Ma la volete sapere la verità? I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia, NON HANNO MAI PAGATO I LORO DEBITI !!

governi tedeschi

 

 

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Ma la volete sapere la verità? I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia, NON HANNO MAI PAGATO I LORO DEBITI !!

 

I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia e che cercano di destabilizzarla per impedire il referendum popolare, sono specialisti nel non pagare i loro debiti. Lo hanno già fatto tre volte nel corso dell’ultimo secolo. La prima volta dopo la Prima guerra mondiale, la seconda nel 1953 e la terza nel 1990 dopo la riunificazione. Vediamo brevemente.

Nel 1923 l’iperinflazione portò alla totale perdita di valore della moneta tedesca, al default e all’interruzione del pagamento del Debito che il governo tedesco stava pagando per le riparazioni di guerra. Il piano statunitense (Daves), che impose nel 1924 una nuova moneta, previde che i tedeschi avrebbero potuto onorare i loro debiti emettendo un prestito obbligazionario da collocare sul mercato della finanza mondiale per una somma totale di 800 milioni di marchi oro. Si trattò a tutti gli effetti di un enorme prestito internazionale dato ai tedeschi per permettergli di pagare il debito.

Nel 1928 avvenne però anche una ricontrattazione del debito, con la riduzione delle quote da pagare e un enorme allungamento dei tempi di restituzione a 60 anni! (Piano Young).

Nel 1933. Dopo aver vinto le elezioni, i nazisti smisero di pagare i debiti e le riparazioni dovute. Negli anni successivi cominciarono ad invadere i loro vicini, non dimenticando mai, appena arrivati, di svuotare le casseforti degli altri.

Nel 1953, dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania ha nuovamente battuto cassa per non pagare il suo debito. Il 27 febbraio 1953, la conferenza di Londra, ha infatti deciso l’annullamento di circa i due terzi del debito tedesco (62,6%). Il debito di prima della guerra è stato ridotto da 22,6 a 7,5 miliardidi marchi e il debito del dopoguerra è stato ridotto da 16,2 a 7 miliardi di marchi. Oltre al taglio del debito la Germania ottenne anche un forte dilazionamento: oltre 30 anni di tempo per pagare la quota di debito rimanente. L’accordo è stato firmato dalla repubblica federale tedesca con 22 Paesi, tra cui la Grecia.

La conferenza di Londra aveva però messo una clausola: la parte di debito relativo ai danni provocati dalla guerra veniva posticipato ad un ipotetico periodo futuro nel caso in cui si fosse verificata la riunificazione della Germania.

Nel 1990, quando vi è stata la riunificazione, la Germania non tenuto in alcun conto i suoi impegni presi nella conferenza di Londra del 1953 riguardo alle riparazioni di guerra. Il Cancelliere di allora, Helmut Kohl, si è rifiutato di applicare l’accordo di Londra del 1953 sui debiti esterni della Germania là dove veniva previsto che le le riparazioni destinate a rimborsare i disastri causati durante la seconda guerra mondiale dovevano essere versati alla riunificazione. Qualche acconto è stato versato ma si tratta disomme minime. La Germania non ha regolato i suoi conti dopo il 1990, ad eccezione delle indennità versate ai lavoratori forzati. I soldi prelevati con la forza nei paesi occupati durante la seconda guerra mondiale e i danni legati all’occupazione non sono stati rimborsati a nessuno. Tantomeno alla Grecia.

Da notare che i nazisti, al tempo dell’occupazione militare, hanno imposto alla Grecia il pagamento dei costi della loro occupazione. Insomma non solo hanno distrutto e ucciso, ma hanno letteralmente saccheggiato il Paese… Tenuto conto dell’inflazione dopo il 1945, la Germania ha un enorme debito con la Grecia che è stato calcolato in 162 miliardi di euro. Non proprio noccioline….

