.

Un ruolo che la riforma dell’affido condiviso, firmata proprio da Pillon, renderebbe obbligatorio e a pagamento. In relazione alla mediazione familiare, il ddl prevede la creazione presso il ministero della Giustizia di un apposito albo dei mediatori e punta a rendere obbligatorio il ricorso alla mediazione in caso di separazione e di divorzio. Se prima era una possibilità, quello del mediatore potrebbe diventare un imperativo piuttosto oneroso, pronto a ingrossare il bilancio di spesa per le coppie che si vogliono separare.

E ad avvantaggiarsene sarebbero proprio i mediatori, di cui Pillon fa parte. Il senatore leghista vanta infatti nel curriculum un master breve di Mediazione Familiare accreditato dall’AIMEF (2011-2013). E la sua proposta normativa introduce e regolamenta questa figura stabilendo ruoli e competenze del mediatore che dovrà guidare gli ex coniugi a gestire, nel miglior modo possibile per i figli, la separazione. I coniugi con figli minori per separarsi dovranno essere, per legge, seguiti da un mediatore per una durata massima di sei mesi.  La mediazione familiare prevede da sei a dieci incontri con un costo variabile da 50 ai 100 euro ad incontro.

Come già riportato su La Repubblica da Alessandro Simeone, Avvocato del Comitato Scientifico de Il Familiarista, portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di Giuffrè Francis Lefebvre: «Le nuove norme metteranno a disposizione degli avvocati e psicologi che siano anche mediatori familiari sino a 77 milioni di euro all’anno a disposizione dei “mediatori familiari”; soldi che saranno pagati dai cittadini, visto che il ddl Pillon prevede che lo Stato non ci metta un euro senza considerare i corsi di formazione per diventare mediatori familiari, che dovranno essere seguiti dagli avvocati “junior” o dai giovani laureati in disciplina “sociali mediche, psicologiche, giuridiche o pedagogiche». Altri nove milioni di euro, calcola Simeone.

Eppure l’opportunità della mediazione familiare per gli avvocati risulterebbe inutile. È quanto emerge dal questionario elaborato dall’Organismo unitario dell’avvocatura sulla mediazione familiare, che ha coinvolto nel 2016, 80 diversi fori di appartenenza. “Esperienze negative, accordo difficile da raggiungere, mancanza di fiducia nei confronti dei mediatori non avvocati, che rischiano di essere solo un ulteriore orpello burocratico nella risoluzione della lite”.

Disturba inoltre parte della maggioranza giallo-verde il fatto che sul sito del proprio studio legale il senatore Pillon nel pubblicizzare le competenze legali alla voce “mediazione familiare” assicuri l’approvazione del proprio ddl: “È in corso di approvazione una modifica al codice civile” si legge “che conferirà grande rilievo all’attività di mediazione nel corso dei procedimenti per la separazione dei coniugi. In vista di ciò in molti Atenei italiani si stanno realizzando corsi di alta formazione (Master) finalizzati alla creazione del profilo di “mediatore familiare”.

«Un caso di opportunismo un po’ scomodo» confessa all’Espresso una fonte vicina al governo. Il ddl è stato al momento soltanto incardinato in Commissione Giustizia. Fermo, probabilmente per qualche mese.

fonte: http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2018/09/17/news/pillon-1.327016?fbclid=IwAR1OQqAOkKIqIWBpXY0ruDtR3wxSx4cVf9eqj_ijrrq9VaeDS1C0IyKqlK8

Il Ministro dell’Istruzione leghista Bussetti offende il Sud: “Non servono soldi, ma devono lavorare di più” …In campagna elettorale avrebbero promesso valanghe di denaro, ora solo offese… FIRMA ANCHE TU PETIZIONE PER MANDARE A CASA QUESTO AVVOLTOIO…!

 

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Il Ministro dell’Istruzione leghista Bussetti offende il Sud: “Non servono soldi, ma devono lavorare di più” …In campagna elettorale avrebbero promesso valanghe di denaro, ora solo offese… FIRMA ANCHE TU PETIZIONE PER MANDARE A CASA QUESTO AVVOLTOIO…!

