Le 10 fake news oggi tanto diffuse sul fascismo a cui solo chi è idiota, ignorante o in mala fede può credere…

 

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Le 10 fake news oggi tanto diffuse sul fascismo a cui solo chi è idiota, ignorante o in mala fede può credere…

 

10 fake news oggi diffuse sul fascismo. Viva il 25 aprile

Per colpa di Salvini, ma anche di altri che non si dichiarano salviniani, in Italia si sta sdoganando il fascismo. Uno dei mezzi di questa operazione è propalare fakenews, di cui la più scontata e banale è: “Mussolini ha anche fatto cose buone”.

Altre però sono più insidiose, anche perché spesso non vengono solo usate dai fascisti, ma anche da chi si dichiara antifascista, ma poi usa l’antifascismo solo per sostenere gli interessi delle élites del potere. Così tanti contribuiscono a diffondere la prima fakenews sul fascismo: che esso sia contro il potere ed il sistema.

Vediamo alcune di queste falsità.

1) Mussolini ed il fascismo sono andati al potere con il consenso elettorale della maggioranza degli italiani.

FALSO. Nelle elezioni del 1921 i fascisti ottennero 37 deputati su 535, presentandosi assieme ai liberali conservatori in una lista guidata da Giolitti, che complessivamente ottenne il 19% dei voti. Questa era la forza elettorale e parlamentare di Mussolini, quando il re Vittorio Emanuele III il 28 ottobre 1922 lo incaricò di formare il governo.

I fascisti dopo inaudite violenze e assassini contro il movimento operaio e i democratici, organizzarono la Marcia su Roma con la copertura di gran parte dell’apparato dello stato. L’esercito poteva disperderli, ma il GOLPE del re diede avvio alla dittatura. Va ricordato che anche Hitler non ottenne mai la maggioranza da libere elezioni , quando nel gennaio del 1933 il presidente tedesco Hindemburg lo nominò capo del governo aveva il 32%.

È vero che i fascisti han conquistato il potere con il consenso, ma quello delle classi dominanti, degli apparati dello stato, dei ricchi e dei poteri costituiti, che li hanno sostenuti e usati; e hanno permesso loro di instaurare la dittatura. Infatti il 25 luglio del 1943 quando il re, causa la guerra persa, destituì e fece arrestare Mussolini, il fascismo si sciolse come neve al sole..e ritornò solo come servo dell’occupazione militare tedesca.

2) Mussolini era contro il liberismo economico e per una sorta di socialismo nazionale.

FALSO. Queste le parole dello stesso Mussolini nel suo primo intervento alla Camera nel 1921:
Lo Stato ci dia una polizia, che salvi i galantuomini dai furfanti, una giustizia bene organizzata, un esercito pronto per tutte le eventualità, una politica estera intonata alle necessità nazionali. Tutto il resto, e non escludo nemmeno la scuola secondaria, deve rientrare nell’attività privata dell’individuo. Se voi volete salvare lo Stato, dovete abolire lo Stato collettivista, così come c’è stato trasmesso per necessità di cose dalla guerra, e ritornare allo Stato manchesteriano.

Questo ultraliberismo, che oggi è il programma del fascista brasiliano Bolsonaro, non furono solo parole, ma la politica economica reale del fascismo fino alla grande crisi del 29. Solo dopo quella crisi devastante Mussolini fu costretto, come quasi tutti gli stati del mondo, all’intervento pubblico per impedire il collasso dell’economia. Ma il fascismo si affermò come violenta dittatura liberista, per il privato ed il mercato.

3) Il fascismo oggi sarebbe contro l’Euro e la moneta unica ed i sacrifici che essa comporta.

FALSO. Mussolini volle per pure ragioni di potenza la parità fissa della lira con la sterlina, la cosiddetta “quota 90”, cioè un cambio fisso di novanta lire per una sterlina, Questa rinuncia ad ogni manovra sulla moneta, anzi sopravvalutando quella italiana, produsse danni enormi al sistema industriale e una terribile politica di austerità , culminata nella riduzione dei salari.

“Quota 90” era insomma una sorta di anticipazione dell’Euro. Le motivazioni del fascismo erano quella di stare monetariamente alla pari con la superpotenza di allora, la Gran Bretagna. Le motivazioni dell’Euro sono apparentemente diverse, ma hanno sempre alla base una scelta di potenza, stare alla pari della Germania e dall’Europa che più conta. In ogni caso al di là di ogni motivazione, gli effetti di Quota 90 sulla economia italiana furono disastrosi.

4) Il fascismo stava dalla parte degli operai.

FALSO. Il fascismo andò al potere organizzando il crumiraggio contro gli scioperi, bastonando ed uccidendo lavoratori e sindacalisti, bruciando le Camere del Lavoro. Dopo il 1925 sciolse i sindacati indipendenti e obbligò i lavoratori ad iscriversi ad un solo sindacato, quello corporativo fascista del quale facevano parte anche i padroni. Il fascismo imponeva la collaborazione di classe nel nome dell’impresa e dello stato e con il codice penale Rocco comminava anni di carcere per lo sciopero e per ogni forma di protesta del lavoro. La lotta di classe era il male da estirpare per il fascismo, come lo è ancora oggi per la Confindustria e qualsiasi multinazionale.

Alla fine degli anni venti il fascismo impose la RIDUZIONE DEI SALARI dal 10 al al 20%. Sotto il fascismo nelle fabbriche fu introdotto il cottimo Bedaux, il capostipite dei sistemi di sfruttamento taylorista, con la galera per chi protestava.