Questi sono i governanti tedeschi, che si ergono ad autorità morale contro il popolo greco e il suo governo. Governano una nazione che è stata rimessa in piedi dal Piano Marshall dopo che aveva scatenato una guerra, distrutto il continente e fatto decine di milioni di morti. Una nazione, un governo e un popolo che non hanno mai pagato i propri debiti e che proprio grazie a questo e agli aiuti sono potuti ridiventare una potenza mondiale. E’ bene ricordarglielo mentre stanno cercando di assassinare il popolo greco per la seconda volta.

 

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/29/grexit-i-governi-tedeschi-non-hanno-mai-pagato-i-loro-debiti/1824300/

Due anni fa la Strage di Parigi – Ricordiamo lo sfogo di Fiorella Mannoia: “I potenti mi fanno schifo quanto i terroristi”

 

Fiorella Mannoia

 

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Fiorella Mannoia: “I potenti mi fanno schifo quanto i terroristi”

 

Fiorella Mannoia non ce l’ha fatta a trattenere il suo pensiero circa la drammatica e critica situazione politica internazionale e, dopo i tremendi attentati terroristici che hanno messo in ginocchio Parigi e sconvolto il mondo intero, ha espresso la sua opinione attraverso la propria pagina Facebook e ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli studi Niccolò Cusano, a ECG Regione.

“Sono disgustata – ha riferito, come riportato anche da AdnKronosdall’opportunità che viene data a chi sta cominciando a fare campagna elettorale. Mi fa disgusto chi inizia a fare campagna elettorale con i corpi ancora caldi dopo questa disgrazia. Ci sono politici che tirano l’acqua al proprio mulino cercando dicompiacere la paura che alberga dentro di noi”. Sarebbe dunque da condannare, a suo dire, questo modo di fare politica alle spalle di tutte quelle persone che hanno perso la vita in questi mesi e nei giorni scorsi: “E’ facilecavalcare l’onda della paura, siamo spaventati, ma proprio in questo momento la responsabilità di un politico sarebbe quella di parlare in modo sereno di questo problema.

La colpa, secondo la cantante, sarebbe da attribuire all’Occidente, senza per questo giustificare “queivigliacchi che fanno attentati”, ma senza dimenticare al tempo stesso i civili morti durante i bombardamentifatti dagli Usa o da altri Paesi occidentali”. Ingiusta anche la strumentalizzazione delle parole di Oriana Fallaci, spesso parafrasata e citata in questi giorni in modo quasi propagandistico: “Non è che siccome una sia stata una grande giornalista e una grande scrittrice avesse capito tutto – ha spiegato Fiorella – io non sono per niente d’accordo su quello che diceva. Non fa altro che esaltare ed avallare una guerra religiosa, di fanatismo, quando in realtà la religione con quanto sta accadendo non ha nulla a che vedere, è sempre stata un pretesto. Il nome di Dio è sempre stato preso in prestito per fare le più grandi nefandezze della storia”.

Il resto del suo pensiero poi, la cantante lo ha espresso su Facebook: riportiamo qui di seguito il lungo posto comparso oggi, 17 novembre, sulla sua pagina ufficiale, dove l’artista prende di mira anche Matteo Renzi(“Vedere Renzi – ma non solo lui – con quei sorrisi ebeti stringere la mano ai Sauditi…”), così come con tutti i politici di Stati Uniti, Francia, Inghilterra ed Europa in genere, che secondo lei hanno creato le premesse affinché questa “guerra” prendesse il via: “Armi, petrolio, denaro, potere….mi fanno schifo tanto quanto questi terroristi assassini, non c’è nessuna differenza!”.

Ecco la pagina Facebook dedicata a FIORELLA MANNOIA: Finché avrò voce esprimerò le mie opinioni

 

 

fonte: http://velvetmusic.it/2015/11/17/fiorella-mannoia-i-potenti-mi-fanno-schifo-quanto-i-terroristi-e-attacca-pure-renzi/

Minzolini “Qualunque sia l’esito del voto un attimo dopo rassegnerò le dimissione da senatore” …ma di attimi ne sono passati fin troppi. Ma lui continua a prendere lo stipendio (che paghiamo noi) in attesa del vitalizio (che pagheremo noi)…!