Da I Nuovi Vespri:

Firmiamo la petizione per mandare a casa il Ministro dell’Istruzione leghista che offende il Sud

La petizione è stata lanciata su Change. org dallo scrittore e giornalista, Pino Aprile. Obiettivo: mandare a casa il Ministro leghista della Pubblica Istruzione che offende non soltanto la verità, non soltanto il mondo della scuola del Sud, ma soprattutto l’intelligenza. In questo articolo troverete i ‘numeri’ che illustrano come il Nord ruba al Sud anche i soldi della scuola.

Può un Ministro della Pubblica Istruzione offendere il mondo della scuola del Sud? Purtroppo al tempo di Matteo Salvini succede anche questo: succede che Marco Bussetti, allenatore di Basket e Ministro dell’Istruzione, per giustificare gli scippi alle scuole del Mezzogiorno d’Italia, tiri fuori una teoria, ovviamente a favore delle scuole del Centro Nord, in base alla quale le scuole del Meridione non avrebbero bisogno di fondi, ma di “impegno”:

“No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”.

La cosa non è piaciuta a Pino Aprile, lo scrittore e giornalista autore del libro Terroni, che ha lanciato subito una petizione on line su Change.org per mandare a casa il Ministrro leghista antimeridionale.

“Cacciamo immediatamente Marco Busetti, un Ministro indegno, firma per le dimissioni”: questo il titolo della petizione. Che vale la pena di leggere:

“Il Ministro Marco Bussetti must go, se ne deve andare. La serie degli ultimi governi ha messo il Dicastero dell’Istruzione nelle mani dei peggiori ministri di sempre, sino all’attuale, leghista e allenatore di basket. Per lui, non servono più fondi per le scuole disastrate del Mezzogiorno a cui il Nord ha rubato il soldi per le scuole terremotate (che sono nella stragrande maggioranza a Sud, mentre i soldi per restaurarle finirono per il 97 per cento al Centro-Nord) o per ristrutturare quelle malmesse (quasi mezzo miliardo che fu sottratto e speso diversamente); o per la ricerca collegata alle start up (un miliardo che venne destinato all’illuminazione del Veneto, alle compagnie di navigazione sul lago di Garda, all’industria bresciana delle armi); o per combattere l’evasione scolastica altissima a Scampia e in alcuni quartieri di Palermo (ma i soldi andarono soprattutto al Nord, specie Lombardia)…”.

Numero alla mano, il Centro Nord scippa al Sud anche i soldi per le scuole. Poi arriva il Ministro leghista, Busetti, e ci viene anche a dire che no, le scuole del Sud non hanno bisogno di soldi: le scuole meridionali si devono organizzare (mentre le scuole del Centro Nord di ‘organizzano’ con i nostri soldi) e, soprattutto, si debbono impegnare di più…

“Eppure, per un Ministro di adamantina anima leghista – si legge ancora nella petizione – contro il divario cui la scuola del Mezzogiorno è stata condannata da un Paese razzista, non servono più fondi per attrezzare gli istituti, aiutare i ragazzi in difficoltà ambientali e familiari, no: ‘Ci vuole più impegno, più lavoro e sacrificio al Sud per recuperare il gap con il Nord. Vi dovete impegnare forte, è questo che ci vuole’”.

“Capito? Non è colpa di chi riduce la scuola del Sud in condizioni disastrate, senza mense, in edifici precari; no, è colpa dei meridionali. E ora, con la legge sul regionalismo differenziato, vogliono sottrarre ancora un miliardo e mezzo alle scuole del Sud, e trattenere i 9/10 delle tasse nelle Regioni più ricche, in modo da poter pagare meglio i loro docenti, offrire agli studenti scuole sempre più fornite e una formazione più completa; in tal modo, i migliori professori finirebbero al Nord, e verso quelle scuole si creerebbe, dalle Regioni più povere, come già avviene per le università, una migrazione di studenti con maggiori disponibilità, ufficializzando la creazione di scuole per ricchi al Nord e di serie B nel Meridione”.