È vero che il fascismo organizzò dopolavoro, colonie estive, servizi per gli operai, ma come compensazione per il feroce sfruttamento a cui essi erano sottoposti, che produceva enormi profitti per i padroni, a partire da Gianni Agnelli, senatore del regno, che accolse in camicia nera Mussolini nel 1939. Lo accolse a Torino per inaugurare la fabbrica Mirafiori, e Mussolini parlò davanti a 50000 operai che lo accolsero in silenzio, senza applausi, senza grida di viva il Duce.

Per questo il dittatore fascista abbandonò furioso il palco. Non aveva sufficientemente tenuto conto di un rapporto dei servizi segreti del 1937 che diceva: “Nella massa lavoratrice si riscontra sempre un ambiente decisamente avverso alle istituzioni del regime”…

5) Il fascismo era una dittatura all’acqua di rose.

FALSO. Il fascismo colpiva ogni piccolo dissenso e reprimeva ogni opposizione e resistenza. Era un regime poliziesco di massa che cominciava con la delazione anche per una sola battuta sul regime. Si veniva allora convocati dalla locale Casa del Fascio e sottoposti a intimidazioni, olio di ricino, bastonature. Chi lavorava poteva essere licenziato per inosservanza delle disposizioni del regime, come indossare la camicia nera il 28 ottobre.

Poi c’era il sistema poliziesco di stato che culminava nell’OVRA, la polizia politica che se necessario si trasformava in organizzazione terrorista per uccidere gli oppositori, e nel Tribunale Speciale. Questo organismo istituito nel 1927, instaurò migliaia di processi contro gli antifascisti, condannandone più di 4500 a enormi pene detentive, tra essi Antonio Gramsci e Sandro Pertini, e diverse decine alla pena di morte che il fascismo aveva reintrodotto. Il primo ucciso dal Tribunale fascista fu un muratore comunista.

6) Il fascismo non era razzista ed antisemita, lo divenne solo dopo l’alleanza con Hitler.

FALSO. il fascismo è sempre stato dichiaratamente razzista, verso gli slavi, contro i quali iniziò in Venezia Giulia e Istria una feroce pulizia etnica, e naturalmente verso gli africani. La canzone fascista Faccetta Nera, che celebrava la guerra di aggressione all’Etiopia, fu proibita dal regime perché accusata di favorire la commistione delle razze. Per il fascismo PRIMA GLI ITALIANI era la base fondante di ogni discriminazione razziale.

Le leggi razziali contro gli ebrei varate nel 1938 furono rivendicate dal fascismo come realizzazione dello spirito originario del partito. Mussolini dichiarò che il fascismo era antisemita fin dalla sua fondazione nel 1919.

7) Il fascismo era patriottico.

FALSO. Il fascismo era un regime aggressivo che usava il patriottismo per coprire i propri interessi e il proprio potere. Dalla metà degli anni 30 il fascismo iniziò una politica di guerra e aggressioni militari, Etiopia, Spagna, Albania, che culminò nella partecipazione al fianco di Hitler alla seconda guerra mondiale.

Il patriottismo copriva la guerra e la guerra serviva per affari, potere e consenso. E la guerra subordinava il fascismo alla potenza straniera.

Che la guerra e le servitù della guerra per il fascismo venissero prima della Patria lo dimostra la cosiddetta Repubblica Sociale, lo stato fantoccio che i nazisti imposero con l’occupazione militare dell’Italia centro settentrionale, dal 1943 al 1945. I fascisti, scomparsi, dopo il 25 luglio, ricomparvero come collaborazionisti con l’invasore.

Non erano patrioti, ma scherani della Germania, a cui Mussolini aveva venduto il paese, compresa la cessione di Trento e Trieste. Quando fu catturato dai partigiani Mussolini era travestito da soldato tedesco e stava fuggendo in Svizzera per consegnarsi agli Americani. Il fascismo è sempre stato servo di potenze estere. Matteotti fu ucciso perché stava per svelare i finanziamenti esteri del fascismo.

8) Il fascismo era duro, ma onesto.

FALSO. Il fascismo era un regime ad altissimo tasso di corruzione. I gerarchi fascisti erano i titolari, in ogni territorio o area di influenza, di affari, mazzette, tangenti. Un gigantesco flusso di danaro arricchiva la gerarchia fascista. Tutti i capi fascisti, nessuno escluso, si arricchirono enormemente durante il ventennio.

I capi fascisti erano quasi tutti poveri spiantati nel 1920 e tutti straricchi nel 1940. Si può anzi dire che il fascismo fu il primo regime in Italia ad organizzare scientificamente la corruzione politica. Ci si iscriveva al partito anche con la speranza di diventare ricchi. Questa corruzione alimentava le ruberie ai danni dello stato dei fornitori privati, che giunsero anche a colpire le truppe italiane in guerra.

Ad esempio i soldati mandati a combattere contro l’Unione Sovietica con scarpe di cartone per le ruberie dei fornitori e le mazzette ai fascisti. Lo stesso Prefetto Mori, il feroce prefetto di ferro mandato nel 1920 in Sicilia per combattere la mafia, fu destituito dal fascismo quando cominciò ad indagare sui legami tra cosche mafiose e gerarchi fascisti locali.

Il fascismo fu un regime di ladrocinio organizzato, perché sulla corruzione si fondavano il potere e il consenso. E Mussolini era il vertice ed il garante di questo regime. Se allora ci fosse stata una magistratura indipendente, il fascismo sarebbe stato travolto dalla TANGENTOPOLI NERA. Tutto questo oggi è ampiamente documentato.

9) I partigiani ed i fascisti in fondo avevano, pur da parti opposte, lo stesso amor di Patria.

FALSO. Questa è la mistificazione della memoria storica condivisa, della pacificazione ideale inventata da esponenti del PD più di venti anni fa e che oggi viene usata da ogni revisionismo storico. Fino a quello cialtrone di Salvini che parla di derby tra fascisti ed antifascisti.

