La querela di Di Maio sull’acquisto dell’Unità. Ed ora Renzi rischia seriamente 10 anni di carcere…!

 

querela

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

La querela di Di Maio sull’acquisto dell’Unità. Ed ora Renzi rischia seriamente 10 anni di carcere…!

 

La querela di Di Maio sull’acquisto dell’Unità: “Renzi rischia 10 anni di carcere”

Un dossier che potrebbe mandare in galera Matteo Renzi. Ipotesi estrema, ma non campata in aria perché la querela di decine di pagine presentata da Luigi Di Maio alla Procura di Napoli sui presunti appalti facili finiti all’imprenditore Massimo Pessina dopo l’acquisto del quotidiano del Pd L’Unità, sottolineava il Giornale, si basa su accuse pesantissime che chiamano in causa direttamente l’ex premier e segretario democratico.

Il vicepresidente della Camera nonché candidato premier del Movimento 5 Stelle individua reati come istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Il conto se accolte? Una decina di anni di carcere. La “segnalazione” di Di Maio rientra nell’inchiesta napoletana (e romana) sull’imprenditore Alfredo Romeo e Consip (con Tiziano Renzi, padre di Matteo, formalmente indagato insieme all’attuale ministro dello Sport ed ex sottosegretario Luca Lotti), ed è stata girata anche all’Anac del commissario Cantone.

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12364838/consip-querela-di-maio-m5s-matteo-renzi-acquisto-unita-pessina-.html

Manovrina, non c’è traccia dei 250 milioni tagliati a poveri e disabili che il governo s’era impegnato a restituire. Ma non vi preoccupate! 97 milioni per la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti e i fondi per lo sci per quei poveracci di Cortina d’Ampezzo li hanno trovati…!

 

Manovrina

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Manovrina, non c’è traccia dei 250 milioni tagliati a poveri e disabili che il governo s’era impegnato a restituire. Ma non vi preoccupate! 97 milioni per la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti e i fondi per lo sci per quei poveracci di Cortina d’Ampezzo li hanno trovati…!

 

Dietrofront – Nelle bozze del decreto non c’è traccia dei 250 milioni tagliati ai fondi per il sociale trasferiti alle Regioni che il governo s’era impegnato a restituire.

Di tutto di più, tranne i fondi per le categorie più a rischio, in barba alle promesse. La rassicurazione era arrivata il 17 marzo scorso: quel giorno il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, accompagnato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva promesso di ripristinare le risorse destinate al fondo per le non autosufficienze e alle politiche sociali appena tagliate tra polemiche feroci. Nel primo provvedimento utile, però, della misura non c’è traccia: nelle bozze della manovrina del governo, il cui testo ufficiale dovrebbe uscire oggi, lo stanziamento infatti non compare.

E le speranze che possa spuntare all’improvviso sono poche. Tra i governatori – da quanto filtra – c’è molta preoccupazione, e per questo ne hanno discusso nell’ultima conferenza delle Regioni tenutasi giovedì scorso. Al termine è toccato a Massimo Garavaglia, assessore in Lombardia e coordinatore per gli affari finanziari della Conferenza lanciare l’allarme: “C’era l’impegno del governo, ma da quanto risulta dalla versione fantomatica del decreto non c’è nulla. È opportuno che venissero messe le risorse e venisse mantenuta la parola, anche perché a farne le spese sono le categorie sensibili”.

Breve riassunto. Il 23 febbraio scorso, per effetto di un’intesa nella Conferenza Stato-Regioni è stato deciso un maxi-taglio di 485 milioni ai fondi sociali che vengono trasferiti dal governo centrale ai governatori. Tra questi: 50 milioni al fondo per la non autosufficienza (disabili, malati gravi e familiari che li assistono), che è tornato così ai 450 stanziati solo nell’ottobre scorso e 211 milioni a quello per le politiche speciali, che passa così da 311 a 99 milioni (-67%). Soldi che finanziano asili nido, misure di sostegno alle famiglie più povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza. Il fondo per le non autosufficienze, peraltro, era appena stato incrementato di 50 milioni dal “decreto Mezzogiorno” come promesso dal governo alle associazioni che seguono i malati di Sla.

La scure calata il 23 febbraio viene da lontano: le Regioni, infatti, dovevano ripartire i 2,7 miliardi di tagli sul 2017 imposti dalle manovre finanziarie del governo Renzi. Di questi, 2,2 miliardi per effetto del decreto sul “bonus Irpef” del 2014, i famosi 80 euro in busta paga (finanziati in buona parte con questa partita di giro a danno degli Enti locali). Una volta resa pubblica l’intesa, è arrivata la rivolta delle associazioni, in primis la Federazione italiana per il superamento dell’handicap. I 5Stelle, ma anche Sinistra italiana e parte del Pd hanno chiesto lumi al governo, che ha fatto finta di scoprirlo in quel momento (le trattative, però, erano state fatte con Palazzo Chigi).

