Coronavirus, Renzi: “Reddito di cittadinanza per tutti? Sarebbe un disastro, riapriamo le aziende” – Tradotto in Italiano: “Dei problemi della gente non ce ne importa una beata minchia, l’importante è non scontentare gli amici industriali”

 

Renzi

 

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Coronavirus, Renzi: “Reddito di cittadinanza per tutti? Sarebbe un disastro, riapriamo le aziende” – Tradotto in Italiano: “Dei problemi della gente non ce ne importa una beata minchia, l’importante è non scontentare gli amici industriali”

Coronavirus, Renzi: “Reddito di cittadinanza per tutti? Sarebbe un disastro, riapriamo le aziende”

Matteo Renzi ha replicato a Beppe Grillo, che propone un reddito universale per tutti per affrontare l’emergenza coronavirus: “Per me sarebbe un disastro! Devono ripartire le imprese, con screening di massa e misure di sicurezza per i lavoratori, altrimenti condanniamo l’Italia alla disoccupazione e all’assistenzialismo. Ecco perché è urgente progettare subito la ripartenza di aprile”.

“Le critiche alla mia proposta di riapertura? Ho visto tanta ipocrisia. Io non ho chiesto di riaprire oggi, ma ad aprile. Ho chiesto però di pensare adesso a come riaprire. Perché se non ci pensiamo oggi arriviamo in ritardo all’appuntamento con l’emergenza economica almeno come siamo arrivati in ritardo sull’emergenza sanitaria”. A dirlo è l’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ torna sulle polemiche scaturite dalla sua proposta di riaprire le fabbriche entro Pasqua, e poi riaprire le scuole, le università, i negozi e le chiese.

“Il vaccino arriverà nel 2021 o nel 2022 – ha ribadito – C’è qualcuno che pensa che gli italiani possano restare a casa fino al 2021? Io no. Dobbiamo fare un piano per l’uscita. E per farlo – afferma l’ex premier – bisogna moltiplicare i test: i tecnici ci dicono che è possibile che ci siano 5-10 milioni di italiani che hanno già contratto il Covid-19 senza sintomi. Se hanno sviluppato gli anticorpi, perché tenerli in casa? E anche chi non ha preso il virus può tornare a lavorare se la sua azienda rispetta le regole di sicurezza. Anche perché stare a casa mesi ha un costo enorme sociale ed economico. Chi paga?”.

Per Renzi va “benissimo la battaglia sugli eurobond, ma non basta. L’Europa ha già fatto i primi passi, sospendendo il patto di Stabilità e modificando la normativa sugli aiuti di Stato. E dobbiamo sapere che comunque pagheremo noi, aumentando il debito. O meglio: pagheranno i nostri figli. Quindi spendiamoli bene”.

“C’è una cultura politica che immagina si possa affrontare questa emergenza estendendo il reddito di cittadinanza. È una visione assistenzialista miope. Dobbiamo dare una mano a chi non ce la fa, ma la misura sociale più giusta e più urgente è quella di riaprire le aziende per non licenziare i lavoratori”. L’allargamento del reddito di cittadinanza ad altre categorie è un provvedimento allo studio del governo.

Sulla gestione dell’emergenza, “l’Italia è il Paese con più morti al mondo, qualcosa non ha funzionato. Ho proposto di fare, quando tutto sarà finito, una commissione di inchiesta per verificare le responsabilità”.

In un post su Facebook ha risposto così a Beppe Grillo, che oggi ha rilanciato la proposta di un reddito universale per tutti: “Beppe Grillo torna oggi a proporre per tutti il reddito di cittadinanza: per me sarebbe un disastro! Devono ripartire le imprese, con screening di massa e misure di sicurezza per i lavoratori, altrimenti condanniamo l’Italia alla disoccupazione e all’assistenzialismo. Ecco perché è urgente progettare subito la ripartenza di aprile. La politica deve offrire una visione, non rincorrere gli eventi. Questo il senso delle mie interviste di questi giorni: lavoro, non reddito di cittadinanza”.

fonte: https://www.fanpage.it/politica/coronavirus-renzi-reddito-di-cittadinanza-per-tutti-sarebbe-un-disastro-riapriamo-le-aziende/
https://www.fanpage.it/

Ma vi rendete conto che oggi avremmo potuto affrontare questa emergenza con Salvini al Governo? A parte le cazzate che spara da due mesi, guardatevi intorno: che hanno fatto i suoi idoli, da Trump a Johnson, da Bolsonaro a Orban…?

 

Salvini

 

 

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Ma vi rendete conto che oggi avremmo potuto affrontare questa emergenza con Salvini al Governo? A parte le cazzate che spara da due mesi, guardatevi intorno: che hanno fatto i suoi idoli, da Trump a Johnson, da Bolsonaro a Orban…?

Non mi risulti che esista un “San Papeete”… Se non esiste, Papa Francesco dovrebbe crearlo subito, per dare al popolo Italiano qualcuno da ringraziare perché in questo momento tanto difficile non c’è lui al governo… Sarebbe stata una carneficina…

Ricordiamo brevemente quello che hanno fatto i suoi idoli:

 Donald Trump

Trump fino a ieri ha ignorato il coronavirus. Ha minimizzato i dati internazionali fino a dichiarare che il numero relativo al tasso di mortalità 3,4% fornito dall’Oms sarebbe “falso”…

Quando ha capito che le cose si mettevano male ha cominciato a dire: “I contagi scompariranno. Un giorno, come per miracolo, scompariranno” ed ha assicurato che: “Il virus è stato contenuto. Il paese è al sicuro”. (Minimizzare)

Intanto per alcuni media fedeli, il coronavirus sarebbe “niente di più di un comune raffreddore”, che viene ingigantito per “sconfiggere e neutralizzare” il presidente. (Teoria del complotto).

