L’accusa del Codacons: per colpa dei continui tagli e di una gestione politica sballata di Renzi e Lorenzin, la Sanità in Italia è diventata un privilegio dei ricchi

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L’accusa del Codacons: per colpa dei continui tagli e di una gestione politica sballata di Renzi e Lorenzin, la Sanità in Italia è diventata un privilegio dei ricchi

SANITÀ PUBBLICA, ATTESA FINO A 1 MESE IN PIÙ IN 3 ANNI
CODACONS: COLPA DEI CONTINUI TAGLI ALLA SANITA’ E DI UNA GESTIONE POLITICA SBALLATA. SUBITO DIMISSIONI DEL MINISTRO LORENZIN

IN ITALIA SANITA’ E’ PRIVILEGIO DEI RICCHI, CON LORENZIN SITUAZIONE E’ PEGGIORATA

I numeri emersi dall’indagine sui tempi delle liste di attesa realizzata dal C.R.E.A. non lasciano spazio alle interpretazioni e dimostrano in modo inequivocabile come il servizio sanitario sia gravemente peggiorato negli ultimi anni. Lo afferma il Codacons, che chiede oggi le dimissioni del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin.
Dallo studio si evince come la sanità in Italia sia un privilegio dei ricchi: chi ha risorse disponibili può curarsi meglio e più velocemente, e la causa di tale peggioramento è da ricercarsi principalmente nei continui tagli alla sanità registrati nel nostro paese negli ultimi anni, che hanno prodotto un peggioramento qualitativo e quantitativo del servizio reso all’utenza – spiega il Codacons – In tale contesto la politica ha una responsabilità evidente, perché la gestione della sanità pubblica e delle risorse in tale settore è risultata del tutto sballata. Da notare infine come i tempi di attesa si siano allungati sotto la guida del Ministro Beatrice Lorenzin, che ha dedicato forse troppa attenzione ai vaccini obbligatori e non sufficiente impegno verso un miglioramento della sanità pubblica e un abbattimento delle liste d’attesa. Per tale motivo chiediamo al Ministro della salute di rassegnare oggi stesso le proprie dimissioni.

fonte: https://codacons.it/sanita-pubblica-attesa-fino-a-1-mese-in-piu-in-3-anni/

L’applauso del Codacons a Virginia Raggi e alla sua scelta di garantire che i bambini non vaccinati la tutela dei loro diritti fondamentali, lesi dagli errori della Legge Lorenzin

 

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L’applauso del Codacons a Virginia Raggi e alla sua scelta di garantire che i bambini non vaccinati la tutela dei loro diritti fondamentali, lesi dagli errori della Legge Lorenzin

 

ROMA, VACCINI: PIENO APPOGGIO DEL CODACONS AL SINDACO RAGGI

ORA TUTTI I SINDACI ADOTTINO PROVVEDIMENTI ANALOGHI. DIRITTO AD ISTRUZIONE DEVE ESSERE GARANTITO, LEGGE LORENZIN PRESENTA ERRORI E LACUNE

Pieno appoggio del Codacons all’iniziativa del sindaco di Roma Virginia Raggi, che ha scritto ieri al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli per informarli della mozione approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, riguardo alla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati.
Si tratta di una iniziativa lodevole perché tesa a garantire non solo il rispetto delle leggi vigenti, ma anche il diritto all’istruzione dei bambini, che non può essere messo a rischio da norme lacunose – spiega il Codacons – Chiediamo oggi a tutti i sindaci d’Italia di adottare misure analoghe a quelle della Raggi, attivandosi per garantire che i bambini non vaccinati ma regolarmente iscritti a scuole e asili siano pienamente tutelati nei loro diritti fondamentali, lesi dagli errori contenuti nella Legge Lorenzin, e in nessun caso siano allontanati dalle strutture educative e scolastiche.

fonte: https://codacons.it/roma-vaccini-pieno-appoggio-del-codacons-al-sindaco-raggi/

Renzi apre la Leopolda: “Ci attaccano con le fake news” …Bravo Matteo, ora raccontaci del tuo Min. Lorenzin che per 2 volte in Tv, per fare “pubblicità” ai suoi “cari” vaccini, si è INVENTATA 2 INESISTENTI EPIDEMIE DI MORBILLO CON 270 E 200 MORTI…!