A questo punto Pino Aprile fa un’analisi cruda di come, negli ultimi anni, lo Stato italiano, attraverso Governi nazionali ‘colonialisti’, ha trattato le scuole e le università del Sud, sottolineando che le dichiarazioni dell’allenatore di Basket diventato Ministro leghista dell’Istruzione sono l’inevitabile punto di arrivo di un Paese sbagliato che considera il Sud un luogo da sfruttare:

“È la naturale conclusione di un percorso – scrive Pino Aprile -: da Maria Stella Gelmini, del centrodestra con uso di Lega, che escluse dai programmi di letteratura del Novecento tutti i poeti e gli scrittori meridionali; a Francesco Profumo, del governo ‘tecnico’ Monti, con il suo progetto di dividere l’Italia in tre, per borse di studio differenziate Nord-Sud; a Maria Chiara Carrozza del PD, che emanò il decreto per uccidere le università del Sud, stabilendo che quelle che sorgono in territori più ricchi sono migliori; a Stefania Giannini, della Margherita, che riuscì a non fare niente o quasi; a Valeria Fedeli, PD, ‘la più migliore’, con la sua terza media. Ora Marco Bussetti, che addossa al Sud le conseguenze della gestione differenziata e antimeridionale del diritto allo studio. Questo Ministro non deve restare un giorno di più al suo posto. Firmate per cacciarlo!”.

QUI BUSSETTI CHE OFFENDE I MERIDIONALI

QUI L’APPELLO CHE POTETE FIRMARE

 

Articolo di I Nuovi Vespri

 

Il leghista Ciocca presenta il conto ad un albanese in ospedale: per i suoi crimini ci è costato 6.500 Euro di soldi nostri! …Qualcuno ora spieghi a Ciocca che resterà un pagliaccio e uno sciacallo finché non andrà da Salvini per chiedere dei 49.000.000 che la Lega si è fottuto… E parliamo sempre di soldi nostri!

 

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Il leghista Ciocca presenta il conto ad un albanese in ospedale: per i suoi crimini ci è costato 6.500 Euro di soldi nostri! …Qualcuno ora spieghi a Ciocca che resterà un pagliaccio e uno sciacallo finché non andrà da Salvini per chiedere dei 49.000.000 che la Lega si è fottuto… E parliamo sempre di soldi nostri!

Leggo dell’onorevole (?) leghista Angelo Ciocca che si presenta in un ospedale pubblico per “presentare il conto” a un albanese operato per una pallottola presa durante un tentativo di furto.

E parliamo di ben 6.500,00 Euro di soldi nostri…

Una schifosa pagliacciata per prendere una manciata di voti in più. Uno sciacallo, insomma…

 

Un pagliaccio sciacallo e la penserò così finché il sig. Ciocca, anzichè reclamare i 6.500,00 Euro dall’albanese, non presenti a casa di Salvini per chiedere conto dei 49.000.000 di Euro che la Lega Ladrona si è fottuto…!

Leggi:

Per non dimenticare – Lega ladrona ridacci i nostri 49 milioni!

Da Fanpage:

La vergogna dell’europarlamentare Ciocca, che chiede il conto a un malato su un letto d’ospedale

L’onorevole leghista Angelo Ciocca si presenta in un ospedale pubblico per “presentare il conto” a un albanese operato per una pallottola presa durante un tentativo di furto. Per un pugno di voti.

Se vi avanza qualche posto nella vostra collezione di leghisti che per un po’ di propaganda sono pronti a coprirsi di ridicolo preparatevi ad accogliere la figurina di Angelo Ciocca, il “Brad Pitt” della Lega, che salì alle cronache politiche per le sue 19mila preferenze su Pavia alle elezioni regionali lombarde quando nel 2010 superò addirittura Renzo Bossi, allora erede designato del padre Umberto. Una carriera fulminante, quella di Ciocca, che sembrava avviarsi lesta verso i più alti quadri nazionali finché il cambio di segreteria (con la nuova Lega di Salvini) e gli assestamenti interni al partito non l’hanno convinto a godersi un po’ di quiete nel Parlamento Europeo (primo dei non eletti subentrato dopo la morte di Gianluca Buonanno che lo precedeva in lista).