Quando la faccenda gli è proprio del tutto sfuggita di mano si è chiesto se non fosse il caso di utilizzare il vaccino antinfluenzale… Incassando un No secco (e le risate di scherno) degli esperti. (Ignoranza)

Intanto ha cominciato ad accusare gli altri, dall’amministrazione di Barack Obama, colpevole a suo dire, della carenza di kit per il test del coronavirus ai Cinesi, ora dipinti come untori, tanto che ha dato “ordine” di ribattezzare il covid-19 “virus cinese”… (Attaccare gli altri)

E giungiamo ai giorni nostri, Trump: “Se in Usa i morti non saranno più di 100mila avremo fatto un buon lavoro” (Ipocrisia – Andare avanti facendo dimenticare quanto ha detto e (non) fatto in precedenza).

Ovviamente, i 100.000 morti, se va tutto ma proprio tutto bene, qualcuno li avrà sulla coscienza?

Notate poi l’escalation di Trump: Minimizzare, Teoria del complotto, Ignoranza, Attaccare gli altri, Ipocrisia… ma proprio non vi ricorda qualcuno…?!?

Boris Johnson

Per Boris Johnson basterebbe uno sola frase: “Abituatevi a perdere i vostri cari“. La grande puttanata dell’immunità di gregge che avrebbe comportato la morte di qualche centinaia di migliaia di persone… Quando ha finalmente capito che la gente sarebbe venuto a prenderlo fino a casa, ovviamente tardi, troppo tardi, ha cambiato registro…

Jair Bolsonaro

Bolsonaro è in piena lotta contro le misure di isolamento imposte dai governatori e da alcuni sindaci in Brasile. “La gente deve riaprire i negozi e lavorare normalmente”, diceva Bolsonaro in uno dei video cancellati, mentre in un altro lo si sente dire che il Brasile “sarà immunizzato qaundo il 60-70% della popolazione sarà contagiato” e che una cura contro il coronavirus “è già realtà”…

I casi accertati sono ormai oltre tremila, ma Bolsonaro continua a sostenere che la COVID-19 sia come un raffreddore… Non ha fatto niente finora, non ha intenzione di fare niente in futuro e ostacola chi sta facendo qualcosa…

Viktor Orban

Viktor Orban ha chiesto ed ottenuto i pieni poteri in Ungheria, per fronteggiare la situazione del coronavirus. Eppure in Ungheria, con i loro 403 casi e 13 morti, non ci sono proprio i numeri di un’emergenza tale da giustificare una rinuncia ai diritti democratici… Ma Viktor non poteva perdere un’occasione del genere…!

Così iniziano le dittature… Lo capiscono tutti, tranne qualcuno…

Poteri speciali a Orban per combattere con forza il virus? Saluto con rispetto la libera scelta del parlamento ungherese (137 voti a favore e 53 contro), eletto democraticamente dai cittadini. Buon lavoro all’amico Viktor Orbán e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria.

Lo ha detto Salvini in un Tweet, anche con un pizzico d’invidia…

“Eletto democraticamente” …Certo che dimenticare quello che è successo in Italia e in Germania negli anni ’20… Anche lì furono eletti “democraticamente”… Ma forse non lo ha dimenticato, sbava solamente…

 

by Eles

Coronavirus, vietata la libertà di stampa e di espressione… Corea del Nord? Zimbabwe? Siria? No, è la Regione Lombardia…!

 

libertà di stampa

 

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Coronavirus, vietata la libertà di stampa e di espressione… Corea del Nord? Zimbabwe? Siria? No, è la Regione Lombardia…!

Regione Lombardia vieta la libertà di stampa e di espressione

Se vogliamo vincere questa “guerra sanitaria” contro il Coronavirus non dobbiamo permettere che venga messo il bavaglio alla libera informazione. Purtroppo sta accadendo.

In questi giorni, l’ASST di Mantova ha spedito alla Gazzetta di Mantova la seguente comunicazione: “Gentilissimi, sulla base di una nota odierna inviata dall’assessorato al welfare alle ASST e alle ATS, non sono ammesse conferenze stampa sull’emergenza coronavirus. La conferenza stampa convocata per oggi è quindi annullata. Sempre su indicazioni dell’assessorato, non sono consentite interviste e interventi delle direzioni strategiche, dei medici e degli operatori sanitari, se non preventivamente autorizzati. Sarà possibile solo la diffusione di eventuali comunicati stampa concordati con Regione Lombardia. Cordialmente”.

Questo diktat sa più di regime totalitario che di nazione democratica e impedisce, attraverso l’esercizio della libera informazione, che le notizie circolino, che i cittadini vengano informati, che l’emergenza venga raccontata così com’è, dalla prima linea, dal fronte dei sanitari impegnati nella lotta all’epidemia.

Non dimentichiamoci che la diffusione del virus a Wuhan è stata favorita proprio dalla censura del Governo cinese: le notizie hanno cominciato a circolare solo quando ormai l’epidemia ha cominciato a dilagare. Se i medici e gli infermieri avessero potuto dare prima l’allarme e i mezzi di informazione cinesi avessero potuto divulgare le notizie, forse si sarebbero potuti limitare i danni.

In Egitto, la corrispondente dal Cairo del quotidiano britannico “The Guardian”Ruth Michaelson è stata costretta a lasciare l’Egitto dopo aver citato uno studio scientifico secondo cui il numero di casi di coronavirus nel paese era fortemente sottostimato. Il 15 marzo l’Egitto dichiarava solo tre casi di contagio ma, dopo la morte, a causa del COVID-19, di due generali vicini al presidente Al Sisi, il governo non ha più potuto tacere sui dati reali dell’epidemia.

Anche in Turchia sono stati arrestati alcuni giornalisti colpevoli di aver rivelato alcuni casi di contagio che non erano stati resi pubblici. Nel paese, che ha il record mondiale di giornalisti incarcerati, il governo vuole controllare i termini del dibattito pubblico sull’epidemia. I rari giornalisti indipendenti ne pagano le conseguenze.