 

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Renzi apre la Leopolda: “Ci attaccano con le fake news” …Bravo Matteo, ora raccontaci del tuo Min. Lorenzin che per 2 volte in Tv, per fare “pubblicità” ai suoi “cari” vaccini, si è INVENTATA 2 INESISTENTI EPIDEMIE DI MORBILLO CON 270 E 200 MORTI…!

Renzi apre la Leopolda 8: “Ci attaccano con le fake news perché facciamo paura per le nostre idee”

Matteo Renzi apre l’ottava edizione della Leopolda attaccando il Movimento 5 Stelle a modo suo. Indicando la pagliuzza e ignorando la trave. Attacca il M5s sulle fake news.

Ma quali Fake News?

Quella di un Ministro della Sanità (non M5s) che va in Tv e, per fare “pubblicità” ai vaccini a lei tanto “cari”,  spara la cazzata di una epidemia di morbillo con 270 morti a Londra che NON ESISTE?

O quella dello stesso Ministro che dopo un anno, per lo stesso motivo, torna in Tv e si INVENTA un’altra epidemia a Londra con altri 200 morti…  che NEANCHE ESISTE?

(Vedi il vodeo a fine articolo)

Ah, poi il buon Matteo nel suo assolo contro le Fake News conclude con una minaccia: “gli autori sono individuabili” …Questo ci ha fatto gelare il sangue. Non è che stanotte ci troviamo con Alfano e Verdini fuori la porta?

Concludiamo con un consiglio: Caro Matteo, dai un’occhiata a questa Fake…

  • Sindaco fino al 2020, sacrifico la carriera perché Firenze è più importante di me
  • Mai a Palazzo Chigi senza elezioni
  • Il sistema bancario funziona alla grande
  • Abbiamo lasciato un tesoretto da 47 mld di euro
  • Il Monte dei Paschi di Siena è una banca risanata. Consiglio di investirci.
  • Il prossimo anno metteremo giù il debito pubblico. Non perché ce lo chiede la Merkel, ma per i miei figli
  • Mai più larghe intese
  • Enrico, stai sereno
  • Nelle liste del Pd non ci sarà nessun impresentabile
  • Aboliremo l’immunità parlamentare
  • Riforma della Giustizia entro Giugno 2014
  • Se toccasse a noi governare usciamo dalla RAI e dai CDA
  • Container prima di Natale ai terremotati
  • gli inceneritori non fanno venire il cancro
  • Alitalia è risanata, allacciate cinture, l’Italia decolla
  • Se perdo il Referendum mi ritiro dalla politica
  • Italicum, accetto la scommessa, da qui a 5 anni sarà copiato da mezza Europa
  • Mafia Capitale, “Restituiremo i soldi ricevuti dalle cooperative di Buzzi”

Si, vabbe’ le abbiamo buttate lì alla rinfusa e ne abbiamo dimenticata qualcuna… E per non parlare delle cazzate su disoccupazione, sanità, economia, debito pubblico ecc… Ma chi riesce a stargli dietro a questo…

By Eles

 

 

 

Abbiamo un Ministro della Sanità che ha detto: “L’ISTRUZIONE DELLE DONNE È UNO DEI MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALLA SCELTA EGOISTICA DI NON FARE FIGLI” e voi oggi Vi lamentate della violenza sulle donne?

 

Lorenzin

 

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Abbiamo (e ci teniamo) un Ministro della Sanità che ha detto: “L’ISTRUZIONE DELLE DONNE È UNO DEI MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALLA SCELTA EGOISTICA DI NON FARE FIGLI” e voi oggi Vi lamentate della violenza sulle donne?

“L’ISTRUZIONE DELLE DONNE È UNO DEI MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALLA SCELTA EGOISTICA DI NON FARE FIGLI”

Non lo ha detto un Talebano. Neanche un capo dell’Isis.