 

Minzolini

 

 

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Minzolini “Qualunque sia l’esito del voto un attimo dopo rassegnerò le dimissione da senatore” …ma di attimi ne sono passati fin troppi. Ma lui continua a prendere lo stipendio (che paghiamo noi) in attesa del vitalizio (che pagheremo noi)…!

 

Minzolini: «Lunedì presenterò le dimissioni dal Senato»

«Qualunque sia l’esito del voto un attimo dopo rassegnerò le dimissione da senatore». Così parlava sette giorni fa Augusto Minzolini, nell’aula del Senato che di lì a poco avrebbe respinto la sua decadenza nonostante il parere favorevole per la Giunta delle autorizzazioni. Il senatore di Forza Italia è stato infatti condannato con sentenza definitiva a due anni e mezzo per peculato, circostanza che prevede l’applicazione della legge Severino sull’ineleggibilità.

Sette giorni dopo, però, a chi domandava quando le dimissioni verranno messe in discussione, fonti della presidenza del Senato hanno fatto notare che fino a ieri non era stata presentata alcuna lettera di dimissioni da parte di Minzolini. Il senatore non ci sta e contrattacca: “Ho detto che lo faccio e lo farò. Ma non mi faccio dettare l’agenda da nessuno”. Poi, in serata, ha annunciato: “Lunedì presenterò le mie dimissioni al Senato”.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/minzolini_niente_dimissioni_senato_nessuna_lettera-2335579.html

…Quando uno è impresentabile pure come essere umano: De Luca chiama “chiattona” la consigliera Cinque Stelle…!

 

impresentabile

 

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…Quando uno è impresentabile pure come essere umano: De Luca chiama “chiattona” la consigliera Cinque Stelle…!

GUARDA QUI IL VIDEO

De Luca chiama “chiattona” consigliera Cinque Stelle

Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, definisce “chiattona” la capogruppo del M5s in consiglio regionale, Valeria Ciarambino.

Parlando con i giornalisti a margine del consiglio regionale, il presidente ha parlato di una “signora che disturba anche quando sta a cento metri di distanza”.

Poco prima, il gruppo M5s aveva esposto dei cartelli con la scritta “siamo in delucrazia”

Poco da fare… Quando uno è impresentabile anche come essere umano…

By Eles

Davigo rinfresca la memoria a chi siede in Parlamento solo per salvare delinquenti: “al di là della legge Severino e della decadenza, Minzolini ha riportato la pena accessoria dell’interdizione dai pubblico uffici quindi non può fare il Parlamentare, NON LO PUÒ FARE!

 

Davigo

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Davigo rinfresca la memoria a chi siede in Parlamento solo per salvare delinquenti: “al di là della legge Severino e della decadenza, Minzolini ha riportato la pena accessoria dell’interdizione dai pubblico uffici quindi non può fare il Parlamentare, NON LO PUÒ FARE!

Video assolutamente da seguire e diffondere. Con poche semplicissime parole Piercamillo Davigo svergogna la nostra classe politica…

GUARDA QUI IL VIDEO

 

Dice in proposito Luigi Di Maio:

Ascoltate e diffondete le parole del magistrato Piercamillo Davigo contenute in questo video. Spiegano benissimo l’irresponsabilità dei parlamentari che hanno salvato Minzolini nonostante la legge lo avesse già condannato. Per me è e rimane un atto eversivo. Ora la parola a Davigo:

