Scandalo Unicredit – Scusate, ma la Boschi non doveva querelare De Bortoli? Perchè non l’ha fatto ancora? Un’altra bugia? …Semplice, non può farlo. Ghizzoni sarebbe convocato come testimone, e se parla…

 

Unicredit

 

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Scandalo Unicredit – Scusate, ma la Boschi non doveva querelare De Bortoli? Perchè non l’ha fatto ancora? Un’altra bugia? …Semplice, non può farlo. Ghizzoni sarebbe convocato come testimone, e se parla…

 

Maria Elena Boschi non querela Ferruccio de Bortoli per far tacere Federico Ghizzoni, l’ex ad Unicredit

 

È stato l’avvocato Paola Severino, suo legale, a consigliare a Maria Elena Boschi di non querelare Ferruccio de Bortoli per le rilevazioni contenute nel libro Poteri forti. Per una ragione molto semplice: se lo avesse fatto, Federico Ghizzoni sarebbe stato convocato dal giudice come testimone. E non avrebbe potuto sottrarsi. A quel punto si sarebbe arrivati per forza al chiarimento che per ora non c’è: Ghizzoni conferma quanto ha detto a de Bortoli (smentendo Boschi), cioè che l’ex ministro gli avrebbe chiesto di interessarsi di Banca Etruria per una possibile acquisizione, oppure no? Senza contare che quanto scritto dall’ex direttore del Corriere della Sera, per quanto politicamente pesante, è dubbio che possa essere considerato diffamatorio. Quindi, rischierebbe di perdere l’eventuale processo.

Il caso, però, continua a tener banco. Ieri Ghizzoni ha rotto il silenzio in un colloquio con Repubblica, dicendo di essere disposto a parlare, ma solo davanti alla commissione di inchiesta sulle banche (che peraltro ha poteri equiparati a quelli della magistratura). «Se mi convocheranno», ha detto a Repubblica, «parlerò alla commissione d’inchiesta: in Parlamento, non sui giornali, risponderò ovviamente a tutte le domande che mi faranno», spiegando che «adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo». E poi, ha aggiunto, «è un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo». Parole che suonano quasi come un invito a essere ascoltato.

Solo che la commissione d’inchiesta sulle banche non esiste ancora. Ma dovrebbe vedere la luce a breve. Il 24 maggio è previsto che l’Aula della Camera dei deputati la istituisca. Dopo di che i gruppi dovranno indicare i componenti, dovrà essere eletto un presidente. Solo allora verrà formato un calendario dei lavori, con l’elenco delle audizioni. A quel punto, se l’opposizione lo chiede, Ghizzoni verrà sentito? Non è detto, perché ogni richiesta va votata. Se la maggioranza volesse, potrebbe bocciare la proposta. Per quanto, si dice tra i dem, sarebbe politicamente complicato rifiutarsi di sentire l’ad di Unicredit. Ci sarebbe un’altra via, più veloce, indicata ieri dalla senatrice Cinzia Bonfrisco: che Ghizzoni venga ascoltato dalla Commissione Finanze del Senato. La senatrice, che fa parte della commissione, ha detto che lo chiederà formalmente. Anche se la commissione Finanze non ha gli stessi poteri di quella d’inchiesta.

Paolo Gentiloni, che si trova a Pechino, non ha voluto commentare. Interpellato dai cronisti, ha risposto che «qui la politica si è occupata di One Belt One Road, cioè la Via della Seta». A Roma, però, la bufera infuria. «Siamo sicuri», accusa Paolo Grimoldi della Lega Nord, «che l’audizione di Ghizzoni, con le solite mille scuse, verrà rimandata a tardo autunno, quando sarà già stata varata la legge di stabilità lacrime e sangue e non sarà più possibile cambiare la rotta attraverso il voto anticipato». Va all’attacco Mdp, con Roberto Speranza: «La posizione di Boschi è indifendibile. Se ha mentito al Parlamento deve dimettersi». E a Otto e Mezzo Miguel Gotor fa sapere che chiederanno «chiarimenti a Gentiloni»: «Come nel caso Consip, dove tra Lotti e Marroni uno dei due mente e tuttavia sono rimasti entrambi al proprio posto», anche in questo caso «qualcuno non ha detto la verità». Intanto de Bortoli dice di «non aver ricevuto finora alcuna querela» da parte della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. Beppe Grillo, sul blog, accusa: «Senza querela è evidente che la magistratura non potrà indagare e l’eventuale verità giudiziaria non verrà a galla: no querela, no party!».