Questa frase non viene da molto lontano.

La ha proferita, testuale, il nostro Esimio Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin.

Ovviamente, come spesso capita quando “uno di loro” dice una puttanata, dal web scompaiono articoli, video e testi.

A questi link potete rileggere alcuni dibattiti parlamentari (nei quali la Taverna del M5s giganteggia) in cui la dichiarazione del sedicente Ministro Lorenzin viene riportata testuale (e mai smentita)

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00991600&part=doc_dc-ressten_rs-gentit_ddm100626100639100641100644e100645cpims-intervento_tavernam5s&parse=no

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00991600&part=doc_dc-ressten_rs-gentit_ddm100626100639100641100644e100645cpims&parse=si

E allora di che stiamo parlando?

Di violenza sulle donne?

Ma fateci il piacere…

 

by Eles

 

Giovani medici in mezzo alla strada : sono LORO la vera emergenza sanitaria!

 

medici

 

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Giovani medici in mezzo alla strada : sono LORO la vera emergenza sanitaria!

Dopo 5 anni di fatica, finalmente siete riusciti ad ottenere un diploma. 18 anni, tutta la vita davanti.
Ma non basta, perchè dovete impiegare l’estate per prepararvi ad un test in cui statisticamente le probabilità di entrare non sono altissime.
Altri mesi di fatica, ma finalmente siete riusciti a coronare il vostro sogno : entrare nella facoltà di Medicina.
Per alcuni è un sogno, per altri un caso, altri ancora vivono nell’illusione dell’autorità del medico, o sperano semplicemente di avere un posto fisso e vivere tranquillamente.
Ma è solo l’inizio : passi 6 anni della tua vita, minimo, a studiare tante materie diverse, e per più di una ti sarai chiesto ” ma che senso ha studiarla?” oppure sarai andato vicino ad un esaurimento nervoso, capita.
Pensate, 1 studente di medicina su 7, secondo un sondaggio britannico, ha pensato almeno una volta al suicidio.
Anche questi infiniti scogli sono stati superati, fra colleghi infami* e professori prima donna*, è il momento della laurea.
Ma non basta, perchè serve un ulteriore esame per essere abilitato all’esercizio della professione medica.
Finalmente, sei un medico ed è il momento, se ti garba, di scegliere una scuola di specializzazione e continuare la tua carriera.
Vogliamo parlare di quanto sia eccessiva la preoccupazione della specializzazione? Non è forse un problema questa continua ricerca di specialisti? Non ho mai amato la visione frammentaria delle cose, ma ne parleremo un’altra volta magari.

Nel 2017, il bando per le scuole di specializzazione in medicina sarebbe dovuto uscire.. ad Aprile. Siamo a settembre, ed ancora si aspetta.

Di questo, ringraziamo il ministro Fedeli, che dall’alto della sua istruzione universitaria non pervenuta, ha scelto di mischiare le carte in tavola.
Quale era la sua idea? In parole povere, migliorare il sistema delle scuole di specializzazione, 1.433, in base a criteri precisi, come standard di assistenza degli ospedali, numero di pubblicazioni dei docenti. “Garantire che le nuove specializzande e i nuovi specializzandi siano inseriti in percorsi accreditati secondo criteri di sempre maggiore qualità e trasparenza e affinché la prossima selezione risponda di più alle attese delle nostre laureate e dei nostri laureati”, erano state queste le parole della ministra a proposito dei cambiamenti.

Per carità, l’idea è anche giusta; non avrebbe potuto iniziare per concluderla il prossimo anno? Piuttosto che fare impazzire più di 13.000 neolaureati?

«Questi ritardi – sottolinea Noemi Lopes, segretario nazionale Fimmg Formazione – non fanno che ritardare ulteriormente i tempi di accesso dei giovani al mondo del lavoro allontanando l’Italia dalle medie Ue con impatti gravi anche sulla sostenibilità a lungo termine del servizio sanitario nazionale. Infatti già sappiamo quanto siano insufficienti le borse di studio stanziate per il corso di studio per i medici di medicina generale, che non permetteranno di far fronte al fabbisogno di medici di medicina generale nei prossimi dieci anni».

