E ora siamo noi curiosi di sentire come faranno i Kamerati leghisti a giustificare il fatto di essere tanto fessi da credere ancora a Salvini che oltre ad allearsi con Silvio, per compiacerlo traditrice i suoi elettori votando a favore dei migranti economici in Italia!

 

leghisti

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E ora siamo noi curiosi di sentire come faranno i Kamerati leghisti a giustificare il fatto di essere tanto fessi da credere ancora a Salvini che oltre ad allearsi con Silvio, per compiacerlo traditrice i suoi elettori votando a favore dei migranti economici in Italia!

 

Salvini-Ipocrita cambia voto per compiacere a Merkel e Berlusconi

di Laura Ferrara, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

“Salvini prima sbraita contro i migranti economici poi accetta le riforme della Merkel. Aspettiamo ancora di sapere perché ha cambiato il voto sulla riforma “tedesca” del Regolamento di Dublino. Non può cavarsela con mezzucci da bar dello sport per cercare di nascondere la verità. Con la sua astensione si è persa l’occasione di cambiare una riforma che fa solo gli interessi della Germania. La Merkel lo aveva detto lo scorso 28 agosto: non voleva i migranti economici e così è stato. Nel mandato negoziale approvato dal Parlamento europeo c’è un silenzio tombale sugli irregolari che vengono abbandonati in Italia. Ecco le prove delle giravolte leghiste:

19 ottobre 2017: la Lega Nord vota in Commissione Libertà civili del Parlamento europeo contro la riforma perché “non migliorerà la situazione dell’Italia”, perché “Bruxelles ha reso ancora più debole il nostro Paese”, perché “dispiaciuto che il Parlamento europeo abbia perso l’occasione di accogliere i nostri emendamenti migliorativi, volti a cambiare la politica sui rifugiati”.

17 novembre 2017: la Lega Nord si astiene durante il voto finale. Se il Parlamento europeo avesse bocciato il mandato negoziale sulla riforma del Regolamento di Dublino (anziché con l’ipocrita astensione della Lega) si sarebbe potuto lavorare per migliorare il testo.

PERCHÈ QUESTA RIFORMA PEGGIORA SOLO LE COSE
Abbiamo sempre lottato al Parlamento europeo per una reale, forte e autentica solidarietà europea. I migranti che arrivano nel nostro Paese vogliono andare in Europa, quindi devono essere i Paesi membri a condividere equamente le responsabilità dell’accoglienza. La riforma del Regolamento di Dublino votata da Pd e Forza Italia non dice questo: c’è scritto che tutti i migranti economici devono restare in Italia. Stiamo parlando oltre 70.000 persone che devono essere rimpatriate, ma i rimpatri sono molto difficili visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza. Inoltre, ci sono troppi filtri che appesantiscono la procedura e mettono un peso eccessivo sugli Stati membri di primo arrivo. Questi sono i punti che di fatto vanificano la cancellazione del principio del Paese di primo ingresso:

1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. Sarà solo l’Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza.

2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi.

3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per 1 anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. L’Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà!

4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l’Italia a farsene carico.

5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c’è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti, come l’Italia e la Grecia. Così c’è il rischio di una “guerra fra poveri”: da una parte i rifugiati che hanno riconosciuto il diritto a restare in Italia e dall’altra i disoccupati italiani che non trovano lavoro.

6) TEMPI LUNGHI PER I PAESI IN RITARDO. È concesso un periodo di 3 anni di transizione per gli Stati che sono in ritardo con l’applicazione delle procedure di accoglienza. Questi Paesi sono di fatto esonerati dal meccanismo della redistribuzione. Così facendo si legittima l’egoismo di alcuni Stati membri che si rifiutano di applicare norme comuni per il diritto di asilo e l’Italia continuerà in questi tre anni ad avere più migranti degli altri Paesi europei.

Siamo stati i primi a denunciare il Regolamento di Dublino che ha trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa. E non saranno le promesse di qualche ricollocamento a farci cambiare idea. I dati parlano chiaro: il 71% dei migranti che dovevano lasciare l’Italia, secondo le promesse dell’Europa fatte due anni, non lo ha fatto.

