Mario Monti, 2011: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e la sua manifestazione più concreta è la Grecia”… Mentre la manifestazione più concreta di quanto Monti sia un farabutto criminale, è la notizia che la macelleria sociale in Greca nell’ultimo anno ha ammazzato 700 bambini…!

 

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Mario Monti, 2011: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e la sua manifestazione più concreta è la Grecia”… Mentre la manifestazione più concreta di quanto Monti sia un farabutto criminale, è la notizia che la macelleria sociale in Greca nell’ultimo anno ha ammazzato 700 bambini…!

Quanto vale l’Unione Europea? Quanto valgono gli “Ideali europei”. Un morto, 10 morti, 100 morti?  Sicuramente per Fubini, il noto giornalista del Corriere, valgono almeno 700 bambini. Chi lo dice? Lui stesso.
Vi invito a guardare l’estratto di questa intervista a TV2000, la TV dei vescovi italiani, in cui candidamente confessa di aver saputo che l’aumento della mortalità infantile in Grecia ha portato alla morte di almeno 700 bambini, ma di averlo nascosto all’epoca al Corriere, di non averne scritto, per non dare delle armi ai movimenti contrari all’Unione Europea.
“C’è un articolo che non ho voluto scrivere sul Corriere della Sera: guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che con la crisi sono aumentati i decessi di bambini”.

Qualche altro dato sulla Grecia retaltivi a questi 8 anni di crisi:

– Stipendi e pensioni dimezzati. Ma prezzi sono rimasti uguali al periodo precrisi (ma solo in qualche caso) o addirittura cresciuti.

– Il potere d’acquisto dei greci è crollato del 28,3%.

– Raddoppiate le famiglie che vivono in assoluta povertà, toccando il 21% .

– In 8 anni le pensioni sono state tagliate 13 volte.

– 500.000 greci sono scappati all’estero.

– un terzo dei negozi ha chiuso.

Qualche esempio:

Nel solo 2017 ben 133mila persone hanno rinunciato all’eredità perché non avevano i soldi per pagare le tasse.

Un imprenditore – Nikos Manesiotis – ha dichiarato: “Un’impresa come la mia, con un utile netto fra i 70 e i 75 mila euro – e mi creda, ce ne sono che raggiungono questo livello – versa fra il 55 e il 65 per cento di tasse. Dei miei 75 mila euro ne restano quindi 30 mila. Da questi 30 mila euro, però, devo detrarne altri 20 mila per contributi assicurativi, perché ho un reddito superiore ai settantamila euro. Alla fine, dopo un anno di duro lavoro, da un utile netto di 70 mila euro me ne restano solo 10 mila, meno di mille euro al mese “.

Evidentemente, il professore aveva ben chiaro quello che stava succedendo. Nel suo intervento a “L’infedele” del 2011 disse: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia”. Atene colava a picco e già si annusava la crisi per tutta l’eurozona, ma Monti era certo che l’esempio della Grecia fosse da seguire. Ecco spiegato il motivo: “Perché l’euro – aggiunse il professore – è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare milgiore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?”.

Sono questi crimini contro l’umanità? Gente come Monti e i suoi complici banchieri hanno sulla coscienza le vite di questi 700 bambini greci e di tanti altri che sono morti in silenzio in Grecia, in Italia, in Spagna e ovunque l’euro ha colpito?

Credo che la risposta non è difficile…

By Eles

Pensioni – L’economista Antonio Maria Rinaldi contro la Fornero: “Non c’erano i soldi? Per le banche li avete trovati, tanti e subito” – L’ex ministro umiliata con dati tanto incontrovertibili quanto vergognosi…

 

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Pensioni – L’economista Antonio Maria Rinaldi contro la Fornero: “Non c’erano i soldi? Per le banche li avete trovati, tanti e subito” – L’ex ministro umiliata con dati tanto incontrovertibili quanto vergognosi…

Basta una manciata di secondi all’economista Antonio Maria Rinaldi per umiliare la Fornero con dati tanto incontrovertibili quanto vergognosi

“In quel momento bisognava trovare i soldi per il giorno dopo e lei in quella posizione non c’era. È facile parlare ora”. A Stasera Italia, su Rete 4, Elsa Fornero difende spudoratamente la sua riforma delle pensioni e se la prende con l’economista Antonio Maria Rinaldi.

Ma Rinaldi non ci sta e si scaglia contro l’ex ministro lacrime e sangue con un contrattacco micidiale: “Innanzitutto, non esiste dire, per uno Stato come l’Italia, che non c’erano i soldiLi avete trovati, solo dieci giorni dopo, per rimborsare anticipatamente il derivato di una banca estera. Avete trovato 3,915 miliardi per il Monte dei Paschi di Siena e 35 miliardi, nell’arco dei 17 mesi del governo, per darli ai fondi salva-Stati e sa benissimo che quelle risorse non sono andate alla Grecia, ma essenzialmente alle banche tedesche e francesi. Lì i soldi c’erano. Tra l’altro, il debito, in quei 17 mesi, è aumentato di 136,5 miliardi. Ora non venite a dirmi che non c’erano quei 10-15 miliardi per le pensioni.

