Onorevoli, finalmente arrivano le ferie (da 30 a 40 giorni) …veramente meritate, dopo un anno di lavoro stremante: pensate da 2,5 a ben 4,4 ore al giorno!

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Onorevoli, finalmente arrivano le ferie (da 30 a 40 giorni) …veramente meritate, dopo un anno di lavoro stremante: pensate da 2,5 a ben 4,4 ore al giorno!

Gli onorevoli italiani vanno in vacanza per un mese. E su questo siamo tutti d’accordo. Ma c’è un dato ancor peggiore che emerge da una inchiesta de Il Tempo, ossia il numero delle ore in cui effettivamente lavorano i nostri deputati e senatori in un giorno. Pochine: solo 4, o poco più. Decisamente meno rispetto a noi, comuni mortali.

I deputati durante l’anno hanno lavorato in media 4,4 ore al giorno. Dall’ inizio dell’ anno la Camera si è riunita 111 volte (ad oggi, 24 luglio, si è riunita 122 volte) su 186 giorni disponibili, per un totale di 489 ore e 2 minuti. Per cui, in media, l’assemblea si è riunita 4,4 ore al giorno.

I senatori sono riusciti a fare peggio: 2,5 ore al dì. Nonostante l’ Assemblea si sia riunita più volte rispetto a Montecitorio (127 volte), le ore medie di seduta sono meno: solo 2,5 al giorno. Il monte ore complessivo, infatti, è pari a 322 ore e 39 minuti. In realtà, i senatori non hanno cambiato abitudini. Anche l’ anno scorso, l’ impegno profuso in Assemblea era in linea con queste statistiche. Nel 2016, infatti, ci sono state 180 sedute per complessive 556 ore e 56 minuti. Una media, quindi, di tre ore a seduta.

Insomma, dopo un tour de force del genere ora si godono un riposo meritato. Dal  Dal 4 agosto tutti in vacanza, ci si rivede a settembre, alcuni il 4 altri l’11. Tra poco più di una settimana la Camera dei deputati e il Senato chiuderanno i battenti per la pausa estiva. Lo scorso anno il Parlamento era andato in vacanza per quaranta giorni. Vediamo se quest’anno faranno meglio.

Fonte: qui

Forza Italia riabilita i suoi condannati per Mafia Capitale e vuole denunciare il Giudice per “danni d’immagine”. Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere”… È ufficiale: nasce il PARTITO DEI DELINQUENTI…

 

Forza Italia

 

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Forza Italia riabilita i suoi condannati per Mafia Capitale e vuole denunciare il Giudice per “danni d’immagine”. Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere”… È ufficiale: nasce il PARTITO DEI DELINQUENTI…

Vi abbiamo già parlato della puttanata partorita da Berlusconi:

Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere” – Perchè un vero Italiano, un Italiano modello deve essere mafioso e delinquente!

Ma lo schifo non finisce mica qui.

Ecco che Forza Italia partorisce un’altra geniale trovata:

Mondo di mezzo, Forza Italia vuole riabilitare i suoi condannati e denunciare Pignatone per “danni d’immagine”

Il senatore Francesco Giro ha chiesto di ritirare ufficialmente la sospensione dal partito per Luca Gramazio e Giordano Tredicine, per cui i giudici di primo grado hanno comminato una pena di 11 e 3 anni di reclusione. Francesco Aracri, sempre del gruppo berlusconiano a Palazzo Madama: “Class action contro il procuratore di Roma. Deve pagare, ci ha fatto dipingere come una merda (testuale, ndr) sui giornali di tutto il mondo”. Imbarazzo da parte degli alleati.

QUI potete leggere l’articolo completo de Il Fatto Quotidiano

QUINDI È UFFICIALE:

È NATO IL PARTITO DEI DELINQUENTI…

Forse è un colpo di Genio del nostro buon Silvio: perchè non sfruttare la sua innata qualità? Quella di attrarre a se la peggio feccia di questa nostra società?

In bocca al lupo, Silvio.

by Eles

Trivelle, la Consulta fa CIAONE a RENZI – annullato il decreto del 2015: “Adottato senza intesa con le Regioni”

 

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Trivelle, la Consulta fa CIAONE a RENZI – annullato il decreto del 2015: “Adottato senza intesa con le Regioni”

Un’altra notizia che i Tg hanno “dimenticato” di darvi… La Corte Costituzionale blocca le trivelle di Renzi – Ve lo ricordate il famoso “Ciaone”…? Restituito con gli interessi!

 

Da Il Fatto Quotidiano:

Trivelle, la Consulta annulla il decreto del 2015: “Adottato senza intesa con le Regioni”

La sentenza accoglie così un ricorso per conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Abruzzo e rappresenta la seconda vittoria nel giro di poche settimane da parte degli enti locali, dopo un altro verdetto, pubblicato nei giorni scorsi, con il quale sono stati dichiarati illegittimi due commi dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’. Il risultato è che si potrebbe arrivare alla paralisi delle trivellazioni, anche oltre le 12 miglia

La Corte Costituzionale ha annullato il ‘decreto Trivelle’ del 2015, che regolava il rilascio dei titoli oil&gas, perché adottato senza intesa con le Regioni. La sentenza accoglie così un ricorso per conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Abruzzo e rappresenta la seconda vittoria nel giro di poche settimane da parte degli enti locali, dopo un altro verdetto, pubblicato nei giorni scorsi, con il quale sono stati dichiarati illegittimi due commi dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’. Il risultato è che si potrebbe arrivare alla paralisi delle trivellazioni, anche oltre le 12 miglia (autorizzate lo scorso aprile, ndr). “Ora procederemo ad impugnare il decreto Trivelle del 2016 (pubblicato nel 2017), interamente sostitutivo di quello del 2015 è anch’esso adottato senza intesa alcuna” ha scritto sul suo profilo Facebook il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo Mario Mazzocca, secondo cui “tale situazione dovrebbe determinare una sorta di moratoria per le richieste di nuovi permessi e concessioni, almeno fino a quando i contenuti del decreto non siano concertati tra lo Stato e le Regioni”. Mazzocca ha anche ricordato che la Regione ha predisposto e notificato il ricorso al Capo dello Stato contro il decreto trivelle (disciplinare tipo), molto prima della scadenza dei termini di legge, fissati al 1 agosto. “Ricorso che – ha annunciato – nei prossimi giorni verrà opportunamente integrato con le risultanze e i contenuti dei due recenti pronunciamenti della suprema Corte”.