Continueremo a lottare per una riforma vera e non ipocrita del Regolamento di Dublino. Sull’immigrazione abbiamo già dato. Non possiamo accettare compromessi a trazione tedesca. Forza Italia, Pd e Lega-cagnolino stanno abbassandola la testa ai diktat della Merkel. A pagare non devono essere sempre e solo i cittadini italiani!

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/11/salvini-ipocrita-cam.html

Per rinfrescarVi la memoria – Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica” !!

Berlusconi

 

 

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Per rinfrescarVi la memoria – Stefano Rodotà: “se si dimentica chi è Silvio Berlusconi siamo alla deriva etica” !!

 

Parla di deriva etica e si rammarica per la perdita della memoria. Stefano Rodotà è tanto felpato nei toni quanto duro nella sostanza quando, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, stronca l’incontro Renzi-Berlusconi.

“Sento grandi inni al realismo da chi dice che l’incontro si doveva fare ma io sono sempre prudente di fronte agli eccessi di realismo e ai danni che ha provocato negli anni”, ricorda il costituzionalista. Il fatto è, osserva, che “non si può mettere tra parentesi chi fossero gli interlocutori, anzi, uno degli interlocutori”. “Per chi è cittadino del Paese – osserva ancora Rodotà – e ritiene che ci sia da ricostruire un’etica pubblica e civile, abbiamo perduto tutta la memoria se non ricordiamo che Silvio Berlusconi è stato condannato a agosto e che solo da poche settimane è stata dichiarato decaduto da senatore”.

Rodotà segnala che “uno solo tra i commentatori ha detto che Berlusconi a breve sarà o ai domiciliari o ai servizi sociali e allora c’è un’anomalia se abbiamo bisogno di rilegittimare chi si trova in questa condizione”. Anche perchè, pronostica, “quando finalmente quella decisione arriverà, immediatamente Berlusconi dirà ‘guardate, oggi che sono un padre della patria che modifica la Costituzione, come mi tratta questa giustizia. Per questo Rodotà avverte che “questa è la deriva che sta di fronte a noi. Dobbiamo esserne consapevoli ed anche questo è segno di quanto ancora fragile sia il nostro sistema”.

L’Italia è fuori dai Mondiali e per Salvini la colpa è degli stranieri. Ma questi sono più o meno nella media dei principali campionati Europei, e comunque meno di Inghilterra e Germania. E quindi? Il solito sciacallaggio!

 

Mondiali

 

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L’Italia è fuori dai Mondiali e per Salvini la colpa è degli stranieri. Ma questi sono più o meno nella media dei principali campionati Europei, e comunque meno di Inghilterra e Germania. E quindi? Il solito sciacallaggio!

E quindi?

Non c’è assolutamente niente da aggiuntere…

In quanto a stranieri siamo nella media e comunque ne abbiamo meno di Inghilterra e Germania, che ai mondiali ci sono arrivati senza difficoltà.

Quindi, è o non è solo scuacallaggio allo stato puro?

rifletteteci gente, rifletteteci…

tratto da:

https://www.facebook.com/150928878308556/photos/a.150930168308427.36539.150928878308556/1513287952072635/?type=3&theater

 

L’Italia è fuori dai mondiali di calcio e per salvini la colpa è degli stranieri, presenti in % piu’o meno uguali tutti i principali campionati di calcio in Europa, ne abbiamo addirittura meno di Inghilterra e Germania.
Ma lo sappiamo che quello di salvini è solo SCIACALLAGGIO

Gentiloni festeggia per un PIL all’1,8%? Ma è idiota, o pensa che lo siamo noi? Nella zona Euro siamo 25esimi su 28! Per non parlare dei Paesi senza Euro che hanno PIL anche 4 volte il nostro!

Gentiloni

 

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Gentiloni festeggia per un PIL all’1,8%? Ma è idiota, o pensa che lo siamo noi? Nella zona Euro siamo 25esimi su 28! Per non parlare dei Paesi senza Euro che hanno PIL anche 4 volte il nostro!

GENTILONI FESTEGGIA IL PIL? SIAMO 25° SU 28. MEGLIO L’ITALIA DI VENTURA

di Franco Bechis

Ancora una volta il governo di Paolo Gentiloni festeggia oltremisura il dato Istat sulla crescita del Pil come se fosse la dimostrazione di una particolare efficacia delle politiche economiche italiane. Certo, meglio crescere dell’1,8% che essere in recessione. E’ ovvio.

