Cagliari, mamma ruba le uova di Pasqua per i figli: sarebbe andata in galera, ma gli Agenti le pagano il conto. Tutto questo mentre alla feccia che ci governa non bastano i privilegi che si gode, ma intrallazza e ruba sulla nostra pelle, prendendoci anche per i fondelli!

Pasqua

 

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Cagliari, mamma ruba le uova di Pasqua per i figli: sarebbe andata in galera, ma gli Agenti le pagano il conto. Tutto questo mentre alla feccia che ci governa non bastano i privilegi che si gode, ma intrallazza e ruba sulla nostra pelle, prendendoci anche per i fondelli!

 

 

Cagliari, mamma ruba le uova di Pasqua per i figli: gli agenti pagano e la liberano

La donna, colta in flagrante, era stata bloccata nel supermercato ma i poliziotti hanno fatto una colletta lʼhanno lasciata andare.

Sono centinaia le condivisioni, migliaia i “like” e i commenti di approvazione riscossi da una storia di generosità che arriva da Cagliari e che in queste ore sta conquistando i social network. Una mamma non aveva i soldi necessari per poter comprare ai suoi figli le uova di Pasqua e così è arrivata a spingersi fino al furto ma è stata scoperta e segnalata alla polizia. Gli agenti accorsi sul posto, però, hanno capito la situazione e non solo non hanno arrestato la donna ma hanno anche avviato un colletta tra di loro per pagare le uova ed evitarle così un denuncia da parte del negoziante.

I fatti risalgono allo scorso giovedì: i vigilanti di un supermercato cittadino hanno chiamato il 113 per segnalare il furto di sei uova di cioccolato da parte di una mamma, 37enne, che le aveva nascoste nel passeggino per i suoi sei figli. “Voleva regalare un sorriso a quei bambini – spiega uno degli agenti che era in turno –  Più che di un atto di polizia giudiziaria, in quel momento c’era bisogno di un atto di generosità. E i nostri ragazzi non ci hanno messo neanche un attimo a compierlo. La legge lo consente”.  “Quando siamo arrivati – prosegue il poliziotto che aveva ricevuto la segnalazione –  la donna non ha negato. Ci ha raccontato una storia che non poteva lasciarci indifferenti. I compagnetti dei suoi figli avevano già ricevuto le uova di Pasqua e loro no. Quando sono tornati da scuola, proprio giovedì, hanno iniziato a piangere e lei ha deciso di trovare un modo di consolarli. L’unico modo a sua disposizione era quello di prenderli senza pagare. Conosciamo quella giovane da tempo, sappiamo che porta avanti la famiglia con enormi difficoltà e nessuna istituzione”.

……

E i nostri Politici? Loro non hanno di questi problemi. Loro hanno stipendi d’oro. E non gli basta rubano e intrallazzano con i loro amici per arricchirsi ancora di più. E manco gli basta, ci prendono anche per il culo.

Nell’immagine: la Morani in una delle sue epiche cazzate.

by Eles

 

Laura Boldrini senza vergogna: “sono una donna che viene dal popolo” …perchè, sapete, è prerogativa del popolo essere nipoti di petrolieri, vivere in una famiglia che dire ricca è poco e soprattutto ben ammanicata nelle stanze del potere, laurearsi in università privata e subito lavorare in ENI, RAI e FAO con compensi da capogiro !!

Laura Boldrini

 

 

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Laura Boldrini senza vergogna: “sono una donna che viene dal popolo” …perchè, sapete, è prerogativa del popolo essere nipoti di petrolieri, vivere in una famiglia che dire ricca è poco e soprattutto ben ammanicata nelle stanze del potere, laurearsi in università privata e subito lavorare in ENI, RAI e FAO con compensi da capogiro !!