Per spegnere le polemiche, il governo ha così promesso di tornare sui suoi passi riportando il fondo politiche sociali a 311 milioni e incrementando quello per la non autosufficienza di 37 milioni (destinati al capitolo del trasporto dei disabili). Dal canto loro, le Regioni s’erano impegnate a trovare altri 50 milioni. Il tagli erano a valere sui fondi 2017, c’era quindi una certa urgenza. La manovrina era la destinazione perfetta per lo stanziamento, anche perché il decreto, nato per correggere di 3,4 miliardi il deficit pubblico come chiesto dalla Commissione europea, nel frattempo è diventato un provvedimento “omnibus” di 68 articoli. “È quasi una finanziaria”, ha ammesso ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nella bozza del testo, però, i fondi promessi non compaiono.

In compenso, c’è la garanzia pubblica da 97 milioni per la Ryder cup, la gara internazionale di golf che l’Italia ospiterà nel 2022 e i fondi per permettere a Cortina d’Ampezzo di ospitare le finali di Coppa del mondo e dei Campionati mondiali di sci alpino nel 2020 e 2021. Nel testo ci sono anche risorse (poche, per la verità) per i Comuni e le Province, oltreché per il trasporto pubblico locale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 22/04/2017.

leggi anche:

Sempre più vergognosi – Ryder Cup, Lotti & C. ce l’hanno fatta! 3 volte hanno provato a far passare la norma ben nascosta in altre leggi e 3 volte scoperti, non si sono arresi. Ed al quarto tentativo, con la manovrina, sono riusciti a far pagare a NOI la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti!!

LA CASTA? Beccatevi quest’altra: Parlamentari, ex parlamentari e anche i loro familiari hanno un’assistenza sanitaria da favola, sempre a SPESE NOSTRE !!

 

assistenza sanitaria

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

LA CASTA? Beccatevi quest’altra: Parlamentari, ex parlamentari e anche i loro familiari hanno un’assistenza sanitaria da favola, sempre a SPESE NOSTRE !!

 

I parlamentari godono di buona salute: eh sì, perché il sistema sanitario a Montecitorio è un altro universo rispetto al sistema sanitario per i comuni cittadini (mortali). Un’interessante video-inchiesta condotta per La Gabbia ci introduce nel sistema sanitario di Montecitorio analizzando come funziona la sanità per gli onorevoli. Scopriamo insieme cosa succede.

Sanità a Montecitorio: sembra di entrare in un universo alternativo. Stando più ristretti, in un Paese alternativo. Camere pulite e dotate di tutti i comfort, corridoi ampi e spaziosi che profumano di lindo, pagamenti detratti dallo stipendio, quello stesso stipendio che pagano i cittadini. Il sistema sanitario a Montecitorio funziona eccome: altro che gli ospedali nostrani, dove si rischi di trovare 4 infartuati e 2 incidentati sdraiati su lettini scomodi in una stanza 4×4. E’ proprio tutta un’altra cosa la sanità dell’onorevole, per chiamarla come l’ha fatto “La Gabbia“, nella puntata andata in onda su La7 qualche giorno fa, con un’inchiesta su come i parlamentari possono godere di una sanità normale e vantaggiosa, a discapito dei cittadini che spendono soldi per avere un servizio altrettanto efficiente ma si vedono tornare indietro problemi a non finire e liste d’attesa lunghe diversi lustri.

SISTEMA SANITARIO A MONTECITORIO: TUTTO FUNZIONA (E SEMBRA MOLTO BENE)

Un’infermeria molto attrezzata, 5 studi medici, la fisioterapia, una piccola sala benessere: tutto questo nel sistema sanitario del Parlamento. E se c’è bisogno di cure mediche fuori Montecitorio, i parlamentari possono godere dell’assistenza sanitaria, rimborsabile da parte della Camera attraverso le decurtazioni stipendiali.

La giornalista Monica Raucci ci comunica poi i rimborsi delle spese mediche 2010 e ne sentiamo delle belle: 3 milioni di euro per odontoiatria, 3.173 mila euro per ricoveri e interventi, 146 mila euro per protesi acustica bilaterale, 204 mila euro per cure termali.

ASSISTENZA SANITARIA PARLAMENTARI: PRIVILEGI PER TUTTI (I PARENTI)

Un’altra notizia riguarda il fatto che l’assistenza sanitaria è estesa anche ai familiari dei parlamentari e non solo: coniuge, figli non coniugati fino al 26° anno di età, figli inabili al lavoro, coniuge separate o divorziato e perfino convivente more-uxorio (a patto che la convivenza perduri da almeno 3 anni). Inoltre, da qualche mese sembra che dell’assistenza sanitaria può godere anche il convivente dello stesso sesso. Insomma, la legge è uguale ma non per tutti!

