Francesco, il Papa di tutti, il Papa controcorrente: la comunità trans chiede aiuto e lui non ci pensa due volte a mandare il suo Elemosiniere…

 

Papa Francesco

 

 

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Francesco, il Papa di tutti, il Papa controcorrente: la comunità trans chiede aiuto e lui non ci pensa due volte a mandare il suo Elemosiniere…

 

Il Papa ha fatto arrivare, tramite il suo Elemosiniere, soldi alla comunità trans del litorale romano di Torvaianica che aveva chiesto aiuto essendo, praticamente, alla fame. Chiamatelo come volete: per me questo gesto vale più di mille parole.

Un gruppo di transessuali chiede aiuto a Papa Francesco. E Bergoglio risponde subito. È una storia di solidarietà ai tempi della pandemia quella raccontata all’Adnkronos da don Andrea Conocchia, parroco di Torvaianica, piccolo centro del litorale romano. “Nel colmo dell’emergenza coronavirus – ha raccontato il sacerdote – con stupore e meraviglia sono arrivati in chiesa un gruppo di transessuali, quasi tutti latinoamericani. Chiedevano aiuti perché con il virus non avevano più clienti sulla strada“. Don Andrea, superato lo stupore iniziale, non si è fatto vincere dai pregiudizi, ma è stato subito conquistato dalla solidarietà di questa comunità trans che divide le spese di affitto e si aiuta come può. Così il parroco l’ha aiutata sostenendola non solo economicamente, ma anche spiritualmente.

Il sacerdote, che già aiuta tante famiglie bisognose a Torvaianica, aumentate notevolmente a causa della crisi economica connessa alla pandemia, si è trovato però in difficoltà. I soldi delle offerte, infatti, anche a causa del divieto di andare a messa, sono diminuite sensibilmente. E così la possibilità di dare un sostegno concreto a coloro che bussavano alla porta del parroco. Da qui la richiesta di aiuto che la comunità trans ha fatto arrivare al Papa attraverso il suo elemosiniere, il cardinale Konrad Krajewski. La risposta di Francesco è stata immediata. Il porporato polacco, infatti, ha subito portato personalmente tutti gli aiuti necessari. Proprio tramite Krajewski, la comunità trans ha fatto arrivare a Bergoglio la propria gratitudine tramite un messaggio audio in spagnolo: “Molte grazie a Papa Francesco. Che Dio la benedica, grazie per tutto. Mille benedizioni. Che la Vergine ti protegga”.

Don Andrea ha raccontato che “in questa comunità la voce poi si è sparsa e ora ci sono circa una ventina di persone. Sono trans che arrivano per lo più dall’America Latina: vogliono molto bene a Bergoglio. Hanno anche fede. Sono rimasto commosso per l’immagine di uno di loro che si è messo a pregare in ginocchio davanti alla Vergine. Qualcuno mi ha anche chiesto di benedire oggetti cari. Sono persone molto sole, con storie di solitudine alle spalle e con le famiglie lontane. C’è una di loro che ha iniziato a lavorare in strada a 14 anni. Da allora sono passati trent’anni“.

“Come Chiesa – sottolinea ancora don Andrea – con il coronavirus abbiamo l’occasione di tornare all’essenziale”. Un concetto che il sacerdote allarga anche alla celebrazione delle messe ancora a porte chiuse, oggetto ultimamente di uno scontro inedito e alquanto duro tra il governo e la Conferenza episcopale italiana. “Ogni mattina alle 7 – afferma il prete – abbiamo la messa del Papa. Io ai miei parrocchiani ho spiegato che è questione di vita o di morte: che Dio e la scienza ci aiutino, quest’ultima dicendo una parola certa sul coronavirus. Poi facciamo quel che è possibile”.

Non è la prima volta che Francesco manifesta la sua vicinanza alle persone transessuali. Nel Giovedì Santo del 2015, durante la messa dell’ultima cena, celebrata nel carcere romano di Rebibbia, Bergoglio lavò i piedi a una trans. L’anno successivo, durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dal viaggio in Georgia e Azerbaijan, il Papa raccontò di aver “ricevuto una lettera di uno spagnolo che mi raccontava la sua storia da bambino e da ragazzo. Era una bambina, una ragazza, e ha sofferto tanto, perché si sentiva ragazzo ma era fisicamente una ragazza. L’ha raccontato alla mamma, quando era già ventenne, 22 anni, e le ha detto che avrebbe voluto fare l’intervento chirurgico e tutte queste cose. E la mamma gli ha chiesto di non farlo finché lei era viva. Era anziana, ed è morta presto. Ha fatto l’intervento. È un impiegato di un ministero di una città della Spagna. È andato dal vescovo. Il vescovo lo ha accompagnato tanto, un bravo vescovo: ‘perdeva’ tempo per accompagnare quest’uomo. Poi si è sposato. Ha cambiato la sua identità civile, si è sposato e mi ha scritto la lettera che per lui sarebbe stata una consolazione venire con la sua sposa: lui, che era lei, ma è lui. E li ho ricevuti. Erano contenti”.

Francesco raccontò anche che “nel quartiere dove lui abitava c’era un vecchio sacerdote, ottantenne, il vecchio parroco, che aveva lasciato la parrocchia e aiutava le suore, lì, nella parrocchia. E c’era il nuovo parroco. Quando il nuovo lo vedeva, lo sgridava dal marciapiede: ‘Andrai all’inferno!’. Quando trovava il vecchio, questo gli diceva: ‘Da quanto non ti confessi? Vieni, vieni, andiamo che ti confesso e così potrai fare la comunione’. Hai capito? La vita è la vita, e le cose si devono prendere come vengono. Il peccato è il peccato. Le tendenze o gli squilibri ormonali danno tanti problemi e dobbiamo essere attenti a non dire: ‘È tutto lo stesso, facciamo festa’. No, questo no. Ma ogni caso accoglierlo, accompagnarlo, studiarlo, discernere e integrarlo. Questo è quello che farebbe Gesù oggi. Per favore, – aggiunse Bergoglio ai giornalisti – non dite: ‘Il Papa santificherà i trans!’. Perché io vedo già i titoli dei giornali. No, no. C’è qualche dubbio su quello che ho detto? Voglio essere chiaro. È un problema di morale. È un problema. È un problema umano. E si deve risolvere come si può, sempre con la misericordia di Dio, con la verità, ma sempre con il cuore aperto”.

