Musumeci: “Senza disabili ci sarebbero più soldi per altre cose” …Embè? Non si è inventato niente di nuovo. Lo diceva già Hitler 80 anni fa!

 

Musumeci

 

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Musumeci: “Senza disabili ci sarebbero più soldi per altre cose” …Embè? Non si è inventato niente di nuovo. Lo diceva già Hitler 80 anni fa!

 

Le parole di Musumeci sui disabili? Ricordano una slogan di Hitler…

Il leader della Germania nazista non amava i disabili fisici. Così lanciò una campagna per la loro eliminazione fisica con il seguente slogan: “Vite indegne di vita” Il dubbio è che il Presidente Musumeci, con le sue parole pronunciare a Sala d’Ercole, si sia quasi giustificato con i ‘clienti’ ai quali non sta dando risposte dando un saggio delle sue convinzioni politiche… 

“Vite indegne di vita”: fu questo lo slogan di Hitler per la campagna per la eliminazione fisica dei disabili. La difesa della razza fu uno dei capisaldi dell’ideologia nazifascista e, pertanto, uno degli insegnamenti basilari di quella orrenda ideologia. Si insegna ai bambini e si impara da bambini, in tutti posti dove ci sono cattivi maestri. Anche a Militello Val Catania, a quanto pare, la patria di Nello Musumeci. Il quale, a proposito di disabili, ha dato un saggio della sua cultura e delle sue convinzioni fascite.

“Se non ci fossero stati i disabili gravissimi – ha detto Musumeci a Sala d’Ercole, durante il dibattito sulla Finanziaria 2018 – molte famiglie non avrebbero dovuto subire un colpo in fronte e noi avremmo potuto disporre di qualche decina di milioni in più”.

Si sa che quando si è sotto pressione ciò che è diventato patrimonio acquisito e si conserva nei recessi interiori viene fuori. E sotto pressione, in questi giorni, Musumeci lo è, eccome! Perché?

Perché i suoi grandi e impresentabili elettori stanno chiedendo il conto subito e tutti insieme. Chi ha comprato voti per la propria e (a sua insaputa)la di lui elezione deve saldare i suoi elettori e i collettori mafiosi. Gente solida, con la quale non si può scherzare.

La legge Finanziaria e il Bilancio della Regione diventano il bankomat al quale attingere a piene mani. La caccia alle risorse da spartire diventa frenetica. Ma il sistema di scambio si è allargato pericolosamente. Adesso, oltre ai soliti galoppini, paraninfi e magnacci, senza nome, comprende professionisti, uomini di legge, pennivendoli e belle gioie assortite.

Musumeci, presidente della Regione siciliana grazie a loro, vorrebbe che questi debiti fossero saldati, ma le difficoltà finanziarie sono gravi. Ecco che i nervi saltano, ecco che la vera natura e cultura del balilla col pizzetto viene fuori.

Foto tratta da mundofreak.com.br

fonte: http://www.inuovivespri.it/2018/04/30/mattinale-59-parole-di-musumeci-sui-disabili-ricordano-una-slogan-di-hitler/

Il Web insorge contro le parole di Musumeci: “Senza disabili ci sarebbero più soldi per altre cose” …Mi chiedo perché? Per una volta che un politico fa un po’ di sana autocritica…!!

Musumeci

 

 

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Il Web insorge contro le parole di Musumeci: “Senza disabili ci sarebbero più soldi per altre cose” …Mi chiedo perché? Per una volta che un politico fa un po’ di sana autocritica…!!

“È colpa del governo Musumeci se gli uffici dicono che in Sicilia ci sono 12mila disabili gravissimi? È colpa del governo Musumeci se per poter assistere e contribuire alle famiglie che assistono i disabili gravissimi servono 220 milioni di euro? Se non ci fossero stati i disabili gravissimi, molte famiglie non avrebbero dovuto subire un colpo in fronte e avremmo forse potuto disporre di qualche decina di milioni in più per collocarli in settori attualmente carenti di disponibilità finanziarie”.

Queste sono le parole pronunciate ieri dal governatore della regione Sicilia Nello Musumeci, il video è stato poi diffuso in rete e in breve ha scatenato la furia delle forze politiche avversarie e delle associazioni per i diritti dei disabili, come Siamo handicappati, non cretini che ha chiesto al presidente di porgere le proprie scuse per quanto detto. Altri esponenti politici gli hanno detto di vergognarsi per una frase così oscena, che non dovrebbe essere pronunciata in nessun luogo, tanto meno nell’aula di un Parlamento.

Le reazioni del web alla dichiarazione di Musumeci

Sul web la frase ha dato vita ad una rivolta, in particolare su Twitter dove moltissimi utenti hanno scritto:

#Musumeci : “Se non ci fossero i disabili ci sarebbero più soldi per fare altro”. Li mettiamo in un forno?

P.s. chiarisco per gli stupidi ed i cretini che il mio commento è sarcastico, quello di Musumeci è vero.

Non credo serva alcun commento Quello che ha detto ieri #Musumeci in aula è semplicemente vergognoso Se l’avesse detto un esponente del MoVimento 5 Stelle saremmo su tutte le tv del pianeta #VERGOGNA #ottoemezzo #lariachetira #M5S  #sarabellissima #senzadime  #Sicilia #salvini

Governatore della Sicilia #Musumeci: “Se non ci fossero i disabili, avremmo più soldi pubblici da collocare in altri settori”. In tasca, ad esempio.

