…Volevamo solo ricordare che grazie al ripescaggio entrano lo stesso in Parlamento gente che col voto avevamo mandato a cagare tipo: Minniti, Franceschini, Boldrini, Fratoianni, Carfagna, Crosetto, Prestigiacomo, Serracchiani, Fassina, Bersani, Epifani e Sgarbi. Contenti?

 

ripescaggio

 

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…Volevamo solo ricordare che grazie al ripescaggio entrano lo stesso in Parlamento gente che col voto avevamo mandato a cagare tipo: Minniti, Franceschini, Boldrini, Fratoianni, Carfagna, Crosetto, Prestigiacomo, Serracchiani, Fassina, Bersani, Epifani e Sgarbi. Contenti?

 

Elezioni 2018: trombati all’uninominale, salvati dai listini. Eletti De Luca, Fedeli, Pinotti, Orfini, Schifani, Pittella, De Falco.

Mezzo governo uscente, i presidenti di Camera e Senato, dirigenti di lungo corso: il proporzionale salva gli sconfitti nei collegi uninominali. Tra questi: Bersani, Boldrini, Grasso, Franceschini, Minniti, Pinotti, ecc

Bocciati dagli elettori, salvati dalla legge elettorale. Il Rosatellum funziona: da destra a sinistra, moltissimi candidati sconfitti nei collegi uninominali rientreranno in Parlamento dalla porta di servizio del proporzionale. La pattuglia dei ripescati è folta e di prestigio: ministri uscenti, dirigenti di partito, governatori, ex segretari, presidenti di Camera e Senato, politici di lunghissimo corso. Beffati, invece, coloro che per temerarietà o troppa sicurezza in se stessi hanno preferito non avere il paracadute. Un nome su tutti: Massimo D’Alema. L’ex premier non ha voluto un posto nel listino bloccato ed è fuori, a differenza di tutto lo stato maggiore di Liberi e Uguali. Sono stati eletti al proporzionale, infatti, sia il leader Pietro Grasso (presidente uscente del Senato), sia Laura Boldrini (presidente uscente della Camera), sia Pier Luigi Bersani, una delle menti della scissione dal Pd nonché ex segretario democratico. Identico discorso per Roberto Speranza, sconfitto all’uninominale in Basilicata ed eletto alla Camera grazie al recupero del collegio plurinominale toscano, dove era capolista in tre collegi su 4. Eletto anche Nicola Fratoianni, sconfitto a Pisa, ma salvato dal listino in Piemonte.

Il ripescaggio al proporzionale, del resto, mostra le conseguenze più evidenti proprio nel partito che ha conseguito i risultati peggiori. Grazie ai listini bloccati, infatti, il Pd può ripescare buona parte dei suoi pezzi da novanta. E pazienza se gli elettori li hanno sonoramente bocciati nei collegi uninominali. Così possono sorridere (seppur amaramente) i vari Dario Franceschini, Marco Minniti, Valeria Fedeli e Roberta Pinotti (ministri uscenti), il presidente del partito Matteo Orfini, la governatrice del Friuli Deborah Serracchiani. Stessa sorte per altri esponenti dem di peso: rientrano dalla porta di servizio Sandra Lonardo (moglie di Clemente Mastella), il figlio del governatore campano Piero De Luca, il socialista Gianni Pittella, fratello del governatore della Basilicata. Anche nomi pescati dalla società civile rientrano in lizza: eletti sia Paolo Siani (fratello del giornalista del Mattino ucciso dalla camorra) e Lucia Annibali, sconfitta all’uninominale a Parma. Va a Montecitorio anche il sindaco di Calcinaia Lucia Ciampi (che era stata sconfitta all’uninominale a Pisa dal leghistaEdoardo Ziello) e il sottosegretario all’Interno, Cosimo Maria Ferri, che era uscito perdente nel confronto al collegio uninominale a Massa contro l’azzurra Deborah Bergamini. A Palazzo Madama anche il renziano Andrea Marcucci, che ha perso a Lucca contro il forzista Massimo Mallegni, e Caterina Bini(che a Pistoia ha perso contro Patrizio la Pietra di Fratelli d’Italia).