Allo stesso modo a livello calcistico meglio fare 0-0 che perdere 4-0. Però dipende dal contesto: con lo zero a zero l’Italia di Gian Piero Ventura è stata eliminata dalla Svezia e dopo più di 50 anni non parteciperà ai miondiali.

L’Italia di Gentiloni e di Pier Carlo Padoan con quell’1,8 di Pil sta facendo perfino peggio di quella di Ventura… Il risultato tanto celebrato dal governo italiano una volta visti anche quelli degli altri paesi è banalmente il 25° in Europa, su 28 paesi. La crescita media dell’area dell’euro è 2,5%, e la crescita media dell’Europa a 28 è 2,5%. La Spagna cresce del 3,1%, la Germania del 2,8%, il Portogallo del 2,5%, la Francia del 2,2%. Quasi tutti i paesi ex Est Europa sono sopra il 5%, con la Romania addirittura all’8,6%.

Il dato italiano è dunque misero misero e una volta di più dimostra come le politiche economiche del governo Gentiloni frenano la ripresa che senza nessun governo in carica farebbe da sola andare molto meglio di così l’Italia. Quella di palazzo Chigi dunque è la sola squadra peggiore dell’Italia di Ventura…

www.limbeccata.it

All’Italia la missione in Afghanistan costa all’Italia 1,3 milioni di Euro al giorno (da 16 anni). Con quei soldi, altro che container, i terremotati potrebbero vivere tutti in ville con piscina!

 

Afghanistan

 

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All’Italia la missione in Afghanistan costa all’Italia 1,3 milioni di Euro al giorno (da 16 anni). Con quei soldi, altro che container, i terremotati potrebbero vivere tutti in ville con piscina!

Leggiamo da Il Fatto Quotidiano:

Terremoto Centro Italia, sindaci contro il governo: “Le casette non arriveranno neanche per Natale”

Leggiamo ancora di Terremotati ancora meno fortunati che sono nei container da 20 anni…

E poi ci ricordiamo che ogni giorno spendiamo 1,3 milioni di Euro per la missione in Afghanistan e un po’, se permettete, ci incazziamo.

Perchè poi questa spesa abnorme ce la nascondono. Alzi la mano chi ne era a conoscenza…

Informatevi un po’…

Kabul, da 16 anni il nulla con i miliardi intorno

All’Italia (seconda solo agli Stati Uniti) la missione costa 1,3 milioni di euro al giorno. Dal 7 ottobre 2001 pochi risultati. E i talebani controllano metà Paese

Sette miliardi e mezzo in sedici anni, cioè quasi mezzo miliardo l’anno, un milione e trecentomila euro al giorno. Questo – a fronte di 260 milioni per la cooperazione civile – è il costo della partecipazione dell’Italia alla campagna militare afgana, la più lunga della nostra storia, secondo il rapporto “Afghanistan, sedici anni dopo” pubblicato dall’Osservatorio Milex sulle spese militari italiane, che traccia un bilancio di questa guerra, iniziata il 7 ottobre 2001.

In realtà l’onere finanziario complessivo della missione italiana è assi più pesante considerando i suoi costi indiretti, difficilmente quantificabili: l’acquisto ad hoc di armi, munizioni, mezzi da combattimento ed equipaggiamenti, il loro continuo aggiornamento a seconda delle esigenze operative e il ripristino delle scorte, l’addestramento specifico del personale e, non da ultimo, i costi sanitari delle cure per le centinaia di reduci feriti e mutilati.

In sedici anni la guerra in Afghanistan è costata complessivamente 900 miliardi di dollari: 28mila dollari per ogni cittadino afgano (che mediamente ha un reddito di 600 dollari l’anno).

In termini umani è costata la vita di 3.500 soldati occidentali (53 italiani) e di 140mila afgani tra combattenti (oltre 100mila, un terzo governativi e due terzi talebani) e civili (35mila, in aumento negli ultimi anni, quelle registrate dall’Onu: dato molto sottostimato che non tiene conto delle tante vittime civili non riportate). Senza considerare i civili afgani morti a causa dell’emergenza umanitaria provocata dal conflitto: 360mila secondo i ricercatori americani della Brown University.

