“Cagliari non è Italia, sono dei ladri” – La squallida sfuriata di Sgarbi che all’aeroporto, nonostante il suo “Lei non sa chi sono io”, è stato sottoposto a controlli come un normale cittadino! Questo pagliaccio ridicolo e borioso è sempre più vergognoso!

 

Sgarbi

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“Cagliari non è Italia, sono dei ladri” – La squallida sfuriata di Sgarbi che all’aeroporto, nonostante il suo “Lei non sa chi sono io”, è stato sottoposto a controlli come un normale cittadino! Questo pagliaccio ridicolo e borioso è sempre più vergognoso!

 

«Cagliari non è Italia». Così esordisce Vittorio Sgarbi nel suo ultimo video su Facebook in cui decide di raccontare la sua ultima esperienza in aeroporto.

«Cagliari è un luogo dove la vita si muove tranquilla e uno crederebbe di essere in Italia. Invece in Italia non è, perché a Cagliari avvengono furti». Sgarbi era in città e racconta che in aeroporto, a causa dei controlli anti-terrorismo, è stato obbligato dal personale della sicurezza a non portare la schiuma da barba nel bagaglio a mano. Le regole di sicurezza impongono che i liquidi nel bagaglio a mano non debbano superare i 100 millilitri, ma Sgarbi non specifica le dimensioni della lattina di schiuma.

«Regolamento di chi? Di ladri. A Cagliari c’è un regolamento di ladri. Mi è stata rubata una schiuma da barba che io pago», così prosegue il critico d’arte che conclude con convinzione: «Non voglio che mi rubino la schiuma da barba. Farò un esposto perché me la rimborsino. Costerà cinque euro? Mi daranno cinque euro».

Guarda qui il video

Caro sig. Sgarbi, credo di poter parlare anche a nome di tanti, tantissimi Italiani. Essere gay è naturale… È l’essere omofobo e anche molto stronzo che mi fa schifo.

Sgarbi

 

 

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Caro sig. Sgarbi, credo di poter parlare anche a nome di tanti, tantissimi Italiani. Essere gay è naturale… È l’essere omofobo e anche molto stronzo che mi fa schifo.

 

Di Maio è gay? Non credo che sia una cosa rilevante ai fini politici.

Non ritengo l’orientamento sessuale assolutamente rilevante ai fini di giudicare una persona in alcun campo, tantomeno la politica.

Figuratevi che sono quello che ha saputo che Lucio Dalla era gay solo dopo la sua morte, ma solo perchè ne hanno straparlato i media.

Invece mi fanno schifo gli omofobi. Specialmente quando sono degli stronzi.

E mi fanno schifo le testate giornalistiche che hanno riportato le affermazioni di Sgarbi come “nostizia choc”

Perchè choc?

Credevo che delle merde che mandavano al confino gli omosessuali ce ne fossimo liberati una settantina d’anni fa…

No signor nessuno.

Non hai denigrato nessuno.

Hai solo dato (e non ne avevamo oltremodo bisogno) ulteriore lustro alla tua pochezza.

 

By Eles

 

Lettura consigliata:

Fantastico Andrea Scanzi: “Due parole su quel che resta di Sgarbi”

“Il Sud è la parte improduttiva d’Italia” – Lo ha detto Vittorio Sgarbi, uno che tra, le varie condanne, ne vanta una proprio per ASSENTEISMO…!

 

Vittorio Sgarbi

 

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“Il Sud è la parte improduttiva d’Italia” – Lo ha detto Vittorio Sgarbi, uno che tra, le varie condanne, ne vanta una proprio per ASSENTEISMO…!

Quanto disprezzo per il M5S ed il nostro SUD mostra Vittorio Sgarbi:

(QUI IL VIDEO DI VITTORIO SGARBI)

Ma ecco chi è Vottorio Sgarbi, quello che tra le altre vanta anche una condanna per assenteismo….

Sgarbi ha subito diverse condanne penali e civili, principalmente pene pecuniarie per i reati di diffamazione e ingiuria; ha subito anche una condanna a 6 mesi e 10 giorni di reclusione con la condizionale.