LA SENTENZA PRECEDENTE – Il riferimento è alla sentenza 170, pubblicata il 12 luglio scorso, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi il comma 7 e il comma 10 dell’articolo 38 del Decreto legge 133, lo ‘Sblocca Italia’ tanto caro all’ex premier Matteo Renzi. Un verdetto che ha dato ragione alle Regioni che avevano presentato ricorso (Abruzzo, Veneto, Puglia, Marche e Lombardia) sulla spinta della mobilitazione di numerosi comitati e associazioni. Il comma 7 riguardava le modalità di conferimento del titolo concessorio unico e le modalità di esercizio delle attività in tema di idrocarburi, previste dal Disciplinare-tipo del 24 marzo 2015 che rientrano dunque sulla materia di competenza concorrente. Il comma 10 consente al Mise di autorizzare progetti sperimentali di ricerca e coltivazioneper un periodo fino a cinque anni entro le 12 miglia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e dopo aver acquisito il parere, non vincolante, delle Regioni. La Consulta invece ha stabilito che, trattandosi di materia concorrente, non è competenza esclusiva dello Stato, senza alcun coinvolgimento delle Regioni, emanare il “Disciplinare  tipo per il  rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale” contenuto nel decreto del Mise datato 7 dicembre 2016.

LA VITTORIA DELL’ABRUZZO – Con la sentenza 198/2017 la Consulta ha nuovamente dato ragione alla Regione Abruzzo, dichiarando che “non spettava allo Stato e per esso al Ministro dello Sviluppo Economico adottare il decreto del 25 marzo 2015 (Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164) senza adeguato coinvolgimento delle Regioni”. In altre parole: addio al decreto ministeriale che attuava lo ‘Sblocca Italia’. L’Abruzzo è stata l’unica regione d’Italia a presentare il ricorso contro il decreto Trivelle 2015. “Lo strumento da mettere in campo entro il 1 agosto – ha dichiarato il costituzionalista Enzo Di Salvatore – è un ultimo ricorso straordinario dinanzi al Capo dello Stato.L’Abruzzo lo ha già inoltrato. Siamo ad una svolta epocale perché questa sentenza dimostra che la normativa di dettaglio dev’essere concordata all’interno della Conferenza Stato-Regioni, senza scorciatoie e rafforza il risultato del referendum del 4 dicembre perché ristabilisce la competenza concorrente in materia energetica”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/22/trivelle-la-consulta-annulla-il-decreto-del-2015-adottato-senza-intesa-con-le-regioni/3747293/

leggi anche:

La Corte Costituzionale blocca le trivelle di Renzi – Un’altra notizia che i Tg hanno “dimenticato” di darvi…!!

Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere” – Perchè un vero Italiano, un Italiano modello deve essere mafioso e delinquente!

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Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere” – Perchè un vero Italiano, un Italiano modello deve essere mafioso e delinquente!

 

Berlusconi in campo per Dell’Utri “Un italiano modello in carcere”

Le parole del leader di Forza Italia: “Un brivido nella schiena”.

ROMA- “Ho sentito un brivido nella schiena vedendo questa immagine di Dell’Utri che ingiustamente è in carcere per dei fatti anteriori al 1994 anno in cui è diventato reato giurisprudenziale il concorso esterno in associazione mafiosa, c’è un ricorso presso la corte di Strasburgo che però tarda ad esaminare questo caso, ma è ingiusto che una persona buona, preparata e colta, un fondatore di Fi sia in carcere. So che è anche gravemente malato e io penso a lui, il fatto che un italiano modello sia in carcere è una delle cose più insopportabili”. Lo afferma Silvio Berlusconi, leader di Fi nel corso della registrazione della trasmissione In Onda su la7. (ANSA).
Non so Voi, a ma me fa schifo sentire parole del genere. Fa schifo essere equiparato (quale ITALIANO) ad un delinquente mafioso come Dell’Utri. Fa schifo che uno come Berlusconi possa ancora dire queste puttanate in pubblico. Fa schifo che ci sia gente (italiani, questa volta in minuscolo) che intendono ancora dargli il voto.
Un Paese che permette tutto questo può dirsi un Paese civile?
Per rinfrescarvi la memoria ricordiamo perchè i Giudici della Corte d’Appello hanno condannato Dell’Utri:

“FACEVA DA MEDIATORE TRA COSA NOSTRA E BERLUSCONI”

Ricordatevelo e diffondete per rinfrescare la memoria a chi Vi sta vicino.

By Eles

Da La Repubblica del 19.11.2010:

Per Leopoldo Di Girolamo, sindaco Pd di Terni, i 500 morti per tumore che non avrebbero dovuto morire sono solo “UN’EMERITA CAZZATA”…!!!

 

Leopoldo Di Girolamo

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Per Leopoldo Di Girolamo, sindaco Pd di Terni, i 500 morti per tumore che non avrebbero dovuto morire sono solo “UN’EMERITA CAZZATA”…!!!

 

Di Girolamo: “A Terni si muore di più per tumore? Un’emerita cazzata”

Dichiarazioni pesanti da parte del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, pronunciate questa mattina, nell’ambito dell’istituzione del Tavolo permanente di indirizzo e controllo sulla risoluzione che vede la conca ternana come area ambientale complessa.