In Ungheria, il primo ministro Viktor Orbán approfitta dell’epidemia per rafforzare il suo controllo autoritario sulla nazione. Orbán ha criminalizzato qualsiasi informazione “allarmista” sull’epidemia.

E ora Regione Lombardia che tenta di mettere il bavaglio a mediciinfermieri e a tutti i giornalisti impegnati sul fronte, ognuno a fare la propria parte: i sanitari a combattere il nemico e i giornalisti a raccontare, a chi è forzatamente recluso a casa, le cronache di questa assurda guerra.

Il NurSind, in questo clima di censura, cerca di dare voce agli “imbavagliati”, facendo parlare i propri rappresentanti sindacali i quali, in nome di una libertà sindacale di espressione non ancora vietata, cercano di riportare fatticronache ed emozioni dalla prima linea.

 

fonte: http://www.infermieristicamente.it/articolo/11748/regione-lombardia-vieta-la-liberta-di-stampa-e-di-espressione?fbclid=IwAR0O4bkuZbnQNfMak65gtR6bxm1cShhPWyH36qfJI3g-eecLrgF1leLRhQQ

Ricordate Conte che accusò: “Focolaio perché ospedale lombardo non ha seguito i protocolli? – Fu attaccato “Parole inaccettabili da una persona ignorante”, ma ora la verità viene a galla: aveva ragione, ospedali incoscienti e governo regionale inesistente hanno portato al disastro l’Italia…!

 

ospedale lombardo

 

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Ricordate Conte che accusò: “Focolaio perché ospedale lombardo non ha seguito i protocolli? – Fu attaccato “Parole inaccettabili da una persona ignorante”, ma ora la verità viene a galla: aveva ragione, ospedali incoscienti e governo regionale inesistente hanno portato al disastro l’Italia…!

Ricordate quando, a fine febbraio, Conte accusò: “Il focolaio si è diffuso perché un ospedale lombardo non ha seguito i protocolli”?

“Gestione di un ospedale fuori protocollo” “Non possiamo prevedere l’andamento del virus: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore”.

Gli fu risposto: “Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante”

Ma ora la verità viene a galla: aveva ragione, ospedali incoscienti e un governo regionale inesistente hanno portato al disastro l’Italia…!

Il tutto è stato magistramente sintetizzato da Marco Travaglio in uno dei suoi articoli:

“Autonomia indifferenziata”

La curva dei contagiati e dei morti sembra salire un po’ meno ovunque fuorché nella Lombardia, che da sola ha superato quelli di tutta la Cina. Ilaria Capua ipotizza che la “sanità modello” lombarda non solo abbia diffuso il virus, ma l’abbia financo moltiplicato tramite le condotte di aerazione contaminate di ospedali pubblici vetusti (intanto i soldi andavano alla sanità privata). Massimo Galli del Sacco conferma ciò che disse Conte quando, senza incolpare medici e infermieri, notò che qualcosa all’ospedale di Codogno non aveva funzionato, e ci aggiunge quello di Alzano Lombardo: “Hanno amplificato la malattia, si aspettava qualcuno che poteva arrivare dalla Cina e intanto il virus ha circolato libero per quattro settimane prima che ci si accorgesse di lui”. Le partite di calcio, l’eventuale mutazione del virus e le scemenze dei sindaci Sala e Gori su Milano e Bergamo da bere e da spritzare hanno fatto il resto, insieme agli stop and go della Regione, più sensibile a Confindustria che ai virologi. Ieri sera il governo ha fatto (addirittura su scala nazionale) ciò che Fontana e la sua giunta non avevano voluto fare. Dicevano sempre “non basta, vogliamo di più, chiudiamo tutto”, ma non facevano nulla. La Regione – come tutte, responsabili esclusive della sanità pubblica – ne aveva i poteri. Ma il governatore mascherato preferiva buttare la palla a Roma chiedendo truppe inutili, esaltando pannicelli caldi come il Bertolaso Hospital (300 posti che si riempiono in mezza giornata), pretendendo dal governo i divieti che non aveva il coraggio di imporre lui.

Ora le chiacchiere stanno a zero. I primi quattro decreti Conte hanno recepito le indicazioni degli scienziati e il quinto quelle dei sindaci bergamaschi e della giunta Fontana. Se la Lombardia, che sta all’Italia come Wuhan alla Cina, continuerà a dire che bisogna fare di più, lo faccia e la pianti con lo scaricabarile (altre regioni hanno già preso iniziative autonome, peraltro quasi tutte demenziali). Da tempo la Cgil segnalava che ogni giorno si muovono per lavoro a Milano 300mila persone che non svolgono mestieri indispensabili, affollando vieppiù strade, autobus, metro, treni per pendolari e fabbriche. Eppure la Regione non ha fatto nulla: neppure chiedere al governo di chiudere uffici pubblici e aziende inessenziali, anche se a giudicare dal volume delle telechiacchiere quotidiane pareva il contrario. Quando tutto sarà finito, chi pretendeva “più autonomia” dovrà spiegare perché in questo dramma apocalittico non ha esercitato neppure quella che già ha. Parafrasando Longanesi: meglio assumere un Bertolaso che una responsabilità.

Ma vi consigliamo caldamente di vedere questo video. Vi renderete conto del perché è successo tutto questo…

 

Guardate questo video – La parte agghiacciante parte dal minuto 6,20 circa…

Le accuse di Trump contro Maduro? Gianni Minà sono anni che cerca di spiegarcelo: “Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela che gli Usa vogliono”

 

Gianni Minà

 

 

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Le accuse di Trump contro Maduro? Gianni Minà sono anni che cerca di spiegarcelo: “Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela che gli Usa vogliono”

“Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha utilizzato il suo potere per sostenere il terrorismo internazionale e per svolgere un ruolo di guida nel traffico illegale di droga all’interno del suo Paese”. L’accusa e’ stata formulata dal governo americano nel corso della conferenza stampa organizzata dal dipartimento di Giustizia, presente il procuratore generale William Barr, in collegamento video con le procure distrettuali di New York e Miami, che hanno formalizzato le accuse. Prevista anche una taglia di 15 milioni di dollari per la sua cattura.

