Il Ministro dell’Istruzione leghista Bussetti offende il Sud: “Non servono soldi, ma devono lavorare di più” …In campagna elettorale avrebbero promesso valanghe di denaro, ora solo offese… FIRMA ANCHE TU PETIZIONE PER MANDARE A CASA QUESTO AVVOLTOIO…!

 

Bussetti

 

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Il Ministro dell’Istruzione leghista Bussetti offende il Sud: “Non servono soldi, ma devono lavorare di più” …In campagna elettorale avrebbero promesso valanghe di denaro, ora solo offese… FIRMA ANCHE TU PETIZIONE PER MANDARE A CASA QUESTO AVVOLTOIO…!

Da I Nuovi Vespri:

Firmiamo la petizione per mandare a casa il Ministro dell’Istruzione leghista che offende il Sud

La petizione è stata lanciata su Change. org dallo scrittore e giornalista, Pino Aprile. Obiettivo: mandare a casa il Ministro leghista della Pubblica Istruzione che offende non soltanto la verità, non soltanto il mondo della scuola del Sud, ma soprattutto l’intelligenza. In questo articolo troverete i ‘numeri’ che illustrano come il Nord ruba al Sud anche i soldi della scuola.

Può un Ministro della Pubblica Istruzione offendere il mondo della scuola del Sud? Purtroppo al tempo di Matteo Salvini succede anche questo: succede che Marco Bussetti, allenatore di Basket e Ministro dell’Istruzione, per giustificare gli scippi alle scuole del Mezzogiorno d’Italia, tiri fuori una teoria, ovviamente a favore delle scuole del Centro Nord, in base alla quale le scuole del Meridione non avrebbero bisogno di fondi, ma di “impegno”:

“No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”.

La cosa non è piaciuta a Pino Aprile, lo scrittore e giornalista autore del libro Terroni, che ha lanciato subito una petizione on line su Change.org per mandare a casa il Ministrro leghista antimeridionale.

“Cacciamo immediatamente Marco Busetti, un Ministro indegno, firma per le dimissioni”: questo il titolo della petizione. Che vale la pena di leggere:

“Il Ministro Marco Bussetti must go, se ne deve andare. La serie degli ultimi governi ha messo il Dicastero dell’Istruzione nelle mani dei peggiori ministri di sempre, sino all’attuale, leghista e allenatore di basket. Per lui, non servono più fondi per le scuole disastrate del Mezzogiorno a cui il Nord ha rubato il soldi per le scuole terremotate (che sono nella stragrande maggioranza a Sud, mentre i soldi per restaurarle finirono per il 97 per cento al Centro-Nord) o per ristrutturare quelle malmesse (quasi mezzo miliardo che fu sottratto e speso diversamente); o per la ricerca collegata alle start up (un miliardo che venne destinato all’illuminazione del Veneto, alle compagnie di navigazione sul lago di Garda, all’industria bresciana delle armi); o per combattere l’evasione scolastica altissima a Scampia e in alcuni quartieri di Palermo (ma i soldi andarono soprattutto al Nord, specie Lombardia)…”.

Numero alla mano, il Centro Nord scippa al Sud anche i soldi per le scuole. Poi arriva il Ministro leghista, Busetti, e ci viene anche a dire che no, le scuole del Sud non hanno bisogno di soldi: le scuole meridionali si devono organizzare (mentre le scuole del Centro Nord di ‘organizzano’ con i nostri soldi) e, soprattutto, si debbono impegnare di più…

“Eppure, per un Ministro di adamantina anima leghista – si legge ancora nella petizione – contro il divario cui la scuola del Mezzogiorno è stata condannata da un Paese razzista, non servono più fondi per attrezzare gli istituti, aiutare i ragazzi in difficoltà ambientali e familiari, no: ‘Ci vuole più impegno, più lavoro e sacrificio al Sud per recuperare il gap con il Nord. Vi dovete impegnare forte, è questo che ci vuole’”.