Condanna per assenteismo e produzione di documenti falsi
Nel 1996, con sentenza della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi[150] e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto, e al tempo della sua partecipazione al Maurizio Costanzo Show. Condannato a pagare un indennizzo di 700.000 lire, il critico d’arte si giustificò affermando che la sua assenza dall’ufficio dipendeva dall’impegno per la redazione d’un catalogo d’arte, e parlando di “arbitrio, discrezionalità e follia” a proposito della sentenza.[151][152][153][154][155] All’inizio del 2016 Vittorio Sgarbi è stato riammesso in servizio nei ruoli della Soprintendenza di Venezia grazie al pronunciamento della sezione lavoro del Tribunale di Venezia (Presidente dottor Luigi Perina)[156].
Condanna per diffamazione aggravata contro Caselli e il pool di Milano
Il 14 agosto 1998, dopo il suicidio del magistrato Luigi Lombardini, in un’intervista a Il Giornale ne attribuisce la responsabilità alle “inchieste politiche di Caselli […] uomo di Violante”, in quanto “il suicidio di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell’azione di Caselli e i suoi” che “impudentemente frugano nella sua tomba […] sul suo cadavere”; il 17 agosto 1998, ignorando i ringraziamenti dell’avvocato di Lombardini per la correttezza tenuta da Caselli nella conduzione dell’interrogatorio nonché il positivo pronunciamento del CSM in merito, ne chiede “l’immediato arresto” nonché la “sospensione dal servizio e dallo stipendio”. Alla successiva querela, l’intervistatore Renato Farina e il direttore Mario Cervi scelgono il patteggiamento, mentre Sgarbi la via del processo; a una delle udienze, tenute a Desio, «non si presenta in Tribunale, dicendo di essere a Bologna per un altro processo; il giudice telefona a Bologna e scopre che lì Sgarbi ha fatto lo stesso sostenendo di essere a Desio».[157] Per queste affermazioni nel 1998 verrà condannato dalla Cassazione per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli, oltre a 1.000 € di multa.
Vi è chi, di fronte a questo pronunciamento, ha sostenuto che la condanna sarebbe occorsa per aver Sgarbi definito le indagini “politiche”,[158] esercitando il proprio diritto di critica[159] Questa ricostruzione è stata contestata da Marco Travaglio, per il quale “criticare significa affermare che un’inchiesta è infondata, una sentenza è sbagliata. Ma sostenere che un PM e l’intera sua Procura sono al servizio di un partito, agiscono per finalità politiche, usano la mafia contro lo stato, non è criticare: è attribuire una serie di reati gravissimi, i più gravi che possa commettere un magistrato”.[160]
Condanne civili per ingiurie contro Marco Travaglio
Il 1º maggio 2008, durante la puntata televisiva di AnnoZero,[161] Vittorio Sgarbi si rivolse al giornalista Marco Travaglio con insulti molto pesanti: “Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te”. Il 10 dicembre 2009 il Tribunale Civile di Torino condanna Sgarbi a 30.000 € di risarcimento per ingiurie e al pagamento delle spese legali.[162] Il giudice ha anche stabilito la pubblicazione della sentenza su la Repubblica e La Stampa.[163]
Il 6 ottobre 2010 è stato nuovamente condannato al pagamento di 35.000 €, avendo rimarcato “Mi correggo. Travaglio non è un pezzo di merda. È una merda tutta intera”, sulle colonne del quotidiano online “La voce d’Italia” e due giorni dopo dagli studi di Domenica Cinque, il programma televisivo condotto da Barbara D’Urso.[164][165]
Condanna per diffamazione contro Roberto Reggi
Nel luglio 2009 Sgarbi è stato condannato per diffamazione: la sentenza è stata emessa dal tribunale di Monza.
Il critico d’arte infatti insultò Roberto Reggi, il sindaco di Piacenza, dai microfoni di Rtl 102.5; il pubblico ministero aveva chiesto 4 mesi, ma la pena è stata poi inasprita a 6 mesi. Tuttavia grazie all’indulto la pena è stata sostituita da un risarcimento, da versare nelle casse del comune piacentino.[166]
Condanna per diffamazione contro Raffaele Tito
Nonostante la sopraggiunta prescrizione che ha “cancellato” il reato di diffamazione, il 26 maggio 2010 Sgarbi è stato condannato dalla Corte d’Appello di Venezia al pagamento di 110.000 € come risarcimento al procuratore aggiunto di Udine ed ex pm di Pordenone, Raffaele Tito per averlo pesantemente diffamato, nel 1997, nel corso di alcune puntate di Sgarbi quotidiani andate in onda su Canale 5. L’ammontare del risarcimento è stato ridotto di un quarto rispetto a quello stabilito in primo grado, in quanto per una delle trasmissioni incriminate Sgarbi è stato dichiarato non punibile. L’intero iter giudiziario è durato ben 13 anni in quanto i legali di Sgarbi, dopo la condanna di primo grado a un anno e un mese di reclusione intervenuta nel 2001, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale rilevando l’insindacabilità delle sue affermazioni in quanto all’epoca il critico era parlamentare, ma la Consulta rispedì gli atti al Tribunale rigettando l’istanza e dando il via libera al processo.[167]
Condanna per ingiuria contro Gianfranco Amendola
Con sentenza del 15 settembre 2003 del Tribunale Civile di Roma, Sgarbi è stato condannato al pagamento a favore del magistrato Gianfranco Amendola di 30.000 euro più spese legali per le frasi ingiuriose pronunciate nel corso di una serata del Maurizio Costanzo Show nel 1993, quali, come da sentenza, “incapace, ignorante, bugiardo, maiale”. Dieci anni di causa di primo grado scandite da intervenute modifiche di legge e da una sentenza della Corte Costituzionale che annullò[168] la delibera di insindacabilità a favore di Sgarbi adottata dalla Camera dei Deputati. Sentenza confermata nel 2009 dalla Corte d’Appello di Roma con condanna a ulteriori spese legali, passata successivamente in giudicato. A oggi Sgarbi non risulta aver onorato la sentenza.
Condanna per diffamazione contro Ilda Boccassini (confermata in Cassazione)
Nel maggio 2011 la Corte di Cassazione con sentenza n. 10214, conferma la condanna al risarcimento per danni da diffamazione, a favore del pm milanese Ilda Boccassini, a carico di Sgarbi e del circuito televisivo di Mediaset. La Suprema Corte respinge il ricorso con il quale Sgarbi e Reti Televisive Italiane sostenevano la liceità di alcune espressioni usate nella trasmissione “Sgarbi quotidiani”, andata in onda il 16 febbraio 1999, durante la quale la Boccassini veniva criticata in relazione all’inchiesta sul capo dei gip della Capitale, Renato Squillante. Sgarbi e RTI sono stati condannati a rifondere in solido il pm Boccassini con 25.822 euro.[169][170]
Condanna civile per diffamazione contro il pool di Mani pulite (confermata in Cassazione)
Nel 2011, a seguito di una vertenza che durava dal 1994, Sgarbi si accordò a versare 60.000 euro a tre ex pm del pool di Mani pulite di Milano, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo e Francesco Greco, per poi rifarsi sui giornali che avevano pubblicato le dichiarazioni (Avvenire e il Giornale), peraltro pronunciate e ripetute nel programma tv “Sgarbi quotidiani”; la Cassazione ha invece addebitato nel 2015 al solo Sgarbi il risarcimento, obbligandolo a pagare tale somma ai tre diffamati. Sgarbi li aveva definiti “assassini”, in riferimento al suicidio in carcere di Gabriele Cagliari e quelli di altri indagati a piede libero, come Raul Gardini e Sergio Moroni.[171] Sgarbi disse in particolare:[172][173][174]
« Di Pietro, Colombo, Davigo e gli altri sono degli assassini che hanno fatto morire della gente. Vanno processati e arrestati. È giusto che se ne vadano, nessuno li rimpiangerà. Vadano in chiesa a pregare per tutta quella gente che hanno fatto morire: Moroni, Gardini, Cicogna, Cagliari. Hanno tutte queste croci sulla coscienza. Ringrazio Iddio che, con questo decreto [Decreto Biondi], eviteranno essi stessi l’arresto per tutti gli assassinii che hanno commesso. »

