Un altro grande successo del Governo Renzi – Gentiloni di cui i Tg non hanno parlato: nel 2017 quasi 3 milioni di italiani senza cibo…!

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Un altro grande successo del Governo Renzi – Gentiloni di cui i Tg non hanno parlato: nel 2017 quasi 3 milioni di italiani senza cibo…!

 

2,7 milioni di italiani senza cibo

Nel 2017, 2,7 milioni di persone in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti ‘La povertà alimentare e lo spreco in Italia’, presentato alla giornata conclusiva del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino. Ad avere problemi per mangiare sono dunque – sottolinea la Coldiretti – oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta.

Nel 2017 circa 2,7 milioni di persone hanno beneficiato degli aiuti alimentari – precisa la Coldiretti – attraverso l’accesso alle mense dei poveri o molto più frequentemente con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.

Sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea).

Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano – continua la Coldiretti – 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Contro la povertà – continua la Coldiretti – si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti.

Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che dal Villaggio #stocoicontadini di Torino hanno lanciato per la prima volta l’iniziativa della ‘spesa sospesa‘ a favore della Caritas. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i 150 banchi del mercato per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso – spiega la Coldiretti – frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare raccolto vengono consegnati alla Caritas che si occupa della distribuzione alle famiglie in difficoltà.

“In un’occasione di incontro tra campagne e città come è il Villaggio Coldiretti non potevamo non pensare a chi in questo momento vive grandi sofferenze a causa della crisi economica che ha colpito duramente soprattutto le fasce più deboli della popolazione” ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, sottolineando che “è però necessario intervenire anche a livello strutturale per rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile di chi oggi vive sotto la soglia di povertà”.

fonte: http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/06/17/quasi-mln-italiani-chiedono-aiuto-per-mangiare_FFwDQJxs7nPJv35Ww64xRK.html?refresh_ce

Ecco a Voi il centrodestra: condoni per chi evade le tasse. Multe di 200 Euro se frughi nei cassonetti dell’immondizia!

 

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Ecco a Voi il centrodestra: condoni per chi evade le tasse. Multe di 200 Euro se frughi nei cassonetti dell’immondizia!

Certo che non si può non ricordare che il loro “regista” è un condannato per evasione fiscale…

Ecco la loro politica: massima tolleranza per chi evade le tasse. pugno do ferro per chi è costretto a frugare nei cassonetti dell’immondizia… Tanto mica è un problema loro…

Effetto decreto Minniti, a Genova multe di 200 euro per chi fruga nei cassonetti

È polemica nel capoluogo ligure per la misura annunciata dalla giunta di centrodestra, che intende multare i senzatetto e i poveri che rovistano nei bidoni della spazzatura. L’opposizione: “Ingiusto multare chi vive un disagio estremo”.

Multe fino a 200 euro per chi fruga nei cassonetti dell’immondizia in cerca di cibo. È la nuova sanzione in cantiere a Genova, che darà filo da torcere ai clochard e alle persone indigenti.”Ma la applicheremo con criterio e con rispetto nei confronti di queste persone”, ha spiegato l’assessore alla sicurezza Stefano Garassino.

Come ha raccontato il Corriere della sera, il Comune, per volontà della prima giunta di centrodestra guidata dal sindaco Marco Bucci, ha recepito una parte del regolamento Minniti, che mira a riportare nelle città la sicurezza mantenendo il decoro urbano, cercando però, nelle intenzioni, di migliorare le condizioni di vita dei più poveri. I sindaci che stanno applicando il pacchetto Minniti possono chiedere il Daspo per commercianti abusivi e i parcheggiatori non autorizzati. Oltre a sanzionare i venditori di articoli contraffatti. Ma la nuova norma ha incontrato subito resistenze.