Chi sostiene la necessità di portare avanti questa guerra si appella alla difesa dei progressi ottenuti. Quali? A parte un lieve calo del tasso di analfabetismo (dal 68% del 2001 al 62% di oggi) e un modestissimo miglioramento della condizione femminile (limitato alle aree urbane e imputabile al lavoro di organizzazioni internazionali e Ong, non certo alla Nato), l’Afganistan ha ancora oggi il tasso più elevato al mondo di mortalità infantile (113 decessi su mille nati), tra le più basse aspettative di vita del pianeta (51 anni, terzultimo prima di Ciad e Guinea Bissau) ed è ancora uno dei Paesi più poveri del mondo (207° su 230 per ricchezza procapite).

Politicamente, il regime integralista islamico afgano (fondato sulla sharìa e guidato da ex signori della guerra della minoranza tagica) è tra i più inefficienti e corrotti al mondo e ben lontano dall’essere uno Stato di diritto democratico: censura, repressione del dissenso e tortura sono la norma. Per non parlare del problema del narcotraffico (si veda articolo accanto).

La cartina al tornasole dei progressi portati dalla presenza occidentale è il crescente numero di afgani che cerca rifugio all’estero: tra i richiedenti asilo in Europa negli ultimi anni, gli afgani sono i più numerosi dopo i siriani.

Anche dal punto di vista militare i risultati sono deludenti. Dopo sedici anni di guerra, i talebani controllano o contendono il controllo di quasi metà Paese. Una situazione imbarazzante che ha spinto il presidente americano Donald Trump a riprendere i raid aerei e rispedire truppe combattenti al fronte, e la Nato a spostare i consiglieri militari dalle retrovie alla prima linea per gestire meglio le operazioni e intervenire in caso di bisogno.

Sul fronte occidentale sotto comando italiano dove, per fronteggiare l’avanzata talebana, dall’inizio dell’anno i nostri soldati (un migliaio di uomini, il secondo contingente dopo quello Usa: alpini della brigata Taurinense e forze speciali del 4° reggimento alpini paracadutisti) sono tornati in prima linea a pianificare e coordinare le offensive dei soldati afgani.

Gli esperti militari dubitano del successo di questa strategia: perché mai poche migliaia di truppe che combattono a fianco dell’inaffidabile esercito locale dovrebbero riuscire laddove gli anni passati hanno fallito 150mila soldati occidentali armati fino ai denti? Secondo esperti e diplomatici, l’unica via d’uscita è il dialogo con i talebani e la loro inclusione in un governo federale e multietnico, il ritiro delle truppe Usa e Nato e la riconversione della cessata spesa militare in ricostruzione e cooperazione.

È opportuno ricordare che i talebani, fortemente sostenuti dalla maggioranza pashtun degli afgani, non rappresentano una minaccia per l’Occidente poiché la loro agenda è la liberazione nazionale, non la jihad internazionale: combattono i jihadisti stranieri dell’IsisKhorasan infiltratisi in Afghanistan e non hanno mai organizzato attentati in Occidente (né hanno avuto alcun ruolo negli attacchi dell’11 settembre, che avevano apertamente condannato).

L’alternativa è il prolungamento indefinito di una guerra sanguinosa che nessuno ha la forza di vincere e che sprofonderà l’Afghanistan in una situazione di caos e instabilità crescenti, facendone un rifugio ideale per formazioni terroristiche transnazionali come Isis-Khorasan.

Una prospettiva pericolosa ma utile da un punto di vista geostrategico, poiché uno stato di guerra permanente giustificherebbe un’altrettanto permanente presenza militare occidentale che, seppur minima, basterebbe a scoraggiare interferenze da parte di potenze regionali avverse (Russia, Cina, Iran, Pakistan) desiderose di estendere la loro influenza strategica, stroncare il narcotraffico afgano che le colpisce e, non ultimo, mettere le mani sulle ricchezze minerarie afgane (in particolare le ‘terre rare’ indispensabili per l’industria hi-tech) valutate tra i mille e i tremila miliardi di dollari.