Prima del 1943 chi resisteva al fascismo doveva operare in clandestinità a prezzi altissimi.
Dopo l’8 settembre 1943, quando i tedeschi occuparono l’Italia centro settentrionale, essere antifascisti significava combattere l’ occupazione militare nazista e il collaborazionismo fascista.

Le due parti non erano eguali. Chi sceglieva la Resistenza rischiava tutto, per sé e per i familiari, doveva vivere sui monti o nelle cantine delle città. Chi stava coi nazisti era al caldo, protetto e al sicuro. Tanti pur non essendo fascisti decisero di aspettare, di non rischiare, i partigiani scelsero di opporsi. I partigiani facevano la guerra agli occupanti ed ai loro servi, i fascisti collaboravano alle stragi per rappresaglia verso la popolazione civile.

Certo potevano esserci un partigiano manigoldo ed un fascista onesto, ma comunque il primo lottava contro i criminali di Auschvitz, il secondo stava con loro. Antifascismo e fascismo non sono solo una contrapposizione politica, ma un insanabile contrasto morale. Il fascismo non è una semplice idea politica sbagliata, è un crimine materiale e morale.

La Resistenza e stata la sola vera rivoluzione popolare italiana, il momento nel quale il popolo italiano è insorto in massa contro il potere, il momento nel quale il popolo ha fatto giustizia della tirannia e ha conquistato la democrazia con le proprie mani.

10) Non ha più senso oggi di parlare di fascismo e antifascismo.

FALSO. Anche se una certa retorica antifascista è servita a coprire le malefatte del potere, i valori autentici dell’antifascismo ed il rifiuto delle basi di fondo del fascismo sono sempre attuali.
Dal 1945 ad oggi in Italia il neofascismo si è periodicamente affacciato sulla scena politica. Come strumento di ricatto verso la DC se avesse voluto spostarsi troppo verso il PCI. Come terreno di coltura della strategia della tensione e delle bombe contro le lotte degli anni 70. Come ideologia dell’ordine, dell’autoritarismo e della sopraffazione.

Siccome il fascismo in quanto tale è ancora screditato, il neofascismo oggi si veste diversamente, non indossa la camicia nera. Anche il potere lo aiuta attribuendo a questo neofascismo altri nomi, più neutri ed accattivanti, come sovranismo e populismo. In questo modo il potere ottiene due risultati: non chiama i fascisti con il loro nome nobilitandoli nella eventualità di servirsene, attribuisce ad ogni opposizione alle ingiustizie sociali un carattere reazionario ed eversivo.

Per questo è giusto squarciare il mascheramento fascista ed usare questo termine per chiunque oggi innalzi il vessillo reazionario intitolato a DIO PATRIA FAMIGLIA. I fascisti si offendono se dai loro dei fascisti, ma poi in ogni loro parola riaffermano l’ideologia fascista. Non sono razzista ma.. non sono fascista ma.. Ecco, ciò che viene dopo quei ma è moderno fascismo e non bisogna avere paura di chiamarlo come tale, se lo si vuole ancora una volta sconfiggere.

ORA E SEMPRE RESISTENZA VIVA IL 25 APRILE

 

tratto da:

Contropiano

http://contropiano.org/news/politica-news/2019/04/25/10-fake-news-oggi-diffuse-sul-fascismo-viva-il-25-aprile-0114823?fbclid=IwAR0aGhEVbrxQp2dO87KHMmX6RdmS9hY46vBRXNRy2h8QqaVExKf-pA-ks9Y

Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”

 

Papa Francesco

 

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Papa Francesco si schiera contro l’odio: “Chi ha il cuore razzista si converta”

Da Bergoglio una replica ai professionisti della paura: “Delinquenti? Anche noi ne abbiamo tanti, la mafia non è stata inventata dai nigeriani, la mafia è nostra”

Ancora una volta parole sagge in un mondo nel quale l’odio sembra avere il vento alle spalle.
Accoglienza e integrazione. Chi ha il cuore razzista si converta. Papa Francesco, incontrando docenti e studenti dell’istituto San Carlo di Milano, rispondendo alle domande nel consueto botta e risposta, affronta anche il tema dei migranti. E a quanti guardano a loro come a delinquenti, il Papa ricorda: “Anche noi ne abbiamo tanti, la mafia non è stata inventata dai nigeriani, la mafia è nostra; tutti abbiamo la possibilità di essere delinquenti. I migranti ci portano ricchezza perché l’Europa è stata fatta dai migranti”.
Parlando di una società multietnica, Bergoglio osserva: Ringraziamo Dio perché il dialogo tra persone, culture, etnie è la ricchezza. Non avere paura dei migranti. I migranti siamo noi. Gesù è stato migrante. ‘Ma sono delinquenti’ dice qualcuno. Anche noi ne abbiamo tanti, la mafia non è stata inventata dai nigeriani, la mafia è nostra”. Il Pontefice mette in guardia gli studenti: “Oggi c’è la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare muri nel cuore, nella terra, per impedire questo incontro con altre culture. Chi alza un muro, finirà schiavo dentro i muri costruiti, senza orizzonti”.
Il Papa si appella all’accoglienza:”Cuore aperto per accogliere, se io ho il cuore razzista devo esaminare perché e convertirmi. Gli immigranti vanno ricevuti, accompagnati e integrati in un interscambio di valori. Questa è la bellezza di accogliere per diventare più ricchi di cultura, nella crescita, alzare muri non serve. Io vi dico: insegnate ai giovani a crescere nella cultura dell’incontro e a crescere con le differenze, si cresce col confronto”.