“Inutile interrogarsi sull’efficacia della deterrenza di una multa nei confronti di chi è costretto a umiliarsi rovistando nella spazzatura; sono persone che esprimono un disagio estremo” attacca il Pd locale. Su Facebook è nato anche un gruppo, “Genova che osa”, in cui gli utenti hanno pubblicato un post per polemizzare contro la misura comunale, vista come un accanimento sulla pelle delle persone più fragili: “Continuano ad approvare norme assurde, inutili nei fatti e che mortificano gli ultimi. Fermiamo questa guerra ai poveri”. Il gruppo sul social network ha pubblicato un dossier che dà conto delle condizioni economiche in cui versano molti cittadini: la città ha perduto nell’ultimo decennio 7mila posti di lavoro. Così recita il rapporto: “La quota di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale è cresciuta dal 21,3 del 2007 al 23,9% del 2016 (il valore del 2016 riferito al Nord-Ovest è del 21%: la Liguria registra la percentuale più alta di tutta la macroregione e di tutto il Settentrione del Paese). E poi ancora: “La percentuale di persone che vivono in abitazioni di bassa qualità (cioè abitazioni sovraffollate e che hanno problemi strutturali, o non hanno bagno o doccia con acqua corrente oppure hanno problemi di luminosità) è cresciuta dal 5,2% del 2007 al 9,2% del 2016 (Fonte Istat)”. Nella Regione poi, il tasso di occupati a tempo parziale è cresciuto dal 16,7 del 2007 al 21,3% del 2016 e dal 31,1 al 37,6% per le donne.

Considerando queste cifre, è giusto multare chi rovista nei bidoni della spazzatura per potersi sfamare? Una risposta la dà l’assessore Garassino: “In buona sostanza ci siamo limitati ad applicare come fanno altre amministrazioni italiane, di ogni colore politico, il pacchetto Minniti, per questioni di sicurezza e decoro urbano. Sono temi di particolare rilevanza in una città che vuole essere turistica come la nostra. La ratio del provvedimento è di natura igienica – spiega Garassino – chi cerca cibo finisce per lasciare rifiuti a terra e questo è un richiamo per i ratti. Ci rendiamo perfettamente conto che chi si riduce a procurarsi da mangiare in quel modo vive una situazione di disagio. E infatti, in accordo con la polizia municipale, la regola verrà applicata “cum grano salis”, e con umanità. Le persone in stato di bisogno non saranno certo multate ma al contrario aiutate”.

 

fonte: https://www.fanpage.it/effetto-decreto-minniti-a-genova-multe-di-200-euro-per-chi-fruga-nei-cassonetti/

I soldati italiani in Niger a proteggere l’uranio dei francesi… Ma “loro” Vi prendono per i fondelli chiamandola “missione di pace”…!

 

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I soldati italiani in Niger a proteggere l’uranio dei francesi… Ma “loro” Vi prendono per i fondelli chiamandola “missione di pace”…!

 

Soldi e uranio, col rischio di finire in mezzo a una guerra. L’Italia in Niger con 500 soldati, su invito della Francia? Motivo ufficiale: fermare, nel Sahel, la tratta dei migranti e il fondamentalismo islamico. Ma attenzione: il Niger ha appena ottenuto, dalla conferenza parigina dei donatori, un super-finanziamento da 23 miliardi di dollari. Un pacchetto di aiuti, come si dice in gergo, “allo sviluppo e alla sicurezza”, i cui appalti sono destinati a imprese europee. «Di sicuro vedremo quindi imprese italiane su quel campo, per non parlare della fornitura di armi necessaria alla “stabilizzazione”», scrive il blog “Senza Soste”, che mette a fuoco anche l’altra possibile motivazione della strana missione italiana, annunciata da Gentiloni dal ponte di una portaerei. «Il punto è che in Niger, oltre ai 23 miliardi di dollari in aiuti che andranno trasformati in appalti, c’è qualcosa che vale, come sempre, una spedizione militare: qualcosa di serio, come quel tipico prodotto da green economy che è l’uranio». Non è certo una novità: proprio per l’uranio destinato al nucleare fu montato, nel 2002, il caso Nigergate. «In poche parole, si scrive Niger e si legge uranio. Stiamo parlando del quinto produttore di uranio al mondo ma con una popolazione, di venti milioni di persone, stimata tra le dieci più povere del pianeta».