Due giorni fa Ciocca ha improvvisato un blitz presso il Policlinico San Matteo di Pavia per consegnare a Zef Tuci (un albanese di ventisei anni attualmente indagato per rapina e operato d’urgenza quando due settimane fa è stato colpito da un colpo di fucile sparato da un cinquantaseienne di Casteggio, Antonio Bonfiglio, che l’aveva trovato nottetempo nel proprio cortile) un cartello riportante la scritta: “Il tuo crimine ci è costato 6.500 euro”.
Capiamoci bene: un europarlamentare si presenta in una struttura ospedaliera senza nessuna autorizzazione e al di fuori dell’orario di visite (“se ne assumerà tutte le responsabilità”, riferisce l’ufficio stampa del Policnico) per presentare il conto a un presunto ladro albanese (il processo inizierà nei prossimi giorni) preso a fucilate (vere, mica presunte) da “l’amico Antonio” (perché Ciocca nel video insiste nel farci sapere che la sua reazione è dovuta al dispiacere “verso un amico, che conosco molto bene”) stabilendo prima ancora della Giustizia italiana le colpe, la pena e l’ammontare del risarcimento (sempre a riguardo del computo delle spese ipotizzate da Ciocca il Policnico dichiara di “non avere idea di come siano state calcolate”).

È ancora una volta il concetto aberrante della giustizia fai da te (a cui questa volta si aggiunge la pena del pubblico ludibrio) che dalle parti della Lega viene sventolata in nome di una difesa sempre legittima. E fa niente che per uno scherzo del destino in questo caso sia proprio il leghista Ciocca ad avere violato lo spazio privato (e cosa c’è di più privato del proprio letto di ospedale) per scippare qualche briciolo di propaganda. Il tutto (tanto per rendere il quartetto ancora più goffo) proprio mentre 4 primari della sanità lombarda (del Pini e del Galeazzi) vengono arrestati per tangenti, proprio nella regione governata dalla Lega.

Sfugge un piccolo particolare all’onorevole Ciocca: il compito della politica non è parteggiare per i disperati di una o dell’altra fazione ma regolamentare le soluzioni alle disperazioni. In fondo quella pallottola nello sterno e il tentativo di furto (poi ognuno secondo la propria coscienza deciderà chi ci ha rimesso di più) sono un tema su cui portare proposte e azioni (e no, non attacca il fatto che sia albanese, poiché la comunità albanese da più di qualche anno è integrata e fondamentale per l’economia lombarda). E la decisione sulla pena spetta a tutt’altro che a un leghista con un cartello cartonato.

fonte: https://www.fanpage.it/la-vergogna-dell-europarlamentare-ciocca-che-chiede-il-conto-a-un-malato-su-un-letto-d-ospedale/

L’assessora che “iniettava ai bambini siero per farli diventare gay” …Chi si può bere una puttanata del genere? Un leghista! La schifosa fake news lanciata da una militante della Lega per screditare la sua avversaria politica!

 

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L’assessora che “iniettava ai bambini siero per farli diventare gay” …Chi si può bere una puttanata del genere? Un leghista! La schifosa fake news lanciata da una militante della Lega per screditare la sua avversaria politica!

 

L’assessora “fa diventare gay i bimbi”, leghista verso il processo per diffamazione

Si è conclusa l’indagine della procura sulla fake news omofoba ai danni dell’assessora Serafini di Genova.

A lanciare la fake news sui bimbi gay una militante della Lega, che aveva accusato Elisa Serafini, al tempo candidata del centrodestra.

In occasione del patrocinio negato al Pride da parte del comune di Genova torna a galla una vicenda di omofobia e di veleni all’interno della coalizione che oggi guida il capoluogo ligure: la campagna diffamatoria secondo cui Elisa Serafini, oggi assessora alla cultura, “iniettasse a dei bambini un siero per farli diventare gay”.

Ad architettare una calunnia tanto ridicola una militante della Lega, 70 anni, che era candidata per il IV Municipio della città ligure, in cui poi non è risultata eletta. La donna, che fa parte dell’associazione omofoba ‘Generazione famiglia’, aveva preso di mira Serafini per il suo favore ai diritti LGBT.

La settantenne aveva inizialmente asserito in un gruppo Google che ci fossero dei video su Youtube in cui veniva mostrata la futura assessora iniettare questo siero ai dei bambini, arrivando poi a dichiararlo pubblicamente e perfino davanti a Serafini, che ha sporto denuncia.