Non si capisce perché Conte, invece di stare a sentire Salvini e riaprire tutto come se niente fosse, senza mascherine e protezioni, si ostini ancora a seguire i consigli dei virologi per una riapertura più cauta. Un vero mistero.

 

riaprire tutto

 

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Non si capisce perché Conte, invece di stare a sentire Salvini e riaprire tutto come se niente fosse, senza mascherine e protezioni, si ostini ancora a seguire i consigli dei virologi per una riapertura più cauta. Un vero mistero.

Pazzesco. Succede solo in Italia!

Un premier senza spina dorsale, senza palle che si affida al parere dei virologi e dei medici che raccomandano prudenza…

Ma, caro Conte, Tu hai la fortuna di avere in casa una mente come quella di Salvini e non la sfrutti?

Ma quale lockdown, ma quale mascherina… La ricetta c’è e Salvini te la sta ripetendo da mesi:

chiudiamo i porti ai migranti, non consentiamo l’accesso alle straniere incinte nei pronto soccorso per evitare intasamenti, magari beviamo o iniettiamoci ogni tanto un po’ di candeggina (come suggerisce il compare americano del cazzaro verde) e tutti in strada dal 27 febbraio.

Tutti in strada, tutti ad affollare fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, bar, ristoranti, centri commerciali… Magare affidandoci al Cuore Immacolato di Maria

E se non bastasse, alla gente sarebbe sufficiente compilare un modulo e lo Stato subito stanzierebbe a favore di tutti 4.300 miliardi!

E poi, se ti accordi che i morti non si contano più in decine di migliaia, ma in centinaia di migliaia, basta dare la colpa alla Cina o a qualcun altro…

L’importante è che poi, se le cose si mettono proprio male, non lo insultiamo più di tanto… sapete, ha una figlia che fa troppe domande.

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Il coronavirus ha messo in luce un fatto incontrovertibile: il sistema capitalista non è in grado di garantire i diritti fondamentali delle popolazioni – Ce lo spiega Angelo Alves del Partito Comunista Portoghese

 

sistema capitalista

 

 

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Il coronavirus ha messo in luce un fatto incontrovertibile: il sistema capitalista non è in grado di garantire i diritti fondamentali delle popolazioni – Ce lo spiega Angelo Alves del Partito Comunista Portoghese

di Ângelo Alves, Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da http://www.solidnet.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il Partito Comunista Portoghese esprime la sua solidarietà a tutti i popoli che stanno affrontando le gravi conseguenze dello scoppio del nuovo coronavirus che colpisce la stragrande maggioranza dei paesi del mondo.

Lo sviluppo dell’epidemia su scala globale e le sue ripercussioni – in particolare nei paesi capitalisti più sviluppati – dimostrano tragicamente le conseguenze di decenni di politiche di privatizzazione e di smantellamento dei servizi pubblici, in particolare dei servizi sanitari; del continuo e crescente attacco ai diritti sociali dei lavoratori; e dell’alienazione di strumenti statali che garantiscano funzioni e protezione sociali, diritti fondamentali e produzione di beni e prodotti essenziali per la vita e la protezione delle popolazioni.

Ciò che è ancora più evidente oggi è l’incapacità del sistema capitalista, caratterizzato dall’anarchia della produzione e dalla sottomissione alla logica dell’accumulazione, di garantire diritti fondamentali come il diritto alla salute.

Riconoscendo gli impatti diretti e indiretti delle necessarie misure di prevenzione e contenimento, il PCP sottolinea che si verificano in un contesto in cui erano già in fase di sviluppo elementi che indicavano un nuovo picco di crisi sul piano economico.

L’epidemia ha rivelato, accelerato e approfondito ancora di più le gravi contraddizioni, i gravi problemi e la crisi strutturale del capitalismo che il PCP aveva da tempo individuato nell’evoluzione della situazione internazionale.

Gli eventi recenti dimostrano la fragilità e la volatilità della situazione economica globale; l’incapacità della maggior parte degli stati capitalisti di fornire risposte rapide, di grande portata e capacità organizzativa, a una situazione come questa; e le conseguenze di un’economia dominata dal grande capitale, in particolare dal capitale finanziario, che utilizza eventi come questo per cercare di approfondire lo sfruttamento e compiere grandi manovre di speculazione e accumulazione.

Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda che cerca di nascondere le enormi contraddizioni di classe nell’impatto di Covid-19, la realtà mostra che le sue conseguenze non raggiungono tutti allo stesso modo.

Al contrario, le contraddizioni e le enormi disparità che caratterizzano il mondo capitalista si stanno manifestando drammaticamente nello sviluppo dell’epidemia virale.

Sono i lavoratori, in particolare i lavoratori più esposti alla deregolamentazione delle relazioni industriali, che sono le vittime dei licenziamenti, dei tagli ai salari e della disoccupazione di massa – che secondo l’OIL potrebbero colpire quasi duecento milioni di lavoratori. E molti milioni di lavoratori continuano a lavorare vedendosi negare mezzi e misure per proteggere la loro salute.

Sono gli strati sociali più colpiti dall’esclusione sociale generata dal capitalismo, che privati di ??diritti di base come lavoro, alloggio e protezione sociale, vedono ora negato l’accesso alla protezione, all’igiene e all’assistenza sanitaria, in particolare nei paesi in cui lo smantellamento dei servizi sanitari pubblici è andato più lontano, trovandosi letteralmente abbandonati, anche nella morte.

Sono i popoli dei paesi del cosiddetto “terzo mondo” ad essere maggiormente esposti alla povertà, alla malnutrizione e alla mancanza persino di assistenza sanitaria e di meccanismi di protezione sociale.

In presenza dell’epidemia, gli obiettivi delle principali potenze e delle strutture dell’imperialismo per sfruttare la situazione a beneficio della loro strategia, si stanno traducendo, se non saranno contrastati, in un peggioramento dello sfruttamento dei lavoratori, nell’aumento esponenziale della povertà, in un maggiore indebitamento degli Stati con economie più deboli, in livelli ancora più insostenibili di concentrazione del capitale e disuguaglianza, e in un deterioramento ancora più pericoloso della già molto instabile e pericolosa situazione internazionale.