Parole rilanciate dal Movimento 5 Stelle di Terni in un file audio pubblicato sulla piattaforma Soundcloud riportato qui (per ascoltarlo basta cliccare sul tasto play).

Nell’audio, il sindaco ha criticato chi afferma che a Terni si muore di tumori più che in Italia, sostenendo che “chi dice queste cose, dice un’emerita cazzata”, argomentando che ci sia un maggior riscontro rispetto alla media nazionale per alcune patologie a fronte di uno minore per altre.

Dichiarazioni che mettono in dubbio lo studio Sentieri (v. seguito), condotto tre anni fa dal Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità e riaccendono una polemica, quella sulla salute, che da anni infuoca il territorio ternano.

Studio Sentieri, a Terni migliaia di vittime dell’inquinamento: eccesso di morti, tumori e ricoveri

Duecentosessantacinque (265). E’ il numero delle persone morte a Terni tra il 2003 e il 2010 che, secondo la statistica, non sarebbero dovute morire. Centonovantanove (199) sono quelle che, tra il 1996 e il 2005 non avrebbero dovuto ammalarsi di tumore e che invece lo hanno contratto. Tremiladuecentonovantuno (3291) i ricoveri ospedalieri in eccesso registrati tra il 2005 e il 2010. Sono gli agghiaccianti dati che si ricavano dalla relazione della seconda parte di “Sentieri”, lo studio del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità che ha preso in esame 18 siti contaminati (tra i quali, appunto, Terni). E sono ancora più raggelanti se si considera che, per quanto riguarda il numero di morti in eccesso, non sono compresi gli anni 2004 e 2005.

Il nuovo rapporto pubblicato ieri prende in esame le aree italiane maggiormente esposte all’inquinamento ambientale e che siano dotate di un registro dei tumori (18 aree). Per ognuno viene valutata la mortalità (confronto tra il numero dei morti registrato e quello che sarebbe stato normale si fosse verificato in assenza di particolari fattori), l’incidenza oncologica (confronto tra il numero di malati di tumore registrato con quello che sarebbe stato normale si fosse registrato), ed il ricovero ospedaliero (confronto tra il numero di ricoveri ospedalieri verificato con il numero di ricoveri che sarebbe stato normale registrare).

In alcuni casi, lo studio Sentieri descrive un diretto nesso tra inquinamento ambientale e un eccesso di un determinato tipo di mortalità o patologia. E’ il caso dell’eccesso di ricoverati per le malattie respiratorie di uomini e donne di Terni: caso che viene citato come “evidenza a priori”. Anche l’eccesso di casi di mesoteliomi registrati a Terni viene messo in diretta connessione con la situazione ambientale (in particolare con l’attività industriale siderurgica). Nello studio viene poi specificato che è “più complesso commentare incrementi per patologie con eziologia multifattoriale in siti industriali con sorgenti emissive molteplici ed eterogenee”. Insomma, in molti casi è difficile stabilire nessi diretti tra un determinato tipo di emissioni ambientali e una determinata patologia. L’anomalo eccesso di mortalità, malati tumorali e ricoveri ospedalieri che si registra a Terni in medio-lunghi periodi lascia però pochi dubbi sulla situazione della Conca.

Per quanto riguarda la mortalità, tra il 2003 e il 2010 (escludendo gli anni 2004 e 2005 che il rapporto Sentieri non ha potuto rilevare) a Terni sono morti 3805 uomini (147 in più del normale, 4% in eccesso) e 4029 donne (118 in più del normale, 3% in eccesso).  Tra le cause si riscontra un 3% in eccesso di morti per tumore sia nelle donne che negli uomini. In sostanza, rispetto ad una situazione normale, a Terni sono morte di cancro troppe persone. Inquietante l’eccesso di morti per tumore maligno della trachea, dei bronchi e del polmone: 9% negli uomini e 15% nelle donne.

Tra il 1996 e il 2005 a Terni si sono ammalati di tumore 3736 uomini (109 in più del normale, 3% in eccesso) e 3089 donne (90 in più del normale, 3% in eccesso). Nel dettaglio il rapporto mette in luce un eccesso di tumori al polmone del 14% negli uomini e del 18% delle donne, un eccesso di mesotelioma negli uomini del 164%, un eccesso di tumori al rene e alle vie urinarie negli uomini del 31% e nelle donne del 16%, eccesso di linfomi non-Hodgkin negli uomini del 24%.

Tra il 2005 e il 2010 sono stati ricoverati in ospedale 25.381 uomini (1437  in più del normale, il 6% in eccesso) e 28.329 donne (1854 in più del normale, il 7% in eccesso). Tra le cause si registra un eccesso di ricoveri per tumori (+4% negli uomini e +2% nelle donne), per malattie del sistema circolatorio (+4% negli uomini), per malattie cardiache (+3% negli uomini). Secondo i ricercatori dello Studio Sentieri, c’è in particolare l’eccesso delle malattie dell’apparato respiratorio (+9% negli uomini e +12% nelle donne) ad essere direttamente connesso con la situazione ambientale.

Nella parte conclusiva si legge: “Si osservano eccessi nei ricoveri per le malattie respiratorie di interesse a priori per le esposizioni ambientali presenti nell’area. Non sono state reperite pubblicazioni scientifiche di interesse specifico sull’area di studio. La presenza contemporanea di eccessi del tumore polmonare e delle malattie respiratorie in entrambi i generi, ai quali possono aver contribuito le abitudini al fumo e l’inquinamento dell’aria anche di origine industriale, ed eccessi del mesotelioma pleurico negli uomini in un polo siderurgico, richiede l’avvio di un approfondito e sistematico piano di monitoraggio ambientale e di sorveglianza epidemiologica finalizzato all’individuazione e abbattimento delle sorgenti di inquinamento atmosferico”.

