Per la serie “Aiutiamoli a casa loro” – Nella foto risalente al 1908: funzionari coloniali belgi stanno per impiccare un bambino di 8 anni. La sua colpa? Suo padre non ha raccolto una quantità sufficiente di grano!

Aiutiamoli a casa loro

 

 

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Per la serie “Aiutiamoli a casa loro” – Nella foto risalente al 1908: funzionari coloniali belgi stanno per impiccare un bambino di 8 anni. La sua colpa? Suo padre non ha raccolto una quantità sufficiente di grano!
In questa foto, secondo diversi siti risalente al 1908, dei funzionari coloniali belgi stanno per impiccare un bambino di 8 anni.

La sua colpa?

Suo padre non ha raccolto una quantità sufficiente di grano. Nel frattempo, uno dei belgi alla sua sinistra gli sta leggendo i versi della Bibbia.

Nel tardo Ottocento anche il relativamente piccolo Belgio intraprese l’avventura coloniale in Africa. I belgi si insediarono sulla riva meridionale del fiume Congo, occupando tutto il vasto territorio che oggi costituisce la Repubblica Democratica del Congo. Per l’industria belga l’incredibile quantità di risorse presenti nella colonia fu una vera manna dal cielo che portò il Belgio a diventare un’importante realtà economica nonostante le ridotte dimensioni del suo territorio europeo. Lo sfruttamento totale del territorio fu possibile anche grazie ad un sistema di coercizione e violenza estremo esercitato nei confronti dei congolesi, costretti a lavorare con turni massacranti per rifornire l’autorità coloniale delle materie prime richieste. Se i congolesi non raggiungevano le quote previste dall’amministrazione spesso quest’ultima si rifaceva con i figli dei lavoratori “inadempienti”, uccidendoli, mozzandogli gli arti o accecandoli. Le violenze in particolare furono efferate nel periodo in cui il territorio congolese (denominato Stato Libero del Congo) era una proprietà personale di Re Leopoldo II, dal 1885 al 1908.

Due appunti riguardo questa immagine: sebbene la ricerca di informazioni a riguardo rimandi sempre a quanto detto sopra, non riusciamo a trovare una fonte che riporti una versione della storia totalmente verificabile. Secondo alcuni commentatori le uniformi degli uomini presenti non sarebbero quelle tipiche dei funzionari coloniali belgi.

Detto questo la prassi delle impiccagioni era purtroppo piuttosto comune nel Congo coloniale.
In secondo luogo, come abbiamo ripetuto numerose volte, la brutalità dell’immagine non giustifica alcun odio generalizzato contro il popolo belga. Che, come per tutti gli altri popoli della terra, è composto da santi e criminali, oppressi e oppressori, vittime e carnefici.

Cannibali e Re

 

fonte: https://www.facebook.com/cannibaliere/photos/a.989651244486682.1073741828.978674545584352/1742787769173022/?type=3&theater

Brindisi – Salvini sale sul bus per l’aeroporto e i passeggeri cantano Bella Ciao…!

Salvini

 

 

 

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Brindisi – Salvini sale sul bus per l’aeroporto e i passeggeri cantano Bella Ciao…!

Così il segretario provinciale della Fiom Cgil di Brindisi, Angelo Leo, il quale ha postato un video testimonianza sull’accaduto, non appena l’aereo è atterrato a Brindisi.

“Non abbiamo resistito: è stato anche un riflesso condizionato, ma è come se fosse scatta una molla nel farci intonare “Bella ciao!””. Così il segretario provinciale della Fiom Cgil di Brindisi, Angelo Leo, il quale ha postato un video testimonianza sull’accaduto, non appena l’aereo è atterrato a Brindisi. “Dovevamo imbarcarci sul volo Roma-Brindisi delle 17.15 ed abbiamo visto che c’era un quarto d’ora di ritardo, quindi mentre eravamo in fila abbiamo notato sopraggiungere il ministro Salvini con la scorta e tutto il seguito ed a questo punto, abbiamo pensato che il ritardo fosse anche dovuto anche a questa circostanza. Così, nel bus che ci portava vicino all’aeromobile ci siamo messi a intonare “Bella ciao!””.

La Turchia che non si arrende – scende in piazza e sfida Erdogan cantando Bella Ciao

Turchia

 

 

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La Turchia che non si arrende – scende in piazza e sfida Erdogan cantando Bella Ciao

Il regime ha arrestato 60 persone colpevoli di non aver rispettato i divieti. Ma quelli che non si sono ancora arresi al Sultano sono tantissimi

Bella Ciao, contro la dittatura, contro la repressione e contro il bavaglio. Sono oltre 60 i manifestanti arrestati Istanbul nel corso delle manifestazioni organizzate in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori.

Secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza citate dal quotidiano “Hurriyet”, quattro persone sono state arrestate nel tentativo di accedere a piazza Taksim, nonostante il divieto imposto dalle autorità, mentre oltre 50 manifestanti sono stati fermati nel quartiere di Besiktas.

Migliaia di persone sono scese in piazza ad Istanbul in diverse manifestazioni organizzate in occasione delle celebrazioni del primo maggio. La manifestazione più grande è stata organizzata dalla principale forza di opposizione, il Partito popolare repubblicano (Chp), nel distretto di Maltepe.

Il Primo Maggio è stato anche l’occasione per mostrare il volto della Turchia che non si arrende al Sultano. Molti nella piazza hanno intonato Bella Ciao, sempre più canto di chi lotta per la libertà, i diritti e resiste alla dittatura e alla repressione.

QUI la fonte con il video