 

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2019/04/06/il-papa-si-schiera-contro-l-odio-chi-ha-il-cuore-razzista-si-converta-2039762.html

“Sono stufo del razzismo, penso di mollare il calcio”: l’amaro sfogo del campione del Tottenham Danny Rose

 

Danny Rose

 

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“Sono stufo del razzismo, penso di mollare il calcio”: l’amaro sfogo del campione del Tottenham Danny Rose

Durante l’ultima partita contro il Montenegro è stato nuovamente vittima di cori razzisti: “non ne posso più, sto pensando di abbandonare tutto”

Danny Rose, difensore del Tottenham e della nazionale inglese, sta pensando al ritiro dal mondo del calcio perché stufo degli insulti e degli ululati razzisti che puntualmente accompagnano le partite: “ne ho abbastanza, mi rimangono cinque o sei anni nel calcio e, a dire la verità, non vedo l’ora di dire basta”.
L’ultimo episodio riguarda una partita contro il Montenegro, dove lui e il compagno di swuadra Callum Hudson-Odoi sono stati presi di mira dai tifosi che hanno imitato delle scimmie per insultarli: “sono veramente stufo di certe cose che succedono negli stadi, voglio andarmene”.
Per questi insulti razzisti il ct Gareth Southgate si era molto arrabbiato nel dopopartita e la federcalcio inglese aveva presentato una formale protesta alla Uefa.

 

tratto da: https://www.globalist.it/sport/2019/04/05/sono-stufo-del-razzismo-penso-di-mollare-il-calcio-lo-sfogo-del-difensore-del-tottenham-danny-rose-2039734.html

Il leghista Vito Etna: “Alcune razze da controllare di più” …Io conosco una sola razza da controllare, la razza degli imbecilli. Ed i leghisti ci rientrano tutti…!

 

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Il leghista Vito Etna: “Alcune razze da controllare di più” …Io conosco una sola razza da controllare, la razza degli imbecilli. Ed i leghisti ci rientrano tutti…!

 

Un altro leghista senza vergogna: “Alcune razze da controllare di più”

Il segretario cittadino della Lega di Gioia del Colle, Vito Etna, annuncia la necessità di controllare le abitazioni di alcune ‘razze’ per questioni di pubblica sicurezza.

Bufera sulla Lega di Gioia del Colle, dopo la denuncia, con tanto di video, del movimento Prodigio – Si muove la città. “Però – si sente dire all’esponente del Carroccio nel video – abbiamo necessità, soprattutto con alcun razze, di controllare questi appartamenti che sono covo non solo di clandestini ma anche deposito di refurtive”.
“Il segretario cittadino della Lega, Vito Etna, durante la presentazione del candidato Mastrangelo – spiega il movimento nel post che accompagna il video – annuncia la necessità di controllare le abitazioni di alcune ‘razze’ per questioni di pubblica sicurezza. È sconcertante che nel 2019 si continui a considerare la specie umana divisa in ‘razze’, un concetto che riporta alla memoria periodi storici bui, leggi razziali e genocidi abominevoli compiuti in nome della discriminazione. Cos’altro dobbiamo aspettarci da questa coalizione, per renderci conto della pericolosità del razzismo e della paura del diverso? Noi non ci stiamo”.

guarda QUI il video

“Gioia del Colle non è una città razzista e ci appelliamo ai tanti, tantissimi, che silenziosamente credono nella pari dignità di tutti gli esseri umani: il candidato Sindaco Mastrangelo ha il dovere di chiarire la posizione della coalizione del centro-destra rispetto a queste affermazioni di Etna e prendere le distanze da questo pericoloso tipo di linguaggio! Lo deve a tutti quelli che hanno perso la vita perchè etichettati come ‘razza’ e lo deve ai cittadini gioiesi. Il dibattito politico a Gioia del Colle non può e non deve iniziare all’insegna di questo pericoloso arretramento rispetto a temi di civiltà così imprescindibili”, conclude il post.

fonte: https://www.globalist.it/politics/2019/03/17/un-altro-leghista-senza-vergogna-alcune-razze-da-controllare-di-piu-2038812.html

“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

 

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“Apriamo i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilla anti-razzista… Un chiarissimo messaggio contro la crudele, disumana, barbara politica di Salvini!

Credo che una notizia del genere debba occupare i primi posti tra quelle dei Tg e le prime pagine di tutti i giornali. Il Papa contro la crudele, disumana barbara politica razzista del capo in pectore di questo governo. Papa Francesco contro Salvini… Perchè il Papa è il Papa e se si lascia fotografare con quella spilla non è un caso. È un messaggio chiaro, c’è la volontà di dire la sua su una politica sudicia e intollerante.

Ma, invece, per i Tg l’approfondimento politico è scoprire il colore delle mutande di Virginia Raffaele… Perchè i nostri media quando si tratta di dare notizie contro i potenti del momento…

Da Globalist:

“Aprite i porti”: Papa Franscesco si fa fotografare con la spilletta anti-razzista

Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e impegnato sul fronte dell’accoglienza ha incontrato Bergoglio a Sacrofano

