Che fine hanno fatto i Gilet Gialli? Sono ancora lì a protestare. È dai nostri Tg che sono spariti… Sarebbe un brutto esempio per un popolo di pecoroni come noi… potrebbero risvegliare le coscienze di qualcuno.

 

Gilet Gialli

 

 

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Che fine hanno fatto i Gilet Gialli? Sono ancora lì a protestare. È dai nostri Tg che sono spariti… Sarebbe un brutto esempio per un popolo di pecoroni come noi… potrebbero risvegliare le coscienze di qualcuno.

“Gilet Gialli” – 33ma settimana di protesta – 200 delegazioni a Saône-et-Loire: “Come resistere vittoriosamente alla repressione politica che assume forme giudiziarie e di polizia”

Queste domande saranno al centro degli scambi previsti per il raduno di 200 delegazioni di Giubbotti gialli, che si terranno in questo fine settimana a Montceau-les-Mines, Saone-et-Loire.

Una manifestazione di è tenuta oggi a Parigi, partita alle 12:30 Porte de Clichy ed a cui hanno partecipato dai 15 ai 20.000 manifestanti.

Certo, sono numeri che non reggono il confronto con i circa 250mila che parteciparono ai cortei nelle prime settimane della protesta, scatenata da un aumento delle imposte sul carburante nell’ambito del programma del governo per ridurre l’inquinamento, ma la Gente in Francia, dopo 9 mesi, ancora scende in piazza…

Signori, 9 mesi!

Ma cosa ne vogliamo sapere noi, stravaccati sul nostro divano di casa con le palette in mano a dare i voti alle proteste degli altri…

by Eles

Incendio Notre Dame de Paris – Loro ridono dei nostri morti e noi dovremmo piangere per la loro chiesa? Permettetemi di infischiarmene!

 

Notre Dame de Paris

 

 

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Incendio Notre Dame de Paris – Loro ridono dei nostri morti e noi dovremmo piangere per la loro chiesa? Permettetemi di infischiarmene!

La ricordate la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto del Centro Italia? (“Sisma all’italiana, penne in salsa tomato, penne gratinate e lasagne”), nient’altro che una disgustosa, squallida, schifosa ironia sui morti…

A qualcuno di voi ha fatto ridere? Forse porcate del genere fanno ridere solo ai francesi…

Perdonare sì, tanto sono coglioni (i francesi), ma dimenticare mai!

Ed io, visto che non ho dimenticato, chiedo il permesso di infischiarmene altamente della loro chiesa.

Nb. se fossi francese, ci potrei fare qualche battuta di cattivo gusto…

By Eles

La Francia ancora a ferro e fuoco. I gilet gialli non arretrano di un passo. Ormai è iniziata la 14ª settimane di battaglia, la protesta si estende a tutto il mondo… Ma tutto questo per i nostri media non esiste… Perché?

gilet gialli

 

 

 

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La Francia ancora a ferro e fuoco. I gilet gialli non arretrano di un passo. Ormai è iniziata la 14ª settimane di battaglia, la protesta si estende a tutto il mondo… Ma tutto questo per i nostri media non esiste… Perché?

Aggiornato al 16.02.2019

Perchè i Tg non ci parlano dei bambini massacrati in Yemen dagli arabi, utilizzando le armi che gli vendiamo NOI? Perchè non ci parlano dei crimini di guerra che gli israeliani commettono TUTTI I GIORNI in Palestina? Perchè non ci parlano delle torture e dei massacri commessi in Libia affinché a noi sia risparmiato il fastidio dello sbarco di qualche immigrato… E perchè non ci parlano dei Gilet Gialli?