Matteo Renzi, però, difende Boschi, sfidando il M5S e invitando a fare presto la commissione d’inchiesta sulle banche: «Boschi», ha scritto ieri nella e-news, «ha risposto con un post e ha confermato “dalla a alla zeta” ciò che ha già detto in Parlamento, affidando la pratica agli avvocati». Dopodiché, aggiunge, quando si comporrà la commissione d’inchiesta, per la quale il Pd «ha votato a favore e M5S contro», allora «si capirà finalmente di cosa parliamo, quando si tratta di banche e delle responsabilità della classe dirigente». Il M5S replica: «Renzi bluffa, prima ha perso oltre un anno di tempo al Senato e poi ha fatto in modo di spuntare le unghie all’organismo su capitoli chiave». In realtà, dietro alla linea di far quadrato attorno Boschi, al Nazareno sono preoccupati dalla piega che può prendere la vicenda. Il timore non è tanto che possa emergere qualcosa di penalmente rilevante, quanto che, se i grillini tengono alta la polemica e Ghizzoni parla, si ponga prima o poi un problema di opportunità politica. Categoria che lo stesso Renzi, in passato, ha più volte usato sia con esponenti di altri partiti, vedi il ministro Cancellieri, sia con quelli del Pd.

di Elisa Calessi

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12386143/maria-elena-boschi-non-querela-ferruccio-de-bortoli-per-far-tacere-federico-ghizzoni.html

Ghizzoni rifiutò di salvare Etruria per Boschi e il governo bloccò le detrazioni che servivano a Unicredit. Arrivarono solo quando cambiò l’Ad. Coincidenze?

 

Ghizzoni

 

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Ghizzoni rifiutò di salvare Etruria per Boschi e il governo bloccò le detrazioni che servivano a Unicredit. Arrivarono solo quando cambiò l’Ad. Coincidenze?

 

E’ una storia vecchiotta, ma Il Fatto Quotidiano ha notato subito la strana coincidenza.

All’indomani del “fatal rifiuto” da parte di Ghizzoni, il Governo di Renzi e della Boschi bloccò le detrazioni che così tanto servivano a Unicredit…

Furono sbloccate solo quando cambiò Amministratore Delegato…

Coincidenze? Io non credo, direbbe un noto personaggio della Tv…

…Ehm, sig.ra Sottosegretaria, scusi il disturbo, volevamo solo rammentarle una cosa: SI È DIMENTICATA CHE DOVEVA QUERELARE DE BORTOLI? …Sa, sono cose che possono sfuggire, tipo abbandonare la politica in caso di sconfitta al Referendum.

 

Sottosegretaria

 

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…Ehm, sig.ra Sottosegretaria, scusi il disturbo, volevamo solo rammentarle una cosa: SI È DIMENTICATA CHE DOVEVA QUERELARE DE BORTOLI? …Sa, sono cose che possono sfuggire, tipo abbandonare la politica in caso di sconfitta al Referendum.

Articolo pubblicato 3 settimane fa… Ma di querela manco a parlarne. Certo che davanti ad un Giudice, sotto giuramento, De Bortolo dovrebbe dire la verità, tutta la verità, nientaltro che la verità. E la verità può far male…

…………..

Riprendiamo l’amletico dubbio che Riccardo Fraccaro manifesta dalla sua pagima Facebook. Qualcuno sa a che ora Maria Etruria Boschi deposita la querela contro De Bortoli sull’affare Unicredit?

Qualcuno sa a che ora Maria Etruria Boschi deposita la querela contro De Bortoli sull’affare Unicredit? Perché è dalla scorsa settimana che la Sottosegretaria ha promesso azioni legali, senza però che ve ne sia ancora traccia alcuna. L’annuncite cronica che caratterizza il Pd si manifesta ancora una volta, svelando i veri termini della vicenda: siamo di fronte all’ennesimo conflitto del Partito D’interessi.