L’inchiesta non finisce certo qui: la Raucci ci fa sapere che i parlamentari possono godere dei servizi di centri convenzionati con Camera e Senato. Fin qui nulla di male, ma risulta qualcosa di molto strano quando si scopre che non esistono praticamente liste d’attesa e file da rispettare. Praticamente non esiste nemmeno il timore di non vedersi dare la disponibilità per esami clinici importanti.

Insomma, chi dice che i parlamentari spesso vivono fuori dalla realtà vera, non sembra dire una grande bugia. Basta passare dall’altra parte della barricata per capire come (non) funziona il sistema sanitario dalle nostre parti.

LA SANITÀ DELL’ONOREVOLE: UNA BREVE VIDEO-INCHIESTA

Godetevi intanto questa interessante video-inchiesta di La Gabbia, ma vi consigliamo di non farvi prendere qualche malore mentre lo guardate: il sistema sanitario per noi cittadini è tutt’altra cosa!

La gabbia – LA SANITÀ DELL’ONOREVOLE

 

Lorenzin: chi può pagarsi l’antibiotico lo faccia, “Questione di civiltà” – Avete capito bene, questa parla di “Civiltà”. Ma lei e tutta la sua casta parassita si sono fatti un’assistenza sanitaria da favola che permette loro di curarsi senza spendere un centesimo, facendosi rimborsare anche i kleenex se hanno il raffreddore. E il tutto a spese nostre. E VIENE A PARLARE A NOI DI CIVILTÀ…?!?

 

Lorenzin

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Lorenzin: chi può pagarsi l’antibiotico lo faccia, “Questione di civiltà” – Avete capito bene, questa parla di “Civiltà”. Ma lei e tutta la sua casta parassita si sono fatti un’assistenza sanitaria da favola che permette loro di curarsi senza spendere un centesimo, facendosi rimborsare anche i kleenex se hanno il raffreddore. E il tutto a spese nostre. E VIENE A PARLARE A NOI DI CIVILTÀ…?!?

 

‘Le persone che possono pagarsi l’antibiotico, dovrebbero farlo. E’ una questione di civiltà”. L’invito arriva dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin intervenuta stamattina a Rainews24. Un appello ”culturale”, non certo una indicazione formale (che per altro puo’ arrivare solo dalle Regioni). Ma è abbastanza per riaprire il dibattito su un tema sentito e temuto: la paventata necessita’ di aumentare la compartecipazione del cittadino alle spese sanitarie.

“Stiamo facendo di tutto per non far aumentare i ticket. Anzi stiamo dicendo alle Regioni ‘non aumentate i ticket’, perché c’è stato un momento di grande difficoltà nella popolazione”, ha per altro tenuto a precisare il ministro. La dichiarazione provoca reazioni, come quella del Tribunale dei Diritti del Malato: ricorda che i 4 miliardi che le Regioni non hanno ottenuto per il Fondo Sanitario nazionale, corrispondano esattamente alla cifra che lo stato intasca ogni anno per tutti i ticket. Ed intanto continua ad aumentare, anno dopo anno, il volume della spesa che i cittadini fanno di tasca propria, compresi i farmaci. Chi decide di andare lo stesso dal medico o di sottoporsi a esami specialistici piu’ o meno costosi spesso paga ‘di tasca propria’ “il 18% della spesa sanitaria totale”.

Una percentuale molto piu’ alta rispetto al 7% della Francia e al 9% dell’Inghilterra e che si traduce in una spesa pro capite annua di circa 500 euro. E il quadro si complica, ha spiegato Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva alla luce del livello gia’ troppo alto raggiunto dalla ‘giungla’ di ticket regionali che hanno gia’ avviato lo spostamento di una quota di persone nella sanita’ privata. Nessun notizia intanto sul fronte dei tavoli avviati ormai piu’ di un anno fa per riscrivere la riforma del sistema dei ticket. ”Intanto come associazione dei cittadini vorremmo condividere le scelte che verranno fatte” ha precisato Aceti.

Il punto, ha aggiunto, e’ che il margine di manovra e’ sempre piu’ stretto: ”se puo’ essere corretto rivedere lo compartecipazione in modo progressivo sulla base del reddito, e’ necessario in realta’ abbassare i ticket per rendere davvero competitivo il servizio pubblico. In sostanza bisogna salvaguardare il servizio sanitario nazionale ma anche i malati, in particolare i cronici ed chi soffre di malattie rare, per evitare che siano soprattutto loro a pagare”.

fonte: https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2015/11/09/sanita-lorenzin-chi-puo-pagarsi-lantibiotico-lo-faccia_2d7995af-d10b-4583-baa5-b6667e13519f.html

Il nostro vaffanculo già lo abbiamo espresso.

Chi vuole saperne di più del paradiso sanitario in cui sguazza quella che ci invita “per Civiltà” a pagarci l’antibiotico, legga questo nostro vecchio articolo (sconsigliato a chi soffre di fegato):

LA CASTA? Beccatevi quest’altra: Parlamentari, ex parlamentari e anche i loro familiari hanno un’assistenza sanitaria da favola, sempre a SPESE NOSTRE !!