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/kabul-da-16-anni-il-nulla-con-i-miliardi-intorno/

Renzi: “Dobbiamo vincere i mondiali in Russia nel 2018” …E infatti. E se ancora credete che il buon Matteo non porti sfiga, leggete un po’ questo. Resterete allibiti!

 

Renzi

 

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Renzi: “Dobbiamo vincere i mondiali in Russia nel 2018” …E infatti. E se ancora credete che il buon Matteo non porti sfiga, leggete un po’ questo. Resterete allibiti!

Erano i tempi di Expo a Milano e l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi di fronte al presidente Putin, in una delle sue performance si lascia scappare questo gustosissimo pronostico: “Non parlo più dei mondiali sennò c’è crisi diplomatica perchè dobbiamo vincere i mondiali in Russia nel 2018″. (v. il video a fine articolo)

Oggi tutti sappiamo che l’Italia non giocherà i mondiali in Russia nel 2018 dopo il doppio scontro con la Svezia.

Renzi porta sfiga?

Certo lo si potrebbe chiedere a chi gli è vicino… il papà Tiziano e il braccio destro Luca Lotti sono sotto inchiesta per i fatti Consip; poi anche la madre indagata. L’alleato politico Denis Verdini condannato a 9 anni di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il finanziatore Romeo poi…

Allora non siete ancora convinti?

Leggete un po’ questo…

 

Agosto 2014 – Renzi si presentò nel piazzale di Palazzo Chigi con un carretto di gelati Grom. Fece questa “pagliacciata” per rispondere alla copertina del giornale inglese “Economist” e per fare pubblicità alla azienda italiana. Circa 13 mesi dopo, Grom è stat venduta alla multinazionale anglo-olandese Unilever. Addio al Made in Italy
 
Gennaio 2016 – Monte dei Paschi, Renzi: “è una banca risanata, e investire è un affare” …Infatti!
 
Gennaio 2016 – Renzi al debutto della Ferrari in borsa: ”finalmente l’Italia c’è” – Il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso!
 
Giugno 2016 – L’Italia non era mai stata eliminata dalla Germania nella fase finale di Europeo o un Mondiale. Eravamo la bestia nera dei tedeschi. Poi è arrivato Renzi e l’Italia è stata buttata fuori dalla Germania a Euro 2016.
 
Agosto 2016 – Olimpiadi Renzi fa spostata l’intervista alla Versiliana: “C’è la finale di pallavolo Italia-Brasile in tv”. E infatti, oro al Brasile!
 
Agosto 2016 – Olimpiadi. Renzi manda gli auguri per la finale alla schermitrice Rossella Fiamingo tramite sms. Fiamingo si deve «accontentare» dell’ argento nella finale della spada. Lei, grande favorita, si arrende a un’ungherese che nelle occasioni precedenti aveva sempre battuto in scioltezza!
 
Agosto 2016 – Olimpiadi. Da appassionato di ciclismo, Renzi alla vigilia della prova su strada, parla di Niibali: “Tutti facciamo il tifo per lo Squalo, la squadra c’è e ci sono tutte le condizioni per fare un bel lavoro”. Per la cronaca: Nibali era in testa a 10 km dal traguardo, cade e si rompe la clavicola!
 
19 Ottobre 2016 – Renzi su Twitter: “L’Europa arriva su Marte con una missione a guida italiana. Trepidazione e orgoglio”. Aggiunge su Facebook: “L’Europa arriva su Marte, con una missione a leadership italiana e la sonda Schiaparelli. Un grande sogno europeo, reso possibile dalla straordinaria qualità dei ricercatori italiani che ho incontrato qualche giorno fa a Torino. 20 Ottobre 2016 – La sonda Schiaparelli si  schianta su Marte.
 
Novembre 2016 – Matteo Renzi a pochi giorni dal voto manifesta la sua speranza che a vincere le elezioni americane fosse Hillary Clinton…
 
Aprile 2017 – Di certo non si può dimenticare il famoso “Allacciate le cinture, ora Alitalia vola”…
 
Giugno 2017 – “Giusy stai serena… i lampedusani ti premieranno” – Giusy Nicolini, l’amata sindaca di Lampedusa, proposta per il Premio Nobel dell’accoglienza, ricandidata a sindaco dell’isola e certa della rielezione, è stata sconfitta. Pochi giorni prima, Renzi l’aveva portata nella segreteria del Pd.
 