Giorno 5 settembre a Montecitorio ci sarà il #giovanimediciday, e Medicina a Piccole Dosi si schiera a fianco di tutti i ragazzi che aspettano questo momento da tempo!

Quattro i punti cardine della manifestazione: il numero complessivo dei contratti, di specializzazione e di formazione in medicina generale a disposizione troppo esiguo rispetto ai partecipanti previsti; la programmazione mancata dei posti a bando per specialità che deve tenere conto delle necessità del Ssn, un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria rappresentative e il nodo accreditamento delle scuole. «Il documento preparato dall’Osservatorio della formazione specialistica – sottolineano le organizzazioni in una recente nota congiunta – presenta numerose criticità che vanno risolte dal Miur in tempi celeri, con una maggiore collaborazione da parte delle regioni, con una contestuale rivisitazione delle modalità di accesso alla formazione».

Io aggiungerei questo : è INGIUSTO che un medico di Medicina Generale nel suo percorso di specializzazione percepisca praticamente la META’ di uno stipendio che invece andrà a prendere un futuro pediatra o neurologo o chicchessia.

Vale di meno il medico che, per mio modesto parere, è il più importante di tutti?

 

L’unica emergenza sanitaria che abbiamo è avere un ministro dell’istruzione del genere, che ha fatto di tutto ( forse in buona fede ) per complicare la vita a più di 10.000 ragazzi che hanno buttato sangue per tanti anni. Quante cose si sono sorbiti in questi anni, ci mancava l’incompetenza all’atto finale.

Ah, di ministro della salute non ne parliamo nemmeno.

fonte: http://www.medicinapiccoledosi.it/medicina-convenzionale/loro-la-vera-emergenza-sanitaria-poveri-medici/

 

I fantastici risultati di 4 anni da Ministero della Lorenzin: dodici milioni di italiani fuori dalla sanità pubblica italiana e boom della sanità privata!

 

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I fantastici risultati di 4 anni da Ministero della Lorenzin: dodici milioni di italiani fuori dalla sanità pubblica italiana e boom della sanità privata!

 

I RISULTATI DEL MINISTERO LORENZIN DOPO 4 ANNI: DODICI MILIONI DI ITALIANI FUORI DALLA SANITÀ PUBBLICA ITALIANA E BOOM DELLA SANITÀ PRIVATA

In pratica un italiano su quattro in età adulta. Dall’altro lato lo stato sempre più fatiscente della sanità pubblica italiana costringe chi se lo può permettere a spendere sempre di più nella sanità privata: lo scorso anno la spesa ha raggiunto i 37,3 miliardi di euro.

Abbiamo già denunciato su queste pagine delle situazioni-limite oramai insostenibili, dove dopo le parole di qualche politico non è avvenuto nulla di concreto. Si continua a brancolare nel buio e gli stanziamenti per il personale e le strutture sono state minime , avendo avuto il ruolo del padrone gli acquisti di vaccini e farmaci. Ma si può continuare così?

L’Italia continua ad avere una spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil inferiore a quella di altri grandi Paesi europei. Nel nostro Paese è pari al 6,8 per cento del Prodotto interno lordo, in Francia all’8,6 per cento, in Germania al 9 per cento. Per il Censis, in questi anni il recupero di sostenibilità dei servizi sanitari regionali non è stato indolore. Anzi, è costato migliaia di posti di lavoro per mancato turn over fra medici e infermieri e tanta qualità sul lato dell’offerta.

L’ottavo «Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata», presentato in occasione del Welfare Day 2017 con il patrocinio – che suona quasi beffardo – del ministero della Salute non lascia adito a dubbi. Alla vigilia del quarantennale della istituzione del Servizio sanitario nazionale – legge 833 del 1978 – lo stato di salute della sanità pubblica è pre-fallimentare: ci sono 20 servizi sanitari regionali diversi ma pochissimi sono all’altezza.