 

Laura Boldrini lo ha detto di nuovo: “sono una donna che viene dal popolo”

 

La prima volta che disse ‘sta cazzata, all’indomani del suo insediamento alla Camera, scrisse Siamo La Gente:

Un po’ sul serio, un po’ con ironia fioccano i paragoni tra Laura Boldrini e Papa Francesco. Già si preparano quelli con la missionaria madre Teresa di Calcutta, ma forse sarebbe meglio con qualche «pasionaria» rossa della guerriglia sudamericana.

E si presenta l’ex portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite come la nuova presidente della «Camera della carità», quella rivolta agli ultimi della terra, ai poveri, ai diseredati, alle donne maltrattate, ai profughi della terra.

Manca solo l’aureola. E la sua provenienza dalle fila del Sel di Nichi Vendola dà all’impegno umanitario quella luce di ideologia politica facile da enfatizzare. Ma troppo entusiasmo può riservare anche amare delusioni. Perché chi conosce bene Laura Boldrini e la sua folgorante carriera sotto i riflettori internazionali assicura che è figlia di una casta radical snob ben ammanicata nelle stanze del potere e il suo percorso è stato, per così dire, preferenziale. Tanto che il suo ruolo all’Unhcr scompare con lei, perché le è stato tagliato addosso come un vestito d’alta moda. Alla faccia di tanti che avrebbero voluto subentrare in quella posizione, così ricca di soddisfazioni e così libera del ferreo controllo riservato ad altri ruoli. La maceratese Laura viene da quella società marchigiana fatta di famiglie tradizionali e un po’ bucoliche, colte e all’antica, molte di riservata nobiltà altre di solidi patrimoni, che spesso avviano i rampolli ad un futuro in diplomazia o comunque in organismi internazionali. È sempre stato uno dei giardini più ambiti dall’alta società e con quell’obiettivo si fanno studiare i giovani nei migliori collegi, d’estate si iscrivono ai corsi di lingue e si organizzano viaggi per conoscere il mondo, li si iscrive a università di fama e si pagano stage e master all’estero dopo la laurea. Un’esperienza nel mondo del volontariato, in certi circoli radical-snob, è d’obbligo per far brillare il curriculum. Fa molto nobiltà d’animo e i genitori raccontano con orgoglio nei salotti le esperienze vissute lontano da casa dei figli. Se poi da grandi compiono il grande salto, certo è merito loro, ma il trampolino di lancio ad altri è precluso.

Laura, nipote di un petroliere, dopo la maturità vola nelle risaie del Venezuela e poi si regala un lungo viaggio in tutto il Centroamerica. Poi arriva la laurea. Ora che tutti si entusiasmano per il nuovo stile della presidente della Camera, che all’investitura si presenta con una giacchetta nera striminzita e sale a piedi al Quirinale per la prima visita al Capo dello Stato, bisognerà pur chiedersi se la Boldrini non abbia avuto la strada spianata come pochi. Visto che è entrata in Rai come giornalista negli anni Ottanta, ha fatto tappa all’agenzia giornalistica Agi di proprietà Eni, per poi dare un calcio ad un posto ambito e solido per tuffarsi nelle sue avventure nel mondo. Entrando, certo grazie alle sue doti e alla sua tenacia prima alla Fao, poi all’Onu nel 1989. Infine, l’approdo all’Alto commissariato per i rifugiati nel 1998. Medaglie e riconoscimenti si sprecano, compresa la nomina nel 2009 ad «Italiano dell’anno» di Famiglia Cristiana.

Laura, la francescana, ha lo stesso pedrigree sociale e castaiolo di una Melandri o di una Concita De Gregorio, solo che il suo orizzonte è più internazionale. Sa come incantare le masse e il potere. Su twitter ha raccontato il suo incontro con Napolitano. Il presidente l’ha salutata con queste parole: «Sangue freddo, fatica e successo». Nessuna paura: Laura Boldrini è una predestinata.

Politici corrotti in Cina: pena di morte! Ma se fanno i bravi e restituiscono tutto, se la cavano col carcere a vita! Con una legge così da noi in Parlamento resterebbero solo i grillini ed altri 3 o 4….