 

“Silvio Prescrizioni”: di Marco Travaglio

 

Silvio

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

“Silvio Prescrizioni”: di Marco Travaglio

 

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ieri Silvio Berlusconi ha collezionato la nona prescrizione della sua brillante carriera di imputato nel processo d’appello per la corruzione del senatore Sergio De Gregorio, passato nel 2006 dall’Idv a Forza Italia per la modica cifra di 3 milioni di euro, di cui almeno 1 in nero. In primo grado era stato condannato a 3 anni di reclusione. La prescrizione, specie quando scatta dopo la condanna in primo o secondo grado, non significa assoluzione, ma il contrario: l’imputato è colpevole, però la fa franca perché è trascorso troppo tempo. Se fosse innocente, il giudice dovrebbe assolverlo – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 21 aprile 2017, dal titolo “Silvio Prescrizioni ”.Del resto gli innocenti che vogliono essere assolti nel merito da un reato infamante, rinunciano alla prescrizione per farsi giudicare oltre i termini: B. se n’è sempre guardato bene. Anzi nel 2005 impose la legge ex-Cirielli (il proponente di An se ne dissociò) che di fatto ne dimezzava i termini, raddoppiando i processi destinati al macero e i colpevoli all’impunità. Il tutto in un Paese già affetto da regole processuali demenziali (almeno per gli onesti): mentre in tutti gli altri Stati la prescrizione decorre da quando il reato viene commesso oppure si interrompe alla richiesta di rinvio a giudizio o al rinvio a giudizio o alla condanna di primo grado, qui parte quando il reato viene commesso e non finisce mai, infatti può scattare persino alla vigilia della condanna in Cassazione. Una pacchia che i politici hanno disegnato su misura di sé medesimi e degli altri colletti bianchi, salvo fingere sdegno se ad approfittarne sono gli altri criminali, quelli fuori dal giro.

Ovviamente, il fatto che ieri anche la Corte d’appello di Napoli abbia ritenuto B. colpevole di aver corrotto un senatore della maggioranza per annetterlo all’opposizione, agevolando la caduta del governo Prodi nel 2008, cioè per il reato grave che possa commettere un politico ne ll ’esercizio perché ribalta le regole più elementari della democrazia, nei tg e sui giornaloni finirà tra le brevi di cronaca: B. è il più grande prescritto della storia non solo per la giustizia, ma anche per l’“informazione”, dunque per la memoria degli italiani. Tant’è che Forza Italia – fondata da un pregiudicato pluriprescritto e ideata da un attuale detenuto per associazione mafiosa – continua a raccogliere il 12-13% dei consensi e si accinge a correre per il primo posto alle elezioni con Lega e FdI. E viene indicata dal capogruppo Pd Luigi Zanda e dal ministro Carlo Calenda come il principale interlocutore del centrosinistra per una grande coalizione democratica che, al prossimo giro, salverà l’Italia e l’EurC hi si azzarda a ricordare i precedenti penali del Caimano e della sua ghenga viene sommerso da fischi e pernacchie: “Ancora i processi a B.? Ma è un’ossessione!”. Ebbene sì: ecco, in sintesi, quello che i giudici hanno finora accertato su questo recordman mondiale di delitti senza castigo. Facile immaginare quanti anni di galera (non di servizi sociali) avrebbe collezionato in un altro Paese: uno a caso fra quelli (tutti) che non conoscono strane usanze tribali come la prescrizione eterna e le amnistie e gl’indulti à gogo.

Mettiamo da parte i processi vinti: 4 assoluzioni (3 dubitative per corruzione della Guardia di Finanza, corruzione Sme-Ariosto-1 e fondi neri Medusa; una piena nel caso Ruby), 2 proscioglimenti (Mediatrade) e 18 archiviazioni (4 a Milano per traffico di droga, Progetto Botticelli, Telepiù, Edilnord commerciale; una a Caltanissetta per le stragi del ’92; una a Firenze per le stragi del ’93; 6 a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio; 5 a Roma per i voli di Stato, la compravendita di altri senatori, il caso Saccà, il caso Sanjust e il caso Agcom-Annozero; una a Madrid per Telecinco). Sospendiamo il giudizio sui due processi in corso (corruzione di testimoni nel Ruby-ter a Milano; induzione a mentire del teste Gianpaolo Tarantini a Bari).