Non sono invece rientrati nel procedimento gli altri giudici: Borrelli, Di Pietro e il defunto D’Ambrosio.
Condanna per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale
In seguito a un episodio in cui Vittorio Sgarbi avrebbe insultato quattro Carabinieri e intimato al suo autista a non fermarsi di fronte al loro stop, presso Expo 2015 a Milano, il soggetto è stato condannato nel luglio 2016 a versare 11.000 euro di risarcimento, 1.000 all’Arma dei Carabinieri e 10.000 ai quattro carabinieri.[175]
Prescrizioni
Condanna per diffamazione contro Caselli e Orlando (prescritta in Cassazione)
Il 7 aprile 1995 ha letto a Sgarbi quotidiani una lettera sui “veri colpevoli” dell’assassinio di Don Pino Puglisi, non rilevandone le generalità essendo priva di firma, ma da lui attribuita a un sedicente amico del sacerdote assassinato; la missiva accusava come mandante il procuratore Caselli e, secondo quanto riportato da Marco Travaglio, come «killer Leoluca Orlando e Michele Santoro», intendendo quindi che tutti e tre erano i responsabili morali, avendone fatto “un sicuro bersaglio”;[176] la lettera riporta anche delle parole attribuite da essa a don Puglisi stesso:
« Fui più volte contattato da Caselli e dai suoi uomini […] pretendevano accuse, nomi, circostanze… volevano che denunciassi la mia gente e miei ragazzi… che rivelassi cose apprese in confessione […]. Caselli disprezza i siciliani, mi vuole obbligare a rinnegare i miei voti e la mia veste, pretende che mi prostituisca a lui. Più che nemico della mafia, è un nemico della Sicilia. Orlando è un mafioso vestito da gesuita […]. Caselli ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio. Avrà raggiunto il suo scopo quando un prete impegnato nel sociale verrà ucciso […]. Caselli, per aumentare il suo potere, ha avuto la sua vittima illustre. »

