28/07/1914 inizia la Prima Guerra Mondiale, ma la verità su questa carneficina è ben diversa da quella che ci propinano i libri di storia – “Qui non si combatte né con orgoglio né con ardore, qui si va al macello perché si teme la fucilazione.” – Il terribile racconto di una decimazione di un medico militare

Prima Guerra Mondiale

 

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28/07/1914 inizia la Prima Guerra Mondiale, ma la verità su questa carneficina è ben diversa da quella che ci propinano i libri di storia – “Qui non si combatte né con orgoglio né con ardore, qui si va al macello perché si teme la fucilazione.” – Il terribile racconto di una decimazione di un medico militare

 

“QUI NON SI COMBATTE NÉ CON ORGOGLIO NÉ CON ARDORE, QUI SI VA AL MACELLO PERCHÉ SI TEME LA FUCILAZIONE.” NELL’ANNIVERSARIO DELL’INGRESSO DELL’ITALIA NELLA GRANDE GUERRA IL TERRIBILE RACCONTO DI UNA DECIMAZIONE VISTA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN MEDICO MILITARE

“A di là del ponte la prateria era invasa da cavalli ancora sellati e abbandonati, soldati dispersi trattenuti da un Ufficiale dei Carabinieri con rivoltella in pugno ed esaltato all’eccesso nel compito della sua missione; gli ordini erano severissimi; si procedeva alla decimazione dei soldati che non avessero saputo dar notizie dei loro reparti e della loro ubicazione; dovetti assistere ad una di queste decimazioni e l’impressione fu terribile e incancellabile; su dieci poveri soldati inebetiti dalla fame, dalle fatiche e chissà poi come e perché dispersi si sceglieva uno a caso e veniva fucilato immediatamente sul posto; i poveri ragazzi invocanti tra le lacrime di disperazione il nome della mamma! Ma quando la bestia umana ammansirà i suoi istinti di distruzione e tornerà a trionfare la bontà, la comprensione e la fratellanza fra i popoli?…..”
Con queste parole il medico Mario Matteo Costa descriveva l’episodio di decimazione a cui era stato costretto ad assistere. Appena laureato era stato chiamato in servizio negli ospedali da campo situati al fronte, per curare le mutilazioni dei soldati e la diffusione del colera. Proprio in veste di medico assistette in prima persona alla terribile disfatta di Caporetto, e alla rovinosa ritirata che ne seguì. E proprio in questo frangente va inserita la terribile vicenda dei decimati. La necessità di trovare un capro espiatorio per la cocente sconfitta, portò gli alti comandi, Cadorna in testa, ad elaborare la teoria del tradimento, secondo cui interi reparti di soldati italiani si sarebbe comportati con codardia dinnanzi al nemico, fino ad arrendersi senza colpo ferire. E così nacque la leggenda degli “imboscati d’Oltralpe”, così li definì D’Annunzio, che preferivano la prigionia austriaca alla guerra sul fronte. Nulla di più falso. A parte rarissimi casi, i fanti italiani fatti prigionieri si batterono con coraggio e dedizione, per quella Patria che nei mesi seguenti li avrebbe completamente abbandonati alla loro sorte. Tra di loro anche Costa catturato e internato in un campo tedesco che diversi anni dopo la fine della guerra metterà nero su bianco le sue memorie.
A distanza di 103 anni da quel 24 maggio del 1915, quando l’Italia entrò in guerra al fianco dell’Intesa, non possiamo che ricordare tutti i morti delle trincee, su ogni fronte, vittime di interessi economici e politici precisi, e vittime, ancora oggi, di una retorica nazionalista che esaltando il conflitto, enfatizzando lo scontro, creando mitologie della battaglia, rinnova quotidianamente la violenza verso tutti gli innocenti che hanno perso la vita nella Grande Guerra.

Fonte:
Cannibali e Re
Cronache Ribelli

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28/07/1914 inizia la Prima Guerra Mondiale, ma la verità su questa carneficina è ben diversa da quella che ci propinano i libri di storia – “Qui non si combatte né con orgoglio né con ardore, qui si va al macello perché si teme la fucilazione.” – Il terribile racconto di una decimazione di un medico militareultima modifica: 2018-07-28T17:34:24+02:00da eles-1966
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