Lui è don Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Venezia), da sempre impegnato in favore degli ultimi, dei poveri e dell’accoglienza.
Così il sacerdote si è avvicinato a Papa Francesco nel corso dell’incontro sulle Migrazioni a Sacrofano e ha raccontato. «Ha visto la spilletta che tenevo in mano e gliene ho spiegato il significato», racconta don Nandino, come riporta l’Avvenire . «Così Francesco l’ha presa e si è fatto scattare una foto tenendola in mano». C’è scritto: “Apriamo i porti!”. Al pontefice, riferisce il sacerdote Veneto, «la spilla deve essere piaciuta perché ha chiesto di tenere per sé quella con cui ci ha regalato l’emozione di questa foto».
Don Capovilla – ha sempre raccontato l’Avvenire – è in prima linea con la sua parrocchia in numerose iniziative d’accoglienza, indistintamente per italiani e stranieri. “non dimentichiamo – dice il sacerdote – che mentre l’attenzione viene spostata sul mare, c’è chi fa finta di non vedere l’altra rotta, quella balcanica, che passa proprio attraverso i nostri territori e ci impegna nel dare assistenza ai tanti profughi che continuano ad arrivare”.
Una settimana fa la rete solidale di cui don Capovilla è uno degli animatori, ha manifestato nel centro di Venezia con oltre tremila persone che hanno voluto esprimere il loro “no” ad ogni forma di odio e discriminazione. “Le parole del Papa – racconta il sacerdote veneto – sono per noi un grande incoraggiamento”.
“Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita”, ha detto Bergoglio durante l’omelia della Messa celebrata venerdì pomeriggio a Sacrofano, per l’apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Cei, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli, dal 15 al 17 febbraio.
L’esortazione è quella a “guardare oltre le avversità del momento, a superare la paura – ha aggiunto Papa Francesco – e riporre piena fiducia nell’azione salvifica e misteriosa del Signore”.

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/02/16/aprite-i-porti-papa-franscesco-si-fa-fotografare-con-la-spilletta-anti-razzista-2037563.html

C’è al mondo qualcosa di più sporco, nauseante e schifoso che discriminare i bambini? Ecco l’iniziativa del consigliere comunale FdI di Mantova Luca de Marchi: Frittelle gratis al luna park, ma solo per i bambini italiani… Ma non è tanto quest’essere che mi fa schifo, ma chi lo vota…!

 

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C’è al mondo qualcosa di più sporco, nauseante e schifoso che discriminare i bambini? Ecco l’iniziativa del consigliere comunale FdI di Mantova Luca de Marchi: Frittelle gratis al luna park, ma solo per i bambini italiani… Ma non è tanto quest’essere che mi fa schifo, ma chi lo vota…!

 

Condividi quest’articolo se anche a te quest’essere ignobile fa schifo…  Tutti devono vedere in faccia il sig Luca de Marchi… Perchè discriminare i bambini è la carognata più grave che un essere umano possa compiere. Ma i fascisti sono esseri umani…?

Polemiche per l’iniziativa di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Mantova, Luca De Marchi. L’esponente politico, in passato militante di Lega e CasaPound, ha annunciato che venerdì pomeriggio avrebbe distribuito frittelle gratis al luna park cittadino ma “solo ai bambini italiani”. Duro il sindaco Mattia Palazzi che dice: “Discriminazione che istiga al razzismo e che serve a lui per visibilità.

Frittelle gratis al luna park cittadino, ma solo per i bambini italiani. Questa l’iniziativa del consigliere comunale di Mantova Luca de Marchi che ha alimentato numerose polemiche. Lo stesso esponente politico cittadino ha chiarito il significato dell’iniziativa attraverso una nota, riportata dal quotidiano “La Gazzetta di Mantova”: “Puntiamo lo sguardo sulle famiglie extracomunitarie che, in realtà, godono, per quanto riguarda l’infanzia, di numerose agevolazioni, mentre le famiglie mantovane troppo spesso devono rinunciare ai momenti di svago con i figli perché subissate di pensieri riguardanti le difficoltà finanziarie”. Per questo motivo venerdì 15 febbraio, alle 15, il consigliere De Marchi aveva deciso di distribuire le frittelle, “dolce tipico della tradizione mantovana”, ma “solo ai bambini italiani”, fedele al motto che campeggia in diversi suoi post su Facebook: “Prima gli italiani”.

De Marchi, ex leghista, è passato da CasaPound a Fratelli d’Italia
Sono tante le polemiche sollevate dall’iniziativa di De Marchi, per altro non nuovo a sortite volte alla ricerca di visibilità mediatica. Già ex capogruppo della Lega in Comune, De Marchi è stato eletto alle Comunali del 2015 in una lista civica ma nel 2018 è passato nelle fila di CasaPound, partito per cui è stato anche candidato alla Camera alle elezioni politiche del 4 marzo. Poi però, a giugno, è stato espulso dal movimento politico di estrema destra per aver partecipato al Gay Pride: “De Marchi predilige ancora una volta la ricerca di visibilità personale alla condivisione di intenti con una comunità politica che da sempre è esteticamente e politicamente distante da certe manifestazioni”, aveva scritto CasaPound in una nota. In seguito De Marchi è passato tra le fila di Fratelli d’Italia.

Il sindaco: “Discriminazione che istiga al razzismo, fatta per avere visibilità”
Sull’iniziativa del consigliere De Marchi è intervenuto anche il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi: “È evidente che si tratta di una discriminazione che istiga al razzismo, un’uscita che serve a lui per visibilità e per continuare a prendere voti in quella sacca che purtroppo c’è e fa discriminazione”, ha spiegato il sindaco interpellato da Fanpage. “Detto ciò – ha aggiunto ironicamente Palazzi – spero che i bambini ci vadano in migliaia, mano nella mano accompagnati dai propri amici di scuola, immigrati e non, così spenderà sicuramente tanti soldi e forse ci penserà un’altra volta a fare una cosa del genere. E poi voglio vedere con che faccia dirà di no ai compagni di scuola non italiani, che però magari sono nati nella nostra città”.

tratto da Fanpage.it

 

 

Padre Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?”

 

Zanotelli

 

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Padre Zanotelli: “Come può un cristiano votare Lega?”