Per il coglione che crede ancora a quello che trasmettono i Tg, la lotta dei gilet gialli è terminata da tempo… Oggi il dramma è la vittoria di uno straniero al Festival di Sanremo e la selezione per la prossima Isola dei Famosi…

Ma non è proprio così… Basta informarsi. E per informarsi è necessario spegnere la Tv…

Breve cronistoria di una rivolta giunta all’14° episodio di cui i Tg ignorano l’esistenza:

SABATO 16 FEBBRAIO 2019

Primi scontri nell’Atto XIV  della mobilitazione dei ‘gilet gialli’. A Parigi, scrive Le Parisienne sul proprio sito, la polizia ha evacuato la spianata degli Invalides, nei pressi della Torre Eiffel, usando i lacrimogeni.     A Tolosa, i video pubblicati sui social network intorno alle 16 mostrano che la polizia ha iniziato a usare gas lacrimogeni. Scene simili sono state girate a La Rochelle, Nantes e Le Mans, dove “vetrine e arredi urbani” sono stati danneggiati, secondo la prefettura.

Secondo le autorità, nelle ultime settimane i numeri delle proteste sono stati molto inferiori ai 290 mila partecipanti (in tutto il Paese) al primo atto della protesta. Secondo il ministero dell’Interno il 9 febbraio sono scesi in strada 51.400 manifestanti, a fronte degli 84mila del 12 gennaio. Dati non confermati dai gilet gialli, secondo i quali alle manifestazioni di sabato scorso hanno partecipato 118.200 persone.

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1ª settimana: dal 17 al 23 novembre 2018

Le proteste hanno avuto inizio in Francia il 17 novembre 2018 verso le 7:30 con il blocco di diverse strade principali, e con una manifestazione vicino alla stazione metropolitana Porte Maillot. Nel corso di una manifestazione non dichiarata organizzata a Le Pont-de-Beauvoisin (Savoia), un automobilista disturbato dai blocchi stradali, ha tentato di forzarne uno investendo una manifestante di 63 anni, Chantal Mazet.

Nel pomeriggio del 17, diverse decine di manifestanti hanno marciato sugli Champs-Élysées dirigendosi verso il Palazzo dell’Eliseo, ma sono stati fermati dalla polizia a Place de la Concorde. A Troyes ed a Quimper un gruppo di circa 200 persone hanno fatto irruzione nel cortile delle rispettive prefetture, anche loro sono stati bloccati dalla polizia.

Il giorno seguente, il ministero dell’interno francese ha comunicato che i manifestanti sono stati 287 710, 1 morto, 409 feriti e 117 arresti.

Il 20 novembre si sono verificati scontri anche nell’isola della Riunione (DROM). È stato anche istituto un coprifuoco dalle 20 alle 6 dal 20 al 23 novembre.

Nell’isola sono state arrestate più di 650 persone, il presidente francese ha mobilitato truppe nell’isola per sedare le violenze.

Il 24 novembre in un parcheggio di un centro commerciale ad Angers, un gilet giallo ha minacciato di farsi esplodere se Emmanuel Macron non lo avesse ricevuto alll’Eliseo, dopo 6 ore di negoziazione l’uomo si arrese alle forze dell’ordine.

2ª settimana: dal 24 al 30 novembre 2018

Gli Champs-Élysées alla fine degli scontri del 24 novembre

Il 24 novembre, la polizia ha installato numerosi posti di blocco a Parigi, ma le forza dell’ordine non sono riuscite a bloccare gli 8000 manifestanti che sono riusciti ad entrare nella città. Hanno poi dato vita ad atti di guerriglia urbana, procurando incendi nelle vie, sradicando segnali stradali e semafori, costruendo barricate e lanciando sassi contro gli agenti antisommossa.

La polizia ha reagito con il lancio di lacrimogeni e l’utilizzo di idranti per disperdere i manifestanti.  In tutta la Francia sono stati registrati 166 301 manifestanti, 24 feriti e 101 arresti. I danni materiali sono stati stimati in 1,5 milioni di euro.

Nei giorni seguenti si sono registrati piccoli scontri con la polizia a Calais.

3ª settimana: dal 1ª al 7 dicembrE

Facciata di una banca vandalizzata nel XVII arrondissement di Parigi, il 1ª dicembre.