È grave che un Ministro della Repubblica si attivi per una banca in particolare, è ancor più grave che cerchi di vendere la banca di famiglia. Ed è gravissimo che agisca in palese conflitto di interessi e neghi di averlo fatto, mentendo ai cittadini di fronte al Parlamento. Se quelle di un giornalista come Ferruccio De Bortoli sono solo accuse diffamatorie inventate di sana pianta, perché Boschi non lo querela? Evidentemente ha paura che venga sancita la verità dei fatti. Il Pd è solo chiacchiere e conti in banca.

R. Fraccaro

Nel dubbio che la nostra Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Gentiloni, oberata dagli impegni, la cosa sia sfuggita, glie lo ricordiamo.

D’altra parte la Sig.Ra Boschi è molto distratta…

Tipo quando dichiara che in caso di sconfitta al Referendum, come Renzi, si sarebbe ritirata dalla politica…

Caso Boschi, Ghizzoni fa tremare il Governo: “se convocato in parlamento risponderò a tutte le domande” …e sembra proprio una minaccia!

Ghizzoni

 

 

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Caso Boschi, Ghizzoni fa tremare il Governo: “se convocato in parlamento risponderò a tutte le domande” …e sembra proprio una minaccia!

 

 

Unicredit-Etruria, Federico Ghizzoni: “Non potete affidarmi la tenuta del governo, parlerò in Parlamento”. Una conferma: la Boschi è ko

“Se mi convocheranno parlerò alla commissione d’inchiesta. In Parlamento, non sui giornali. Risponderò ovviamente a tutte le domande che mi fanno”.

Così Federico Ghizzoni, l’ex ad Unicredit tirato in ballo da Ferruccio de Bortoli nel suo libro come l’uomo a cui Maria Elena Boschi chiese di valutare l’acquisto di Banca Etruria.

L’uomo che con una sua parola può distruggere il futuro politico della sottosegretaria. L’uomo che – ora lo ha detto chiaramente – parlerà se convocato dalla commissione d’inchiesta.

E ancora, ha aggiunto: “Adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo – si è sfogato con Repubblica -. È un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo”, ha aggiunto.

Parole che, proprio come quelle consegnate alla vigilia al Corriere della Sera, sembrano soltanto confermare quanto scritto da De Bortoli (e, a tal proposito, paiono decisive le parole sulla “tenuta del governo”).

Ghizzoni, insomma, sembra confermarlo: se parlo crolla il governo.

Ma tant’è. L’ex ad Unicredit continua a volare basso.

A tenersi lontano dalle polemiche: “Qualsiasi cosa dicessi ora, sarebbe strumentalizzata da una parte politica contro l’altra, e contro di me. Oltre poi al fatto che quando studiavo da banchiere mi hanno insegnato che la reservatezza è una virtù”.

Ma quella riservatezza potrebbe essere rotta in Parlamento, con conseguenze, ad oggi, imprevedibili.

Fonte: Qui

Sul nuovo scandalo Boschi-Unicredit perchè Ghizzoni non chiarisce tutto? Segreto bancario? Non facciamoci prendere in giro: è semplice, violerebbe il segreto se confermasse, non se smentisse… E allora?

Ghizzoni

 

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Sul nuovo scandalo Boschi-Unicredit perchè Ghizzoni non chiarisce tutto? Segreto bancario? Non facciamoci prendere in giro: è semplice, violerebbe il segreto se confermasse, non se smentisse… E allora?

 

La Boschi ha davvero chiesto a Federico Ghizzoni, all’epoca amministratore delegato di Unicredit, di acquisire Banca Etruria?

Sarebbe la prova del suo conflitto di interesse. Sarebbe la prova delle sue ingerenze nello scandalo banche. Sarebbe soprattutto la prova che ha detto sempre menzogne.

Ma per il momento a sostenerlo è solo Ferruccio De Bortoli. Che fa nomi e cognomi dall’alto della sua professionalità e serietà, ma che non prova quello che dice.

Insomma è la parola di De Bortoli contro quella della Boschi (Oddio, la parola di una che dichiara pubblicamente che in caso di sconfitta al referendum si sarebbe ritirata dalla politica per poi incollare il culo alla prima poltrona che le hanno offerto… ma questa è solo un’illazione).

Dicevamo, solo la parola di De Bortoli contro quella della Boschi…

Ma forse no. C’è anche la parola di Ghizzoni.

E per chi non è del tutto stupido, Ghizzoni ha già detto TUTTO.