Come riporta Repubblica Genova pochi giorni fa il pubblico ministero Michele Stagno ha chiuso le indagini preliminari e spetterà ora al Gup decidere se rinviare a giudizio o meno la militante omofoba della Lega.

Secondo il quotidiano l’intenzione di Serafini, che avrebbe rifiutato le proposte di patteggiamento giunte dai legali della donna, sarebbe quella di arrivare a sentenza e devolvere il risarcimento alla realizzazione di una casa di accoglienza per giovani gay rifiutati dalla famiglia per il proprio orientamento sessuale.

tratto da: http://www.gay.it/primo-piano/news/assessore-serafini-bimbi-gay-genova?utm_medium=PushNotifications&utm_source=OneSignal&utm_campaign=OneSignal

Il fascio-leghista Luca Traini con il suo odio è riuscito a fare quello che neanche l’Isis aveva tentato: portare il terrorismo nelle nostre strade.

 

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Il fascio-leghista Luca Traini con il suo odio è riuscito a fare quello che neanche l’Isis aveva tentato: portare il terrorismo nelle nostre strade.

Neanche l’Isis aveva portato il terrorismo nelle nostre strade. C’è riuscito questo fascio-leghista. Luca Traini, un omuncolo che sarebbe anche ridicolo, un personaggetto da satira, se non avesse commesso uno dei crimini più gravi della nostra storia.

Non per il fatto in sè, fortunatamente il bilancio delle vittime non è grave, ma per il fatto, appunto, di aver portato a casa nostra il terrorismo dell’odio.

Aver emulato i cazzoni dell’Isis.

Loro, quelli dell’Isis, con il loro “Allah Akbar” che distorcono il valore ed il significato del sacro Coramo. Questo omuncolo con il suo “saluto romano” che si maschera dietro un tricolore, distorcendone il significato…

Perchè vorrei ricordare a questo idiota che il Tricolore è il simbolo della Repubblca Italiana che, con la sua Costituzione, ripudia ogni forma di fascismo…

E permettetemi un’ultima considerazione. Chi semina odio raccoglie tempesta. La penso come Saviano. “È Salvini il mandante morale dei fatti di Macerata”. Salvini ed i fascisti come lui…

Spero (ma dubito) che anche gli organi di informazione definiscano i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista.

Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza.

By Eles

Roberto Saviano: “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini”

 

Roberto Saviano

 

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Roberto Saviano: “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini”

Lo scrittore: “Un pericolo mortale per la tenuta democratica”. Grasso: “Il segretario Lega causa della spirale d’odio”

“Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. Lo scrive su Twitter Roberto Saviano commentando la sparatoria di Macerata, dove un uomo di 28 anni, legato all’estrema destra, ha ferito 6 persone di origini straniere a colpi di pistola.

“Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono – continua – un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza”.

Una linea condivisa da Pietro Grasso: “Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito – scrive il leader di Liberi e Uguali – Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare”.

Luca Traini il fascio-leghista che ha sparato a sette persone perché erano nere. Ma forse domani Salvini ci dirà che ha fatto anche cose buone.

 

Luca Traini

 

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Luca Traini il fascio-leghista che ha sparato a sette persone perché erano nere. Ma forse domani Salvini ci dirà che ha fatto anche cose buone.

 

Luca Traini, l’uomo bloccato per la sparatoria a Macerata candidato della Lega Nord a Corridonia nel 2017

Nato nel 1989, incensurato, è stato trovato con una pistola: al momento del fermo, avvolto in una bandiera tricolore, ha fatto il saluto fascista. Il titolare della palestra dove si recava: «È razzista ed estremista, lo avevamo cacciato»

Classe 1989, fisico atletico, calvo. E un tatuaggio con la forma stilizzata di una svastica sulla fronte. Si chiama Luca Traini, ha 28 anni ed è incensurato e originario di Tolentino, nelle Marche, l’uomo che a Macerata ha aperto il fuoco contro alcuni stranieri, prima di essere fermato dai carabinieri. Era stato candidato alle elezioni amministrative del 2017 per il consiglio comunale di Corridonia con la Lega Nord. Nel programma, anche il «controllo degli extracomunitari».

