Un giorno proveremo vergogna per ciò che siamo diventati

 

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Un giorno proveremo vergogna per ciò che siamo diventati

Verrà il tempo in cui questo nostro povero paese si risveglierà dall’orribile sonno della ragione che oggi lo domina.

Un paese afflitto dalle mafie che fa guerra a chi le mafie le ha sempre combattute. Ai Saviano, ai Ruotolo, additati al pubblico disprezzo e lasciati indifesi in balia dei sicari delle cosche.

Un paese ridotto alla disperazione, con 5 milioni e passa di poveri assoluti e un’economia in recessione, la sua gioventù costretta all’esilio o alla disoccupazione,con un debito pubblico stratosferico che ne condanna presente e futuro, cementato da incompetenza e corruzione, che è stato portato a credere che il suo nemico numero uno sia un flusso migratorio, per altro già ridimensionatosi.

Un paese che ha fatto dei poveri della Terra, dei derubati di sempre, frodati dai potenti del mondo e da quelli di casa nostra, come frodata è la sua gente dagli stessi voraci pescecani, i suoi nemici giurati. Un paese che insulta i suoi uomini e le sue donne migliori accusandoli del reato di aver speso la vita nel soccorrere e voler dignità per chi patisce l’ingiustizia. Un paese che permette di definire Gino Strada un “miliardario senza scrupoli” e i volontari come soci di affari dei trafficanti di uomini e che versa centinaia di milioni ai libici, cioè ai veri trafficanti, e li definisce amici e con loro permette il rinascere delle Auschwitz e dei loro orrori.

Un paese che definisce nemica l’Europa accusandola di averlo lasciato solo a fronte dei flussi migratori e che batte le mani e alimenta il potere di chi è alleato con chi in Europa lo ha fatto.

Un paese che ha lasciato che le sue istituzioni venissero usate per l’eterna campagna elettorale di uomini senza scrupoli, che l’ha  pagata forse  di tasca propria, permettendo di farsi ammaliare dalla più squallida retorica e da vergognose bugie.

Un paese immemore delle sue tragedie, innanzitutto il fascismo, che ancora una volta ha cercato il suo duce, il suo salvatore e non la democrazia. Un paese tanto immaturo e prono da credere ancora alla favola bugiarda dell’uomo del destino.

Un paese che ha ceduto all’imbroglio più becero di chi invece di fare il suo lavoro  si appropria del lavoro altrui. Sono magistrati e forze dell’ordine a indagare, arrestare, confiscare beni alle mafie, sudando e rischiando per anni, non chi ne indossa le divise e si fregia del loro operato.

Questo paese balordo un giorno si risveglierà perché il suo spirito critico, la sua coscienza democratica, la sua bellezza e umanità, prevarranno. E proverà infinita vergogna. Innanzitutto chi aveva il diritto dovere di parlare forte e chiaro e invece ha taciuto e quanti hanno spianato, per pura fortuna personale, la strada alla melma che oggi soffoca la coscienza degli italiani.

silvestro montanaro

da: https://raiawadunia.com/un-giorno-proveremo-vergogna-per-cio-che-siamo-diventati/

 

La petizione: Ridate la scorta al giornalista Sandro Ruotolo! – Firma anche TU

 

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La petizione: Ridate la scorta al giornalista Sandro Ruotolo! – Firma anche TU

È stata tolta la scorta al giornalista napoletano Sandro Ruotolo, da sempre occupato in inchieste sulla mafia. Classe 1955, dopo svariati anni in Rai, dal 1988 Ruotolo comincia una lunga collaborazione con Michele Santoro, partecipando a numerosi programmi televisivi di approfondimento. Nel 1997 sua cugina Silvia viene assassinata a Napoli all’età di 39 anni mentre torna nella sua casa di salita Arenella: è una delle vittime innocenti della Camorra. Nel 2009, in corrispondenza di un’inchiesta sui rapporti tra mafia e Stato e dopo aver intervistato Massimo Ciancimino, riceve una lettera minatoria in cui viene minacciato di morte. Sempre impegnato in inchieste sulle organizzazioni criminali, nel maggio del 2015 viene messo sotto scorta dopo aver ricevuto minacce da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, a causa delle sue inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Dal 2017 collabora con il quotidiano online Fanpage.it, per il quale firma il format ItalianLeaks.