Sul piano del lavoro, sono già visibili nuovi attacchi ai diritti e ai salari dei lavoratori, all’imposizione di una deregolamentazione ancora maggiore delle relazioni industriali, in particolare attraverso l’uso della disoccupazione e la strumentalizzazione delle nuove tecnologie come fattori che comprimono diritti e salari.

La lotta contro il virus viene utilizzata per l’imposizione e la “normalizzazione” di misure che minano i diritti, le libertà e le garanzie, per attaccare la democrazia e l’azione delle organizzazioni sociali, dei lavoratori e politiche, e per l’imposizione di misure di sicurezza, di controllo e monitoraggio della vita sociale.

Il PCP mette in guardia sulle conseguenze future dell’imposizione, da parte di strutture internazionali dominate dalle potenze capitaliste, come il FMI, di meccanismi di indebitamento nei confronti di Stati con maggiori carenze economiche. Tali programmi, sempre associati alla domanda di privatizzazione dei servizi pubblici e all’esaurimento delle risorse naturali, mirano a stabilire contesti di dipendenza che cercano di rafforzare il potere di queste istituzioni e delle potenze e degli interessi che le dirigono.

Il PCP ribadisce la sua profonda critica alle azioni dell’Unione europea, caratterizzate da una forte mancanza di solidarietà, in assenza di misure che sostengano efficacemente gli Stati e i popoli nella lotta contro l’epidemia.

Le misure finora note e quelle previste al Consiglio europeo confermano la sottomissione ai dettami delle grandi potenze, proteggono gli interessi dei loro gruppi economici e del capitale finanziario e non solo non rispondono, ma sono contrarie alle esigenze che si pongono.

È chiaro che un paese come il Portogallo può aspettarsi solo nuove linee di indebitamento e dipendenza dall’Unione Europea che, prima o poi, porteranno a nuove imposizioni, vincoli e ricatti che il Portogallo già conosce. Ciò che è ancora più evidente è che il Portogallo deve recuperare gli strumenti di sovranità ai livelli economici e monetari fondamentali per affrontare la situazione attuale.

La straordinaria complessità della situazione attuale richiede solidarietà e cooperazione.

L’azione di solidarietà e cooperazione condotta da paesi come la Cina e Cuba, tra gli altri, contrasta con il posizionamento delle principali potenze capitaliste, con le autentiche guerre commerciali e di pirateria tra gli Stati dell’UE e gli USA e con l’intensificazione della strategia di intervento imperialista, di confronto e di aggressione.

Il PCP denuncia le campagne di disinformazione che mirano a rendere la Repubblica Popolare Cinese responsabile dell’epidemia e a mettere in discussione la sua riconosciuta capacità di combattere il nuovo coronavirus. L’azione diffamatoria è tanto più intensa in quanto il contrasto tra la Cina e le principali potenze capitaliste è sempre più visibile nella risposta in termini di salute pubblica e azioni concrete di solidarietà e cooperazione. La solidarietà è tanto più importante in quanto questo è stato il primo paese soggetto al compito erculeo di identificare, affrontare e combattere il nuovo coronavirus, condividendo con il resto del mondo mezzi, materiali, informazioni e conoscenze scientifiche.

Le dichiarazioni irresponsabili e provocatorie della Amministrazione Trump rappresentano, non solo accuse infondate, ma anche ulteriori fattori di tensione nella situazione internazionale e ulteriori prove di mancanza di rispetto per il diritto internazionale, evidenti nella decisione degli Stati Uniti di non rispettare i propri obblighi nel finanziamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

È sempre più chiaro che l’azione dell’imperialismo americano, alle prese con profonde contraddizioni, rivalità e gravi problemi, cerca in tutti i modi di distogliere l’attenzione dalla complessa situazione interna degli Stati Uniti, adottando una posizione sempre più aggressiva nei confronti di diversi paesi del mondo.

In questo senso, il PCP denuncia la continuazione di azioni di provocazione e aggressione imperialiste, di cui sono esempi più recenti le minacce contro la Cina, l’azione continua di destabilizzazione e interferenza nel Medio Oriente e l’insieme di decisioni e cospirazioni che minacciano un’aggressione militare contro il Venezuela.

Il rispetto dei diritti dei popoli, del diritto internazionale e della sovranità degli Stati, sanciti dalla Costituzione della Repubblica Portoghese e dalla Carta delle Nazioni Unite, devono costituire elementi centrali della politica estera portoghese, invertendo una linea di collaborazione e sottomissione del governo portoghese alla strategia aggressiva dell’imperialismo, in particolare dell’amministrazione Trump.

Tra le altre misure, il PCP ritiene che il governo portoghese dovrebbe compiere sforzi, segnatamente nell’ambito delle Nazioni Unite, per:

– la fine immediata e incondizionata delle sanzioni economiche e finanziarie contro gli Stati sovrani, in particolare contro Cuba, Venezuela, Iran, Siria e altri paesi;

– la fine immediata e incondizionata di tutte le aggressioni, occupazioni e manovre di interferenza contro gli Stati sovrani, nel rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità degli stati;

– l’istituzione di un protocollo di cooperazione internazionale, sotto l’egida delle Nazioni Unite, per la condivisione di informazioni e conoscenze scientifiche e di risorse mediche, tecnologiche e farmaceutiche, che tra gli altri obiettivi sia finalizzato alla produzione pubblica e alla commercializzazione, senza proprietà intellettuali, di vaccini e medicinali per combattere il Covid-19;

– La rinegoziazione e la cancellazione dei debiti pubblici, in particolare quelli dei paesi con maggiori carenze economiche e quelli maggiormente colpiti dal coronavirus.

Il PCP esprime la fiducia che lo sviluppo della lotta dei lavoratori e dei popoli, l’azione delle forze rivoluzionarie e progressiste, e degli Stati sinceramente interessati a un mondo di Pace e Cooperazione, potrà fare si che da un momento marcatamente difficile per l’intera umanità si apprenda la lezione e si prepari la strada per un futuro di progresso, sostenibilità, pace e cooperazione.