“Capito? Non è colpa di chi riduce la scuola del Sud in condizioni disastrate, senza mense, in edifici precari; no, è colpa dei meridionali. E ora, con la legge sul regionalismo differenziato, vogliono sottrarre ancora un miliardo e mezzo alle scuole del Sud, e trattenere i 9/10 delle tasse nelle Regioni più ricche, in modo da poter pagare meglio i loro docenti, offrire agli studenti scuole sempre più fornite e una formazione più completa; in tal modo, i migliori professori finirebbero al Nord, e verso quelle scuole si creerebbe, dalle Regioni più povere, come già avviene per le università, una migrazione di studenti con maggiori disponibilità, ufficializzando la creazione di scuole per ricchi al Nord e di serie B nel Meridione”.

A questo punto Pino Aprile fa un’analisi cruda di come, negli ultimi anni, lo Stato italiano, attraverso Governi nazionali ‘colonialisti’, ha trattato le scuole e le università del Sud, sottolineando che le dichiarazioni dell’allenatore di Basket diventato Ministro leghista dell’Istruzione sono l’inevitabile punto di arrivo di un Paese sbagliato che considera il Sud un luogo da sfruttare:

“È la naturale conclusione di un percorso – scrive Pino Aprile -: da Maria Stella Gelmini, del centrodestra con uso di Lega, che escluse dai programmi di letteratura del Novecento tutti i poeti e gli scrittori meridionali; a Francesco Profumo, del governo ‘tecnico’ Monti, con il suo progetto di dividere l’Italia in tre, per borse di studio differenziate Nord-Sud; a Maria Chiara Carrozza del PD, che emanò il decreto per uccidere le università del Sud, stabilendo che quelle che sorgono in territori più ricchi sono migliori; a Stefania Giannini, della Margherita, che riuscì a non fare niente o quasi; a Valeria Fedeli, PD, ‘la più migliore’, con la sua terza media. Ora Marco Bussetti, che addossa al Sud le conseguenze della gestione differenziata e antimeridionale del diritto allo studio. Questo Ministro non deve restare un giorno di più al suo posto. Firmate per cacciarlo!”.

QUI BUSSETTI CHE OFFENDE I MERIDIONALI

QUI L’APPELLO CHE POTETE FIRMARE

 

Articolo di I Nuovi Vespri

 

Vaccini, il ministro Giulia Grillo stronca Salvini: “Su obbligo possiamo discutere, ma la scienza non la fa la politica”

Vaccini

 

 

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Vaccini, il ministro Giulia Grillo stronca Salvini: “Su obbligo possiamo discutere, ma la scienza non la fa la politica”

Vaccini, il ministro Giulia Grillo risponde a Salvini: “Su obbligo possiamo discutere, ma la scienza non la fa la politica”

Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del D.L Lorenzin”, con queste parole il ministro della Salute Giulia Grillo ha replicato alle affermazioni di Matteo Salvini sui vaccini.

A distanza di ore dalle esternazioni del ministro dell’interno Matteo Salvini sulla pericolosità dei vaccini e sull’inutilità dell’obbligo vaccinale, il ministro della Salute Giulia Grillo interviene sulla polemica: “Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati di Governo, ma chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute”.

“Voglio ribadire ancora una volta, e non mi stancheró mai di ripeterlo, che i vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare”.

“Ci fa piacere che il ministro dell’Interno si interessi di un tema così importante, così come il ministro dell’Istruzione. Voglio solo precisare che l’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica ‘non fa’ scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura. Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del D.L Lorenzin”, ha concluso il ministro Grillo.