Giugno 2015 – Novembre 2017. Renzi: Dobbiamo vincere i mondiali in Russia nel 2018.

…E non dimenticate che “L’Italia riparte”….

by Eles

 

Alcune fonti:

 

https://maxsomagazine.blogspot.it/2016/07/renzi-porta-sfiga.html
 
http://www.ilprimatonazionale.it/economia/renzi-sfiga-economia-51519/
 
https://www.grandecocomero.com/renzi-quotazione-ferrari-borsa-sfiga/
 
http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-tifoso-dellitalvolley-finisce-sbeffeggiato-rete-1297880.html
 
http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/11942312/biasin–tutta-la-verita-sugli-sms–la-sfiga–le-olimpiadi-di-renzi-.html
 
http://www.quotidiano.net/speciali/olimpiadi/nibali-rio-renzi-1.2407119
 
http://www.ilgiornale.it/news/politica/web-si-scatena-renzi-porta-sfortuna-cosa-diceva-sulla-1329591.html
 
http://www.ilprimatonazionale.it/politica/allacciate-le-cinture-ora-alitalia-vola-renzi-porta-sfiga-anche-da-ex-premier-video-63172/
 
http://www.nientedipersonale.com/2017/06/13/caffe-amaro-chi-dice-che-renzi-porta-sfiga/
 
https://www.informarexresistere.fr/dobbiamo-vincere-i-mondiali-in-russia-nel-2018-renzi-porta-sfiga-video/
 
http://www.descrivendo.com/viewtopic.php?f=21&t=3974
 
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/14/italia-svezia-quando-renzi-disse-vogliamo-vincere-i-mondiali-di-russia-2018-la-profezia-dellex-premier-allexpo/3976325/
 
https://www.infiltrato.it/politica/renzi-lotti-verdini-romeo-giglio-tragico/

 

Addio dichiarazione dei redditi. Bello? No, è un incubo fiscale: così ci spelleranno vivi!

dichiarazione dei redditi

 

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Addio dichiarazione dei redditi. Bello? No, è un incubo fiscale: così ci spelleranno vivi!

Entro 5 anni il modello 730 per la dichiarazione dei redditi sarà abolito perchè sarà il Fisco a presentare al cittadino l’elaborazione dei dati che andranno solo controllati. Lo ha anticipato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, in un’intervista a Repubblica in cui ha anche riconosciuto che l’Italia ha “un numero di imposte superiore alla media europea” e che è necessario “diminuire drasticamente il tempo” che serve per pagare le imposte.

“Oggi c’è la dichiarazione precompilata”, ha ricordato Ruffini, “ma mi piace pensare che sia soltanto un passaggio intermedio fra come eravamo e come saremo”. “Il Fisco deve ascoltare, confrontarsi. E cambiare”, ha aggiunto il numero uno dell’Agenzia delle Entrate, “accumulando sempre più dati ed evitando naturalmente di chiedere quelli che già abbiamo, deve venir meno il concetto stesso di dichiarazione dei redditi. Nel momento in cui il Fisco possiede tutti i dati, ti presenta l’elaborazione di quegli stessi dati e tu da controllato diventi controllore del fisco”. Cinque anni, ha assicurato Ruffini, è “l’orizzonte possibile per l’entrata a regime” di questa rivoluzione.

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13277748/dichiarazione-redditi-ruffini-tasse-fisco-dai-personali.html?utm_source=Facebook&utm_medium=bot&utm_campaign=botlibero&wt_mc=amc148362358221377

Sapete tutti che la Tassa sui rifiuti Vi è raddoppiata per un errore (???). Ma nessuno V dice che la vicenda è venuta fuori per nn’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate del M5S

Tassa sui rifiuti

 

 

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Sapete tutti che la Tassa sui rifiuti Vi è raddoppiata per un errore (???). Ma nessuno V dice che la vicenda è venuta fuori per nn’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate del M5S

 

Tassa sui rifiuti raddoppiata per errore, come avere il rimborso della Tari

Emerge un errore compiuto da diversi comuni nel calcolo della tassa sui rifiuti, molti hanno pagato più del dovuto. Ecco come muoversi

Sarebbero milioni le famiglie che negli ultimi 5 anni hanno pagato più del dovuto. Un’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate (M5S) rivolta al sottosegretario all’Economia Pier Carlo Baretta ha fatto emergere che diversi comuni hanno sbagliato nel calcolare la parte variabile della tassa sui rifiuti (Tari), facendo lievitare i prelievi anche fino al 100%.

