Berlusconi… Sveglia Gente – Riabilitato significa solo che può di nuovo candidarsi. Non cancella la condanna, né restituisce l’onore, né rende un pregiudicato pluriprescritto una persona perbene…!

 

Berlusconi

 

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Berlusconi… Sveglia Gente – Riabilitato significa solo che può di nuovo candidarsi. Non cancella la condanna, né restituisce l’onore, né rende un pregiudicato pluriprescritto una persona perbene…!

 

Marco Travaglio: “Berlusconi riabilitato? Se accadesse al mostro di Firenze resterebbe tale. Così per l’ex Cav: rimane un delinquente”

“Se il mostro di Firenze è stato riabilitato, questo non vuol dire che non era un mostro. Anche da riabilitato, Berlusconi era e rimane un delinquente”. Al Salone del Libro di Torino, il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, presenta “B come Basta” edito da Paper First, e commenta così la riabilitazione di Silvio Berlusconi.

…………..

Insomma mi state dicendo che c’è gente che sta esultando perchè finalmente si può tornare ad eleggere un evasore condannato?

Vorrei far notare a tutti quelli che esultano per la riabilitazione di Berlusconi che non vuol dire che non è stato condannato, ma solo che ce l’ha messa nel culo un’altra volta.

Giusto per rinfrescarVi la memoria:

“I furbi fessi” – Il fantastico editoriale di Marco Travaglio con le 10 leggi di Berlusconi… Non dico da leggere, è proprio da imparare a memoria!

Trattativa Stato-mafia, condanne pesanti. Altri 12 anni al co-fondatore di Forza Italia Dell’Utri- Ma ora i Pm puntano a Berlusconi (Sì, proprio quello che Mattarella ha ricevuto al Quirinale per parlare del futuro del Paese)…!

Trattativa, i Pm: “Nel ’94 Cosa Nostra appoggiò Forza Italia. Tra la mafia, Dell’Utri e Berlusconi rapporto paritario” …Ma ora non fatevi distrarre: Di Maio ha sbagliato un altro congiuntivo!

Pro memoria per quelli che festeggiano la morte di Riina ma continuano a votare Forza Italia: Totò Riina: “Ogni sei mesi Berlusconi ci pagava 250 milioni”

Agghiacciante dichiarazione del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Nino Di Matteo (insomma, non un coglione qualsiasi): “Patto Berlusconi-mafia per 18 anni” …Parole che dovrebbero scatenare un terremoto, ma i nostri Tg, non potendo parlare della Raggi, ci informano con dovizia di dettagli delle beghe sull’Isola dei famosi…!

Il pentito La Marca su Mangano “Ci disse di votare Berlusconi” …Mafia a parte – Ma a voi proprio non fa un po’ schifo votare una lista che ha per “presidente” un pregiudicato…?

Berlusconi contro i Cinquestelle: “Noi abbiamo un passato di cui essere fieri” – Sì, è vero, e si chiama MAFIA…!

Il Milan acquistato da un improbabile Cinese con 740 milioni provenienti dalle Caiman? I malpensanti: “saranno mica i fondi neri di Berlusconi che rientrano puliti da una testa di legno?” Ma Milena Gabanelli smentisce… ma non troppo… Anzi… Guardate il video, non ve ne pentirete.

 

 

 

Salvini: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo” …Ora la domanda nasce spontanea: ma cos’è che questo deficiente non ha capito della sentenza di condanna di dell’Utri?

 

Salvini

 

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Salvini: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo” …Ora la domanda nasce spontanea: ma cos’è che questo deficiente non ha capito della sentenza di condanna di dell’Utri?

Salvini lo ha detto davvero: “Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo”

Leggi Qui, se ti interessa, l’articolo de Il Fatto Quotidiano.

Ora, come diceva tanti anni fa il grande Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea…

Cos’è che questo idiota non ha capito della sentenza con cui Dell’Utri sta in carcere?

Giusto come pro-memoria Vi riportiamo di seguito un breve passo delle motivazioni della sentenza di condanna di Dell’Utri.