Le difficoltà di accesso al sistema pubblico sono infatti aumentate. Le liste d’attesa per la sanità pubblica italiana sono sempre più lunghe.

I dati indicano che per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva in media a 142 giorni. Per una colonscopia si aspettano mediamente 93 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono ben 109.

Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Sud ne sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l’attesa media è di 67 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma si sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (18 giorni in più rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.

In questo contesto decadente il mercato della sanità diventa fiorente e sfrutta le mancanze della sanità pubblica italiana tramite lo strumento degli «accreditamenti» che, specie al Sud, lasciano spalancata la porta alle irregolarità e alla malavita che controlla e gestisce migliaia di strutture, come accertato dalla commissione parlamentare Antimafia presieduta proprio dall’ex ministro della Sanità – e autrice dell’ultima riforma che cercava di mettere al centro il sistema pubblico – Rosi Bindi.

Il Censis e Rbm stimano in oltre 15 miliardi le risorse spese ogni anno verso la sanità integrativa. Un mercato che ora sfrutta anche le defiscalizzazioni che imprese e lavoratori possono utilizzare per il welfare aziendale.

via RadicalBio

Ricapitoliamo: i dati sulla salute di Roma sbandierati contro la Raggi da Lorenzin, Governo, Istat, Ansa, Stampa e Tg si riferiscono a quando la Raggi non c’era. Però “loro” sono preoccupati delle Fake News della rete… Tipo sputtanare menzogne come questa…!!

Raggi

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Ricapitoliamo: i dati sulla salute di Roma sbandierati contro la Raggi da Lorenzin, Governo, Istat, Ansa, Stampa e Tg si riferiscono a quando la Raggi non c’era. Però “loro” sono preoccupati delle Fake News della rete… Tipo sputtanare menzogne come questa…!!

 

Giornaloni – Le statistiche e i numeri sulla “salute malata” attribuiti alla giunta M5S da “Messaggero” e altre testate.

Più si avvicina la campagna elettorale, più aumentano gli scontri sui dati: Pil, occupati, sanità, con titoli di giornale e dichiarazioni indignate. Il caso del presunto degrado sanitario della Capitale è un utile esempio di quello che ci attende: “Caso salute, Roma, peggiora”, era il titolo di apertura del Messaggero di ieri, quotidiano sempre ostile alla giunta M5s di Virginia Raggi.

Il lettore subito pensa a un recente tracollo. Tutto parte da un convegno che si è tenuto proprio a Roma venerdì: “Crescita vs Crisi”. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Ncd) ha chiesto a Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto superiore di sanità di elaborare una sintesi della situazione sanitaria della capitale. Tra i dati che Ricciardi cita ce n’è uno molto ripreso dai giornali, attinto da un monitoraggio dell’associazione di medici di famiglia Simg, Health Search 2016: nelle Asl romane si registra un tasso di diabete pari al 6-7% della popolazione residente, “mentre a livello nazionale, secondo i dati Istat, si attesta al 5,3%”.

Nelle 7 slide proiettate da Ricciardi si legge quello che gli italiani, anche i non residenti nel Lazio, sanno bene: a Roma la sanità funziona poco e male. La percentuale di persone soddisfatte del servizio sanitario nazionale si attesta tra l’8 e il 10% a seconda delle Asl, in molte province del Veneto e dell’Emilia Romagna il dato è sopra il 30. Tutti gli altri dati di Ricciardi sono presi dal rapporto Istat 2015 oppure da Urbes, un altro progetto sempre dell’Istat sulle principali città. Tra questi i dati sull’aspettativa di vita, più bassa nella Capitale che in altre grandi città. Anche se, osserva il direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’ospedale Regina Elena Francesco Cognetti sul Messaggero, sono numeri da maneggiare con cautela perché “gli ospedali ospitano il 40%o dei pazienti che arrivano da altre Regioni”.