Per quanto riguarda gli altri partiti, Michaela Biancofiore, sconfitta nel duello con Maria Elena Boschi nell’uninominale a Bolzano, risulta invece eletta per Forza Italia nel proporzionale nel collegio di Piacenza-Parma-Reggio Emilia. Sempre in Forza Italia, salvati dal paracadute anche Vittorio Sgarbi (surclassato da Luigi Di Maio ad Acerra) e l’ex presidente del Senato Renato Schifani. Per quanto riguarda M5s, eletti il capitano Gregorio De Falco e il giornalista Gianluigi Paragone. La Lega di Salvini, invece, recupera l’economista Alberto Bagnai (sconfitto a Firenze da Matteo Renzi) e Claudio Borghi (battuto dal ministro Padoan a Siena).

tratto da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/06/elezioni-2018-trombati-alluninominale-salvati-dai-listini-eletti-de-luca-fedeli-pinotti-orfini-schifani-pittella-de-falco/4207257/

Afghanistan, Gino Strada: Siamo in guerra da anni e non se ne parla più. Non ci dicono che il nostro paese è in guerra. Non ci dicono cosa ci fanno in nostri militari in Afghanistan. Non ci dicono che i feriti sono aumentati del 160%. Qual è l’obiettivo?

 

Gino Strada

 

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Afghanistan, Gino Strada: Siamo in guerra da anni e non se ne parla più. Non ci dicono che il nostro paese è in guerra. Non ci dicono cosa ci fanno in nostri militari in Afghanistan. Non ci dicono che i feriti sono aumentati del 160%. Qual è l’obiettivo?

 

 

Gino Strada intervistato da Diego Bianchi a #propagandalive (La7): ‘Noi siamo in guerra in Afghanistan da anni e anni e non se ne parla più. Non si dice che il nostro paese è in guerra. Cosa ci fanno militari italiani a combattere e sparare in Afghanistan?’ Qual è l’obiettivo? 

Ma non è l’unico tema che tocca Gino strada:

Liberi e Uguali, Gino Strada: “Usino più persone quelle due parole. Europa? Meschina e gretta, non le importa destino migranti”

Liberi e Uguali? Queste due parole fanno parte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non c’è nessun copyright da parte di nessuno. Anzi, le usassero più persone, più organizzazioni, più istituzioni: se la ricordassero questa cosa di liberi e uguali in dignità e in diritti“. Sono le parole del fondatore di Emergency, Gino Strada, ospite di Propaganda Live, su La7. Il medico risponde a una domanda del conduttore Diego Bianchi circa la somiglianza del simbolo della coalizione di sinistra capeggiata da Pietro Grasso e la campagna di Emergency del 2012: “Non c’è nessun plagio. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo è uno dei più alti punti del pensiero nella storia dell’umanità”. Sulla legge sul biotestamento, osserva: “Era ora. In Italia purtroppo siamo abituati a far passare per delle conquiste epocali delle cose che sono veramente il minimo indispensabile“. Inevitabile il tema dei migranti e delle Ong: “Ho trovato una uniformità di pensiero deprimente da parte di tutte le forze politiche. Riguardo alla politica del ministero dell’Interno, noi di Emergency l’abbiamo definita ‘un atto di guerra contro i migranti’, perché è davvero un atto di guerra. Poi ovviamente si costruiscono ulteriori bugie, come l’esprimere soddisfazione per i risultati straordinari raggiunti. E quale sarebbe il risultato straordinario? Il fatto che siano arrivati meno migranti”. E rincara: “Sarebbe questo il grande risultato? A prescindere dal fatto che queste persone stiano bene o siano state massacrate o stuprate o imprigionate? L’interesse di questa Europa gretta e meschina è che non arrivino più i migranti. L’interesse non è che muoiano o che soffrano, ma che non ci rompano più le palle. Noi, nella nostra grandissima intelligenza politica alla Minniti, pensiamo di poter fermare l’immigrazione. Ecco, direi di alzare il tiro: facciamo in modo che il sole non sorga più per due mesi. Questi sono pazzi”. Strada chiosa: “C’è stata una campagna diffamatoria contro le Ong, campagna in cui si vuole criminalizzare le organizzazioni semplicemente perché vogliono salvare qualcuno. Ma il criminale è chi non vuole salvare qualcuno”

Da Il Fatto Quotidiano