Politici corrotti

 

 

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Politici corrotti in Cina: pena di morte! Ma se fanno i bravi e restituiscono tutto, se la cavano col carcere a vita! Con una legge così da noi in Parlamento resterebbero solo i grillini ed altri 3 o 4…

 

La Cina è uno dei paesi dove è ancora in vigore la pena di morte. Per alcuni tipi di reati ci sono sanzioni veramente dure e anche per i politici corrotti, se non confessano il reato e non si adoperano per restituire il denaro rubato possono subire questa condanna.

I reati puniti con la pena capitale sono diversi e sono l’espressione del duro controllo governativo. Si va dalla pirateria informatica fino a passare allo spaccio, dall’omicidio alla corruzione.

Proprio per la presenza di questo regime non è facile stimare quante esecuzioni vi siano ogni anno. Nella maggior parte dei casi viene utilizzato un plotone di esecuzione, molto più raramente l’iniezione letale, forse per l’eccessivo costo delle sostanze.

Dunque quando un politico si appropria indebitamente dei soldi pubblici riceve una condanna davvero terribile. Se viene restituito tutto il denaro la pena viene sospesa e commutata in ergastolo. Di recente l’ex ministro dei trasporti Liu Zhijun ha dovuto subire questa sorte. Grazie alla sua collaborazione per recuperare i fondi sottratti si è potuto salvare ma solamente in cambio del carcere a vita.

Sono molti i detrattori della pena capitale che sostengono sia inumana, secondo questi ultimi nei paesi in cui è ancora in vigore ci sono tassi di criminalità molto alti che non diminuiscono anche se si continua ad utilizzare questa pena. Nel resto del mondo c’è una campagna per eliminarla del tutto perché espressione di un Stato “barbaro” e “medioevale”.

Certamente non va meglio nei paesi in cui i reati vengono sanzionati in maniera blanda. L’italia è, ad esempio, uno dei paesi con un altissimo tasso di corruzione. Anche l’impunità e l’assenza della certezza della pena rende tutto questo più facile. Forse la cosa è più barbara della pena capitale. Purtroppo non esiste campagna altrettanto vigorosa che possa abolire la corruzione.

Certamente non va meglio in quei paesi dove i reati vengono sanzionati in maniera blanda, o addirittura del tutto ignorati. L’italia, ad esempio, è uno dei paesi dove c’è il maggior indice di corruzione, con moltissimi politici corrotti, e una cospicua presenza della criminalità organizzata. Anche l’impunità e l’assenza della certezza della pena, che inevitabilmente potrebbero provocare ulteriori vittime innocenti, sono inaccettabili. Forse la cosa è ancora più barbara e medioevale della pena capitale e si ripete ogni giorno. Purtroppo a nostro avviso non esiste una campagna altrettanto vigorosa e capillare come quella per l’abolizione della pena di morte.

 

fonte: http://risatevere.eu/2016/07/10/la-pena-politici-corrotti-cina/

VERGOGNOSI – Renzi 3 anni fa: “niente auto blu per sottosegretari, questo governo inizia a restituire speranza che le cose possono cambiare”. Bello vero? E infatti 6 mesi fa il sottosegretario Rossi sputtanato da Le Iene in auto blu. Avranno capito? Una beata Minchia! Lo stesso Rossi beccato ieri da Le Iene che va allo stadio in auto blu!!!

auto blu

 

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VERGOGNOSI – Renzi 3 anni fa: “niente auto blu per sottosegretari, questo governo inizia a restituire speranza che le cose possono cambiare”. Bello vero? E infatti 6 mesi fa il sottosegretario Rossi sputtanato da Le Iene in auto blu. Avranno capito? Una beata Minchia! Lo stesso Rossi beccato ieri da Le Iene che va allo stadio in auto blu!!!