Sì, ha già detto chiaramente TUTTO

Un Banchiere serio mantiene il segreto. Si chiama segreto bancario, giusto?

Ma Ghizzoni violerebbe il segreto se confermasse i rapporti avuti con la Boschi.

Quale segreto, invece, svelerebbe se smentisse? Nessuno, potrebbe farlo tranquillamente…

E allora?

Nessuna smentita…

Capite allora perchè Ghizzoni, proprio col suo silenzio, ha già detto TUTTO?

By Eles

Lo scandalo Unicredit e la banca di papà Boschi …ora capite perché il Pd non ha MAI fatto una vera legge contro il conflitto di interessi?

 

Unicredit

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Lo scandalo Unicredit e la banca di papà Boschi …ora capite perché il Pd non ha MAI fatto una vera legge contro il conflitto di interessi?

 

Lo scandalo Unicredit e la banca di papà Boschi #Boschidiccilaverità

 

È gravissimo quanto scritto da Ferruccio De Bortoli nel suo ultimo libro. Se corrispondesse al vero, il sottosegretario Maria Elena Boschi dovrebbe immediatamente dimettersi.
Il M5S lo ha sempre detto: sul dossier banche e risparmio i conflitti di interessi in seno al governo Renzi hanno minato la sua capacità di intervenire in modo equo e corretto. Adesso la storia delle pressioni sull’ex amministratore delegato Unicredit Federico Ghizzoni, da parte dell’allora ministra per i Rapporti con il Parlamento, affinché Piazza Gae Aulenti salvasse Etruria, la banca di papà Pier Luigi, è la scossa che abbatte un castello di bugie cui non abbiamo mai creduto.

Non ci siamo mai bevuti la balla dell’ex premier Renzi, secondo cui il suo governo si è sempre comportato in modo sereno sulla questione banche. E men che meno ci siamo bevuti le fandonie della stessa Boschi che diceva di non essersi mai occupata dell’istituto di famiglia. Ha pure mentito di fronte al Parlamento e agli italiani, quando è venuta a rispondere in aula alla mozione di sfiducia del M5S.

Dopo aver saputo che Boschi padre si era rivolto a faccendieri della risma di Flavio Carboni per trovare un direttore generale dell’istituto e leggendo, anche sul libro di De Bortoli, dell’influenza di ambienti massonici sulla banca dei Boschi’s, non possiamo che ribadire quanto sosteniamo da anni: il governo ‘Renziloni’ non è adeguato a mandare avanti il Paese in un momento così difficile, anche in considerazione del peso enorme che la sottosegretaria, a colpi di circolari accentratrici, continua ad avere nell’esecutivo attuale.

La misura è colma, non ne possiamo più. Di fronte alla crisi in cui versa il mondo del credito, di fronte alle paure dei risparmiatori, di fronte ai drammi degli investitori colpiti dal salva-banche, non è accettabile vedere, secondo quanto si legge, un ministro che utilizza la propria posizione per brigare sottobanco allo scopo di salvare gli affari di famiglia. Boschi vada a casa o faremo di tutto per mandarcela noi. E valuteremo anche possibili azioni sul fronte giudiziario.

 

fonte: http://www.beppegrillo.it/2017/05/lo_scandalo_unicredit_e_la_banca_di_papa_boschi_boschidiccilaverita.html

Maria Elena Boschi ha sempre negato il conflitto di interessi. Ma ora si scopre che “Nel 2015 chiese a Unicredit di comprare Banca Etruria”

Maria Elena Boschi

 

 

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Maria Elena Boschi ha sempre negato il conflitto di interessi. Ma ora si scopre che “Nel 2015 chiese a Unicredit di comprare Banca Etruria”

 

 

Maria Elena Boschi, De Bortoli: “Nel 2015 l’ex ministra delle Riforme chiese a Unicredit di comprare Banca Etruria”

 

L’ex direttore del Corriere della Sera rivela il retroscena nel suo ultimo libro “Poteri forti (o quasi)”. M5s: “Sottosegretaria è una bugiarda, dovrebbe dimettersi”. Salvini: “Nell’affare banche c’è dentro fino al collo”. Mdp: “Riferisca in parlamento”. L’ex ministra smentisce: “Non ho mai avanzato una richiesta di questo genere. Sfido chiunque e ovunque a dimostrare il contrario”. E annuncia querele. Nessun commento per il momento da Ghizzoni e nemmeno da piazza Gae Aulenti

 

Maria Elena Boschi chiese a Unicredit di comprare Banca Etruria. Lo sostiene l’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, nel suo ultimo libro “Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo“, edito da La Nave di Teseo. “L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”, scrive l’ex numero uno di via Solferino nel suo saggio.