#Musumeci dopo la vittoria alle elezioni è stato descritto da certa stampa come un “fascista perbene”, figurarsi che avrebbe in testa se fosse un fascista permale. Certe cose non si dicono se non si pensano, ma tanto adesso arriveranno le scuse e amici come prima.

Da sorella di una ragazza #disabile, sono indignata di leggere queste affermazioni e spero verranno presi provvedimenti.

Avrebbe più soldi? Quanti?

Quei cazzo di 400€ al mese che un disabile non ci fa un cazzo e si vede togliere beni e servizi? Schifo e Vergogna!

#Musumeci: “Senza i disabili avremmo più soldi”. E senza di voi avremmo meno merda!

#Musumeci: “Se non ci fossero stati disabili gravissimi […] avremmo avuto più soldi per altri settori” a cominciare dallo stipendio del presidente della Regione che con sta cazzata dimostra di essere gravemente malato di mente!

Nello Musumeci, Presidente Regione Sicilia: “Se non ci fossero #disabili avremmo più soldi”. Ma perderemmo il piacere di ascoltare le sue minchiate.

Ficarra e Picone: Il presidente della Regione Siciliana, Nello #Musumeci: “Senza i #disabili avremmo più soldi per altri settori”. Anche senza certi politici avremmo molti più soldi. #sonograditelescuse

#Musumeci: “Se non ci fossero i disabili ci sarebbero più soldi per fare altro”. Tipo aumentarsi l’indennità

Il presidente della Regione #Sicilia #Musumeci: ‘Se non ci fossero i disabili gravissimi avremmo più soldi per altri settori’.

E se non ci fossero i senza cuore come lui questo sarebbe un paese più civile che si saprebbe occupare molto meglio di chi ha una disabilità.

Disabili, il presidente siciliano afferma: “Se non ci fossero avremmo più soldi”. Fortuna invece che possiamo sentire gratis le sue minchiate.  #musumeci

#Musumeci si deve vergognare per questa oscenità che ha pronunciato!! La #regione #Sicilia ha 13.000 dipendenti, questa è la vera disabilità di chi ha governato questa regione e di chi la governa !!!!

#Musumeci 5 miliardi di debiti la regione Sicilia li ha fatti per aiutare i disabili?????

Di certo risulta più facile effettuare tagli sull’assistenza ai disabili, che alle spese dovute al clientelismo e al malaffare, tanto questi politici di pelo sullo stomaco ne hanno in abbondanza #Musumeci

#Musumeci senza gli sportelli multifunzionali nei Cpi e la non applicazione della norma approvata dal precedente governo, i 14 milioni dove sono finiti?

“Senza i disabili avremmo più soldi” non l’ha detto Hitler ma il governatore della Regione Sicilia #Musumeci da Sparta è tutto.

Quello che ha detto ieri #Musumeci in aula è semplicemente vergognoso. ……..#Sicilia

#Musumeci: “Se non ci fossero i disabili la Sicilia avrebbe più soldi”. E un Presidente diverso.

#Musumeci Dopo 48 ore dalla chiusura dei seggi iniziavano già i primi arresti ora se la prendono addirittura con i #Disabili Cari #Siciliani bastava poco, bastava solo aprire gli occhi!

“Se non ci fossero i #disabili avremmo più soldi per fare altro”. Nello #Musumeci, presidente della regione Sicilia.

Se non ci fossero i politici insensibili ci sarebbe più dignità su questo mondo. Viva l’Italia!

#Musumeci se contiamo tutti i vostri lauti stipendi e rimborsi spese ci sono milioni non solo per i disabili ma per tutti i Siciliani. Non si vergogna?

#Musumeci se non ci fossero i politici ladri ci sarebbero i soldi per tutti fermo restando che per i disabili la politica ha sempre speso una miseria

#Musumeci Ci aspettiamo indignazione e provvedimenti nel condannare questa becera e grave dichiarazione. Ci aspettiamo che tutti i media prendano le distanze da politici incapaci e irrispettosi verso i cittadini, i loro datori di lavoro.

#Musumeci credo si riferisca all’abuso della legge 104 che in effetti in Sicilia c’è

Il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, eletto con il centrodestra: “Se non ci fossero i disabili, avremmo più soldi pubblici da collocare in altri settori”.

Se non ci fossero certi politici, avremmo risparmiato un bel gruzzolo di soldi.

Se non avessero deputati regionali che si cuccano lo stipendio più alto del mondo, e una classe politica parassitaria e voracissima, in Sicilia potrebbero permettersi il doppio dei disabili gravi, o forse anche il triplo. #Musumeci

Chiedo commissione sanitaria che certifichi e dichiari #Musumeci inabile all’incarico di presidente di regione.

#Musumeci a questo è arrivata la politica? C’è la possibilità di sapere quanti milioni spreca questo orco?

#Musumeci questa “battuta” sui disabili gravi poteva farla prima del #25aprile.