Come funziona la tassa sui rifiuti
La Tari è stata introdotta nel 2014 (legge 147/2013) al posto della vecchia Tares, per portare quattrini nelle casse dei servizi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

La paga chiunque produca immondizia e il computo e la riscossione è affidata ai singoli comuni. Viene calcolata tenendo conto di una quota fissa correlata alle dimensioni della casa e di una quota che varia in base ai membri di un nucleo famigliare. A causare l’errore è proprio la parte variabile che è stata calcolata tenendo conto anche delle componenti immobiliari (soffitte, box auto e cantine), come se fossero determinanti di una maggiore produzione di rifiuti.

L’esempio mostrato alla Camera è questo: una famiglia di 4 persone vive in un appartamento di 150 metri quadri, suddivisi in 100 metri quadrati di casa, 30 di garage e 20 metri quadri di cantina. La parte variabile della Tasi ribaltata su garage e cantina va computata una sola volta. La tassa deve quindi essere la somma delle quote fisse che gravano sulla casa, sul garage e sulla cantina. Al totale va aggiunta la quota variabile.

Al contrario per diversi anni (almeno 5) i cittadini oltre alla quota fissa hanno pagato una quota variabile moltiplicata per il numero delle componenti immobiliari. Nell’esempio esposto alla camera il nucleo famigliare ha pagato la quota variabile tre volte: una per la casa, una per il garage e una per la cantina.

Le città coinvolte
Sono molti i comuni che hanno commesso l’errore di calcolo, tra questi Milano, Ancona, Cagliari, Catanzaro, Genova e Napoli. Ulteriori verifiche dovranno essere condotte per stilare l’elenco completo e valutare l’eccesso ai danni dei contribuenti.

Come pretendere il rimborso
Il Movimento difesa del cittadino ha lanciato la campagna SOS Tari a cui aderire inviando una mail alla sede di pertinenza e partecipare alla richiesta di rimborso delle eccedenze.

Chi invece volesse agire a titolo personale deve opporre ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Per sapere se la Tasi è stata applicata nel modo corretto occorre inviare al comune una richiesta di accesso agli atti.

 

fonte: https://www.wired.it/economia/business/2017/11/10/tassa-rifiuti-raddoppiata-tari/?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired

Perchè nessuno parla più dell’Islanda e di come si è liberata del governo che la gente non voleva e del debito creato dalle banche??

 

 

 

Islanda.

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Perchè nessuno parla più dell’Islanda e di come si è liberata del governo che la gente non voleva e del debito creato dalle banche??

di M. Pala (alias ‘marcpoling’)
Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi? Allora perché, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?
Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.
Sicuramente vi starete chiedendo perché questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate.La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%.
2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti.Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo.L’Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda.In questo contesto di crisi, viene eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori.

La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta in cui confluisce la maggior parte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative.

Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.
Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?
Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?
Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?
SINCERAMENTE NO.
I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l’Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.
Siamo davvero sicuri che non ci sia “censura” o manipolazione nei mass-media? Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i “nostalgici” potranno usare il telefono, gli “appassionati” potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso.I più “tecnologicamente avanzati” potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all’articolo, lanciare una salvifica catena di Sant’Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz.

I “guru del web” si sentiranno in dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.

L’importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica della informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d’affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.

In fede, il cittadino sovrano Marco Pala (alias “marcpoling”).

Fonte: nexusedizioni

tratto da: http://siamolagente2.altervista.org/un-esempio-di-censura-perche-nessuno-parla-piu-dellislanda-e-di-come-si-e-liberata-del-governo-che-la-gente-non-voleva-e-del-debito-creato-dalle-banche/

Ricordate quando la Gabanelli si infuriò di brutto: “ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” – Stipendi impignorabili, niente da fare, si tengono stretto l’antico privilegio di una legge del 1965 – respinta la proposta per abolirla!