In Niger c’è anche Arlit, una delle capitali mondiali della produzione di uranio impoverito, continua il newsmagazine. E’ proprio il pericolosissimo materiale «che provocò la morte dei soldati italiani al ritorno dalle missioni coloniali in Kosovo, Afghanistan e Jugoslavia (340 morti, 4000 malati, una strage silenziata al massimo dai media, con D’Alema e Mattarella, all’epoca ministro della difesa, che in materia negarono l’impossibile)». Ma in Niger, continua “Senza Soste”, «se si scrive uranio si legge Areva, una multinazionale francese a proprietà pubblica, con un proprio distinto grattacielo al quartiere parigino della Défense». Il campo si fa quindi più chiaro: resta in mano francese lo sfuttamento e l’export dell’uranio del Niger, i cui proventi non vanno certo ad una popolazione ben al di sotto del livello di povertà. «L’export di uranio del Niger, oltre a non fruttare niente per il popolo di quel paese e inquinarne pesantemente le acque, fornisce energia per il 50 per cento della popolazione francese». E’ evidente quindi che «lo sviluppo drammaticamente ineguale in Niger è un affare interno della Francia». Ma anche esterno, «perchè nella fornitura di energia atomica in Ue, che è circa un terzo di quella complessiva, l’uranio permette alla Francia di essere la principale produttrice di energia del continente, con una quota del 17,1% sulla produzione totale Ue e davanti a Germania (15,3%) e Regno Unito (in calo, ma al 13,9%)».

Così è tutto più chiaro, scrive “Senza Soste”: «Gli scafisti di un paese senza sbocco al mare c’entrano poco, se non come fake news all’amatriciana». L’Italia? Forse potrebbe ricavarne, in cambio, anche una quota di energia. Ma, al netto degli eventuali appalti per Roma – una possibile fetta dei 23 miliardi concessi in “aiuti” – il blog segnala che le nostre truppe saranno inserite in un disegno, interamente francese, di ristrutturazione “coloniale” dell’area, dopo la crisi apertasi nel 2011 per Areva, costretta a rivedere una serie di reattori dopo il disastro giapponese di Fukushima. Il 2011, ricorda la “Bbc”, è anche l’anno del cosiddetto “uranium-gate”, che coinvolge l’Areva in fenomeni di corruzione in Niger, con fondi neri finiti in Russia e in Libano, fuori dal controllo di Parigi. Altro obiettivo, per la Francia: contrastare la presenza della Cina sul terreno: «E visto che in Africa i cinesi non esistono, sul piano militare, non c’è niente di meglio che ristrutturare Areva dall’interno e far valere la propria presenza sul campo in termini di truppe, con l’aiuto dell’Italia». Il rischio? La guerriglia: dopo la sollevazione dei Tuareg che ha minacciato proprio le miniere di uranio, si è già fatta sentire una guerriglia definita “islamista”, che ha già colpito siti francesi nel 2013.

«Secondo fonti africane in lingua inglese, la guerra dell’uranio in Niger sembra essere appena cominciata: una guerra con gli Usa che forniscono i droni, mentre la Francia e l’Italia sono sul campo – la prima a difendere i propri interessi diretti, la seconda a supporto», cercando di rimediare appalti o magari una posizione privilegiata nella produzione di energia. Gruppi islamisti? In un articolo seguito all’uccisione di quattro soldati americani nell’area, il “Guardian” parla di gruppi in grado di colpire ma difficili da identificare, «in una delle più remote e caotiche zone di guerra del pianeta». Ed è in questo tipo di zona che la Francia vuol rimettere ordine, con l’aiuto italiano, anche per fronteggiare la minacciosa concorrenza del Kazakhstan, super-produttore di uranio. «Se ne può stare certi: le mosse legate al Niger vedranno un piano di decisione politico, su più capitali dell’Occidente, e uno legato alla situazione sui mercati finanziari. Poi si potrà raccontare degli scafisti, dei progressi contro la guerriglia islamista», a beneficio dei grandi media e del loro pubblico ignaro. Non a caso, è già partito il ritornello degli “aiuti” per fronteggiare la devastante emergenza-siccità che sta flagellando l’area. «Per evitare tragedie nel Sahel, legate alla fuga dai territori, basterebbe intervenire sulle crisi idriche, favorendo le naturali economie locali, e non immaginare di creare fortezze da fantascienza».