Padre Zanotelli dice la sua in occasione della presentazione del suo libro “Prima che gridino le pietre”. Un pamphlet che denuncia le storture del decreto sicurezza e il razzismo di Stato: “Non possiamo girarci dall’altra parte, è nostro obbligo morale e civile resistere a queste politiche”. Basta con l’idea del migrante come capro espiatorio: “Dobbiamo far capire ai cittadini chi sono i responsabili della crisi”. La disobbedienza? “È giusta, come nel caso di Mimmo Lucano”. 

“Questo libro nasce dall’esigenza di un confronto forte e deciso con il razzismo e la xenofobia che ci stanno travolgendo. Dobbiamo farlo insieme, credenti e laici, dobbiamo riappropriarci di quella che il pastore danese Kaj Munk, luterano antinazista, ucciso come un cane nel 1944, definiva santa collera”. È l’incipit dell’ultima fatica di padre Alex Zanotelli, un pamphlet (dal titolo Prima che piovono le pietre. Un manifesto contro il razzismo, edito da Chiarelettereche vuole contrastare quel che definisce “l’imbarbarimento del linguaggio” nel Paese. Di recente, ha sostenuto la candidatura di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace sotto processo, a Nobel per la Pace: “Sono con lui, è un nostro dovere disobbedire alle leggi ingiuste”.

Padre, nel testo lei parla di “razzismo di Stato”. Quali sarebbero i provvedimenti o gli episodi incriminati a tal punto da portare a una tale affermazione? 

Non è un termine da me coniato, già un libro di Piero Basso ha questo nome e in materia ci sono molti contributi internazionali. Viviamo una fase nel quale cresce di giorno in giorno la xenofobia nei confronti del diverso. Ma dobbiamo essere sinceri: parte tutto da lontano, dalla legge Turco-Napolitano sull’immigrazione. Non dobbiamo dimenticarci le responsabilità del centrosinistra che ha preparato il terreno alle peggiori destre inaugurando i Centri di detenzione (CIE) e spianando la strada alla Bossi-Fini, una legge immorale e anticostituzionale perché non riconosceva i migranti come soggetti di diritto ma solo come forza lavoro a basso prezzo. Poi abbiamo avuto Minniti che ha fatto sì che rimanessero imprigionati 700-800mila migranti africani nelle mani dei libici: persone rinchiuse in prigione, torturate e seviziate. Siamo alla palese violazione di ogni diritti umano. Per ultimo è arrivato il “decreto insicurezza” di Salvini. Un testo che, al di là della propaganda, aumenta l’irregolarità nel Paese regalando braccia, e nuovi schiavi, al caporalato sia al Nord per l’edilizia sia al Sud per l’agricoltura.

Sia Minniti che Salvini le risponderebbero che il flusso dei migranti andava gestito in qualche modo e che l’Italia si è trovata sola di fronte a questo problema perché abbandonata dall’Europa. Come replica? 

È evidente che l’Europa non ha fornito nessun ausilio e ciò è gravissimo. Ma qui entriamo nel nodo centrale della questione: i numeri ci vengono in aiuto. Oggi l’Onu riconosce nel mondo come rifugiati e profughi ben 65 milioni di persone. Di questi, l’86% sarebbe accolto da Paesi poveri. Il Libano, che ha sei milioni di abitanti, ha aperto le porte ad un milione e mezzo di siriani. Il Kenya, altra nazione povera, ha accolto un milione e mezzo di somali che scappano dalla guerra. L’Uganda è stata ospitale con un altro milione e mezzo di sud sudanesi. In questo contesto, non è concepibile che 500 milioni di persone che vivono sostanzialmente bene – perché in Europa si sta meglio che in altre parti – non siano in grado di accogliere qualche milione di gente che fugge da carestie, epidemie e guerre terribili come in Siria e Afghanistan.

L’Europa sta attraversando un periodo di crisi economica e il conseguente impoverimento generale ha reso possibile l’avanzata di quella destra populista che foraggia la guerra tra poveri e vede nel migrante il nemico da contrastare. Come si rompe questa narrazione? Qual è la ricetta per uscirne? 

È la mancanza di politica che fa scoppiare le contraddizioni e le bombe sociali, soprattutto nei quartieri periferici e più poveri. Da anni, chiunque vada a governare è succube dei poteri finanziari e delle banche. Si sentono tanti proclami ma la realtà resta questa: persino la “manovra del popolo” è stata scritta a Bruxelles. Dato che i politici non cambiano lo status quo puntano il dito contro il migrante, il perfetto capro espiatorio. Qui, invece, toccherebbe intervenire sulla crescente diseguaglianza: la forbice tra i pochi ricchi e i tanti poveri si allarga a dismisura. I cittadini hanno ragione ad essere arrabbiati, la politica dovrebbe farsene carico e modificare il sistema economico/finanziario mentre non vi è traccia.

In una parte del libro definisce le giornate di Genova 2001 come uno spartiacque. Cosa intende?

A Genova è stato ammazzato un movimento straordinario, popolare e non violento. Un movimento che aveva ragione – oggi si può dire con convinzione – e che ha messo paura al governo e alla destra, per questo è stato brutalmente represso. Dopo il 2001 ci siamo persi per strada. Non siamo più riusciti a costruire un’alternativa possibile e di massa.

Nel pamphlet c’è anche un elogio alla disobbedienza. In termini operativi cosa si può fare per contrastare quei provvedimenti del governo che lei definisce razzisti, incostituzionali ed immorali? 

Nel diritto esiste una gerarchia delle fonti: penso sia legittimo disobbedire ad una legge ordinaria se lo si fa guardando ad una legge superiore, come alla Costituzione. Nella storia ci sono stati uomini, penso a Martin Luther King o Gandhi, che grazie alla disobbedienza hanno ottenuto risultati significativi e sono riusciti a cambiare il corso della storia. Oggi viviamo in una fase in cui è altrettanto importante battersi in prima persona. E allora ben vengano le persone che aiutano i migranti a passare il confine dall’Italia alla Francia sulla neve. O ben venga il modello di accoglienza di Mimmo Lucano nella sua Riace. Si processa il reato di solidarietà quando, in realtà, l’azione è giusta e legittima. Bisogna moltiplicare tali condotte, ovviamente sempre non violente, perché sono un antidoto per sconfiggere politicamente e culturalmente la barbarie xenofoba che avanza.