L’attuale situazione che stanno vivendo miliardi di persone non è separabile dalla natura profondamente sfruttatrice e parassitaria del sistema capitalista, che non solo non riesce a risolvere le questioni essenziali per la vita umana, ma approfondisce le disuguaglianze, le contraddizioni e i problemi.

In tempi di incertezza e reali difficoltà per i lavoratori e i popoli di tutto il mondo, l’azione e la lotta per il superamento rivoluzionario del sistema capitalista sono ancora più attuali e urgenti.

La risposta fondamentale alla complessa situazione sta nella costruzione, attraverso vari percorsi e fasi, di società socialiste basate sulla pianificazione economica che rispondano agli interessi reali dei popoli, che garantiscano i diritti sociali e del lavoro a tutti i cittadini e di strumenti pubblici che assicurino diritti universali come il diritto al lavoro, alla salute, alla protezione sociale, al cibo e all’alloggio dignitoso e a un futuro di progresso, giustizia e pace per tutti.

http://www.pcp.pt/evolucao-da-situacao-internacional-impacto-do-surto-epidemico

Salvini incita alla rivolta contro il governo per la quarantena! Giusto, basta con questo Conte! Ci vuole uno come lui: governo trasferito al Papeete, tutti per strada dal 27 febbraio e magari iniettarsi candeggina, come suggerisce il suo amico…

 

Salvini

 

 

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Salvini incita alla rivolta contro il governo per la quarantena! Giusto, basta con questo Conte! Ci vuole uno come lui: governo trasferito al Papeete, tutti per strada dal 27 febbraio e magari iniettarsi candeggina, come suggerisce il suo amico…

Un poverino alla canna del gas. Ormai non potendo buttare il fumo dei migranti sui barconi negli occhi razzisti di chi gli sta appresso, è in continuo declino.

In un momento in cui contano i fatti e non le chiacchiere, la gente comincia a capire la differenza tra un politico (più o meno capace) e un ciarlatano.

C’è chi deve prendere decisioni drastiche e lo fa (più o meno bene) e chi di arrampica agli specchi delle fake news sempre più scivolosi…

Ed ecco l’ultima trovata: Salvini incita alla rivolta contro il governo.

In un video pubblicato sulla sua pagina facebook dopo la conferenza stampa di Conte, Matteo Salvini incita alla rivolta contro il governo per la quarantena e annuncia una manifestazione in strada per il primo a maggio, mentre sono ancora in vigore tutte le regole dell’emergenza Coronavirus. “Abbiamo accettato tutte le chiusure e i limiti ma la libertà non ha prezzo. Non vorrei che qualcuno nel nome del virus stesse abusando della pazienza degli italiani e preparando i saldi delle nostre aziende in Germania o in Cina”, sostiene Salvini. Che poi passa alle minacce: “Molti di voi mi dicono “organizzaci, Matteo”: raccogliamo le idee in questi giorni e il primo maggio lanciamo un piano per la ricostruzione nazionale e se sarà necessario perché non vi ascoltano ci faremo vedere e sentire compostamente e dignitosamente, distanti con guanti e mascherine, fuori dagli schermi e dai social. È un mese e mezzo che ci tengono a discutere su un telefonino, torniamo nelle nostre strade e nelle nostre piazze. C’è di mezzo il futuro dei nostri figli. La libertà non ha prezzo, non la puoi tener chiusa mentre mezza Europa sta riaprendo”.

E ancora: “Siamo stati zitti per queste settimane perché c’erano morti e feriti però gli italiani meritano di tornare a vivere. Se non ce lo permetteremo, lo chiederemo e lo otterremo. E non permetteremo a nessuno di vendere o svendere i nostri alberghi, i nostri ristoranti, i nostri bar”.

Con una tecnica di sciacallaggio politico di grande raffinatezza, Salvini quindi inventa che ci siano poteri forti e mani straniere che vogliano mettere le mani sui “nostri” bar (pura fantasia) per sfruttare il prevedibile riflusso di consenso nei confronti del governo Conte dopo gli annunci di ieri sul 4 maggio, che rappresentano un evidente passo indietro rispetto alle premesse di questi giorni. Riuscirà a risollevare le sorti della Lega data in crollo nel consenso dall’ultimo sondaggio?

Un’ultima considerazione.

Qualche giorno fa uno di loro ha detto “Anpi in piazza per il 25 aprile? Dovrebbero sapere che il virus adora gli anziani”

Parafrasando questo genio leghista, un monito ai leghisti: “in piazza il 1° maggio? Dovrebbero sapere che il virus si accumula nei coglioni”

Le bufale di Matteo Salvini: accusa, per l’ennesima volta, Conte di aver approvato il Mes – Non è vero! Ma in pratica ammette di essere un cazzaro che tutte le altre volte ha preso per i fondelli i suoi elettori (non gli Italiani, perchè questi sono dotati di intelletto)…

 

bufale

 

 

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Le bufale di Matteo Salvini: accusa, per l’ennesima volta, Conte di aver approvato il Mes – Non è vero! Ma in pratica ammette di essere un cazzaro che tutte le altre volte ha preso per i fondelli i suoi elettori (non gli Italiani, perchè questi sono dotati di intelletto)…

Dal profilo di Matteo Salvini, 23 aprile 2020

Approvato il MES, una drammatica ipoteca sul futuro dell’Italia e dei nostri figli.
Di tutto il resto, come il Recovery Fund, si parlerà solo più avanti, ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles.
Sconfitta, fallimento, disfatta, oltretutto avendo impedito al Parlamento di votare, violando la legge.
Le promesse del governo di non usare il MES?
Gli impegni, gli attacchi, le promesse di Conte?
Erano solo FAKE NEWS.
Ladri. Ladri di Futuro, di Democrazia, di Libertà.
Noi ci siamo e non ci arrendiamo, viva l’Italia libera e sovrana!

Oltre 50.000 reazioni, quasi 70.000 commenti e 10.000 condivisioni di questo post che dice nulla facendo intendere di dire tutto. Matteo Salvini, dopo la conferenza stampa di giovedì sera in cui Giuseppe Conte ha parlato delle decisioni prese dal Consiglio Europeo sulle misure economiche adottabili per la gestione dell’emergenza sanitaria, ha sparato la sua bufala contro il presidente del Consiglio.

