Vi siete chiesti perchè l’attentato di Manchester ha avuto scarso risalto mediatico e già non se ne parla più? Perché l’attentatore è un personaggio scomodo di cui si deve sapere il meno possibile: è un “prodotto” di inglesi e americani per deporre Gheddafi prima e Assad poi…!

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Vi siete chiesti perchè l’attentato di Manchester ha avuto scarso risalto mediatico e già non se ne parla più? Perché l’attentatore è un personaggio scomodo di cui si deve sapere il meno possibile: è un “prodotto” di inglesi e americani per deporre Gheddafi prima e Assad poi…!

Manchester Arena – Tutto quello che media e politici non vogliono si sappia su Salman Abedi, prodotto del rovesciamento di Gheddafi in Libia e “ribelle” armato in Siria

Ecco quello che media e politici non vogliono si sappia circa l’attacco terroristico suicida alla Manchester Arena: Salman Abedi, il 22enne che ha ucciso quasi due dozzine di spettatori accorsi alla Manchester Arena, era Figlio di Ramadan Abedi, uomo reclutato  dai servizi segreti britannici e coinvolto in un vasto piano dell’esercito libico per assassinare Mu’ammar Gheddafi; Salman Abedi era il prodotto del rovesciamento di Gheddafi in Libia, fermamente voluto da Stati Uniti e dal Regno Unito e ribelle armato propenso al “cambio di regime” in Siria.

L’attentatore suicida della Manchester Arena è il prodotto diretto delle politiche interventiste degli Stati Uniti e del Regno Unito in Medio Oriente.

Secondo il The Telegraph, Salman Abedi, era figlio di immigrati libici che vivono in un quartiere musulmano radicalizzato a Manchester ed era tornato in Libia più volte dopo il rovesciamento di Mu’ammar Gheddafi, l’ultima, in ordine di tempo, poche settimane fa. Dopo la “liberazione” della Libia da parte di Stati Uniti, Regno Unito e alleati, tutti i tipi di gruppi jihadisti radicali precedentemente fuorilegge e ferocemente repressi, hanno trovato improvvisamente terreno fertile in quella zona di Mondo, dando libero sfogo ad ogni genere di impulso. Questa è la Libia che Abedi trovava ogni volta che faceva ritorno a casa, questo è il luogo dove, probabilmente, si è preparato per il suo attacco suicida alla Manchester Arena. Prima dell’attacco al Governo libico del 2011, non esistevano Al-Qaeda, ISIS, o qualsiasi altra organizzazione terroristica sul suolo libico.

Come riportato sempre dal The Telegraph, è stato lo stesso Gheddafi, nel Gennaio del 2011, ad avvertire l’Europa che, una volta rovesciato il suo Governo, il risultato sarebbero stati innumerevoli attacchi islamici radicali in Europa; la Libia post-Gheddafi è diventata un’incubatrice del terrorismo internazionale, nonché terreno di reclutamento per gli estremisti impegnati in Siria contro il regime di Bashar al-Assad.

È dal The Sun, invece, che veniamo a sapere che Salman Abedi, nei suoi tanti viaggi, è stato anche in Siria dove, ben presto, ha sposato la causa dei ribelli armati in quella che, da molti, viene vista come l’ennesima “guerra per procura” portata avanti dagli Stati Uniti. L’attentatore suicida della Manchester Arena potrebbe essere stato addestrato dalla CIA e finanziato da uno dei tanti fondi neri realizzati ad hoc dal Dipartimento della Difesa? Tutto è possibile.

Mentre il mainstream e i politici opportunisti sosterranno che l’unica soluzione è un intervento militare in Medio Oriente, la pura verità è che la causa, almeno parziale, di questo attacco è dovuta proprio all’intervento occidentale in Libia e Siria.

Non ci sarebbe stato nessun campo di addestramento jihadista in Libia se Gheddafi non fosse stato abbattuto da Stati Uniti d’America e Regno Unito; non ci sarebbe stata alcuna esplosione di ISIS di al-Qaeda in Siria se non fosse stato per la politica di “cambio di regime” sostenuta da USA e UK in quel Paese.
Fonte: Manchester Bomber Was Product of West’s Libya/Syria Intervention

Traduzione e sintesi di Nico ForconiControInformo.info

tratto da: http://www.controinformo.info/controinformo/2017/05/25/attentato-manchester-arena-salman-abedi/6431