E concentriamoci su quelli che hanno accertato o dichiarato altamente probabile la sua colpevolezza. B. ha frodato 7,3 milioni al fisco col trucco dei diritti Mediaset (condanna definitiva a 3 anni). Ha giurato il falso sull’iscrizione alla P2 (amnistia n.1). Ha pagato in nero i terreni della villa di Macherio (amnistia n.2). Ha frodato il fisco col trucco dei diritti Mediaset per circa 350 milioni di dollari (prescrizione n.1 di tutte le appropriazioni indebite e gran parte delle frodi fiscali durante il processo approdato alla condanna). Ha fatto corrompere dai suoi avvocati Previti&C. il giudice Vittorio Metta per scippare la Mondadori a De Benedetti (prescrizione n.2 in appello). Ha pagato 21 miliardi in nero a Bettino Craxi (prescrizione n.3 in appello al processo All Iberian-1 dopo la condanna in tribunale a 2 anni e 4 mesi) e falsificato i bilanci per stornare i relativi fondi neri in Svizzera (proscioglimento al processo All Iberian-2 perché il fatto non è più reato n.1, avendolo lui stesso depenalizzato). Ha falsificato i bilanci delle sue aziende, come accertato nei processi Milan-Lentini (prescrizione n. 4), contabilità Fininvest 1988-’92 (prescrizione n.5), consolidato Fininvest (prescrizione n.6), Sme-Ariosto-2 (proscioglimento perché il fatto non è più reato n.2, avendolo lui stesso depenalizzato). Ha ricevuto e girato al suo Giornale il file rubato della telefonata segreta Fassino-Consorte su Unipol (prescrizione n.7 in appello dopo la condanna a 1 anno in tribunale). Ha fatto pagare 600 mila dollari a David Mills perché non testimoniasse contro di lui (prescrizione n.8). E ha comprato un senatore (prescrizione n.9 in appello dopo la condanna in tribunale a 3 anni). Alla prescrizione n.10, vince una bambolina. O un posto d’onore nel prossimo governo per salvare l’Italia.

Da Il Fatto Quotidiano.

Ricordiamo l’accusa di Tito Boeri, ovviamente caduta nel vuoto: “I vitalizi dei parlamentari sono ingiustificati. Se si applicasse il sistema contributivo si avrebbe un risparmio quasi un miliardo e mezzo”!

Tito Boeri

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

L’accusa di Tito Boeri: I vitalizi dei parlamentari sono ingiustificati. Se si applicasse il sistema contributivo si avrebbe un risparmio quasi un miliardo e mezzo!!!

 

Tito Boeri ha lanciato l’allarme: “I vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati”. Si risparmierebbero circa 76 milioni l’anno se si portassero le pensioni dei parlamentari a valori normali, applicando il sistema contributivo si avrebbe un risparmio di circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni (oltre 100 milioni all’ anno). Il meccanismo dovrebbe essere applicato non solo ai parlamentari ma anche ai consiglieri regionali.

Da IlTempo.it:

I vitalizi dei parlamentari, ovvero la rendita concessa a deputati e senatori al termine del mandato parlamentare, è circa il doppio di quanto hanno versato. Una vera cuccagna che passa di generazione in generazione, a mogli, mariti, figli e fratelli che per decenni vivono con l’assegno dello scomparso. Una rendita che nasce da una contribuzione minima, da una sola legislatura o addirittura da un solo giorno in Parlamento. Un caso emblematico è quello del deputato Luca Boneschi dei Radicali che per aver trascorso ventiquattr’ore alla Camera nel febbraio del 1982 ha avuto la pensione a vita.

L’Inps ha calcolato che un vitalizio parlamentare se fosse calcolato con il metodo contributivo, oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori, si ridurrebbe del 40%. L’assegno minimo passerebbe da 26.379 euro a 2.487 euro, mentre quello medio scenderebbe da 56.830 euro a 33.568 euro. I tagli interesserebbero il 96% dei casi.

In altre parole «i vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati» ha affermato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione nella commissione Affari costituzionali della Camera.

Oggi ci sono circa 2.600 vitalizi in pagamento, per cariche elettive alla Camera o al Senato, per un costo stimato in circa 190 milioni di euro. E si tratta di «una sottostima» ha precisato Boeri perchè sono stati esclusi eventuali anni di servizio presso il Parlamento europeo o presso Consigli Regionali. Insomma è solo la punta di un iceberg.

Portando le prestazioni parlamentari ai valori normali la spesa scenderebbe a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro all’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni). Applicando il sistema contributivo per il ricalcolo dell’insieme delle cariche elettive, si avrebbe un risparmio di circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni (oltre 100 milioni all’anno). Il meccanismo dovrebbe essere applicato non solo ai parlamentari ma anche ai consiglieri regionali. Il risparmio, osserva Boeri, sarebbe di «misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali». L’andamento della spesa per vitalizi in relazione ai contributi versati dal 1965 ad oggi, a prezzi 2016, evidenzia che «la spesa sia stata negli ultimi 40 anni sempre più alta dei contributi».

Il presidente ricorda che normalmente un sistema a ripartizione, in cui i contributi pagano le pensioni in essere, alimenta inizialmente forti surplus perché ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie. «Nel caso di deputati e senatori, invece, il disavanzo è stato cospicuo fin dal 1978, quando ancora i percettori di vitalizi erano poco più di 500».