Così #nazifascismo e soluzione finale diventavano argomenti realmente attuali…

#Musumeci alla fine sapete quale è il vero problema? Che le persone che aveva attorno non hanno fatto una piega. Una mela marcia “ci sta” in politica. Ma è il numero di vigliacchi che la circonda a rovinare un popolo

Scemo io ad aver sempre pensato che il problema della Sicilia fosse la corruzione, non i disabili

“Davanti a Musumeci i disabili siciliani si sentono come gli ebrei davanti a Hitler”

#Andiamobene. Se anche in #Italia iniziamo con questi #discorsi nel giro di poco finiremo come la #granbretagna. Bravo #Musumeci! Anche senza una sacco di imbecilli come te in politica avremmo più soldi. Che fai? Ti scavi…

Questa è l’espressione delle competenze sbandierate da certa politica. Senza #Musumeci e i sontuosi privilegi della casta dei politici della regione siciliana ci sarebbero risorse, eccome

Non auguro a #Musumeci di avere a che fare con le umiliazioni e i risparmi idioti a cui sono soggetti i disabili e le persone che se ne prendono cura, ma nella vita nulla è certo.

In una regione normale e in un paese normale #Musumeci avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, ma purtroppo egli rientra negli standard della politica italiana.

#Musumeci: “Se non ci fossero stati i #disabili gravissimi avremmo avuto più soldi per le famiglie siciliane”

Senza Musumeci invece non avremmo un presidente che mortifica la #Sicilia con le sue idiozie

#Musumeci se la gente non si ammalasse potremmo chiudere gli ospedali e risparmiare un sacco di miliardi da destinare a feste, sagre, frizzi e lazzi

COME HITLER !!! #MUSUMECI LA #SICILIA È GIÀ BELLISSIMA !!! CON IL MAESTRO #BERLUSCONI!

#Musumeci: “Senza i disabili avremmo più soldi”. E un posto libero da Presidente della regione #Sicilia.

#Musumeci forse- anzi, direi sicuramente- poteva esprimersi diversamente e meglio. Ma non credo fosse lontanamente nelle sue intenzioni offendere chicchessia. Polemica strumentale. Solita macchina del fango azionata sul web. Un po’ di umanità, alle volte, farebbe bene.

La simpativa replica di Musumeci

“Sta girando in queste ore un breve video di un mio intervento in aula (organizzato naturalmente dagli avversari politici, alcuni dei quali sono bravissimi in questo senso) per tentare di creare confusione in un intervento che non solo mi onora e onora il mio Governo, ma che credo ponga finalmente la Sicilia fra le protagoniste nelle politiche sociali in Italia. In aula ho spiegato che non è colpa del Governo se abbiamo dovuto fare tagli o se abbiamo dovuto orientare su alcuni obiettivi una spesa maggiore rispetto a quella dello scorso anno, per esempio. E ho portato l’esempio proprio delle famiglie dei disabili gravissimi. Lo scorso anno nel Capitolo c’era una dotazione di poco più di 100 milioni di euro, quest’anno la dotazione complessiva è di 270 milioni circa: 220 milioni per le famiglie dei disabili gravissimi (sono 12.300 secondo le aziende ASP) e la rimanente quota per le famiglie dei disabili gravi. Non è una colpa del governo Musumeci se per 30-40 anni la Regione non ha pensato a fare una ricognizione delle famiglie dei disabili gravissimi in Sicilia. Non è una colpa del governo Musumeci se quest’argomento è stato lasciato ai margini del dibattito politico. E devo dire grazie all’attore Pif per averlo posto con forza e compassione. E se mi consentite rivendico il diritto di aver assunto un impegno proprio con Pif nell’ottobre scorso, quindi in campagna elettorale, per dire che entro sei mesi noi avremmo dato una risposta seria e concreta a tutte le famiglie.

Ecco, io sono orgoglioso, lo sono io, lo è l’assessore alla Salute Razza, lo è l’assessore alla Famiglia Ippolito, lo è il Governo per avere finalmente dato una risposta concreta in un settore di fronte al quale tutti abbiamo il dovere di toglierci il cappello. Le speculazioni, i tentativi meschini messi in atto da qualcuno, non possono assolutamente neutralizzare uno sforzo e un impegno finanziario che è e rimane, se mi consentite, il fiore all’occhiello di questa legge finanziaria”.

 

fonte: https://www.ultimavoce.it/musumeci-sicilia-disabili-soldi/

Per farvi capire con che carogne abbiamo a che fare: Maroni, quello che ha bruciato 50 milioni per un referendum che non serve ad un cazzo, taglia l’assegno ai disabili gravissimi dando la colpa al governo!! – Le associazioni: “Famiglie al collasso” …!!!

 

Maroni

 

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Per farvi capire con che carogne abbiamo a che fare: Maroni, quello che ha bruciato 50 milioni per un referendum che non serve ad un cazzo, taglia l’assegno ai disabili gravissimi dando la colpa al governo!! – Le associazioni: “Famiglie al collasso” …!!!
Lombardia, Maroni taglia l’assegno ai disabili gravissimi: “Colpa del governo”. Le associazioni: “Famiglie al collasso”

Gli affetti da patologie gravi potevano contare su un assegno di cura regionale da mille euro mensili più un bonus assistenziale del comune che poteva raggiungere gli 800 euro. Dall’inizio dell’anno, però, la giunta lombarda ha tagliato la cumulabilità dei due contributi: “I criteri ministeriali – spiega il governatore – hanno allargato la platea dei beneficiari senza tuttavia aumentare le risorse”. Ma le associazioni non ci stanno.