Diceva un fesso che in questi giorni stiamo ricordando “segui i soldi e troverai la mafia”… Così semplice, ma nessuno capisce. Per esempio l’Isis: incassa 3 mln al giorno per la vendita di petrolio di contrabbando (anche in Europa). Sarebbe semplice bloccare questo flusso per stroncarla, ma…

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Diceva un fesso che in questi giorni stiamo ricordando “segui i soldi e troverai la mafia”… Così semplice, ma nessuno capisce. Per esempio l’Isis: incassa 3 mln al giorno per la vendita di petrolio di contrabbando (anche in Europa). Sarebbe semplice bloccare questo flusso per stroncarla, ma…

 

“L’Isis vende petrolio anche agli europei”
Secondo l’ambasciatrice Ue in Iraq alcuni paesi dell’Unione avrebbero comprato greggio contrabbandato. Dal traffico il Califfato guadagna oltre 3 milioni di dollari al giorno.

Mentre con straordinaria consapevolezza cinematica la coalizione di trenta paesi comincia a bombardare l’Is (Islamic State, come loro si chiamano, Isis come si chiamavano prima e come li chiama ancora chi non vuole riconoscere il loro pseudo stato, Daish come lo chiamano i nemici con un improvvisato acronimo arabo, il Califfato come s’intitolerebbe se fosse un serial tv…) si dice “pronta a tutto per fermarli”. Viene da chiedersi se è proprio così. All’inizio di settembre un alto funzionario europeo ha ammesso che alcuni (non specificati) paesi europei hanno comprato petrolio dall’Is.

Nel prequel della storia, l’allora Isis era armato e aiutato da molti paesi occidentali, dalla Turchia e dai paesi del Golfo. Paul Pillar ha appena spiegato su nationalinterst.org una verità che è stata a lungo davanti agli occhi di chi voleva vedere: che i soldi e le armi inviati a quella fantomatica ed elusiva entità nota come “I ribelli siriani moderati”, finivano immancabilmente nelle mani degli estremisti. Pillar, veterano della Cia e membro della Brooking Institution, ha scritto con grande realismo riguardo all’atteggiamento dell’amministrazione americana: “Non c’è modo di quadrare il cerchio sconfiggendo l’Isis senza aiutare di fatto quello stesso regime siriano che vorremmo abbattere”.

Così ieri è partita la distruzione dell’Is, ma per davvero? Difficilmente i bombardamenti da soli riusciranno a cancellare il regno islamico del Califfo. Servirebbero le truppe di terra ma quelle nessuno vuole mandarle: troppi soldi da sborsare in tempi di crisi cronica, troppe bare da accogliere in tempi di governi impopolari. E poi il ventre molle del “mostro” Is non è la forza militare, è il suo tesoro. Secondo uno studio dell’Iraq Energy Institute il Califfo vende il petrolio dei pozzi confiscati in Siria e in Iraq per 40 dollari al barile al mercato nero. Con 30 mila barili di petrolio al giorno in Iraq e 50 mila in Siria, guadagna 1,2 milioni di dollari al giorno nel primo caso e 2 nel secondo. Fa 97 milioni al mese a cui si devono aggiungere i proventi delle tasse e del pizzo prelevato dalle attività produttive all’interno del Califfato e il grande fiume di dollari che arriva dai finanziatori privati nei paesi del Golfo e probabilmente dalla Turchia.

Colpire il tesoro dell’Is, (“follow the money”) sarebbe probabilmente meno spettacolare dei bombardamenti ma più efficace nell’indebolire gli estremisti, che appartengono alla stessa scuola teologica islamica dell’Arabia Saudita. Gli americani su queste cose li immaginiamo fulminei ed efficienti come in un romanzo di Tom Clancy, e invece vanno al rallentatore. Il New York Times qualche giorno fa raccontava le difficoltà dei funzionari dell’amministrazione Obama nel convincere la Turchia, partner Nato, a smantellare il network del contrabbando di greggio.

Ma dall’Europa sulla testa dell’Is non arrivano soltanto bombe, piovono anche soldi. La signora Jana Hybášková, ceka, ambasciatrice europea in Iraq, ha detto all’inizio di settembre durante un briefing della Commissione Affari Esteri del parlamento europeo che “alcuni paesi europei hanno comprato petrolio dall’Isis”. L’ambasciatrice non ha voluto precisare a quali paesi si riferisse. Dietro al traffico rispunta il nome della Turchia che ospiterebbe la principale rete di contrabbando ma anche quelli della Giordania e del Kurdistan iracheno, peraltro molto legato ad Ankara.

…Ma tu guarda un po’ …Trovate (ancora una volta) armi della NATO e della Turchia nei depositi abbandonati dall’ISIS…!