E’ stato mostrato un cartello con le foto dell'”organizzazione” incriminata per traffico di droga e che vede in testa l’immagine del volto di Maduro, come capo della “gang”. Decine sono i membri finiti sotto inchiesta. Il capo di stato venezuelano e’ accusato, oltre che di aver stretto rapporti con il gruppo Hezbollah, sostenuto dall’Iran, di contatti con il rinato gruppo rivoluzionario delle Farc in Colombia, e di una serie di casi di violazione di diritti umani, che vanno dall’aver ordinato omicidi, torture e arresti arbitrari alla detenzione di cittadini venezuelani. “Il governo Maduro – ha spiegato Barr – e’ totalmente corrotto e sostiene il terrorismo”.

Ovviamente l’unico motivo di tutto questo è il petrolio, come già da anni ci ricorda Gianni Minà.

Agosto 2017:

Gianni Minà: “Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela che gli Usa vogliono”

Il più grande conoscitore dell’America Latina in Italia: “Io ce li ho questi dati e dicono che di morti ammazzati l’opposizione ne ha fatti molti più del governo. Intellettuali e combattenti come l’argentino Adolfo Pèrez Esquivel (premio Nobel per la Pace nel 1980) o il brasiliano Frei Beto hanno espresso solidarietà a Maduro: sono forse amici dei criminali? C’è un bel pezzo di propaganda”.

 
Chi oggi con il massacro mediatico in corso contro il Venezuela non vorrebbe intervistare l’indiscusso massimo conoscitore dell’America Latina in Italia? Tutti, chiaramente.

Succede che il Corriere della Sera abbia lo scoop. E Fabrizio Caccia intervista Gianni Minà.

Voi, a questo punto, direte: darà il Caccia il massimo risalto alle parole di chi come nessuno conosce quelle terre, la loro storia politica, le loro popolazioni?

Non proprio. L’operazione è questa. Nel titolo e nel sottotitolo neanche si capisce che sia un’intervista a Minà e continua l’operazione di propaganda oltre la vergogna di questi giorni.

Invece di dare risalto alle parole di Gianni Minà e alla sua intervista, il Caccia preferisce dare massimo riferimento ad un appello lanciato pensate da niente meno che…. Rossana Miranda. Vi domanderete chi è Rossana Miranda per finire citata nel Corriere della Sera? Non riusciamo neanche noi a sciogliervi questo dubbio amletico, possiamo solo segnalarvi che da mesi fa propaganda contro il governo venezuelano attraverso un portale italiano, Formiche, e un giornale della destra venezuelana, El Universal.

Siamo arrivati al punto che il Corriere della Sera debba fare propaganda attraverso Formiche?

Si, signori miei, siamo proprio arrivati a questo punto.

Ma torniamo a Gianni Minà. Lo scoop di Caccia viene presentato senza un’introduzione, senza niente, addirittura si ha oggettiva difficoltà a capire che sia un’intervista sui fatti di adesso.

Abbiamo ascoltato telefonicamente Minà che ci ha confermato che si tratta solo di una minima parte delle sue parole. Ma non importa tanto questo, quel che rileva è riportare per intero le parole riprese da Caccia: «Il problema non è Maduro, il problema è il petrolio del Venezuela, che gli Stati Uniti vogliono”. E ancora: «Bisogna avere in mano i dati dei morti, prima di parlare. Io ce li ho questi dati e dicono che di morti ammazzati l’opposizione ne ha fatti molti più del governo. Intellettuali e combattenti come l’argentino Adolfo Pèrez Esquivel (premio Nobel per la Pace nel 1980) o il brasiliano Frei Beto hanno espresso solidarietà a Maduro: sono forse amici dei criminali? C’è un bel pezzo di propaganda dietro alla storia che Maduro affami il popolo. Il chavismo ha vinto, altroché! Oggi l’esperienza bolivariana ha pure un canale televisivo (TeleSur) e una banca intercontinentale…».

Parole che si perdono nel testo del Caccia tra l’appello di Rossanda, la solita propaganda interna e Paolo Cento. Si avete capito bene. Paolo Cento. Ora mettere nella stessa intervista sull’America Latina Gianni Minà e Paolo Cento, è come mettere nello stesso campo di calcio Diego Armando Maradona e Egidio Calloni o Van Basten e Luther Blissett.

Miracoli della propaganda.

E poi mentre Gianni Minà cita un Premio Nobel del calibro di Esquivel e un gigante come Frei Betto – torturati e arrestati dalle vere dittature dell’America Latina che piacevano tanto a quello stesso occidente che oggi non a caso combatte il governo venezuelano – Paolo Cento invita a fare chiarezza sui fatti di Caracas «già quest’estate nelle feste dell’Unità, di Sinistra Italiana, Articolo 1».  Ora mettere insieme nella stessa intervista Esquivel e Betto con le attuali feste dell’Unità è più o meno come mettere sullo stesso palco i Pink Floyd con Giggione.

Ma per fortuna vostra in questo disastrato mondo dell’informazione italiana avete l’AntiDiplomatico che, nel titolo, nel sottotitolo e nella foto, rende giustizia ad un gigante tra lillipuziani della professione, Gianni Minà.

P.s. Il Frei Beto citato dal Caccia in realtà è Frei Betto,  Teologo della liberazione brasiliano, imprigionato e torturato nel 1969 dalla dittatura militare brasiliana per il suo impegno politico. Ma questo, probabilmente, il Caccia non lo sa.