A Roma il Movimento Cinque stelle governa dal giugno 2016, tutta la fotografia della situazione sanitaria della città si basa su dati più vecchi (come inevitabile per tutte queste analisi quantitative che non sono mai in tempo reale). Gli esponenti locali M5s vivono la presentazione dei numeri come un attacco del ministro Lorenzin per il tramite del professor Ricciardi: “La sanità è di competenza regionale”, ricorda un comunicato del M5s Roma, e le statistiche riguardano “le amministrazioni precedenti di centrodestra e centrosinistra”. Se proprio bisogna criticare qualcuno, dicono i Cinque stelle, il bersaglio è Nicola Zingaretti, Pd, governatore del Lazio. Per esempio: nel 2015 il consiglio regionale ha approvato la proposta di matrice M5s di istituire un registro tumori, utile a monitorare meglio le malattie più gravi e i rischi per la salute, ma due anni dopo ancora non è partito.

Tratto da il Fatto Quotidiano del 03/10/2017.

 

VACCINI, ANCORA UNA FAKE NEWS DI STATO – L’accusa del Codacons: è falso che il Consiglio di Stato abbia deciso sulla legittimità della legge Lorenzin, assolutamente FALSO.

 

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VACCINI, ANCORA UNA FAKE NEWS DI STATO – L’accusa del Codacons: è falso che il Consiglio di Stato abbia deciso sulla legittimità della legge Lorenzin, assolutamente FALSO.

Lo sapete, no? ci sono anche le Fake News di Stato.

Tipo quelle buttate lì da quella specie di Ministro della Salute che ci ritroviamo che per fare pubblicità ai vaccini – si, pubblicità, come si fa per un profumo o una merendina (anzi, ci meravigliamo che l’idea del buondì motta non sia venuta prima alla Lorenzin. Ve lo immaginate un virus che piomba dal cielo e polverizza il non-vaccinato di turno?).

Fake News di Stato tipo le 2 fantomatiche epidemie (con tanto di numeri, 200 e 270 morti) di morbillo a Londra o la circolare con cui, in taluno paesi, veniva sconsigliato di visitare Gardaland perchè piena di non vaccinati. E tante altre, non ultima l’affermazione che “le nostre uova sono sicure. I controlli sono già stati fatti. Non c’è alcun pericolo” e infatti…

Ed ora ecco l’accusa del Codacons:

VACCINI: E’ FALSO CHE IL CONSIGLIO DI STATO ABBIA DECISO SULLA LEGITTIMITA’ DELLA LEGGE LORENZIN

CODACONS DENUNCIA: STRUMENTALIZZAZIONI INACCETTABILI. GIUDICI RIMANDANO QUESTIONE A CONSULTA MA QUALCUNO HA PASSATO AD AGENZIE DI STAMPA NOTIZIE FALSE

Totalmente false le notizie circolate in queste ore circa il parere del Consiglio di Stato sul decreto Lorenzin relativo alle vaccinazioni. Lo denuncia il Codacons, che rende pubblico il documento del CdS che smentisce le errate informazioni riportate dai mass media.
E’ totalmente falso che il Consiglio di Stato abbia deciso sulla legittimità della legge Lorenzin; al contrario i giudici si sono astenuti da qualsiasi decisione rimandando la questione alla Corte Costituzionale cui pende un ricorso della Regione Veneto con l’intervento del Codacons – spiega l’associazione. Ciò che il CdS ha fatto, è stato solo chiarire che la legge si applica già a partire dall’anno scolastico in corso, ma non ne ha avallato la legittimità, come al contrario hanno sostenuto alcuni giornalisti evidentemente ingannati da veline fatte circolare appositamente per creare disinformazione.
L’unica novità introdotta dal parere del Consiglio di Stato, è quella che permette la trasmissione di dati sensibili sui bambini vaccinati dalle Asl alle scuole e viceversa, un principio assurdo che cozza nettamente con le disposizioni del Garante per la privacy, che ha vietato il passaggio di dati sui bimbi non vaccinati dalle Asl agli istituti scolastici.
Per ricostruire la verità e contrastare assurde strumentalizzazioni su una materia delicata come i vaccini, il Codacons pubblica oggi sul proprio sito internet il parere integrale del CdS, disponibile cliccando qui.