Caselli in vita sua non conobbe mai don Puglisi.[176]
Per queste dichiarazioni Sgarbi è stato condannato per diffamazione in primo e secondo grado.[131] Nel suo libro Un magistrato fuorilegge, Caselli ha affermato che la Cassazione ha in seguito dichiarato la prescrizione del reato,[131] ma Sgarbi, tramite il suo avvocato, ha contestato questa ricostruzione sostenendo che la Cassazione aveva invece annullato le precedenti sentenze rimandando quindi il tutto a un nuovo giudizio che non c’è mai stato per l’intervenuta prescrizione.[177]
Assoluzioni
Processo per diffamazione dei giudici Franco Battaglino e Paolo Gengarelli di Rimini
Commentando la richiesta, da parte dei due magistrati, di acquisire le cartelle cliniche del fondatore di San Patrignano Vincenzo Muccioli, Sgarbi aveva detto: “Nessuna pietà per questi giudici. Per salvaguardare la dignità di piccoli uomini dovevano insultare un uomo che sta morendo. Mentalità di uomini di paese che si comportano come vigili urbani…”.[178]
Procedimenti in corso
Procedimento per diffamazione contro Daniele Benati
Nel 2015 gli viene recapitato l’avviso di fine indagine per diffamazione nei confronti dello storico dell’arte Daniele Benati, presidente della sezione bolognese di Italia Nostra, nell’ambito della lite sulla mostra, Da Cimabue a Morandì, curata dal critico ferrarese.[179]
Condanna in sede civile per diffamazione contro Italo Tomassoni (primo grado)
Condannato a una multa di 20.000 euro e al risarcimento di 20.000 euro per aver accusato di incompetenza e plagio il critico d’arte Italo Tomassoni.[180]

Procedimento per resistenza a pubblico ufficiale
Nel 2015 Sgarbi ha avuto un diverbio con alcuni vigili per una contravvenzione stradale compiuta nell’area Expo a Milano. A seguito di questa lite, nella quale è stato riconosciuto colpevole di oltraggio a pubblico ufficiale, ha tentato di forzare col proprio autista il posto di blocco, costringendo un agente a indietreggiare. La richiesta di condanna del PM in primo grado è stata di 1 anno e 6 mesi.

 

Vedi:

 

Vittorio Sgarbi disprezza il Sud: “è la parte improduttiva d’Italia” …ma non sempre. Almeno una volta al mese non lo disprezza così tanto. E’ quando va a ritirare lo stipendio d’oro da assessore in Sicilia!

Sgarbi

 

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Vittorio Sgarbi disprezza il Sud: “è la parte improduttiva d’Italia” …ma non sempre. Almeno una volta al mese non lo disprezza così tanto. E’ quando va a ritirare lo stipendio d’oro da assessore in Sicilia!

 

Vittorio Sbargi: “Il Sud? La parte improduttiva d’Italia”. Ed è assessore in Sicilia!

E’ normale che la Sicilia debba avere come assessore regionale ai Beni culturali e alla cosiddetta “identità siciliana” un soggetto – Vittorio Sgarbi – che non perde occasione per mostrare il disprezzo verso il Mezzogiorno d’Italia e, quindi, anche verso la Sicilia? Il centrodestra siciliano è veramente pessimo!

Gira sulla rete un video di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, nel giro di qualche minuto, riesce ad essere, contemporaneamente, offensivo contro il Movimento 5 Stelle e antimeridionale. Che spari a zero contro i grillini, beh, ci sta: Sgarbi è pur sempre espressione del centrodestra italiano, oggi a trazione leghista. Ma che definisca il Mezzogiorno “la parte improduttiva del Paese”, questo no, non ci sta proprio: perché oggi Sgarbi è assessore ai Beni culturali di una Regione meridionale: la Sicilia.