In sostanza i ricercatori di Sentieri consigliano l’esatto opposto di ciò che è stato fatto fino ad oggi. Basta leggere ciò che affermava il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, soltanto 2 mesi fa (qui l’articolo). Per evitare che la Regione istituisse una Commissione sull’ambiente di Terni, Di Girolamo dichiarava: “Le questioni che riguardano le tematiche ambientali di Terni sono ampiamente conosciute, analizzate e messe in evidenze da studi approfonditi e rilevanti”.

fonte:

Di Girolamo: “A Terni si muore di più per tumore? Un’emerita cazzata”

Studio Sentieri, a Terni migliaia di vittime dell’inquinamento: eccesso di morti, tumori e ricoveri

Canadair – Uno dei più grandi scandali della storia Italiana di cui non si può e non si deve parlare! …E ci meravigliamo che ci sia gente che salta di gioia ad ogni nuovo incendio…!!!

 

Canadair

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Canadair – Uno dei più grandi scandali della storia Italiana di cui non si può e non si deve parlare! …E ci meravigliamo che ci sia gente che salta di gioia ad ogni nuovo incendio…!!!

 

Che fine faranno gli aerei Canadair in Italia? un altro scandalo di cui non si può / non si deve parlare

L’aereo Canadair tecnicamente e operativamente è una buona macchina e i piloti che lo fanno volare sono seri professionisti, ma la “gestione” fatta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento ProCiv. – è stata ed è scandalosa: non è più accettabile.

Comperati, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – con soldi pubblici ma dati da gestire dal 1997 fino al 21 Ottobre 2010 (giorno del suo arresto) al Sig. Spadaccini, società Sorem, una società privata che non aveva mai fatto quel mestiere. Quando ha preso l’appalto a trattativa privata, non aveva nemmeno un pilota, non aveva tecnici e la Presidenza Consiglio dei Ministri per potergli affidare l’incarico nel 1997 dovette addirittura modificare il Bando di Gara (già depositato in Comunità Europea) perché, nel precedente Bando di Gara era richiesto il possesso della Licenza da almeno tre anni.

Dal 1997 dieci Governi di centro-destra e/o di centro-sinistra, hanno voluto e tollerato che questo scandalo cominciasse e continuasse ancora oggi: hanno creato e “ingrassato” un monopolista “privato”, pagandolo più di 30/40 milioni €/Euro ogni anno, “solo” per far volare quegli aerei.
Spadaccini, gestore privato, tramite la sua società Sorem per oltre 13 anni di quegli “aerei di Stato” grazie agli “strani” appalti del Dipartimento ProCiv., ha nascosto in un paradiso fiscale 90 milioni €/Euro. E’ stato scoperto, arrestato (la sua prima dichiarazione è stata: “… pagavo il faccendiere Lavitola per garantirmi gli appalti del Dipartimento ProCiv…”) indagato e ora è sotto processo per frode fiscale, ma nessuno ne deve parlare! Il processo al Sig. Spadaccini è cominciato a Pescara il 9 luglio 2013, ma nessuno ne parla; nessuno racconta della truffa di 90 milioni di €/euro a danno dei cittadini italiani permessa e tollerata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ stata la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento ProCiv. – a metterglieli in tasca tutti quei milioni di €/euro per gestire quegli aerei. Il Dipartimento ProCiv. non sapeva e non sa quanto costa gestire una “compagnia aerea”! Non l’ha mai fatto! Non ha mai avuto i piloti, non ha mai avuto i tecnici e non ha mai avuto nemmeno la licenza per far volare degli aerei ! In base a cosa hanno deciso che il Bando di Gara doveva essere di 50 milioni €/Euro ogni anno e non di 30 milioni oppure di 70 milioni? Ma perché li hanno comperati quegli aerei se poi, per farli volare hanno dovuto far nascere e dipendere da un “monopolista privato” che ha dovuto imparare un mestiere che nemmeno lui aveva mai fatto, utilizzando tra l’altro “aerei di Stato”? La Corte dei Conti non ha nulla da dire in proposito?
Nel 2011, dopo l’arresto del sig. Spadaccini (avvenuto il 21 Ottobre 2010 ) e la rescissione del contratto con la società Sorem, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento PropCiv. – (in “panico istituzionale”: aveva gli aerei ma non poteva farli volare! Se fosse successo nel mese di Luglio invece che ad Ottobre?) ha ricreato la stessa identica situazione precedente: per farli volare hanno affidato gli aerei “statali” Canadair ad una nuova società privata.

Martedì 3 Luglio 2012 il Capo Dipartimento della Protezione Civile (Prefetto Gabrielli) dichiara: “…l’anno prossimo se non si troveranno nuovi fondi, i Canadair dovranno restare a terra…“ poche settimane dopo precisa ulteriormente: “… abbiamo la più grande flotta aerea di Canadair al mondo ma io mi domando: ce li possiamo permettere? Io non lo so …”. Lo Stato deve comperare altri aerei per darli ad una ditta privata per farli volare?

Visto che soldi non ce ne sono più, il Governo Monti ha deciso e il Governo Letta ha reso esecutivo che quegli aerei siano “tolti” alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento ProCiv.- e “dati” al Ministero dell’Interno (VV.FF.), ma qualcosa di strano da quel momento ha avvolto il “capitolo di spesa Canadair”! Forse in qualche sottoscala del Ministero dell’Interno si sta organizzando qualche operazione sui velivoli Canadair che è meglio tenere riservata? Operazioni magari tenute segrete che, con assurde motivazioni di “sicurezza nazionale”, vengono gestite in modo sospetto, anomalo e/o in deroga alla legge? Non sarebbe la prima volta !