Alessandro Bianchi

SULL’ARGOMENTO LEGGETE ANCHE:

Coronavirus, superati i 10.000 morti, ma Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza” – Perchè per quelli come lui, giocare sulla pelle della gente, che i morti siano 10.000 o 100.000, non frega niente. Importa solo la “visibilità”

Matteo Renzi

 

 

 

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Coronavirus, superati i 10.000 morti, ma Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza” – Perchè per quelli come lui, giocare sulla pelle della gente, che i morti siano 10.000 o 100.000, non frega niente. Importa solo la “visibilità”

Un merito al coronavirus va dato. Ci ha fatto capire, almeno a molti di noi, chi della nostra classe politica lavora (più o meno bene) per il Paese e chi, invece, cerca solo visibilità, portando avanti una continua campagna elettorale basata solo e solamente su sterili slogan. Gente che non ha idee, non dice mai niente di concreto, utile e costruttivo, ma si crea una immagine su slogan opportunamente creati a tavolino.

Ovviamente parliamo di Salvini, della Meloni e di tanti altri.

E ovviamente parliamo del nulla cosmico che è Matteo Renzi…

Anche lui come i sopraccitati, nel disperato bisogno di “visibilità”, trova ogni occasione buona per per buttare lì una puttanata propagandistica… E questi non si fermano neanche davanti alla morte. Alla morte di ormai già 10.000 persone… Morale zero, dignità ancora meno… Per loro (almeno nelle loro intenzioni) questa è un’altra occasione per raschiare qualche voto…

E ora che tutti dobbiamo cercare di evitare la diffusione del contagio, il nostro buon Matteo se ne esce cosi…

Da Fanpage:

Coronavirus, Renzi insiste: “Riapriamo tutto, non possiamo aspettare che passi l’emergenza”

Il senatore e leader di Italia viva Matteo Renzi ribadisce che serve un piano per ripartire le attività produttive, ferme per l’emergenza coronavirus: “Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire”.

Il senatore Matteo Renzi insiste sull’urgenza di riavviare al più presto le attività produttive che sono state sospese con l’ultimo decreto del governo, per limitare i contagi di coronavirus in Italia: “Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due…”. È l’allarme lanciato ancora una volta dal leader di Italia viva, in una lunga intervista ad ‘Avvenire’, che chiede di riaprire entro Pasqua le fabbriche, e poi le scuole, i negozi, le chiese e le librerie. Per l’ex segretario dem gli italiani dovrebbero imparare a convivere con il virus.

L’ex premier aggiunge: “Riapriamo. Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus”. Per il senatore di Scandicci “bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate”.

Il leader di Italia viva ribadisce quanto detto nei giorni scorsi: “Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire”. E bisogna riaprire anche le scuole: “Bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle ‘medie’ e i due milioni settecentomila delle ‘superiori’. Tutti di nuovo in classe dopo aver fatto un esame sierologico: una puntura sul dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus”.

“Ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Chi è stato chiuso regge se gli elimini le scadenze o se gli offri una straordinaria iniezione di liquidità. È la sola strada: lo Stato deve dare garanzie alle banche e le banche devono garantire liquidità. Senza chiedere modulistiche infernali, deve bastare un modulo di richiesta sulla base del fatturato dell’anno prima e la garanzia dello Stato”. Quindi attacca l’esecutivo: “Il governo ha bloccato le libertà di sessanta milioni di italiani ma non è stato capace di bloccare il virus della burocrazia. Il ‘Cura-Italia’ è un incomprensibile fiume di parole. Le autocertificazioni per spostarsi cambiano ogni giorno: facciamo un’autocertificazione in meno e un tampone in più. In momenti così la vita della gente va resa semplice, non complicata, in momenti così la burocrazia non può vincere sulla Costituzione”.

E aggiunge: “Abbiamo anche il dovere di immaginare una strada per far emergere le sacche di ‘irregolarità’ e di immaginare anche per queste precise garanzie. Penso ai lavoratori in nero a cominciare dalle badanti fuori regola e penso agli immigrati regolari che chiedono cittadinanza. Facciamo emergere la verità. E diamo cittadinanza a chi lavora”.

 

Matteo Salvini si traveste da medico, ma un operatore sanitario – nauseato – glie ne dice quattro: “È una porcata questa, è una gran porcata. Non è un comportamento da essere umano – Non è possibile prendersi gioco della disperazione di un popolo…”

 

Matteo Salvini

 

 

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Matteo Salvini si traveste da medico, ma un operatore sanitario – nauseato – glie ne dice quattro: “È una porcata questa, è una gran porcata. Non è un comportamento da essere umano – Non è possibile prendersi gioco della disperazione di un popolo…”

Giovanni Tommasini è un Tecnico Animatore Socio Educativo presso la Cooperativa Sociale Genova Integrazione a marchio Anffas Onlus. Sul suo profilo Facebook e sul giornale L’Ingrato ha pubblicato un video in cui spiega perché è indignato per la mascherina e il maglioncino dello stesso colore delle divise degli operatori sanitari sfoggiati da Matteo Salvini durante un collegamento con Sky Tg 24 qualche giorno fa.

Su Facebook Tommasini ha poi aggiunto: “Probabilmente il mio messaggio, le mie parole, il tono proposto, era già presente in un sentimento forte sentito in tutte quelle persone che vivono nella verità della realtà e non ne possono più di illusionismi, in particolare modo in questo drammatico momento storico. Caro Matteo, non è un bel comportamento…”

Ecco il messaggio a Salvini

Questo video è un messaggio a Matteo Salvini…

Perché io adesso sto finendo il turno di lavoro e andrò a casa stanco, preoccupato, con la paura – stanotte – di sentire la febbre che sale, come tutti.

Stiamo passando un periodo storico drammatico, siamo tutti molto stanchi e preoccupati.