In sostanza, il ministro della Salute sarebbe favorevole a una revisione della legge che ha reintrodotto l’obbligo vaccinale, ma allo stesso tempo – forte della sua formazione in medicina – contesta le affermazioni anti-scientifiche proferite dal ministro dell’interno.

fonte: https://www.fanpage.it/vaccini-il-ministro-giulia-grillo-risponde-a-salvini-su-obbligo-possiamo-discutere-ma-la-scienza-non-la-fa-la-politica/

Quando Salvini sul caso Regeni diceva: “L’Egitto ci prende in giro. Serve un Ministro con gli attributi”… Ora però il “Ministro con gli attributi” dice: “Regeni? Contano di più i rapporti con l’Egitto” …Insomma, forse gli attributi ce li abbiamo, manca il Ministro…!

 

Salvini

 

 

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Quando Salvini sul caso Regeni diceva: “L’Egitto ci prende in giro. Serve un Ministro con gli attributi”… Ora però il “Ministro con gli attributi” dice: “Regeni? Contano di più i rapporti con l’Egitto” …Insomma, forse gli attributi ce li abbiamo, manca il Ministro…!

Quando Salvini diceva che per Regeni ci vuole un ministro con gli attributi

Sul caso Regeni Salvini il 13 aprile 2016 diceva: «E’ una farsa, se non ci fosse di mezzo un morto e la sua famiglia… non so più cosa commentare. Il problema però non è un paese, l’Egitto, che ci sta prendendo in giro, ma un paese come l’Italia che evidentemente conta come il due di picche e viene irriso non solo dall’India dopo quattro anni con i marò ma anche dall’Egitto. Spero solo che ci sia un ministro di un governo italiano che tira fuori gli attributi». Che dire di più? Anche noi auspichiamo un ministro di un governo italiano che tira fuori gli attributi. Speriamo nel prossimo”.

…Ora il prossimo Ministro è arrivato e dice: “Vogliamo ricostruire buoni rapporti con l’Egitto. Io comprendo bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni” ma per l’Italia “è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto”

E il “prossimo Ministro”, quello che avrebbe dovuto avere gli auspicati “attributi” è proprio Lui, l’attributo per antonomasia.

Ma proprio non Vi sentite presi untantino per il culo?

by Eles

Grazie a Mattarella scopriamo che in Italia c’è il reato d’opinione. Se sei dell’opinione che l’Euro ci ha rovinato non puoi fare il Ministro… Ma non sempre sempre, solo se vuoi fare il ministro dei 5stelle… Se invece sei Cottarella è dici che non dovevano entrare nell’Euro, allora pazienza…

 

Mattarella

 

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Grazie a Mattarella scopriamo che in Italia c’è il reato d’opinione. Se sei dell’opinione che l’Euro ci ha rovinato non puoi fare il Ministro… Ma non sempre sempre, solo se vuoi fare il ministro dei 5stelle… Se invece sei Cottarella è dici che non dovevano entrare nell’Euro, allora pazienza…

 

COTTARELLI: “NON AVREMMO DOVUTO ENTRARE NELL’EURO”

Prima abbiamo scoperto che in Italia c’è il reato d’opinione. Poi che questo reato non vale per tutti. Per Savona si, per Cottarelli no.

Anche Cottarelli ha scritto che l’Euro non è perfetto, che ci siamo entrati con tempi e modi sbagliati, che forse sarebbe stato meglio non farlo, che abbiamo perso competitività.

Perché Cottarelli può criticare l’Euro e Savona no? Forse perché Savona sarebbe stato ministro di un governo targato M5S? Ditemi se sbaglio.

È ufficiale: il ministro delle riforme sbagliate Boschi, che aveva dichiarato di lasciare la politica, ha mentito spudoratamente sul suo conflitto di interessi. Si è occupata attivamente di Banca Etruria del Padre, che ha truffato e rovinato la vita a migliaia di risparmiatori. Ma basta cazzeggiare. Avete visto che avevano ragione? Spelacchio è morto, mica vorrete affidare il Paese ai Grillini?