La bandiera tricolore e il saluto fascista

Sentendosi braccato, dopo la sparatoria, Traini ha fermato l’auto davanti al Monumento ai Caduti di Macerata, è sceso dall’auto, ha indossato la bandiera italiana, ha fatto il saluto fascista e gridato «Viva l’Italia». A bordo della vettura una pistola, la tuta mimetica, sul cruscotto appunti a penna e bottiglie d’acqua.

«Cacciato dalla palestra»

Francesco Clerico, il titolare della palestra in cui Traini andava ad allenarsi, ha dichiarato di averlo «cacciato a ottobre». I due si conoscevano da «almeno 10 anni», ma recentemente, secondo Clerico, Traini «aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste. E da tempo so che aveva una pistola. Lo hanno rovinato le amicizie sbagliate, questi ambienti estremisti, ha situazione familiare disastrosa». Prima di candidarsi con la Lega Nord era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, secondo Clerico: «Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – aggiunge -, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?».

«Era andato dalla psichiatra»

Traini «era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato “border line”», ha detto ancora Clerico, titolare della palestra Robbys in cui il giovane arrestato si allenava. «Lui quasi era orgoglioso di questa definizione, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo. Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato più di recente. Luca viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco — dice Clerico — . Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro». Clerico non sa dire se quanto fatto da Traini oggi sia legato alla vicenda di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata a pezzi nel Maceratese. «L’avevamo cacciato dalla palestra a ottobre, non l’ho più rivisto», spiega.

tratto da Il Corriere della sera

Il consigliere leghista Fabio Tuiach: “Il femminicidio non esiste, è un’invenzione della sinistra” – Capito femmine? Ora con la complicità della sinistra vi siete inventate anche il “femminicidio” …Per favore, cercate di crepare senza dare fastidio al povero Tuiach

 

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Il consigliere leghista Fabio Tuiach: “Il femminicidio non esiste, è un’invenzione della sinistra” – Capito femmine? Ora con la complicità della sinistra vi siete inventate anche il “femminicidio” …Per favore, cercate di crepare senza dare fastidio al povero Tuiach

…Ma il problema non sono le cazzate che sparano Tuiach ed i suoi compari leghisti. Il problema è che c’è gente che invece di lanciargli noccioline e banane, li vota!

Non mancano precedenti a testimoniare l’assoluta carenza di neuroni nella testa del leghista Fabio Tuiach, dal “Maometto pedofilo” alla bufala dei migranti che frequentano a titolo gratuito le palestre triestine, al “mi piace” al fotomontaggio filo-nazista del centro sociale sovrastato dal motto nazista Arbeit Macht Frei.

Ma questo supera il limite. A testimonianza di quali siano i requisiti necessari per votare Lega.

Scrive Fanpage:

“Il femminicidio è un’invenzione della sinistra”: la frase choc del consigliere leghista

Il consigliere comunale leghista Fabio Tuiach sostiene che “il femminicidio è un’invenzione della sinistra” prima durante una commissione e poi su Facebook. Pd e Si chiedono le dimissioni del consigliere.

Una frase choc detta durante i lavori di una commissione e poi ripetuta attraverso Facebook: “Il femminicidio è un’invenzione della sinistra”, secondo quanto dichiarato da Fabio Tuiach, consigliere comunale della Lega Nord a Trieste. Tuiach commenta sul social network un post pubblicato sul sito Movimento Libertario e scrive: “Questa mattina in commissione mi è scappata una verità scomoda che ha fatto infuriare la sinistra che fa battaglie per garantire a due uomini innamorati di potersi comprare un bimbo con l’utero in affitto!”.

“I grillini – continua – si sono scatenati quando ho ricordato che il femminicidio è un’invenzione della sinistra ma questi dati lo confermano”, spiega con riferimento al pezzo pubblicato su questo sito in cui si sostiene che l’Italia è uno dei paesi con uno tra i più bassi tassi al mondo di omicidi di donne. “Intanto – scrive ancora il consigliere leghista – in Italia gli unici che continuano a creare problemi sono i nuovi arrivati islamici che hanno una cultura completamente diversa dalla nostra. Ci sono anche italiani a volte, come i due rom che hanno picchiato la mia amica Hellen quando ha difeso con coraggio una collega picchiata a sua volta da un altro rom. Di oggi la notizia che sono tranquilli ai domiciliari a rilassarsi”.