Sono anch’io un padre e ho paura che mi succeda qualcosa. Io lavoro nel socio sanitario, ho appena finito il turno, tutti i giorni vengo a lavorare.

E l’altra sera sono tornato a casa, ero stanco come stasera, e alla televisione ho visto un’immagine che mi sembrava uno di quegli operatori sanitari che vengono intervistati, a cui si chiede e si spera di sentir dire che sta finendo, stanno calando i contagi, stanno calando i morti.

Invece eri tu travestito, da operatore sanitario, con un maglioncino dello stesso colore delle divise infermieristiche, con un’ambientazione tipo ambulatorio, con dietro i cuoricini, come se ti avessero mandato dei messaggi pazienti, con le cuffiette ha modo di fonendoscopio, la mascherina ha tirato giù come se avessi anche tu finito un turno.

Io ti volevo dire una cosa, sei abituato – naturalmente – a cavalcare le onde emotive, ti travesti e cerchi di entrare in queste situazioni di grande emotività.  Ma non abbiamo vinto il Campionato del Mondo, non abbiamo vinto Campionato del Mondo, siamo tutti disperati, siamo tutti preoccupati. E cavalcare quest’onda, selfare su questo dramma, sui morti, sui malati, sui feriti sul lavoro (nel senso che oggi han dato la notizia sono morti 31 dottori, 31 medici e sono migliaia di operatori sanitari contagiati)…

Per favore non è il momento di prendere in giro le persone che non sanno se domani potranno vedere loro figli. Siamo tutti padri come te, siamo tutti i genitori, siamo tutti preoccupati.

E l’altra sera non avevo capito… poi ho capito dopo un po’ che eri tu! Ma ormai l’immagine era passata. E la maggior parte della gente, probabilmente nella tua speranza, ha pensato che fossi tu l’angelo della salvezza, che fossi tu chi risolve le cose… ED È UNA PORCATA QUESTA È UNA GRAN PORCATA NON È UN COMPORTAMENTO DA ESSERE UMANO.

Ti chiedo per il momento di smetterla. Quelli che voteranno te, voteranno te, quelli che non sopportano te, non sopporteranno te, non cambia niente.

Però cavalcare la disperazione di un popolo, la preoccupazione, e travestirsi da chi e in questo momento il simbolo della possibile salvezza non è un bel comportamento. NON È UN COMPORTAMENTO UMANO.

Questo ti chiedo: di smetterla, perché chi va a lavorare come tutti i giorni, che ha paura di tornare a casa e dover dire al proprio figlio ho la febbre, vado in quarantena, vado in ospedale, vedere una cosa così ti fa uscire il sangue dalle mani – non è possibile prendersi gioco della disperazione di un popolo…

 

 

Coronavirus – Gli Usa decidono di sacrificare disabili e altre figure “di poco valore economico” – ma dall’unico Paese al mondo che ha usato l’atomica, e lo ha fatto come un gioco, a guerra già finita, per il solo gusto di massacrare 300.000 persone, cosa vi potevate aspettare?

 

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Coronavirus – Gli Usa decidono di sacrificare disabili e altre figure “di poco valore economico” – ma dall’unico Paese al mondo che ha usato l’atomica, e lo ha fatto come un gioco, a guerra già finita, per il solo gusto di massacrare 300.000 persone, cosa vi potevate aspettare?

La differenza tra un modello di vita teso a salvaguardare la vita umana e un sistema para-nazista che adotta la “selezione mirata” della cittadinanza, eliminando “gli inutili” ai fini produttivi si vede soprattutto nelle grandi emergenze. Prima ancora che diventino catastrofi.

Gli Stati Uniti, con o senza Trump, hanno da sempre aborrito la creazione di un sistema sanitario pubblico universale ed efficiente, preferendo lasciare tutto lo spazio possibile alla sanità privata, praticamente inaccessibile anche per chi lavora con un reddito non proprio basso.

Anche di recente, e anche a viaggiatori italiani benestanti, i prezzi e le modalità della sanità Usa sono risultati sconvolgenti.

Fin qui, però, siamo ancora nel campo fetido del “se c’hai gli shei ti curi, altrimenti fatti tuoi”…

L’irruzione della pandemia da coronavirus su su un sistema sanitario inesistente, nella forma pubblica, ha fin dall’inizio posto la domanda che anche in Italia, Spagna, Francia, ormai sta diventando la “norma”: chi curare prima?

Nell’impossibilità materiale di mettere in terapia intensiva tutti i malati che ne hanno disperato bisogno, i medici sono costretti ad adottare i criteri della medicina di guerra. Ossia privilegiare chi ha una qualche speranza in più di sopravvivere in base a età, condizioni generali, resistenza fisica alla pratica altamente invasiva dell’intubazione.

Terribile, ma non inumano. E’ il principio per cui un sacerdote anziano, per cui i parrocchiani avevano comprato un respiratore artificiale, autotassandosi, l’ha ceduto a un paziente molto più giovane. Accettando così di morire. Terribile, ma in questo caso altamente umano.

Al contrario, negli Stati Uniti del trionfo privatistico, la scelta di “chi curare” e chi no è stata assunta direttamente dagli Stati, ossia dalla classe politica. E i criteri sono ben altri: i medici saranno infatti obbligati a preferire quelli che “hanno più valore per la società” – che potranno insomma tornare al lavoro, prima o poi – scartando disabili fisici o psichici e tante altre “figure” che fin qui avevano potuto sopravvivere solo grazie agli sforzi solitari delle famiglie (anche il welfare, negli Usa, è praticamente inesistente).

Questi criteri non sono applicati per la prima volta nella Storia. E senza riesumare le preistoriche pratiche degli spartani o dell’antica Roma (la rupe Tarpea), in epoca moderna l’eugenetica ha avuto una sola breve stagione di egemonia.

Nella Germania nazista.

