Dopo il caso Mura, M5S all’attacco: “Gli altri partiti facciano come noi cacciando i parlamentari assenteisti”

 

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Dopo il caso Mura, M5S all’attacco: “Gli altri partiti facciano come noi cacciando i parlamentari assenteisti”

l M5S attacca: “I partiti facciano come noi, puniscano i parlamentari assenteisti”

“Chiediamo a Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e LeU di espellere dai propri gruppi i parlamentari che hanno disertato Camera e Senato!”. Questo scrive il Movimento 5 Stelle in risposta al caso di assenteismo del deputato-velista del M5S Andrea Mura. Nel post vengono elencati i dieci parlamentari meno presenti alle votazioni.

“Deputati e senatori sono stati eletti dai cittadini per lavorare in Parlamento. Andrea Mura (96,38% di assenze) non ha rispettato le regole e il MoVimento l’ha espulso. Adesso chiediamo che la stessa cosa venga fatta anche dalle vecchie forze politiche!”. Con un post pubblicato sul Blog delle Stelle, il Movimento 5 Stelle prova a contrattaccare, dopo le polemiche suscitate la scorsa settimana dal deputato Andrea Mura, che aveva dichiarato di andare alla Camera “una volta alla settimana, per la commissione Trasporti”, motivando così la sua condotta: “il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani” come velista. In base all’articolo 48 del regolamento della Camera dei deputati e all’articolo 1 comma 2 di quello del Senato, deputati e senatori hanno però il dovere di partecipare alle sedute dell’Aula.

da: https://www.fanpage.it/il-m5s-attacca-i-partiti-facciano-come-noi-puniscano-i-parlamentari-assenteisti/

 

La Camera ha 5.000 quadri, ma i Deputati ne hanno fatto comprare altri 29 per i loro uffici. A loro piacevano di più, e poi li pagano quei fessi degli Italiani!

 

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La Camera ha 5.000 quadri, ma i Deputati ne hanno fatto comprare altri 29 per i loro uffici. A loro piacevano di più, e poi li pagano quei fessi degli Italiani!

La Camera dei deputati è forse il più grande magazzino italiano di opere d’arte, solo in parte esposte: ne ha ben 4.866. Ma quando nell’ultimo anno si è dovuto ridisegnare gli spazi per creare qualche ufficio in più per i deputati che avevano perso la postazione nei palazzi esterni dopo la disdetta degli affitti, l’amministrazione di Montecitorio ha pensato bene di acquistare qualche stampina in più per non lasciare spoglie quelle pareti.

Sparse nei piani del palazzo e in gran parte nei magazzini sotterranei la Camera oggi guidata da Laura Boldrini poteva contare su un patrimonio di ben 3.192 fra “disegni, stampe, incisioni, litografie, acqueforti ed acquerelli”, ma per fare contenti i deputati che volevano le stampe del cuore, e non quelle lì in magazzino per abbellire i loro nuovi luoghi di lavoro, ne sono state acquistate altre 29 negli ultimi dodici mesi.

Tutte per “esigenze di arredo di uffici e di locali di rappresentanza”, come si trova scritto in una nota sul patrimonio allegata al conto consuntivo 2016 della Camera dei deputati. E già che c’erano i deputati hanno potuto abbellire le scarne pareti dei nuovi uffici con altri tre “oggetti artistici di vario tipo”: due crocifissi lignei e un barometro. Evidentemente religiosi i primi due, malfidente sulle app meteo il terzo, che preferisce il vecchio sistema per capire se il sole spende o se minaccia pioggia.

Grazie ai nuovi generosi acquisti- finanziati dal Tesoro grazie alla dotazione girata ogni anno alla Camera dei deputati attingendo alle tasse versate dai contribuenti italiani, la collezione d’arte di Montecitorio ora è più ricca: alle alle 3.192 stampe e disegni si possono aggiungere ben 1.035 dipinti (526 di proprietà, altri 509 concessi in usufrutto da varie soprintendenze ), 85 busti, 110 sculture, 98 tappeti esteri ed arazzi, 98 reperti archeologici e 248 oggetti artistici di vario tipo.

Solo in rare occasioni provengono da donazioni (come i crocifissi dei migranti che tanto piacciono alla Boldrini, realizzati da artisti a Lampedusa con i legni dei barconi naufragati), perché gran parte del patrimonio artistico è stato costituito negli anni proprio attraverso acquisti mirati spesso per le bizze di questo o quell’onorevole che non vuole lavorare in mezzo a pareti bianche. Durante questa legislatura complessivamente le opere d’arte possedute e inventariate sono cresciute di 120 unità: erano in tutto 4.746 quelle dichiarate alla data del 31 dicembre 2012. Quell’anno sono stati acquistati 32 disegni, l’anno successivo ne sono arrivati in tutto 29 nuovi (ma sette sono stati donati), poi ancora due dipinti e 50 stampe e litografie proprio per abbellire gli uffici e i locali di rappresentanza.