 

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…Ma tu guarda un po’ …Trovate (ancora una volta) armi della NATO e della Turchia nei depositi abbandonati dall’ISIS…!

 

I terroristi dell’ISIS (Daesh in arabo) in Siria combattono con le armi ricevute dalla Turchia e dalla NATO, questo lo dimostrano (fra l’altro) le armi confiscate a questa banda nel nord della Siria.
Nell’ambito delle grandi avanzate fatte dalle forze siriane e curde nella provincia Nord di Al-Raqqa, le Forze Democratiche della Siria (FDS), formazioni Curde, hanno potuto confiscare grandi quantità di armi dell’ISIS.

Secondo le immagini diffuse su questo sequestro, tutte le armi e le munizioni, confiscate nelle regioni attigue alla centrale idroelettrica della riferita città, risultano di fabbricazione turca e di proprietà della NATO.

Tra gli armamenti si evidenziano i missili anticarro M72 LAW, di uso abituale da parte dei terroristi dell’ISIS prodotti dalla ditta turca MKEK (sigla in turco del produttore).
Gli armamenti confiscati includono, tra gli altri, un mortaio da 120 mm. e la sua base, un Kalashnikov e quattro casse di proiettili, un lanciamissili multiplo Katyusha, due archi di mortaio e vari proiettili di mortaio, 100 componenti di mortaio e di obici , una rampa di mortaio da 82 mm., un sacco di proiettili BCK, due radio digitali Hytera, una cassa da 27 mm. DHSK, 20 cartucce da mortaio da 120 mm., 26 cartucce da mortaio da 60 mm. e un sacco di capsule da mortaio.

Allo stesso modo, le forze curde hanno potuto sequestrare veicoli blindati di fabbricazione USA come Humvee, un veicolo militare Reo e un camion pick -up di marca Ford, tutti inviati dal territorio turco.
Con riferimento ad equipaggiamenti accessori, aggiungono le fonti, sono stati confiscati una videocamera di marca Sony, un notebook portatile , un telefono ed alcuni documenti della banda terrorista.

Tutto l’equipaggiamento, secondo le fonti locali, risulta di fabbricazione turca o made in USA, e tutto con sigle identificative della NATO che si presume sia arrivato nelle mani dei terroristi attraverso la Turchia.

Con il fine di rovesciare il Governo del presidente siriano, Bashar al-Assad, controllare i movimenti dei curdi vicino le sue frontiere, e sotto il pretesto di combattere contro il terrorismo, la Turchia ha fatto l’impossibile per ravvivare le fiamme del conflitto nel paese arabo.
Rispetto a questo, la Turchia ha favorito, tra le altre misure , l’invio in Siria di elementi armati, mercenari jihadisti, terroristi, come nello stesso tempo ha fornito a queste bande armamenti ed aiuti di vario genere.

Nota:  Questo sequestro di armi trovate nei magazzini dei terroristi è soltanto uno dei tanti effettuati dalle forze curde, dall’Esercito siriano e da Hezbollah, in cui vengono sempre ritrovate armi di fabbricazione USA e con codici identificativi della NATO. Non rappresenta quindi una novità ma una ulteriore conferma che i terroristi dell’ISIS, nonostante le dichiarazioni ufficiali dei Governi, ricevono rifornimenti ed appoggio dalle potenze (USA, Arabia Saudita e Turchia) interessate a rovesciare il Governo di Damasco e smembrare il paese.

D’altra parte ci sono le dichiarazioni di alcuni degli stessi esponenti dell’establishment USA che confermano di questo appoggio fatto dai servizi di intelligence USA o direttamente dall’Esercito turco.

Il doppio gioco sul conflitto in Siria da parte di Washington ed Ankara continua, al di fuori delle apparenze. I gruppi terroristi islamici sono stati utilizzati, con tutta evidenza, per destabilizzare la Siria e favorire gli interessi delle grandi potenze. Questo dovrebbe far aprire gli occhi a coloro che che hanno creduto a tutte le falsificazioni della propaganda occidentale su questo conflitto che dura da oltre sei anni.

Fonte: Hispan Tv

Giusto per ricordarvi come stanno le cose: l’ISIS si è “scusato” con Israele per aver attaccato “erroneamente” le sue postazioni!

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Giusto per ricordarvi come stanno le cose: l’ISIS si è “scusato” con Israele per aver attaccato “erroneamente” le sue postazioni!