Il 1ª dicembre a Parigi si sono verificato diversi scontri con la polizia, più di 100 auto sono state date alle fiamme per bloccarne l’avanzata, l’Arco di Trionfo è stato vandalizzato con scritte ed insulti.

I CRS hanno lanciato più di 10 000 granate lacrimogene. Alla fine degli scontri si registrano 134 feriti di cui 23 agenti di polizia e 412 arresti.

Nella 3ª settimana protestarono 136 100 persone.

Il sindaco di Parigi ha stimato danni tra i 3 e i 4 milioni di euro.

Il 3 dicembre, il Ministero dell’Istruzione annuncia che più di 100 istituti superiori sono stati bloccati da studenti con i gilet gialli, 700 ragazzi sono stati arrestati in tutto il paese ma il caso più eclatante è stato l’arresto di 148 studenti di un istituto di Mantes-la-Jolie, inginocchiati per terra, con le mani dietro la testa e con fucili puntati; che ha suscitato l’indignazione di molti francesi sui social network. In realtà, l’operazione di Polizia si era resa necessaria per neutralizzare un consistente manipolo di facinorosi liceali, i quali, trovati in possesso di corpi contundenti atti ad offendere, si stavano predisponendo ad uno scontro con le Forze dell’ordine.

4ª settimana: dall’8 al 14 dicembre 2018

L’8 dicembre il governo ha mobilitato oltre 89 000 agenti della Police Nationale e dodici Berliet VXB-170 blindati della Gendarmerie nationale[9]. Dopo un altro sabato di guerriglia in tutto il paese, il ministero dell’interno francese ha dichiarato che alle manifestazioni erano presenti 136 000 persone e sono stati eseguiti 1723 arresti (1080 solo a Parigi); i feriti invece sono 135.

5ª settimana: dal 15 al 21 dicembre 2018

La mobilitazione dell’atto V è stata più bassa rispetto alle altre manifestazioni, forse a causa dell’attentato di Strasburgo. Ci sono stati pochissimi scontri a Parigi dove sono scese in piazza circa 8000 persone.

6ª settimana: dal 22 al 28 dicembre 2018

Il 22 dicembre, secondo le cifre fornite dal Ministero degli Interni, la partecipazione risulta di 33.600 manifestanti, quasi il doppio rispetto alla settimana precedente.

I manifestanti hanno bloccato il traffico con la Svizzera a Cluse-et-Mijoux che sono stati dispersi dalla polizia dopo un’ora. Operazioni simili si sono svolte ai confinispagnoli, italiani, tedeschi e belgi. A Montélimar sono stati bloccati due magazzini di negozi online: EasyDis (Casino Group) e Amazon.

A Parigi ci sono stati scontri solo in serata; tre poliziotti in moto sono stati attaccati da una ventina di manifestanti radicali, nel momento in cui avevano girato in una via secondaria. Due agenti sono stati fatti cadere, mentre un poliziotto è stato colpito in faccia. I poliziotti si sono sentiti in una situazione di estremo pericolo per la loro incolumità: i dimostranti hanno tentato un linciaggio cercando di colpire i poliziotti più volte lanciando pietre ed oggetti contundenti. Gli agenti si sono difesi strenuamente con manganelli e bombolette lacrimogene, tuttavia, in un momento critico, uno di loro è stato costretto a tirar fuori la pistola dalla fondina e puntarla contro i dimostranti, che immediatamente si sono calmati. Alla fine i poliziotti sono riusciti a liberarsi dall’accerchiamento a bordo di due moto, lasciandone una per strada.

In tutto il paese vengono arrestate 220 persone, di cui 142 a Parigi, tra cui Éric Drouet portavoce dei gilet gialli.

7ª SETTIMANA: DAL 29 DICEMBRE AL 4 GENNAIO 2019

Ancora in 40.000 in piazza…

Nella Capitale ai manifestanti è stato chiesto di presentarsi con un rossetto rosso o untappo di sughero, oltre al classico gilet catarifrangente.