“Sul caso Minzolini a parte quello che ha detto la Giunta e su cui non voglio pronunciarmi perché lascerò la presidenza tra pochi giorni e non voglio pregiudicare il mio successore, faccio una considerazione. Al di là della legge Severino e della decadenza, Minzolini ha riportato la pena accessoria dell’interdizione dai pubblico uffici quindi non può fare il parlamentare, non lo può fare! La camera di apparenza nella fattispecie il Senato ha il dovere di dichiararlo decaduto. Va fatto, è successo in altri casi. Non sta a me giudicare se un atto del parlamento è eversivo, dico semplicemente che è in contrasto con la legge, la autonomia della Camere fa si che la misura delle pene accessorie nei confronti di un parlamentare si eseguono comunicando alla Camera di appartenenza l’avvenuta interdizione poi la Camera lo deve dichiarare decaduto. I parlamentari dovrebbero ricordarsi che la Costituzione dice che coloro a cui sono affidate funzioni pubbliche anche quella di parlamentare deve essere adempiuta con disciplina e onore. Il problema è questo, uno interdetto da pubblico ufficio non vota. Quando ci sono le elezioni come cittadino non può votare, lo si tiene in Parlamento a votare le leggi che obbligano tutti noi? A me sembra una cosa nettamente in contrasto.”

VERGOGNOSO – Ormai hanno proprio toccato il fondo. La Boldrini, a fine seduta, annuncia un minuto di silenzio per i morti di Londra. Un boato di proteste tra i deputati: si faceva tardi per tornare a casa… E queste carogne per stare li vengono pagate (da noi) profumatamente”

 

VERGOGNOSO

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VERGOGNOSO – Ormai hanno proprio toccato il fondo. La Boldrini, a fine seduta, annuncia un minuto di silenzio per i morti di Londra. Un boato di proteste tra i deputati: si faceva tardi per tornare a casa… E queste carogne per stare li vengono pagate (da noi) profumatamente”

 

Vergognoso a Montecitorio – Guardate cosa è appena successo a Montecitorio: si avvicina l’ultima votazione della giornata in aula, ma viene annunciata prima di questa una commemorazione alle vittime dell’attentato di Londra. I deputati in coro, coa a capo quelli del PD, frettolosi di andare a casa, urlano “NOOO” facendosi richiamare dalla Boldrini che presiedeva in quel momento la Camera.

Sì cari amici, queste carogne che si mettono 10.000 Euro al mese per in tasca stare in Parlamento si ribellano per doversi trattenere un minuto in più in Aula. E questo già è vergognosamente schifoso, ma se pensiamo anche al motivo per cui avrebbero dovuto “sprecare” quel prezioso minuto, allora…

Hanno toccato proprio il fondo…

Che miserabili…!

by Eles

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Montecitorio ha deciso: la legge Fornero si applica solo a noi merdacce. Ai vitalizi ed alle pensioni dei Parlamentari non si applica!

 

legge Fornero

 

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Montecitorio ha deciso: la legge Fornero si applica solo a noi merdacce. Ai vitalizi ed alle pensioni dei Parlamentari non si applica!

 

Sì, avete letto bene: la legge Fornero che i parlamentari hanno approvato e che si applica ai cittadini italiani non si applica invece agli stessi parlamentari! Così ha deciso l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati su proposta del PD. Insomma, in Italia ci sono cittadini fessi e cittadini furbi: questi ultimi sono i parlamentari. Due pesi e due misure. Bagarre con i grillini scatenati.

La Camera dei deputati, infatti, ha stabilito oggi un principio in verità un po’ strano: ai parlamentari nazionali, per ciò che riguarda i vitalizi, non si applica la legge Fornero che invece si applica a tutti gli altri cittadini italiani. Ovviamente, a Montecitorio, è scoppiata la baraonda. Con i parlamentari grillini che, in verità, sono andati un po’ sopra il rigo. Mentre i parlamentari degli altri partiti – di maggioranza e di opposizione (in questo caso il riferimento è al centrodestra) non hanno risparmiato pesanti critiche ai seguaci di Beppe Grillo, definiti anche “fascisti”.

Ma si sa, basta leggere la Treccani, è “fascista” chiunque si mette contro i diritti della CASTA!

I fatti. L’ufficio di presidenza della Camera dei deputati, dopo un tira e molla che va avanti da mesi, ha approvato – su proposta del Partito Democratico – una delibera che riattiva, per i prossimi tre anni, il contributo di solidarietà sui vitalizi e sulle pensioni corrisposte ai parlamentari.