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Usa, «niente respiratori per i disabili». Più di 10 Stati scelgono chi salvare

Elena Molinari, New York – Avvenire *

In Tennessee le persone affette da atrofia muscolare spinale verranno «escluse» dalla terapia intensiva. In Minnesota saranno la cirrosi epatica, le malattie polmonari e gli scompensi cardiaci a togliere ai pazienti affetti da Covid-19 il diritto a un respiratore.

Il Michigan darà la precedenza ai lavoratori dei servizi essenziali. E nello Stato di Washington, il primo a essere colpito dal coronavirus, così come in quelli di New York, Alabama, Tennessee, Utah, Minnesota, Colorado e Oregon, i medici sono chiamati a valutare il livello di abilità fisica e intellettiva generale prima di intervenire, o meno, per salvare una vita.

Mentre sugli Stati Uniti si sta abbattendo la prima ondata di casi di coronavirus e gli ospedali si preparano a essere invasi da pazienti con difficoltà respiratorie, i vari Stati cercano di fornire ai medici dei criteri guida per prendere le decisioni più difficili: scegliere chi attaccare a un respiratore e chi no.

Nei piani preparati o rivisti in questi giorni dagli esperti locali emergono approcci diversi. Ma anche una preoccupante tendenza. Fra i circa 36 Stati che hanno reso noti i loro criteri, una decina elenca anche considerazioni di tipo intellettivo, e altri parlano di condizioni precise che possono portare alla discriminazione nei confronti dei disabili.

L’Alabama è il caso più eclatante. Nel suo documento intitolato Scarce Resource Management sostiene che i «disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione».

Ma anche frasi contenute nelle linee guida di Washington, come «capacità cognitiva», o di Maryland e Pennsylvania, come «disturbo neurologico grave», hanno suscitato l’allarme delle associazioni di difesa dei disabili.Già tre gruppi (Disability Rights Washington, Self-Advocates in Leadership, The Arc of the United States) hanno fatto causa allo Stato di Washington per impedire l’entrata in vigore dei criteri per l’accesso alle cure salvavita per il Covid-19.

E una mezza dozzina di altre organizzazioni si sono appellate al governo federale affinché imponga alle Amministrazioni locali e agli ospedali il principio che i disabili hanno diritto allo stesso trattamento degli altri. A far paura è che i criteri di accesso alle cure siano costruiti sull’idea in base alla quale alcune vite valgono meno di altre.

«Le persone affette da disabilità sono terrorizzate che se le risorse si fanno scarse, verranno inviati in fondo alla fila – sostiene Ari Ne’eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy dell’Università Brandeis –. E hanno ragione, perché molti Stati lo affermano in modo abbastanza esplicito nei loro criteri».

Al di là dei singoli documenti, negli Stati Uniti che cercano di prepararsi all’insufficienza di letti di terapia intensiva, si è già affermato un altro principio inquietante per i più vulnerabili. Si tratta della “regola d’oro” presente in quasi tutti i documenti di gestione delle risorse: si chiede a un paziente se, in caso di scarsità di strumenti salvavita, vuole avervi accesso o lasciare il posto a chi potrebbe avere più probabilità di sopravvivenza. O «maggiore valore per la società». Una regola che «impone una pressione inaudita », conclude Ne’eman.

 

fonte: https://contropiano.org/news/internazionale-news/2020/03/27/leugenetica-risorge-in-usa-col-coronavirus-0125907?fbclid=IwAR3Lt5sawMQhgdYPrheWE3ZlryLRfMZ-SqZkehBnnUbKThsBpdQdZ3T-JDI

Coronavirus, Salvini continua a vomitare insulti contro chi ci veramente ci aiuta: “Se Cina ha coperto l’epidemia ha commesso un crimine contro l’umanità”… Cosa non si direbbe per elemosinare un po’ di visibilità…

 

Salvini

 

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Coronavirus, Salvini continua a vomitare insulti contro chi ci veramente ci aiuta: “Se Cina ha coperto l’epidemia ha commesso un crimine contro l’umanità”… Cosa non si direbbe per elemosinare un po’ di visibilità…

…Dimenticando che i suoi amici, da Trump a Johnson a Bolsonaro rischiano di mettere in ginocchio il mondo…

Il leader della Lega Matteo Salvini è intervenuto nell’Aula del Senato, dopo l’informativa urgente del presidente del Consiglio Conte sull’emergenza coronavirus: “Se il governo cinese sapeva e non ha denunciato ha commesso un crimine ai danni dell’umanità e ora non lo si può far passare per salvatore”.

Proprio gli brucia che le zecche rosse hanno trionfato nella loro battaglia contro il Covid-19. E se non bastasse ora si sono messe al servizio del mondo intero esportando competenza e aiuti materiali. Gli brucia proprio…

“Dovremo chiedere conto a chi ha fatto cominciare tutto. Se il governo cinese sapeva e non ha denunciato ha commesso un crimine ai danni dell’umanità e ora non lo si può far passare per salvatore. Hanno o no fatto passare tre settimane prima di denunciare l’esistenza del virus?”.

Dopo la bufala – con annessa figura di merda – del virus costruito a tavolino dai cinesi, un nuovo attacco. Questa volta sarebbe quello che i cinesi hanno nascosto il virus al mondo.

Con quali prove? Da quali fonti?

Cosa non si farebbe per elemosinare un po’ di visibilita…

 

 

Un Salvini ormai alla frutta, nel disperato bisogno di visibilità, rilancia la bufala del virus creato in laboratorio… Ridicolizzato dagli esperti

 

Salvini

 

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Un Salvini ormai alla frutta, nel disperato bisogno di visibilità, rilancia la bufala del virus creato in laboratorio… Ridicolizzato dagli esperti

Coronavirus creato in laboratorio dai cinesi? Salvini cavalca la bufala in modo irresponsabile

Riprendendo un vecchio servizio di Leonardo, Salvini sparge falsità che servono solo a gettare panico. Questo sarebbe quello che vorrebbe essere il Capitano degli italiani?