8ª SETTIMANA: DAL 5 GENNAIO 2019

Ancora piazze gremite di gilet gialli e dimostrazioni in tutta la Francia – Una quindicina di manifestanti hanno sfondato con una ruspa la porta del Ministero dei rapporti con il parlamento dove ha sede l’ufficio del portavoce del Governo, Benjamin Griveaux, che è stato evacuato. Scontri con la polizia quando un gruppo di persone ha tentato di dirigersi verso l’Assemblea nazionale: diversi feriti.

“Manifesteremo qui tutti i sabati, continueremo per tutto il 2019″, ha annunciato in mattinata al megafono Sophie, una dei manifestanti. “Faremo sì che i cittadini si riprendano il potere. Vogliamo degli stati generali organizzati dal popolo per il popolo”.

9ª settimana: dal 12 al 18 gennaio 2019

Il 12 gennaio circa 32.000 persone sono scese in piazza in tutta la Francia per manifestare. A Parigi, dove si sono radunati 8.000 manifestanti, ci sono stati scontri sugli Champs-Elysées mentre a Bourges circa 5.000 persone hanno raggiunto il centro cittadino sfidando il divieto della prefettura. A Bordeaux circa 6.000 gilet gialli si sono riversati nelle strade; nel pomeriggio almeno 3 persone sono rimaste ferite negli scontri con le forze di sicurezza. Secondo il bilancio della prefettura di polizia, circa un centinaio di persone sono state fermate in tutto il Paese, 59 di queste a Parigi.

10ª settimana: dal 19 al 25 gennaio 2019

Il 19 gennaio sono scesi nelle piazze francesi 80.000 manifestanti, 5000 solo nella capitale Francese.  Una mobilitazione di nuovo in crescita in rapporto alle 50mila della precedente settimana, ma inferiore alle centinaia di migliaia radunate a novembre o dicembre, secondo le cifre del ministero degli Interni.

11ª SETTIMANA: DAL 27 GENNAIO al 1 FEBBRAIO 2019

Sabato 27 gennaio 11esima manifestazione di protesta dei gilet gialli a Parigi. In decine di migliaia si sono radunati sugli Champs Elysees a Parigi. Le forze dell’ordine schierate in gran numero, compresi mezzi blindati, sorvegliano la manifestazione. L’undicesimo atto è accompagnato dalla prima «notte gialla» a place de la République.

A Parigi incidenti e incendi alla Bastiglia, dove era prevista la convergenza dei due principali cortei di gilet gialli. Uno dei leader dei gilet gialli, Jerome Rodrigues, è rimasto ferito da un proiettile di gomma. Lo stesso Rodrigues ha pubblicato una sua foto su Facebook e ha scritto che perderà un occhio. Il prefetto di polizia ha annunciato l’apertura di una inchiesta.

Manifestazioni di supporto e solidarietà un po’ ovunque in tutta Europa.

12ª settimana: DAL 2 AL 8 FEBBRAIO 2019

Dodicesimo atto della mobilitazione dei gilet gialli il 2 febbraio a ParigiValence e altre città francesi come Lione, Montpellier, Rouen, Nancy, Caen, Nantes, Bordeaux, Tolosa e Marsiglia, tutto dedicato ai feriti nei cortei delle settimane scorse. In prima fila nella marcia della Capitale, partita dal XII arrondissement, Jerome Rodrigues, il manifestante colpito all’occhio il 26 gennaio mentre riprendeva con la telecamera gli scontri alla Bastiglia. Nel pomeriggio tensioni anche a Strasburgo dove la polizia è dovuta ricorrere al lancio di lacrimogeni. Il principale raduno, 10 mila persone attese, è in corso a Valence.