Ora, che l’assessore regionale ai Beni culturali e alla cosiddetta “identità siciliana” vada a dire in giro – con un video che imperversa sulla rete – che i grillini hanno vinto le elezioni grazie ai voti di protesta della “parte d’Italia improduttiva che aspetta il reddito di cittadinanza”, beh, questo ci sembra troppo. Perché così facendo offende anche 5 milioni di siciliani che sono, fino a prova contraria, meridionali.

Sgarbi – una sorta di brutta (ma veramente brutta!) copia di Gabriele D’Annunzio, quasi uno ‘squadrista della parola’ – definendo il Movimento 5 Stelle un soggetto politico di “scansa fatiche”, di “gente che nella vita non ha fatto nulla”, più che dipingere i grillini, descrive, in realtà, se stesso e il suo essere un esponente della destra antidemocratica.

Ma definire i meridionali – e quindi anche i siciliani – “scansa fatiche” e “parte d’Italia improduttiva che aspetta il reddito di cittadinanza”, per un assessore del Governo regionale siciliano ci sembra veramente troppo!

Certo, dietro questo giudizio sprezzante di Sgarbi verso il Sud c’è anche la posizione assunta, subito dopo il voto, dal Corriere della Sera, che ha semplificato la vittoria del Movimento 5 Stelle nel Sud, etichettandola come la vittoria di un popolo in attesa del meridionali del reddito di cittadinanza (COME POTETE LEGGERE QUI).

Dopo il Corriere è arrivato Sgarbi. E sono due. Non solo – parlano i dati della SVIMEZ – da decenni lo Stato italian non investe nel Sud e taglia anche la spesa ordinaria. Non solo una parte dei fondi europei e dei fondi nazionali destinati al Sud finisce regolarmente al Centro Nord Italia. Non solo il divario infrastrutturale tra Centro Nord e Sud è spaventosamente aumentato.

Ma adesso siamo anche gli accattoni che aspettano il reddito di cittadinanza. Ce lo dicono il giornale della borghesia lombarda (forse inviperita dal fatto di essere diventata la periferia della Germania: “Si è sempre meridionali di qualcuno”, diceva il filosofo – meridionale – Bellavista) e l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi!

Noi non abbiamo scritto questo articolo per invitare il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a mettere fuori dal Governo Sgarbi. Non siamo interessati a un Governo che riteniamo inadeguato.

Abbiamo scritto questo articolo per fare riflettere i siciliani su che cosa è, oggi, il centrodestra italiano a trazione leghista: uno schieramento politico razzista e profondamente antimeridionale!

(QUI IL VIDEO DI VITTORIO SGARBI)

P.s.

I Governi nazionali di centrosinistra, con la connivenza dei Governi siciliani di centrosinistra, hanno massacrato le ‘casse’ della Regione siciliana. Ora arriva il Governo regionale di centrodestra e, con il suo assessore ai Beni culturali, ci viene a dire che siamo “la parte improduttiva del Paese”. Cari siciliani: non stanno esagerando?  

tratto da: http://www.inuovivespri.it/2018/03/07/vittorio-sbargi-il-sud-la-parte-improduttiva-ditalia-video-ed-e-assessore-in-sicilia/#_

Non arrivate a fine mese? Avete una pensione da fame? O magari non avete manco un reddito? Sentite questa carogna: Vittorio Sgarbi a La Zanzara: “Il vitalizio? Prendo 9 mila euro e me li merito tutti”…!!!

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Vittorio Sgarbi

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Non arrivate a fine mese? Avete una pensione da fame? O magari non avete manco un reddito? Sentite questa carogna: Vittorio Sgarbi a La Zanzara: “Il vitalizio? Prendo 9 mila euro e me li merito tutti”…!!!

Il critico d’arte attacca i grillini: «Non valgono nulla, dovrebbero fare i parlamentari gratis» | LaPresse – CorriereTv

Vittorio Sgarbi scatenato ospite de La Zanzara su Radio 24. “Vendola vuole un secondo figlio? Per le donne il problema non esiste, c’è almeno una madre, gli uomini non rompano i cog… – ha spiegato il critico d’arte – è una cosa immonda, queste donne che vendono il loro corpo per 9 mesi a questi poverini”. Poi stuzzicato sui vitalizi, Sgarbi va all’attacco dei grillini. “Io prendo 9 mila euro e me li merito tutti, loro non valgono nulla, dovrebbero fare i parlamentari gratis”.