fonte: https://codacons.it/vaccini-falso-consiglio-abbia-deciso-sulla-legittimita-della-legge-lorenzin/

Vaccini obbligatori ma non per i figli dei ricchi

 

Vaccini

 

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Vaccini obbligatori ma non per i figli dei ricchi

Spunta una falla nella legge: basta pagare una multa per farla franca

(di Stefano Sansonetti – lanotiziagiornale.it) – La polemica sui vaccini nelle scuole non accenna a ridimensionarsi. E non deve ingannare la marcia indietro innestata ieri dalla Ragione Veneto, guidata dal leghista Luca Zaia, che ha annunciato il ritiro della moratoria precedentemente imposta al decreto Lorenzin. Moratoria che avrebbe fatto slittare al 2019 gli obblighi imposti dal provvedimento governativo. Detto questo il Veneto, con il suo momentaneo passo indietro, non ha minimamente deposto le armi. Adesso infatti dovrà pronunciarsi il Consiglio di Stato. Mentre rimane tutto da giocare il ricorso alla Corte costituzionale. Semmai bisognerebbe concentrarsi sulle falle che ancora oggi rendono fragile il decreto vaccini. Buchi normativi che, secondo i legali che stanno assistendo la Regione, hanno del clamoroso. Uno su tutti: a quanto pare se i genitori pagano la multa, conseguente alla mancata vaccinazione dei figli, di fatto si vedono estinto l’obbligo di vaccinazione, con la possibilità di mantenere i figli stessi a scuola. Per carità, la questione esige precise distinzioni. Ma come è possibile un esito del genere?

I dettagli – Basta leggere con attenzione il combinato disposto del decreto vaccini (dl  73 del 2017, coordinato con la legge di conversione 119 del 2017) e la circolare del ministero della salute del 16 agosto. Diciamo subito che il comma 1 dell’articolo 1 del decreto premette seccamente che al fine di assicurare la tutela della salute pubblica “per i minori di età compresa tra zero e sedici anni sono obbligatorie e gratuite” le ormai famose 10 vaccinazioni di cui si parla da mesi. Il successivo comma 4 stabilisce che in caso di mancata osservanza dell’obbligo di vaccinazione “ai genitori è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100 a euro 500”. Per Luca Antonini, ordinario di diritto costituzionale a Padova e uno dei legali della Regione Veneto, questo significa che “il pagamento della multa estingue l’obbligo di immunizzazione”. Da qui la sua provocazione: “E’ ridicolo che la Lorenzin abbia sostenuto che il Veneto vuole diffondere epidemie, visto che secondo la sua legge basta pagare la multa e i bambini possono andare a scuola. Allora anche i ricchi sarebbero responsabili di epidemie?”. La provocazione tende anche a riflettere la tensione di questi giorni, ma i tecnici della Regione sono convinti di poterla argomentare nel dettaglio. Per fare il passaggio successivo bisogna andarsi a leggere la circolare ministeriale del 16 agosto.

Il richiamo – Qui c’è espressamente scritto che “la sanzione estingue l’obbligo di vaccinazione, ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia”. La prima parte della disposizione sembrerebbe dare ragione ai legali del Veneto, anche se poi si dice chiaro e tondo che al minore senza vaccino, seppur con multa pagata dai genitori, è comunque preclusa la frequenza. Ma è proprio qui che Antonini e i suoi colleghi rilanciano. E citano il comma 3 dell’articolo 3 del decreto, il quale dice che la documentazione che comprova la vaccinazione costituisce “requisito d’accesso” per i servizi educativi dell’infanzia e per le scuole d’infanzia. Ma la stessa documentazione, prosegue il comma 3, “non costituisce requisito di accesso alla scuola” per gli altri gradi di istruzione. Insomma, gli avvocati della Regione ne deducono che per gli alunni più grandi, pagata la multa ed estinto l’obbligo della vaccinazione, le porte della scuola sono spalancate. Per carità, è chiaro che la battaglia legale si gioca sulla frasi, sulle parole e sulle singole virgole. Ma forse qualche bella falla nella legge targata Beatrice Lorenzin e Valeria Fedelic’è. E non è affatto da escludere che la tregua firmata ieri, grazie al passo indietro del Veneto, sia solo un modo per rinviare le sorprese a un secondo momento.