 

Ottobre 2016

Nel corso della trasmissione televisiva “Le Iene show” andata in onda il 23 ottobre, un servizio realizzato da Filippo Roma e Marco Occhipinti ha riguardato l’utilizzo da parte del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi di una auto blu  con autista. Il servizio ripropone anche le dichiarazioni del Premier Renzi in merito all’uso dei mezzi da parte dei sottosegretari rilasciate nel corso di una conferenza stampa del 18 aprile 2014. La vicenda chiama in causa sia la ministra Pinotti e, soprattutto, il Premier Renzi. Il premier aveva infatti annunciato un drastico taglio delle macchine a disposizione di dirigenti, personale della Pubblica Amministrazione e deputati. Compresi i sottosegretari.

Risultato?

Due interrogazioni rimaste senza risposta. E la casta, al di là dei proclami di Renzi (che ben sappiamo quanto valgono) continua a godersi i suoi porci privilegi alla faccia e soprattutto a spese della Gente.

E infatti ecco ancora il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi beccato un’altra volta da Le Iene in auto blu. Ma questa volta non va neanche al lavoro, se ne va allo stadio…!!

Guardate e diffondete questo video. Guardate la meschinità di questa gente!

PER GUARDARE IL SERVIZIO CLICCARE QUI

 

By Eles

 

Quando Paragone sfidò Renzi: “Vieni in tv e spiegaci perché il tuo Pd ha respinto la proposta M5s di sospendere l’indennità ai parlamentari arrestati. SPIEGACI PERCHÈ GLI ONOREVOLI IN GALERA DEVONO GUADAGNARE 18MILA EURO AL MESE” !! …Per la cronaca: Renzi non c’è mai andato…!!

Paragone

 

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Quando Paragone sfidò Renzi: “Vieni in tv e spiegaci perché il tuo Pd ha respinto la proposta M5s di sospendere l’indennità ai parlamentari arrestati. SPIEGACI PERCHÈ GLI ONOREVOLI IN GALERA DEVONO GUADAGNARE 18MILA EURO AL MESE” !! …Per la cronaca: Renzi non c’è mai andato…!!

 

di Gianluigi Paragone (Facebook)

Ora Matteo Renzi spieghi perché il suo Pd (assieme a Forza Italia, Nuovo centrodestra e altri) ha respinto la proposta del Movimento 5 stelle di sospendere temporaneamente l’indennità ai parlamentari arrestati. Si trattava di una sospensione temporanea. Tra l’altro giustificata dal fatto che se uno non lavora in aula (se è agli arresti…) non è giustificata l’indennità. Non solo.

Bisogna smetterla col fatto che i politici abbiano una busta paga sempre ballerina quando si tratta di rispondere alla domanda: ma quanto guadagni? Perché non basta la remunerazione in senso stretto, ci sono altre voci allegati che compongono l’emolumento totale che vengono sempre sottaciute o balbettate. Basta, no? Nel caso specifico dei parlamentari arrestati già siamo in presenza di un “tradimento politico”, ora si aggiunge la beffa delle indennità corrisposte. Ma corrisposte per fare cosa? Per fare gli interessi della collettività o per fare interessi particolari?

Perché allora questa proposta di buon senso etico – non è una parolaccia, cari politici… – è stata bocciata? Spiegatelo guardando in faccia i vostri elettori. Poteva essere un segnale di rottura rispetto all’idea di casta. Questo non è un pessimo esempio. Un pessimo andazzo.

Grandissimo BEPPE GRILLO: “con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?

BEPPE GRILLO

 

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GRANDISSIMO BEPPE GRILLO: “con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?

 

…”con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?

 

 

Video Player

 

Loro si sono tenuti il VITALIZIO. I Cinquestelle che protestavano contro questa ennesima porcata SOSPESI… Non credo sia tanto difficile capire a chi dovremo dare il nostro voto… o no?

VITALIZIO

 

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Loro si sono tenuti il VITALIZIO. I Cinquestelle che protestavano contro questa ennesima porcata SOSPESI… Non credo sia tanto difficile capire a chi dovremo dare il nostro voto… o no?