L’andamento del sistema era «più che prevedibili. Eppure si è ritenuto per molte legislature di non intervenire», dice Boeri. «Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora più generosi». Facendo un confronto con le diverse gestioni speciali «in nessun caso, dice Boeri, «il divario è così accentuato come nel caso dei vitalizi dei parlamentari».

L’Inps ha formulato, nel giugno 2015, proposte di riforma del sistema pensionistico che comportavano una revisione dell’istituto dei vitalizi in parallelo a interventi su circa 350.000 trattamenti in essere di pensionati che non provengono da carriere elettive. Ma contro queste proposte si è subito schierata l’Associazione degli ex parlamentari che ha sollevato il problema dell’anti costituzionalità di qualsiasi ricalcolo.

Ma vediamoli questi assegni d’oro. Luciano Violante percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese,Giuliano Amato arriva a 31.411 euro al mese, Nichi Vendola pensionato d’oro all’età di 57 anni riceve dalla regione Puglia un assegno di 5.618 euro. Walter Veltroni ogni mese incassa 5.373, Massimo D’Alema appena 90 euro in meno del suo storico rivale. Marco Pannella porta a casa una pensione invidiabile da 5.691 euro al mese. Con 35 anni di contributi versati e per la prima volta fuori dal Parlamento, dopo il declino della sua parabola nel centrodestra, percepisce il vitalizio anche l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini (5.614 euro). Poi Prodi (2.864), Rodotà (4.684) e Franco Marini(5.800). Anche Irene Pivetti ha maturato un cospicuo vitalizio a seguito dei suoi 9 anni di mandato parlamentare, durante il quale ha occupato anche la carica di Presidente della Camera. Dal 2013, ovvero da quando aveva solo 50 anni, percepisce 6.203 euro al mese. Alfonso Pecoraro Scanio , deputato dal 1992 al 2008, riceve 8.836 euro al mese da quando aveva 49 anni. A Vittorio Sgarbi per essere rimasto in carica per 4 legislature riceve 8.455 euro. Ma c’è poco da indignarsi: è scritto nel Regolamento. Giancarlo Abete è dal 1992 che non occupa i seggi parlamentari, ma da quando aveva 42 anni riceve 6.590 euro mensili. Rosa Russo Iervolino , parlamentare per oltre 20 anni e più volte Ministro, riceve mensilmente il suo assegno da circa 5400 euro netti. Alla cifra contribuisce anche il cumulo acquisito come sindaco di Napoli, dal 2001 al 2011. Pensionata a 41 anni e con un assegno di 8.455 euro, si può. È il caso di Claudia Lombardo , definita Miss Vitalizio d’oro. Eletta per la prima volta nel Consiglio Regionale della Sardegna quando aveva 21 anni e divenuta presidente nel 2009 con una carriera fulminea. Domenico Gramazio , passato alla storia parlamentare per aver festeggiato la caduta di Prodi nel 2008, mangiando in Senato una fetta di mortadella, percepisce 10.877 euro. Gianni De Michelis , percepisce 5.800 euro netti al mese.

L’Anas assume Dirigente con il seguente curriculum: “compagno della segretaria di Delrio” …Ma Delrio non è dei Cinquestelle ed allora i Tg MUTI…!!!

 

Anas

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

L’Anas assume Dirigente con il seguente curriculum: “compagno della segretaria di Delrio” …Ma Delrio non è dei Cinquestelle ed allora i Tg MUTI…!!!

 

Riesplodono i veleni in Anas. Una vecchia intervista rilasciata da Armani a La Repubblica subito dopo l’avvicendamento come presidente, nel 2015, suona ora ironica quando si scopre che Marco Bonamico, assunto come dirigente “di supporto” a 120 mila euro, è il compagno della segretaria particolare del ministro Delrio.

Tra novembre e dicembre 2015, mentre si avviava il processo di incorporazione della Quadrilatero Marche Umbria Spa in Anas, Armani avrebbe chiesto alla Quadrilatero di assumere un dirigente con la scusa di “supportare” il presidente del Cda Guido Perosino, proposto come Amministratore unico in vista della fusione.

Nulla di fatto. Un po’ perché il profilo del dirigente proposto c’entrava come i cavoli a merenda per quell’incarico e un po’ perché Perosino nemmeno lo voleva questo “assistente di supporto”. Intanto proprio a Perosino viene proposto un secondo incarico in Anas come responsabile dei rapporti con i ministeri e gli enti territoriali (ruolo che ricopre tuttora, oltre a quello di Amministratore unico della QMU).

Armani ci riprova. Gli propone nuovamente l’assunzione (a tempo determinato) del dirigente, giustificandola anche stavolta con la necessità di supportarlo, anche in virtù del suo nuovo incarico in Anas. Così alla fine la Quadrilatero Spa assume questa preziosa risorsa che altri non è che Marco Bonamico, ex Ad di Sogei, che dal 20 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 ha guadagnato 120mila euro lordi per assistere Perosino >>clicca qui<<.