A farne le spese sono stati diversi malati gravissimi, per esempio affetti da Sla (sclerosi laterale amiotrofica). E per di più quelli con i redditi più bassi, che in Lombardia fino all’anno scorso potevano contare su un assegno di cura regionale da mille euromensili più un bonus assistenziale del comune tarato sull’Isee che poteva raggiungere gli 800 euro. Ma dall’inizio dell’anno la giunta guidata da Roberto Maroni ha tagliato la cumulabilità dei due contributi. E così quei malati che per vivere hanno bisogno di un assistente, ora, con i soli mille euro regionali, rischiano di non poterselo più permettere. “Eppure anche disabili gravi e gravissimi hanno diritto a poter vivere nella propria casa e non dentro una residenza sanitaria come polli in batteria”, protesta Marina Mercurio, referente in Lombardia del Comitato 16 novembre, un’associazione che riunisce malati di Sla e loro familiari.

Il Comitato 16 novembre è una delle associazioni che a maggio insieme ad Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), Viva la vita e associazione Aldo Perini, hanno scritto al governatore Maroni chiedendo un incontro per risolvere la questione. Ma per ora nessun appuntamento è stato messo in agenda. E in una lettera firmata da Maroni la giunta ha scaricato ogni responsabilità sul governo: “I criteri ministeriali per l’annualità 2016 hanno ampliato le condizioni e le patologie per la qualificazione di ‘disabilità gravissima’, allargandone la platea dei potenziali beneficiari senza tuttavia adeguare proporzionalmente le risorse”. Più persone di prima, insomma, hanno diritto ai contributi provenienti dal Fondo nazionale per le non autosufficienze, ma le risorse sono quelle di prima: “Alla nostra Regione sono assegnati 60.879.000 euro per il 2016, soltanto 234mila euro in più rispetto all’annualità precedente. L’incoerenza è stata segnalata al ministero del Lavoro e dellePolitiche sociali in più occasioni. Purtroppo senza esito. La giunta regionale non ha potuto far altro che mitigare gli effetti dell’intervento ministeriale destinando il 60% delle risorse nazionali assegnate – contro il 50% dell’anno precedente – alle persone con disabilità gravissime”.

Ma le associazioni non ci stanno. Perché anche se la platea è aumentata a parità di fondi, nulla vieta alla Regione di metterci risorse proprie, magari introducendo una tassa di scopo: “Come è possibile che non si riescano a reperire ulteriori risorse dai fondi regionali da destinare ai disabili gravissimi così da permettergli di continuare a vivere con dignità a casa propria? – si chiede Mercurio -. Una famiglia che prima riusciva ad assumere seppur con fatica un assistente, ora collassa. Per gestire malati così complessi ci vogliono oltre 3mila euro al mese. I piani alti di Regione Lombardia non vogliono capire quanto sia faticoso e logorante per un coniuge, fratello, padre, madre, figlio assistere da soli il proprio caro”.

Contattati da ilfattoquotidiano.it, gli uffici dell’assessorato all’Inclusione sociale guidato da Francesca Brianza fanno sapere che incontri con le associazioni sono avvenuti in fase di definizione della delibera regionale dello scorso dicembre. E confermano che la platea dei beneficiari è stata ampliata “in modo enorme” dai criteri ministeriali, con l’inserimento di alcune patologie quali lademenza e l’autismo: “I malati gravissimi presi in carico – dicono dalla Regione – sono passati da 2.301 a 4.342. Per far fronte a tale situazione la Regione ha aumentato le risorse per i gravissimi da 27 a 38 milioni (2 dei quali residui dal fondo nazionale dell’anno precedente), mentre ha dovuto diminuire da 30 a 24 quelle per i disabili gravi”. Dalla segreteria di Maroni fanno inoltre sapere che il governatore dà la sua disponibilità per un incontro con le associazioni.

 

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/27/lombardia-maroni-taglia-lassegno-ai-disabili-gravissimi-colpa-del-governo-le-associazioni-famiglie-al-collasso/3879400/

Ricapitoliamo: Maroni, quello della Lega, quello che ha sperperato 23 milioni di euro di soldi pubblici per acquistare 24mila tablet (un affare, no?) per il voto elettronico su autonomia lombarda (una cazzata), TAGLIA L’ASSEGNO AI DISABILI GRAVISSIMI perchè non ha soldi…

 

Maroni

 

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Ricapitoliamo: Maroni, quello della Lega, quello che ha sperperato 23 milioni di euro di soldi pubblici per acquistare 24mila tablet (un affare, no?) per il voto elettronico su autonomia lombarda (una cazzata), TAGLIA L’ASSEGNO AI DISABILI GRAVISSIMI perchè non ha soldi…

Da Il Fatto Quotidiano:
Lombardia, Maroni taglia l’assegno ai disabili gravissimi: “Colpa del governo”. Le associazioni: “Famiglie al collasso”

Gli affetti da patologie gravi potevano contare su un assegno di cura regionale da mille euro mensili più un bonus assistenziale del comune che poteva raggiungere gli 800 euro. Dall’inizio dell’anno, però, la giunta lombarda ha tagliato la cumulabilità dei due contributi: “I criteri ministeriali – spiega il governatore – hanno allargato la platea dei beneficiari senza tuttavia aumentare le risorse”. Ma le associazioni non ci stanno

L’articolo continua QUI

Per rinfrescarVi la memoria, ecco chi è Maroni…

Da La Repubblica

LE SPESE DI MARONI

FATTI i conti, anche senza calcolatrice, 23 milioni di euro per 24mila tablet fanno circa mille euro per ogni apparecchio. Non esattamente un affarone, considerato che il governatore della Lombardia Roberto Maroni, a quel prezzo, sembrerebbe non aver ottenuto neppure lo sconto che generalmente il venditore accorda a chi acquista grandi quantità di merce. Anche peggio se si considera che quei 24mila tablet serviranno ai cittadini lombardi per esprimere il proprio voto in un referendum sostanzialmente inutile sull’autonomia della Lombardia. Inutile perché, contrariamente a ciò che la propaganda leghista ha già cominciato a sventolare, neppure un plebiscito di “sì” servirà a trattenere entro i confini della Regione una percentuale più alta delle tasse versate dai cittadini: nella campagna elettorale di cinque anni fa, Maroni aveva proclamato solennemente l’obiettivo di riportare sul territorio almeno il 75% delle tasse versate dai lombardi. Obiettivo riposto nel libro dei sogni da cui veniva all’indomani del successo elettorale del 2013.