Ora, basta avere un po’ di memoria per rendersi conto che tutto quello che dice questo individuo sono solo cazzate. Il Mes approvato il 23 aprile? O il 9 aprile? O il 4 aprile? O addirittura a settembre scorso? In pratica ammette che tutte le altre volte che lo ha annunciato ha preso per i fondelli i suoi elettori (non gli Italiani, perchè questi sono dotati di intelletto)…

Ma questi due domande non se le fanno?

Ma questi un po’ di dignità non ce l’hanno?

Bisogna essere solo idioti a credere a quello che dice questo bufalaro!

Insomma, balle, bufale, cazzate… E c’è ancora chi gli crede.

DETTO QUESTO, NON RESTA CHE COSTATARE CHE SIAMO DI FRONTE ALL’ENNESIMA MENZOGNA!

Il leader della Lega parlando del Mes approvato da Conte, OMETTE dettagli che, di fatto, smontano i suoi stessi proclami sovranisti.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

«Approvato il MES, drammatica ipoteca sul futuro, i figli (ancora una volta tira in ballo ‘sti poveri figli), dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles, sconfitta, fallimento, disfatta, impedito al Parlamento di votare, violando la legge, le promesse di Conte, fake news, ladri di Futuro Democrazia e Libertà, noi ci siamo (aggiungerei purtroppo), non ci arrendiamo, viva l’Italia libera e sovrana (immancabile)».

Mes approvato da Conte, il non detto di Salvini – Una cosa è vera: giovedì il Consiglio Europeo ha stabilito che Mes, Bei e Sure POTRANNO essere utilizzati dagli Stati Membri che lo richiederanno. Così come sono stati posti i paletti per l’istituzione del Recovery fund. La parola chiave è quel ‘potranno’.

Ogni singolo governo, infatti, potrebbe accedere al Fondo salva-Stati (o Meccanismo Europeo di Stabilità) che è stato ‘approvato’ dai 27 capi di stato e di governo passando per il Parlamento.

Ma come funzionerà? – Quel che Salvini non scrive, nella sua accusa del Mes approvato da Conte, è che il governo italiano non potrà svegliarsi una mattina e decidere di attingere a quei 36 miliardi (senza condizionalità) autonomamente.

Infatti, dovrà accadere quel che lo stesso leader della Lega chiede da tempo: serve un lungo iter parlamentare con i passaggi tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica che dovranno votare a maggioranza l’utilizzo di quei fondi. Insomma, il Mes è nelle mani del Parlamento italiano, dove siede anche il senatore Matteo Salvini che potrà votare il proprio no.

Ma tutto questo lo sanno anche i muri. Lo sanno tutti, tranne – forse – chi si ostina ancora a votarlo!

By Eles

Francesco Guccini e la sua nuova, attuale versione di Bella Ciao

 

Francesco Guccini

 

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Francesco Guccini e la sua nuova, attuale versione di Bella Ciao

Francesco Guccini riscrive il testo di Bella Ciao per attualizzarlo ai giorni nostri. Voce roca e invecchiata, ma è sempre Lui…

 

Bella Ciao di Guccini

Stamattina mi son svegliato

o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

stamattina mi son svegliato

e ho trovato gli invasor

 

C’eran Salvini con Berlusconi

o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

con i fasci della Meloni

che vorrebbero ritornar

 

Ma noi faremo la Resistenza

o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

noi faremo la Resistenza,

come fecero i Partigian

 

O Partigiano portali via

o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

Partigiano portali via,

come il venticinque april

 

 

AGGIORNAMENTO

Giorgia Meloni non l’ha presa bene ed ha risposto piccata:
Cosa intende esattamente Francesco Guccini quando dice che con Meloni, Salvini, Berlusconi faranno la ‘resistenza come hanno fatto i partigiani’? Che dovrebbero farci i processi sommari, appenderci a testa in giù, rasarci i capelli ed esporci alla pubblica gogna? Cosa intende quando dice ‘oh partigiano portali via’? Dove dovrebbero portarci questi partigiani? Al confino, in galera, dove? Questa si chiama istigazione all’odio, cari compagni. Ma noi non ci faremo intimorire, mai. Dovete batterci nelle urne, se ne siete capaci

Si noti che, comunque, non prende nessuna distanza dal “fascio” di Guccini, si limita a fare un po’ di demagogia…

Per quanto riguarda l’istigazione all’odio poi… Proprio mentre Emilio Iacopi (Lega) propone di sparare coi cecchini a chi canta ‘Bella Ciao’. Mentre Massimo Asquini, assessore leghista di Monfalcone scrive “Butteve giù dal balcone… fasè meio!” agli italiani intenzionati a partecipare al flashmob casalingo organizzato per il 25 Aprile dall’Anpi.

Appena dopo l’augurio agli anziani Partigiani “Dovrebbero saperlo che il Covid adora gli anziani”del consigliere comunale della Lega Alessandro Bargagna

Per non dimenticare i farneticanti “Partigiani: ieri assassini infami, oggi infami assassini” di Frank Robusto, CasaPound o Vincenzo Laus, cuore nero salernitano, un’aquila, la mano tesa nel saluto fascista: “Il 25 Aprile è il giorno in cui i vili si proclamarono eroi”. O ancora “Il giorno dei partigiani scimmie” dell’ultrà veronese “Hellas Army”, un odiatore che sui social marchia i post non graditi con la stella di David e nello stato ha la scritta hitleriana Gott mit uns.