Vedere su Internet:

Appalti al Viminale, tutto da archiviare. Silenzio su gare segretate per 600 milioni

Per quale motivo i 20 aerei Canadair, già di proprietà Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione- Civile sono stati ceduti, volturati, intestati al Ministero dell’Interno – Vigili del Fuoco? Perché si fanno questi “strani” passaggi di proprietà?
Ci hanno detto che il Dipartimento della Protezione Civile non ha più soldi per far volare questi aerei, quindi diamoli ai Vigili del Fuoco -Ministero dell’Interno ma, i Vigili del Fuoco pare che non abbiano nemmeno i soldi per pagare eventuali infortuni al proprio personale.
Vedere su internet alcune Interrogazioni Parlamentari a proposito delle scarse risorse finanziarie dei VV.FF.:

Vigili del fuoco senza copertura assicurativa per malattie e infortuni

Interrogazione On. Rosato la Uil PA Vigili del Fuoco inerente la mancanza di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni

Pompieri umiliati, intervenga Alfano

Come faranno i Vigili del Fuoco a pagare la ditta privata che dovrà far volare i Canadair?
Se i soldi li troveranno per i VV.FF., tanto valeva darli al Dipartimento ProCiv. visto che comunque gli uni e/o gli altri per far volare quegli aerei “statali” debbono pagare una ditta privata.
Cosa si vuole nascondere, cosa si sta preparando : un nuovo “schiaffo” ai cittadini italiani?
Si sta organizzando un altra “svendita” come la grande operazione Alitalia voluta da Berlusconi e i suoi capitani coraggiosi?

L’ex Governo Monti prima e l’attuale Governo Letta pensano forse di “svendere” quegli aerei antincendio a qualche “amico” del momento, magari ad un nuovo Colaninno o forse Toto, a qualche nuovo “capitano coraggioso” , o magari a qualche operatore finanziario pronto per “ i saldi”, garantendogli “contratti sicuri” per i prossimi 10/15 anni come già avvenuto con Mr. Spadaccini , contratti talmente “grassi” da non poter rifiutare?
Visto che il Governo/Ministero della Difesa ha deciso di comperare gli aerei F35, cercheranno una ditta privata per far volare anche quelli, come hanno fatto e stanno facendo per far volare gli aerei Canadair ? Perché i Vigili del Fuoco non danno anche i loro automezzi ad una ditta privata per farli circolare ? Perché la GdF, i Carabinieri, la Polizia, i Vigili del Fuoco, il CfS non danno i loro elicotteri a qualche ditta privata per farli volare?
Perché la Marina Militare non da le sue navi a qualche armatore privato per farle navigare?

Vedere su Internet, quello che ha combinato un “monopolista privato” (forse amico di qualche “pezzo grosso” nelle stanze del Potere ? ) nel gestire degli aerei di Stato:

Arrestati Giuseppe Spadaccini, il notaio D’Ambrosio ed ex manager Delverde, Valenti, per maxievasione

Spadaccini: evasione fiscale da 90 milioni di Euro

Abruzzo/Maxievasione da 90mln: Spadaccini rinviato a giudizio, notaio D’Ambrosio assolto

Eppure nel Dipartimento della Protezione Civile, sono anni, che succedono cose strane e/o perlomeno da chiarire, ma rimaste sempre senza risposte.

Fin dal 1996 Guido Bertolaso, già Capo Dipartimento Protezione Civile., dopo pochi giorni in quegli uffici, con una ufficiale lettera di dimissioni denunciò : “…mai mi ero trovato in una situazione così imbarazzante sotto il profilo Istituzionale… esiste un Dipartimento Ombra a fianco di quello ufficiale, che opera in disprezzo delle regole fondamentali della Pubblica Amministrazione …”
firmato Guido Bertolaso -CapoDipart.ProCiv. 18 Settembre 1996

Pochi anni dopo, nell’anno 2001 un altro Capo Dipartimento (Prefetto Anna Maria D’Ascenzo) sostituto di Franco Barberi (n.b.: cacciato per lo scandalo Arcobaleno!) concludendo la sua breve esperienza nello stesso ufficio, in una intervista al settimanale Panorama chiude l’intervista dichiarando : “… d’altra parte, un’inchiesta sull’ attività di questo Dipartimento e sui miliardi spesi è assolutamente necessaria.”
settimanale Panorama 27/09/2001 pag.106 Oggi : 2012 , dopo dieci anni del Dipartimento ProCiv. dei “Grandi Eventi” , dei “Grandi Scandali”, del “Grande Spreco” di denaro pubblico, il nuovo Capo Dipartimento ( Prefetto Gabrielli ) in una intervista al Corriere della Sera dichiara: “… se l’anno prossimo non si troveranno nuovi soldi i Canadair dovranno restare a terra !… Abbiamo la più grande flotta di aerei Canadair al mondo ma io mi domando: ce li possiamo permettere ? Io non lo so ! … … “
Io, lo sapevo fin dal 1993 che il Dipartimento non poteva permetterseli; per quindici anni l’ho detto e spiegato al Dipart. ProCiv. quello che stavano rischiando ma, facevano finta di non capire!
Visto che il Dipartimento ProCiv. non ha più soldi per pagare chi fa volare i Canadair e siccome la Corte dei Conti aveva suggerito e consigliato di dare tutte le competenze anti/incendi boschivi in capo ad un unico Ente ( C.f.S ? ), il Governo Monti ha deciso ed il Governo Letta rende esecutivo che gli aerei Canadair vengano tolti al Dipartimento ProCiv. e siano “dati”, non al CfS ( come raccomandato dalla Corte dei Conti ), ma aiVV.FF. (Ministero dell’Interno) che, come fatto dal Dipartimento ProCiv. nei precedenti 16 anni, li darà nuovamente da gestire ad una società privata! Lo scandalo continua ma : nessuno ne può parlare! Nessuno deve sapere! Perché?

Io ho frequentato ( per mia disgrazia ) quei palazzi / uffici di via Ulpiano (sede Dipartimento della Protezione Civile) fin prima del 1993, quando l’allora Governo Ciampi ordinò l’acquisto dei primi 4 aerei Canadair CL415 e ho frequentato quegli uffici per i quindici anni successivi, vedendo e documentando “tante cose” sulla strana gestione dei mezzi aerei antincendio (tutti, non solo i Canadair), da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – e i Super-elicotteri del CfS (altro scandalo gigantesco).

La Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile, mi ha già “ucciso civilmente” facendo fallire la mia azienda nel 2004 (n.b.: oggi 2013 mi debbono ancora pagare il lavoro regolarmente fatto nel 1999 ) e, nonostante la Presidenza del Consiglio dei Ministri sia stata condannata dalla Corte di Appello di Torino a pagare il dovuto, non pagano!

Oggi ci sentiamo dire che le aziende falliscono perché la Pubblica Amministrazione paga in ritardo: io l’ho vissuto sulla mia pelle ma, dire “ la Pubblica Amministrazione” è troppo generico. Chi non mi ha pagato e mi ha fatto fallire è statala Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ho tenuto il diario di tutti quegli incontri in via Ulpiano e nei vari Ministeri competenti (con date, ore e nominativi) e ora, visto che le Istituzioni mi hanno fatto diventare un “cittadino inutile”, ho deciso di rendere pubblico come le Istituzioni (Presidenza Consiglio dei Ministri) hanno operato, perché è ora che gli italiani sappiano come stanno veramente le cose nel merito della “scandalosa gestione” dei mezzi aerei anti/incendio e, capiscano perché da anni l’unica razza in via di estinzione nel nostro Paese è : la razza imprenditoriale.
In questo nostro Paese tutti, troppi parlano (senza aver mai provato a farlo) di come creare nuovi posti di lavoro, ma gli unici che creano “veri” posti di lavoro da sempre sono gli imprenditori (piccolissimi artigiani, piccoli o grandi imprenditori), ma nel nostro Paese fare l’imprenditore è diventato impossibile.
Io ho provato, lo facevamo bene, avremmo creato oltre un centinaio di nuovi posti di lavoro facendo risparmiare molte risorse finanziarie ma non solo, allo Stato. Ma le Istituzioni me lo hanno impedito.

Carlo Gaiero 

Fonte italiachebrucia.wordpress.com

via NincoNanco

Antonio Azzollini rinviato a giudizio. Nella foto (29 luglio 2015) i suoi complici (che qualcuno si ostina ancora a chiamare “onorevoli”) si complimentano dopo che, grazie al loro voto, aveva evitato l’arresto…

 

Antonio AzzolliniAntonio Azzollini

 

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Antonio Azzollini rinviato a giudizio. Nella foto (29 luglio 2015) i suoi complici (che qualcuno si ostina ancora a chiamare “onorevoli”) si complimentano dopo che, grazie al loro voto, aveva evitato l’arresto…

Antonio Azzollini e altre 13 persone rinviate a giudizio per il crac della Casa Divina Provvidenza

Il senatore di Forza Italia e gli altri imputati sono accusati – a vario titolo – di bancarotta fraudolenta. All’ex presidente della Commissione Bilancio del Senato è contestato anche il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Alla sbarra anche le suore Marcella Cesa e Assunta Puzzello

Il senatore Antonio Azzollini andrà a processo per il crac dellaCasa Divina Provvidenza. È quanto deciso dal gup di Trani, Angela Schiralli, al termine dell’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio di 18 persone chiesto dalla procura della città pugliese, che ha contesto agli indagati i reati – a vario titolo – di bancarotta fraudolenta (anche aggravata e continuata) e fatti di bancarotta fraudolenta. A quattro imputati (ma non al senatore Azzollini) viene addebitata anche l’associazione a delinquereL’ex presidente della Commissione Bilancio del Senato andrà alla sbarra insieme ad altre 13 persone: per loro il processo inizierà il 9 novembre. In quattro, invece, hanno scelto il processo con rito abbreviato e la sentenza si conoscerà il prossimo 29 settembre.

Le indagini sulla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie – coordinate dalla pm Silvia Curione e dall’ex procuratore aggiuntoFrancesco Giannella – sono partite parallelamente alla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura di Trani nel giugno 2012: l’ente della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza (l’ex ente psichiatrico con ospedali a BisceglieFoggia e Potenza) era gravato da debiti per 500 milioni di euro accumulati nei confronti di vari creditori, tra cui l’Inps e l’Agenzia delle entrateIl 10 giugno 2015 vennero eseguite nove misure cautelari (tra carcere e domiciliari) nei confronti di alcune delle persone oggi finite a processo. L’arresto ai domiciliari venne disposto dal gip Rossella Volpe anche per Azzollini, ma il Senato negò l’autorizzazione a procedere nel luglio successivo. Il Tribunale del Riesame, nell’aprile 2016, dispose però la revoca del provvedimento (mai eseguito) di arresti domiciliari per il senatore FI, con riferimento alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per l’associazione per delinquere (accusa poi caduta al momento della richiesta di rinvio a giudizio) e per un episodio bancarotta. I giudici baresi, dal canto loro, confermarono i gravi indizi di colpevolezza in relazione ad altre tre contestazioni, compresa quella di ‘induzione indebita a dare o promettere utilità’. L’ente che gestisce i tre ospedali, invece, si è salvato dal fallimento grazie all’ammissione all’amministrazione straordinaria a fine 2013. Sotto la guida dell’amministratore straordinario nominato dal Mise, Bartolo Cozzoli, è stata avviata la procedura per la cessione del complesso aziendale, conclusasi a giugno scorso con la vendita alla Universo Salute srl di Foggia. Diversi i sequestri eseguiti, durante le indagini del nucleo di polizia tributaria della Finanza barese, su conti riconducibili alla Divina Provvidenza. Tra questi anche i 27 milioni di euro della Casa di procura, su un conto intestato a suor Assunta Puzzello e ritenuti oggetto di distrazione.