Se però andiamo a vedere la vastità della crisi idrica che tocca il Niger, aggiunge “Senza Soste”, vediamo che non comprende solo quel paese ma anche tutta la grande fascia sub-sahariana, dalla Mauritania all’Eritrea. E spesso, le zone toccate dalla crisi idrica coincidono con quelle interessate dalla cosiddetta guerriglia islamica: è il caso del Mali, oggetto di intervento francese a inizio 2013. «Parigi interviene, quando la crisi economica e politica precipita, per “stabilizzare” economia e situazione politica del paese e far valere gli interessi francesi. La novità è che, stavolta, interviene anche l’Italia», coinvolta anche nell’intricato dopoguerra in Libia. Riusciranno a pesare sulla crisi, i maxi-appalti in arrivo? «A essere cinici – scrive “Senza Soste” – con 150 milioni annui, e qualche cerimonia militare, l’Italia si dovrebbe garantire un po’ di appalti, per una cifra magari 20 o 30 volte superiore, per le proprie imprese dal settore infrastrutture a quello della fornitura». Secondo Gianandrea Gaiani di “Analisi Difesa”, non è né garantito l’affrancamento dalla subalternità militare a Parigi, già evidenziatosi con la crisi libica del 2011, né il processo di razionalizzazione dei flussi migratori. La politica italiana? Considera “naturale” «l’assenza di qualsiasi visione strategica sull’Africa, continente la cui sinergia tra miseria e boom demografico è ottima candidata ad essere un futuro problema per l’Europa».

 

fonte: http://www.libreidee.org/2018/01/soldati-italiani-in-niger-a-proteggere-luranio-dei-francesi/

 

Eurostat: l’Italia è il Paese dell’Unione con più poveri. I dati che smentiscono clamorosamente i vergognosi proclami di Renzi e Gentiloni!

 

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Eurostat: l’Italia è il Paese dell’Unione con più poveri. I dati che smentiscono clamorosamente i vergognosi proclami di Renzi e Gentiloni!

Povertà: Eurostat, l’Italia è il Paese Ue con più poveri

Quasi 7 milioni, il doppio della Germania e tre volte la Francia

L’Italia è il Paese europeo con il numero più elevato di persone che vivono in “gravi privazioni materiali”, ovvero la definizione istituzionale di ‘poveri’. E’ quanto emerge dai dati Eurostat relativi al 2015, che segnalano una discesa sensibile del numero di poveri in Europa, ma solo marginale in Italia. Nel 2015 in Europa il tasso di povertà è sceso a 8,2% sul totale dei cittadini europei, dal 9% del 2014.

In totale, sono 41,092 milioni i poveri in Europa. L’Italia, invece, è passata dall’11,6% all’11,5%, ovvero un totale di 6,982 milioni di persone che vivono in conclamate condizioni di povertà. Per Eurostat, si tratta di persone che non possono affrontare una spesa inaspettata, permettersi un pasto a base di carne ogni due giorni, mantenere una casa. Il numero è molto più basso in Germania (3,974 milioni), dove il tasso è appena del 5%, e anche in Francia (2,824 milioni), con un tasso del 4,5%, entrambi Paesi più popolosi dell’Italia. In generale sono poveri soprattutto i genitori ‘single’ (17,3% del totale Ue) e gli adulti senza compagno (11%).

 

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/04/14/poverta-eurostat-litalia-e-il-paese-ue-con-piu-poveri_da758191-a44a-44e5-b9a8-ea47a838e6c6.html

Lettera di un cittadino di Como al sindaco che ha VIETATO di distribuire latte caldo ai senza dimora che sono SOPRAVVISSUTI ad una gelida notte d’inverno.

