Migliaia di morti e migranti detenuti – Gli scheletri nell’armadio di Macron, quello che definisce noi Italiani “vomitevoli”

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Migliaia di morti e migranti detenuti – Gli scheletri nell’armadio di Macron, quello che definisce noi Italiani “vomitevoli”

Migliaia di morti e migranti detenuti – Gli scheletri nell’armadio di Macron

C’era un tempo in cui Emmanuel Macron dava del “vomitevole” al governo italiano per la gestione dei migranti. Niente a che vedere con la sua civilissima Francia, che invece sembrava in grado di accogliere tutti e col sorriso ben impresso sul volto del capo dell’Eliseo. Poi però dalle parole siamo passati ai fatti. E di quella Francia dell’accoglienza è rimasta un’immagine a dir poco sbiadita.

La gendarmeria ha iniziato a trascinare ed espellere in Italia gli immigrati che arrivavano in Francia o a entrare direttamente in territorio italiano. Mentre Ventimiglia veniva trasformata in una sorta di Calais d’Italia, con tanto di accampamenti e con la polizia francese a vigilare il confine. L’ordine di Parigi era tassativo: nessuno doveva passare il confine. Ordine assolutamente legittimo: ma sarebbe stato sacrosanto evitare la morale al governo di Giuseppe Conte.

Nel frattempo, lo scontro tra Francia e Italia non si è mai arrestato. Tra Parigi e Roma sono volate parole grosse su innumerevoli dossier. Ma è ancora il tema migranti a essere al centro della disfida delle Alpi. Dall’Italia, le accuse verso Parigi si sprecano. Il Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia incolpano la Francia di impoverire l’Africa con le politiche post-coloniali, provocando l’emigrazione di migliaia di persone che giungono via mare in Europa. Il vice premier Luigi Di Maio ha addirittura chiesto all’Unione europea di sanzionare i Paesi europei che impoveriscono il continente africano. Una richiesta che naturalmente non avrà seguito in sede europea, ma è il segnale di come fra Parigi e Roma sia tornato il tempo dello scontro. E con le elezioni europee alle porte, è chiaro che l’immigrazione diventi un tema di dibattito fondamentale.

Da Parigi iniziano a studiare le prime mosse. La Francia è favorevole a “obiettivi quantificati in numeri a livello europeo” ha detto il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, al ‘Grand débat” delle testate CNews-Europe1-Les Échos. “La base dell’Europa è la solidarietà. E anche questa solidarietà deve giocare un ruolo sulla questione migratoria”, ha detto Griveaux. “Non possiamo essere solo alcuni Paesi europei a occuparci di questo problema dell’asilo e dell’immigrazione”, ha continuato. Anzi, ha voluto anche sottolineare che la Francia deve continuare a garantire “l’accoglienza incondizionata e il diritto di asilo”.

Detto così, sembrerebbe che a Parigi batta il cuore dell’accoglienza indiscriminata, dell’integrazione, di un Paese pronto a ricevere braccia aperte chiunque decide da venire in Europa. Eppure, non tutto è oro quel che luccica. E se la Francia di Macron si ammanta di questa sorta di aura di buonismo nel Mediterraneo, e lo fa proprio mentre i barconi affondano al largo della Libia, si dimentica di quanto avviene a casa sua, ma nei Territori d’Oltremare.In particolare in un’isoletta, quella di Mayotte, dove migliaia di migranti, in gran parte minorenni, sono rinchiusi in un Cra, Centre de rétention administrative.

Come spiega La Verità, “ha una capienza di appena 148 posti e l’associazione per i diritti umaniLa Cimade descrive come ‘prigione chiamata con altri nomi’. I bambini provengono dalle isole Comore, a una settantina di chilometri di distanza. Ma a Mayotte non vengono separati dai genitori come è accaduto al confine con il Messico. Siccome i minori non accompagnati non possono essere rinchiusi nei Cra e rispediti alle Comore, si fa al contrario che negli Stati Uniti: si affibbiano a un qualsiasi clandestino adulto nei paraggi e lo si costringe a fingere di esserne il padre o la madre, creando artificiosamente nuclei familiari”.

La situazione è ormai ben oltre i limiti della vivibilità. Centinaia di bambini girano per l’isola abbandonati a se stessi, le bidonville sorgono ovunque, mentre vicino al capoluogo dell’isola è sorta una vera e propria “collina degli immigrati”. Perché arrivare nell’isola equivale ad arrivare in Francia. E da lì si cerca poi di raggiungere con aerei o navi il territorio europeo, passando per Marsiglia. E così è nato un flusso di migranti senza precedenti, con centinaia di migliaia di arriviin pochi anni. Anche perché in Francia c’è lo ius soli: quindi partorire nell’isola di Mayotte equivale a far nascere cittadini francesi (ed europei).

Proprio per questo motivo, migliaia di donne incinta partono alla volta dell’isola dall’arcipelago delle Comore per partorire nei suoi ospedali. Sempre come spiega La Verità, “riprova è che di tutte le partorienti al Chm (il centro ospedaliero locale ndr), il 75% sono immigrate clandestine. Per contrastare il fenomeno, Parigi ha modificato pochi mesi fa le regole dello ius soli soltanto per questa Provincia: adesso diventano francesi i bambini nati a Mayotte da almeno un genitore che sia presente sul territorio, in modo regolare, da minimo tre mesi”. Ma nel frattempo, sono in migliaia a morire nel percorso per raggiungere l’isola. Tra il 1995 e il 20125 sarebbero morte tra le 7mila e le 10mila persone nell’oceano Indiano per sbarcare a Mayotte. Un cimitero nei fondali delle Comore. Ma Macron forse se l’è dimenticato.

O forse, molto pi semplicemente, non vuole che se ne parli. Perché tene a bada le Comore interessa alla Francia. Parigi non vuole problemi in quello specchio di mare dell’oceano Indiano. Tanto che a novembre, i due Stati hanno firmato un accordo per cui il governo di Azali Assoumani accettava gli espulsi da La Mayotte e Macron dava di nuovo l’ok ai visti per l’isola per i cittadini delle Comore. Motivo? La Francia ha parecchi trattati in atto con il governo. I comoriani che vivo in Francia sono moltissimo (di cui molti anche islamici radicali), ci sono accordi per la Difesa e sulla moneta, garantita dalla Francia. E infine c’è un altro tema: l’energia. Nei fondali delle Comore è presente il gas e c’è anche il petrolio. Parigi vuole essere la prima a sfruttarlo e cosi, accetta il ricatto di Azali sui migranti. Nel frattempo muoiono e vengono rinchiusi nei centri di detenzione: ma di questo Macron e l’Europa sembrano essersene dimenticati. Impegnati come sono a parlare di Italia e Libia.

tratto da: http://www.occhidellaguerra.it/francia-macron-migranti-mayotte-comore/?fbclid=IwAR2_SLJhz0mVXANRQwE9b2ZAlDSiUnqYM0KQncrd-a2yUkT-oN-j4i6Q4YY

Migliaia di morti e migranti detenuti – Gli scheletri nell’armadio di Macron, quello che definisce noi Italiani “vomitevoli”ultima modifica: 2019-01-23T21:48:45+01:00da eles-1966
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