Si tratta, in pratica, dei prelievi a carico dei vitalizi e delle pensioni dei parlamentari che erano stati interrotti in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale. La Consulta, infatti, ha stabilito che i prelievi a carico dei vitalizi e delle pensioni non possono essere introdotti a regime, ma solo per un periodo temporaneo (tre anni). Anche se possono essere rinnovati.

Che è quello che ha fatto oggi l’ufficio di presidenza di Montecitorio. Il problema è che la reintroduzione approvata, che porta la forma del PD, crea un’oggettiva disparità tra i parlamentari e i comuni cittadini: come già accennato, mentre questi ultimi vengono penalizzati dalla legge Fornero (che ha allungato i tempi per mandare in pensione i comuni cittadini), per i parlamentari la legge Fornero non si applica!

I parlamentari del Movimento 5 Stelle avevano presentato una delibera che puntava all’equiparazione delle pensioni parlamentari a quelle dei normali cittadini, pur non intervenendo sugli stessi vitalizi: per intervenire sui vitalizi, infatti, ci sarebbe voluto un voto del Parlamento e non una semplice modifica del regolamento.

Ma al PD l’idea che i parlamentari debbano essere trattati come i normali cittadini non va proprio giù. Insomma: la legge Fornero, approvata dal Parlamento, non si applica ai parlamentari, ma solo ai normali cittadini.

Tra l’altro – volendo entrare nel merito – la delibera approvata dall’ufficio di presidenza della Camara dei deputati è una mezza furbata perché, di fatto, colpisce un po’ (non tanto: solo un po’) i vitalizi e le pensioni più alte, mentre non toglie quasi nulla alle pensioni e ai vitalizi medi e bassi (dove per ‘basso’ s’intende un vitalizio o una pensione di 70 mila Euro all’anno).

Questi i parametri che i parlamentari (tranne, ovviamente, i grillini) si sono auto-assegnati: non pagherà nulla chi percepisce fino a 70 mila Euro, pagherà il 10% oltre i 70 mila Euro; il 20% oltre gli 80 mila Euro; il 30% oltre i 90 mila Euro; e il 40% oltre i 100 mila Euro.

La reazione dei grillini è stata furibonda. La seduta di Montecitorio è stata sospesa mentre era in corso un question time (in Aula il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, stava rispondendo ad alcune interrogazioni). I parlamentari del Movimento 5 Stelle – forse per augurio… – si sono seduti nei banchi del Governo. Altri deputati grillini hanno fato irruzione nella sala dove era in corso l’ufficio di presidenza.

Sono volate parole grosse. Ma, forse, la cosa più saggia l’ha detta in un’intervista alla Rai l’ex segretario nazionale del PD, Bersani:

“Se la sinistra non fa la sinistra non ci dobbiamo meravigliare, poi, se il Movimento 5 Stelle cresce…”.

Ecco chi ci ha governato finora… Sibilia (M5S) ne chiedeva l’abolizione ma la maggioranza si oppose violentemente… A che serve un Commissario straordinario per un terremoto di 37 anni fa, se non a garantire una poltrona d’oro da 100.000 Euro ad uno di loro?

Sibilia

 

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Ecco chi ci ha governato finora… Sibilia (M5S) ne chiedeva l’abolizione ma la maggioranza si  oppose violentemente… A che serve un Commissario straordinario per un terremoto di 37 anni fa, se non a garantire una poltrona d’oro da 100.000 Euro ad uno di loro?

Forse non lo sapete, ma abbiamo un Commissario straordinario per il terremoto di 37 anni fa in Irpinia che ci costa 100.000 Euro l’anno!!

Forse (anzi, sicuramente, visto che i Tg se ne guardano bene di parlarne) non lo sapete che Carlo Sibilia del M5s ne ha chiesto l’abolizione.

Forse (anzi, sicuramente, vedi sopra) non lo sapete, che Pd e maggioranza hanno bocciano l’emendamento.