 

Imponente, anche per questo 12esimo atto, lo schieramento di forze dell’ordine. Poche ore prima dei cortei il ministro dell’InternoChristophe Castaner, aveva annunciato il dispiegamento di un dispositivo «potente ed appropriato» di agenti per garantire la tutela dell’ordine pubblico tra Parigi e la provincia. Il segretario di Stato agli Interni, Laurent Nunez, aveva chiarito che lo schieramento non sarebbe alleggerito rispetto agli 80 mila agenti di sabato 26 gennaio. Rivolgendosi ai cronisti, Castaner ha poi commentato la futura legge anti-casseurs, attualmente allo studio del parlamento, che a suo avviso punta ad «impedire ai violenti di infilarsi nelle manifestazioni».

Le manifestazioni dureranno poi in ordine sparso per tutta la settimana

 

13ª SETTIMANA: DAL 2 AL 8 FEBBRAIO 2019

Tredicesimo atto, sabato 9 febbraio 2018, della protesta dei gilet gialli in Francia, con magliaia di persone hanno manifestato in numerose città del paese. A Parigi  migliaia di manifestanti si sono radunati a partire dal primissimo pomeriggio sugli Champs-Elysees.

Gli scontri sono iniziati quando il corteo ha raggiunto la sede dell’Assemblée Nationale, dove alcuni gilet gialli hanno provato a superare le transenne. Lacrimogeni e cariche della polizia che ha fatto, anche oggi, uso dei flashball. Un manifestante è  rimasto gravemente ferito per lo scoppio di una granata lanciata dalla polizia. Dalle immagini che sono state pubblicate online, il giovane avrebbe perso una mano, leso anche un occhio.

I manifestanti hanno lasciato la zona dell’Assemblée Nationale e si sono diretti verso il Senato, circondati da un imponente schieramento di polizia, che ha seguito per tutto il pomeriggio il corteo. Anche qui ci sono state numerose cariche  e lancio di lacrimogeni. I gilet gialli  hanno poi preso la direzione di Montparnasse per raggiungere Champ-de-Mars, ai piedi della Torre Eiffel. Lungo tutto il precorso sono state sanzionate le vetrine di alcune banche ed agenzie interinali. Una decina di persone è stata fermata.

Alle 17,30 un altro gruppo composto da migliaia di manifestanti si sono radunati al Trocadero, circondate sempre dalla polizia.

Manifestazioni anche a Bordeaux, Tolosa, Lorient, Caen, Valence, Marsiglia e altre città.

“Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo” – Così ha dichiarato Christophe Chalençon, uno dei leader dei gilet gialli incontrato da Di Maio e Di Battista.

Vomitevole? Rinfreschiamo la memoria alle carogne d’oltralpe: 17 Ottobre 1961, il massacro di Parigi – La nuit oubliée – la notte che i francesi cercano di nascondere… rastrellamento e violenza su 15.000 persone, in 300 furono assassinati e gettati nella Senna. La loro colpa? Erano Algerini!

 

Parigi

 

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Vomitevole? Rinfreschiamo la memoria alle carogne d’oltralpe: 17 Ottobre 1961, il massacro di Parigi – La nuit oubliée – la notte che i francesi cercano di nascondere… rastrellamento e violenza su 15.000 persone, in 300 furono assassinati e gettati nella Senna. La loro colpa? Erano Algerini!

 

Vomitevole? A noi? Rinfreschiamo un po’ la memoria alle carogne d’oltralpe con uno dei tanti episodi che tentano di nascondere e che forse dimenticano quando aprono bocca per offendere gli altri…

Gli stessi francesi la chiamano La nuit oubliée –Si tratta del massacro di centinaia di Algerini che volevano manifestare pacificamente per il centro di Parigi chiedendo l’indipendenza del loro Paese.
Siamo nel 1961, in piena guerra d’Algeria e la risposta della Francia colonialista è terribile: centinaia di morti, molti scomparsi, corpi gettati dai flics nella Senna… E poi il silenzio, l’oblio e la rimozione.

Si tratta della più grande mattanza consumatasi nella Francia metropolitana dal 1945 in poi. In Francia pochi sanno cosa è accaduto quel giorno.