Gira un video di un servizio del 2015 andato in onda su Leonardo in cui si parla di un supervirus polmonare creato dai pipistrelli e dai topi in Cina per motivi di studio. Il video è arrivato all’occhio di Matteo Salvini, che ha deciso di fare un po’ di sano terrorismo: “Da Tgr Leonardo (Rai Tre) del 16.11.2015 servizio su un supervirus polmonare Coronavirus creato dai cinesi con pipistrelli e topi, pericolosissimo per l’uomo (con annesse preoccupazioni). Dalla Lega interrogazione urgente al presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri”.

Nulla di tutto questo è vero, come ha spiegato David Puente: fin dall’inizio del servizio, il conduttore Daniele Cerrato spiega che questo ‘supervirus’ è stato creato dai pipistrelli e dai topi. Del nuovo Coronavirus (di cui il genoma è pubblico e consultabile ovunque) sappiamo che lo ‘spillover’, ossia il salto di specie, è avvenuto dai pipistrelli all’uomo. Non si parla da nessuna parte dei topi.

Scrive Puente: “Nessuno degli esperti che hanno studiato il genoma del Sars-cov-2 lo ha identificato con il virus del 2015 di cui parla TGR Leonardo.
Nel servizio si parla della glicoproteina spike SHC014, appartenente a un coronavirus dei pipistrelli «Rhinolophus». Il virus chimerico citato da TGR Leonardo è stato realizzato facendo esprimere a un coronavirus adattato nei ratti la spike del virus dei pipistrelli”.

Facciamo un attimo di chiarezza: Leonardo non aveva riportato una fake news. Il supervirus di cui parla esiste sul serio, ma non è il Sars-Cov-2. Salvini approfitta invece della somiglianza per generare del panico. Un comportamento simile, da parte di chi voleva candidarsi per guidare il paese, è davvero preoccupante.

Vontinua dopo il video

Coronavirus creato in laboratorio? Salvini ci crede e Burioni lapidario: “L’ultima scemenza”

Il virologo Burioni su twitter ha buttato acqua sul fuoco dei ‘complotto’, commentando il caso della puntata di TgR Leonardo del 16 novembre 2015 su Rai 3, che sta circolando sui social.

Chi ha cercato di cavalcare un’ondata sinofoba sulla base di menzogne? Salvini. Con le stesse basi scientifiche dei no vax e dei terrapiattisti.
“L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, è naturale al 100%, purtroppo”.

Lo scrive il virologo Burioni su twitter buttando acqua sul fuoco dei ‘complotto’, commentando il caso della puntata di TgR Leonardo del 16 novembre 2015 su Rai 3, che sta circolando sui social. Nel video si parla di una ricerca cinese su un virus chimera creato in laboratorio e ottenuto combinando un coronavirus scoperto in una particolare specie di pipistrello cinese con un altro che causa la Sars nei topi da laboratorio

Il virologo smonta l’ennesima bufala: “Il Covid-19 non è stato creato in un laboratorio cinese”

Il professore Fabrizio Pregliasco sul video della puntata di Leonardo del 2015: “Quello che causa Covid-19 non è lo stesso virus dello studio del 2015”

Attenzione alle bufale e alle soluzioni facili. Bisogna avere la pazienza di aspettare la comunità scientifica.
Un virus chimera creato in laboratorio nel 2015, e ottenuto combinando un coronavirus scoperto in una particolare specie di pipistrello cinese con un altro che causa la Sars nei topi da laboratorio, torna ad allarmare in piena pandemia da Covid-19.

“Il video della puntata di TgR Leonardo del 16 novembre 2015 su Rai 3, che sta circolando sui social, in effetti fa impressione, ma già all’epoca la ricerca pubblicata su ‘Nature Medicine’ fece divampare una polemica all’interno della comunità scientifica, su opportunità e rischi di questa ricerca. Ebbene, possiamo dire che quello che causa Covid-19 non è lo stesso virus dello studio del 2015, e che questo Sars-Cov-2 ha avuto un’origine naturale”.

Ad affermarlo è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco.
“Ormai sono numerosi gli studi che hanno esaminato le caratteristiche genetiche del nuovo coronavirus, e tutti concordano: Sars-Cov-2 ha avuto un’origine naturale, ed è passato all’uomo dai pipistrelli”, sottolinea il virologo. “Capisco che, visto oggi con i nostri occhi, quel servizio impressioni. Ma lo ribadisco: questo coronavirus ha avuto un’origine naturale”.

Lo avrà capito Salvini che ha subito cavalcato la bufala?

Bufala rilanciata da Salvini, l’epidemiologo smentisce: “Covid-19 non è stato creato in laboratorio”

Parla il professor Enrico Bucci docente alla Templey University: “”Il virus creato nel 2015 non aveva capacità epidemica e questo coronavirus è frutto di una selezione naturale”

Solo Salvini, alla ricerca di visibilità mentre i sondaggi lo danno in calo, poteva senza aver fatto una minima verifica rilanciare sui social una bufala da sapore anti-cinese.
Ma si tratta di una stupidaggine: il Covid-19 non è lo stesso virus creato in laboratorio dai cinesi nel 2015″.
La smentita categorica arriva dal professor Enrico Bucci docente alla Templey University, Usa, epidemiologo di fama mondiale in una intervista a RaiNews24 raccolta da Gerardo d’Amico.
Il riferimento è al servizio trasmesso da Leonardo (Tgr) nel 2015, che sta girando sulla rete e sui social generando allarme.
“Il virus creato nel 2015 – dice il professor Bucci – non aveva capacità epidemica. Inoltre è indubbio che il Covid-19 non è stato creato in laboratorio ma è frutto di una selezione naturale”.