Forse non sapete, ma sicuramente vi immaginate, a cosa serve una poltrona d’oro da 100.000 Euro (a spese nostre) in più…

 

Dal Web:

Il commissario straordinario per la ricostruzione post-terremoto in Irpinia del 1980, resiste a tutto. L’incarico, infatti, è stato prolungato fino a dicembre 2017. Correggendo così la decisione di farlo cessare a fine 2013. Il commissario straordinario per l’Irpinia non è l’unica poltrona di questo tipo confermata dal decreto milleproroghe: ci sono anche, tra gli altri, quello per la galleria Pavoncelli e quello per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006. L’Italia è il Paese dei commissari, scrive “Il Sole 24 Ore”. Attraversano i decenni nonostante l’emergenza sia finita da un pezzo. In Irpinia, dopo 36 anni, è ancora al suo posto. Non si tratta della stessa persona – il primo a ricoprire l’incarico fu Giuseppe Zamberletti – ma questo poco conta. Quell’ufficio nato più di tre decenni orsono ha ancora da fare. Lo conferma il decreto legge milleproroghe (Dl 244/2016), che ha concesso un altro anno al commissario ad acta del terremoto dell’Irpinia per portare a termine il proprio lavoro. E non si tratta dell’unico commissario di lungo corso: c’è anche quello per la galleria Pavoncelli, dal 1998 alle prese con la realizzazione di un’ opera idrica che coinvolge le Regioni Campania e Puglia e che deve assicurare il rifornimento d’acqua di quest’ultima e che il milleproroghe ha deciso di tenere in sella ancora fino alla fine di quest’anno. Salvo, ovviamente, ulteriori ripensamenti. Il destino dei commissari “veterani” è, infatti, indissolubilmente legato alle continue proroghe. Quello dell’Irpinia ha addirittura intravisto la parola “fine”. Il Governo aveva infatti deciso di farne cessare l’attività il 31 dicembre 2013. Salvo, poi, nella primavera del 2014 ritornare sui propri passi e con il decreto legge 73 del 2014 farlo “risorgere” fino al 31 dicembre 2016. Con lo stesso provvedimento si intervenne anche sulla gestione straordinaria della Galleria Pavoncelli, diluendone il termine da fine 2014 al 31 dicembre 2016. Salvo poi, allungare il destino di entrambi fino al 31 dicembre 2017. Lo straordinario che diventa ordinario.

Il Pd si rimangia le promesse (…ma tu guarda un po’) e vota per salvare i vitalizi!

 

 

promesse.

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Il Pd si rimangia le promesse (…ma tu guarda un po’) e vota per salvare i vitalizi!

 

Mentre il mondo ci lancia sfide sempre più inquietanti con i tragici ma non inaspettati fatti di Londra, la nostra casta dimostra di non avere proprio il polso della situazione, il senso della realtà. Modificare il regime dei vitalizi ai parlamentari con meccanismi che sembrano pensati per sfottere i normali cittadini (solo i più privilegiati fra i beneficiari dovranno rinunciare a somme tutto sommato ridicole, se è vero che a fronte di una spesa annuale per la sola Camera di 134 milioni se ne risparmieranno appena 2.4, cioè l’1,7%) significa voler offendere l’intelligenza oltre che la coscienza etica della comunità.

Inizio a pensare che l’intuizione di Paola Taverna per Roma si debba estendere anche alle elezioni politiche prossime: c’è un complotto per farci STRA-vincere!