LA DECISIONE DEL GUP: TUTTI A PROCESSO. I NOMI DEGLI IMPUTATI –  A processo, oltre al senatore Antonio Azzollini, finiscono anche la madre superiora della congregazione Ancelle della Divina Provvidenza che gestiva gli ospedali, Marcella Cesa, e suor Assunta Puzzello, quest’ultima a capo della Casa di procura Istituto Ancelle della Divina Provvidenza (considerata la cassaforte dell’ente); Angelo Belsito (considerato amministratore di fatto, vicino ad Azzollini); gli ex direttori generali dell’ente, Antonio AlbanoGiuseppe De BariGiuseppe D’Alessandro e Dario Rizzi; i consulenti Rocco di Terlizzi, Augusto Toscani e Antonio Battiante;Adrijana Vasiljevic (originaria di Belgrado e dipendente dell’ente a Foggia); Arturo Nicola Pansini (revisore contabile); Lorenzo Lombardi (direttore amministrativo sede di Foggia). A quattro imputati viene contestata anche l’associazione a delinquere: le suore Marcella Cesa e Assunta Puzzello, l’ex dg Rizzi e Battiante. Azzollini risponde anche di induzione indebitaa dare o promettere utilità nei confronti della madre superiora suor Marcella Cesa, ex responsabile legale dell’ente, a cui il parlamentare pugliese si sarebbe rivolto con “un atteggiamento di prevaricazione“. La sentenza in abbreviato riguarderà invece Agatino Lino Mancusi (ex assessore regionale della Basilicata); Antonio Damascelli (avvocato tributarista); Luciano Di Vincenzo(amministratore delegato dell’Ambrosia Technologies, società fornitrice di pasti e servizi di pulizia della Cdp) e Michele Perrone (rappresentante sindacale).

 

tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/21/antonio-azzollini-e-altre-13-persone-rinviate-a-giudizio-per-il-crac-della-casa-divina-provvidenza/3744796/

Bambini morti! Vi danno fastidio queste immagini? Eppure li hanno ammazzati le armi che NOI Italiani vendiamo all’Arabia grazie al Ministro Pinotti, a Renzi ed a Gentiloni…!!!

 

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Bambini morti! Vi danno fastidio queste immagini? Eppure li hanno ammazzati le armi che NOI Italiani vendiamo all’Arabia grazie al Ministro Pinotti, a Renzi ed a Gentiloni…!!!

 

La guerra in Yemen nel silenzio dei media: 16.200 morti in due anni 

L’attenzione mediatica sui conflitti in corso nel mondo non è mai casuale: è sempre pilotata per dirigere l’indignazione dove più conviene. E dirigere l’indignazione sullo Yemen non conviene a nessuno. Secondo l’ONU, tra marzo 2015 e aprile 2016 fra 7.400 e 16.200 persone sono morte in Yemen. La guerra coinvolge gli yemeniti Huthi fedeli all’ex presidente Saleh, e le forze leali al governo attuale, quello di Hadi.

Le forze degli Huthi conquistano la capitale San’a nel marzo del 2015 e costringono alla fuga gli avversari, e quindi lanciano un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. Hadi si rifugia in Arabia Saudita, e qui entra in gioco proprio quest’ultimo stato, che secondo l’ONU ha causato da solo più morti civili degli scontri fra le due fazioni.

A non convenire l’attenzione mediatica sul conflitto è soprattutto il NOSTRO Governo che con queste stragi ci lucra.

L’Arabia Saudita (A CUI NOI VENDIAMO LA NOSTRE ARMI) attacca per rovesciare gli Huthi e per ristabilire al governo Hai. Da un anno, l’Arabia Saudita con l’appoggio statunitense bombarda la popolazione yemenita, senza distinguere fra civili e non.

Anche lo Stato Islamico, che si è introdotto nella guerra per conquistare diverse porzioni dello Yemen, si schiera sostanzialmente a fianco dell’Arabia Saudita e degli USA, incitando i suoi a combattere contro i ribelli Huthi e quindi creando un fronte unico assieme ad USA ed Arabia Saudita. Ma dove sono le bombe statunitensi e saudite a cadere (ve lo ricordo, Made in Italy) , il massacro dei bambini non importa per nessuno. A gennaio 2017, la guerra in Yemen ha ucciso più di 1400 bambini. Invisibili, agli occhi del mondo.

Ma forse la pagina più vergognosa della storia yemenita avviene a giugno del 2016, quando l’ONUpubblicando il rapporto annuale su bambini e conflitti armati, esclude che l’Arabia Saudita possa aver causato quelle morti con i suoi bombardamenti a tappeto.
O meglio, il nome dell’Arabia Saudita, inizialmente presente nel rapportosparisce nell’arco della notte fra il 6 ed il 7 giugno. Merito delle pressioni politiche saudite. Per i sauditi, questa è una ‘irreversibile vittoria morale’. Per i bambini ed i civili yemeniti, solo l’attesa della prossima bomba.

leggi anche:

Il ministro della Difesa Pinotti: “La vendita delle nostre armi in Medio Oriente è legale” …Ok, qualcuno ora chieda a quest’idiota se essere complici di un massacro del genere è “Legale” nonchè “Morale” !!

…Quello “strano” silenzio dei media e soprattutto della Rai sulle manifestazioni contro il decreto vaccini che puzza tanto, ma proprio tanto, di FASCISMO!

vaccini

 

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…Quello “strano” silenzio dei media e soprattutto della Rai sulle manifestazioni contro il decreto vaccini che puzza tanto, ma proprio tanto, di FASCISMO!

 

Decine di migliaia di persone scese in piazza in queste settimane per manifestare in tutti Italia il proprio dissenso al decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori sembrano non aver trovato adeguata visibilità sui media, dalla tv alla carta stampata. Il popolo dei cosiddetti ‘free vax’, gli attivisti che invocano la «libertà di scelta» nelle cure mediche e nella prevenzione, denunciano il silenzio calato sulla loro protesta nel momento di più acceso dibattito sulle vaccinazioni e di continui e affollati raduni organizzati in lungo e in largo per il Paese.