 

L’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon ha affermato di aver ricevuto le scuse da parte dei terroristi dell’ISIS per essersi sbagliati nell’attacco contro le postazioni di Israele nelle alture del Golan.

In un’intervista rilasciata sabato scorso, alla tv israeliana ‘Canale10, Moshe Yaalon, ex ministro della Difesa israeliano ha rivelato che il gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo) attaccò l’esercito israeliano nella alture siriane del Golan, occupato dal regime di Tel Aviv.

Tuttavia, ha proseguito, i terroristi hanno sostenuto che si trattava di un errore e che l&#

39;attacco che non era rivolto alle postazioni israeliane, e quindi, come Yaalon ha sottolineato, l’ISIS si è scusato immediatamente.

Evitando di chiarire la data esatta dell’attacco dell’ISIS, Yaalon ha denunciato gli attacchi lanciati dal suolo siriano contro le postazioni israeliane sulle Alture del Golan.

Fonte: news.nana10.co.

Quello che non sapete (e non vi fanno sapere) sulla Siria. Tre minuti di lettura e capirete perchè per “loro” è necessario eliminare il presidente Assad e colonizzare la Siria!

 

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Quello che non sapete (e non vi fanno sapere) sulla Siria. Tre minuti di lettura e capirete perchè per “loro” è necessario eliminare il presidente Assad e colonizzare la Siria!

 

Non amo i dittatori, non amo neanche la finta democrazia e non amo quello che sta accadendo in questi giorni, sembra di vivere in Orwell 1984 dove stampa e TV, tra una notizia vera e una falsata iniziano a bombardarci con una propaganda (senza prove) che ci porterà (spero di no) in una nuova guerra, che porterà a sua volta ancora morte e miseria a un popolo già colpito duramente. L’obbiettivo è ancora una volta la Siria, Trump ha infatti dichiarato: “Ho cambiato idea su Assad, gli Usa sono pronti a fare da soli in Siria”. Quante falsità in queste parole, quante falsità in questo occidente che vuole in ogni modo intervenire in Siria con accuse mai provate veramente, neanche nel 2013, e se ne frega del resto del mondo. Nelle Filippine per esempio c’è un pazzo come presidente che “si paragona al nuovo Hitler” parole sue, e sta uccidendo migliaia di ragazzi con la scusa di una “guerra alla droga” che porta gli “squadroni della morte” a uccidere in strada i “presunti” consumatori, ma di questo tutti se ne fottono, chissà perché? Forse perché non si trova in Medio Oriente.

Invece tutti hanno interesse ad intervenire in Siria, come ha scritto Claudio De Marco, ecco alcuni motivi:

 

 

1 – in Siria, non c’ è nessuna banca centrale Rothschild.

2 – la Siria ha vietato gli alimenti geneticamente modificati e la coltivazione e l’importazione degli stessi.

3 – la Siria è l’ unico paese arabo che non ha debiti con il fondo monetario internazionale, né con la Banca mondiale, né con chiunque altro.

4 – la famiglia Assad appartiene all’orientamento alauita, trattasi di una corrente sciita minoritaria di Islam tollerante; gli sciiti vengono combattuti dalla morte di Maometto dalla maggioranza sunnita.

5 – le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini allo studio, sanità e istruzione.

6 – le donne siriane non sono obbligate a indossare il velo. La Sharia (legge islamica) è incostituzionale in Siria.

7 – la Siria è l’ unico paese arabo con una Costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici, che vengono combattuti severamente (anche con metodi estremi).

8 – circa il 10% della popolazione siriana appartiene a uno dei molti rami cristiani, sempre presenti nella vita politica e sociale.

9 – in altri paesi arabi la popolazione cristiana non raggiunge l’ 1% a causa dei maltrattamenti subiti.

10- la Siria è l’ unico paese del Mediterraneo interamente proprietario del suo petrolio (circa 500.000 barr/day) e che non ha privatizzato le sue aziende statali.

11- la Siria ha un’apertura verso la società e la cultura occidentale, come solo il Libano nel mondo arabo.

12- la Siria era il solo Paese pacifico in zona, senza guerre o conflitti interni.

13- la Siria è l’unico paese al mondo che ha ammesso i rifugiati iracheni, senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.

14- Bashar Al-Assad ha un’ elevata approvazione popolare.

15- la Siria ha discrete riserve di petrolio (circa 2,5 miliardi di barili), che è riservato alle imprese statali.

Diffondi questo articolo perché tutto il mondo deve aprire gli occhi, basta violenza mascherata con parole come “Democrazia o Missione di Pace” basta. 

Fonte: La mia parte intollerante