Immagino avrà seguito la querelle tra il governo e Famiglia Cristiana che ha pubblicato una copertina eloquente con su scritto: “Vade retro Salvini” a proposito della mancata accoglienza dei migranti in mare. In questa fase qual è il ruolo della Chiesa?

Trovo assurdo che un cristiano voti la Lega. Per questo, ritengo che la Chiesa abbia sicuramente un ruolo importante e che, a volte, sia ancora troppo timida. C’è un Papa straordinario che sull’accoglienza ha preso posizione e così esistono decine di vescovi coraggiosi che stanno rilanciando nella società i valori di coesione e solidarietà nei confronti del prossimo. Riflettiamo sulle tante parrocchie in giro per l’Italia che aiutano concretamente i poveri e i migranti. Però non è sufficiente. Molti altri ecclesiastici preferiscono il silenzio o sono addirittura complici. La Lega non esiste da oggi – sono quasi trent’anni che è nelle istituzioni e che propina odio e rancore – eppure nessun episcopato in Piemonte, Veneto o Lombardia ha mai scritto un documento denunciandone il pericolo. Ciò la dice lunga sul comportamento di una parte della Chiesa.

(21 dicembre 2018)
tratto da: http://temi.repubblica.it/micromega-online/padre-zanotelli-come-puo-un-cristiano-votare-lega/

Vi auguriamo buona Befana con la filostrocca dell’assessore leghista. Leggetela ai vostri bambini, che capiscano da subito in che Paese di ….. sono nati!

 

Befana

 

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Vi auguriamo buona Befana con la filostrocca dell’assessore leghista. Leggetela ai vostri bambini, che capiscano da subito in che Paese di …..* sono nati!

 

Questa è la filastrocca razzista dell’assessore leghista Massimo Asquini: il migrante vien di notte…

 

 

Il migrante vien di notte

con le scarpe tutte rotte;

vien dall’Africa il barcone

per rubarvi la pensione;

nell’hotel la vita è bella

nel frattempo ti accoltella;

poi verrà forse arrestato

e l’indomani rilasciato.

 

Ancora infamia razzista che – in un paese serio – sarebbe punita penalmente: dopo il gesto vigliacco del vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, che ieri via social si vantava di avere gettato “con soddisfazione nel cassonetto” le coperte di un clochard come avrebbe fatto “un normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città”, ecco un altro spregevole caso, questa volta a Monfalcone (Gorizia).

A pubblicare sempre su Facebook, nelle stesse ore, una filastrocca che denigra i migranti   è stato l’assessore comunale alla Sicurezza di Monfalcone, il leghista Massimo Asquini.

“Il migrante vien di notte con le scarpe tutte rotte; vien dall’Africa il barcone per rubarvi la pensione; nell’hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato e l’indomani rilasciato”.

Parole che hanno provocato la reazione dell’opposizione, che chiede le dimissioni dell’esponente leghista e “la convocazione di un Consiglio comunale urgente, con la presenza del Questore e del Prefetto”.

Massimo Asquini si difende così: “è quello che tutti gli italiani pensano”…

Ora Vi chiedo di condividere quest’articolo di protesta per dimostrare a questo miserabile che gli Italiani (quelli con la I maiuscola) non la pensano così… non siamo tutti così stronzi…

*E’ vilipendio alla nazione italiana dire «Italia paese di m…» – Cass. Pen. 28730/2013 – E noi, quindi, non l’abbiamo detto…

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63 anni fa “il gesto” di Rosa Parks che con il suo NO a cedere a un bianco il suo posto sul bus sfidò il razzismo – 50 anni dopo un cretino a Milano propose carrozze separate per bianchi e neri. Non Vi dico chi è il cretino, dico solo che oggi è Vice-Prenier…

 

Rosa Parks

 

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63 anni fa “il gesto” di Rosa Parks che con il suo NO a cedere a un bianco il suo posto sul bus sfidò il razzismo – 50 anni dopo un cretino a Milano propose carrozze separate per bianchi e neri. Non Vi dico chi è il cretino, dico solo che oggi è Vice-Prenier…

Il gesto di Rosa Parks spiegato agli ignoranti ed a Salvini:

La donna di colore (una negra) si rifiutò di cedere a un bianco il suo posto sul bus. Fu arrestata ma da allora nulla fu più come prima…

E’ stata un’eroina dei diritti civili. Tanta strada è stata fatta, ma tanta ancora ne resta da fare (soprattutto in Italia): con il suo  rifiuto di cedere il posto su un autobus a un bianco, Rosa Parks ha mutato la storia dei diritti civili.

Era il primo dicembre del 1955 a Montgomery, in Alabama, uno stato particolarmente razzista. Rosa Parks stava tornando a casa dopo il lavoro di sarta in un grande magazzino. Faceva molto freddo e la donna, non trovando posti liberi nel settore riservato agli afroamericani, decise di sedersi al primo posto dietro alla fila per i bianchi, nel settore dei posti “comuni”.

Dopo di lei salì un uomo bianco, che restò in piedi. Dopo qualche fermata l’autista chiese a Rosa di lasciare libero quel posto. Lei non si scompose e rifiutò di alzarsi con dignitosa fermezza.