Nicola Morra su Facebook

“L’Uragano Raggi” travolge anche l’Acea. Rottamata tutta la vecchia amministrazione…

Raggi

 

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“L’Uragano Raggi” travolge anche l’Acea. Rottamata tutta la vecchia amministrazione…

Acea, Raggi prepara il ribaltone
Via l’ad Irace, in pole Donnarumma

La sindaca nell’assemblea di aprile intende azzerare l’attuale vertice aziendale. In uscita anche la presidente Tomasetti. Per la carica di amministratore delegato il candidato favorito è l’attuale direttore Reti della milanese A2A

L’onda pentastellata arriva anche in Acea. Virginia Raggi, che in campagna elettorale aveva annunciato l’azzeramento dei vertici, ha aspettato la scadenza dei mandati. La fretta di Ignazio Marino, che diede il benservito ai manager nominati senza molta eleganza da Gianni Alemanno subito prima del voto, è costata cara alla municipalizzata, condannata dal Tribunale a versare 840 mila euro all’ex presidente Giancarlo Cremonesi, spedito a casa prima del tempo. L’attuale board però è in scadenza e il 27 aprile, all’assemblea degli azionisti, secondo quanto trapela dal Campidoglio la sindaca darà il via al turn over: non sarà confermato l’amministratore delegato Alberto Irace, renziano Doc e ex sindaco del Pd a Castellammare (al quale è stato riconosciuto da più parti un ottimo lavoro): per prendere il suo posto in pole position c’è Stefano Donnarumma, già presidente di Acea Distribuzione e oggi direttore Reti della milanese A2a. La scelta ancora non è definitiva. Dopo i tutti i pasticci nelle nomine dei mesi scorsi, Virginia Raggi non vuole commettere altri passi falsi e sta valutando con grande attenzione tutti gli aspetti. Ancora in alto mare invece la selezione per la presidenza. In un primo momento era stata anche ventilata la conferma di Catia Tomasetti, ma ormai il divorzio sembra inevitabile, dopo l’incidente dei giorni scorsi, quando l’assessore alle Politiche Andrea Mazzillo si è presentato chiedendo di partecipare, ma è stato messo alla porta. La supervisione del dossier nomine Acea, riferiscono in Campidoglio, è stata affidata a Massimo Colomban, assessore alle Partecipate che gode di piena fiducia dalla Casaleggio. E intanto proprio la settimana scorsa – come risulta dai report sull’Internal Dealing (cioè sulle operazioni sui titoli da parte degli amministratori) – Catia Tomasetti ha ceduto le 19.500 azioni Acea che deteneva (incassando 228.500 euro).

La strategia grillina

La partita sui vertici di piazzale Ostiense è particolarmente delicata. Da un lato l’azienda, controllata al 50,1 per cento dal Comune, è una piccola cassaforte che genera utili importanti per le disastrate casse capitoline. Al tempo stesso però opera in settori sensibili per i romani (elettricità e acqua oltre a gas e parzialmente rifiuti), e scelte sbagliate rischiano di avere ripercussioni molto negative dal punto di vista politico. Per la Raggi in realtà l’occasione per cambiare è quanto mai favorevole: i precedenti sindaci hanno dovuto fronteggiare negli ultimi anni la presenza ingombrante come primo socio privato di Francesco Gaetano Caltagirone. L’imprenditore e editore però da pochi mesi è sceso dal 15,8 al 5%, avendo ceduto un parte della propria quota al colosso francese Engie-Suez (che è invece salito dal 12,5 al 23%), in cambio del 3,6% del gruppo transalpino. Una scelta che focalizza gli interessi di Caltagirone su una dimensione finanziaria sempre più internazionale. In questo quadro, il Campidoglio – pur dovendo garantire la redditività degli investimenti ai francesi (ma anche a Caltagirone e a tutti gli altri azionisti) – può rivedere alcune scelte strategiche, a cominciare dall’impegno nel settore dei rifiuti, adesso marginale: il know how e i mezzi finanziari di Acea potrebbero infatti tornare utili per studiare nuove sinergie per fronteggiare l’eterna emergenza della Capitale in questo settore. Inoltre, il Campidoglio potrà ampliare la funzione «sociale» nella gestione dei sistemi idrici (che riguarda 8,5 milioni di persone in tutto il centro Italia), con un’attenzione maggiore alla qualità del servizio. La giunta grillina, secondo quanto trapela, punta a dimostrare ai romani che l’azienda, pur quotata in Borsa, può essere amministrata nell’interesse prima dei cittadini, rispetto a quello degli azionisti.