Bonamico, 62 anni, è noto alle cronache per essere stato silurato nel 2011 dall’allora ministro Tremonti (nonostante fosse stato nominato Ad di Sogei proprio da lui) a seguito dello scandalo legato all’inchiesta sull’appalto assegnato all’imprenditore Angelo Proietti, che ristrutturò la casa di Marco Milanese dove abitava appunto l’ex ministro dell’Economia. >>leggi qui<<

Ciò che le cronache invece non riportano è che Bonamico è il compagno, con prole, di Antonella Appulo, segretaria particolare di nientepopodimeno che Graziano Delrio. Niente niente che il ministro abbia chiesto ad Armani di “piazzarlo”?

E lui ha ubbidito. Peccato però che stando a voci di corridoio (nel senso che Bonamico lo avrebbe più volte ripetuto nei corridoi) il ruolo di “assistente” di Perosino – seppur come dirigente a 120 mila euro l’anno – gli stia stretto. E poi, soprattutto, non è contento che il contratto sia a tempo determinato.

Così, quando nel marzo 2016, Anas tentenna di fronte alla fusione con la Quadrilatero e Perosino chiede di essere esonerato dall’incarico di amministratore unico e mantenere solo quello di responsabile dei rapporti con i ministeri e gli enti territoriali, la mente di Armani – per levarsi dalle mani questa patata bollente – è attraversata dal pensiero di piazzare proprio Bonamico sulla poltrona di Au della QMU.

Ma Bonamico – di nome e di fatto – vuole di più. Forte della sua “vicinanza” al ministro Delrio, vorrebbe una poltrona prestigiosa (tipo la Direzione Generale o la Presidenza della costituenda Holding delle partecipate o, perché no, dello Stretto di Messina Spa o, già che ci siamo, dell’universo e oltre). Nel frattempo, però,  si deve “accontentare” del rinnovo del contratto, scaduto lo scorso 31 dicembre 2016 e rinnovato per un altro anno: >>clicca qui<< il rinnovo porta la data del 15 dicembre, guarda caso tre giorni dopo l’insediamento di Gentiloni al Governo (e la conferma di Delrio al MIT).

Di fronte a questa situazione le parole dell’intervista rilasciata ad Armani il 24 ottobre 2015 a La Repubblica, cui si accennava prima, stridono come gesso sulla lavagna: “Lei ha ricevuto telefonate di parlamentari, raccomandazioni?” la domanda del giornalista. “Sì, ho ricevuto diverse telefonate. Ma ho la fortuna di essere stato messo qui in posizione di totale libertà. Questo mi ha detto il ministro Delrio e questo è il mandato ricevuto dalla presidenza del Consiglio e ne sono grato. Ma mantenere Anas nella Pa senza autonomia gestionale porta a telefonate e raccomandazioni”. Quella di Bonamico come la vogliamo chiamare?

Abbiamo interpellato Armani per avere un chiarimento sulla vicenda, ma ha preferito non commentare.

FONTE: http://www.lultimaribattuta.it/59505_anas-bonamico-delrio

Cosa aspetta Alfano a convocare l’Ambasciatore turco? Qualcuno gli ricordi che è LUI (purtroppo) il nostro Ministro degli Esteri! E se nessuno lo ha avvisato, ditegli che Gabriele Del Grande è CITTADINO ITALIANO ed è tenuto prigioniero!

 

Alfano

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Cosa aspetta Alfano a convocare l’Ambasciatore turco? Qualcuno gli ricordi che è LUI (purtroppo) il nostro Ministro degli Esteri! E se nessuno lo ha avvisato, ditegli che Gabriele Del Grande è CITTADINO ITALIANO ed è tenuto prigioniero!

 

Cosa aspetta Alfano a convocare l’Ambasciatore turco? #IoStoConGabriele

Gabriele Del Grande è in carcere in Turchia da 10 giorni. Non ha commesso nessun reato e nessun reato gli è contestato. Quando è stato fermato stava solo facendo il suo mestiere di documentarista e giornalista. Gabriele oggi ha iniziato lo sciopero della fame contro la sua ingiusta detenzione. Il Ministro degli Esteri Angelino Alfano cosa aspetta? Il MoVimento 5 Stelle chiede che sia convocato immediatamente l’Ambasciatore turco in Italia e che il Governo pretenda il rilascio immediato di Gabriele.