 

Boschi

 

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È ufficiale: il ministro delle riforme sbagliate Boschi, che aveva dichiarato di lasciare la politica, ha mentito spudoratamente sul suo conflitto di interessi. Si è occupata attivamente di Banca Etruria del Padre, che ha truffato e rovinato la vita a migliaia di risparmiatori. Ma basta cazzeggiare. Avete visto che avevano ragione? Spelacchio è morto, mica vorrete affidare il Paese ai Grillini?

 

Ghizzoni conferma che Boschi gli chiese di acquistare Etruria. E dice che ricevette una mail da Carrai (a che titolo?) sulla questione.

La Boschi ha mentito. Ha mentito spudoratamente, prendendo per i fondelli milioni di Italiani, tra cui tutti i truffati e ridotti in miseria da Banca Etruria della “persona perbene” alias Pier Luigi Boschi.

E parliamo di un ministro delle riforme che ogni volta che ha tentato di fare una riforma ha fatto una puttanata.

E parliamo del ministro che dichiarò pubblicamente cge se si perdeva il famoso referendum del 4 dicembre avrebbe abbandonato la politica… per poi attaccarsi con i denti alla poltrona.

Ma il problema è un altro.

Il problema è che “spelacchio” (l’albero di Natale di Roma della Raggi) è morto.

Come cazzo potete pensare di votare i grillini se non sono capèaci di fare un albero di Natale?

Ai posteri l’ardua sentenza, sperando che siano meno coglioni di noi!

 

By Eles

 

La fantastica lettera al ministro Poletti di un ragazzo barese costretto dai ciarlatani come lui a fuggire all’estero per lavorare. Uno dei 100mila giovani che, secondo questa bestia, è meglio non avere tra i piedi.

 

Poletti

 

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La fantastica lettera al ministro Poletti di un ragazzo barese costretto dai ciarlatani come lui a fuggire all’estero per lavorare. Uno dei 100mila giovani che, secondo questa bestia, è meglio non avere tra i piedi.

“Sig. Perito agrario Poletti (eh si,/ in un Paese che richiede la laurea/ anche per servire caffè in un bar, Lei e’ l’ennesimo caso di non laureato che raggiunge poltrone d’oro, vertici di rappresentanza delle istituzioni e stipendi pazzeschi), ho dato un’occhiata al suo curriculum e le garantisco che lei non verrebbe assunto neanche all’Arlington Hotel della mia Dublino a servire colazioni come io, giovane avvocato laureatomi in Italia, ho fatto per pagare le spese di sopravvivenza in un Paese straniero che mi ha dato una possibilità che il Suo Paese mi ha negato.

Lei, ministro del lavoro, il lavoro non sa neanche cosa sia, lei che non ha lavorato neanche un giorno della sua vita (il suo cv parla chiaro). Lei, che si rallegra di non avere tra i piedi gente come me, non ha la piu’ pallida idea di quanto lei sia un miracolato. Lei non sa, perito agrario Poletti, che dietro ogni ragazzo che si trasferisce all’estero, ci sono una madre e un padre che piangono QUOTIDIANAMENTE la mancanza del figlio, c’e’ una sorella da vedere solo un paio di volte all’anno, degli amici da vedere solo su “facetime” e i cui figli probabilmente non ti riconosceranno mai come “zio”, c’e’ una sofferenza lancinante con la quale ci si abitua a convivere e che diventa poi quasi naturale e parte del tuo benessere/malessere quotidiano.

Il Suo, perito agrario Poletti, e’ un paese morto, finito, senza presente ne’ tanto meno futuro e lo e’ anche per colpa sua e di chi l’ha preceduto. Chi e’ Lei per parlare a noi, figli e fratelli d’Italia residenti all’estero, con arroganza, con spocchia, con offese e mancando del più basilare rispetto che il suo status di persona, oltre al suo status di ministro, richiederebbe?! O forse pensa che le sue pensioni d’oro, i suoi stipendi da favola possano consentirle tutto questo nei confronti di ragazzi, in molti casi più titolati, preparati e competenti di lei?!