Siete andati a colpire la gente con enormi problemi”.

Perché attaccano il Decreto dignità? Avete fatto caso che sono gli stessi che sostenevano Monti e osannavano il Jobs Act? La verità è che qualcuno ci preferisce precari a vita!

 

Decreto dignità

 

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Perché attaccano il Decreto dignità? Avete fatto caso che sono gli stessi che sostenevano Monti e osannavano il Jobs Act? La verità è che qualcuno ci preferisce precari a vita!

 

Perché l’establishment attacca il Decreto dignità: qualcuno ci preferisce precari a vita

di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI

Del lavoro e dei lavoratori, Da Monti a Renzi, è stata fatta carne di porco. Già, proprio così. Prima la riforma Fornero ha limitato i casi in cui il lavoratore poteva chiedere il reintegro, poi il Jobs Act ha dato il colpo di grazia rendendo la “tutela reale” un’ipotesi meramente residuale. Ma non solo. La riforma renziana ha ridotto anche la forbice della “tutela obbligatoria”, cioè quella economica, che passava dalle 12-24 mensilità di risarcimento previste dalla Fornero alle 4-24 mensilità previste dal Jobs Act.
Il tutto tra gli applausi di Confindustria e il silenzio collaborazionista dei sindacati.

Il Decreto dignità del governo del cambiamento, voluto in primis da Luigi Di Maio, finalmente inverte la tendenza rispetto agli ultimi sei anni. Beninteso, nulla cambia rispetto al Jobs Act in merito alle ipotesi in cui il lavoratore illegittimamente licenziato può chiedere al giudice di essere reintegrato, ma viene messo un freno al precariato. Ci spieghiamo meglio. I contratti a tempo determinato non potranno superare la durata dei 24 mesi, infatti per disincentivare i contratti a termine vengono reintrodotte le clausole necessarie al rinnovo, cioè l’obbligo per il datore di lavoro di motivare le ragioni del rinnovo di un contratto a tempo determinato. In tal caso ogni contratto a termine successivo al primo (nel limite dei due anni) costerà alle imprese lo 0,5% in più in termini contributivi. Ma v’è di più. Il Decreto dignità, rispetto alla riforma Fornero e al Jobs Act, migliora la “tutela obbligatoria” per il lavoratore illegittimamente licenziato, il quale potrà vedersi riconosciuto un risarcimento che va da un minimo di 6 ad un massimo di 36 mensilità.
Apriti cielo!

Partito democratico e Confindustriasono partiti all’attacco perché in questo modo il lavoratore precario, non vedendosi rinnovare il contratto dopo i due anni (stiamo parlando sempre di rinnovi a termine), tornerà ad essere disoccupato: preferiscono infatti i precari ai disoccupati, così è più facile ricattare i lavoratori ed abbassare i salari. Un povero padre di famiglia, spinto dallo stato di bisogno, col Jobs Act era costretto ad accettare condizioni sempre più a ribasso pur di conservare il “privilegio” del rinnovo all’infinito, salvo poi essere cacciato – in ogni caso – qualche mese più avanti. Col Decreto dignità il datore di lavoro ha invece un margine di “ricatto” più ridotto.
Pd e Confindustria starnazzano che il Decreto voluto dal Ministro del Lavoro penalizza le imprese, ma la verità è un’altra. Meno precariato mette in difficoltà la tenuta dell’attuale governance economica europea (cioè Commissione europea e Bce), quella che Salvini e Di Maio vorrebbero cambiare ma che è ben protetta in casa nostra proprio da Pd e Confindustria. 

A questo punto crediamo che il governo abbia fatto bene ad adottare il Decreto dignità per creare una diga contro i contratti a termine, ma non può fermarsi qui. La lotta al precariato deve essere accompagnata da una riforma ben più ampia che includa anche il reddito di cittadinanza, o qualcosa di simile. Sei anni di Pd hanno devastato il Paese, ora bisogna porvi rimedio con misure complessive e a più ampio respiro.

Al Nazareno si definiscono europeisti, ma dimenticano che è stata proprio una risoluzione del Parlamento europeo(organo sganciato dalla governance economica europea che invece predilige il precariato), ad invitare “la Commissione e gli Stati membri a combattere il lavoro precario“. E allora perché il Pd attacca il Decreto dignità? Forse perché conviene invocare l’ “europeismo” solo quando fa comodo alle banche e alle multinazionali?