Il referendum leghista serve — come recita testualmente il quesito — a chiedere che la Regione «intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia». Nulla più di questo. Autorizza cioè il governatore a intavolare una trattativa con Roma. Lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere, assai più facilmente e senza spese milionarie per le casse pubbliche, semplicemente seguendo le procedure introdotte con il “federalismo differenziato”, inserito in Costituzione nel 2011. Certo, si sarebbe dovuto redigere un progetto di autonomia rafforzata, lo si sarebbe dovuto costruire e motivare, discutere con gli enti locali e approvare in Consiglio regionale. Tutti atti che richiedono un piglio amministrativo che il governo della Lombardia, con tutta evidenza, non ha.

L’operazione referendum, dunque, si svela per quello che è. Un’operazione politica per segnare il terreno nel campo sismico del centrodestra, dove ancora non si capisce se esista e quale sia l’epicentro. E soprattutto un’operazione per rinfrescare, a pochi mesi dalle Regionali, l’immagine politica del governatore, appannata da quattro anni e mezzo di amministrazione grigia e punteggiata (non tanto quanto quella precedente di Formigoni, ma quasi) di scandali e inchieste giudiziarie. Per giunta, un’operazione a spese dei cittadini lombardi: ai 23 milioni di euro per l’acquisto dei tablet — che dopo il voto saranno ceduti in comodato d’uso alle scuole — si devono aggiungere i 3 milioni abbondanti messi in preventivo per la promozione del referendum (Milano e le altre città della Lombardia, da settimane, sono tappezzate dai manifesti che annunciano la data del referendum, il 22 ottobre) più ovviamente le spese per l’approntamento e la vigilanza dei seggi.

Per una volta però non sarà il Movimento Cinque Stelle a denunciare lo spreco di denaro pubblico: sono stati proprio i grillini, in Consiglio regionale, a condizionare il loro ok al referendum, necessario a Maroni per raggiungere la maggioranza qualificata, all’adozione del voto elettronico.

fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/07/27/le-spese-di-maroni29.html

Manovrina, non c’è traccia dei 250 milioni tagliati a poveri e disabili che il governo s’era impegnato a restituire. Ma non vi preoccupate! 97 milioni per la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti e i fondi per lo sci per quei poveracci di Cortina d’Ampezzo li hanno trovati…!

 

Manovrina

 

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Manovrina, non c’è traccia dei 250 milioni tagliati a poveri e disabili che il governo s’era impegnato a restituire. Ma non vi preoccupate! 97 milioni per la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti e i fondi per lo sci per quei poveracci di Cortina d’Ampezzo li hanno trovati…!

 

Dietrofront – Nelle bozze del decreto non c’è traccia dei 250 milioni tagliati ai fondi per il sociale trasferiti alle Regioni che il governo s’era impegnato a restituire.

Di tutto di più, tranne i fondi per le categorie più a rischio, in barba alle promesse. La rassicurazione era arrivata il 17 marzo scorso: quel giorno il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, accompagnato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva promesso di ripristinare le risorse destinate al fondo per le non autosufficienze e alle politiche sociali appena tagliate tra polemiche feroci. Nel primo provvedimento utile, però, della misura non c’è traccia: nelle bozze della manovrina del governo, il cui testo ufficiale dovrebbe uscire oggi, lo stanziamento infatti non compare.

E le speranze che possa spuntare all’improvviso sono poche. Tra i governatori – da quanto filtra – c’è molta preoccupazione, e per questo ne hanno discusso nell’ultima conferenza delle Regioni tenutasi giovedì scorso. Al termine è toccato a Massimo Garavaglia, assessore in Lombardia e coordinatore per gli affari finanziari della Conferenza lanciare l’allarme: “C’era l’impegno del governo, ma da quanto risulta dalla versione fantomatica del decreto non c’è nulla. È opportuno che venissero messe le risorse e venisse mantenuta la parola, anche perché a farne le spese sono le categorie sensibili”.

Breve riassunto. Il 23 febbraio scorso, per effetto di un’intesa nella Conferenza Stato-Regioni è stato deciso un maxi-taglio di 485 milioni ai fondi sociali che vengono trasferiti dal governo centrale ai governatori. Tra questi: 50 milioni al fondo per la non autosufficienza (disabili, malati gravi e familiari che li assistono), che è tornato così ai 450 stanziati solo nell’ottobre scorso e 211 milioni a quello per le politiche speciali, che passa così da 311 a 99 milioni (-67%). Soldi che finanziano asili nido, misure di sostegno alle famiglie più povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza. Il fondo per le non autosufficienze, peraltro, era appena stato incrementato di 50 milioni dal “decreto Mezzogiorno” come promesso dal governo alle associazioni che seguono i malati di Sla.