Ha mai provato a sostenere un colloquio in inglese? Ha mai scoperto quanto bello, duro e difficile sia conoscere tre lingue e lavorare in realtà multiculturali? Ha mai avuto la sensazione di sentirsi impotente quando le parlano in una lingua che non e’ sua e ha difficoltà a comprenderla al 100%? Questo lei, perito agrario Poletti, non lo sa e non lo saprà mai. E’ per questo che il suo ego le permette di offendere 100.000 ragazze e ragazzi che l’unica cosa che condividono con lei e’ la cittadinanza italiana.

Lei e’ l’emblema di una classe politica e partitica totalmente sconnessa con la realtà, totalmente avulsa dal tessuto sociale che le porcate sue e dei suoi amici “compagni” hanno contribuito a generare. Io, e gli altri 99.999 ragazzi che siamo scappati all’estero dovremmo essere un problema che dovrebbe toglierle il sonno, lei dovrebbe fare in modo che questa gente possa tornare a casa, creare condizioni di lavoro e di stabilita’ economica che possano permettere a 100.000 mamme di non piangere più per la lontananza dei figli.

Lei, perito agrario Poletti, padre dei voucher e del precariato, e’ il colpevole di questo esodo epocale e quasi senza precedenti di questa gente che lei vorrebbe fuori dalle palle.
Si sciacqui la bocca, perito agrario Poletti, prima di parlare di gente che parla piu lingue di lei, che ha avuto il coraggio di non accontentarsi, e di cercare altrove ciò che uno stato che fa davvero lo stato avrebbe dovuto garantire al proprio interno.
E si tolga rapidamente dai coglioni per favore, prima lo farà e prima questo paese, visto dalla fredda e super accogliente Irlanda, sembrerà più bello e gentile. Firmato da uno di quelli che lei vorrebbe fuori dalle palle”.
Dedicato ai Paraculi, figli di Papà e porta borse della Politica italiana .

Domenico Gatti FB

“Con 320 euro al mese si può vivere dignitosamente” – Lo ha detto il Ministro Poletti, quello che guadagna 10.000 Euro al mese per sparare cazzate come questa! (Nota NON è una bufala come qualcuno sostiene)

Poletti

 

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“Con 320 euro al mese si può vivere dignitosamente” – Lo ha detto l’ex Ministro del Pd Poletti, quello che guadagnava 10.000 Euro al mese per sparare cazzate come questa!
Nota: questo articolo NON è una bufala come qualcuno sostiene, vedi di seguito. 

 

Un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di poveri, accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale. E’ la soluzione proposta dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustrata ieri in una intervista a Repubblica. La scorsa settimana, infatti, il governo ha approvato il disegno di legge delega ed entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno anche i decreti attuativi.

“E’ un cambiamento radicale – ha detto Poletti – perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. E’ una riforma che vale almeno quanto il Jobs act. Chi riceverà l’assegno avrà alcuni obblighi, come mandare i figli a scuola o accettare un’occupazione”.

La riforma dovrebbe partire dal 2017, ma già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati nella legge di Stabilità. L’obiettivo del governo è di fare crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari, fino a coinvolgere tutti i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. Insomma, per un problema sociale urgente si procede per step e non con misure straordinarie. Ma aldilà di questo, c’è una domanda che vorremmo porre al sig. Ministro Poletti: lei riuscirebbe a viverci con 320 euro al mese?

Insomma ci sta prendendo per il culo?

Questo è l’articolo pubblicato QUI un anno e mezzo fa. Siamo stati all’epoca attaccati da un noto sito sedicente “antibufale” che con varie argomentazioni lo tacciò di falso. Una Bufala. Ciò comportò anche la censura del sito.

Ve lo riproponiamo.

E Vi invitiamo a sentire QUI le parole di Poletti.