Una breve sintesi dei fatti: in Francia nel ’61 la crisi della guerra d’Algeria scuoteva il governo di De Gaulle, nello stesso periodo avvenivano massacri e torture sistematici in Algeria mentre si avviavano i primi contatti per la negozazione tra la Francia e FLN dell’indipendenza algerina.

A Parigi ci sono stati diversi attentati conto poliziotti che organizzavano rafles (termine per indicare brutali retate in stile di quelle contro gli ebrei durante il regime di Vichy) selvagge contro i nordafricani, maltrattati e che subivano un pesante razzismo.

Nello stesso tempo si è attivata un’organizzazione di esterma destra armata, l’OAS (Organisation Armée Sècrete) apertamente ostile ad ogni forma di negoziato sull’Algeria, che è arrivata a fare un attentato a De Gaulle, un tentato colpo di stato e diversi omicidi. Questa formazione nazionalista (l’Algeria fa parte della Francia, è Francia all’epoca) è apertamente razzista e conta su un forte appoggio tra le forze armate e quelle di polizia.

In questo clima estremamente teso alcuni flics, certi dell’impunità, compiono dei sequestri e uccisioni di Algerini. Nei mesi di settembre e ottobre 1961 i casi di cadaveri massacrati sconoscuiti ritrovati nella Senna o nei boschi vicino Parigi aumenta in maniera esponenziale.

La situazione è esplosiva e il prefetto di Parigi, tal Maurice Papon, prefetto di Lille e collaboratore dei nazisti durante la seconda guerra mondiale, ordina il 5 ottobre il coprifuoco per tutti gli Algerini. E’ solo l’ultimo di atti razzisti e criminali contro la popolazione Algerina. L’ Fln, profondamente radicato nel territorio, (un’organizzazione militare che esigeva il pagamento di contributi da tutti gli Algerini in Francia) per dimostrare la propria forza e il proprio seguito in un momento cruciale dei negoziati lancia una manifestazione di tutti gli Algerini (tutti nel senso che chi non andava era considerato un disertore, sebbene la gran parte fosse d’accordo con loro) in centro a Parigi contro il coprifuoco. Una manifestazione imponente e pacifica per mostrare la tenacia della lotta per l’indipendenza e contro il colonialismo Francese. Per il governo Francese la manifestazione era un atto di guerra di un gruppo terroristico sul suolo della capitale della Francia metropolitana.

Viene data carta bianca al prefetto Papon per reprimere la manifestazione che deve essere impedita.

Quella sera oltre 15.000 Algerini vengono arrestati in rastrellamenti su tutta Parigi e portati in centri di detenzione che diventano macellerie. Laddove si forma un abbozzo di corteo la polizia apre il fuoco su manifestanti disarmati e spacca teste con i suoi manici di piccone lunghi oltre 1 metro. I morti sono immediatamente moltissimi. In centro a Parigi vicino a Ponte Saint Michel, nel quartiere dove vivono centinaia di Algerini si forma un corteo che viene attaccato dai flics.

La scena, descritta da testimoni, è raccappriciante: sotto le finestre della Prefettura di Parigi, gli Algerini vengono massacrati, decine di corpi di morti o moribondi vengono lanciati nella Senna dal Ponte, i rimanenti vengono portati nella corte della Prefettura e picchiati ancora e ancora (alcuni dicono di 50 morti solo in quel luogo). Nei centri di concentramento le botte vanno avanti per oltre 2 giorni senza la presenza di occhi indiscreti, poi ci sono le espulsioni di massa in Algeria.

Decine e decine di Algerini “sono scomparsi”, cadaveri riaffiorano a decine dalla Senna nei giorni successivi.

La polizia comunica alla stampa di essere stata attaccata da persone armate e che si è difesa causando 2 morti (poi diventati 3) e diversi feriti. La stampa salvo rarissime eccezzioni (la rivista di Sartre e Testimonianza Cristiana) ci crede, su quella giornata cade il silenzio e l’oblio.