La scure calata il 23 febbraio viene da lontano: le Regioni, infatti, dovevano ripartire i 2,7 miliardi di tagli sul 2017 imposti dalle manovre finanziarie del governo Renzi. Di questi, 2,2 miliardi per effetto del decreto sul “bonus Irpef” del 2014, i famosi 80 euro in busta paga (finanziati in buona parte con questa partita di giro a danno degli Enti locali). Una volta resa pubblica l’intesa, è arrivata la rivolta delle associazioni, in primis la Federazione italiana per il superamento dell’handicap. I 5Stelle, ma anche Sinistra italiana e parte del Pd hanno chiesto lumi al governo, che ha fatto finta di scoprirlo in quel momento (le trattative, però, erano state fatte con Palazzo Chigi).

Per spegnere le polemiche, il governo ha così promesso di tornare sui suoi passi riportando il fondo politiche sociali a 311 milioni e incrementando quello per la non autosufficienza di 37 milioni (destinati al capitolo del trasporto dei disabili). Dal canto loro, le Regioni s’erano impegnate a trovare altri 50 milioni. Il tagli erano a valere sui fondi 2017, c’era quindi una certa urgenza. La manovrina era la destinazione perfetta per lo stanziamento, anche perché il decreto, nato per correggere di 3,4 miliardi il deficit pubblico come chiesto dalla Commissione europea, nel frattempo è diventato un provvedimento “omnibus” di 68 articoli. “È quasi una finanziaria”, ha ammesso ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nella bozza del testo, però, i fondi promessi non compaiono.

In compenso, c’è la garanzia pubblica da 97 milioni per la Ryder cup, la gara internazionale di golf che l’Italia ospiterà nel 2022 e i fondi per permettere a Cortina d’Ampezzo di ospitare le finali di Coppa del mondo e dei Campionati mondiali di sci alpino nel 2020 e 2021. Nel testo ci sono anche risorse (poche, per la verità) per i Comuni e le Province, oltreché per il trasporto pubblico locale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 22/04/2017.

leggi anche:

Sempre più vergognosi – Ryder Cup, Lotti & C. ce l’hanno fatta! 3 volte hanno provato a far passare la norma ben nascosta in altre leggi e 3 volte scoperti, non si sono arresi. Ed al quarto tentativo, con la manovrina, sono riusciti a far pagare a NOI la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti!!

Disabili, il fondo non autosufficienze tagliato. “50 milioni concessi poi negati” …ma il Governo si difende: “i disabili sono solo delle merdacce, mica sono Banche”!!!

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Disabili

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Disabili, il fondo non autosufficienze tagliato. “50 milioni concessi poi negati” …ma il Governo si difende: “i disabili sono solo delle merdacce, mica sono Banche”!!!

“i disabili sono solo delle merdacce, non sono mica Banche”!!!

No, è vero, nessuno al Governo ha usato queste parole… Ma questo significa poco, visto che come si sono comportati è anche peggio di quello che rappresentiamo con un po’ di vivacità nel nostro titolo!

Leggiamo infatti da Il Fatto Quotidiano:

“I tagli al Fondo non autosufficienze e a quello per le politiche sociali sono inaccettabili, un atto gravissimo e umilante che colpisce le persone con disabilità e le fasce più deboli della popolazione”. A dirlo è il presidente della Fand (Federazione associazioni nazionali disabili), Franco Bettoni, che si dice “pronto alla mobilitazione” contro un provvedimento ritenuto del “tutto ingiusto e inaspettato”. “E’ un atto politico più che operativo. Le recenti conquiste delle associazioni delle persone con disabilità sono state annullate”, rincara il direttore responsabile di HandyLex.org, Carlo Giacobini. Che aggiunge: “I soldi in più erano arrivati al termine di presìdi e proteste e dopo un impegno concreto del ministro Poletti. Lo stesso Parlamento lo aveva approvato. Ora in altri tavoli e in altri contesti quella conquista viene azzerata“.

Bettoni spiega a Ilfattoquotidiano.it che “è evidente che la riduzione del Fondo per le non autosufficienze siglata lo scorso 23 febbraio avrà un impatto negativo sulla vita delle tante persone disabili e delle loro famiglie che tramite l’accesso a quelle risorse possono contare, ad oggi, su erogazioni monetarie mensili aggiuntive che coprono, ad esempio, l’assistenza domiciliare necessaria a garantire una soddisfacente qualità di vita”. Non solo: “Al di là delle ricadute negative sui cittadini che sono certe e che condanneranno molte persone alla povertà e all’emarginazione, il segnale giunto dal governo Gentiloni è certamente negativo rispetto alla strutturazione dei livelli essenziali di assistenza in una logica di garanzia di diritti certi”. Per di più ieri il Senato ha approvato il disegno di legge che introduce un sostegno “universale” per gli indigenti, del quale però di fatto potrà beneficiare solo una piccola percentuale degli italiani in condizione di povertà.

Questi tagli condanneranno molte persone con disabilità alla povertà e all’emarginazione

La sforbiciata è prevista dall’intesa tra Stato e Regioni sul contributo degli enti locali all’equilibrio di bilancio. I risparmi imposti alle Amministrazioni regionali, spiega la Fand, andranno a incidere pesantemente sul welfare, visto che si prevede che “per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica” il Fondo per la non autosufficienza e quello sulle politiche sociali vengano tagliati rispettivamente a quota 450 milioni e 99,7 milioni di euro. Il primo scende quindi al livello cui era stato portato con l’ultima legge di Bilancio, perdendo i 50 milioni aggiuntivi promessi lo scorso novembre dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti ai malati di Sla e sbloccati il 22 febbraio. L’incremento era stato inserito nel decreto legge sul Sud. “Il fatto è di una gravità inaudita e quel che ancor più sconcerta – afferma Bettoni – è il fatto che la Fand che, in questi mesi, ha partecipato ad incontri e confronti con il ministro del Lavoro proprio per arrivare ad un aumento del Fondo per la non autosufficienza, non abbia ricevuto alcuna informativa al riguardo e ne sia venuta a conoscenza per altri canali; questo atteggiamento certamente non giova ed anzi mette in discussione la qualità dei rapporti fino ad oggi intercorsi con gli organismi istituzionali”.

Nessuna informativa alle associazioni che hanno partecipato agli incontri con il ministro del Lavoro
Per la Fand il governo guidato da Paolo Gentiloni, con questa mossa, fa un passo indietro rispetto al recente passato lasciando “terribilmente senza parole” le associazioni dei disabili. “Mi sento comunque in dovere di rimarcare l’assoluta buona fede e correttezza del ministro Poletti – sottolinea il numero uno della Fand che riunisce organizzazioni di persone con deficit sensoriali, disabilità intellettive, disturbi del comportamento e autismo – Ma nonostante la parola del ministro è stato ridotto per scelte certamente non sue, poiché artefici della manovra risultano viceversa essere gli assessori al bilancio ed i presidenti delle Regioni ed il ministero dell’Economia“. Queste politiche “sono sbagliate e inopportune, e non solo feriscono i più vulnerabili, negando diritti ed inclusione sociale, ma paralizzano l’Italia. È puro autolesionismo tagliare in maniera incisiva questi fondi anziché utilizzarli come un formidabile investimento per creare sviluppo, innovazione e buona occupazione. Per tali ragioni, come Fand stiamo valutando tutte le possibili iniziative per contrastare questa grave scelta politica, sia chiedendo un confronto diretto con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il ministro dell’Economia, sia organizzando, se del caso, una ampia mobilitazione del mondo della disabilità, oggi così pesantemente colpito”, conclude Bettoni. “Certo ci sono degli effetti sui cittadini interessati dai servizi che quel Fondo dovrebbe garantire, ci sono anche dei risvolti più subdoli e che avranno un impatto più significativo sulle reali politiche sociali in questo paese”, aggiunge Giacobini. Secondo uno dei maggiori esperti italiani sulle leggi che riguardano i disabili ci sono due questioni. “La prima è un segnale forte: il Fondo è stato incrementato proprio di 50 milioni di euro grazie ad un’azione di pressione molto sentita di organizzazioni di persone con grave disabilità. Quei soldi sono arrivati al termine di presìdi e proteste e dopo un impegno concreto del ministro Poletti. Lo stesso Parlamento lo aveva approvato. Ora in altri tavoli e in altri contesti quella conquista viene azzerata e, a ben vedere, anche umiliata“. E il clima di sfiducia che ne deriva è deleterio per i successivi confronti tra istituzioni e associazioni.

Serve un Piano generale per garantire un livello omogeneo di servizi su tutto il territorio nazionale
“L’altro elemento politico riguarda lo specifico Tavolo per la non autosufficienza e il piano che questo tavolo dovrebbe elaborare. Ricordiamo che al tavolo partecipano sia le organizzazioni delle persone con disabilità ma anche i sindacati, i ministeri competenti, le Regioni. Un’occasione unica per giungere finalmente alla definizione di livelli essenziali delle prestazioni per le persone con maggiore necessità di assistenza intensiva… ma non solo”. “Per raggiungere questo traguardo e questa pianificazione è necessario che vi sia un pensiero condiviso ma anche che le risorse messe a disposizione, anche progressivamente, siano certe oltre che adeguate. È evidente, quindi, che in questi giorni ci si interroghi sulla reale futura cogenza di un Piano che garantisca un livello omogeneo di servizi su tutto il territorio nazionale. E lo stesso Tavolo rischia di produrre indicazioni poi vanificate in altri luoghi”. Sullo sfondo, evidenzia Giacobini, rimangono molti dubbi e ombre sulla decisione concordata dagli assessori al bilancio delle Regioni e dal Mef (intesa Stato Regioni del 23 febbraio): perché colpire proprio il sociale e non altro?

Il Fondo nazionale per la non autosufficienza è stato istituito nel 2006 con il preciso intento di fornire sostegno a persone con disabilità grave e gravissima, oltre che ad anziani non autosufficienti al fine di favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio e per garantire, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione di Livelli essenziali delle prestazioni assistenziali. Il Fondo in sostanza è destinato a finanziare contributi, voucher, prestazioni o servizi per le persone non autosufficienti gravi (nella misura del 60%) o gravissime (nella misura del 40%). Viene ripartito annualmente tra le Regioni e ciascun ente stabilisce poi i criteri con cui erogare concretamente i fondi alle persone e come ripartirlo fra Comuni ed Aziende sanitarie locali.

 

I risultati dei mille giorni di Renzi cominciano a farsi sentire: stangata su disabili e poveri per coprire i bonus e le mance dell’ebetino…!

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I risultati dei mille giorni di Renzi cominciano a farsi sentire: stangata su disabili e poveri per coprire i bonus e le mance dell’ebetino…!