Forse noi non abbiamo capito bene. Vi invitiamo quindi a spiegarci cosa significa “Il nostro obiettivo è produrre le condizioni che ogni cittadino possa vivere dignitosamente nel nostro paese”…

Cioè, a noi sembra, oltre ai 320 Euro, Poletti non abbia dato altra ricetta per “produrre le condizioni che ogni cittadino possa vivere dignitosamente nel nostro paese”…

A noi sembra… Correggeteci se sbagliamo

By Eles

 

Tasse sul tabacco, Lorenzin: “Sono soldi contro la morte, il fumo va combattuto con qualunque arma” …Scusi Ministro, ma non vendere tabacco no? Non è che è solo un’altro modo di estorcere soldi alla Gente? Insomma è cretina o pensa che lo siamo noi?

Lorenzin

 

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Tasse sul tabacco, Lorenzin: “Sono soldi contro la morte, il fumo va combattuto con qualunque arma” …Scusi Ministro, ma non vendere tabacco no? Non è che è solo un’altro modo di estorcere soldi alla Gente? Insomma è cretina o pensa che lo siamo noi?

 

Tasse sul tabacco, Lorenzin: «Sono soldi contro la morte, il fumo va combattutto con qualunque arma»

 

Roma – «Le tasse sul tabacco sono tasse contro la morte, così come praticato in tutti i Paesi civili del mondo». Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla presentazione del rapporto Aiom “Lo stato dell’oncologia in Italia”. «Per far diminuire i consumi di sigarette – ha detto il ministro – si usa qualsiasi arma. Infatti, la battaglia contro il tabacco è la prima battaglia di salute, considerando che sono proprio i più giovani il bersaglio del mercato del tabacco».

Combattere il fumo, ha aggiunto il ministro, «è un’arma di prevenzione: oggi ci sono 80 mila morti l’anno a causa del fumo di sigaretta ed il tumore al polmone è in crescita tra le donne proprio a causa del fumo. Dobbiamo fare in modo che le persone abbiano paura di fumare. Perciò – ha ribadito – non sono contraria alle tasse sul tabacco, che rappresentano uno dei metodi per dissuadere le persone dal fumare».

Così, «si salverebbero tante vite e si eviterebbero costi enormi per malattie croniche». Fondamentali infine, «i controlli per il rispetto del divieto della vendita di sigarette ai minori.

 

fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/04/27/ASnpIKAH-combattutto_lorenzin_qualunque.shtml?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Lorenzin: chi può pagarsi l’antibiotico lo faccia, “Questione di civiltà” – Avete capito bene, questa parla di “Civiltà”. Ma lei e tutta la sua casta parassita si sono fatti un’assistenza sanitaria da favola che permette loro di curarsi senza spendere un centesimo, facendosi rimborsare anche i kleenex se hanno il raffreddore. E il tutto a spese nostre. E VIENE A PARLARE A NOI DI CIVILTÀ…?!?

 

Lorenzin

 

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Lorenzin: chi può pagarsi l’antibiotico lo faccia, “Questione di civiltà” – Avete capito bene, questa parla di “Civiltà”. Ma lei e tutta la sua casta parassita si sono fatti un’assistenza sanitaria da favola che permette loro di curarsi senza spendere un centesimo, facendosi rimborsare anche i kleenex se hanno il raffreddore. E il tutto a spese nostre. E VIENE A PARLARE A NOI DI CIVILTÀ…?!?

 

‘Le persone che possono pagarsi l’antibiotico, dovrebbero farlo. E’ una questione di civiltà”. L’invito arriva dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin intervenuta stamattina a Rainews24. Un appello ”culturale”, non certo una indicazione formale (che per altro puo’ arrivare solo dalle Regioni). Ma è abbastanza per riaprire il dibattito su un tema sentito e temuto: la paventata necessita’ di aumentare la compartecipazione del cittadino alle spese sanitarie.