Boschi ha sempre negato qualsiasi ruolo nella gestione del crac della banca in cui suo padre Pier Luigi era vice presidente. “Non sussiste conflitto d’interessi tanto è vero che non ho preso parte al Cdm che ha deciso questo provvedimento”, diceva riferendosi alla riforma sulle banche popolari varata dal governo di Matteo Renzi.“È un provvedimento che fa bene a tutte le banche e Banca Etruria aveva già deciso di diventare spa ad agosto dell’anno scorso quindi al di sopra di ogni sospetto”, aveva aggiunto nel febbraio del 2015.

La smentita di Boschi e il silenzio di Ghizzoni- È per questo motivo che le anticipazioni del libro di De Bortoli, pubblicate dall’Huffington Post, hanno immediatamente incendiato il dibattito politico con l’attuale sottosegretaria alla presidenza del consiglio che si è affrettata a smentire il giornalista. “La storia di Banca Etruria viene ciclicamente chiamata in ballo per alimentare polemiche. Vediamo di essere chiari: non ho mai chiesto all’ex ad di Unicredit, Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria. Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere. Sfido chiunque  e ovunque a dimostrare il contrario”, scrive Boschi su facebook, mentre per il momento non si registra alcun commento né di Ghizzoni e nemmeno da Unicredit.

Nel suo post su facebook, tra l’altro, Boschi annuncia anche querele, “Siccome sono stupita per questa ennesima campagna di fango – aggiunte l’ex ministra – stavolta ho affidato la pratica ai legali per tutelare il mio nome e il mio onore. Chi è in difficoltà per le falsità di Palermo o per i rifiuti di Roma non può pensare che basti attaccare su Arezzo per risolvere i propri problemi”.

M5s e Lega: “Boschi si dimetta” – Il riferimento, ovviamente, è per il Movimento 5 Stelle.”Boschi chiamò l’amministratore delegato di Unicredit Ghizzoni chiedendogli di comprare Banca Etruria, la banca dove suo padre era vice-presidente. Lo vedete adesso il conflitto di interessi?”, scrivono su Facebook, in un post identico, i deputati Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. “La Boschi dovrebbe dimettersi all’istante dopo aver chiesto scusa agli italiani. Diceva che non si era mai interessata alla banca di famiglia ma è solo una bugiarda. Se non si dimetterà – insistono i pentastellati – la costringeremo ancora una volta a venire in aula con una mozione di sfiducia. Il M5S non molla”. Sul caso interviene anche il blog di Beppe Grillo . “Boschi vada a casa o faremo di tutto per mandarcela noi. E valuteremo anche possibili azioni sul fronte giudiziario. La misura è colma, non ne possiamo più”, è l’incipit di un post firmato M5s e pubblicato sul blog.  Chiede le dimissioni di Boschi anche la Lega Nord. “Nell’affare banche c’è dentro fino al collo. La Lega non dimentica: che fine ha fatto la nostra richiesta di una commissione d’inchiesta su Bancopoli? Sepolta in un cassetto?”, dice il segretario Matteo Salvini.

Mdp: “Boschi venga in Parlamento” – I bersaniani di Mdp, invece, chiedono alla sottosegretaria di riferire in parlamento. “Indubbiamente la rivelazione di De Bortoli apre uno squarcio inquietante sui rapporti tra un ministro della Repubblica e l’ad di una grande banca per salvare Banca Etruria. All’epoca della mozione di sfiducia di un anno e mezzo fa parlai esplicitamente di un conflitto di interessi potenziale. Ora sembra che questa tesi trovi una sua conferma. Penso che la ministra Boschi debba spiegare subito in Parlamento di cosa si tratta. E il Pd debba prendere esplicitamente le distanze da questa commistione malata tra politica e affari”, dice il deputato Arturo Scotto.  “La cosa che mi colpisce di più continua ad essere il familismo e l’eccesso di concentrazione di potere in 20 km. De Bortoli è un professionista molto serio. Il ministro Boschi che ha avuto la fiducia del parlamento non credo possa cavarsela con una dichiarazione. Valuteremo con attenzione. Ciò che è certo è che occorre fare chiarezza in modo definitivo su questa vicenda senza lasciare zone d’ombra. Se non c’è chiarezza l’unica strada sono le dimissioni”, rilancia Roberto Speranza.