Ma nel patrimonio che lievita c’è anche un piccolo giallo. Se disegni e stampe a fine 2012 erano 3.032 e oggi 3.192 (160 in più in quattro anni), i dipinti erano 1.089 e oggi sono 1.035, quindi 54 in meno. Secondo la classificazione fatta, oggi rispetto a inizio legislatura c’è un dipinto in più di proprietà di terzi, in compenso ce ne sono 55 in meno posseduti direttamente dalla Camera. Fossero stati prestati a terzi per mostre o anche esposizioni di più lunga durata, resterebbero comunque nel conto annuale del patrimonio. Devono quindi essere stati venduti- e mai ne è stata data notizia pubblica- o forse perduti o irrimediabilmente danneggiati.

D’altra parte è storia della Camera dei deputati una certa confusione nella gestione del proprio patrimonio artistico, che per anni nessuno aveva mai censito. Un po’ d’ordine fu messo quando a Montecitorio fu eletto Vittorio Sgarbi, che decise di andare a curiosare nei magazzini scoprendo come fosserò lì impolverate e custodite assai male opere d’arte di grande valore, mentre nei corridoi del palazzo erano quasi sempre esposte croste di nessun valore. Così i migliori dipinti sono stati portati ai piani nobili ed esposti, con tanto di autenticazione e targhetta informativa. Così anche gli italiani che quei dipinti hanno indirettamente pagato con le loro tasche oggi possono goderseli durante le visite guidate.

Ogni presidente poi ha fatto cambiare le opere esposte negli uffici propri, a seconda dei gusti di ognuno. Fece scandalo nel 1994 Irene Pivetti che per prima rivoluzionò le esposizioni, facendo togliere dallo studio personale un prezioso dipinto di Sironi e andando a caccia per gran parte del palazzo dei nudi d’autore che fece tornare in magazzino. Scomparve così dalla vista dei più sia pure per breve periodo una Venere nuda e dormiente del seicentista napoletano Luca Giordano, e via con mille polemiche. Solo Sgarbi- che all’inizio l’aveva in simpatia- difese la scelta provocatoriamente: “Luca Giordano è un pittore che non mi piace, è poco chic, lo chiamavano Luca Fa Presto, lavorava a cottimo, chilometri e chilometri di tela”.

Ci sono per altro nel patrimonio di Montecitorio altre opere attribuite allo stesso pittore, fra cui una Madonna. C’è poi una tela attribuita a Jacopo Tintoretto e un dipinto delle Nozze di Caana di Paolo Veronese e Benedetto Calliari. Nutrito anche il portafoglio di opere d’arte del Novecento e contemporanea: da Guttuso a De Chirico, da Giorgio Morandi, ad Aligi Sassu, Mario Sironi, Carlo Carrà, Giacomo Manzù, Franco Gentilini, Marino Mazzacurati e Mario Mafai.

fonte: http://limbeccata.it/figuracce/la-camera-ha-5-mila-quadri-i-deputati-ne-fan-comprare-29-per-i-loro-uffici/

VERGOGNOSO – Ormai hanno proprio toccato il fondo. La Boldrini, a fine seduta, annuncia un minuto di silenzio per i morti di Londra. Un boato di proteste tra i deputati: si faceva tardi per tornare a casa… E queste carogne per stare li vengono pagate (da noi) profumatamente”

 

VERGOGNOSO

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VERGOGNOSO – Ormai hanno proprio toccato il fondo. La Boldrini, a fine seduta, annuncia un minuto di silenzio per i morti di Londra. Un boato di proteste tra i deputati: si faceva tardi per tornare a casa… E queste carogne per stare li vengono pagate (da noi) profumatamente”

 

Vergognoso a Montecitorio – Guardate cosa è appena successo a Montecitorio: si avvicina l’ultima votazione della giornata in aula, ma viene annunciata prima di questa una commemorazione alle vittime dell’attentato di Londra. I deputati in coro, coa a capo quelli del PD, frettolosi di andare a casa, urlano “NOOO” facendosi richiamare dalla Boldrini che presiedeva in quel momento la Camera.

Sì cari amici, queste carogne che si mettono 10.000 Euro al mese per in tasca stare in Parlamento si ribellano per doversi trattenere un minuto in più in Aula. E questo già è vergognosamente schifoso, ma se pensiamo anche al motivo per cui avrebbero dovuto “sprecare” quel prezioso minuto, allora…

Hanno toccato proprio il fondo…

Che miserabili…!

by Eles

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