“Stiamo facendo di tutto per non far aumentare i ticket. Anzi stiamo dicendo alle Regioni ‘non aumentate i ticket’, perché c’è stato un momento di grande difficoltà nella popolazione”, ha per altro tenuto a precisare il ministro. La dichiarazione provoca reazioni, come quella del Tribunale dei Diritti del Malato: ricorda che i 4 miliardi che le Regioni non hanno ottenuto per il Fondo Sanitario nazionale, corrispondano esattamente alla cifra che lo stato intasca ogni anno per tutti i ticket. Ed intanto continua ad aumentare, anno dopo anno, il volume della spesa che i cittadini fanno di tasca propria, compresi i farmaci. Chi decide di andare lo stesso dal medico o di sottoporsi a esami specialistici piu’ o meno costosi spesso paga ‘di tasca propria’ “il 18% della spesa sanitaria totale”.

Una percentuale molto piu’ alta rispetto al 7% della Francia e al 9% dell’Inghilterra e che si traduce in una spesa pro capite annua di circa 500 euro. E il quadro si complica, ha spiegato Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva alla luce del livello gia’ troppo alto raggiunto dalla ‘giungla’ di ticket regionali che hanno gia’ avviato lo spostamento di una quota di persone nella sanita’ privata. Nessun notizia intanto sul fronte dei tavoli avviati ormai piu’ di un anno fa per riscrivere la riforma del sistema dei ticket. ”Intanto come associazione dei cittadini vorremmo condividere le scelte che verranno fatte” ha precisato Aceti.

Il punto, ha aggiunto, e’ che il margine di manovra e’ sempre piu’ stretto: ”se puo’ essere corretto rivedere lo compartecipazione in modo progressivo sulla base del reddito, e’ necessario in realta’ abbassare i ticket per rendere davvero competitivo il servizio pubblico. In sostanza bisogna salvaguardare il servizio sanitario nazionale ma anche i malati, in particolare i cronici ed chi soffre di malattie rare, per evitare che siano soprattutto loro a pagare”.

fonte: https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2015/11/09/sanita-lorenzin-chi-puo-pagarsi-lantibiotico-lo-faccia_2d7995af-d10b-4583-baa5-b6667e13519f.html

Il nostro vaffanculo già lo abbiamo espresso.

Chi vuole saperne di più del paradiso sanitario in cui sguazza quella che ci invita “per Civiltà” a pagarci l’antibiotico, legga questo nostro vecchio articolo (sconsigliato a chi soffre di fegato):

LA CASTA? Beccatevi quest’altra: Parlamentari, ex parlamentari e anche i loro familiari hanno un’assistenza sanitaria da favola, sempre a SPESE NOSTRE !!

 

Madia: Tesi copiata, articoli copiati, riforma bocciata… Ma come fa una così ad essere Ministero? …Non sapete rispondere? Vi diamo un suggerimento: fidanzata del figlio di Napolitano, figlia di un importante amico di Veltroni, amica di D’Alema, stagista di Enrico Letta, datore di lavoro del figlio di Mattarella a 125mila Euro… Avete bisogno di altro?

Madia

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Madia: Tesi copiata, articoli copiati, riforma bocciata… Ma come fa una così ad essere Ministero? …Non sapete rispondere? Vi diamo un suggerimento: fidanzata del figlio di Napolitano, figlia di un importante amico di Veltroni, amica di D’Alema, stagista di Enrico Letta, datore di lavoro del figlio di Mattarella a 125mila Euro… Avete bisogno di altro?

 

MERITOCRAZIA – Il fantastico curriculum del ministro Marianna Madia: fidanzata del figlio di Napolitano, figlia di un importante amico di Veltroni, amica di D’Alema, stagista al centro studi Ariel di Enrico Letta. Che volete di più??

Alle elezioni del 2008, Walter Veltroni usa le prerogative del Porcellum per candidare capolista alla Camera per il Pd nella XV circoscrizione del Lazio la sconosciuta ventisettenne Marianna Madia. Alla conferenza stampa di presentazione, agli attoniti giornalisti la signorina dichiara gigionescamente di «portare in dote la propria inesperienza». In realtà è una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni.