 

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Lettera di un cittadino di Como al sindaco che ha VIETATO di distribuire latte caldo ai senza dimora che sono SOPRAVVISSUTI ad una gelida notte d’inverno.

L’avete guardatela bene? Questa bella faccia sorridente è quella del sindaco di Como, Mario Landriscina, sostenuto da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, che ha VIETATO di DISTRIBUIRE LATTE CALDO ai SENZA DIMORA che SONO SOPRAVVISSUTI ad una GELIDA NOTTE D’INVERNO.

Loro dignità non ne hanno. Abbiatene voi quando andrete a votare!

Da Fanpage.it:

Lettera al sindaco di Como che ha vietato di distribuire latte caldo ai senza dimora

Caro sindaco, le ordinanze che vietano il latte caldo la mattina, a chi è sopravvissuto a una notte d’inverno, mi tolgono la voglia di comprare e un po’ anche quella di vivere. La sua ordinanza è la più grande mancanza di decoro per chi voglia, ancora oggi, provare a specchiarsi nell’umanità.

Caro sindaco di Como Mario Landriscina,
ho letto la sua ordinanza, con la quale ha multato chi chiedeva l’elemosina e sequestrato i ferri della loro disturbante attività: cappelli e cartoni. Me la immagino, la polizia municipale a redigere il verbale per il sequestro di un barattolo di latta, vuoto.

Pasolini ci avrebbe fatto un film, io le scrivo una lettera.

Ho saputo che con la sua ordinanza è stato impedito a un gruppo di volontari, il “Gruppo colazione” – che il pericolo si evince già dal nome – di distribuire latte caldo ai clochard. Ho saputo anche che i sovversivi del latte non si limitavano a quello, ma ogni tanto distribuivano ai barboni pure dei dolcetti.

L’ordinanza, lei ha detto, resterà in vigore solo durante il Natale e serve per la “tutela della vivibilità e il decoro del centro urbano”, che favorirebbe il commercio.

Onestamente, io non so se senza poveri in giro la gente compri più volentieri.
Io non so, ad esempio, se senza poveri aumenterebbe la mia voglia di pizza, oppure se i poveri mi tolgono la fame.
Io non so se senza poveri a giro mi convincerei più facilmente a cambiare auto, comprare una borsa nuova, investire in un paio di scarpe di marca.
Io non lo so, e onestamente non mi interessa.

Però di una cosa sono sicuro: le ordinanze che colpiscono i poveri, invece della povertà, mi aggrovigliano lo stomaco e rendono la digestione difficoltosa.
Io so che le ordinanze che vietano il latte caldo la mattina, a chi è sopravvissuto a una notte d’inverno, mi tolgono la voglia di comprare, e un po’ anche quella di vivere.
Io so che chi gioca con il potere, per compiacere altri poteri, è una mancanza di decoro peggiore di qualsiasi coperta di lana tirata sopra le gambe fredde, nel cuore della notte.

Io non so, caro sindaco, se la storia di Gesù bambino, della capannuccia e della stella cometa sia del tutto vera, se sia andata proprio in quella maniera. Ogni tanto me lo chiedo. Però sono abbastanza certo che famiglie di disperati costretti ai margini ci siano sempre state, e che la colpa sia sempre stata di qualche Erode, che continuava la persecuzione degli ultimi della fila anche una volta ricacciati sotto i ponti ed esiliati dentro le capannucce.

Caro sindaco, le auguro un pranzo di Natale sovversivo, fatto di latte caldo e occhi che le consentano di inciampare nella bellezza del mondo, riconoscendo innanzitutto la distinzione fra condizione e persona.

tratto da: https://www.fanpage.it/lettera-al-sindaco-di-como-che-ha-vietato-di-distribuire-latte-caldo-ai-senza-dimora/

In Italia più poveri che in Romania – Ecco il grande risultato di 20 anni di alternanza Berlusconi-Pd… Però gli incapaci (dicono loro in coro) sono i grillini…!

 

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In Italia più poveri che in Romania – Ecco il grande risultato di 20 anni di alternanza Berlusconi-Pd… Però gli incapaci (dicono loro in coro) sono i grillini…!

IN ITALIA PIU’ POVERI CHE IN ROMANIA (GRAZIE, SINISTRI AL GOVERNO)

Di  Federico Conti

L’Italia è il Paese che ha più poveri in Europa e rappresentano il 20% degli 80 milioni di quelli residenti nell’Unione Europea.

I dati Eurostat diffusi oggi e relativi al 2016 indicano il tasso di privazioni sociali che vedono l’Italia undicesima in questa graduatoria e segnalano la presenza di 10 milioni di persone che, da definizione , non si possono permettere almeno cinque cose necessarie per una vita dignitosa, come un pasto proteico ogni due giorni, abiti decorosi, due paia di scarpe, una settimana di vacanze all’anno e una connessione a internet.

La Penisola è undicesima tra i 28 Stati membri con un 17,2% di indigenti sul totale. Nemmeno i francesi se la passano bene, contando circa 8,4 milioni. Il poco invidiabile primato non stupisce se si pensa che, stando ai dati Istat, negli ultimi dieci anni i “poveri assoluti” – chi non è in grado di acquistare nemmeno beni e servizi essenziali – sono triplicati. Nel 2006 erano 1,66 milioni, l’anno scorso l’istituto di statistica ne ha contati 4,7 milioni. Tra cui 1,3 milioni di bambini.

Letti in quest’altro modo i numeri mostrano un’altra Europa, con l’Italia, sempre pronta a rivendicare la sua grandezze economica, a fare più fatica di tutti. Gli italiani soffrono anche più dei romeni (9,8 milioni) che pure in termini percentuali si trovano davanti a tutti quanto a privazioni.

di Federico Conti

da Oltre la Linea.

tramite: http://www.stopeuro.news/in-italia-piu-poveri-che-in-romania-grazie-sinistri-al-governo/

Tanto preoccupati per la sorte dei 13 milioni di poveri in Italia, da non avere neanche il tempo di votare per l’abolizione dei vitalizi… Poverini…

 

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Tanto preoccupati per la sorte dei 13 milioni di poveri in Italia, da non avere neanche il tempo di votare per l’abolizione dei vitalizi… Poverini…

L’abolizione vitalizi non è ancora calendarizzata.

Il M5s accusa: “Pur di mantenere il privilegio, Pd affossa la sua stessa legge”

L’iter per l’approvazione del ddl Richetti (Pd) resta impantanato in commissione Affari Costituzionali del Senato. Quando su richiesta dei grillini si è trattato di indicare una data per l’arrivo in aula, infatti, i partiti hanno evitato di esprimersi, così come accaduto per lo ius soli.

Se ne riparlerà forse a ottobre?

O forse questi benedetti vitalizi non li vogliono abolire affatto?

Il Pd ha preso ancora una volta in giro i cittadini?

Si direbbe proprio di si!

…E fa ancora più rabbia pensando ai 13 milioni di Italiani POVERI.

Ma questo è il Pd di Renzi… Ricordatevelo.

by Eles

“Con 320 euro al mese si può vivere dignitosamente” – Lo ha detto il Ministro Poletti, quello che guadagna 10.000 Euro al mese per sparare cazzate come questa! (Nota NON è una bufala come qualcuno sostiene)

Poletti

 

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“Con 320 euro al mese si può vivere dignitosamente” – Lo ha detto il Ministro Poletti, quello che guadagna 10.000 Euro al mese per sparare cazzate come questa!
Nota: questo articolo NON è una bufala come qualcuno sostiene, vedi di seguito. 

 

Un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di poveri, accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale. E’ la soluzione proposta dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustrata ieri in una intervista a Repubblica. La scorsa settimana, infatti, il governo ha approvato il disegno di legge delega ed entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno anche i decreti attuativi.

“E’ un cambiamento radicale – ha detto Poletti – perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. E’ una riforma che vale almeno quanto il Jobs act. Chi riceverà l’assegno avrà alcuni obblighi, come mandare i figli a scuola o accettare un’occupazione”.

La riforma dovrebbe partire dal 2017, ma già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati nella legge di Stabilità. L’obiettivo del governo è di fare crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari, fino a coinvolgere tutti i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. Insomma, per un problema sociale urgente si procede per step e non con misure straordinarie. Ma aldilà di questo, c’è una domanda che vorremmo porre al sig. Ministro Poletti: lei riuscirebbe a viverci con 320 euro al mese?

Insomma ci sta prendendo per il culo?

Questo è l’articolo pubblicato QUI un anno e mezzo fa. Siamo stati all’epoca attaccati da un noto sito sedicente “antibufale” che con varie argomentazioni lo tacciò di falso. Una Bufala. Ciò comportò anche la censura del sito.

Ve lo riproponiamo.

E Vi invitiamo a sentire QUI le parole di Poletti.

Forse noi non abbiamo capito bene. Vi invitiamo quindi a spiegarci cosa significa “Il nostro obiettivo è produrre le condizioni che ogni cittadino possa vivere dignitosamente nel nostro paese”…

Cioè, a noi sembra, oltre ai 320 Euro, Poletti non abbia dato altra ricetta per “produrre le condizioni che ogni cittadino possa vivere dignitosamente nel nostro paese”…

A noi sembra… Correggeteci se sbagliamo

By Eles

 

Le vostre offerte alla Chiesa? solo 2 Euro su 10 euro arrivano ai poveri! Ma solo quando tutto, ma proprio tutto va bene.

 

Chiesa

 

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Le vostre offerte alla Chiesa? solo 2 Euro su 10 euro arrivano ai poveri! Ma solo quando tutto, ma proprio tutto va bene.

 

SU 10 EURO DI ELEMOSINA SOLO 2 ARRIVANO AI POVERI!
“Si chiama Obolo di San Pietro l’aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre, come segno di adesione alla sollecitudine del Successore di Pietro per le molteplici necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi”.

“Si chiama Obolo di San Pietro l’aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre, come segno di adesione alla sollecitudine del Successore di Pietro per le molteplici necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi”.

Si legge questo nel sito della Santa Sede quando si cerca di capire cosa sia “l’Obolo di San Pietro”. Quali sono i suoi obiettivi? A cosa servono i soldi che molti fedeli versano nelle casse del Papa, indirizzando le loro risorse direttamente al Santo Padre?

Qui è necessario fare i necessari distinguo tra teoria e pratica. Se si pensa che quei soldi debbano andare in carità, come indicato anche dal sito del Vaticano, si cade in errore. In realtà gran parte finisce a coprire i buchi della curia. “Di 10 euro versati dai fedeli per l’Obolo di San Pietro – ha detto ieri sera Gianluigi Nuzzi parlando del suo libro “Via Crucis” – solo 2 euro finiscono in beneficienza e il resto viene utilizzato per ripianare i conti della curia“. Parole che lasciano sgomenti, ma che sarebbero surrogate dai documenti in mano al giornalista.

La confusione sui conti del Vaticano, però, non si fermano qui. Poca chiarezza anche in merito alla gestione dei tanti fondi vaticani che raccolgono soldi per poi usarli nelle più disparate attività. Partiamo dal “Fondo di carità” a disposizione della Commissione cardinalizia: a quanto si apprende dal libro di Fipaldi “Avarizia” dei 425mila euro raccolti nel 2013 e nel 2014 nulla è finito per aiutare i disgraziati. E dei 139mila euro a disposizione del “Fondo per le opere missionarie”, solo 17mila sono stati elargiti in due anni ai missionari. Utilizzato poco (e male) anche il “Fondo per le Sante Messe”: 2,7milioni di euro raccolti e solo 35mila dati ai sacerdoti di tutto il mondo. Che, ricordiamo, ricevono uno stipendio che si aggira intorno agli 800 euro.