Ma sapete, è Guccini che istiga all’odio… loro sono solo innocenti fascisti

La stoccata del Gesuita Padre Sorge: “Chi vuole cancellare Bella Ciao cova l’odio degli sconfitti”

 

Bella Ciao

 

 

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La stoccata del Gesuita Padre Sorge: “Chi vuole cancellare Bella Ciao cova l’odio degli sconfitti”

Il gesuita se la prende con i fascisti e i loro sodali: “Basta con tanta volgarità e bassezze in una parola inciviltà”

Chi vuole cancellare il 25 aprile “vive con il risentimento e con l’odio di chi è rimasto sconfitto militarmente”. Padre Bartolomeo Sorge, gesuita politologo, in una intervista dà voce alla “profonda delusione” per come viene sentita quella che dovrebbe essere la festa di tutta l’Italia e invece è vissuta tra divisioni e accese polemiche. Basta con “tanta volgarità e bassezze”, in una parola ” inciviltà”, dice padre Sorge rispondendo a chi propone di fare di quella giornata il giorno delle vittime delle guerre e del coronavirus (Ignazio La Russa, Fdi) o a chi, anche con la propaganda social, vuole cancellare ‘Bella ciao’ nel giorno dei ‘partigiani scimmie’.

 “Questa – osserva il gesuita che ha vissuto gli anni della Resistenza – è la reazione tipica di chi è stato sconfitto militarmente ed è rimasto con il risentimento e con l’odio e vuole avere la rivincita. E’ una situazione viscerale che non è storica e neanche civile e per questa riduttività del fenomeno alla lotta militare i nostalgici dell’uno e dell’altro gruppo si avversano tra loro”. Avverte padre Sorge: “Questa non è la vera Resistenza che invece è fatta dalla reazione popolare, dalla coscienza del popolo italiano. Da qui bisogna ripartire o ci saranno sempre reazioni viscerali. Quel che colpisce nel tono è la volgarità, la bassezza: è una vera incivilita’”.

Padre Sorge, più che rabbia, esprime “delusione, perché dopo tanti anni di cammino democratico di libertà, vedere che c’è gente che si abbassa a questo livello è uno specchio di quello che è la base sociale, frammentata, culturalmente e moralmente non sviluppata. L’Italia è questa, è una questione di educazione morale. Non si tratta di dire cancelliamo ‘Bella ciao’ – osserva il gesuita riferendosi alle provocazioni di queste ore dei neofascisti anche sui social – è questione di crescita morale che non c’è stata o rischia, nella crisi presente, di andare indietro”.

Padre Sorge guarda agli anni in cui la Resistenza era una autentica festa: “Per decenni abbiamo festeggiato la Resistenza con gioia, ma in questi ultimi anni la crisi della società liquida ha mandato in crisi anche i valori della Resistenza”.

Padre Sorge va alle radici delle divisioni sul 25 aprile: “Il problema è che la Resistenza è stata un movimento storico ambivalente: c’è stata la resistenza armata, aspetto militare, e la Resistenza civile, aspetto culturale e morale. Oggi abbiamo ridotto la Resistenza all’aspetto militare, il che vuole dire due fronti contrapposti: i nazifascisti da una parte e i partigiani dall’altra. Sono nemici violenti. Un fronte ha vinto, nella Resistenza armata, e l’altro ha perso. Questo porta a risentimento, avversione, voglia di rivincita, odio”.

Da qui la denuncia del gesuita: “Noi abbiamo ridotto la festa del 25 aprile alla lotta armata mentre c’è tutto un altro aspetto del fenomeno che è civile culturale morale che di natura sua non è divisiva ma è unitaria e consiste nella riscoperta di valori che il fascismo aveva rinnegato per tanti anni: la libertà di parola, di pensiero, finalmente riconquistavamo i diritti e i doveri perduti e questo ha portato alla Costituzione repubblicana del 1948″.

Per superare le divisioni, dice padre Sorge indicando ‘l’errore di fondo”, dobbiamo “rivalutare la Resistenza senza ignorare quella armata ma completandola con la rivoluzione culturale che ha portato all’ unità del popolo italiano”. Sabato prossimo il gesuita vivrà il 25 aprile “in prigione perché isolato dal virus, da sacerdote pregherò per l’Italia, e cercherò con il mio impegno sociale di mandare avanti la battaglia per ricomprendere l’unita’ del fenomeno. La Resistenza va vissuta per le conquiste di democrazia e libertà per l’intero popolo. Mi batterò fino all’ultimo”.

25 aprile – Il consigliere leghista contro i partigiani: fateli festeggiare in piazza, magari si ammalano – Il vergognoso post di Francesco Lasaponara, poi rimosso come da tradizionale vigliaccheria dei fascisti…

25 aprile

 

 

 

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25 aprile – Il consigliere leghista contro i partigiani: fateli festeggiare in piazza, magari si ammalano – Il vergognoso post di Francesco Lasaponara, poi rimosso come da tradizionale vigliaccheria dei fascisti…

“Se anziani partigiani (più anziani sono e meglio è) e altri esponenti Anpi vogliono radunarsi per celebrare nonostante il virus perché fermarli? Anzi, andrebbero incoraggiati a farlo”, “ovviamente se poi dovessero ammalarsi dispiacerebbe molto a tutti ma è un rischio che va corso per qualcosa di più importante. E’ un rischio che dobbiamo assolutamente correre. Ne va del bene della nostra gente”. A scriverlo su Facebook (in un post che non risulta più visibile, ma che Repubblica ha potuto leggere) è Francesco Lasaponara, barese di nascita e forlivese di adozione, consigliere comunale leghista a Forlì, maggiore dell’Esercito, come si legge nel suo curriculum vitae, e insegnante nei corsi dell’European personnel recovery centre. E’ stato capitano nella Brigata Aeromobile Friuli di Bologna; precedentemente ha appartenuto al 66° reggimento aeromonile di Forlì, e ha preso parte fra 2011 e 2012 all’operazione Isaf in Afghanistan.

Lo scrive a ridosso delle celebrazioni del 25 aprile, condendo il suo testo con hashtag ingiuriosi nei confronti dei partigiani: “#liberacidalmale #tradimentoelibertà” e altri irriferibili. Gli anziani partigiani  andrebbero incoraggiati a scendere in strada, dice, “magari in qualche città con un sindaco dal cuore partigiANO” (le maiuscole offensive sono opera di Lasaponara, ndr) tipo ad esempio Milano. Ed è giusto che celebrino spalla a spalla con i propri compagni. Ovviamente poi se dovessero ammalarsi…” eccetera. E aggiunge: “Come cani che abbaiano vittoriosi sui cadaveri dei Leoni… ma i cani restano cani e i Leoni restano leoni”.