E’ pronipote di Titta Madia, deputato del Regno con Mussolini, e della Repubblica con Almirante. E’ figlia di un amico di Veltroni, giornalista Rai e attore. E’ fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano. E’ stagista al centro studi Ariel di Enrico Letta. La sua candidatura è dunque espressione del più antico e squallido nepotismo, mascherato da novità giovanilista e femminista. E fa scandalo per il favoritismo, come dovrebbe.

In Parlamento la Madia brilla come una delle 22 stelle del Pd che non partecipano, con assenze ingiustificate, al voto sullo scudo fiscale proposto da Vetroni e MadiaBerlusconi, che passa per 20 voti: dunque, è direttamente responsabile per la mancata caduta del governo, che aveva posto la fiducia sul decreto legge. Di nuovo fa scandalo, questa volta per l’assenteismo. La sua scusa: stava andando in Brasile per una visita medica, come una qualunque figlia di papà. Invece di essere cacciata a pedate, viene ripresentata col Porcellum anche alle elezioni del 2013. Ma poi arriva il grande Rottamatore, e la sua sorte dovrebbe essere segnata. Invece, entra nella segreteria del partito dopo l’elezione a segretario di Renzi, e ora viene addirittura catapultata da lui nel suo governo: ministra della Semplificazione, ovviamente, visto che più semplice la vita per lei non avrebbe potuto essere.

Altro che rottamazione: l’era Renzi inizia all’insegna del riciclo dei rottami, nella miglior tradizione democristiana. La riciclata ora rispolvererà l’argomento che aveva già usato fin dalla sua prima discesa paracadutata in campo: «Non preoccupatevi di come sono arrivata qui, giudicatemi per cosa farò». Ottimo argomento, lo stesso usato dal riciclatore che dice: «Non preoccupatevi di come ho ottenuto i miei capitali, giudicatemi per come li investo». Se qualcuno ancora sperava di liberarsi dai rottami e dai riciclatori, è servito. L’Italia, nel frattempo, continui ad arrangiarsi.

(Piergiorgio Odifreddi, “La Madia ministro? Vergogna!”, inervento pubblicato nel blog di Odifreddi su “Repubblica” e ripreso da “Micromega” il 22 febbraio 2014).

 

Letto questo ci siamo chiesti “Che volete di più?”

 

Sì, ingenuamente ci chiedevamo “Che volete di più?”. Ed ecco che il nostro Ministro Madia ci ha smentito. Si può fare di più.

Si può, per esempio, dare lavoro al figlio del Presidente della Repubblica Giorgio Mattarella con uno stipendio da 125mila euro lordi all’anno !!

Riportano fonti giornalistiche (Ansa, Libero, Il Giornale etc…):

Il 47enne docente di Diritto amministrativo, infatti, è oggi capo dell’ufficio legislativo del ministro Madia, con uno stipendio da 125mila euro lordi all’anno. Mattarella Junior, come scriveva il Giornale, è oggi ordinario amministrativista all’Università di Siena e condirettore del Master in management della Pa alla Luiss di Roma, ma è entrato al Ministero della Funzione pubblica già nel 1993, a 25 anni.

Pupillo di Sabino Cassese, vi è tornato in pianta stabile con Renato Brunetta ed è stato confermato sotto i governi Monti e Renzi, mentre Letta lo aveva mandato all’Università per affiancare l’allora ministro Maria Chiara Carrozza. Ora, come detto, l’esperienza a fianco della Madia.

State a sentire un fesso: a questa non la smuovono più.

tratto da: http://siamolagente2.altervista.org/meritocrazia-il-fantastico-curriculum-del-ministro-madia-fidanzata-del-figlio-di-napolitano-figlia-di-un-importante-amico-di-veltroni-amica-di-dalema-stagista-di-enrico-letta-c/