Parlare di FASCISMO Vi sembra troppo? Eppure i metodi sono quelli!

MANIFESTAZIONI FREE VAX CONTRO IL DECRETO LORENZIN, SILENZIO IN TV

Martedì hanno alzato la voce per evidenziare l’assenza della loro protesta dai tg con un sit-in davanti alla sede Rai di viale Mazzini. Da La7 e Sky si sentono più tutelati (o meno ignorati, questione di punti di vista). L’allarme è scattato dopo l’8 luglio, giorno della manifestazione di Pesaro, dove si sono presentati 40mila persone, un numero straordinario anche per gli stessi organizzatori (erano attesi in 10mila). Come abbiamo già raccontato, il popolo arancione nella sua iniziativa di maggior successo ha ottenuto una copertura mediatica su giornali e in tv nettamente inferiore a quella ottenuta dal raduno del nuovo Movimento Animalista di Michela Brambilla (che nello stesso giorno raccoglieva appena 2mila persone in un corteo a Roma, dal Colosseo a Piazza Venezia, e conquistava un servizio nei tg della Rai). Qualcosa di simile è accaduto martedì scorso, quando oltre un migliaio di attivisti si sono incontrati, nel giorno dell’inizio dell’esame del decreto vaccini in Aula, in piazza delle Cinque Lune, nei pressi dell’ingresso del Senato. Anche in questa occasione la partecipazione ha superato le aspettative degli organizzatori e delle forze dell’ordine, che si sono trovate costrette a chiudere corso Rinascimento.

MANIFESTAZIONI FREE VAX E MEDIA, RAI NEL MIRINO

Disattenzione o pregiudizio? I più maliziosi, chi sospetta di una precisa scelta per far passare sottotraccia il tema vaccini e il decreto Lorenzin, fanno circolare in rete una vecchia puntata di Report in cui Milena Gabanelli presentava un’inchiesta sui vaccini, dove si parlava del mercurio, evidenziando che allora il servizio ebbe diversa accoglienza rispetto all’ultimo documentario di aprile sulla farmacovigilanza. Dunque, si chiedono: sono cambiati i vaccini o la Rai?

MANIFESTAZIONI FREE VAX, ANCORA APPUNTAMENTI

Qualunque sia la risposta, e qualunque sia il giudizio di ognuno sull’impegno dei free vax, è un dato di fatto che le proteste sono spuntate come funghi in una lunga serie di piccole e grandi località, da Lecco a Salerno, da Varese ad Assisi, da Cuneo a Taranto, da Pordenone a Livorno, da Cesenatico a Taranto. Non mancheranno appuntamenti anche nei prossimi giorni. Una nuova manifestazione lunedì a Montecitorio, dalle 16, darà il via alle ultime proteste prima del via libera definitivo del decreto alla Camera. Domani, sabato 22 luglio, è in programma invece, sempre nella Capitale, un corteo con ritrovo alle 17 presso l’Arco di Costantino e arrivo a Piazza della Bocca di Verità. E con uno sguardo rivolto alla rassegna stampa.

Ecco giusto qualche manifestazione “dimenticata” dai media:

manifestazione free vax a Pesaro dell’8 luglio

manifestazione free vax a Cesenatico e Matera di venerdì 14 luglio

manifestazione free vax a Pordenone e Salerno di sabato 15 luglio

manifestazione free vax a Lecco di sabato 16 luglio

manifestazione free vax del 19 luglio a Roma nei pressi del Senato

manifestazione free vax a Milano del 22 luglio 2017

Carabinieri e Polizia in rivolta contro la casta: “altro che scorta, ci fanno fare i camerieri – Vergogna”

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Carabinieri e Polizia in rivolta contro la casta: “altro che scorta, ci fanno fare i camerieri – Vergogna”

Carabinieri e poliziotti in rivolta: “Più che le scorte facciamo i camerieri”

Poliziotti e carabinieri delle scorte ormai sono ridotti a fare i camerieri o i tassisti. “Le scorte le facciamo con le macchine che abbiamo. Quando non ci sono quelle blindate, utilizziamo le solite. Vecchie, alcune con oltre centotrentamila chilometri, che per forza di cose bisogna distogliere a coppia dal controllo del territorio per supplire alla mancanza di vetture per i servizi di protezione”. A denunciare questa situazione al Tempo sono Andrea Cardilli, delegato Cocer, e Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. “Oggi purtroppo assistiamo, in modo particolare a Roma – dice Pianese – a un sistema di effettuazione delle scorte che spesso non rispetta lecaratteristiche operative e di sicurezza. Le scorte vengono infatti utilizzate derogando ai livelli di sicurezza e in questo modo chi avrebbe diritto alla macchina blindata viene invece scortato con una autovettura non protetta, chi avrebbe diritto per il livello di minacce a due auto di scorta ne riceve solo una, facendo assomigliare sempre più il servizio di scorta a un taxi”.

Quando le auto blindate mancano, sottolinea Cardilli, e “a dispetto di quanto impone il protocollo, si prendono quelle normali. Il che implica anche un maggior numero di uomini impiegati, considerato che a bordo di ogni macchina ce ne sono tre. Spesso c’è un eccesso di scorte e si va con le Punto”, “se le auto protette non sono disponibili, bisogna prendere due macchine normali, per questioni di sicurezza. Il che significa più uomini e mezzi impiegati per lo stesso servizio”. Ma sei militari impiegati in una scorta vanno a inficiare sui reparti di appartenenza.

Per il segretario generale del Sap Gianni Tonelli la “Spending review si è abbattuta su tutto l’apparato della sicurezza escludendo miracolosamente il settore scorte. Non si tratta di essere populisti, il servizio di scorta è indispensabile, qualificato è rischioso ma i numeri non tornano”.

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13204545/carabinieri-poliziotti-in-rivolta-piu-che-le-scorte-facciamo-camerieri.html