Arrivano le prime reazioni politiche. Daniele Valbonesi, segretario del Pd di Forlì, chiede”con forza le immediate dimissioni del consigliere comunale Francesco Lasaponara e una presa di distanza da parte del suo partito da quelle ignobili dichiarazioni”: “I Partigiani – scrive Valbonesi su Facebook – hanno combattuto anche per la sua libertà di esprimere, oggi, liberamente le proprie aberranti opinioni. Ma quelle frasi vanno ben oltre la libertà di espressione tutelata dalla Costituzione. Costituzione nata nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati (Calamandrei). Una Costituzione che richiede rispetto per le istituzioni e che, in questo caso, è venuto gravemente a mancare”.
Anche secondo Silvia Piccinini, eletta per il M5s in Regione, Lasaponara “deve dimettersi. È inconcepibile che personaggi del genere continuino ad essere dei rappresentanti delle istituzioni, a qualsiasi livello. Purtroppo si tratta dell’ennesimo episodio di intolleranza che arriva da un esponente della Lega. Dopo l’omofobia adesso il loro nuovo bersaglio sembra essere diventata la Festa della Liberazione. A questo punto ci aspettiamo le immediate prese di distanze dei consiglieri regionali leghisti in Assemblea Legislativa”.

 

fonte: https://www.globalist.it/politics/2020/04/23/il-consigliere-leghista-contro-i-partigiani-fateli-festeggiare-in-piazza-magari-si-ammalano-2056815.html

Perché fare petizioni per la radiazione di Feltri dall’ordine dei giornalisti? Molto più semplice non guardare le trasmissioni che lo ospitano… è semplice, basta togliere visibilità a questo essere inutile e sparirà per sempre…!

 

Feltri

 

 

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Perché fare petizioni per la radiazione di Feltri dall’ordine dei giornalisti? Molto più semplice non guardare le trasmissioni che lo ospitano… è semplice, basta togliere visibilità a questo essere inutile e sparirà per sempre…!

Non si placano le polemiche per le parole di Vittorio Feltri a “Fuori dal coro”. Lo sciame di proteste deriva da uno schema trito e ritrito che rientra nelle più consumate logiche televisive, dalle quali ci lasciamo puntualmente risucchiare. Ma se Feltri è così spesso in Tv è perché i luoghi che lo accolgono sono consoni al suo linguaggio. E, cosa più importante, hanno pubblico.

Il dibattito sulle uscite scomposte di Feltri si ripropone quasi a cadenza mensile. L’effetto schematico di azione-reazione si riproduce, sempre uguale, come una catena di montaggio: le offese di Feltri in Tv e il conseguente sciame di protesta sui social, ogni volta giunto a un limite di sopportazione massima che, però, si rinnova puntualmente. Prevedibile susseguirsi di eventi che svilisce qualsiasi argomentazione laterale a quella del tifo

Il punto centrale della questione è il contesto. Programmi condotti da filofascisti e filoleghisti, dal quoziente intellettivo pari od inferiore di gran lunga alla media, che incanta la parte intellettualmente debole del Paese. Vittorio Feltri si incastra alla perfezione in questo puzzle sparando minchiate che quanto più rumore fanno, tanto più danno visibilità a lui, povero vecchio rincoglionito, ed al becero spettacolo che lo ospita.

La soluzione? Usare i neuroni. Li cogliete così alla sprovvista. Perchè questi teatrini sono dedicati a chi di neuroni ne ha ben pochi…

Usare i neuroni ed il telecomando.

Se vedete la faccia da vecchio idiota che elemosina un po’ di visibilità insultando chi, più debole, non si può difendere, basta cambiare canale.

Dategli visibilità zero, ed a questo povero Cristo non resterà altro che meditare su come tutto quello che ha scritto per i posteri servirà solo, al massimo, per incartare il pesce al mercato…

 

By Eles

 

Non solo “Meridionali inferiori”, ecco tutte le schifose esternazioni di Vittorio Feltri. Ed ecco la petizione per la radiazione dall’ordine dei giornalisti – Se non sei come lui, non perdere tempo, FIRMA!

 

 

Vittorio Feltri

 

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Non solo “Meridionali inferiori”, ecco tutte le schifose esternazioni di Vittorio Feltri. Ed ecco la petizione per la radiazione dall’ordine dei giornalisti – Se non sei come lui, non perdere tempo, FIRMA!

A fine articolo i link per firmare per la radiazione di Feltri dall’ordine dei giornalisti e per scaricare il modulo per querelarlo

Eccolo il siparietto tra Giordano e Feltri

Feltri: “Ho simpatia per De Luca, ma vorrei chiedergli se li chiude in entrata o anche in uscita? Perché a me risulta che ogni anno 14 mila campani si recano a Milano per farsi curare, perché le strutture sanitarie lombarde sono più rassicuranti di quelle campane. Io credo che nessuno di noi abbia voglia di trasferirsi in Campania”

Giordano: “Adesso mi fai arrabbiare quelli della Campania, direttore!”

Feltri: “Io non ce l’ho con  la Campania! Sto solo dicendo che io, te e altri perché dovremmo trasferirci in Campania, a fare che cosa? I parcheggiatori abusivi?”

Il conduttore quindi gli ha domandato se c”è stato un po’ di accanimento nei confronti della Lombardia.

Giordano: “Se la sono presa con i primi della classe che stanno un po’ male? C’è chi ha goduto?”

Feltri: “E’ evidente. E’ così. Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che è nutrita di invidia e di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di complesso d’inferiorità. Io non credo ai complessi d’inferiorità, io credo che i meridionali in molti casi siano inferiori”.

Giordano: “Direttore, adesso me li fai arrabbiare davvero! Non puoi dirlo questo!”

Feltri: “Chissenefrega se si arrabbiano!”

Giordano: “Se mi cambiano canale è un guaio, però!”

Feltri: “Non cambiano canale, mi guardano invece e mi odiano di più”.

Quanto vi fanno schifo due così (uno insulta il sul, l’altro si frega le mani per gli ascolti), ma lasciamo perdere Giordano che è una nullità assoluta (a meno che per qualche fascista o leghista, ma questi in quanto a neuroni…), pensiamo a Feltri.