Dopo le anticipazioni sull’uso dei soldi del Bambin Gesù che sarebbero stati investiti per ristrutturare l’attico del cardinal Bertone, dalle carte emergono dati sconcertanti anche su altre “spese pazze” della curia. In particolare a Francesco sarebbe stata inviata una lettera contente le spese della segreteria per l’Economia, guidata da monsignor George Pell e istituita proprio per porre fine alle “abitudini nefaste della curia”. Ebbene, da quella missiva emergono “centinaia di migliaia di euro per voli in business class, vestiti su misura, mobili di pregio, perfino un sottolavello da 4.600 euro“. Il tutto per un totale di 1,5milioni di euro.

A finire sotto il mirino dei giornalisti investigativi Nuzzi e Filippaldi anche l‘APSA, l’Amministrazione delpatrimonio della Sede Apostolica. Nel portafoglio della Santa Sede ci sarebbero circa 5mila appartamenti a Roma ed altri sparsi in tutta europa. In particolare, immobili in Inghilterra per 25,6 milioni di euro, in Svizzera per 27,7 milioni e tra l’Italia e la Francia per un totale di 342 milioni. Beni ingenti che sarebbero potuti servire a ripianare i conti in rosso e a aiutare i poveri? Forse. Peccato – dice Nuzzi – che gli affitti dati ad amici e cardinali abbiano in molte occasioni canoni ridicoli: “vanno da 1 euro a 100 euro al mese”.

Simbolo, anche questo, di una gestione dei conti che anche il Papa – intercettato di nascosto – ha definito “fuori controllo”.

 

fonte: http://www.italianosveglia.com/su_10_euro_di_elemosina_solo_2_arrivano_ai_poveri-b-93576.html

5 milioni di poveri assoluti, ma il PD regala miliardi alle banche…!

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5 milioni di poveri assoluti, ma il PD regala miliardi alle banche…!

In Italia i poveri assoluti sono quasi 5 milioni, ma il governo Gentiloni, esattamente come quello di Renzi, ha deciso che le banche sono più importanti, che sono loro la vera emergenza a cui far fronte.

Fatalità i dati Istat arrivano proprio nei giorni in cui il governo PD, con il suo vergognoso decreto sulle Banche venete, regala 5 miliardi a Banca Intesa, che si aggiungono ai 12 miliardi a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti.

L’anno scorso i poveri assoluti erano 4 milioni e 598 mila, oggi sono 4 milioni 742 mila. E’ il dato più negativo dal 2005 ad oggi e crescono pure le persone in povertà relativa che passano da 8 milioni 307 mila a 8 milioni 465 mila. Sono persone in carne e ossa, ma per il governo sono solo numeri.

Il governo Gentiloni, in linea con Renzi, continua a proporre misure del tutto insufficienti per aiutare le persone e le famiglie che sono in grave difficoltà economica. E’ un dato di fatto che la politica abbia trascurato per troppo tempo l’argomento, nascondendosi dietro la scusa della mancanza di risorse economiche. Poi però per aiutare le banche le risorse si trovano sempre: dal 2011 i governi hanno regalato in totale alle banche 85 miliardi di euro, ai cittadini italiani in condizioni di povertà solo briciole! Eppure una strada diversa è possibile. Bisogna smettere di pensare alla logica dei bonus, ora più che mai bisogna aprire un dibattito serio sulla necessità di introdurre una misura di sostegno al reddito collegata alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro, come il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle, che giace in Commissione da oltre 2 anni e mezzo proprio per colpa del governo e della maggioranza.

E’ proprio l’ISTAT a certificare che la proposta del MoVimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza costa 14,9 miliardi e che servirebbe ad azzerare la povertà più grave senza dispersione. I soldi non possono essere una scusa. Le famiglie vanno aiutate ora perché non possono più aspettare.

Da beppegrillo.it