Leggete e rabbrividite:

Tra il 16 ed il 19 maggio 1974 si svolgeva a Milano un incontro cui prendevano parte Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi, Gaetano Cinà (legato alla “famiglia” mafiosa Malaspina) Stefano Bontade (capo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù ed esponente, fino a poco prima, insieme con Gaetano Badalamenti e Luciano Liggio, del “triunvirato” massimo organo di vertice di “cosa nostra”), Mimmo Teresi (sottocapo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù), Francesco Di Carlo (“uomo d’onore” della “famiglia” mafiosa Altofonte, di cui, all’epoca, era consigliere e di cui, in seguito, sarebbe diventato capo).

In tale occasione veniva raggiunto l’accordo di reciproco interesse, in precedenza ricordato, tra “cosa nostra” rappresentato dai boss mafiosi Bondante e Telesi, e l’imprenditore Berlusconi, accordo realizzato grazie alla mediazione di Dell’Utri che aveva coinvolto l’amico Gaetano Cinà, il quale, in virtù dei saldi collegamenti con i vertici della consorteria mafiosa, aveva garantito la realizzazione di tale incontro.

L’assunzione di Mario Mangano (all’epoca dei fatti affiliato alla “famiglia” mafiosa di Porta Nuova, formalmente aggregata al mandamento di S. Maria del Gesù, comandato da Stefabo Bondante) ad Arcore, nel maggio-giugno del 1974 costituiva l’espressione dell’accorso concluso, grazie alla mediazione di Dell’Utri, tra gli esponenti palermitani di cosa nostra e Silvio Berlusconi ed era funzionale a garantire un presidio mafioso all’interno della villa di quest’ultimo.

In cambio della protezione assicurata Silvio Berlusconi aveva cominciato a corrispondere, a partire dal 1974, agli esponenti di “cosa nostra” palermitana, per il tramite di Dell’Utri, cospicue somme di denaro che venivano materialmente riscosse da Gaetano Cinà.

QUI la sentenza completa

Il passaggio che Vi abbiamo riportato è a pagina 48.

La sentenza, invece la trovate QUI

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Dell’Utri resta in carcere e la moglie urla: bisogna vergognarsi di essere italiani… Ma vergognarsi di essere mafiosi proprio NO, vero?

 

Dell'Utri

 

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Dell’Utri resta in carcere e la moglie urla: bisogna vergognarsi di essere italiani… Ma vergognarsi di essere mafiosi proprio NO, vero?

Sono proprio senza vergogna…

Leggiamo su Il Giornale:

Il dolore della moglie di Dell’Utri: “Vergognarsi di essere italiani”

Lo sfogo di Miranda Ratti: “Quando c’è un accanimento nel negare il diritto alla salute non c’è niente da fare ma è una vergogna”

“C’è da vergognarsi ad essere italiani”: sono parole pesanti come macigni quelle pronunciate da Miranda Ratti, moglie di Marcello Dell’Utri, all’indomani della sentenza che nega la scarcerazione del marito, da tempo malato.

Parlando ai microfoni di TgCom 24, la moglie dell’ex senatore di Forza Italia confessa tutta la propria amarezza per una decisione che la lascia a un tempo stupita e addolorata: “Se viene negato il diritto alla salute bisogna vergognarsi di essere italiani. Ci stupiamo di Turchia e Venezuela, ma evidentemente non sappiano guardare in casa nostra”.

Una staffilata ai giudici che hanno ritenuto che Dell’Utri non potesse lasciare il carcere nonostante un tumore e una cardiopatia. La signora Ratti parla di un “accanimento contro cui non c’è nulla da fare”, senza riuscire a capacitarsi di come sia stata la respinta di trasferire il marito “in una struttura adeguata, polifunzionale e ben strutturata” per curarlo.

“Sembra inutile dire – aggiunge la moglie di Dell’Utri – che nella magistratura non ho nessuna fiducia perché anche quest’ultima istanza dimostra un accanimento, e contro l’accanimento, se uno è prevenuto, non c’è nulla da fare. È una sentenza assurda che va a nuocere non solo alla salute di mio marito e alla nostra famiglia, ma allo Stato di diritto, perché i principi della Costituzione non vengono assolutamente rispettati”.

Il Giornale

Io, fossi in loro, mi vergognerei più ad essere mafiosi!

Vi consigliamo di leggere:

Trattativa, i Pm: “Nel ’94 Cosa Nostra appoggiò Forza Italia. Tra la mafia, Dell’Utri e Berlusconi rapporto paritario” …Ma ora non fatevi distrarre: Di Maio ha sbagliato un altro congiuntivo!

 Per non dimenticare – Il pentito di mafia Spatuzza: “Incontrai il boss Graviano, era felice come se avesse vinto al Superenalotto, mi fece il nome di Berlusconi. Aggiunse che in mezzo c’era anche il compaesano Dell’Utri e che grazie a loro c’eravamo messi il Paese nelle mani”…!

Berlusconi contro i Cinquestelle: “Noi abbiamo un passato di cui essere fieri” – Sì, è vero, e si chiama MAFIA…!

Berlusconi contro i Cinquestelle: “Noi abbiamo un passato di cui essere fieri” – Sì, è vero, e si chiama MAFIA…!

 

Berlusconi

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Berlusconi contro i Cinquestelle: “Noi abbiamo un passato di cui essere fieri” – Sì, è vero, e si chiama MAFIA…!

Noi abbiamo un passato di cui essere fieri, a differenza di questi nostri avversari a Cinque Stelle, che un passato non ce l’hanno neppure.

Così ha twittato Silvio Berlusconi…

E pensate che ci sono deficienti che lo prendono sul serio…

E allora, lasciando perdere per il momento P2, evasione fiscale, corruzione, condanne e prostituzione, vorremmo ricordare soli un “dettaglio” del passato di cui il nostra Silvio va tanto fiero: si chiama MAFIA.

Giusto come pro-memoria Vi riportiamo di seguito un breve passo delle motivazioni della sentenza di condanna di Dell’Utri.

Leggete e rabbrividite:

Tra il 16 ed il 19 maggio 1974 si svolgeva a Milano un incontro cui prendevano parte Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi, Gaetano Cinà (legato alla “famiglia” mafiosa Malaspina) Stefano Bontade (capo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù ed esponente, fino a poco prima, insieme con Gaetano Badalamenti e Luciano Liggio, del “triunvirato” massimo organo di vertice di “cosa nostra”), Mimmo Teresi (sottocapo della “famiglia” mafiosa S. Maria del Gesù), Francesco Di Carlo (“uomo d’onore” della “famiglia” mafiosa Altofonte, di cui, all’epoca, era consigliere e di cui, in seguito, sarebbe diventato capo).

In tale occasione veniva raggiunto l’accordo di reciproco interesse, in precedenza ricordato, tra “cosa nostra” rappresentato dai boss mafiosi Bondante e Telesi, e l’imprenditore Berlusconi, accordo realizzato grazie alla mediazione di Dell’Utri che aveva coinvolto l’amico Gaetano Cinà, il quale, in virtù dei saldi collegamenti con i vertici della consorteria mafiosa, aveva garantito la realizzazione di tale incontro.

L’assunzione di Mario Mangano (all’epoca dei fatti affiliato alla “famiglia” mafiosa di Porta Nuova, formalmente aggregata al mandamento di S. Maria del Gesù, comandato da Stefabo Bondante) ad Arcore, nel maggio-giugno del 1974 costituiva l’espressione dell’accorso concluso, grazie alla mediazione di Dell’Utri, tra gli esponenti palermitani di cosa nostra e Silvio Berlusconi ed era funzionale a garantire un presidio mafioso all’interno della villa di quest’ultimo.

In cambio della protezione assicurata Silvio Berlusconi aveva cominciato a corrispondere, a partire dal 1974, agli esponenti di “cosa nostra” palermitana, per il tramite di Dell’Utri, cospicue somme di denaro che venivano materialmente riscosse da Gaetano Cinà.

QUI la sentenza completa

Il passaggio che Vi abbiamo riportato è a pagina 48.

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