 

M5s, deputati sospesi per protesta contro i vitalizi. Di Maio e gli altri in piazza: “A loro la pensione, a noi la punizione”

 

La Camera dei Deputati ha sospeso 42 deputati M5S a seguito delle proteste in Aula e in Ufficio di Presidenza in occasione della votazione sulle delibere sulle pensioni dei parlamentari. Poco dopo i deputati pentatstellati hanno protestato fuori da Montecitorio. “Chi si prende la pensioni difende la Democrazia, chi combatte contro le pensioni viene punito – è il commento di Luigi Di Maio. Che assicura: “Abbiamo perso una battaglia ma non la guerra. Troveremo un altro modo per non far scattare le pensioni a settembre. In questo Paese – conclude Di Maio – non ci mandano a votare perché uno degli obiettivi è prendere la pensione”. Le pensioni le prenderemo anche noi? Sì, se non le aboliscono adesso, le aboliremo noi quando andremo al governo”, afferma il neo capogruppo pro tempore Roberto Fico

 

da Il Fatto Quotidiano

Ma sono proprio delle carogne! Con un bliz il Pd ha salvato i vitalizi dalla proposta del M5s di applicare anche alla Casta la legge Fornero. Solo un pizzichino a quelli oltre i 70.000 Euro! Ma mica finisce qui: I pochi toccati preparano a una class action contro questo “pizzichino”!

carogne

 

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Ma sono proprio delle carogne! Con un bliz il Pd ha salvato i vitalizi dalla proposta del M5s di applicare anche alla Casta la legge Fornero. Solo un pizzichino a quelli oltre i 70.000 Euro! Ma mica finisce qui: I pochi toccati preparano a una class action contro questo “pizzichino”!

Di come #SITENGONOILPRIVILEGIO ve ne abbiamo già parlato:

Montecitorio ha deciso: la legge Fornero si applica solo a noi merdacce. Ai vitalizi ed alle pensioni dei Parlamentari non si applica!

Il Pd si rimangia le promesse (…ma tu guarda un po’) e vota per salvare i vitalizi!

Ma mica finisce qui.. La meschinità di questa gente non ha fine. Ed ecco, come ci segnala L’Huffington Post che sono già sul piede di guerra.

Vitalizi, gli ex parlamentari si preparano a una class action: “Faremo ricorso sul contributo di solidarietà”

 

Gli ex parlamentari sono pronti a fare ricorso contro il contributo di solidarietà per tre anni deciso ieri dall’ufficio di presidenza. Lo riporta l’Agi. “Siamo pronti a fare ricorso, ci sarà un’azione collettiva degli ex parlamentari”, spiega all’Agi un ex deputato. “Manca una legge di riferimento. Non si capisce per chi dovrebbe essere questo contributo di solidarietà. Io perderei mille euro”, riferisce l’ex parlamentare. “Faremo una class action, ci stiamo sentendo in queste ore. Nel pomeriggio emergerà una posizione chiara di contrarietà a quanto deciso ieri”.

La proposta avanzata dal Pd in tema di pensioni dei parlamentari, dispone l’applicazione, a partire dal 1 maggio 2017 e per tre anni, agli assegni vitalizi e ai trattamenti previdenziali, diretti e di reversibilità, corrisposti ai deputati cessati dal mandato e loro aventi diritto, un contributo straordinario di solidarietà per tre anni sui vitalizi in essere relativi alle precedenti legislature sulla parte eccedente l’importo di 70mila euro lordi annui, pari al 10 per cento per quelli compresi tra 70mila e 80mila euro lordi l’anno; del 20 per quelli fino a 90mila; del 30 per quelli fino a 100mila; del 40 per quelli superiori a 100mila.