La ‘sinistra frou frou’ oggi si indigna e chiede la liberazione di Gabriele. Dov’era quando al Parlamento europeo denunciavamo le restrizioni delle libertà civili e la sistematica repressione messa in atto da Erdogan? Dov’era mentre Renzi metteva le mani nel portafoglio degli italiani per finanziare Erdogan tramite il vergognoso accordo sui migranti? Dov’era mentre noi chiedevamo con forza la sospensione formale dei negoziati e il blocco dei fondi europei di preadesione alla Turchia? In meno di venti anni, da quando Erdogan è salito al potere (diventa primo ministro nel 2003) fino al 2020, l’Europa ha già trasferito o promesso di stanziare alla Turchia 36,6 miliardi di euro. L’Italia dovrà sborsare 224,9 milioni solo per il barbaro accordosui migranti. Ma questo non basta: se Erdogan non otterrà anche l’esenzione dei visti per i cittadini turchi prevista da questo patto illegale (nonostante per anni la Turchia sia stata palesemente l’autostrada per decine di migliaia di jihadisti), minaccia apertamente di utilizzare di nuovo i flussi migratori per imporre la sua volontà a quest’Europa debole e codarda.

Il MoVimento 5 Stelle non cede ai ricatti: noi stiamo con Gabriele e con la sua denuncia dell’ipocrisia europea sull’immigrazione. Il suo documentario ‘Io sto con la sposa’ dovrebbe essere trasmesso in ogni scuola, così da far capire a tutti le tremende conseguenze del Regolamento di Dublino e dell’accordo sui migranti con la Turchia, e nei titoli di coda dovrebbe essere aggiunto un video con le scuse di tutti quei politici che hanno siglato questi vergognosi accordi.

tratto da: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/04/cosa-aspetta-alfano.html

 

Per non dimenticare: Negano la sfiducua a Lotti – E Bruno Vespa apre Porta a Porta annunciando la “sconfitta dei Grillini” …NO, mio caro lecchino, la sconfitta non è dei Grillini, ma della dignità! …Ma lei cosa ne può sapere di dignità…!!

Bruno Vespa

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Per non dimenticare: Negano la sfiducua a Lotti – E Bruno Vespa apre Porta a Porta annunciando la “sconfitta dei Grillini” …NO, mio caro lecchino, la sconfitta non è dei Grillini, ma della dignità! …Ma lei cosa ne può sapere di dignità…!!

 

Ho sentito l’anteprima di Porta a Porta.

Non ci crederete, ma il lecchino di Stato ha annunciato, sul caso Lotti, “la sconfitta dei Grillini”…!!

Sì cari amici: il Parlamento nega la sfiducia ad un inquisito e gli sconfitti sono i Grillini e non la gente onesta…

Ma non dimenticate che il sig. Vespa (che paghiamo NOI. Che dovrebbe fare sevizio pubblico) fino a ieri ha leccato il nobile deretano di chi aveva eletto il condannato Verdini a nostro Padre Costituente…

Povero Cristo ‘sto Vespa, che ne sa lui di Onestà… che ne sa di dignità…

By Eles

 

tratto da: http://zapping2017.myblog.it/2017/03/15/negata-la-sfiducua-a-lotti-e-bruno-vespa-apre-porta-a-porta-annunciando-la-sconfitta-dei-grillini-no-mio-caro-lecchino-la-sconfitta-non-e-dei-grillini-ma-dellonesta-ma-lei-cosa-ne-pu/

GOVERNO RENZI – Sanità, aspettativa di vita ridotta per gli Italiani. A Napoli si vive 3 anni in meno di Trento. Un grazie di cuore per tutti i tagli che hanno fatto alla sanità, mentre regalavano 20 miliardi alle banche!

GOVERNO RENZI

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

SANITA’, RAPPORTO OSSERVASALUTE: A NAPOLI SI VIVE 3 ANNI IN MENO DI TRENTO

CODACONS: DATI VERGOGNOSI, NEL MEZZOGIORNO SANITA’ IN COSTANTE PEGGIORAMENTO E ASPETTATIVE DI VITA RIDOTTE. COLPA DEI CONTINUI TAGLI ALLA SANITA’

I dati contenuti nel rapporto pubblicato oggi da Osservasalute sono per il Codacons “vergognosi” e dimostrano come il servizio sanitario sia peggiorato in Italia negli ultimi anni, specie nelle regioni del Sud.
“L’aspettativa di vita degli italiani si è ridotta e addirittura ai cittadini campani vengono rubati 3 anni di vita rispetto a chi risiede a Trento, e questo è inaccettabile in un paese civile – spiega il presidente Carlo Rienzi – La sanità nel nostro paese è sempre più allo sbando nonostante agli utenti vengano chiesti sempre maggiori sforzi per finanziare il SSN. La colpa di tale situazione è da ricercarsi nei continui tagli alla sanità pubblica, che hanno ridotto i servizi resi all’utenza senza tuttavia colpire il vero cancro del settore: gli sprechi”.
“Auspichiamo ora che le Corti dei Conti regionali destinatarie di un esposto sui fondi per la sanità presentato pochi giorni fa dal Codacons, facciano luce su come vengono utilizzate le risorse destinate al comparto sanitario, perché è vergognoso e inaccettabile che le regioni del sud versino in condizioni così disastrose sul fronte della salute” – conclude Rienzi.