La difesa del Pd e l’esposto contro Grillo – Ai pentastellati replica il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi. “Leggo che il pluripregiudicato Beppe Grillo annuncia di essere pronto a fare azioni legali contro esponenti del PD. Considerata la sua fedina penale e la sua lunga storia costellata da evasione e condoni fiscali, se Grillo facesse finalmente un’azione legale sarebbe una novità davvero interessante. Ma lo togliamo dall’imbarazzo. Domani alle 12,00 presenterò personalmente l’esposto denuncia contro il Movimento Cinque Stelle e Beppe Grillo”. scrive su facebook il tesoriere del Pd. Difendere Boschi anche Ettore Rosato. “È vergognoso e strumentale l’attacco M5s a Boschi teso unicamente a coprire i disastri di Roma o l’inchiesta sulle firme false a Palermo. Si occupino dei problemi della gente e non di fare gli aspiranti pm visto che non hanno né i criteri morali né le capacità giuridiche”, dice il capogruppo dem alla Camera. Identico il commento di Lorenzo Guerini, secondo il quale “il M5s strumentalizza un brano di un libro, su cui tra l’altro Maria Elena Boschi ha già espresso la volontà di citare in giudizio, per nascondere le clamorose difficoltà sui rifiuti che sommergono Roma e soprattutto l’imbarazzo delle registrazioni audio di Palermo”. “Credo che la Boschi abbia dato mandato ai suoi legali di tutelarla perché il fatto deve essere dimostrato. La politica è abituata a speculare senza accertare i fatti, è una cattivissima abitudine. I giudizi non si fanno sui giornali e con le dichiarazioni stampa. Non voglio entrare nei dettagli, non ho letto il libro di De Bortoli, immagino che sia stata una frase riferita, che De Bortoli non fosse presente”, dice invece il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

La sfiducia e la smentita (del 2015) di Ghizzoni – La questione Banca Etruria era costata alla Boschi una mozione di sfiducia respinta dall’aula di Montecitorio con 373 No e solo 129 Sì. “Io amo mio padre che è una persona perbene. Ma se ha sbagliato deve pagare, come tutti. Non c’è spazio per favoritismi. Se i fatti contestati fossero veri? Mi dimetterei”, aveva detto nel suo intervento in Parlamento l’allora ministra delle Riforme. Era il 18 dicembre del 2015:  lo stesso anno in cui – secondo De Bortoli – aveva chiesto l’intervento di Unicredit.  Secondo Bloomberg – citato dall’agenzia Ansa in un take del 10 dicembre del 2015, e quindi una settimana prima della mozione di sfiducia a Boschi  – l’ex ad Ghizzoni aveva dichiarato in un incontro con la stampa estera che Unicredit non era interessata ad acquistare Banca Marche, Etruria, Carife e CariChieti, cioè le banche salvate dal governo.

Banche e massoni – Il passaggio relativo all’interesse di Boschi per il destino di Banca Etruria compare a pagina 209 del libro di De Bortoli, al centro del capitolo dedicato a Matteo Renzi (intitolato “La bulimia del potere“), in cui il giornalista parla di massoneria. “Ho esagerato forse (il riferimento è per il suo ultimo editoriale in cui parla di “stantio odor di massoneria” ) ma nulla mi toglie dalla testa che nel dedalo di rapporti di quella che Ernesto Galli della Loggia sul Corriere ha chiamato ‘consorteria toscana’, le appartenenze massoniche un ruolo lo hanno giocato e continuino a giocarlo. Del resto, poche settimane dopo il mio articolo, Libero, diretto da Maurizio Belpietro, svelò le frequentazioni di Flavio Carboni e il suo interessamento per il vertici di Banca Etruria. Il vicepresidente della banca aretina, Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena, aveva incontrato il faccendiere sardo in un paio di occasioni durante le quali gli avrebbe chiesto consigli su chi mettere alla direzione generale dell’istituto”.