Per quel “no” fu arrestata e portata in carcere. Quella stessa Martin Luther King, insieme ad altre decine di leader delle comunità afroamericane, pose in atto una serie di azioni di protesta. Tra queste, il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, che andò avanti per 381 giorni, affinché fosse cancellata una norma odiosa e discriminatoria.

Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò fuorilegge la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici poiché giudicata incostituzionale.

50 annio dopo il Italia

Era il 7 maggio 2009. In occasione della presentazione della lista dei candidati della Lega alle provinciali che si sarebbero tenute di lì a un mese, Salvini tirò fuori una delle sue peggiori proposte provocatorie: riservare vagoni della metropolitana alle donne e ai milanesi e relegare in altre gli extracomunitari. Le sue esatte parole furono “Prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi. Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazione di molti extracomunitari”
Sul web si scatenò furiosa la risposta. Un gruppo di protesta su Facebook  che si chiamava “Sì alle carrozze metro separate: non vogliamo più sederci vicino ai leghisti” in meno di due settimane raggiunse i 15.000 membri. (https://www.facebook.com/groups/79027087825/)

Alcuni stralci di stampa dell’epoca:

Milano, la proposta della Lega “Carrozze metro solo per milanesi”
Provocazione della Lega: “Sui metrò posti riservati ai milanesi”. “No” e critiche da Pdl e Pd

 

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I razzisti ragionano così: la ragazza in cerca di droga viene uccisa. Povera stella, non ti dimenticheremo – La ragazza va a fare volontariato e viene rapita? Le sta bene se l’è andata a cercare. Non siete razzisti, siete solo dei poveri idioti…

 

razzisti

 

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I razzisti ragionano così: la ragazza in cerca di droga viene uccisa. Povera stella, non ti dimenticheremo – La ragazza va a fare volontariato e viene rapita? Le sta bene se l’è andata a cercare. Non siete razzisti, siete solo dei poveri idioti…

I razzisti augurano lo stupro alla cooperante rapita in Kenya: “Tenetevela”, “Peggio per lei”

“Lo Stato non deve pagare per una scriteriata in cerca di emozioni forti” sostiene la signora Fanny.

“Spero che quei selvaggi le insegnino le buone maniere sessuali”. E’ uno dei tanti post beceri sul rapimento di Silvia Romano, cooperante della Onlus Africa Milele, rapita ieri sera in Kenya. La 23enne è stata sequestrata da un commando di uomini armati a Chakama, nella contea di Kilifi, a circa 70 chilometri da Malindi. “Con tutti i poveri italiani che vivono in strada, dormono nei cartoni e non hanno cibo…” scrive Patrizia da Albenga. “Poteva restare qui e occuparsi di aiutare loro! Certo la bontà in casa propria non paga” aggiunge, definendosi come una ‘Libera pensatrice’ di professione. “C’è voluta andare lei”, “se l’è cercata”, “stava a casa e non succedeva”, “in primis alla sua salute doveva pensarci la ragazza stessa” suggerisce Luigi che sulla sua pagina dichiara di lavorare al ministero della Difesa, mentre la bionda Giuseppa interviene con le maiuscole, in pratica urlando su Fb, “Cosa vuole? Tenetevela”.

A preoccupare pare non sia tanto la sorte della ragazza quanto i soldi, un eventuale riscatto. “Lo Stato non deve pagare per una scriteriata in cerca di emozioni forti” sostiene la signora Fanny, sempre su Facebook, ma anche i cinguettii sono dello stesso tenore. “Il problema è andare a fare volontariato in zone pericolose e pretendere che sia il Governo a risolvere i casini” twittano in tanti preoccupati non tanto per la vita della ragazza, quanto per “chi pagherà alla fine?”. “Per me non hanno tutti i torti – conclude Maria -. Chissà quanto ci costerà tirarla fuori”.

Chi è Silvia Romano, la volontaria di 23 anni rapita in Kenya

La ragazza si è laureata a febbraio ed è partita per l’Africa. Lavora in una palestra milanese. Un collega: “Era alla sua seconda esperienza in Kenya, una ragazza appassionata e bravissima”

Si chiama Silvia Romano, ha 23 anni ed è milanese la volontaria italiana della Ong Africa Milele rapita in Kenia ieri sera da una banda di cui ancora non si sa molto. Il rapimento sarebbe avvenuto nella contea di Kilifi. Su Repubblica.it ci racconta chi è Franco Vanni. La ragazza si trovava in Kenia per partecipare a progetti di cooperazione internazionale. Ad agosto, come racconta sulla sua pagina Facebook, era in un orfanotrofio a Likoni con una onlus, e in quella zona sarebbe rimasta fino a ieri sera, quando è stata sequestrata in un attacco in cui cinque persone sono rimaste ferite.

A febbraio Silvia Romano si è laureata a Milano in una scuola per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale con una tesi sulla tratta di esseri umani, dopo il diploma all’istituto tecnico per le attività sociali ‘Giulio Natta’ e lavora in una palestra milanese, la Zero gravity. Un collega della palestra racconta: “Una ragazza appassionata, bravissima. Già alla sua seconda esperienza di volontariato in Kenya. Era tornata in Italia qualche settimana fa, poi era partita nuovamente per l’Africa”. Prima insegnava nella palestra Pro Patria 1883 di Milano, dove raccontano di lei: “Quando era a Milano, insegnava ginnastica artistica alle ragazzine qui da noi. Una persona tranquilla e disponibile”.

fonti:

https://www.globalist.it/news/2018/11/21/i-razzisti-augurano-lo-stupro-alla-cooperante-rapita-in-kenya-tenetevela-peggio-per-lei-2033941.html

https://www.globalist.it/news/2018/11/21/chi-e-silvia-romano-la-volontaria-di-23-anni-rapita-in-kenya-2033929.html