Per apptofondire:

 

Olivier Lambert, réalisateur: “Le 17 octobre 1961 reste un épisode méconnu en Algérie”

 

Signore e Signori ecco la stampa Italiana: Il Tempo prende per il culo la Raggi per le “pecore tosaerba” …ma l’idea l’avevano già avuta a Parigi. Dal 2013, e all’epoca la notizia la riportava, con toni enfatici, …Il Tempo…!

 

stampa

 

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Signore e Signori ecco la stampa Italiana: Il Tempo prende per il culo la Raggi per le “pecore tosaerba” …ma l’idea l’avevano già avuta a Parigi. Dal 2013, e all’epoca la notizia la riportava, con toni enfatici, …Il Tempo…!

 

Questa è una delle testate che in questi giorni sta criticando (per dire poco) la Raggi e la giunta del M5S per aver suggerito l’ idea di usare pecore per radere l’erba.

Ma non è una novità. A Parigi ( e non stiamo parlando, con tutto il rispetto di  Abbiategrasso, ma di una Capitale e un delle più grandi ed importanti città Europee) l’idea risale al 2013 ed all’epoza sembrava buona anche a quelli de Il tempo (“è buona idea, ecologica … a Parigi l’eseprimento sta andando benissimo”) http://www.iltempo.it/…/le-pecore-tosaerba-arrivano-a-pari…/

Va bene Per Parigi ma non per Roma, soprattutto se la trovata è della Raggi… Allora diventa “L’ultima follia” …è un’idea strampalata, tragicomica, “una porca figura agli occhi del mondo” (http://www.iltempo.it/…/roma-campidoglio-raggi-pecore-erba…/)

Amici, se questa è la nostra stampa, siamo messi proprio male…

Ah, un consiglio a chi legge Il Tempo: LASCIATE PERDERE…!

 

By Eles

 

È Ancora attentato a Parigi – Accoltella passanti, un morto e diversi feriti

 

attentato

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È Ancora attentato a Parigi – Accoltella passanti, un morto e diversi feriti

L’assalitore è stati ucciso dalla polizia, urlava ‘Allah Akbar mentre pugnalava’. Indaga l’antiterrorismo.

E’ tornato il terrore a Parigi, in pieno centro, a due passi dal teatro dell’Opera: un uomo, gridando “Allah Akbar!” ha accoltellato i passanti di una via piena di gente al sabato sera, per una serata di primavera. La polizia ha reagito in pochi secondi, abbattendo l’assalitore. Una donna è morta e quattro persone sono ferite, due in maniera grave.  Ed è l’antiterrorismo che indaga sugli accoltellamenti avvenuti in serata nel centro della capitale francese: lo ha annunciato il procuratore di Parigi, Francois Molins, in una brevissima conferenza stampa. Nessun particolare sull’aggressore, sulla sua identità e sui suoi eventuali legami con complici.

Attorno alle 21, nell’affollata rue Saint-Augustin, che è celebre per i molti ristoranti – spesso frequentati da un gran numero di turisti – si è scatenata la furia dell’uomo, di cui si ignora la reale motivazione e lo stato mentale: secondo la radio Europe 1, ha gridato a più riprese “Allah Akbar”, pugnalando a ripetizione i passanti e seminando il panico in tutta la zona del 2/o arrondissement della capitale. In tutto, l’assalitore ha colpito 8 persone, prima che la polizia, che ha aperto il fuoco dopo una manciata di secondi, lo uccidesse. L’uomo è rimasto a terra, secondo le fonti – che devono essere confermate ufficialmente – ed è morto in pochi minuti. L’accoltellatore gridava ai poliziotti, subito intervenuti, “uccidetemi o vi ammazzo!”. Le persone colpite, secondo un ultimo bilancio, sono 5: una donna, che è morta, due persone che sono gravi, altre due ferite in modo più leggero. Altre quattro sono state coinvolte ma per loro le conseguenze sono soprattutto psicologiche e sono sotto shock.

Fonte Ansa

(http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/05/12/accoltella-passanti-a-parigi-4-feriti_f0764a90-52a4-4a7e-bbf9-fa35c33a15ce.html)