 

Stangata su disabili e poveri per coprire i bonus e le mance

Il sistema – I tagli del triennio renziano costringono le Regioni a sforbiciare i fondi sociali. Gli 80 euro pagati dai meno abbienti.

Con una mano dare, con l’altra togliere, e quando scoppia il casino fare finta di indignarsi. Sono giorni in cui il governo dà il meglio di sé su una delle tante eredità lasciate da Matteo Renzi: l’enorme mole di tagli imposti alle Regioni per finanziare le diverse misure varate nei tre anni di governo del fiorentino, che ora presentano il conto. Questa storia è incredibile per l’irresponsabilità mostrata dai suoi protagonisti.

Nei giorni scorsi si è scoperto che per effetto di un’intesa nella Conferenza Stato-Regioni è stato deciso un maxi-taglio ai fondi sociali che vengono trasferiti dal primo alle seconde. Tra questi: 50 milioni al fondo per la non autosufficienza (disabili, malati gravi e familiari che li assistono), che torna ai 450 stanziati a ottobre e 211 milioni a quello per le politiche speciali, che passa così da 311 a 99 milioni (-67%). Soldi che servono a finanziare, fra le altre cose, asili nido, misure di sostegno alle famiglie più povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza. Diverse associazioni si sono infuriate. Appresa la notizia – fornitagli da un’interrogazione della deputata Pd Donata Lenzi – il sottosegretario alle Politiche sociali Luigi Bobba (Pd) è cascato dal pero: “Il fatto è di una gravità inaudita. Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali non ha partecipato al confronto e questa assenza costituisce un’aggravante perché conferma come le scelte per la salute siano totalmente subordinate a fattori economici”. I fattori economici sono i tagli imposti dal governo di cui Bobba ha fatto parte, e distribuiti in accordo con quello in cui siede attualmente.

Nei suoi tre anni l’esecutivo Renzi ha imposto tagli sanguinosi alle Regioni per finanziare le diverse manovre e contenere il deficit. Un esempio su tutti: la misura più sbandierata, il “bonus Irpef”, i famosi 80 euro in busta paga è arrivata ad aprile 2014 con un decreto che per coprire i costi (10 miliardi l’anno) ha imposto un taglio alle Regioni di circa 12 miliardi nel 2014-2020. Parliamo della “più grande opera di redistribuzione salariale mai fatta in Italia” (Renzi). Funziona così: il governo vara la misura, la copre in parte con i tagli a Comuni e Regioni e, per queste ultime, gli lascia la scelta formale di dove tagliare.

Il 9 febbraio la Conferenza Stato-Regioni si è trovata così a dover ripartire i tagli del 2017 non ancora coperti: 2,7 miliardi. La proposta la fa il governo e poi parte la trattativa con le Regioni: se salta tutto, vengono tagliati tutti insieme. Il 23 febbraio si arriva all’accordo. Il Documento finale – firmato dal ministro agli Affari regionali Enrico Costa – elenca la provenienza dei tagli: ben 2,2 miliardi vengono proprio dal decreto sul Bonus Irpef del 2014. La stangata è pesante: 1,7 miliardi vengono sottratti al fondo enti territoriali dove le Regioni hanno versato i risparmi di spesa; altri 100 ai contributi per gli investimenti. Poi c’è la scure sul sociale: -485 milioni. Il fondo per l’erogazione gratuita dei libri scolastici alle famiglie bisognose perde 70 milioni (su 103), quello inquilini morosi incolpevoli altri 50, stessa cifra per i contributi all’edilizia scolastica mentre quella sanitaria perde 100 milioni (-50%). “Che esponenti del governo si meraviglino è allucinante – spiega Massimo Garavaglia, assessore in Lombardia e coordinatore per gli affari finanziari della Conferenza delle Regioni – Il documento è frutto di un lavoro fatto prima con il sottosegretario a Palazzo Chigi, Claudio De Vincenti poi con il suo successore, Maria Elena Boschi e infine siglato con il ministro Costa: la proposta è del governo, noi abbiamo solo limitato i danni”. I tagli, infatti, sono superiori ai trasferimenti e i governatori si sono dovuti impegnare a versare allo Stato gli avanzi di bilancio. Senza intesa, si perdevano tutti i fondi. “Solo le manovre 2014, 2015, 2016 hanno tagliato alle Regioni ordinarie 8,1 miliardi nel 2017 – continua Garavaglia –. Nel quadriennio 2016-2019 si arriva a 50”. Tra questi, quelli alla Sanità: 2 miliardi nel 2016, altri 1,5 nel 2017, a cui si sono aggiunti i 422 milioni che le Regioni speciali si sono rifiutate di subire. Quando a novembre 2015 i governatori si ribellarono all’ennesimo taglio, Renzi li convocò spiegando ironico: “Adesso ci divertiamo”. Passata la buriana, queste scelte presentano il conto, come i 3 miliardi tolti alle Province. Con l’intesa del governo, i fondi sociali che lo Stato gira alle Regioni vengono così tagliati del 40%. Tagli che colpiscono le fasce più deboli, le stesse che non hanno beneficiato degli 80 euro (non vanno agli incapienti), dell’abolizione dell’Imu prima casa o del taglio dell’Ires.

Il governo è tardivamente corso ai ripari. Oggi sarà approvata in Senato la legge delega per il contrasto alla povertà, che contiene il “Reddito di inclusione”: 400 euro mensili alle famiglie in estrema difficoltà con almeno un minore a carico.

Da Il Fatto Quotidiano del 09/03/2017.