 

fonte: http://www.politicamentescorretto.info/2018/07/22/perche-lestablishment-attacca-il-decreto-dignita-qualcuno-ci-preferisce-precari-a-vita/

Agghiacciante dichiarazione di Monti in aula al Senato nei confronti del nuovo Governo: “attenti o arriva la Troika” …solo a me queste parole ricordano tanto, forse troppo, gli avvertimenti dei mafiosi?

Monti

 

 

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Agghiacciante dichiarazione di Monti in aula al Senato nei confronti del nuovo Governo: “attenti o arriva la Troika” …solo a me queste parole ricordano tanto, forse troppo, gli avvertimenti dei mafiosi?

 

Fonte ANSA:

Governo: Monti, umiltà o arriva Troika…

Poi fa gli auguri al nuovo esecutivo, spero abbia successo

(ANSA) – ROMA, 5 GIU – Il governo Conte “nella sua interezza” deve mostrare “più umiltà e realismo” nei confronti del Paese, altrimenti rischia di fargli subire “l’umiliazione della Troika”. Lo ha detto il senatore a vita Mario Monti nella discussione generale sulla fiducia in Senato.
Monti ha rivolto “al nuovo governo sinceri auguri nell’interesse dell’Italia” dato che “chiunque abbia avuto l’onore e l’onere di guidare il governo non può che augurarsi il successo del governo”.

Fonte QUI

Un modo più soft per dire (parafrasando il grande Sordi) “perchè noi siamo noi e voi non siete un cazzo”?

Un semplice richiamare alla memoria che la nostra sovranità è solo una favoletta che ci raccontano l’Unine Europea e le Lobby per tenerci buoni?

Un avvertimento chiaramente mafioso fattoci pervenire da chi veramente comanda?

Staremo a vedere… Ma sicuramente non è il caso di stare tranquilli… Con certi delinquenti in giro…

By Eles

Mario Monti: “la democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore” …Ah, non dimenticate, le pecore siamo NOI…!

 

Mario Monti

 

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Mario Monti: “la democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore” …Ah, non dimenticate, le pecore siamo NOI…!

 

Tutti abbiamo apprezzato la sintesi di Giorgio Gaber: “libertà è partecipazione”. Noi pensiamo di partecipare alla vita democratica del nostro Paese e quindi di essere “liberi” perchè votiamo ma non è così.

Non so se ne conservate memoria ma, tempo fa, Mario Monti, ebbe a dichiarare che “la democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore”.

Il concetto non gli è venuto in mente l’altro ieri, perché lo stesso identico concetto lo ribadì in occasione del divorzio tra la politica e la Banca d’Italia, ove disse che ci sono “valori che saranno meglio tutelati, se affidati a qualcuno che può permetterselo trovandosi al riparo dal processo elettorale”

Ora ciò che si può fare, al riparo dal processo elettorale, cioè al riparo dalla volontà dei cittadini, e quello che non si può fare, come si può presentare per farlo accettare ?

Lo dice sempre Monti: “E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni (ndr: di sovranità) solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. Abbiamo bisogno delle crisi per fare passi avanti”

 

Psicologico – badate bene – significa che qualcuno ci deve dare l’impressione che se non si accettano le proposte del potere, al diniego segue la catastrofe.

La concezione di Monti e delle élite che rappresenta è esattamente quella di The Crisis of Democracy, il primo rapporto della Commissione Trilaterale che  sosteneva come le uniche democrazie funzionanti, sono quelle in cui la grande maggioranza della popolazione si trova ai margini del dibattito pubblico.

Essere al riparo dal processo elettorale significa che Monti giurava sulla Costituzione -con l’incipit che conosciamo tutti- ritenendo la Repubblica un’assemblea condominiale da guidare con la logica del terrore (“fate presto!”, lo spread a 500! ), grazie alla sostanziale ignoranza nella quale viene relegata la massa dei cittadini sovrani solo sulla carta.

Bisogna avere chiaro in mente che Mario Monti non può essere visto come un semplice professore che ha la sua visione (antidemocratica) del mondo in un Paese, tralaltro, che curiosamente ritiene in pericolo la democrazia  perché un paziente psichiatrico commette un reato a Macerata  ma non  vede alcun rischio di democrazia in ricorrenti dichiarazioni del genere. Dichiarazioni a cui seguono fatti perfettamente allineati.

Dicevo che non può essere una semplice visione personale antidemocratica perché il limite tra la libertà di opinione e l’eversione, viene superato quando un portatore di principi antidemocratici assume il controllo di posizioni decisionali chiave. Monti è stato per anni commissario europeo e al governo italiano con la complicità  del Presidente della Repubblica. Posizione in forza della quale ha potuto agire, distruggendo la domanda interna e iniziando il lavoro di smantellamento dei diritti dei pensionati e quelli dei lavoratori, poi terminato da Matteo Renzi.