Fabio Tuiach, ex pugile, aveva già fatto parlare di sé in passato per frasi di cattivo gusto. Una volta aveva sostenuto che “Maometto era un pedofilo”: affermazione che gli era costata il posto da vicecapogruppo. In passato aveva anche proposto di chiamare ‘culimoni’ la sala matrimoni del comune dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili.

Pd e Si chiedono le dimissioni del consigliere leghista
Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, chiede a Salvini di far dimettere il consigliere comunale di Trieste: “Si potrebbe definire un’uscita da osteria ma il femminicidio è un dramma talmente serio che l’unico sentimento è l’indignazione. Questo signore lo vada a dire ai familiari delle tante donne e ragazze uccise con una frequenza impressionante in questo Paese. Spero che ci ripensi e chieda scusa. Già che c’è faccia un gesto di dignità e si dimetta. E se non lo fa glielo imponga il suo capo Salvini”.

Stessa richiesta anche dalla senatrice del Pd Francesca Puglisi: “Le aberrazioni di Fabio Tuiach meritano una severa sanzione. Mi auguro che il segretario Salvini prenda provvedimenti. Dire che il femminicidio è un’invenzione della sinistra è troppo anche per la Lega. La violenza contro le donne ed i femminicidi sono una drammatica realtà tutti i giorni”.

 

Un profondo pensiero del leghista Saverio Siorini, coordinatore di “Noi con Salvini”, sul duplice stupro di Rimini “Ma alla Boldrini e alle donne del PD, quando dovrà succedere?”…Qualcuno l’ha definito un “personaggio abietto”, ma forse è troppo poco!

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Un profondo pensiero del leghista Saverio Siorini,  coordinatore di “Noi con Salvini”, sul duplice stupro di Rimini “Ma alla Boldrini e alle donne del PD, quando dovrà succedere?”…Qualcuno l’ha definito un “personaggio abietto”, ma forse è troppo poco!

“Ma alla Boldrini e alle donne del PD, quando dovrà succedere?”. Così Saverio Siorini, da poco eletto coordinatore di “Noi con Salvini” di San Giovanni Rotondo commenta su Facebook la notizia del duplice stupro di Rimini. Dopo qualche protesta, Siorini tenta di correggere il tiro e al post aggiunge: “(ovvio che lo stupro non si augura a nessuno, ma questa è una provocazione che nessuno ha recepito)”. E ancora: “N.B. sono stato costretto a modificare il mio post, per farlo recepire ai tanti ciechi della situazione che stiamo attraversando”.
Gaypost.it ha raggiunto la senatrice Monica Cirinnà (Pd) nella sua azienda agricola di Capalbio dov’è impegnata con la preparazione della conserva di pomodoro. Come le altre donne dem, infatti, è stata direttamente chiamata in causa da quello che ha definito “un personaggio abietto e con un livello culturale basso”.

zzz

fonte: http://www.gaypost.it/leghista-stupro-rimini-accadra-boldrini-alle-donne-pd-cirinna

Una storia tutta Leghista: firma petizione per non avere i profughi in paese. Però si mette in tasca 4mila euro per fargli il corso di formazione! Quando si dice la coerenza!

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Una storia tutta Leghista: firma petizione per non avere i profughi in paese. Però si mette in tasca 4mila euro per fargli il corso di formazione! Quando si dice la coerenza!

Profughi, leghista firma petizione per non averli in paese. Poi percepisce 4mila euro per fargli il corso di formazione a Udine

Elia Miani è assessore a Cividale (UD) ed ex numero due del Carroccio in Friuli Venezia Giulia. Sei mesi fa sottoscriveva un’iniziativa per respingere i richiedenti asilo in una ex caserma del suo Comune. Da imprenditore edile però va in quella di Udine a insegnare il mestiere ai pakistani al costo di 25 euro l’ora più Iva pagati dalla Regione. “Ho cambiato idea, mica vero che son tutti delinquenti. Poi ho la benedizione del segretario”