tratto da: https://infosannio.wordpress.com/2017/09/08/vaccini-obbligatori-ma-non-per-i-figli-dei-ricchi/

Per Renzi, Lorenzin & C. i vaccini sono assolutamente sicuri. Chi afferma il contrario è un complottista! Dimenticano però di quando era il Pd a voler istituire una “Giornata per le vittime dei vaccini” …curioso, vero?

vaccini

 

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Per Renzi, Lorenzin & C. i vaccini sono assolutamente sicuri. Chi afferma il contrario è un complottista! Dimenticano però di quando era il Pd a voler istituire una “Giornata per le vittime dei vaccini” …curioso, vero?

Quando era il Pd a voler istituire una ‘Giornata per le vittime dei vaccini’

Siamo di fronte all’ennesima montatura mediatica per denigrare i 5 Stelle.

Questa volta l’attacco arriva dall’estero: il New York Times ha pubblicato un articolo in cui accusa il M5S di aver “portato avanti una campagna attiva su una piattaforma anti vaccini ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni e autismo”

Media e politici italiani hanno colto la palla al balzo per attaccare il movimento di Beppe Grillo, i cui esponenti, e il leader stesso, in passato avevano criticato certi aspetti delle vaccinazioni.

Ma i 5 Stelle non hanno mai espresso una posizione ufficiale contro i vaccini, hanno ribadito i deputati M5S in commissione Affari Sociali: “Per noi i vaccini sono essenziali e riteniamo che sia dovere e responsabilità di medici, pediatri e istituzioni fare in modo che ci sia il più alto numero possibile di vaccinazioni”.

Il medico Roberto Burioni, star nascente del web renziano, ha pubblicato sui social la foto del documento riguardante una vecchia proposta di legge dei 5 Stelle che prevedeva “l’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”.

Molto bene. Burioni, però, ha dimenticato di allegare un’altra proposta, quella del deputato dem Giovanni Burtone, il quale presentò una proposta di legge alla Camera per istituire una ‘Giornata per le vittime dei vaccini’.

Ne parla l’Huff Post:

“spulciando tra le proposte di legge depositate alla Camera dei deputati spunta quella del deputato Pd, Giovanni Mario Salvino Burtone, che chiede l’istituzione di una Giornata in ricordo ‘delle persone decedute o rese disabili a causa di vaccinazioni al fine di onorare la memoria di quanti hanno contribuito, con il loro sacrificio, a tutelare il diritto alla salute dell’intera collettività’.

Burtone, laureato in Medicina, cardiologo, medico legale, come si legge dalla scheda di presentazione sul sito della Camera, ha depositato la proposta di legge il 21 maggio 2013. Nella proposta è indicata la data della Giornata, cioè il 29 ottobre, e soprattutto le motivazioni che hanno spinto il deputato dem a proporre l’istituzione della stessa Giornata.

In realtà si tratta di un remake perché, come spiega lo stesso Burtone, la proposta era stata già presentata nella precedente legislatura da lui stesso e dai colleghi Codurelli e Duilio.

Scrive Burtone nella proposta di legge a proposito di quelle che lui definisce nel testo come “vittime delle vaccinazioni obbligatorie:

‘Non dimentichiamo che queste vittime sono state o sono nella maggior parte dei casi bambini, «usati legittimamente» per preservare la salute della collettività. Sono vittime le cui famiglie sono state tenute all’oscuro del rischio reale in cui i loro cari sarebbero incorsi. Sono cittadini ai quali il diritto ad avere una vita normale è stato negato per tutelare il bene supremo della salute’.”

Perché i giornali, Huff Post a parte, non hanno riportato questa notizia?