Lo vogliamo ricordare con qualche sua frase e con alcuni dei titoli di quello che qualcuno si ostina a chiamare giornale, ma che al massimo serve per incartare il pesce al mercato:

Sugli omosessuali – “Omosessuali? Non riesco a capire da chi e in quale modo siano minacciati i loro diritti. Milano è un vivaio di finocchi“ – “Io non li posso chiamare ‘gay’, perché non mi piace parlare in inglese in televisione. Quando poi si dice ‘Gay Pride’ è davvero ridicolo. E non li chiamo ‘omosessuali’, perché è un termine medico e io non sono neanche infermiere. Io li chiamo ‘ricchioni’ oppure ‘froci’, come fa la gente normale”.

Per dire questa cosa, bisogma proprio essere stronzi di brutto: “Non tutti i mali vengono per nuocere. Il Coronavirus se dilaga in Africa finalmente sarà possibile in Italia chiudere i porti per motivi sanitari senza scomodare il razzismo”

Su Greta “Io se avessi una figlia come Greta – io non ho mai picchiato i miei figli – ma a Greta un paio di ceffoni glieli darei per rimandarla a scuola, perché lei non va a scuola e chi non va a scuola non può arrogarsi il diritto di fare la professoressina”

Alla domanda Qual è il ruolo principale della donna in casa?: “Quello di non rompere i coglioni, possibilmente”

Sui meridionali: “In Campania si ruba su tutto anche sulle supposte”

Sugli extracomunitari: “Qui arrivano 3.000 africani al giorno e portano di tutto, anche le piattole. La scabbia chi la porta, gli svizzeri?”

Su Asia Argento e lo scandalo Weinstein: “Non credo in Dio figuriamoci se credo in Asia Argento. Una che per arte limona coi cani può fare di tutto per la carriera e io a una così non la leccherei”

Sui Musulmani: “Sono iraniani, non sono svizzeri. Io dagli iraniani non è che mi aspetti dei comportamenti particolarmente evoluti. Sono iraniani, sono musulmani, islamici che obbediscono ad un Corano che è una legge ridicola, vecchia, desueta, medievale …questa gente qui è rimasta indietro di secoli rispetto a tutti noi”

Su Camilleri (mentre era in fin di vita): “Montalbano? Un terrone che ci ha rotto i coglioni

Sugli ebrei: “E Madonna, sono decenni che rompono i coglioni con la Shoah, ma basta. Per l’amor di Dio. Non se ne può più”

Sul caso del consigliere di Fratelli d’Italia che voleva distribuire frittelle solo a bimbi italiani: “Uno non può nemmeno distribuire le frittelle a chi cazzo vuole?”

Sul Meridione: “Al Sud c’è una pigrizia organizzativa, non di tipo intellettuale. L’organizzazione ce l’ha solo la ‘ndrangheta”

Sull’Africa: “E’ meglio andare in Paesi più civili. Chi è quel coglione che va nel Burkina Faso? Io mi guardo bene dall’andare in Burkina Faso. Non vado neanche in Sicilia, figuratevi se vado in Burkina Faso”

Sugli Africani: “Gli africani sono africani, cioè persone che purtroppo hanno dimostrato di non avere una grande cultura del lavoro, tant’è che vivono nella merda”

Sui migranti: “Ormai il pollaio è aperto: gli immigrati hanno diritto di accesso al nostro Paese. Tutti dentro, senza distinzione di nazionalità. C’è posto per tutti, cani e porci”

Sul Coronavirus: “Invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera”

Alcuni titoli di Libero

14 novembre 2015. «Bastardi islamici» (Il giorno dopo l’attentato terroristico di Parigi)

26 agosto 2016. «Vittime del sisma in palestra, profughi in albergo». Un nuovo esempio di propaganda dell’odio. Verso chi? I migranti, ovviamente.

3 settembre 2016. «Vien voglia anche a noi di sparargli». Il giorno dopo la pubblicazione di una vignetta di Charlie Hebdo ritenuta offensiva nei confronti dei terremotati del Centro Italia.

10 febbraio 2017 – “Patata Bollente” dedicato alla Raggi. Offende il Sindaco, offende le donne, offende quelle poche persone perbene che ancora leggono Libero!

2 marzo 2017 – Piagnisteo napoletano“ con tanto di occhiello rosso: “Il solito vecchio vizio” per poi continuare “Sono assenteisti, frignano… Non se ne può più”

15 maggio 2017 – “Renzi e Boschi non scopano”: idiota e volgarissimo

6 settembre 2017 – “Dopo la miseria portano le malattie” (rivolto ovviamente ai migranti)

8 novembre 2017 – “Per stendere Renzi bisogna sparargli”

4 ottobre 2018 – “Torna il colera a Napoli” con tanto di occhiello rosso: “Lo hanno portato gli immigrati” …ovviamente solo bufale, odio e razzismo!

3 gennaio 2019 – “Comandano i terroni”

18 aprile 2019 – “La rompiballe va dal Papa” – La rompiballe in questione è Greta, un attivista, ma anche una bambina.

23 gennaio 2020 – “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay” con tanto di occhiello rosso: “C’è poco da stare allegri.”

E qualche giravolta sul Coronavirus

23 febbraio 2020 – “Prove tecniche di strage” con tanto di occhiello rosso: “Il governo agevola la diffusione del virus”

23 febbraio 2020 – “Virus, ora si esagera” con tanto di occhiello rosso: “Diamoci tutti una calmata” …tutti chi? Chi parlava qualche giorno prima di strage?

10 marzo 2020 – «Quelli che dicevano ‘è poco più di un’influenza’» …insomma, ancora un cambio di direzione

4 marzo 2020 – “Virus alla conquista del Sud” con tanto di occhiello rosso: “L’infezione crea l’Unità d’Italia”

25 marzo 2020 – “Il virus scansa gli immigrati” …ancora becero razzismo

UTILI PER VOI

Sei Meridionale? QUI online il modulo per sporgere querela contro Feltri

QUI la petizione Sandro Ruotolo per la radiazione dall’ordine dei giornalisti di Feltri indirizzata a Carlo Verna (Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti )