Dopo 73 giorni di ospedale un sospiro di sollievo per la bambina Rom gravemente ferita a fucilate: tornerà a camminare… Il tutto nell’indifferenza di questo nostro paese razzista e salvinizzato, dove un dramma come questo non trova neanche qualche minuto nei Tg

 

bambina Rom

 

 

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Dopo 73 giorni di ospedale un sospiro di sollievo per la bambina Rom gravemente ferita a fucilate: tornerà a camminare… Il tutto nell’indifferenza di questo nostro paese razzista e salvinizzato, dove un dramma come questo non trova neanche qualche minuto nei Tg

 

Bambina rom ferita da un proiettile, l’annuncio: “Tornerà a camminare”
Termina con un’ottima notizia la tragica vicenda della bambina rom ferita dal proiettile. Dopo giorni di paura per le condizioni della piccola arriva l’annuncio: “Tornerà a camminare”.

A dichiararlo è Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio, che assicura: “La bambina rom ferita nel luglio scorso da un proiettile ad aria compressa sta bene, è stata dimessa e dopo un periodo di riabilitazione potrà tornare a camminare. Voglio rivolgere un ringraziamento al Bambino Gesù, ai medici e operatori sanitari che con grande passione e competenza hanno permesso questo straordinario risultato”.

Ovviamente il tutto è riportato su qualche trafiletto di stampa. I Tg, invece, MUTI… Fosse stata una bambina italiana ferita da un Rom avrebbe fatto notizia… Soprattutto una notizia “gradita” a Salvini…

Disprezzo assoluto per quello in cui stanno trasformando il nostro paese!

…E lo scrittore Gianfranco Carpeoro non ci sta: “…il Lussemburgo, fogna d’Europa, accusa l’Italia e Salvini…?”

 

Carpeoro

 

 

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…E lo scrittore Gianfranco Carpeoro non ci sta: “…il Lussemburgo, fogna d’Europa, accusa l’Italia e Salvini…?”

 

Si vergogni, il ministro del Lussembugo che osa insultare Matteo Salvini e, con lui, tutti gli italiani: il Granducato è il peggior paese d’Europa. Il ministro degli esteri Jean Asselborn? «E’ veramente uno dei personaggi più volgari e più idioti che io abbia mai visto: spero che mi quereli, perché dovrebbe farlo davanti a un giudice italiano, e lo voglio vedere un giudice italiano che mi condanna di fronte a questo personaggio». Parola di Gianfranco Carpeoro, in diretta web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”, all’indomani delle esternazioni dell’esponente del governo lussemburghese al summit europeo di Vienna. «In Lussemburgo – ha detto Asselborn – avevamo migliaia di italiani che sono venuti a lavorare da noi, erano migranti che guadagnavano i soldi affinché ne poteste avere per i vostri figli». Poi l’elegante chiosa finale («merda!»), pronunciata sbattendo il microfono, in perfetta consonanza con l’aggettivo “vomitevole” con cui il portavoce di Macron ha definito la politica italiana sui migranti. Carpeoro protesta: «Peggio ancora se l’insulto di Asselborn non era riferito a Salvini: vuol dire che era indirizzato a tutti gli italiani». Che hanno sì lavorato come immigrati nel Granducato, arricchendolo, ma mai quanto i maxi-evasori fiscali, anche italiani, di cui il Lussembugo è stato un sontuoso rifugio.

«Il Lussembugo è lo Stato più volgare dell’Unione Europea», dice Carpeoro, senza giri di parole. «E’ il paradiso fiscale dove finiscono tutte le porcherie». Ne sa qualcosa lo stesso presidente della Commissione Europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, che è stato «l’artefice delle porcherie fiscali più gravi e più importanti». Quindi, aggiunge Carpeoro, «non mi meraviglia se un ministro del Lussembugo dice che ci hanno dato loro i soldi per fare figli, in passato, perché erano i nostri soldi: hanno preso i soldi dai nostri evasori e poi, in qualche modo, li hanno un po’ riciclati». Tutti addosso a Salvini, oggi? Purché non ci si metta anche il Lussembugo, paese che farebbe meglio a tacere. Certo, aggiunge Carpeoro, sui migranti Salvini sta recitando una parte, come del resto lo stesso Trump. «A me le modalità di Salvini non piacciono», premette Carpeoro, che però aggiunge: «Il fatto che in questo momento si sia reso “nemico” di una serie di poteri e di espressioni del potere, per certi aspetti mi fa piacere». In altre parole: «Salvini fa quello che può, in un base a una situazione politica scardinata da una “sovragestione” che ha gestito crisi e risorse in maniera da metterla in ginocchio, l’Italia». Un establishment di cui anche l’élite dell’increscioso Lussembugo fa parte, anche se il suo ministro degli esteri ha la faccia tosta – attaccando Salvini – di insultare gli italiani come popolo.

Il Lussembugo, ricorda “Money.it”, è un piccolo paese di appena 550.000 abitanti, al confine con il Belgio, la Francia e la Germania. È a tutti gli effetti un paradiso fiscale, «perché applica una legislazione favorevole alle imprese, che permette alle società di risparmiare miliardi in tasse». Amazon, per esempio, ha la sua sede europea in Lussemburgo e trasferiva tutti i guadagni delle vendite realizzate in Europa attraverso il suo ufficio nel Lussemburgo. Banche e multinazionali: sono almeno 350 le società platenarie domiciliate fiscalmente nel Granducato: tra queste Abn Amro, Axa, Barclays, Bnp Paribas, Black & Decker, Carlyle e Citigroup. E poi Commerzbank, Credit Suisse e Deutsche Bank, FedEx, Gazprom, General Electric, Glaxo, Ikea. Ancora: Hsbc, Heinz, Jp Morgan e Pepsi, Procter & Gamble, Vodafone, Volkswagen, Walmart e Disney. Ben figurano anche marchi italiani come Banca Sella e Dolce e Gabbana, Finmeccanica, Intesa SanPaolo, Prada, Unicredit. Senza contare l’azienda più grande, Fiat-Chrysler, ora Fca. «Il trattamento fiscale ricevuto da Fiat in Lussemburgo grazie agli accordi sottoscritti nel 2012 con il Granducato – scriveva il “Fatto Quotidiano” nel 2016 – ha comportato un “vantaggio illegale”, riducendo di 20 volte l’utile imponibile». Per questo il gruppo automobilistico è stato chiamato a restituire «tra i 20 e i 30 milioni di euro», come stabilito dall’antitrust Ue.

Quanto a Juncker, che Carpeoro definisce “l’architetto” di questo colossale sistema di evasione fiscale, l’attuale capo dell’Ue – già al vertice della Banca Mondiale, del Fmi e dell’Eurogruppo – guidò proprio il Lussembugo per 18 anni, dopo aver fatto del Granducato un paese-cavia: Juncker, ricorda “Rete Voltaire”, è stato l’uomo che, per anni, ha messo illegalmente sotto sorveglianza i tre quinti dei suoi concittadini, spiati segretamente dallo Srel, l’intelligence lussemburghese. Per questo, accusato nel 2013 da una commissione d’inchiesta, fu costretto alle dimissioni. Storica pedina dei poteri forti, Juncker fu accusato, in patria, di aver fatto schedare migliaia di persone a loro insaputa, dopo aver coperto la strategia della tensione di marca Gladio, basata su attentati “false flag” realizzati in collaborazione con i servizi segreti tedeschi. Strategia accuratamente collaudata proprio in Lussembugo, prima ancora che in Italia, con attentati a industrie, aeroporti, giornali, tribunali e commissariati di polizia. Sciolta ufficialmente la Gladio nel 1990, aggiunge “Rete Voltaire”, i servizi segreti di Juncker avrebbero poi «continuato a spiare illegalmente singoli individui per motivi privati senza che ilpremier intervenisse». Il loro direttore operativo, inoltre, creò «una società d’intelligence economica, la Sandstone, utilizzando risorse statali».

Questo è il paese-modello dal quale il ministro Jean Asselborn dà lezioni a Matteo Salvini, ricordandogli che gli italiani “straccioni” dovrebbero dire grazie, in eterno, al generoso e nobile Lussembugo, il paradiso terrestre dei maggiori evasori fiscali. Un posto dove, secondo il giornale lussemburghese “Wort”, l’establishment politico tentò di fermare la magistratura che stava cercando di far luce sui sanguinosi attentati terroristici che avevano scosso il paese. Per zittire il giudice Robert Biever, che era giunto ad accusare direttamente il ministro della giustizia Luc Frieden di sabotare le indagini, fu scatenata una campagna di disinformazione e discredito, arrivando a incolpare il magistrato di turismo pedofilo in Thailandia. Gli oscuri attentati degli anni ‘80 contro l’innocuo Lussemburgo servivano a creare una tensione allarmante nella popolazione, al fine di far accettare leggi restrittive e un controllo totale su ogni singola persona, come afferma lo storico svizzero Daniel Ganser, che denuncia i contatti “coperti” tra l’intelligence lussemburghese e il Bnd, il servizio segreto della Germania. Legami storici: non a caso è stata Angela Merkel a piazzare Juncker a capo della Commissione Ue.

 

tratto da: http://www.libreidee.org/2018/09/carpeoro-il-lussemburgo-fogna-deuropa-accusa-salvini/

Martina attacca Di Maio e Salvini: “taglia del 10 per cento il fondo per i disabili” …Ma il taglio risale al governo Gentiloni. Tecnicamente si chiama “figura di merda storica”…!

 

Martina

 

 

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Martina attacca Di Maio e Salvini: “taglia del 10 per cento il fondo per i disabili” …Ma il taglio risale al governo Gentiloni. Tecnicamente si chiama “figura di merda storica”…!

“Il segretario Pd Martina attacca Matteo Salvini dicendo che il nostro governo ha tagliato un fondo per i disabili. In realtà a tagliare quei fondi è stato il governo Gentiloni, di cui Martina era ministro”.

Lo ha scritto su Facebook il ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana, il quale ha sottolineato che il governo Conte questi fondi vuole incrementarli. “Ormai non sanno più cosa inventarsi,” ha commentato, riferendosi al Partito Democratico.

Martina ha eliminato il post (pubblicato sul social network giovedì scorso), ma Fontana aveva già ottenuto lo screenshot, nel quale si legge:

“Salvini si è riempito la bocca con la creazione del ministero della Disabilità. Ora che fa col suo complice Di Maio? Taglia del 10% il fondo per i disabili stanziato con il ‘Dopo di noi’. Ignobile. Il governo provveda subito al ripristino dei 10 milioni tagliati senza dare spiegazioni”.

Sulla questione non è intervenuto soltanto Martina, ma anche altri esponenti dem.

L’ex deputata Pd Ileana Argentin, prima firmataria della legge sul ‘Dopo di noi’, con cui è stato stanziato il fondo per i disabili, ha dichiarato:

“È una vergogna. Dopo anni di lotte e battaglie per garantire il ‘lusso’ di morire ai genitori dei disabili gravi, oggi senza spiegazioni e con una passata di spugna si abbandonano i più deboli. Questo comportamento è ignobile e i giallo-verdi sono senza coscienza, altro che ministero della Disabilità”.

E Pietro Barbieri, responsabile Welfare e Terzo settore del Pd, ha affermato che quella del governo gialloverde è “una decisione che dopo anni di lotte, riporta indietro il Paese, lasciando di nuovo le famiglie di fronte all’istituzionalizzazione del proprio figlio”.

“Quelle persone – ha aggiunto Barbieri – che a parole, ma solo a parole, il governo dice di voler aiutare. Questo è il primo atto sulla disabilità del Governo che ha istituito un ministero ad hoc”.

Andrea Camilleri: Salvini ricordi Mussolini, acclamato e poi finito a testa in giù…!

 

Camilleri

 

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Andrea Camilleri: Salvini ricordi Mussolini, acclamato e poi finito a testa in giù…!

Lo scrittore a Radio Capital avvisa: “Rischiamo di tornare al fascismo”. E sui 5 Stelle: “Subalterni alla Lega”

Il padre del commissario Montalbano, Andrea Camilleri, a 90 anni ha la memoria perfetta. E a Radio Capital, alla ripresa del programma “Circo Massimo” di Massimo Giannini, ricorda nitidamente di aver vissuto a sufficienza da aver sentito “le acclamazioni a Benito Mussolini dalle stesse persone che l’appesero. Attenzione ai grandi consensi: è facile passare dalla grandissima passione amorosa all’odio. Al posto di Salvini avrei paura di tutto questo consenso”. Il rimando alla dittatura del Duce non è casuale. Lo preoccupa molto che il fascismo possa rinascere: “Rischiamo di tornarci. Molto spesso – ha detto alla radio – vengono a trovarmi ragazzi del liceo e mi chiedono di spiegargli il fascismo. Mi atterrisce che la scuola o chi ne fa le veci non spenda una parola, o la spenda male, sul fascismo. E ho paura che l’araba fenice possa rinascere, non dalle sue ceneri ma dall’ignoranza”.
“Quelli del M5S non hanno spinta ideale”
Camilleri non risparmia neanche i pentastellati. Non prova per loro “nessuna simpatia. Sono bastati pochi mesi di governo per dimostrare la loro subalternità alla Lega. All’interno non hanno spinta ideale. Di certo non hanno preso provvedimenti di sinistra… Salvini impera e fa dei diktat, mentre il M5S va a rimorchio: se poteva avere una funzione, non l’ha voluta esplicare. O, peggio ancora, non l’ha potuta esplicare”.
A un governo di destra purtroppo non si contrappone una sinistra con sufficiente vigore e vitalità. “È problematico dire che esiste ancora, ma ha ancora ragion d’essere, e per questo sono certo che resisterà”, risponde lo scrittore. Che intende restituire alcune delle tantissime onorificenze ricevute. “Anni fa il governo ungherese mi mandò un attestato, che conservo appeso al muro del mio studio, in cui mi ringraziavano per l’aiuto ai profughi ungheresi. Visto quello che sta facendo Orban, vorrei restituire anche questo. Alzare muri non significa solo chiudersi in casa con il proprio nemico ma mettersi dentro una cassa da morto. L’avvenire è per forza di cose un rinnovamento di pensiero. Se rifiutiamo questo, ci chiudiamo in una bara”.

 

fonte: https://www.globalist.it/storia/2018/09/10/camilleri-salvini-ricordi-mussolini-acclamato-e-poi-finito-a-testa-in-giu-2030552.html

Salvini lancia “Scuole sicure”: 2,5 milioni contro spaccio di droga… Ora, chi usa ancora la testa e non si “ammocca” la solita propaganda, si sarà reso conto che – avendo in Italia 40.000 scuole -ognuna avrà a disposizione 60 Euro… Insomma, un’altra presa per i fondelli!

 

Scuole sicure

 

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Salvini lancia “Scuole sicure”: 2,5 milioni contro spaccio di droga… Ora, chi usa ancora la testa e non si “ammocca” la solita propaganda, si sarà reso conto che – avendo in Italia 40.000 scuole  -ognuna avrà a disposizione 60 Euro… Insomma, un’altra presa per i fondelli!

 

Matteo Salvini: il ministro dell’Interno ha illustrato il progetto volto ad assicurare più videosorveglianza e vigili contro lo spaccio all’esterno delle scuole.

Dopo il taser, la pistola elettrica data in dotazione alle forze dell’ordine, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato l’avvio di un altro progetto: Scuole sicure. Il progetto è stato illustrato dallo stesso Salvini al Viminale, insieme al capo della polizia Franco Gabrielli.

“Scuole sicure” proverà a debellare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti in prossimità degli istituti. Per garantire una maggiore sicurezza nelle scuole, è stata stanziata una cifra complessiva di 2,5 milioni di euro: con questi fondi si potenzieranno gli impianti di video-sorveglianza, si potranno effettuare assunzioni temporanee di più vigili urbani e organizzare campagne informative.

Questo è quello che abbiamo sentito dai Tg e letto un po’ su tutti i giornali.

Ora, per chi non è solito “ammoccarsi” la solita propaganda e usando la testa avrà fatto due semplici conti, qualcosa non torna:

In Italia le scuole sono circa 40.000…

2,5 milioni di Euro diviso 40.000,00 fa poco più di

60 Euro a scuola

Cioè, una presa per i fondelli!

…L’ennesima…!!!

By Eles

Fiorella Mannoia senza peli sulla lingua dopo l’aggressione a Daisy Osakue: Ma che “razza” di gente siete? – il ministro della paura sarà contento…!

 

Fiorella Mannoia

 

 

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Fiorella Mannoia senza peli sulla lingua dopo l’aggressione a Daisy Osakue: Ma che “razza” di gente siete? – il ministro della paura sarà contento…!

 

Fiorella Mannoia dopo l’aggressione a Daisy Osakue: il ministro della paura sarà contento

La cantante interviene sull’aggressione della campionessa italiana di origini nigeriane e critica Salvini

Come ha detto Salvini in Italia la deriva razzista è un’invenzione della sinistra mentre esiste solamente l’emergenza immigrati.

Parole che da sole confermano come sia proprio chi la le responsabilità istituzionali ha creare il clima di intolleranza che provoca odio e aggressioni.


Fiorella Mannoia, da sempre impegnata sulle questioni sociali, anche a rischio di finire nel vortice degli insulti, ha duramente attaccato l’inquilino del Viminale a margine del caso Daisy Osakue:

“Ma che “razza” di gente siete? Il lavoro del “ministro della paura” sta dando i suoi frutti, ci si è messo d’impegno, giorno dopo giorno. Complimenti! Ora sarà soddisfatto.”
Altri commenti non sono necessari.

Solo oggi altri 4 operai morti sul lavoro. Ma non Vi preoccupate, Salvini sta lavorando sodo per imporre il crocefisso in TUTTI i luoghi pubblici…!

 

morti sul lavoro

 

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Solo oggi altri 4 operai morti sul lavoro. Ma non Vi preoccupate, Salvini sta lavorando sodo per imporre il crocefisso in TUTTI i luoghi pubblici…!

Oggi sono morti 4 operai: l’emergenza vera d’Italia che il governo neppure considera

Se questo è lavoro: morti schiacciati, morti d’infarto, morti per cadute. Oggi quattro, quattro padri di famiglia, hanno perso la vita. Per loro neppure una prece dal governo della paura

Quattro morti in un giorno. Abbiamo messo solo le notizie flash. Quattro: Cuneo, Genova, Catanzaro, Pavia. Perché le morti sul lavoro non hanno geografia, non hanno età. E una strage quotidiana. Quando il governo parla di emergenze e dimentica questa, la più grave, dimostra solo la pochezza di un esecutivo, caricato a pallettoni su propaganda e false urgenze. Parlerete voi di Palazzo Chigi con le vedove , i figli di questi operai? O non avranno neppure un piccolo aiuto? Neanche un necrologio di Stato?
Segue la feroce cronaca.
Cuneo: E’ morto travolto dal crollo di un mucchio di terra mentre controllava uno scavo appena eseguito nel centro di Busca, e non a causa di una caduta, Aldo Taricco. L’uomo, originario di Tarantasca, è stato subito soccorso, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Sull’esatta dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti dello Spresal e delle forze dell’ordine. L’incidente sul lavoro è avvenuto in un cantiere del centrale corso Romita.
Genova: Il dipendente di una azienda florovivaistica è morto stamani nel giardino di Villa Banfi, a Genova Pegli, schiacciato da un mezzo agricolo. L’uomo, operaio manutentore del verde, è morto sul colpo. Sul posto Vigili del fuoco, 118, carabinieri e ispettorato del lavoro. La vittima è un genovese di 46 anni, Matteo Marré Brunenghi. Lavorava per la ditta Vivai Carbone, una piccola azienda che da anni si occupa della potatura del verde in subappalto per Aster, l’azienda comunale di manutenzioni. L’incidente è avvenuto questa mattina: il 46enne è rimasto schiacciato da un trattore che si è ribaltato. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci, è stata informata dell’ accaduto e nelle prossime ore aprirà un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e darà l’incarico per eseguire l’autopsia.
Catanzaro: Un operaio di 50 anni, O.D., è morto in un incidente su lavoro a Borgia, un centro a pochi chilometri da Catanzaro. L’operaio, secondo quanto si  è appreso,  è caduto, per cause in corso d’accertamento, da un’impalcatura sulla quale stava lavorando per la realizzazione di un muro. O.D. è deceduto sul colpo anche perché un pezzo di ferro, nella caduta, gli si è conficcato nello sterno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente ed accertare eventuali responsabilità.
Pavia: Un operaio di 54 anni è morto la scorsa notte, stroncato da un infarto, in un’azienda di Parona, un comune della Lomellina a pochi chilometri da Vigevano nel Pavese. L’uomo, che abitava a Cilavegna (Pavia), stava svolgendo un turno notturno nella ditta (specializzata nella realizzazione di lamine di metallo) quando si è improvvisamente accasciato. I suoi colleghi hanno cercato subito di rianimarlo, utilizzando anche il defibrillatore. Sul posto è arrivato, nel giro di pochi minuti, il 118. Il lavoratore è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Vigevano, ma ogni tentativo di salvarlo purtroppo è risultato vano. Al momento non si sa se, quando è stato colto da malore, l’operaio stesse svolgendo mansioni particolari. Sul fatto è stata aperta un’inchiesta.

 

tratto da: https://www.globalist.it/news/2018/07/25/oggi-sono-morti-4-operai-l-emergenza-vera-d-italia-che-il-governo-neppure-considera-2028490.html

Spara con pistola a piombini contro una bambina Rom di 13 mesi. È grave, rischia di rimanere paralizzata… E ora pensate che è proprio a queste merde che Salvini vuole dare il porto d’armi per difendersi…

 

bambina Rom

 

 

 

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Spara con pistola a piombini contro una bambina Rom di 13 mesi. È grave, rischia di rimanere paralizzata… E ora pensate che è proprio a queste merde che Salvini vuole dare il porto d’armi per difendersi…

 

Un ex dipendente del Senato è l’uomo la merda che ha sparato alla bimba rom: “Volevo solo provare la pistola”

È stato un italiano a sparare alla bambina rom di 13 mesi a Roma. Fosse stato un uomo di origine rom a sparare ad una bambina italiana di 1 anno si sarebbe scatenato l’inferno. E invece tutto tace. Probabilmente il nostro Ministro degli Interni ha finito i giga, dato che non ha alcuna puttanata delle sue da sparare a riguardo sui social.

L’uomo ha sparato dalla finestra di casa sua, ora è sotto accusa per lesioni gravissime.

Si tratta di un ex dipendente del Senato, M.A. di 59 anni, che è stato individuato nella giornata di ieri dagli inquirenti che stanno indagando sull’accaduto.

L’uomo si è subito difeso dicendo che non voleva sparare contro i rom. “Non ho nulla contro i nomadi”, ha dichiarato il cecchino che ha sparato dalla finestra di casa sua con una pistola ad aria compressa.

Anche noi non abbiamo nulla contro i pezzi di merda, però è proprio a questi che il Nostro emerito* Ministro degli Interni vuole dare il porto d’armi per la legittima difesa…

Certo che per doversi difendere da bambini di un anno o poco più, si deve essere ridotti proprio male…

By Eles

 

nota:

*”emerito” sta per “emerito”. Chi ha pensato a male tipo “emerito stronzo” ha travisato il nostro pensiero e lo ha fatto a titolo personale**.

 

nota della nota:

**comunque, anche se lo ha fatto a titolo personale, travisando il nostro pensiero, TUTTA LA NOSTRA SIMPATIA

Durissimo attacco di Giampaolo Pansa – “Salvini è un fascista: verso i giudici nemmeno Berlusconi osò tanto”

Giampaolo Pansa

 

 

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Durissimo attacco di Giampaolo Pansa – “Salvini è un fascista: verso i giudici nemmeno Berlusconi osò tanto”

 

«Salvini è un fascista: verso i giudici nemmeno Berlusconi osò tanto». Parla Giampaolo Pansa

In una intervista esclusiva a L’Espresso in edicola da domenica, il giornalista e scrittore boccia il governo gialloverde «arrogante e impreparato», e spiega l’addio a La Verità
DI GOFFREDO PISTELLI
Giampaolo Pansa“Salvini è fascista”, parola di uno che, dell’antifascismo e di una certa retorica resistenziale, è stato un fustigatore: Giampaolo Pansa.

Nel numero de L’Espresso in edicola domenica, il giornalista e scrittore, intervistato da Goffredo Pistelli, spiega che ha lasciato La Verità di Maurizio Belpietro, proprio per l’endorsement del quotidiano al ministro degli Interni: «Non ci sto in un giornale che vedo in preda a una deriva salviniana pazzesca» e, ancora, riferito al direttore, aggiunge che «non si può concludere un editoriale scrivendo ‘Viva Salvini’».

Secondo Pansa, il ministro degli Interni «è muscolare, è accentratore, è fascista nei modi, nelle cose», è uno cui «si legge in volto la prepotenza» e parla di «arroganza e impreparazione, che si accoppiano con quella del M5s».

Pansa, classe 1935, uno dei decani del giornalismo italiano ancora in attività, dice la sua anche sull’inchiesta della Procura di Genova, sui milioni di finanziamento pubblico della Lega che oggi non si trovano più nelle casse del partito di Via Bellerio: «Salvini – dice il Pansa – ha fatto numeri terribili, fino a chiedere l’intervento di Sergio Mattarella. Ma andiamo! Senza dimenticare che quei soldi, sono danari del finanziamento pubblico, vengono dalle nostre tasche». «Neppure Silvio Berlusconi – prosegue Pansa – osò tanto».

Quanto al futuro politico del leader leghista, il giornalista dubita della prospettiva trentennale che lo stesso Salvini ha avanzato per sé : «Lo vedo incamminato lungo una strada che sarà disastrosa, per lui e per noi».

L’autore de Il sangue dei vinti, peraltro, non risparmia nemmeno l’omologo grillino di Salvini, definendo Luigi Di Maio «finto pauperista», aggiungendo che il vicepremier pentastellato sarebbe «istigato da Beppe Grillo, uno che pensa di estrarre a sorte i senatori, capisce?».

E su uno dei pochi atti del governo gialloverde che si deve proprio a Di Maio, il decreto ‘Dignità’, Pansa è sibillino: «Una parola che trasuda moralismo. Siamo alla morale fatta per legge».

fonte: http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/07/13/news/salvini-e-un-fascista-verso-i-giudici-nemmeno-berlusconi-oso-tanto-giampaolo-pansa-1.324798

Incassavano 35 euro al giorno per l’accoglienza dei rifugiati, ma li sfruttavano nei campi a 0,90 centesimi l’ora. Qualcuno spieghi al nostro Ministro degli Interni che questi sono i criminali che deve far arrestare!

 

 

rifugiati

 

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Incassavano 35 euro al giorno per l’accoglienza dei rifugiati, ma li sfruttavano nei campi a 0,90 centesimi l’ora. Qualcuno spieghi al nostro Ministro degli Interni che questi sono i criminali che deve far arrestare!

 

Incassavano 35 euro al giorno per l’accoglienza dei rifugiati sfruttati nei campi a 0,90 centesimi l’ora

 

I gestori incassavano 35 euro al giorno per dar loro accoglienza. In realtà venivano sfruttati nei campi e picchiati se ritenuti ‘troppo lenti’

Di Maria Teresa Improta

Riportiamo da QuiCosenza.it:

Accoglienza e caporalato in provincia di Cosenza. Si è tenuta oggi l’udienza preliminare a carico dei 13 indagati per abuso d’ufficio, tentata truffa aggravata per il conseguimento di fondi pubblici, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Una vicenda sulla quale la Procura di Cosenza ha acceso i riflettori dopo una denuncia sporta da un nigeriano ospite del centro di accoglienza Villa Letizia di Camigliatello Silano. L’uomo ha raccontato agli investigatori di essere stato costretto a firmare il foglio delle presenze nel Cas, mentre in realtà era costretto a lavorare dalle 6:00 alle 17:00 nei campi a raccogliere fragole e patate per 0,90 centesimi l’ora. Nelle intercettazioni captate nel corso delle investigazioni e dalle testimonianze raccolte è poi emerso uno scenario definito dal colonnello Fabio Ottaviani del comando provinciale di Cosenza “una vera e propria tratta degli schiavi che andava avanti da tempo”. I rifugiati, per ciascuno dei quali i gestori incassavano 35 euro al giorno al fine di garantire la loro sussistenza, venivano selezionati in base al carattere mite e il fisico prestante. In tutto erano una trentina tra ghanesi, somali, nigeriani e senegalesi prelevati dal Cas Santa Lucia del Centro giovanile universitario jonico suddiviso in due strutture a Camigliatello Silano e Spezzano Piccolo.

Se ritenuti troppo lenti venivano percossi con calci, schiaffeggiati e insultati se chiedevano il motivo per il quale non gli veniva corrisposto il misero salario. Molti di loro invece di dormire nei centri in cui risultavano domiciliati vivevano nei pressi dei terreni in cui lavoravano, in stanze fredde e sporche. Questo quanto emerso dalle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria che oggi sono risultate essere diverse da quelle proposte dalla difesa degli indagati. Il Procuratore della Repubblica Aggiunto Marisa Manzini ha quindi chiesto che il giudice attivasse quelli che sono i poteri istruttori che gli competono per sentire direttamente alcuni rifugiati. Nello studio del fascicolo il Pm infatti si è resa conto che l’attività difensiva, consistita nell’assumere informazioni da alcuni migranti, ha determinato che negli atti vi siano dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria (che li ha interrogati con un interprete madre lingua inglese) di contenuto diverso da quello che hanno detto ai legali degli indagati. Un’incongruenza generata dal fatto che i teste sono stati sentiti in italiano senza la presenza di un mediatore, quindi potrebbe darsi che le domande non siano state comprese a pieno e per questo le risposte risultino sommarie.

Si è quindi chiesto al giudice, prima di decidere, di ascoltarli per avere l’immediata percezione del contenuto delle loro dichiarazioni. Ciò è stato fatto sia per valutare la posizione dei due imputati che hanno scelto di essere giudicati in abbreviato (Fulvio Serra e Gianpaolo Serra titolari della società agricola La Sorgente Srl dove lavoravano i migranti) sia di altri per i quali è in corso l’udienza preliminare. Solo Corrado Scarcelli (responsabile del Cas Santa Lucia) dopo essere finito in carcere ha patteggiato la pena, mentre le altre persone coinvolte nell’operazione del maggio 2017 attendono la pronuncia sull’eventuale rinvio a giudizio. Si tratta di Vittorio Imbrogno ritenuto l’uomo che aveva il compito di reclutare i rifugiati e portarli nei campi, Luca Carucci lo psicologo presidente dell’associazione Centro giovanile universitario jonico, Giorgio Luciano Morrone responsabile Cas Santa Lucia, Franco Provato, Gianluca Gencarelli, Renato Gabriele,  Giuseppe Gabriele, Giorgio Gabriele, Vincenzo Perrone, Salvatore Perrone e Vincenzo Pasqua. Rinviata alla prossima settimana sia la discussione dell’udienza preliminare, sia del processo con rito abbreviato, dopo che il giudice avrà sciolto la riserva in merito alla richiesta di ascoltare i migranti affiancati da un interprete. Se la richiesta istruttoria del Procuratore della Repubblica Aggiunto Marisa Manzini verrà accolta i migranti testimonieranno, se invece l’istanza non verrà accolta si discuterà direttamente delle responsabilità da imputare ai 13 uomini accusati di essere caporali travestiti da volontari.

 

 

tratto da: http://www.politicamentescorretto.info/2018/07/11/incassavano-35-euro-al-giorno-per-laccoglienza-dei-rifugiati-sfruttati-nei-campi-a-090-centesimi-lora/