Ecco la petizione rivolta a:

All'Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale

Al Signor Presidente della Repubblica

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera

Al Presidente del Consiglio

Al Ministro dell'Interno

Al Ministro della Giustizia

Ridate la scorta al giornalista Sandro Ruotolo!

Ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

 

 

Ruotolo

 

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Ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

Ma davvero credete che questa lunga, logorante, incessante campagna di delegittimazione contro i giornalisti e il giornalismo alla fine non avrebbe prodotto danni, credevate che passasse come un semplice pour parler senza invece esporre a ulteriori rischi un’intera categoria, completamente bistrattata, tutta in un unico calderone in cui stanno i servi di qualche potere e le schiene dritte (come Sandro, appunto) senza nessuna distinzione?

Ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

Davvero credevate che tutti questi mesi di melmosa propaganda sulle scorte come benefici e costi per gli italiani, utilizzata per colpire il nemico di turno e per alimentare l’indignazione che riempie le pance dei social e i voti di alcuni partiti alla fine sarebbero passati come uno scherzo?

Ma davvero avete credete che trattare le mafie come criminalità spiccia che si possa atterrire con un semplice colpo di ruspa non avrebbe delegittimato centinaia di giornalisti che lavorano meticolosamente sul tema rifuggendo dalle facili semplificazioni e ben consapevoli che non esiste mafia dove non c’è anche mala politica?

Ma davvero credete che questa lunga, logorante, incessante campagna di delegittimazione contro i giornalisti e il giornalismo alla fine non avrebbe prodotto danni credevate che passasse come un semplice pour parler senza invece esporre a ulteriori rischi un’intera categoria, completamente bistrattata, tutta in un unico calderone in cui stanno i servi di qualche potere e le schiene dritte (come Sandro, appunto) senza nessuna distinzione?

Ma davvero credete che il puerile scontro del ministro dell’interno Salvini contro Saviano e la sua scorta metta molto in pericolo i giornalisti che non hanno la visibilità di Saviano e ancora, nel 2019, devono giustificarsi del fatto di essere protetti?

Davvero c’è qualcuno che è ancora convinto che, nonostante le mille rassicurazioni di ogni benedetto governo, le scorte non siano figlie di determinate scelte politiche, tanto c’è sempre un modo per mettere le carte a posto come già disse Giovanni Falcone, Avete mai messo il naso nella disparità di atteggiamento tra i collaboratori di giustizia, tra i testimoni di giustizia e tra le personalità? Sapete che mentre veniva revocata la scorta a Sandro Ruotolo è uscita la notizia che la figlia di una nota show girl è scortata per le minacce di un fan?

Ma davvero credete che il continuo bullizzare i nemici di questo governo (con fare più da bamboccione ce da ministro) alla fine non si realizzerà in un boicottaggio appena gli sarà possibile? Davvero non avete capito che ormai non esiste un blocco sociale? È un noi contro di voi?

Ma davvero non avete capito che la scorta a Sandro Ruotolo (com altri, giornalisti e magistrati) è iniziata silenziandolo, delegittimandolo, non dando il giusto risultato a inchieste che in un Paese normale avrebbero dovuto aprire un dibattito politico e invece sono rimaste lì, come giornalismo di testimonianza?

Ma davvero credete che questo disamoramento sui temi delle mafie e dell’antimafia non renda infinitamente più semplice zittire le voci scomode? Ma davvero credete che banalizzare la mafia promettendo di sconfiggerla in qualche mese sia una frase accettabile in un Paese che con le mafie convive, tratta e converge da decenni?

Alla luce di questo, ma davvero vi stupite che sia stata revocata la scorta a Sandro Ruotolo? Davvero?

FONTE: FANPAGE

ARTICOLO DI Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche “Le uova nel paniere” e “L’eroe del giorno” e realizzando il format video “RadioMafiopoli”. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.

 

 

È ufficiale – Niente scorta per Sandro Ruotolo, lui combatte i casalesi, mica fa affogare i migranti in mare…!

 

 

Sandro Ruotolo

 

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È ufficiale – Niente scorta per Sandro Ruotolo, lui combatte i casalesi, mica fa affogare i migranti in mare…!

E’ ufficiale quanto inconcepibile: hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo.

Sarà perché si limita a combatte i casalesi, anziché far affogare i migranti in mare per mantenere pura la razza italica e dare tranquillità agli italiani?

Da Il Fatto Quotidiano:

Scorta tolta a Sandro Ruotolo, Morra (Antimafia): “Va difeso, io sto con lui”. La Fnsi al premier Conte: “Incomprensibile”

Solidarietà, vicinanza, supporto. Il mondo del giornalismo e anche la politica interviene sul caso della revoca della scorta al giornalista che da anni è impegnato in inchieste contro le mafie. Il sindaco di Napoli de Magistris: “Mi auguro che notizia venga smentita”…

Solidarietà, vicinanza, supporto. Il mondo del giornalismo e anche la politica interviene sul caso della revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo.”Ho sentito poco fa Sandro Ruotolo. Inutile dire che ha tutta la mia stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie. Per il suo impegno è stato minacciato, perché sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole” scrive su Facebook Nicola Morra – senatore M5s e presidente della commissione bicamerale Antimafia – Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”.

Si sono mossi anche la Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania. In una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte si chiede di rivedere la decisione. “Le segnaliamo l’improvvisa decisione levare la scorta a Sandro Ruotolo, coraggioso cronista sottoposto a vigilanza dopo le sue inchieste sulla camorra – scrivono il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti insieme con il segretario del Sugc Claudio Silvestri – Lei medesimo, di recente a Napoli, ha avuto modo di apprezzare il coraggio e l’autorevolezza professionale di Ruotolo e avrà modo di ribadire anche la sua contrarietà a questa decisione. Levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni. Siamo certi che non mancherà di far sentire la sua voce a sostegno di questa battaglia di civiltà e di libertà”. Solo il 23 novembre scorso il premier aveva intervistato a Napoli il giornalista per discutere in pubblico di quanto sia difficile fare giornalismo libero, di inchiesta, sulle mafie e il malaffare, e dare un segnale di solidarietà del governo ai cronisti minacciati. Ruotolo, cui era stata assegnata una scorta armata (agente e auto non blindata) è stato minacciato dal boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria. Intercettato in un colloquio in carcere nel 2014 aveva detto che avrebbe voluto ‘squartare vivo’ il professionista.

 Anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris interviene: “Ho appreso la notizia relativa alla revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo, mi auguro che sia subito smentita e se invece si tratta di una revoca già adottata mi auguro possa arrivare la revoca della revoca“. Nel definire il cronista, per anni inviato nei programmi di Michele Santoro, “coraggioso, libero, autonomo e indipendente” il primo cittadino ha sottolineato che “negli ultimi tempi si è occupato e si sta occupando sia di inchieste delicate di criminalità organizzata anche relativamente alle sue collusioni con apparati politici e istituzionali sia di inchieste sulla politica. Mi sembra un po’ strano – ha concluso il sindaco – che proprio in un momento di forte impegno professionale di Ruotolo, da parte dei vertici del Viminale venga meno il provvedimento di protezione personale“. Anche Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana/LeU, componente della commissione Antimafia è molto critico: “La decisione di togliere la scorta a Sandro Ruotolo è sbagliata. Da sempre impegnato con il suo lavoro a raccontare l’evoluzione del fenomeno mafioso Ruotolo non può essere lasciato solo dallo Stato. Questo è l’ennesimo caso di revoca della scorta a figure simbolo della lotta alle Mafie. Si sta lanciando un messaggio molto pericoloso. Presenterò nei prossimi giorni una interrogazione al Governo per far luce sui motivi di questa decisione”. Anche il deputato di Fi, Gianfranco Rotondi, protesta: “Se è vero che @matteosalvinimi ha tolto la scorta anche al giornalista antimafia Ruotolo allora non bisogna suonare un campanello di allarme ma una sirena. E la catena di comando del Viminale sorprende per accondiscendenza. Si scambiano le vite coi like”. “Le minacce di un boss come Michele Zagaria non hanno data di scadenza. Sarebbe bello se non ci fossero più pericoli per Sandro Ruotolo, ma non si può abbassare l’attenzione sui giornalisti minacciati senza avere certezze. La revoca decisa dal Viminale mi preoccupa molto. Chiederemo spiegazioni” afferma Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali ex procuratore capo di Palermo.

“I giornalisti impegnati contro le #mafie devono essere sempre protetti. Nessun passo indietro, bisogna far sentire a Sandro #Ruotolo che lo Stato è con lui” scrive su Twitter la deputata del MoVimento 5 Stelle Vittoria Baldino. “Sandro #Ruotolo ha tutto il nostro supporto. Chi lotta ogni giorno contro la criminalità organizzata, deve essere protetto dallo Stato. Senza se e senza ma!” twitta la deputata del MoVimento 5 Stelle Stefania Ascari. “Tutta la mia stima e solidarietà a Sandro Ruotolo, giornalista che apprezziamo da sempre per la serietà del suo lavoro e impegno. Come ha detto oggi il presidente dell’Antimafia Morra, si devono proteggere i giornalisti esposti!” scrive su Twitter Giulia Sarti(M5s), presidente della Commissione Giustizia della Camera. È stato l’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando (Pd), a diffondere la notizia: “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie. E anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”,il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno. Casualità? Lo chiederò in Parlamento”.

 Sono circa 600 in Italia le persone destinatarie di un servizio di scorta. Quasi la metà di coloro che usufruiscono di una forma di protezione sono magistrati, a seguire una settantina di esponenti politici nazionali e locali. A completare l’elenco delle categorie sottoposte a forme di tutela esponenti di governo, dirigenti della pubblica amministrazione, imprenditori, alti gradi militari, esponenti sindacali, religiosi e giornalisti (una ventina). Ad assicurare il dispositivo generale di protezione provvedono circa 3.000 appartenenti alle varie forze dell’ordine. Circa 200 milioni di euro il costo annuo. Ad assegnare le scorte, in presenza di un rischio concreto, è uno specifico ufficio del Viminale, l’Ucis, che modula i servizi di protezione attraverso livelli di vigilanza progressivi a seconda della valutazione del livello di rischio per il destinatario della tutela. L’Ucis (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza) è istituito all’interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza e ha compiti di “gestione complessiva dell’apparato di protezione attraverso la raccolta e l’analisi coordinata delle informazioni relative alle situazioni personali di rischio”.

Nei mesi scorsi è stata revocata ogni forma di protezione all’ex pm della Trattativa Stato-mafia, Antonio Ingroia, e al capitano Ultimo, Sergio De Caprio, il carabiniere che catturò Totò Riina (De Caprio l’ha riottenuta solo grazie un ricorso al Tar). E quando il 18 gennaio scorso Salvini è stato ad Afragola per fronteggiare l’emergenza racket, dalla folla gli hanno urlato “elimina Saviano, toglili la scorta”. Lo scrittore, autore di Gomorra, in un tweet scrive: “Revocata la protezione a Sandro Ruotolo che ha fatto la storia del giornalismo d’inchiesta. Chi ha deciso ha tenuto conto della “lunga memoria” del clan dei casalesi? Sa che Michele Zagaria, che ha considerato Ruotolo suo nemico, non vuole collaborare con lo Stato e cova rancore?”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/02/scorta-tolta-a-sandro-ruotolo-morra-antimafia-va-difeso-io-sto-con-lui-la-fnsi-al-premier-conte-incomprensibile/4943267/

“La Bestia di Salvini, ecco come la Lega e le destre controllano internet” – L’articolo inchiesta di Sandro Ruotolo che per poco non gli faceva “perdere” la scorta…!!

 

Sandro Ruotolo

 

 

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Gli avevano tolto la scorta. Sandro Ruotolo, il cronista impegnato in inchieste contro la mafia… Ma soprattutto (suo malgrado) quello che con un articolo-indagine mise a nudo “La Bestia” di Salvini…

Coincidenze…? Non lo sappiamo. Resta il fatto che dopo qualche giorno di ribellione sul web, dopo l’indignazioni della gente, di colleghi e di una parte della stampa, è stato “perdonato” e la scorta, bontà loro, gli è stata generosamente lasciata…

Ma torniamo alla Bestia di Salvini…

Da Fanpage:

“La Bestia” di Salvini, ecco come la Lega e le destre controllano internet

“La Bestia” è il nome che Luca Morisi, lo spin-doctor digitale di Matteo Salvini, ha dato al software utilizzato per la comunicazione social della Lega che è in grado di analizzare in tempo reale l’orientamento dei commenti e delle reazioni ad un post e ‘suggerisce’ su quali temi puntare nei post successivi cavalcando paure e aspettative degli utenti. Alex Orlowski, uno dei primi hacker italiani e fondatore della società “Water on Mars” che si occupa di comunicazione digitale, ci mostra inoltre da un analisi di Twitter i segreti grazie ai quali Salvini riesce a essere sempre Trend topic grazie al sostegno esterno di gruppi americani che fanno capo a Alana Mastrangelo, una italoamericana membro della NRA, la National Rifle Association, la lobby americana della armi.

fonte: https://youmedia.fanpage.it/video/aa/W7TSzuSwIns2y2sX

Siamo alla VERGOGNA più totale – Tolta la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, impegnato nelle inchieste sulle mafie – Perchè per il nostro Ministro degli Interni la MAFIA non esiste, l’importante è sequestrare 4 braccialetti agli ambulanti in spiaggia…!

 

Sandro Ruotolo

 

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Siamo alla VERGOGNA più totale – Tolta la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, impegnato nelle inchieste sulle mafie – Perchè per il nostro Ministro degli Interni la MAFIA non esiste, l’importante è sequestrare 4 braccialetti agli ambulanti in spiaggia…!

…E poi con 49 milioni gli avremmo potuto pagare la scorta per 400 anni…

Sembra ieri che Tv, giornali e internet erano invasi da foto di poliziotti sorridenti a gruppi di 10 o 20 che mostravano orgogliosi i 4 braccialetti ed i 3 salvagente sequestrati agli ambulanti marocchini sulle spiagge…

Cazzo, questa sì che è sicurezza – E infatti la chiamarono “operazione spiagge sicure”… Centinaia di milioni buttati, mentre i MAFIOSI se la ridevano…

E mentre il nostro Governo rendeva sicure le spiagge da questi criminali… Un giornalista scriveva parole di fuoco contro la mafia… Che spreco di risorse e tempo… E vogliamo mantenere la scorta ad un fesso del genere? Con quello che costa?

Ma non Vi fate ingannare, non è solo un fatto econimico… Non dimenticate gli articoli di Sandro Ruotolo per Fanpage sulla “Bestia”, il dispositivo propagandistico di Matteo Salvini…

 

Da Fanpage:

Tolta la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, impegnato nelle inchieste sulle mafie

È stata tolta la scorta al giornalista napoletano Sandro Ruotolo, da sempre occupato in inchieste sulla mafia. La notizia diffusa dall’ex ministro della Giustizia Orlando: “Si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’Interno. Casualità? Lo chiederò in Parlamento”.

“Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie”. Così l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando ha annunciato tramite il proprio account Twitter la decisione di revocare la protezione al reporter napoletano, al momento collaboratore di Fanpage.it, che nella sua lunga carriera si è occupato, tra le altre cose, di Terra dei Fuochi e di clan camorristici. Non solo. Come ha sottolineato ancora Orlando “è anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’Interno. Casualità? Lo chiederò in Parlamento”. Sul caso è intervenuto anche Beppe Giulietti, presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani, la FNSI, che sempre sui social network si è chiesto: “Chi e perché ha deciso di levare la scorta a Sandro Ruotolo?”.

Classe 1955, dopo svariati anni in Rai, dal 1988 Ruotolo comincia una lunga collaborazione con Michele Santoro, collaborando a numerosi programmi televisivi di approfondimento. Nel 1997 sua cugina Silvia fu assassinata a Napoli all’età di 39 anni mentre tornava nella sua casa di salita Arenella: è una delle vittime innocenti della Camorra. Nel 2009, in corrispondenza di un’inchiesta sui rapporti tra mafia e Stato e dopo aver intervistato Massimo Ciancimino, riceve una lettera minatoria in cui viene minacciato di morte. Sempre impegnato in inchieste sulle organizzazioni criminali, nel maggio del 2015 viene messo sotto scorta dopo aver ricevuto minacce da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, a causa delle sue inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Dal 2017 collabora con il quotidiano online Fanpage.it, per il quale firma il format ItalianLeaks.

De Magistris: “Mi auguro arrivi la revoca della revoca”
“Ho appreso la notizia relativa alla revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo, mi auguro che sia subito smentita e se invece si tratta di una revoca già adottata mi auguro possa arrivare la revoca della revoca”. Questo il commento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, circa la notizia secondo cui il Viminale avrebbe revocato la scorta al giornalista Ruotolo. De Magistris, nel definire Ruotolo giornalista “coraggioso, libero, autonomo e indipendente”, ha sottolineato che “negli ultimi tempi si è occupato e si sta occupando sia di inchieste delicate di criminalità organizzata anche relativamente alle sue collusioni con apparati politici e istituzionali sia di inchieste sulla politica. Mi sembra un po’ strano che proprio in un momento di forte impegno professionale di Ruotolo, da parte dei vertici del Viminale venga meno il provvedimento di protezione personale”.

Morra (Antimafia): “Io sto con Sandro”
Sul caso della revoca alla scorta per Sandro Ruotolo è intervenuto anche Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia. “Ho sentito poco fa Sandro Ruotolo. Inutile dire che ha tutta la mia stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie – ha scritto su Facebook -. Per il suo impegno è stato minacciato, perché sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole. Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”.

Baldino (M5S): “Nessun passo indietro”
“I giornalisti impegnati contro le mafie devono essere sempre protetti. Nessun passo indietro, bisogna far sentire a Sandro #Ruotolo che lo Stato è con lui”. Cosi’ su Twitter la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino. Sempre su Twitter interviene anche un’altra deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari: “Sandro Ruotolo ha tutto il nostro supporto. Chi lotta ogni giorno contro la criminalità organizzata, deve essere protetto dallo Stato. Senza se e senza ma!”.

ItalianLeaks e il giornalismo investigativo sul web
Ruotolo è il protagonista del format ItalianLeaks per Fanpage.it. Tanti i servizi pubblicati sul web e visualizzati da milioni di utenti: dalla Bestia di Salvini all’intervista alla figlia del giudice Borsellino, Fiammetta, all’inchiesta sulla strage di Bologna e ai legami con la P2 di Licio Gelli, oltre a quella sulla trattativa Stato-Camorra nella gestione dei rifiuti in Campania.

tratto da: https://www.fanpage.it/tolta-la-scorta-al-giornalista-sandro-ruotolo-impegnato-nelle-inchieste-sulle-mafie/