 

Stipendi

 

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Ricordate quando la Gabanelli si infuriò di brutto: “ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” – Stipendi impignorabili, niente da fare, si tengono stretto l’antico privilegio di una legge del 1965 – respinta la proposta per abolirla!

 

“Ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” sbottava Milena Gabanelli alla fine di una delle sue fantastiche puntate di report

Leggi QUI l’articolo

 

Ma non è cambiato NIENTE. Senza pudore, senza vergogna. Si tengono iul privilegio.

Stipendi impignorabili, l’antico privilegio che la casta non molla. La tutela fu accordata nel 1965: respinta la proposta per abolirla

Avete un credito nei confronti di un parlamentare? Metteteci una croce sopra. Perché se il senatore o l’onorevole decide di non saldare il debito, avrà gioco facile ad opporsi al pagamento. La legge, del resto, è dalla sua parte. Grazie ad una norma del lontano 1965, in base alla quale tanto l’indennità mensile (oltre 10mila euro lordi) quanto la diaria spettanti agli eletti di Montecitorio e Palazzo Madama, non possono essere sequestrate o pignorate. Insomma, la busta paga del parlamentare è praticamente intoccabile. Un ulteriore privilegio, rispetto al trattamento riservato dalla legge ai comuni cittadini, che ha resistito, nel corso della legislatura, ad ogni tentativo di debellarlo una volta per tutte.

Difese a oltranza – Mentre infatti al Senato – numeri permettendo – qualcosa potrebbe muoversi nelle prossime settimane sul fronte dei vitalizi, non c’è stato niente da fare per la proposta di legge (pdl) presentata più di un anno fa alla Camera dal deputato di Mdp Gianni Melilla. “La mia pdl è stata unificata con quella presentata dal Movimento 5 Stelle per il taglio dell’indennità dei parlamentari, ma è finita in un nulla di fatto – spiega a La Notizia l’esponente di Articolo 1 –. Poi ho provato a riproporla, sotto forma di emendamento alla riforma dei vitalizi del dem Matteo Richetti”. Ma anche in questo caso il tentativo non ha avuto sorte migliore. “Bocciato ancora una volta – conferma Melilla –. Il motivo? Si è sostenuto che fosse materia riservata ai regolamenti e non alla legge e che quindi occorresse intervenire in sede di Ufficio di presidenza”. Insomma, il privilegio è rimasto. Il regime dell’impignorabilità degli onorevoli stipendi era sopravvissuto, per altro, anche al vaglio di legittimità della Consulta. Che lo ha ritenuto fondato per la necessità di assicurare la salvaguardia del mandato parlamentare nel rispetto dell’articolo 69 della Costituzione (“I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge”).

Niente da fare – “Ma giustificare ancora oggi questo trattamento di particolare privilegio rispetto a quello riservato ai comuni cittadini è francamente incomprensibile – taglia corto Melilla –. Perché se poteva al limite avere senso nel periodo in cui questa forma di tutela riservata ai parlamentari venne introdotta, per evitare che il pignoramento dei loro emolumenti li privasse dei mezzi di sussistenza pregiudicandone libertà e autonomia, la pesante crisi economica in cui versa il Paese lo rende ormai anacronistico e pesantemente discriminatorio nei confronti di tutti gli altri cittadini”. Contribuendo inoltre, aggiunge ancora il deputato di Mdp, ad alimentare nel Paese “un diffuso sentimento di sfiducia verso le istituzioni”. Senza contare che “in nessun’altra Nazione dell’Unione europea esiste un’analoga disposizione”, che Melilla bolla, senza mezzi termini, come “irragionevole” oltre che “incompatibile con il principio di uguaglianza fissato dalla Costituzione”. In altre parole, “un’anomalia tutta italiana” che la proposta di Melilla puntava ad eliminare. Ma senza successo. Almeno per questa legislatura. Ci si dovrà accontentare di sperare nella prossima.

fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/stipendi-impignorabili-lantico-privilegio-che-la-casta-non-molla-la-tutela-fu-accordata-nel-1965-respinta-la-proposta-per-abolirla/

Ormai non c’è più niente da dire. Senza un briciolo di dignità!

by Eles