Quelle rare volte in cui sembra perfezionarsi un procedimento decisionale democratico, poi ci rendiamo conto che non è la democrazia a guadagnarci, cioè non è il demòs, il popolo, ma qualcun altro. Perché?

A questa domanda rispose implicitamente Cossiga molti anni fa. E qui dobbiamo riflettere anche ripensando ai criteri con cui Cossiga metteva il segreto di Stato su molti, troppi, capitoli della storia della nostra Repubblica.

Cossiga spiegò come i nostri bisogni e comportamenti, debbano essere organizzati dall’esterno scrivendolo nel suo libro abecedario: “attraverso agenti reclutati tra i quadri dirigenti di un Paese o aiutati a salire ad alti livelli della vita politica, burocratica, scientifica, finanziaria, bancaria o attraverso individui di particolare autorevolezza personale, morale, culturale. Si deve cercare di determinare a proprio vantaggio la politica di un certo Paese ed in particolare il suo processo decisionale”

Questo spiega molto.
Questo spiega perché in questo Paese, alcuni top manager ottengono nomine scintillanti a seguito delle quali compiono disastri e poi ricevono nuove e più scintillanti nomine ad esempio.

Questo spiega perchè la disgregazione dei diritti dei lavoratori va in parallelo col percorso di integrazione monetaria. Avete notato che i sindacati son serviti a nulla?

Avete notato che la crisi italiana inizia a somigliare alla crisi del terzo mondo dopo la seconda guerra mondiale ? Oggi come allora,  i governanti indebitavano i propri paesi con una moneta diversa dalla propria; dollaro per l’Africa, euro per noi. Eppure  ci eravamo resi conto – nel 97 – che agganciando la lira all’ECU si fermava la produttività.

Si diceva “come si fa a partecipare”, ad esercitare le prerogative di regalità che spettano a noi “popolo sovrano”? La domanda non è priva di interesse se si considera che ormai stiamo perdendo i riferimenti propri di una democrazia occidentale.

Da noi la terza carica dello stato si fa propaganda elettorale, peraltro compiendo un’operazione cosmetica di differenziazione dal proprio contesto d’appartenenza creando liber(e) e uguali. Avrete notato che negli ultimi giorni c’è stata questa declinazione al femminile. Boldrini lo chiede.

Ecco, partecipiamo alla democrazia gestendo democraticamente il mercato del lavoro e i soldi pubblici.

tratto da: https://www.themisemetis.com/politica/1499/1499/

Crescita del Pil – L’Italia costantemente al penultimo posto al mondo negli ultimi 17 anni. 17 anni in cui siamo stati governati da Berlusconi e dal Pd (tranne la parentesi Monti, appoggiato da Berlusconi e Pd) – Però gli incompetenti sono quelli del M5s…!

 

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Crescita del Pil – L’Italia costantemente al penultimo posto al mondo negli ultimi 17 anni. 17 anni in cui siamo stati governati da Berlusconi e dal Pd (tranne la parentesi Monti, appoggiato da Berlusconi e Pd) – Però gli incompetenti sono quelli del M5s…!

A marzo mi raccomanda scegliete chi votare tra Berlusconi e Renzi – Gli artefici della nostra grande crescita – Dal 2000 a oggi Italia costantemente penultima al mondo per crescita del Pil. Peggio solo Haiti prima e Grecia poi…!

 

Da il Fatto Quotidiano:

Crescita, Ocse: “Dal 2010 a oggi Italia penultima tra i Paesi sviluppati per progresso del pil. Peggio solo la Grecia”

Fatto 100 il prodotto interno lordo del 2010, alla fine del secondo trimestre la Penisola resta a quota 99,1. La Germania segna 112, 6 punti, la Francia 107,6, il Regno Unito 114 punti, la Spagna 104,8 e gli Stati Uniti 115,2

Sette anni da fanalino di coda, o quasi. A fare i conti è l’Ocse, nel rapporto mensile relativo ai primi due trimestri del 2017. Il pil della Penisola, fatto 100 quello del 2010, resta a quota 99,1 punti. E l’andamento degli ultimi sette anni risulta il peggiore tra i paesi sviluppati dopo la Grecia e a parimerito con il Portogallo.

Qui l’articolo completo

Questo negli ultimi 7 anni, ma prima?

Allora leggete questo:

A marzo mi raccomando votate Berlusconi -L’artefice della nostra grande crescita – Dal 2000 Italia penultima nel mondo per crescita del Pil. Peggio di noi solo Haiti, ma perché devasta da un terremoto distruttivo!

Ma ricordate, gli incompetenti sono quelli del M5s!

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