La riforma dei vitalizi, con un contributo di solidarietà per tre anni relativo alle precedenti legislature, è passata ieri alla Camera, ma in molte Regioni il taglio ai trattamenti degli ex consiglieri regionali è stato deciso già da qualche anno. E non senza polemiche. Basti pensare che in una decina di Regioni ex consiglieri regionali sono passati alle vie legali e la riforma dei vitalizi si è trasformata in un’autentica guerra a suon di carte bollate. “In molte Regioni è stato già deciso il contributo di solidarietà, c’è chi lo ha accettato e chi ha fatto ricorso. Da un nostro monitoraggio sono 10-11 le Regioni in cui ex consiglieri, non tutti ma alcuni, hanno fatto ricorso”, osserva all’Adnkronos Aldo Bottin, ex consigliere del Veneto e presidente del Coordinamento delle associazioni degli ex consiglieri regionali di tutte le Regioni.

Dal Lazio al Piemonte, dalla Lombardia alle Marche, dalla Campania al Molise, dall’Abruzzo alla Toscana fino al Trentino Alto Adige, la battaglia contro il contributo di solidarietà è finita direttamente nelle aule di tribunali. E le cause vanno avanti. “Si vedrà cosa dicono i giudici”, sottolinea Bottin. “Si parla di casta….prima di parlare bisognerebbe leggere cosa dicono le norme e il buon senso – spiega – Io ritengo che la decisione della Camera sia stata opportuna, ma mi auguro che questo contributo sia finalizzato a interventi mirati per dare risposte alle situazioni di disagio”.

Il motivo dei ricorsi nelle Regioni, osserva Bottin, è che non sono stati fatti interventi mirati ma si è deciso di colpire tutti in modo univoco: “l’unica regola doveva essere la norma fiscale, il fisco equo: in base a quello che si percepisce si contribuisce”, spiega.

Il Pd si rimangia le promesse (…ma tu guarda un po’) e vota per salvare i vitalizi!

 

 

promesse.

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Il Pd si rimangia le promesse (…ma tu guarda un po’) e vota per salvare i vitalizi!

 

Mentre il mondo ci lancia sfide sempre più inquietanti con i tragici ma non inaspettati fatti di Londra, la nostra casta dimostra di non avere proprio il polso della situazione, il senso della realtà. Modificare il regime dei vitalizi ai parlamentari con meccanismi che sembrano pensati per sfottere i normali cittadini (solo i più privilegiati fra i beneficiari dovranno rinunciare a somme tutto sommato ridicole, se è vero che a fronte di una spesa annuale per la sola Camera di 134 milioni se ne risparmieranno appena 2.4, cioè l’1,7%) significa voler offendere l’intelligenza oltre che la coscienza etica della comunità.

Inizio a pensare che l’intuizione di Paola Taverna per Roma si debba estendere anche alle elezioni politiche prossime: c’è un complotto per farci STRA-vincere!

Nicola Morra su Facebook

I partiti bocciano la proposta del M5s di equiparare le pensioni dei Parlamentari a quelle dei normali cittadini. Ma mica finisce qui, ci pigliano pure per i fondelli: proposto il taglio di 1000 Euro l’anno per 3 anni per chi prende oltre 70.000 euro di vitalizio… Vergogna!!!

 

pensioni

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I partiti bocciano la proposta del M5s di equiparare le pensioni dei Parlamentari a quelle dei normali cittadini. Ma mica finisce qui, ci pigliano pure per i fondelli: proposto il taglio di 1000 Euro l’anno per 3 anni per chi prende oltre 70.000 euro di vitalizio… Vergogna!!!

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Siamo alla Camera fuori dalla stanza dell’Ufficio di Presidenza dove si sarebbe dovuta discutere la nostra proposta per l’abolizione del pre-pensionamento dei parlamentari. In pratica la nostra proposta intende applicare la legge Fornero anche a deputati e senatori (così forse si renderanno conto della porcata che hanno fatto.

Ebbene il PD ha fatto un blitz proponendo un ridicolo taglio di 1000 euro all’anno per i deputati che prenderanno oltre 70.000 euro all’anno di pensione. Questo per dire “abbiamo tagliato etc etc” e poi vendersi questa buffonata su giornali e TV. Insomma, come sempre, #SiTengonoilPrivilegio e matureranno la pensione (o vitalizio mascherato) il prossimo 15 settembre.

 

di Movimento Cinque Stelle